Il ricordare giova: cos’è l’Islàm

Nel nome di Allàh,
il Sommamente Misericordioso
il Clementissimo.

Eccellenti fratelli e sorelle nell’Islàm,
Il ricordare giova ed è per questo che oggi l’oggetto del Sermone sarà, se Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, vuole, la nostra religione, perché in questo momento storico e in questa nostra contrada europea come altrove, l’Islàm e i Musulmani sono sotto attacco, dato che il nemico di sempre ha coniato un nuovo strumento, etichettato STATO ISLAMICO, per promuovere il terrore e l’odio verso i Musulmani e contro l’Islàm, al fine di impedire l’ascolto del Messaggio di Pace dell’Islàm e innalzare una barriera ideologica nelle menti intrappolate nel pregiudizio della generalizzazione. Noi dobbiamo affrontare con spirito sereno questo momento difficile, consapevoli che i complotti del Diavolo sono fallimentari, perché sappiamo che se i nemici dell’Islàm tramano, anche Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, trama e Lui, l’Altissimo è il Migliore dei tramatori e le Sue trame vanno sempre a segno. Subhàna-llàh!

Unicamente Allàh, l’Altissimo, ha da essere Destinatario di ogni Lode da parte di ogni creatura umana, perché ogni altra creatura Lo loda per natura, ed è per questo, che noi, suoi servi fedeli, a Lui soltanto la nostra lode innalziamo; e soltanto di Lui, l’Onnipotente, nel bisogno invochiamo il soccorso; soltanto a Lui, il Misericordioso il Clementissimo, va, in ogni caso, il nostro ringraziamento; soltanto a Lui noi chiediamo protezione dalle nostre passioni e dalle nostre trasgressioni. Soltanto a Lui, noi suoi servi chiediamo perdono e a Lui chiediamo di guidarci sul retto sentiero e di non farci da esso deviare. Infatti, solamente colui che è guidato da Allàh cammina sul sentiero della rettitudine, il sentiero della rettitudine che a Lui conduce, mentre per colui che Allàh non guida, non troverai maestro in grado di portarlo sulla retta via. Nella Luce di questa consapevolezza, che è una grazia divina, noi rendiamo testimonianza che non c’è divinità tranne Allàh, l’Uno, l’Unico e Uni-personale, il Quale non generò né fu generato, il Quale non ha compartecipi della divinità.

Nessuna persona, noi lo sappiamo benissimo, possiede la qualità divina e nessuna cosa la possiede. Egli perdona le trasgressioni e accetta il pentimento, ma è severo nel castigo. Noi rendiamo testimonianza che Muhàmmad, Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, è Apostolo e Messaggero di Allàh, dal Quale, rifulga lo splendor della Sua Luce, fu inviato come misericordia per tutti gli universi con la visione reale del mondo e con il Codice di vita, che offre all’uomo l’unica via da percorrere per ottenere la salvezza dal fuoco, non senza il concorso decisivo della Misericordia di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce. Egli, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, portò a termine la Missione di Salvezza affidatagli, sforzandosi per il successo della Causa di Allàh, fino a quando si spense, lasciandoci un’eredità, la cui notte è luminosa come il giorno e di essa non fa tesoro solo chi è destinato alla perdizione.

Eccellenti fratelli e sorelle nell’Islàm,
invochiamo Allàh, perché benedica ed abbia in gloria il Suo servo e apostolo Muhammad, dopo il quale non ci sono stati e non ci saranno più Suoi Messaggeri, i Familiari e i Compagni di lui, che Allàh si compiaccia di loro.

E come le formule del rito richiedono, in questo giorno benedetto, il migliore dei giorni della settimana, vi esorto ed esorto me stesso al Timore di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, e all’Obbedienza e nel contempo vi metto in guardia dalla disobbedienza ai Suoi ordini e ai Suoi divieti, perché un giorno, gli uomini saranno fatti uscire per categorie, affinché vedano le loro azioni. (6) Chi fece tanto bene quanto il peso di un atomo, lo vedrà (7) e chi fece tanto male quanto il peso di un atomo, lo vedrà (8) [Sura del Terremoto / 99/ a.a. 6-7-8].

Numerose sono le ayāt che invitano al Timore di Allàh, rifulga lo Splendor della Sua Luce. Dice l’Altissimo:

(18) O voi che credete, siate timorati di Allàh, e consideri ognuno ciò che ha messo innanzi per domani. Sì, siate timorati di Allàh! In verità, Allàh è bene informato di quello che fate.

(19) Non siate come quelli che hanno dimenticato Allàh, per cui Egli ha fatto loro dimenticare loro stessi! Quelli sono i perversi!)//

(20) Non sono eguali i compagni del fuoco e i compagni del Paradiso. Sono i compagni del Paradiso coloro che hanno successo. //

(21) Se noi facessimo scendere questo Corano su un monte, lo vedresti umiliarsi e spaccarsi per il timor di Allàh. Questi sono i paragoni che Noi offriamo agli uomini, affinché essi riflettano.//

(22) Egli è Allàh, all’infuori del Quale non c’ è divinità, il Conoscitore dell’Invisibile e del Visibile. Egli è il Sommamente Misericordioso il Clementissimo.

(23) Egli è Allàh , tranne il Quale non c’è divinità. Egli è il Re, il Santo, la Pace, il Fedele, il Sorvegliante, al-’azìz (il Possente), l’Impositore irresistibile del suo dominio, il Sovrastante in grandezza. Incondivisa è la divinità di Allàh ed Egli è ben al disopra di ciò che Gli associano.

(24) Egli è Allàh, il Creatore, il Produttore, il Formatore. A Lui appartengono i nomi più belli. Tutto ciò ch’è nei Cieli e nella Terra proclama la Sua divinità incondivisa ed Egli è al-’azìz (il Possente), il Sapiente.

Eccellenti fratelli e sorelle nell’Islàm,
Dice Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, nel Sublime Corano: INNA D-DINA ‘INDA LLAHI L-ISLAM [in verità la religione di Dio/Allàh è l’ISLAM] e disse, ancora, sempre Allàh, sia gloria a Lui, l’Altissimo: “Chi si presenterà [nel giorno del Giudizio] con una religione diversa dall’Islàm sarà respinto e nella vita futura sarà tra i perdenti [finirà nelle fiamme dell’inferno per l’eternità].

La nostra religione è l’ISLÀM e noi siamo musulmani, perché ci sottomettiamo al Volere dell’Altissimo, rendendo testimonianza [CON LA PAROLA E L'AZIONE] che non c’è divinità, tranne Allàh, e rendendo, parimenti testimonianza [CON LA PAROLA E L'AZIONE], che Muhàmmad è Servo e Apostolo di Allàh, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria.

Dice Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, all’àyah 32 della Sura al-mā‹idah: Per questo abbiamo prescritto ai Figli di Israele [di non uccidere una creatura umana] poiché chiunque uccida un uomo, il quale non abbia ucciso a sua volta, o che non abbia diffuso la corruzionesulla terra, sarà come se avesse ucciso l’umanità intera; mentre chi ne abbia salvato uno, sarà come se avesse salvato tutta l’umanità. I Nostri Messaggeri sono venuti a loro con le prove! Eppure molti di loro commisero eccessi sulla terra.

Questa àyah sublime ha un immenso e inequivocabile significato di condanna di ogni azione finalizzata a togliere la vita a una creatura umana, tranne che nei casi previsti e puniti con la morte da Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce: l’omicidio, l’adulterio, l’apostasia e gli altri, come la blasfemia, la stregoneria, il brigantaggio e altro, attraverso uno scrupoloso accertamento della verità dei fatti per mezzo di un regolare processo, eseguito secondo le norme del codice di procedura penale, da parte degli organi di giustizia dello stato islamocratico, riguardanti un crimine compiuto nel territorio, sul quale lo Stato esercita la sua sovranità, per grazia di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce.

Qualsiasi azione – prevista come crimine e punita dalla Legge dello Stato Islamocratico – che sia stata compiuta sul Suo territorio commessa da un < figlio di Adamo >, non dà titolo a nessun altro < figlio di Adamo > di privarlo, privatamente, della sua vita e ciò, perché il privare della sua vita un uomo, fuori dai casi indicati dalla Legge, non ha nulla a che fare con l’Islam e i musulmani, come quello di cui si hanno notizie dal Medio-oriente, dove, degli auto-proclamatisi musulmani, rivelano con le loro imprese criminali di essere mercenari al soldo della reazione anti-islamica mondiale, che li finanzia per diffondere a livello mass-mediatico nelle turbe video-dipendenti un’immagine bestiale della nostra religione, una mistificazione dei nostri valori e dei principi islamici, fornendo un’arma micidiale ai nemici giurati da “millenni” dell’Islàm, che già operano sia a livello ideologico sia a livello terroristico.

Dobbiamo, noi, essere in grado di proclamare a tutti i livelli che l’ISLAM è estraneo ai fatti del Medio-Oriente e non basta alzare bandiere nere con scritte fondamentali dell’Islàm per qualificare musulmani coloro che compiono azioni completamente fuori dall’ISLAM, violandone le Regole, che non hanno come Autore altri che Iddio/ Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce.

È questo che noi abbiamo da rispondere alle inevitabili provocazioni: “L’ISLAM è estraneo al FATTO! Bisogna saper far vedere a chi ci offende e ci chiede “di dissociarci” che noi, musulmani, non abbiamo nulla da spartire con dei criminali, che, molto probabilmente, in gran parte hanno problemi psichiatrici e disturbi mentali, facilmente manipolati da abili strizza-cervelli, i quali se ne servono per confezionare motivi di demonizzazione dell’Islàm.

Noi dobbiamo continuare con perseveranza e saggezza il nostro percorso del dialogo e della fraternità umana e non dobbiamo scoraggiarci, perchè questa è la strada dei grandi maestri della nostra storia. Teniamo bene a mente che l’Islàm è l’unica espressione del “sentimento religioso” che, se alberga nel cuore di un uomo, è valido ai fini della salvezza da fuoco. Piaccia o non piaccia, le cose stanno così e chi la pensa diversamente sarà informato della verità in proposito nel Giorno del Giudizio: Libertà dell’uomo dal dominio dell’uomo, uguaglianza, fratellanza nel Nome di Allàh, il sommamente Misericordioso il Clementissimo, sulla via tracciata dal profeta Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria.

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O Allàh, benedici ed abbi in gloria il Tuo Servo e Apostolo Muhàmmad, il quale portò a termine il compito che gli fu da Te affidato per la salvezza dell’umanità dal fuoco. Compiaciti della sua Famiglia, dei suoi quattro successori custodi dell’ortodossia islamica, Abu Bakr, Omar, Othmàn e Alì, di tutti i sui Compagni e dei loro Seguaci, come pure di chi segue l’insegnamento del Profeta e pratica la sua linea di condotta; e, infine, compiaciti di noi in virtù della Tua clemenza, della Tua generosità e della Tua grazia.

O Allàh, dà gloria e potenza all’Islàm e ai musulmani! O Allàh crea la concordia tra i loro cuori, unifica le loro schiere, raccogli nella Parola della Verità le loro diversità.

O Allàh, noi ti chiediamo tutto il bene di cui abbiamo conoscenza e di tutto quello che ignoriamo; e Ti chiediamo protezione dal male, di cui abbiamo conoscenza e di quello che non conosciamo; noi chiediamo il Tuo compiacimento e il Paradiso e chiediamo protezione dalla Tua riprovazione e dall’inferno.

O Allàh, rendici facile la vita, apri i nostri petti, soddisfa i nostri bisogni; non punirci per i nostri peccati, non distruggerci per quello che fanno gli stolti, proteggici dal male della corruzione sia di quella che si vede che da quella nascosta e tieni lontano da noi delle prove, dalle quali solo tu puoi tenerci indenni.

Signor nostro, abbiamo fatto torto a noi stessi e se Tu non ci perdoni e ci usi misericordia, finiremo tra i perdenti. O Signor nostro, dacci il bene nella vita terrena e il bene nella vita futura e scampaci dal fuoco.

O credenti,
Allàh ordina la giustizia, la buona condotta, di aiutare il prossimo e di proibisce le sconcezze le cose riprovevoli e l’iniquità. Vi esorta a riflettere perché siate consapevoli; perciò rammentatevi delle grazie di cui Allàh, rifulga lo splendore della Sua Luce, vi ricolma e siate a Lui riconoscenti per le Sue grazie! Ricordatevi di Lui, perché il Ricordo di Lui è ancor più grande cosa. Sappiate che Allàh, l’Altissimo, conosce il vostro agire.

Concludo il mio discorso, chiedendo ad Allàh, l’Altissimo, di mantenermi sulla retta via e di mantenere su essa anche voi, grazie al Suo Libro Generoso.

Chiedo perdono ad Allàh per me, per voi e per tutti i Musulmani. Chiedete anche voi il Suo perdono!

In Verità, Egli è il Clementissimo Perdonatore.