Khutbah dei doveri familiari

Nel nome di Allàh,
il Sommamente Misericordioso i
l Clementissimo.

Unicamente Allàh, l’Altissimo, ha titolo esclusivo
per esser Destinatario di Lode.
Soltanto a Lui, noi, suoi servi fedeli,
la lode innalziamo.
Soltanto di Lui, l’Onnipotente,
nel bisogno invochiamo il soccorso.
Soltanto a Lui, il Misericordioso il Clementissimo,
va il nostro ringraziamento.
Soltanto a Lui chiediamo protezione dalle nostre passioni
e dalle nostre trasgressioni.

Soltanto a Lui chiediamo perdono.
A Lui chiediamo di guidarci sul retto sentiero.
Infatti chi è guidato da Allàh
cammina sul sentiero della rettitudine
che a Lui conduce,
mentre per colui che Allàh non guida
non troverai maestro in grado di portarlo sulla retta via.
Rendo testimonianza
che non c’è divinità tranne Allàh,
l’Uno, l’Unico e Uni-personale,
il Quale non generò né fu generato
il Quale non ha compartecipi della divinità.
Nessuna persona possiede la qualità divina
e nessuna cosa la possiede.
Egli perdona le trasgressioni e accetta il pentimento,
ma è severo nel castigo.
Rendo testimonianza che Muhàmmad è Apostolo
e Messaggero di Allàh, dal Quale,
rifulga lo splendor della Sua Luce,
fu inviato come misericordia per tutti gli universi
con il Codice di vita per la salvezza dal fuoco
e la Religione della Verità Oggettiva,
per oscurare ogni altra verità.
Egli, che Allàh lo benedica e l’ abbia in gloria,
assolse la Missione affidatagli,
sforzandosi per il successo della Causa di Allàh,
fino a quando si spense,
lasciandoci un’eredità,
la cui notte è luminosa come il giorno
e di essa non fa tesoro,
solo chi è destinato alla perdizione.
O Allàh, benedici ed abbi in gloria
il Tuo servo e apostolo Muhammad,
dopo il quale non ci sono stati
e non ci saranno più Tuoi Messaggeri,
i suoi Familiari e i suoi Compagni,
che Allàh si compiaccia di loro.

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O credenti, vi esorto ed esorto me stesso al Timore di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, e all’Obbedienza e vi metto in guardia dalla disobbedienza ai Suoi ordini e ai Suoi divieti, perché un giorno, gli uomini saranno fatti uscire per categorie, affinché vedano le loro azioni. (6) Chi fece tanto bene quanto il peso di un atomo, lo vedrà (7) e chi fece tanto male quanto il peso di un atomo, lo vedrà (8) [Sura del Terremoto / 99/ a.a. 6-7-8].

Numerose sono le ayāt che invitano al Timore di Allàh, rifulga lo Splendor della Sua Luce. Dice l’Altissimo:

(18) O voi che credete, siate timorati di Allàh, e consideri ognuno ciò che ha messo innanzi per domani. Sì, siate timorati di Allàh! In verità, Allàh è bene informato di quello che fate.

(19) Non siate come quelli che hanno dimenticato Allàh, per cui Egli ha fatto loro dimenticare loro stessi! Quelli sono i perversi!)

(20) Non sono eguali i compagni del fuoco e i compagni del Paradiso. Sono i compagni del Paradiso coloro che hanno successo.

(21) Se noi facessimo scendere questo Corano su un monte, lo vedresti umiliarsi e spaccarsi per il timor di Allàh. Questi sono i paragoni che Noi offriamo agli uomini, affinché essi riflettano.

(22) Egli è Allàh, all’infuori del Quale non c’ è divinità, il Conoscitore dell’Invisibile e del Visibile. Egli è il Sommamente Misericordioso il Clementissimo.

(23) Egli è Allàh , tranne il Quale non c’è divinità. Egli è il Re, il Santo, la Pace, il Fedele, il Sorvegliante, al-’azìz (il Possente), l’Impositore irresistibile del suo dominio, il Sovrastante in grandezza. Incondivisa è la divinità di Allàh ed Egli è ben al disopra di ciò che Gli associano.

(24) Egli è Allàh, il Creatore, il Produttore, il Formatore. A Lui appartengono i nomi più belli. Tutto ciò ch’è nei Cieli e nella Terra proclama la Sua divinità incondivisa ed Egli è al-’azìz (il Possente), il Sapiente.

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 Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, dice nel Sublime Corano:

Il tuo Signore comanda che voi non adoriate altri che Lui, che voi trattiate bene i vostri genitori! Sia che uno di essi, sia che entrambi, raggiungano presso di te la vecchiaia, non dire loro: «Uff!» [per insofferenza]. Non prenderli a male parole [per impazienza], ma rivolgiti a loro con parole buone. (23) Abbassa le ali, umilmente, davanti a loro, per pietà filiale, e di’: Signore mio, sii misericordioso con loro, come loro sono stati misericordiosi con me, quando mi hanno allevato da piccolo!”(24). Sura 17 “Trasportò”.

Con precisione linguistica e chiarezza concettuale Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, ci detta le regole di comportamento fondamentali, che i figli hanno da osservare nel rapporto figlio-genitori in seno alla famiglia, fondata sul matrimonio, contratto ‘alā kitàbi-llahi wa sunnati rasùli-Hi, che da Allàh, l’Altissimo, è consacrato al Capitolo 30, nell’àyah, 21 quando dice:

Uno dei Suoi segni è che creò per voi, da voi stessi, delle spose in cui voi possiate riposare ed Egli ha posto tra di voi amore e misericordia”.

Egli, rifulga lo splendor della Sua Luce, all’àyah 223 del Capitolo 2 adopera per le mogli la metafora del campo, che il contadino, essendo esso una fonte di sostentamento per la vita e la sopravvivenza, coltiva con amore, grande cura, dedizione e sacrificio. Dice:

Le vostre mogli sono per voi un campo; così entrate nel vostro campo come voi desiderate e abbiate cura dei frutti che nasceranno. Siate consapevoli del vostro dovere nei confronti di Allàh e sappiate che un giorno Lo incontrerete!”.

Quando L’Altissimo dice: “Abbiate cura dei frutti che nasceranno” sottintende il dovere parentale di preservare gli appartenenti alla famiglia dal fuoco.

Per ogni credente nella paternità divina del Sublime Corano e nella missione apostolico-profetica di Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, infatti, c’è nel Sublime Corano l’ordine inequivocabile di Allàh, sia gloria a Lui l’Altissimo, che gli rende obbligatorio il salvare sé medesimo e i componenti della sua famiglia dal fuoco!

È nella famiglia che vengono inculcati nella personalità dei figli l’amore per Allàh, rifulga lo splendore della Sua Luce, e la fede certa nella Sua unità, unicità e unipersonalità, l’amore per il profeta Muhàmmad e la fede certa nella sua dignità di Apostolo e Profeta di Allàh; i valori-chiave dell’Islàm, che sono quelli del rispetto della dignità dell’altro nella sua persona, nella sua cosa, nel suo onore, della veridicità, della fedeltà agli impegni presi, della giustizia, della solidarietà, dell’amore e della sopportazione paziente nelle immancabili prove della vita, della gentilezza verso tutti, del rispetto per le persone anziane, ordinando il bene e proibendo il male.

È nella famiglia che si realizza l’ambiente più idoneo e il clima più favorevole per la formazione e lo sviluppo di una personalità umana equilibrata e di una completa identità islamica.

Per questo motivo il Profeta disse: “Il luogo più bello del mondo è la casa (o come disse)!”.

Allàh, sia gloria a Lui l’Altissimo, sottolinea in più punti del Sublime Corano questa funzione del matrimonio e della famiglia, di cui la casa è la sede, nella quale l’uomo ha la sua prima scuola di vita e dove la madre, rispettosa diligentemente del suo compito islamico nell’ordinamento islamico della vita, ha un ruolo educativo fondamentale nella formazione di uomini del futuro, che siano, fisicamente, psicologicamente e spiritualmente, equilibrati e sani.

Disse il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria: “In verità le porte del Paradiso sono sotto i piedi della mamma!”.

Disse, ancora, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria:“Di tutto quello che un padre può dare ai suoi figli, il meglio è la buona educazione e la preparazione (che è necessaria per affrontare la vita)”.

Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
facciamo nostra l’invocazione coranica dei Servi del Sommamente misericordioso: O Signore nostro, fa’ sì che le nostre mogli e i nostri figli siano per i nostri occhi un motivo di gioia e facci la grazia di essere in prima fila nella pratica della rettitudine!”. Capitolo 25, àyah 74.

Facciamo questa invocazione nella consapevolezza che Allàh ha creato ciascuno di noi da un maschio e da una femmina, uniti in matrimonio, istituzione divina, per la conservazione della specie umana, sicché è nostro dovere rifiutare che il suo nome venga usato per definire relazioni inter-soggettive diverse.

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Chiedo perdono ad Allàh per me, per voi e per tutti i Musulmani. Chiedete anche voi il Suo perdono!

In Verità, Egli è il Clementissimo Perdonatore.