Per le dieci notti!

Nel nome di Allàh,
il Sommamente Misericordioso i
l Clementissimo.

Unicamente Allàh, l’Altissimo, ha titolo esclusivo
per esser Destinatario di Lode.
Soltanto a Lui, noi, suoi servi fedeli,
la lode innalziamo.
Soltanto di Lui, l’Onnipotente,
nel bisogno invochiamo il soccorso.
Soltanto a Lui, il Misericordioso il Clementissimo,
va il nostro ringraziamento.
Soltanto a Lui chiediamo protezione dalle nostre passioni
e dalle nostre trasgressioni.

Soltanto a Lui chiediamo perdono.
A Lui chiediamo di guidarci sul retto sentiero.
Infatti chi è guidato da Allàh
cammina sul sentiero della rettitudine
che a Lui conduce,
mentre per colui che Allàh non guida
non troverai maestro in grado di portarlo sulla retta via.
Rendo testimonianza
che non c’è divinità tranne Allàh,
l’Uno, l’Unico e Uni-personale,
il Quale non generò né fu generato
il Quale non ha compartecipi della divinità.
Nessuna persona possiede la qualità divina
e nessuna cosa la possiede.
Egli perdona le trasgressioni e accetta il pentimento,
ma è severo nel castigo.
Rendo testimonianza che Muhàmmad è Apostolo
e Messaggero di Allàh, dal Quale,
rifulga lo splendor della Sua Luce,
fu inviato come misericordia per tutti gli universi
con il Codice di vita per la salvezza dal fuoco
e la Religione della Verità Oggettiva,
per oscurare ogni altra verità.
Egli, che Allàh lo benedica e l’ abbia in gloria,
assolse la Missione affidatagli,
sforzandosi per il successo della Causa di Allàh,
fino a quando si spense,
lasciandoci un’eredità,
la cui notte è luminosa come il giorno
e di essa non fa tesoro,
solo chi è destinato alla perdizione.
O Allàh, benedici ed abbi in gloria
il Tuo servo e apostolo Muhammad,
dopo il quale non ci sono stati
e non ci saranno più Tuoi Messaggeri,
i suoi Familiari e i suoi Compagni,
che Allàh si compiaccia di loro.

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O credenti, vi esorto ed esorto me stesso al Timore di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, e all’Obbedienza e vi metto in guardia dalla disobbedienza ai Suoi ordini e ai Suoi divieti, perché un giorno, gli uomini saranno fatti uscire per categorie, affinché vedano le loro azioni. (6) Chi fece tanto bene quanto il peso di un atomo, lo vedrà (7) e chi fece tanto male quanto il peso di un atomo, lo vedrà (8) [Sura del Terremoto / 99/ a.a. 6-7-8].

Numerose sono le ayāt che invitano al Timore di Allàh, rifulga lo Splendor della Sua Luce. Dice l’Altissimo:

(18) O voi che credete, siate timorati di Allàh, e consideri ognuno ciò che ha messo innanzi per domani. Sì, siate timorati di Allàh! In verità, Allàh è bene informato di quello che fate.

(19) Non siate come quelli che hanno dimenticato Allàh, per cui Egli ha fatto loro dimenticare loro stessi! Quelli sono i perversi!)

(20) Non sono eguali i compagni del fuoco e i compagni del Paradiso. Sono i compagni del Paradiso coloro che hanno successo.

(21) Se noi facessimo scendere questo Corano su un monte, lo vedresti umiliarsi e spaccarsi per il timor di Allàh. Questi sono i paragoni che Noi offriamo agli uomini, affinché essi riflettano.

(22) Egli è Allàh, all’infuori del Quale non c’ è divinità, il Conoscitore dell’Invisibile e del Visibile. Egli è il Sommamente Misericordioso il Clementissimo.

(23) Egli è Allàh , tranne il Quale non c’è divinità. Egli è il Re, il Santo, la Pace, il Fedele, il Sorvegliante, al-’azìz (il Possente), l’Impositore irresistibile del suo dominio, il Sovrastante in grandezza. Incondivisa è la divinità di Allàh ed Egli è ben al disopra di ciò che Gli associano.

(24) Egli è Allàh, il Creatore, il Produttore, il Formatore. A Lui appartengono i nomi più belli. Tutto ciò ch’è nei Cieli e nella Terra proclama la Sua divinità incondivisa ed Egli è al-’azìz (il Possente), il Sapiente.

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Fratelli e sorelle,
“Dice Allàh, Rifulga lo splendor della Sua Luce, nel Sublime Corano:

<<< Chiama le genti al pellegrinaggio: verranno a te a piedi e con cammelli slanciati, da ogni remota contrada, per partecipare ai benefici che sono stati loro concessi; e invocare il Nome di Allah nei giorni stabiliti, sull’animale del gregge che è stato loro attribuito in nutrimento. Mangiatene voi stessi e datene al bisognoso e al povero (Ḥàǧǧ:27,28)>>>.

Ibn ‛Abbāṣ, che Allàh si compiaccia di lui, cugino e Compagno del Profeta, il quale riferì ben 1660 hadīth dell’Apostolo di Allàh, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, disse che i giorni stabiliti sono i primi dieci giorni di Dhū-l-Ḥìǧǧiah”. Sono i giorni delle cui notti parla Allàh, rifulga lo splendor della Sua luce nella prima e nella seconda àyah della sura al-fàǧr, la sura numero ottantanovesima del Sublime Corano che inizia con le parole: Per l’alba (1) e per le dieci notti (2).

Ibn ‛Abbāṣ che l’Apostolo di Allàh, Allàh lo benedica e l’abbia in gloria disse: “Per le dieci notti! [che è il Giuramento, con il quale Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce assevera il Messaggio coranico affidato a Suratu-l-fàǧr] significa i primi 10 giorni di Dhū-l-Ḥìǧǧah”.

Con Ibn ‘Abbāṣ, che Allàh si compiaccia di lui diversi Compagni di primo piano del Profeta, che Allàh si compiaccia di loro, tra i quali Ali ibn Abī Ṭālib, anche lui cugino del Profeta e genero di lui, che Allàh lo esalti, hanno detto che il significato di questa àyah è l’alba del primo giorno di dhū-l-Ḥìǧǧah e che quella del giorno del sacrificio è la chiusura delle dieci notti.

Ibn ‘Abbāṣ riferì, inoltre, che il Messaggero di Allah, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, disse: “Non ci sono giorni, nei quali le opere buone sono più amate da Allah di quelle compiute in questi giorni [cioè: in questi dieci giorni]. I presenti chiesero: “O Messaggero di Allah, neanche il gihād fī sabili-llāh?”. Rispose, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria: “Neanche il gihād fī sabili-llāh, a parte quello di colui che esce con se stesso e con la sua ricchezza e non torna con nessuna dei due”. [cioè il martire] (Bukhari, Abu Dawd).

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Con molta probabilità, venerdì prossimo, se Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, vuole, saremo entrati nella prima decade del mese di dhū-l-ḥìggiah, l’ultimo mese di questo anno egiriano 1435, saremo entrati in questi primi dieci giorni di Dhū-l-Ḥìǧǧah, che ai fini della salvezza dal fuoco sono i giorni migliori dell’anno, perché non ci sono giorni dell’anno nei quali le opere siano migliori di quelle eseguite nei primi dieci giorni di Dhū-l-Ḥìǧǧiah, giorni nei quali si trova il Giorno del Tarwiyah [il primo giorno del Ḥàǧǧ], il giorno del Arafat e il giorno del Sacrificio [yàumu-n-nàhr].

Le opere migliori che è consigliabile fare sono:

il Ḥàǧǧ e la ‛Umrah”, disse, infatti l’Apostolo di Allah, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria: “I peccati commessi tra ‘Umrah e Umrah sono cancellati e il Ḥàǧǧ, eseguito senza difetti non ha altra ricompensa che il Paradiso” (o come disse in tal senso, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria). Bukhārī e Muslim];

digiunare in questi giorni, secondo la possibilità. Infatti è Sunnah digiunare il Giorno di Arafat [il giorno 9 di Dhū-l-Ḥìǧǧah] per coloro che non stanno compiendo il Ḥàǧǧ [Il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, disse che, per il digiuno del Giorno di Arafat Allàh perdona le trasgressioni dell’anno passato e di quello che verrà (Muslim);

intensificare il Dhikr [il Ricordo di Allàh];

tutte le opere che Allàh ama, come i riti d’adorazione supererogatori [ nawāfil ], la veglia notturna di adorazione (qiyāmu-l-làyl), l’elargizione facoltativa (ṣadaqah) e la recitazione del Sublime Corano (tilāwatu-l-Qur‹ān).

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Fratelli e sorelle,
Chiediamo ad Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, di metterci nelle condizioni di compiere il Pellegrinaggio e la ‘Ùmrah e di farci fare il pellegrinaggio come lo fece il Nostro amato Profeta, che Egli benedica ed abbia in gloria, per rinnovare con Lui il nostro impegno di fedeltà presso la Sua Casa e affinché ciascuno di noi possa tornare nella purezza un cui le nostre madri ci misero al Mondo.

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O Allàh, benedici ed abbi in gloria il Tuo Servo e Apostolo Muhàmmad, il quale assolse il compito che gli fu da Te affidato per la salvezza dell’umanità dal fuoco. Compiaciti della sua Famiglia, dei suoi quattro successori custodi dell’ortodossia islamica, Abu Bakr, Omar, Othmàn e Alì, , di tutti i sui Compagni e dei loro Seguaci, come pure di chi segue l’insegnamento del Profeta e pratica la sua linea di condotta; e, infine, compiaciti di noi in virtù della Tua clemenza, della Tua generosità e della Tua grazia.

O Allàh, dà gloria e potenza all’Islàm e ai musulmani! O Allàh crea la concordia tra i loro cuori, unifica le loro schiere, raccogli nella Parola della Verità le loro diversità.

O Allàh, noi ti chiediamo tutto il bene di cui abbiamo conoscenza e di tutto quello che ignoriamo; e Ti chiediamo protezione dal male, di cui abbiamo conoscenza e di quello che non conosciamo; noi chiediamo il Tuo compiacimento e il Paradiso e chiediamo protezione dalla Tua riprovazione e dall’inferno.

O Allàh, rendici facile la vita, apri i nostri petti, soddisfa i nostri bisogni; non punirci per i nostri peccati, non distruggerci per quello che fanno gli stolti, proteggici dal male della corruzione sia di quella che si vede che da quella nascosta e tieni lontano da noi delle prove, dalle quali solo tu puoi tenerci indenni.

Signor nostro, abbiamo fatto torto a noi stessi e se Tu non ci perdoni e ci usi misericordia, finiremo tra i perdenti. O Signor nostro, dacci il bene nella vita terrena e il bene nella vita futura e scampaci dal fuoco.

O credenti,
Allàh ordina la giustizia, la buona condotta, di aiutare il prossimo e di proibisce le sconcezze le cose riprovevoli e l’iniquità. Vi esorta a riflettere perché siate consapevoli; perciò rammentatevi delle grazie di cui Allàh, rifulga lo splendore della Sua Luce, vi ricolma e e siate a Lui riconoscenti per le Sue grazie! Ricordavi di Lui, perché il Ricordo di Lui è ancor più grande cosa. Sappiate che Allàh, l’Altissimo, conosce il vostro agire.

Concludo il mio discorso, chiedendo ad Allàh, l’Altissimo, di mantenermi sulla retta via e di mantenere su essa anche voi, grazie al Suo Libro Generoso.

Chiedo perdono ad Allàh per me, per voi e per tutti i Musulmani. Chiedete anche voi il Suo perdono!

In Verità, Egli è il Clementissimo Perdonatore.