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Khutbah dell’Umiltà

Nel nome di Allàh,
il Sommamente Misericordioso il Clementissimo.

Unicamente Allàh, l’Altissimo, ha titolo per essere Degnissimo di Lode, per cui noi, suoi servi fedeli, soltanto a Lui innalziamo la lode e il ringraziamento; soltanto a Lui rivolgiamo la nostra invocazione di soccorso, soltanto a Lui chiediamo protezione dalle nostre passioni e dalle nostre trasgressioni; a Lui soltanto chiediamo perdono e a Lui, rifulga lo splendor della Sua Luce, chiediamo la guida sul retto sentiero. Infatti, solamente chi è guidato da Allàh cammina sulla retta via, mentre, per colui che Allàh non guida, non si troverà maestro in grado di metterlo sulla retta via.

Rendo testimonianza che non c’è divinità, tranne Allàh, il Quale è Uno, Unico e Uni-personale, il Quale non generò né fu generato, il Quale a nessun titolo ha compartecipi nella Sua Qualità divina. Egli, infatti, è l’unico Creatore, l’unico Autore delle leggi che governano il creato, il Quale è Unico nella Onni-potenza, nella Onniscienza, nella Onnipresenza, nella Onniaudienza, nella Onnivedenza, ed è Unico nell’Onniagenza. Egli perdona le trasgressioni e accetta il pentimento, ma è severo nel castigo.

Rendo testimonianza che Muhàmmad è Apostolo e Messaggero di Allàh, dal Quale fu inviato, come misericordia per tutti gli universi, con il Codice di vita per la salvezza dal fuoco e la Religione della Verità Oggettiva, per oscurare ogni altra verità. Egli, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, portò a termine la Sua missione, sforzandosi per il trionfo della Parola di Allàh su qualsiasi parola dell’uomo, fino a quando rese l’anima al suo Signore, lasciandoci un’eredità la cui notte è luminosa come il giorno, e di essa non fa tesoro solo chi è destinato alla perdizione.

O Allàh, benedici il Tuo servo e Apostolo Muhammad, dopo il quale non ci saranno più Messaggeri, la sua Famiglia e i suoi Compagni.

Fratelli e Sorelle carissimi, vi esorto ed esorto me stesso al Timore di Allàh e all’obbedienza ai Suoi Comandamenti; vi metto, inoltre, in guardia dalla disobbedienza alle sue norme di fare e ai suoi divieti, perché un giorno,  “gli uomini saranno fatti uscire per categorie, affinché vedano le loro azioni. (6) Chi fece tanto bene quanto il peso di un atomo, lo vedrà (7) e chi fece tanto male quanto il peso di un atomo, lo vedrà  (8)”  [Sura del Terremoto / 99/ a.a. 6-7-8] .

 -O-

 Eccellenti Fratelli e Sorelle Nell’Islàm,
io vi esorto voi ed esorto me stesso alla virtù dell’umiltà nell’obbedienza ai Comandamenti di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce e vi metto in guardia dalla superbia nella disobbedienza alle sue norme, perché ognuno di noi nel giorno della Resurrezione sarà fatto uscire per presentarsi al Giudizio Divino con la categoria di uomini a cui appartiene, Come dice Allàh, rifulga lo splendore della Sua Luce:

<Gli uomini saranno fatti uscire per categorie, affinché vedano le loro azioni.(6) Chi fece tanto bene quanto il peso di un atomo, lo vedrà (7) e chi fece tanto male quanto il peso di un atomo, lo vedrà> [Sura del Terremoto / 99/ a.a. 6-7-8] (8).

La lode tutta appartiene ad Allàh, rifulga lo splendore della Sua Luce, il Quale ci ha guidato e ci mantiene sulla via della Rettitudine, l’anima della quale è l’umiltà e, per mezzo della missione apostolico-profetica di Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, ha dato all’uomo nel rito d’adorazione lo strumento per ascendere a Lui [Disse il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria: “Il rito d’adorazione è il mi’rāg (l’ascensione del Profeta alla Presenza di Allàh) del credente”] e l’anima del Rito di Adorazione è l’umiltà.

Dice Allàh, rifulga la Sua Luce, nella Sura <I Credenti> [23]:

<Il successo lo raggiungono i credenti, (1) i quali sono umili nella loro adorazione quotidiana, (2) i quali si tengono alla larga dal vaniloquio, (3) i quali sono pronti a fare il pagamento dell’imposta coranica, (4) i quali controllano la loro sessualità – (5) fuorché con le loro mogli e con ciò che le loro destre possiedono, sicché, in verità, essi sono irreprensibili, (6) mentre coloro che desiderano oltre questo commettono trasgressione – (7) coloro i quali si danno premura per i depositi loro affidati e per l’adempimento delle loro promesse, (8) coloro che salvaguardano le loro adorazioni quotidiane! (9) Quelli sono gli eredi, (10) i quali avranno in eredità il Paradiso, dove rimarranno, eternamente.(11)

Sono undici ayàt fondamentali, nelle quali sono raccolte le caratteristiche fondamentali del <Credente> e la prima di queste caratteristiche è l’umiltà nel rito di adorazione, la cui massima espressione gestuale è il sugiùd, quando la fronte del fedele tocca la terra nella prosternazione, la terra da cui l’uomo è stato creato, nella quale ritornerà e da cui sarà fatto uscire!

Nel rito d’adorazione il credente che si prosterna, essendo consapevole che nel rito egli è in presenza del suo Signore e in intimo rapporto con Lui, lo fa con umiltà profonda, che gli deriva dalla consapevolezza della sua condizione di creatura, che tutto deve al suo Creatore, la consapevolezza dei propri limiti che genera nel fedele quel sentimento di reverente sottomissione che ha il nome di umiltà.

Questo sentimento raggiunge il suo vertice, nel momento, in cui nella prosternazione con la testa per terra la creatura è più vicina al suo Signore, che dalla terra l’ ha creata.

Nel rito d’adorazione il sentimento dell’umiltà, riempie il cuore del fedele e prende gesto quando il fedele, dicendo: Allàhu àkbar! [Allàh è il più grande!] alza le mani gettandosi dietro le spalle ogni occupazione e preoccupazione.

Egli, quando, si pone in piedi davanti al Signore della Potenza, si assenta dalla vita e non c’è gioia paragonabile a questa! E’ con l’umiltà che il fedele devoto entra a far parte del novero dei sinceri adoratori di Allàh, sulla base delle precise parole del Suo libro, quando, nel Capitolo ventitreesimo del Sublime Corano, intitolato Sura dei Credenti (sūratu al-mù‹minūna) [Rivelata alla Mecca, costituita da 118 ayāt e scesa dopo la sura al-anbiyā‹ (sura 21)], come già ricordato, egli dice:

Il successo, cioè il trionfo sublime del Paradiso, lo raggiungono i credenti, (1) i quali sono umili nella loro adorazione quotidiana”.

L’umiltà nel rito di adorazione è lo spirito stesso del rito, è il fulcro, su cui ruotano tutte le vostre azioni. Il rito d’adorazione, eseguito senza umiltà, è esattamente come un corpo senza anima.

Quando il fedele che esegue il rito di adorazione è umile e totalmente compreso nel sentimento del dovere di adorare con tutta la sua anima e tutto il suo corpo il Creatore del mondo e dell’uomo, il suo spirito è tutto immerso nello sforzo di eseguire il rito nel migliore dei modi nella speranza di riuscirci, affinché esso venga accettato, perché nella sua accettazione da parte di Allàh c’è la salvezza; e con il timore che per qualche mancanza non venga accettato, in quanto nella mancata accettazione di esso c’è la rovina.

La sincera umiltà è nemica della negligenza e quando non c’è vera umiltà nel cuore di colui che esegue il rito di adorazione, egli viene preso di mira da Satana, che gli fa dimenticare il numero delle unità di adorazione da compiere, degli inchini e delle prosternazione, il suo corpo dondola a destra e a sinistra, la sua mano accarezza la barba o si aggiusta qualche parte del suo abbigliamento.

Un giorno il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, vedendo un uomo che, mentre eseguiva il rito d’adorazione, si lisciava la barba, disse: “Se il suo cuore fosse umile sarebbero umili anche le sue membra!”.

Quando uno esegue distrattamente il rito d’adorazione, lo si capisce dal fatto che non esegue in esso un rukù’ [inchino] o un sugiud [una prosternazione] o un qiyām [la posizione eretta in cui si recita Sublime Corano] o un giulūs [seduta].

Il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, accortosi un giorno che un uomo, il quale stava eseguendo il rito di adorazione, aveva saltato l’inchino e mentre era in prosternazione sussultava, disse: “Se questo muore in questa situazione, egli muore fuori dalla religione di Muhàmmad” [o come disse, che Allàh lo benedica e l'abbia in gloria].

In un’altra occasione il Profeta disse: “Quando il servo ha eseguito il rito d’adorazione in modo perfetto, non solo nella forma, ma soprattutto con il sentimento dell’umiltà, esso è luminoso e sale fino alle porte del cielo; che gli vengono aperte ed esso dice in favore di colui che l’ha eseguito in umiltà perfettamente: “Che Allàh ti conservi come tu hai conservato me”.

Quando, invece, il servo ha eseguito distrattamente senza il timore e tremore dell’umiltà il rito d’adorazione, non compiendo gli inchini e le prosternazioni secondo il rituale, esso sale avvolto nelle tenebre fino alle porte del cielo, che gli rimangono chiuse in faccia ed esso dice al negligente: “Ti tratti male Allàh, come tu hai maltrattato me!”. Poi il rito viene arrotolato come si arrotola un vestito vecchio e gli viene sbattuto in faccia”.

Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
facciamo ogni sforzo per eseguire con umiltà il rito d’adorazione, cioè nel migliore dei modi, perché esso sarà luce per noi e mezzo di avvicinamento ad Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce; e stiamo attenti a non compiere nessuna delle azioni che annullano il rito, o che ci privano del merito e della ricompensa da parte di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce! Umiltà! Umiltà! Umiltà! Essa sarà per noi una garante nel giorno in cui ad Allàh faremo ritorno, un giorno nel quale ogni individuo sarà ricompensato per ciò che ha fatto e nel quale a nessuno sarà fatto torto.

-O-

Che Allàh ci renda meritevoli del Suo Paradiso grazie alla Guida che Egli ci dà nel Suo Libro e Gli chiedo perdono per me, per voi e per tutti i Musulmani.

Chiedeteglielo anche voi il perdono, perché Egli è il Clementissimo e il Perdonatore.

Al-Hàmdu lillàhi ràbbi-l-‘ālamīn.

Khutba della Zakah e della Sàdaqa

Nel nome di Allàh,
il Sommamente Misericordioso il Clementissimo.

Unicamente Allàh, l’Altissimo, ha titolo per essere Degnissimo di Lode, per cui noi, suoi servi fedeli, soltanto a Lui innalziamo la lode e il ringraziamento; soltanto a Lui rivolgiamo la nostra invocazione di soccorso, soltanto a Lui chiediamo protezione dalle nostre passioni e dalle nostre trasgressioni; a Lui soltanto chiediamo perdono e a Lui, rifulga lo splendor della Sua Luce, chiediamo la guida sul retto sentiero. Infatti, solamente chi è guidato da Allàh cammina sulla retta via, mentre, per colui che Allàh non guida, non si troverà maestro in grado di metterlo sulla retta via.

Rendo testimonianza che non c’è divinità, tranne Allàh, il Quale è Uno, Unico e Uni-personale, il Quale non generò né fu generato, il Quale a nessun titolo ha compartecipi nella Sua Qualità divina. Egli, infatti, è l’unico Creatore, l’unico Autore delle leggi che governano il creato, il Quale è Unico nella Onni-potenza, nella Onniscienza, nella Onnipresenza, nella Onniaudienza, nella Onnivedenza, ed è Unico nell’Onniagenza. Egli perdona le trasgressioni e accetta il pentimento, ma è severo nel castigo.

Rendo testimonianza che Muhàmmad è Apostolo e Messaggero di Allàh, dal Quale fu inviato, come misericordia per tutti gli universi, con il Codice di vita per la salvezza dal fuoco e la Religione della Verità Oggettiva, per oscurare ogni altra verità. Egli, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, portò a termine la Sua missione, sforzandosi per il trionfo della Parola di Allàh su qualsiasi parola dell’uomo, fino a quando rese l’anima al suo Signore, lasciandoci un’eredità la cui notte è luminosa come il giorno, e di essa non fa tesoro solo chi è destinato alla perdizione.

O Allàh, benedici il Tuo servo e Apostolo Muhammad, dopo il quale non ci saranno più Messaggeri, la sua Famiglia e i suoi Compagni.

Fratelli e Sorelle carissimi, vi esorto ed esorto me stesso al Timore di Allàh e all’obbedienza ai Suoi Comandamenti; vi metto, inoltre, in guardia dalla disobbedienza alle sue norme di fare e ai suoi divieti, perché un giorno,  “gli uomini saranno fatti uscire per categorie, affinché vedano le loro azioni. (6) Chi fece tanto bene quanto il peso di un atomo, lo vedrà (7) e chi fece tanto male quanto il peso di un atomo, lo vedrà  (8)”  [Sura del Terremoto / 99/ a.a. 6-7-8] .

 -O-

Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
la Lode tutta appartiene ad Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, il Sommamente Misericordioso il Clementissimo, il Quale effonde la Sua Grazia sui Suoi fedeli, guidandoli sul sentiero della Rettitudine, per mezzo del Suo Libro e della parola del Suo beneamato Apostolo, il profeta Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, Rendo testimonianza che non c’è divinità, tranne Allàh, il Quale non ha condomini nella sua divinità e rendo, inseparabilmente dalla prima, la testimonianza che Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, è servo di Allàh e di Lui Apostolo il quale ha portato la Guida divina, mettendo a nudo la falsità delle fantasie teologiche, che popolano le menti di dei fittizi.

Allahùmma, benedici ed esalta il tuo servo e apostolo Muhàmmad e compiaciti della Sua Famiglia e dei suoi Compagni.

I Musulmani hanno da essere orgogliosi di praticare la Parola di Allàh, rifulga lo splendore della Sua Luce e gli insegnamenti del profeta Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria; hanno da essere fieri dell’ Islàm, il codice divino della vera rivoluzione, perché alla parola della creatura non sostituisce la parola di un’altra creatura, ma LA PAROLA DEL CREATORE.

Nella società retta dall’Islàm l’uomo realizza il livello più alto della sua dignità, in quanto in essa non ha cittadinanza il dominio dell’uomo sull’uomo.

E’ in essa che l’uomo gode il sapore della vera uguaglianza, nella comune sudditanza con i suoi consociati all’unico Signore, il Quale è l’unico ad avere titolo di Signoria sull’uomo, essendo Egli il Creatore dell’uomo. In essa uomini sono come i denti del pettine.

Non esiste nell’Islàm la superiorità di alcuni su altri per condizione sociale, per condizioni economiche, per ragioni “razziali”! E ciò perché i consociati sotto la bandiera dell’Islàm sanno che gli uomini sono figli di Adamo, che fu creato dalla polvere; sanno che c’è nell’Islàm una superiorità, ma è quella di colui che più degli altri mette in pratica la Parola di Allàh, l’Altissimo, rifulga lo splendor della Sua Luce e la Nobile Sunna del profeta Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria.

Una delle forme, nelle quali si esprime la superiorità è la solidarietà, che ha alla sua base il sentimento del dovere morale di elargire spontaneamente, una volta preso atto di uno stato di incolpevole necessità di un sodale nella comunità fraterna dell’Islàm.

Nella nostra Comunità ogni soggetto ha diritto di essere libero dal bisogno di chiedere aiuto per avere condizioni di vita al di sopra della soglia della miseria, che avvilisce la dignità dell’uomo.

L’elargizione spontanea è un tratto caratteristico della personalità musulmana, ma nel l’ordinamento della vita della Comunità è prevista una imposizione tributaria, i cui proventi sono istituzionalmente destinati alla pubblica assistenza e i cui destinatari sono indicati nel Sublime Corano, Per questo motivo la parola araba az-zakāt che la definisce può essere chiamata in italiano imposta coranica.

Essa è un tributo, al pagamento del quale sono tenuti i musulmani, che si trovano nelle condizioni di essere classificati, agli effetti fiscali, come debitori d’imposta, essendo proprietari di un certo numero di cespiti patrimoniali.

Essa viene prelevata quando il valore di ciascuno dei cespiti è equivalente o superiore al minimo imponibile quantificato per legge, valore presente al 354° giorno dall’accertamento.

Sono soggetti all’imposta l’oro, l’argento, il denaro, la merce, gli animali per il sacrificio, i prodotti agricoli, il tesoro, i prodotti minerali.

Il debito d’imposta ha da essere pagato se il valore del bene sottoposto a prelievo è attualmente al di sopra del minimo imponibile come lo era 354 giorni prima, dopo il prelievo precedente.

Il denaro è il bene strumentale per la vita quotidiana. Il giorno in cui uno rende testimonianza del’unicità di Allàh, l’Altissimo, e della dignità profetica di Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, ha il dovere di accertarsi del prezzo di un grammo di oro. Ciò fatto ha da moltiplicare il costo in euro del grammo per 96.00.

Il prodotto della moltiplicazione è il minimo imponibile e, se possiede una somma equivalente o superiore, deve prenderne nota, perché, se dopo 354 giorni [un anno egiriano] ha la disponibilità di una somma equivalente o superiore al minimo imponibile, deve versare il 2.50 % dell’importo alla cassa della Comunità; e ciò perché il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, disse; “Se hai 200 dirham d’argento devi pagare 5 dirham” [5 x 100 = 500 500: 200 = 2.50].

Disse: “Se hai 20 dinār [monete d’oro] devi pagare mezzo dinār”.

Il dinàr d’oro, al tempo del Profeta, pesava gr. 8.40.

Calcolo:
4.80 x 20 = 96;
mezzo dinàr gr. 2.40;
2.40 x 100 = 240;
240 : 96 = 2.50.

Noi obbediamo all’ordine di Allàh, l’Altissimo, quando dice nel Sublime Corano: “Credete in Allàh e nel Suo Apostolo ed elargite parte di ciò che Egli vi ha elargito a Sua discrezione, perché per coloro di voi che credono ed elargiscono c’è una grande ricompensa”.

Il Musulmano si sforza di entrare nel novero di coloro i quali avranno successo, cioè di coloro i quali sono umili nel rito di adorazione, si astengono dal vaniloquio, pagano la zakah (e fanno beneficenza).

Egli si sforza di entrare nel novero di coloro i quali, hanno certezza che il Sublime Corano è guida e buona novella per i credenti. Eseguono il rito d’adorazione, pagano la zakàh e hanno fede incrollabile nella vita futura”.

Egli obbedisce diligentemente all’ordine di Allàh, l’Altissimo, quando dice: “Se volete che vi sia usata misericordia, eseguite il rito d’adorazione. Pagate l’imposta coranica e obbedite all’Apostolo!”.

Nellordinamento islamico non ci dovrebbero essere bisognosi in quanto Allàh ha posto a carico dei ricchi l’obbligo di pagare la zakàh per soddisfare i bisogni degli indigenti e, onde evitare l’evasione fiscale, ha comminato gravissimo castigo a coloro che, pur avendo oro e argento, non partecipano alle spese necessarie per la diffusione del Messaggio dell’Islàm.

Disse il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria: “Guai a quei ricchi nei confronti dei quali i poveri diranno ad Allàh: “O Signore, quelli sono venuti meno all’adempimento dei loro obblighi fiscali per soddisfare i nostri diritti!” [o come disse in tal senso].

Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
temiamo Allàh! Siamo filantropi, facendo beneficenza, per alleviare le sofferenze dei fratelli e delle sorelle vittime dell’ingiustizia, e paghiamo zakātu-l-māl [l’imposta coranica], se Allàh, l’Altissimo, ci ha messo nelle condizioni di essere debitori d’imposta. Ricordiamo che l’evasione fiscale non è bene per noi, al contrario è male, perché nel giorno della Resurrezione dovremo fare i conti con Allàh, il Quale è a perfetta conoscenza di quello che facciamo.

Che Allàh ci renda meritevoli del Suo Paradiso grazie alla Guida che Egli ci dà nel Suo Libro e Gli chiedo perdono per me, per voi e per tutti i Musulmani.

Chiedeteglielo anche voi il perdono, perché Egli è il Clementissimo e il Perdonatore.

Al-Hàmdu lillàhi ràbbi-l-‘ālamīn.

Khutbah dell’adorazione-2

Nel nome di Allàh,
il Sommamente Misericordioso il Clementissimo.

Unicamente Allàh, l’Altissimo, ha titolo per essere Degnissimo di Lode, per cui noi, suoi servi fedeli, soltanto a Lui innalziamo la lode e il ringraziamento; soltanto a Lui rivolgiamo la nostra invocazione di soccorso, soltanto a Lui chiediamo protezione dalle nostre passioni e dalle nostre trasgressioni; a Lui soltanto chiediamo perdono e a Lui, rifulga lo splendor della Sua Luce, chiediamo la guida sul retto sentiero. Infatti, solamente chi è guidato da Allàh cammina sulla retta via, mentre, per colui che Allàh non guida, non si troverà maestro in grado di metterlo sulla retta via.

Rendo testimonianza che non c’è divinità, tranne Allàh, il Quale è Uno, Unico e Uni-personale, il Quale non generò né fu generato, il Quale a nessun titolo ha compartecipi nella Sua Qualità divina. Egli, infatti, è l’unico Creatore, l’unico Autore delle leggi che governano il creato, il Quale è Unico nella Onni-potenza, nella Onniscienza, nella Onnipresenza, nella Onniaudienza, nella Onnivedenza, ed è Unico nell’Onniagenza. Egli perdona le trasgressioni e accetta il pentimento, ma è severo nel castigo.

Rendo testimonianza che Muhàmmad è Apostolo e Messaggero di Allàh, dal Quale fu inviato, come misericordia per tutti gli universi, con il Codice di vita per la salvezza dal fuoco e la Religione della Verità Oggettiva, per oscurare ogni altra verità. Egli, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, portò a termine la Sua missione, sforzandosi per il trionfo della Parola di Allàh su qualsiasi parola dell’uomo, fino a quando rese l’anima al suo Signore, lasciandoci un’eredità la cui notte è luminosa come il giorno, e di essa non fa tesoro solo chi è destinato alla perdizione.

O Allàh, benedici il Tuo servo e Apostolo Muhammad, dopo il quale non ci saranno più Messaggeri, la sua Famiglia e i suoi Compagni.

Fratelli e Sorelle carissimi, vi esorto ed esorto me stesso al Timore di Allàh e all’obbedienza ai Suoi Comandamenti; vi metto, inoltre, in guardia dalla disobbedienza alle sue norme di fare e ai suoi divieti, perché un giorno,  “gli uomini saranno fatti uscire per categorie, affinché vedano le loro azioni. (6) Chi fece tanto bene quanto il peso di un atomo, lo vedrà (7) e chi fece tanto male quanto il peso di un atomo, lo vedrà  (8)”  [Sura del Terremoto / 99/ a.a. 6-7-8] .

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Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, dice nel Sublime Corano: «Non ho creato i ginn e gli uomini, se non perché mi adorino» e la forma più alta dell’adorazione di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, è l’esecuzione del rito di adorazione in condizione di purezza rituale, nel tempo prescritto e con orientamento verso la Mecca.

Il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, disse: «La cosa più importante della vita è l’Islàm, la cosa più importante dell’Islàm è il rito di adorazione e il vertice di esso è il gihād» [o come disse, che Allàh lo benedica e l'abbia in gloria].

Ci sono, però altre forme di adorazione, molto importanti ai fini della salvezza dal fuoco e del compiacimento salvifico di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce. Nella Khutbah di Ṣalāt al-giumu’ah della settimana passata abbiamo parlato dell’importanza dell’invocazione [L'invocazione è adorazione!] Abbiamo visto che forma di adorazione importante è il khàwf [Non abbiate paura di loro, ma abbiate paura di Me, se siete credenti]. E così sono forme di adorazione: la Speranza nella Misericordia di Allàh, il fiducioso mettersi nelle <mani di Allàh> [at-tawàkkul], il desiderio della Misericordia di Allàh, il Timore della Sua Punizione, l’Umiltà.

Abbiamo parlato di queste forme importantissime di adorazione e oggi parleremo di altre forme di adorazione che hanno grande importanza nella vita del musulmano.

Il Pentimento è una di esse ed è la prima di cui parleremo, se Allàh, l’Altissimo vuole: Dice Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce: « Ritornate al vostro Signore pentiti e fate Islam a Lui, prima che vi raggiunga il castigo – perchè allora non potrete ricevere soccorso – (54) ».

Non dobbiamo disperare del perdono e se cadiamo in qualche trasgressione, ricordiamoci che il Misericordioso ci invita a ritornare fiduciosi a Lui e ha mettere in pratica i Suoi Comandamenti e i precetti del Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, e fsrlo subito, perché non sappiamo l’ora in cui saremo chiamati e se avremo trascurato il pentimento, non potremo più sperare nella misericordia di Allàh, rifulga lo splendor della sua Luce.

Il fare ricorso ad Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, quando abbiamo bisogno di soccorso, è una forma di adorazione gradita da Allàh, tanto è vero che ce lo dice in Sūratu-l-Fātiḥah: «Te, unicamente, noi adoriamo e, unicamente, Te noi invochiamo in soccorso (5)», un’àyah che ripetiamo in ogni rito obbligatorio di adorazione e supererogatorio.

E Ce lo rammenta il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, il quale dice: «Se cerchi aiuto, cerca l’aiuto di Allàh», o come disse, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria.

Così pure esprimiamo il sentimento del nostro dovere di adorare il nostro Creatore, Potentissimo ed eccelso Egli è, quando ci rivolgiamo a Lui, rifulga lo splendor della Sua luce, chiedendogli protezione dal male che ha creato, dal buio della notte quando è fonda, dal malocchio e dall’invidia, dalle aggressioni di Satana, che sussurra nei cuori la tentazione, sia esso in forma di gin o in forma di uomo!

Chieder protezione dal maligno è una forma di adorazione! Così pure il chiederGli aiuto è un’altra forma di adorazione, a cui Allàh, l’Onnipotente risponde: «Ti aiuterò con mille angeli in fila, uno dopo l’altro».

Il fare un voto è forma di adorazione, e infine il sacrificio di animali di una delle quattro specie per il sacrificio [cammello, bovino, ovino, caprino] nel pellegrinaggio e nelle occasioni di ringraziamento è atto di adorazione.

Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
facciamo tesoro degli insegnamenti che Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, ci impartisce dalle pagine del Sublime Corano, nonché degli insegnamenti che ci impartisce il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, per metterci in condizione di perfezionare la nostra personalità islamica nel sentimento e nel comportamento, da offrire al mondo come prova della superiorità dell’Islàm, in modo da far sì che falliscano tutti i tentativi di demonizzare l’Islàm, in questo particolare momento, nel quale i professionisti della propaganda islamofobica, per interessi elettoralistici, sono lanciati indecentemente contro noi, essendo convocati i comizi per l’elezione del Parlamento e della Regione ai primi di marzo.

-O-

chiedo, infine, ad Allàh di perdonare tutte le mie trasgressioni, di perdonare quelle vostre e quelle di tutti i Musulmani.

Chiedeteglielo anche voi perdono! In verità, Egli è il Clementissimo e il Perdonatore.

Khutbah dell’adorazione-1

Nel nome di Allàh,
il Sommamente Misericordioso il Clementissimo.

Unicamente Allàh, l’Altissimo, ha titolo per essere Degnissimo di Lode, per cui noi, suoi servi fedeli, soltanto a Lui innalziamo la lode e il ringraziamento; soltanto a Lui rivolgiamo la nostra invocazione di soccorso, soltanto a Lui chiediamo protezione dalle nostre passioni e dalle nostre trasgressioni; a Lui soltanto chiediamo perdono e a Lui, rifulga lo splendor della Sua Luce, chiediamo la guida sul retto sentiero. Infatti, solamente chi è guidato da Allàh cammina sulla retta via, mentre, per colui che Allàh non guida, non si troverà maestro in grado di metterlo sulla retta via.

Rendo testimonianza che non c’è divinità, tranne Allàh, il Quale è Uno, Unico e Uni-personale, il Quale non generò né fu generato, il Quale a nessun titolo ha compartecipi nella Sua Qualità divina. Egli, infatti, è l’unico Creatore, l’unico Autore delle leggi che governano il creato, il Quale è Unico nella Onni-potenza, nella Onniscienza, nella Onnipresenza, nella Onniaudienza, nella Onnivedenza, ed è Unico nell’Onniagenza. Egli perdona le trasgressioni e accetta il pentimento, ma è severo nel castigo.

Rendo testimonianza che Muhàmmad è Apostolo e Messaggero di Allàh, dal Quale fu inviato, come misericordia per tutti gli universi, con il Codice di vita per la salvezza dal fuoco e la Religione della Verità Oggettiva, per oscurare ogni altra verità. Egli, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, portò a termine la Sua missione, sforzandosi per il trionfo della Parola di Allàh su qualsiasi parola dell’uomo, fino a quando rese l’anima al suo Signore, lasciandoci un’eredità la cui notte è luminosa come il giorno, e di essa non fa tesoro solo chi è destinato alla perdizione.

O Allàh, benedici il Tuo servo e Apostolo Muhammad, dopo il quale non ci saranno più Messaggeri, la sua Famiglia e i suoi Compagni.

Fratelli e Sorelle carissimi, vi esorto ed esorto me stesso al Timore di Allàh e all’obbedienza ai Suoi Comandamenti; vi metto, inoltre, in guardia dalla disobbedienza alle sue norme di fare e ai suoi divieti, perché un giorno,  “gli uomini saranno fatti uscire per categorie, affinché vedano le loro azioni. (6) Chi fece tanto bene quanto il peso di un atomo, lo vedrà (7) e chi fece tanto male quanto il peso di un atomo, lo vedrà  (8)”  [Sura del Terremoto / 99/ a.a. 6-7-8] .

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 Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, dice nel Sublime Corano: «Non ho creato i ginn e gli uomini, se non perché mi adorino» e la forma più alta dell’adorazione di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, è l’esecuzione del rito di adorazione in condizione di purezza rituale, nel tempo prescritto e con orientamento verso la Mecca.

Il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, disse: « La cosa più importante della vita è l’Islàm, la cosa più importante dell’Islàm è il rito di adorazione e il vertice di esso è il gihād» [o come disse, che Allàh lo benedica e l'abbia in gloria].

Ci sono, però altre forme di adorazione, molto importanti ai fini della salvezza dal fuoco e del compiacimento salvifico di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce. L’invocazione è un atto di adorazione e ne abbiamo certezza perché il Profeta, che Allàh lo benedica l’abbia in gloria, disse: « L’invocazione è adorazione », come riferito da Aḥmad, Ibn Māgia e at-Tirmidhī. E Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, dice [il Perdonatore – 40/60]: «Disse il vostro Signore: “Invocatemi, vi esaudirò.” In verità, coloro che per arroganza rifiutano di adorarmi entreranno nella giahànnam umiliati.(60) ».

Altra forma di adorazione importante è il khàwf, cioè <la paura> di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce. Dice Allàh, Potente ed Eccelso Egli è [Sura 3 / 175]: «Attenzione! È Sciayān che vi mette paura dei suoi amici; perciò non abbiate paura di loro, ma abbiate paura di Me, se siete credenti.(175) »

Un’altra importante forma di adorazione di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, è <la Speranza nella Misericordia di Allàh, Potente ed Eccelso Egli è, e la troviamo nell’àyah 110 della Sura 18, nella quale Egli dice: «Di’: “Io sono un uomo come voi, al quale viene rivelato che il vostro ilāh è un ilāh unico. Perciò, chi spera di incontrare il suo Signore, compia opere di bene, e non associ nessuno al culto di adorazione del suo Signore! (110)».

Per non parlare dell’importanza che ha nella personalità del Musulmano il suo fiducioso mettersi completamente nelle <mani di Allàh> [at-tawàkkul]. Dice Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce [Sura 5 – la mensa imbandita, 23]: «Dissero due uomini, i quali, appartenendo al novero dei timorati, Allàh aveva beneficato con la Sua grazia: “Irrompete attraverso la porta su loro e, quando avrete fatto irruzione attraverso di essa, voi, certamente, sarete i vincitori e su Allàh facciano affidamento i credenti. (23) ». E’ questa un’espressione della <onniagenza> di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce e la conferma è nella Sura 65, lo scioglimento, all’ayah 3, dove Allàh, rifulga lo splendore della Sua Luce, dice: «A chi lo teme, Allàh gli darà una via d’uscita,(2) e gli darà sostentamento, da dove meno se l’aspetta! A chi confida in Allàh, Egli (Allàh) gli basta! In verità, Allàh attua sempre il suo ordine ed Allàh ha stabilito per ogni cosa una misura.(3) ».

Il desiderio della misericordia di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, il timore della Sua Punizione e l’Umiltà sono forme importantissime di adorazione nel sentimento dell’Islàm che il musulmano ha nel suo cuore. Dice, infatti, Allàh rifulga lo splendor della Sua Luce [Sura i Profeti – 21 - 90] «Egli [Zaccaria] invocò il suo Signore: “Signore mio, non lasciarmi solo. Comunque, Tu sei il migliore degli eredi!”(89) E Noi lo esaudimmo, gli rimettemmo in efficienza la moglie e gli demmo Yàḥyā. In verità, essi gareggiavano in buone opere, ci invocavano, in speranza e timore, e si umiliavano davanti a Noi. (90) ».

Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
facciamo tesoro degli insegnamenti che Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, ci impartisce dalle pagine del Sublime Corano, per metterci in condizione di perfezionare la nostra personalità islamica nel sentimento e nel comportamento, da offrire come prova della superiorità dell’Islàm, in modo da far sì che falliscano tutti i tentativi di demonizzare l’Islàm, in questo particolare momento, nel quale i professionisti della propaganda islamofobica, per interessi elettoralistici, sono lanciati indecentemente contro noi, essendo convocati i comizi per l’elezione del Parlamento e della Regione ai primi di marzo.

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chiedo, infine, ad Allàh di perdonare tutte le mie trasgressioni, di perdonare quelle vostre e quelle di tutti i Musulmani.

Chiedeteglielo anche voi perdono! In verità, Egli è il Clementissimo e il Perdonatore.

Il Timore di Allah

Nel nome di Allàh,
il Sommamente Misericordioso il Clementissimo.

Unicamente Allàh, l’Altissimo, ha titolo per essere Degnissimo di Lode, per cui noi, suoi servi fedeli, soltanto a Lui innalziamo la lode e il ringraziamento; soltanto a Lui rivolgiamo la nostra invocazione di soccorso, soltanto a Lui chiediamo protezione dalle nostre passioni e dalle nostre trasgressioni; a Lui soltanto chiediamo perdono e a Lui, rifulga lo splendor della Sua Luce, chiediamo la guida sul retto sentiero. Infatti, solamente chi è guidato da Allàh cammina sulla retta via, mentre, per colui che Allàh non guida, non si troverà maestro in grado di metterlo sulla retta via.

Rendo testimonianza che non c’è divinità, tranne Allàh, il Quale è Uno, Unico e Uni-personale, il Quale non generò né fu generato, il Quale a nessun titolo ha compartecipi nella Sua Qualità divina. Egli, infatti, è l’unico Creatore, l’unico Autore delle leggi che governano il creato, il Quale è Unico nella Onni-potenza, nella Onniscienza, nella Onnipresenza, nella Onniaudienza, nella Onnivedenza, ed è Unico nell’Onniagenza. Egli perdona le trasgressioni e accetta il pentimento, ma è severo nel castigo.

Rendo testimonianza che Muhàmmad è Apostolo e Messaggero di Allàh, dal Quale fu inviato, come misericordia per tutti gli universi, con il Codice di vita per la salvezza dal fuoco e la Religione della Verità Oggettiva, per oscurare ogni altra verità. Egli, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, portò a termine la Sua missione, sforzandosi per il trionfo della Parola di Allàh su qualsiasi parola dell’uomo, fino a quando rese l’anima al suo Signore, lasciandoci un’eredità la cui notte è luminosa come il giorno, e di essa non fa tesoro solo chi è destinato alla perdizione.

O Allàh, benedici il Tuo servo e Apostolo Muhammad, dopo il quale non ci saranno più Messaggeri, la sua Famiglia e i suoi Compagni.

Fratelli e Sorelle carissimi, vi esorto ed esorto me stesso al Timore di Allàh e all’obbedienza ai Suoi Comandamenti; vi metto, inoltre, in guardia dalla disobbedienza alle sue norme di fare e ai suoi divieti, perché un giorno,  “gli uomini saranno fatti uscire per categorie, affinché vedano le loro azioni. (6) Chi fece tanto bene quanto il peso di un atomo, lo vedrà (7) e chi fece tanto male quanto il peso di un atomo, lo vedrà  (8)”  [Sura del Terremoto / 99/ a.a. 6-7-8] .

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Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
viviamo in tempi nei quali la tentazione – sponsorizzata da Shayṭān – di assimilarci agli usi, costumi e tradizioni dell’ambiente in cui viviamo è onnipresente e quotidiana! Sperabilmente noi adulti musulmani siamo ancora in grado di non cadere nelle trappole del Diavolo, ma i nostri figli sono ancora facilmente influenzabili negativamente. E’ per questi motivi, che dobbiamo ricorrere al Timore di Allah, at-taqwā, il quale è uno scudo poderoso, che protegge dal Castigo divino!

Il Timore di Allah, at-taqwā, è un prezioso tesoro spirituale, per la conquista del quale dobbiamo sforzarci, praticando il Sublime Corano e la Nobile Sunna dell’Apostolo di Allàh, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria.

I nostri sforzi per far fiorire nei nostri cuori il Timore di Allah, at-taqwā, dobbiamo farli per amore di Allàh, rifulga lo Splendor della Sua Luce, e per desiderio di quello, che Allàh ha promesso ai devoti e alle devote, quanto a eterna gioia nei Giardini della Casa della Eterna Pace, presso di Lui nella vita futura, sicuro scampo dal fuoco dell’Inferno.

Dobbiamo farli per noi, perché chi si sforza, lo fa a suo vantaggio, ma anche per i nostri figli, affinché essi abbiano in noi i modelli di comportamento da mettere in pratica da parte loro, quando si trovano fuori dalla famiglia, in mezzo a gente che vive diversamente!

Sull’esempio dei Compagni del Profeta, che Allàh si compiaccia di loro, dobbiamo essere guardinghi e andare in cerca in ogni momento, in ogni luogo, in ogni sfera della nostra esistenza del compiacimento di Allàh, l’Altissimo; e dobbiamo farlo per amore di Allàh e desiderio della Sua vicinanza; per questo dobbiamo sforzarci di essere esemplari, ordinando il bene e facendolo, e proibendo il male ed evitare di farlo, con le nostre parole e il nostro comportamento; dobbiamo camminare sul retto sentiero indicato dal Signore e sarà per questo, non senza la Misericordia divina, che otterremo il meritato successo.

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Il Timore di Allàh ha una grandissima importanza ai fini della salvezza dal fuoco; infatti, l’entrarne in possesso significa mettersi al riparo da ogni genere di trasgressioni, che sono in agguato in ogni sfera in cui l’uomo percorre il suo cammino esistenziale.

Nella sfera della sua personalità, il timore di Allàh ci rende vigili riguardo alla rettitudine della linea di condotta, quanto alla sua purezza materiale e spirituale. Dice Allàh, l’Altissimo, nel Generoso Corano: Ha successo chi si purifica [purifica la propria anima], mentre va in perdizione chi si degrada [degrada la propria anima] ”, vale a dire che è destinato al fallimento, chi degrada se stesso con la disobbedienza ad Allàh, mentre invece è destinato al successo chi si eleva spiritualmente con l’obbedienza ad Allàh.

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Quanto all’aspetto patrimoniale della sua personalità, lo realizziamo quando il guadagno e l’acquisto dei beni, lo otteniamo con attività lecite e quando spendiamo in attività lecite e per l’acquisto di beni leciti, senza avere le mani bucate e senza essere taccagni. Dice l’Altissimo: “Non tenere la tua mano legata al tuo collo, ma nemmeno distendila troppo, perchè ti troveresti seduto, disprezzato e tormentato dal rammarico. (29) In verità, il tuo Signore dispensa i suoi beni a chi vuole con larghezza e (a chi vuole) con misura. In verità, Egli è conoscitore ed osservatore dei suoi servi. (30) [Sura 17].

Un insegnamento importante di come regolarci in relazione all’attività economica in senso lato c’è nell’ammonizione del Profeta, su lui la pace e la benedizione di Allàh, il quale disse: “Nel giorno del giudizio ogni uomo sarà chiamato a rispondere sul suo patrimonio. Sarà chiesto: ‘Come l’hai guadagnato?’. ‘Come l’hai speso?’ ”.

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Il nostro timore di Allàh dobbiamo esprimerlo nella famiglia, poiché esso garantisce il benessere materiale e l’armonia coniugale! Il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, quando, riassunse gli aspetti fondamentali dell’Islàm nel discorso che fece nel Pellegrinaggio dell’Addio, insegnò il modo nel quale il marito deve trattare la moglie.

Disse: “La donna è un prezioso tesoro, di cui Allàh vi ha affidato la custodia e grazie alla Parola di Allàh vi è lecito il rapporto carnale con esse. Perciò siate timorati di Allàh e trattatele nel migliore dei modi”. (o come disse, su lui la pace e la benedizione di Allàh).

E soprattutto Timore di Allàh va esercitato nei confronti dei figli, dando loro una solida educazione religiosa, al fine di formare in essi una forte identità islamica; una forte personalità islamica, basata sull’orgoglio di appartenenza alla Comunità di pensiero e di azione, di cui Allàh, l’Altissimo, ha detto Siete il fior fiore della creazione!” – e di cui ha detto: “Siete la migliore comunità che si è formata nel genere umano!”.

E ciò ricordando il detto del Profeta, su lui la pace e la benedizione di Allàh, il quale disse: “Ogni nato [d’uomo] nasce nell’islamicità della natura umana [al-fìṭrah] è poi suo padre che ne fa un giudeo, un seguace del Nazzareno, uno zoroastriano”. È, infatti, nell’infanzia che i genitori svolgono con una funzione di allevamento materiale, una fondamentale funzione di educazione comportamentale e spirituale con il loro insegnamento verbale e il loro esempio. Infatti, la prima scuola dell’uomo è la famiglia e i primi maestri sono i genitori.

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Il Timore di Allàh deve da noi essere espresso in tutte le relazioni in cui siamo parte nella vita associata, comportandoci in ogni caso con giustizia. Dice Allàh: “Siate giusti! La giustizia si avvicina al Timore di Allàh. Siate Timorati di Allàh, perché Allàh è perfettamente al corrente di ciò che voi fate”.

Disse il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria: “Il musulmano è fratello del musulmano; non lo danneggia e non lo offende. Se uno soccorre suo fratello, Allàh soccorrerà lui. Chi solleverà un musulmano da una preoccupazione della vita terrena, Allàh lo solleverà da una preoccupazione nel giorno del giudizio”.

Disse, ancora: “Il Misericordioso avrà misericordia dei misericordiosi, perciò, siate misericordiosi con chi è sulla terra e Colui che è nel cielo avrà misericordia di voi”.

E, infine, Il Timore di Allàh deve esprimersi nel rispetto degli animali e dell’ambiente, in obbedienza al Sublime Corano e alla Nobile Sunna, che prescrivono comportamenti di rispetto verso le creature non umane e verso l’ambiente. L’Islam è un sistema normativo in cui sono regolati tutti gli aspetti dell’esistenza in cui l’uomo è soggetto di azione.

Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
siamo timorati riguardo a noi stessi, riguardo al nostro patrimonio, riguardo alla nostra famiglia e con speciale attenzione riguardo ai nostri figli; siamo timorati nelle nostre relazioni inter-soggettive nella società sia con i credenti sia con coloro che la pensano diversamente da noi, in ogni tempo, in ogni luogo, in ogni sfera di attività lavorativa, sia manuale che intellettuale, sia privata che pubblica.

Dice Allàh: “O voi che Credete, siate timorati di Allàh, e, usate un linguaggio dignitoso quando parlate e dite cose essenziali ai fini della salvezza dal fuoco, Se farete così Allàh renderà oneste le vostre azioni e perdonerà le vostre trasgressioni! Chi Obbedisce ad Allàh e al Suo Apostolo avrà un grandioso trionfo”. “O voi che credete, siate timorati di Allàh, e consideri ognuno ciò che ha messo innanzi per domani. Sì, siate timorati di Allàh! In verità, Allàh è bene informato di quello che fate.(18) E non siate come quelli che hanno dimenticato Allàh, per cui Egli ha fatto loro dimenticare loro stessi! Quelli sono i perversi!(19) Non sono eguali i compagni del fuoco e i compagni del Paradiso. Sono i compagni del Paradiso coloro che hanno successo”.

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chiedo, infine, ad Allàh di perdonare tutte le mie trasgressioni, di perdonare quelle vostre e quelle di tutti i Musulmani.

Chiedeteglielo anche voi perdono! In verità, Egli è il Clementissimo e il Perdonatore.

Khutbah del politeismo

Nel nome di Allàh,
il Sommamente Misericordioso il Clementissimo.

Unicamente Allàh, l’Altissimo, ha titolo per essere Degnissimo di Lode, per cui noi, suoi servi fedeli, soltanto a Lui innalziamo la lode e il ringraziamento; soltanto a Lui rivolgiamo la nostra invocazione di soccorso, soltanto a Lui chiediamo protezione dalle nostre passioni e dalle nostre trasgressioni; a Lui soltanto chiediamo perdono e a Lui, rifulga lo splendor della Sua Luce, chiediamo la guida sul retto sentiero. Infatti, solamente chi è guidato da Allàh cammina sulla retta via, mentre, per colui che Allàh non guida, non si troverà maestro in grado di metterlo sulla retta via.

Rendo testimonianza che non c’è divinità, tranne Allàh, il Quale è Uno, Unico e Uni-personale, il Quale non generò né fu generato, il Quale a nessun titolo ha compartecipi nella Sua Qualità divina. Egli, infatti, è l’unico Creatore, l’unico Autore delle leggi che governano il creato, il Quale è Unico nella Onni-potenza, nella Onniscienza, nella Onnipresenza, nella Onniaudienza, nella Onnivedenza, ed è Unico nell’Onniagenza. Egli perdona le trasgressioni e accetta il pentimento, ma è severo nel castigo.

Rendo testimonianza che Muhàmmad è Apostolo e Messaggero di Allàh, dal Quale fu inviato, come misericordia per tutti gli universi, con il Codice di vita per la salvezza dal fuoco e la Religione della Verità Oggettiva, per oscurare ogni altra verità. Egli, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, portò a termine la Sua missione, sforzandosi per il trionfo della Parola di Allàh su qualsiasi parola dell’uomo, fino a quando rese l’anima al suo Signore, lasciandoci un’eredità la cui notte è luminosa come il giorno, e di essa non fa tesoro solo chi è destinato alla perdizione.

O Allàh, benedici il Tuo servo e Apostolo Muhammad, dopo il quale non ci saranno più Messaggeri, la sua Famiglia e i suoi Compagni.

Fratelli e Sorelle carissimi, vi esorto ed esorto me stesso al Timore di Allàh e all’obbedienza ai Suoi Comandamenti; vi metto, inoltre, in guardia dalla disobbedienza alle sue norme di fare e ai suoi divieti, perché un giorno,  “gli uomini saranno fatti uscire per categorie, affinché vedano le loro azioni. (6) Chi fece tanto bene quanto il peso di un atomo, lo vedrà (7) e chi fece tanto male quanto il peso di un atomo, lo vedrà  (8)”  [Sura del Terremoto / 99/ a.a. 6-7-8] .

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Eccellenti fratelli e sorelle nell’Islam,
l’eccellenza nell’Islàm, come dice Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, è la dote di coloro che più degli altri lo temono, mettendo in pratica – con zelo, scrupolo e cuore colmo di amore per Allàh e il Suo Apostolo – i Comandamenti del Sublime Corano e i precetti del profeta Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria. Vale a dire che il nostro dovere è di dire e di fare ciò che Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, approva sia nel mondo interiore, il mondo dei nostri sentimenti, che nel mondo esteriore, il mondo delle nostre azioni.E qui entra in gioco la nostra <preparazione> !

Per fare bisogna saper fare. Bisogna conoscere le <modalità di esecuzione> delle diverse forme di adorazione, tra cui i cinque pilastri dell’Islàm, i sei articoli dell’Īmān, la vigilanza e la buona condotta, la preghiera, il timore riverenziale di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, la speranza nella Sua Misericordia, l’affidare al volere di Allàh i nostri affari terreni, l’invocazione del Suo Aiuto nelle difficoltà che si incontrano nella vita, della Sua Protezione, del Suo Soccorso, il ringraziamento con il sacrificargli animali, i voti e tutte le altre devozioni adoratorie, che Egli, rifulga lo splendor della Sua Luce, ha prescritto e che devono avere Lui, l’Altissimo come unico destinatario!

Infatti, Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, dice nel Sublime Corano [Cor. 17/22-23] <<<Non associare ad Allàh un’altra divinità, perchè ti siederesti biasimato e abbandonato. (22) Il tuo Signore comanda che voi non adoriate altri che Lui …>>>.

E dice ancora [Cor. 23/116-117]: <<<Sia esaltato Allàh, il Re, il Vero, non vi è ilāh (divinità) tranne Lui, il Signore del nobile trono. (116) Colui che invoca insieme con Allàh un altro ilāh (divinità), di cui non ha alcuna prova, dovrà fare i conti con il suo Signore. In verità, coloro che rifiutano di credere non avranno mai successo. (117)>>>.

Disse il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria: “Il vostro ilāh è colui ai comandamenti del quale obbedite”. O come disse, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria.

Perciò chi obbedisca a comandamenti provenienti da più fonti, ma diverse dal Sublime Corano e dalla Nobile Sunna dell’Apostolo di Allàh, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, è politeista, cioè è fuori dallo stato di chi pratica – solo ed esclusivamente – l’adorazione dell’Unico, il Quale ce l’ha per diritto di creazione!

Bisogna quindi avere ben chiara l’idea di <monoteismo>. Il Monoteismo. Essere monoteisti significa dichiarare che l’unico titolare della condizione divina è Allàh, l’Altissimo.

Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
noi siamo i religiosi del Tawḥīd, cioè gli adoratori di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, l’Uno, Unico, Uni-Personale nostro Creatore e Fornitore con la Sua Provvidenza dei mezzi necessari per la nostra sussistenza. Abbiamo, pertanto, da essere vigilanti in questi tempi, nei quali Shayṭān aggrega masse per la sua destinazione finale, al fine di non cadere nelle sue trappole, ciascuna delle quali, con cui egli ti dirotta dalla sunna, ha per incipit:<Non c’è niente di male!>.

Una volta assodato che Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, ci ha dato nel Sublime Corano la prova documentale della Sua Divinità, siamo obbligati a credere che quello che Egli dice in esso è Verità. E nel Sublime Corano Egli, l’Altissimo dice [C.4/36]: <<<Adorate Allàh e non associategli nulla!>>>.

E [C.2/22]: <<<Non date ad Allàh dei co-eguali, quando sapete [che nessuno è co-eguale a Lui. Sura al-Ikhlāṣ]!>>>.

Opponiamo al neo-politeismo galoppante del quale la società in cui viviamo è pervasa con la nostra fedeltà alla Nobile Sunna dell’Apostolo di Allàh, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, sia nelle piccole che nelle cose importanti della vita, non lasciandoci attirare in certe manifestazioni socio-culturali dell’ambiente non previste dal Corano e dalla Sunna con la erronea [peccatogena] convinzione che in esse non ci sia – SECONDO VOI – niente di male. 

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chiedo, infine, ad Allàh di perdonare tutte le mie trasgressioni, di perdonare quelle vostre e quelle di tutti i Musulmani.

Chiedeteglielo anche voi perdono! In verità, Egli è il Clementissimo e il Perdonatore.

IL SUBLIME CORANO

Nel nome di Allàh,
il Sommamente Misericordioso il Clementissimo.

Unicamente Allàh, l’Altissimo, ha titolo per essere Degnissimo di Lode, per cui noi, suoi servi fedeli, soltanto a Lui innalziamo la lode e il ringraziamento; soltanto a Lui rivolgiamo la nostra invocazione di soccorso, soltanto a Lui chiediamo protezione dalle nostre passioni e dalle nostre trasgressioni; a Lui soltanto chiediamo perdono e a Lui, rifulga lo splendor della Sua Luce, chiediamo la guida sul retto sentiero. Infatti, solamente chi è guidato da Allàh cammina sulla retta via, mentre, per colui che Allàh non guida, non si troverà maestro in grado di metterlo sulla retta via.

Rendo testimonianza che non c’è divinità, tranne Allàh, il Quale è Uno, Unico e Uni-personale, il Quale non generò né fu generato, il Quale a nessun titolo ha compartecipi nella Sua Qualità divina. Egli, infatti, è l’unico Creatore, l’unico Autore delle leggi che governano il creato, il Quale è Unico nella Onni-potenza, nella Onniscienza, nella Onnipresenza, nella Onniaudienza, nella Onnivedenza, ed è Unico nell’Onniagenza. Egli perdona le trasgressioni e accetta il pentimento, ma è severo nel castigo.

Rendo testimonianza che Muhàmmad è Apostolo e Messaggero di Allàh, dal Quale fu inviato, come misericordia per tutti gli universi, con il Codice di vita per la salvezza dal fuoco e la Religione della Verità Oggettiva, per oscurare ogni altra verità. Egli, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, portò a termine la Sua missione, sforzandosi per il trionfo della Parola di Allàh su qualsiasi parola dell’uomo, fino a quando rese l’anima al suo Signore, lasciandoci un’eredità la cui notte è luminosa come il giorno, e di essa non fa tesoro solo chi è destinato alla perdizione.

O Allàh, benedici il Tuo servo e Apostolo Muhammad, dopo il quale non ci saranno più Messaggeri, la sua Famiglia e i suoi Compagni.

Fratelli e Sorelle carissimi, vi esorto ed esorto me stesso al Timore di Allàh e all’obbedienza ai Suoi Comandamenti; vi metto, inoltre, in guardia dalla disobbedienza alle sue norme di fare e ai suoi divieti, perché un giorno,  “gli uomini saranno fatti uscire per categorie, affinché vedano le loro azioni. (6) Chi fece tanto bene quanto il peso di un atomo, lo vedrà (7) e chi fece tanto male quanto il peso di un atomo, lo vedrà  (8)”  [Sura del Terremoto / 99/ a.a. 6-7-8] .

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Eccellenti fratelli e Sorelle nell’Islàm,
l’Autore del Sublime Corano, testo pubblicato 1400 anni or sono in lingua araba, Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, afferma: <<<Mā farràṭnā fī-l-Kitābi min shày‹in>>>, che vuol dire: <<<Non abbiamo dimenticato nulla nel Libro>>>.

Orbene, il nostro <stile di vita> e la nostra visione del mondo hanno come fondamento la fede – nata in noi sulla base di prove inoppugnabili, che questo Libro, non può avere come autore nessuna creatura umana [anche se la critica occidentale sostiene che questo Libro è opera autentica e personale di Maometto].

Le prove inoppugnabili ce le offre l’Autore nel Testo del Libro, Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, per garantire ai lettori di esso dell’era atomica e della conquista dello spazio [1400 anni dopo], che quanto in esso contenuto è Verità.

Questo Libro è il nostro Libro, è il Sublime Corano, che è la perennemente vivente PAROLA DI ALLAH, transustanziata dalla dimensione divina nella dimensione umana nei fonemi e nei grafemi della lingua araba. Sia gloria a Lui l’Altissimo! Esso è il dono della Misericordia divina, che fu portato in terra dall’angelo Gabriele [Gibrīl, su lui la pace] a Muhàmmad figlio di ‘Abdàllah, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, affinché fosse proclamata l’Unità, Unicità e Unipersonalità Divina e divulgato il Messaggio di liberazione dell’uomo dal dominio dell’uomo, in esso contenuto.

Il Sublime Corano è il documento fondativo della nostra Ummah. C’è in esso un programma di vita per l’uomo! Il Sublime Corano è un progetto di civiltà, è il testo scritto fondamentale della da’wah, il manuale per il progressivo miglioramento della linea di condotta umana in ogni sfera di attività; un criterio per l’efficace risoluzione di ogni problema della creatura umana sia di carattere materiale che spirituale.

Il Sublime Corano è Luce, è la colonna più salda, è il Libro della Sapienza, è il Libro esplicito, è la Guida, è il Ricordo, è la Saggezza, è la Misericordia, è lo Spirito, è la Rivelazione, è l’Ordine, è l’Ispirazione, è la Verità.

Il Sublime Corano è la Buona Novella, la Proclamazione dell’Unità, Unicità e Uni-Personalità del Signore e Padrone di tutti gli universi. Esso è l’Esortazione all’abbandono di ogni forma idolatrica di culto, è l’Avvertimento, onde evitare le conseguenze infauste della trasgressione, è il Farmaco divino che dà la Guarigione dall’errore, è la Stadera dell’equilibrio perfetto tra lo spirituale e il materiale.

Il Sublime Corano è Fonte della tranquillità dei cuori e la fucina del loro miglioramento, è Luce nei petti dei credenti, è il Toccasana, che libera l’anima dalle preoccupazioni e lenisce i dolori causati dalle avversità; è Luce che rende luminosi i volti di chi lo recita e di chi lo mette in pratica.

Esso possiede una dolcezza divina, più dolce della dolcezza del latte e più dolce della dolcezza del miele; le sue ayāt sono tesori ineguagliabili per splendore e bellezza dalle pietre preziose, dalle perle e dai coralli; da esse si effonde il profumo della rosa e del gelsomino.

Esso è il sentiero sicuro che conduce all’abbeveratoio della Verità [la sharì‛ah], la sua essenza è la religione del profeta Ibrāhīm, su lui la pace; esso è la sorgente della saggezza, è la luce degli occhi e dei cuori. Non c’è via che porti ad Allah, rifulga lo splendor della Sua Luce, se non il Sublime Corano! Esso è la via della salvezza dal fuoco, è il Libro che dà forza al Credente nella vita, è il Fondatore delle scienze e loro sorgente.

Il Sublime Corano è la scienza di ogni cosa, è il Nobilissimo Testo di Recitazione [contenuto in un Libro custodito: "fī kitābin maknūn”], che solo i puri toccano, è una Rivelazione del Signore dei mondi, è la luce dell’Imān (fede), è la tenerezza dell’Iḥsān (la benevolenza), è la chiave della giustizia, è la porta della felicità. Chi rifiuta la visione del mondo che esso propone e si sottrae all’obbedienza alle norme in esso stabilite dal Creatore, avrà una vita davvero miserevole e sarà resuscitato cieco nel Giorno della Resurrezione, mentre chi crede nella verità della visione del mondo, offerta in esso da Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, e segue, diligentemente, le regole di vita in esso esposte, non si svierà dal percorso comportamentale che porta al Paradiso, non senza l’intervento della Misericordia divina.

Il Sublime Corano è la verità indubitabile, la solida corda che, costantemente, collega la creatura umana, l’uomo e la donna, al loro Creatore, Allah, rifulga lo splendor della Sua Luce.

Il Sublime Corano è l’ombra costante della Divina Presenza, è ha la purezza dell’acqua corrente, è la squisitezza della frutta paradisiaca, abbondante e inesauribile. Esso è la retta via, è la tavola benedetta di Allah, è la cura certa, è l’unica via che ha come traguardo il Paradiso, è l’unica via da seguire per salvarsi dal fuoco, l’unica via per rendersi meritevoli della soddisfazione e del compiacimento di Allah, è Lettura sublime e meravigliosa.

Se uomini e ginn facessero lega, per produrre qualcosa di simile al Corano non riuscirebbero a produrre una sola àyah di esso, né una sola parola, anche aiutandosi gli uni con gli altri, Il Sublime Corano, è il Miracolo permanente nel tempo fino alla fine del Mondo, con il quale Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, accredita in ogni secolo il profeta Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, come Suo autentico Messaggero. Il suo contenuto è miracolo. Ogni lettera, ogni parola, ogni frase è scritta in maniera accurata, affinché ogni ayah contenga un significato ben preciso e così ogni sura.

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Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
facciamo del timore di Allàh, l’Altissimo, il nostro abito, credendo in ciò che ci è stato rivelato nel Sublime Corano e nell’insegnamento del Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, eseguendo con cuore sincero ciò che ci è stato fatto scendere dall’alto da parte del nostro Signore! Afferriamo con forza il Libro, può darsi che riceviamo Misericordia da parte di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, affinché, grazie alla Guida che Egli ci dà nel Suo Libro, ci si renda meritevoli del Suo Paradiso.

Al-ḥàmdu li-llāhi ràbbi-l-‘ālamīn.

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chiedo, infine, ad Allàh di perdonare tutte le mie trasgressioni, di perdonare quelle vostre e quelle di tutti i Musulmani.

Chiedeteglielo anche voi perdono! In verità, Egli è il Clementissimo e il Perdonatore.

La castità

Nel nome di Allàh,
il Sommamente Misericordioso il Clementissimo.

Unicamente Allàh, l’Altissimo, ha titolo per essere Degnissimo di Lode, per cui noi, suoi servi fedeli, soltanto a Lui innalziamo la lode e il ringraziamento; soltanto a Lui rivolgiamo la nostra invocazione di soccorso, soltanto a Lui chiediamo protezione dalle nostre passioni e dalle nostre trasgressioni; a Lui soltanto chiediamo perdono e a Lui, rifulga lo splendor della Sua Luce, chiediamo la guida sul retto sentiero. Infatti, solamente chi è guidato da Allàh cammina sulla retta via, mentre, per colui che Allàh non guida, non si troverà maestro in grado di metterlo sulla retta via.

Rendo testimonianza che non c’è divinità, tranne Allàh, il Quale è Uno, Unico e Uni-personale, il Quale non generò né fu generato, il Quale a nessun titolo ha compartecipi nella Sua Qualità divina. Egli, infatti, è l’unico Creatore, l’unico Autore delle leggi che governano il creato, il Quale è Unico nella Onni-potenza, nella Onniscienza, nella Onnipresenza, nella Onniaudienza, nella Onnivedenza, ed è Unico nell’Onniagenza. Egli perdona le trasgressioni e accetta il pentimento, ma è severo nel castigo.

Rendo testimonianza che Muhàmmad è Apostolo e Messaggero di Allàh, dal Quale fu inviato, come misericordia per tutti gli universi, con il Codice di vita per la salvezza dal fuoco e la Religione della Verità Oggettiva, per oscurare ogni altra verità. Egli, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, portò a termine la Sua missione, sforzandosi per il trionfo della Parola di Allàh su qualsiasi parola dell’uomo, fino a quando rese l’anima al suo Signore, lasciandoci un’eredità la cui notte è luminosa come il giorno, e di essa non fa tesoro solo chi è destinato alla perdizione.

O Allàh, benedici il Tuo servo e Apostolo Muhammad, dopo il quale non ci saranno più Messaggeri, la sua Famiglia e i suoi Compagni.

Fratelli e Sorelle carissimi, vi esorto ed esorto me stesso al Timore di Allàh e all’obbedienza ai Suoi Comandamenti; vi metto, inoltre, in guardia dalla disobbedienza alle sue norme di fare e ai suoi divieti, perché un giorno,  “gli uomini saranno fatti uscire per categorie, affinché vedano le loro azioni. (6) Chi fece tanto bene quanto il peso di un atomo, lo vedrà (7) e chi fece tanto male quanto il peso di un atomo, lo vedrà  (8)”  [Sura del Terremoto / 99/ a.a. 6-7-8] .

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Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
da un paio di settimane si sono chiusi i clamori delle festività di fine anno della società, nella quale viviamo, durante le quali speriamo che ogni credente nella paternità divina del Sublime Corano e negli insegnamenti del Profeta Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, consapevole del significato escatologico della sua condizione di musulmano, non si sia lasciato coinvolgere in situazioni consistenti <oggettivamente> in un venire meno al rigore comportamentale, che deriva dalla consapevolezza di ciò che Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, dice nel Sublime Corano [Cor.61/ 55 – 60]:

<<<Rammenta (ai credenti l’incondivisa divinità di Allàh), poiché giova ai credenti il ricordo.(55) E Noi non creammo i ginn e gli uomini, se non perché mi adorino.(56) Io non voglio da loro sostentamento, né voglio da loro, che mi diano da mangiare.(57) In verità, Allàh è il Dispensatore di sostentamento, dotato di enorme potenza.(58) E, in verità, per quelli che trasgrediscono c’è una punizione della stessa natura della punizione dei loro compagni (del passato)! Perciò non sollecitateMi.(59) Guai, a coloro che rifiutano di credere, in quel giorno, di cui hanno ricevuto la promessa.(60)>>>.

È un preciso dovere per chi ha responsabilità di anime <ordinare ciò che è [islamicamente] noto come bene e vietare il male> come dice Allàh, l’Altissimo, nella Sua di Luqman:

Figlio mio, istituisci il rito di adorazione, ordina il bene e vieta il male”.

Subito dopo il rito di adorazione, ecco l’importanza dell’ordinare il bene e proibire il male nell’Islàm!

Ci stiamo avviando verso quel periodo dell’anno che viene chiamato il Carnevale, per cui non è fuori luogo parlare della castità, che è uno degli aspetti della linea di condotta islamica in cui si incarna il valore fondamentale della dignità di creatura, la sua destinazione ultra terrena.

Disse il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria:

<<In verità fui inviato per portare al massimo livello l’elevatezza della qualità morale>>.

E tra i precetti dell’Islàm c’è l’esaltazione della castità perché essa preserva l’anima dalla fornicazione, fonte di disastro materiale e spirituale:

<<<Di’ alle credenti di abbassare lo sguardo, di controllare le loro parti intime, di non mostrare le loro attrattive fisiche, eccetto quelle di esse che appaiono, di farsi scendere i loro veli dal capo sui loro petti e di non mostrare le loro attrattive fisiche, se non ai loro mariti, padri, padri di mariti, figli, figli di mariti, fratelli e figli di fratelli o di sorelle, o alle loro donne, o ai loro maschi, o ai loro familiari uomini che non hanno più desiderio di donne o ai fanciulli, che ancora non notano le parti intime delle donne. Non agitino le gambe perché si conoscano le loro attrattive nascoste. E fate tutti ritorno ad Allàh, o credenti, se volete avere successo. (31) >>>

Disse il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria:

<<Non segua lo sguardo un altro sguardo>.

Vediamo ora quali sono i frutti della castità: In primo luogo l’ingresso nel Paradiso.

Disse il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria:

<<A chi conserva quello che è tra il mento [la lingua] e tra le gambe [i genitali] assicuro l’ingresso in Paradiso [o come disse, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria>>.

In secondo luogo essa assicura la protezione di Allah. Il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, disse:

<<Allah proteggerà sette tipi di persone il giorno nel quale non ci sarà protezione se non la protezione di Allah: l’uomo che viene invitato da una donna seducente che lo tenta e risponde “No, io temo Allah Signore dei mondi”…>>>.

In terzo luogo il sostegno di Allah nel conservare la propria castità. Disse il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria:

<<Chi chiede ricchezza, Allah gliela concede e chi chiede la castità, Allah lo favorisce>>.

In quarto luogo essa è un antidoto contro la tentazione della debolezza della carne e chi resiste trova la dolcezza della fede e dell’obbedienza. Disse il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria:

<<Lo sguardo [tentatore] è la freccia avvelenata che viene da Satana: chi la lascia trova la dolcezza nel suo cuore>>. La castità induce al pudore che è il centro di ogni bene, alla generosità e alla pazienza, alla tolleranza, alla sobrietà, al timore di Allàh, l’Altissimo, alla gentilezza, all’aiuto, alla nobiltà d’animo e all’indifferenza alle cose del mondo. La mancanza di castità invece porta: alla bramosia, alla cattiveria, all’insolenza, alla malvagità, all’ipocrisia, la pazzia, la frivolezza, il servilismo, l’invidia, la malevolenza, l’umiliarsi davanti ai ricchi, il disprezzo verso i poveri.

Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
dobbiamo sforzarci di impossessarci con forza del bene della castità, Dobbiamo allontanarci dalle cattive compagnie. Dobbiamo ricordarci che Allah, rifulga lo splendor della Sua Luce, vede tutto quello che noi facciamo; Egli è presente e se noi non vediamo Lui, lui vede noi. Chiesero al Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria: “Perché chiedere aiuto per abbassare lo sguardo?”. Rispose, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria: <<Sappi che lo sguardo di Allah, l’Altissimo, su di te precede il tuo sguardo verso di Lui>>.

Dobbiamo aiutarci con il digiuno e con la pazienza! Dice Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce: <<<Cercate aiuto nella pazienza e nella preghiera. In verità essa è pesante, ma non per gli umili>>>.

Dobbiamo allontanarci da tutto ciò che eccita gli appetiti, ricordando che Allah, l’Altissimo, porterà in Paradiso, colui che si tiene lontano dalle cose che Egli, rifulga lo splendor della Sua Luce, ha proibito.

Da ultimo, ma la cosa più importante, è la recitazione costante del Sublime Corano con dedizione e umiltà, perché <<Le sue ayàt sono come cammelli, se il custode li cura con diligenza, li tiene uniti, ma se è negligente, gli scappano>> [o come disse, che Allàh lo benedica e l'abbia in gloria].

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chiedo, infine, ad Allàh di perdonare tutte le mie trasgressioni, di perdonare quelle vostre e quelle di tutti i Musulmani.

Chiedeteglielo anche voi perdono! In verità, Egli è il Clementissimo e il Perdonatore.

La parola nel social network

Nel nome di Allàh,
il Sommamente Misericordioso il Clementissimo.

Unicamente Allàh, l’Altissimo, ha titolo per essere Degnissimo di Lode, per cui noi, suoi servi fedeli, soltanto a Lui innalziamo la lode e il ringraziamento; soltanto a Lui rivolgiamo la nostra invocazione di soccorso, soltanto a Lui chiediamo protezione dalle nostre passioni e dalle nostre trasgressioni; a Lui soltanto chiediamo perdono e a Lui, rifulga lo splendor della Sua Luce, chiediamo la guida sul retto sentiero. Infatti, solamente chi è guidato da Allàh cammina sulla retta via, mentre, per colui che Allàh non guida, non si troverà maestro in grado di metterlo sulla retta via.

Rendo testimonianza che non c’è divinità, tranne Allàh, il Quale è Uno, Unico e Uni-personale, il Quale non generò né fu generato, il Quale a nessun titolo ha compartecipi nella Sua Qualità divina. Egli, infatti, è l’unico Creatore, l’unico Autore delle leggi che governano il creato, il Quale è Unico nella Onni-potenza, nella Onniscienza, nella Onnipresenza, nella Onniaudienza, nella Onnivedenza, ed è Unico nell’Onniagenza. Egli perdona le trasgressioni e accetta il pentimento, ma è severo nel castigo.

Rendo testimonianza che Muhàmmad è Apostolo e Messaggero di Allàh, dal Quale fu inviato, come misericordia per tutti gli universi, con il Codice di vita per la salvezza dal fuoco e la Religione della Verità Oggettiva, per oscurare ogni altra verità. Egli, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, portò a termine la Sua missione, sforzandosi per il trionfo della Parola di Allàh su qualsiasi parola dell’uomo, fino a quando rese l’anima al suo Signore, lasciandoci un’eredità la cui notte è luminosa come il giorno, e di essa non fa tesoro solo chi è destinato alla perdizione.

O Allàh, benedici il Tuo servo e Apostolo Muhammad, dopo il quale non ci saranno più Messaggeri, la sua Famiglia e i suoi Compagni.

Fratelli e Sorelle carissimi, vi esorto ed esorto me stesso al Timore di Allàh e all’obbedienza ai Suoi Comandamenti; vi metto, inoltre, in guardia dalla disobbedienza alle sue norme di fare e ai suoi divieti, perché un giorno,  “gli uomini saranno fatti uscire per categorie, affinché vedano le loro azioni. (6) Chi fece tanto bene quanto il peso di un atomo, lo vedrà (7) e chi fece tanto male quanto il peso di un atomo, lo vedrà  (8)”  [Sura del Terremoto / 99/ a.a. 6-7-8] .

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Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
nel Sublime Corano la buona parola è associata al timore di Allàh (al-tàqwa). Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, infatti, esorta al Timore di Allàh congiuntamente all’uso giudizioso della parola quando dice: O voi che credete, siate timorati e dite parole assennate (giuste, rette, a proposito, pertinenti, giudiziose, convenienti, adeguate, assennate, in cui si esprima fortemente la vostra identità islamica). Allàh aggiusterà le vostre azioni e perdonerà i vostri peccati e (sappiate che) chi obbedisce ad Allàh e al suo Apostolo trionferà con trionfo sublime!” (Corano: al-ahzàb (i confederati) – Sura XXXIII – àyah 70).

E dice, ancora: Chi è migliore, quanto a parola, di chi invita ad Allàh e si comporta correttamente e dice: Io sono uno dei Musulmani!?(Corano: Fussilat – Sura XLI – àyah 33).

La buona parola esprime l’eccellenza della fede nel cuore, sicché quando la buona parola viene meno, ciò significa che anche la fede e uscita dal cuore. C’è un lungo hadìth nel quale il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, mette in guardia dal malgoverno della lingua, causa di perdizione dell’uomo:

… Disse (l’Apostolo di Allàh, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria): Ti informo pure della cosa più importante della vita, della colonna portante della cosa più importante della vita e del suo culmine?”.

Dissi (è Mu’àz bi Giàbal – Allàh si compiaccia di lui – che racconta): “Sì, o Apostolo di Allàh!”.

Disse: “La cosa più importante della vita è l’Islàm, la colonna portante dell’Islàm è il rito di adorazione e il suo culmine è lo sforzo per l’affermazione del primato della Parola di Allàh  (il Creatore) su qualsiasi parola dell’uomo (la creatura)! Ti informo pure di come mantenere il possesso di tutto questo?”.

Dissi: “Sì, o Apostolo di Allàh!”. Allora egli, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, prese tra l’indice e il pollice la punta della sua lingua, la agitò e dopo averla lasciata disse:

“Sta’ in guardia da questa!”.

Dissi: “O Profeta di Allàh, saremo forse puniti per quello che diciamo?”.

Disse, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria:

“Non t’avesse mai partorito tua madre, o Mu’àz! Che cosa fa precipitare gli uomini nell’inferno a testa in giù, se non il raccolto di ciò che hanno seminato le loro lingue?” [O come disse, che Allàh lo benedica e l'abbia in gloria].

Disse l’Imām Alī, che Allàh si compiaccia di lui: “L’uomo è nascosto sotto la sua lingua, quando apre bocca si scopre (fa sapere chi è!)” [o come disse].

Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
dobbiamo far tesoro di questi insegnamenti e metterli in pratica nella nostra vita di relazione sia con i buoni che con i cattivi. Dobbiamo sempre esercitare uno stretto controllo della nostra lingua, che ha da essere un biglietto da visita della nostra appartenenza a quella categoria di uomini a cui Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, dice: <<<Siete il fior fiore della creazione>>>.

La nostra posizione nella creazione è altolocata e altolocato ha da essere il nostro linguaggio, il nostro modo di esprimerci con un alto livello di proprietà e di eleganza, con argomentazioni ragionate e con un linguaggio scevro di espressioni incivili e di parole che si usano nei bassifondi della cultura.

Noi dobbiamo ricordare che l’uso di espressioni gergali tipiche della dilagante scostumatezza è completamente estranea alla nostra linea di condotta e, quindi, non cadere nel tranello di Shayṭān del battibecco, durante il quale viene crearsi un clima favorevole allo scivolone verbale di livello squallido, che poi ti resta appiccicato vita natural durante.

Prudenza, quindi, soprattutto nelle esternazioni nei social network. Ricordiamoci che siamo musulmani e non dobbiamo uniformarci al linguaggio volgare, molto spesso usato da coloro che la pensano diversamente da noi. Noi non abbiamo <la verità in tasca> ce l’abbiamo nella mente, grazie ad Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, per cui nell’esporla dobbiamo usare un linguaggio <pulito>.  

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chiedo, infine, ad Allàh di perdonare tutte le mie trasgressioni, di perdonare quelle vostre e quelle di tutti i Musulmani.

Chiedeteglielo anche voi perdono! In verità, Egli è il Clementissimo e il Perdonatore.

Gli Auguri di fine anno

Nel nome di Allàh,
il Sommamente Misericordioso il Clementissimo.

Unicamente Allàh, l’Altissimo, ha titolo per essere Degnissimo di Lode, per cui noi, suoi servi fedeli, soltanto a Lui innalziamo la lode e il ringraziamento; soltanto a Lui rivolgiamo la nostra invocazione di soccorso, soltanto a Lui chiediamo protezione dalle nostre passioni e dalle nostre trasgressioni; a Lui soltanto chiediamo perdono e a Lui, rifulga lo splendor della Sua Luce, chiediamo la guida sul retto sentiero. Infatti, solamente chi è guidato da Allàh cammina sulla retta via, mentre, per colui che Allàh non guida, non si troverà maestro in grado di metterlo sulla retta via.

Rendo testimonianza che non c’è divinità, tranne Allàh, il Quale è Uno, Unico e Uni-personale, il Quale non generò né fu generato, il Quale a nessun titolo ha compartecipi nella Sua Qualità divina. Egli, infatti, è l’unico Creatore, l’unico Autore delle leggi che governano il creato, il Quale è Unico nella Onni-potenza, nella Onniscienza, nella Onnipresenza, nella Onniaudienza, nella Onnivedenza, ed è Unico nell’Onniagenza. Egli perdona le trasgressioni e accetta il pentimento, ma è severo nel castigo.

Rendo testimonianza che Muhàmmad è Apostolo e Messaggero di Allàh, dal Quale fu inviato, come misericordia per tutti gli universi, con il Codice di vita per la salvezza dal fuoco e la Religione della Verità Oggettiva, per oscurare ogni altra verità. Egli, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, portò a termine la Sua missione, sforzandosi per il trionfo della Parola di Allàh su qualsiasi parola dell’uomo, fino a quando rese l’anima al suo Signore, lasciandoci un’eredità la cui notte è luminosa come il giorno, e di essa non fa tesoro solo chi è destinato alla perdizione.

O Allàh, benedici il Tuo servo e Apostolo Muhammad, dopo il quale non ci saranno più Messaggeri, la sua Famiglia e i suoi Compagni.

Fratelli e Sorelle carissimi, vi esorto ed esorto me stesso al Timore di Allàh e all’obbedienza ai Suoi Comandamenti; vi metto, inoltre, in guardia dalla disobbedienza alle sue norme di fare e ai suoi divieti, perché un giorno,  “gli uomini saranno fatti uscire per categorie, affinché vedano le loro azioni. (6) Chi fece tanto bene quanto il peso di un atomo, lo vedrà (7) e chi fece tanto male quanto il peso di un atomo, lo vedrà  (8)”  [Sura del Terremoto / 99/ a.a. 6-7-8] .

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Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
stiamo uscendo da un periodo, nel quale la tenuta della nostra fede, ha subito degli scossoni, a causa dell’atteggiamento da tenere a fronte di eventi festivi di carattere religioso e di carattere laico, ricorrenti ogni anno alla fine dell’anno solare: Natale e Capodanno.

Noi musulmani dobbiamo regolare le nostre azioni nella consapevolezza della <natura> del nostro Signore, della di Lui religione, la nostra religione, l’Islam, e della funzione salvifica di Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria.

Quanto al nostro Signore, noi sappiamo che è il nostro Creatore e, in quanto tale Egli e solo Lui, rifulga lo splendor della Sua Luce, ha titolo per ricevere la nostra obbedienza e il culto divino, che Egli, ci ha insegnato.

E’, quindi, da escludere qualsiasi comportamento che provenga da altra fonte come norma, usanza, abitudine e costume. Dice Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce: <<<Trai Suoi segni ci sono la notte e il giorno, il sole e la luna. Non prosternatevi né al sole, né alla luna, ma solamente ad Allàh, che è il loro Creatore, se veramente è Lui, che voi adorate>>> [Cor. 41/37].

Non possiamo esporre, pertanto, i nostri bambini a parole come quelle della canzoncina di Natale: <Tu scendi dalle stelle, o Re del Cielo…>, <o fanciullo mio divino…>, <o “dio” beato! E quanto ti costò, l’averci amato> [chiaro riferimento alla crocifissione].

Parole che si insediano nelle menti dei piccoli, a formare nella loro ingenuità la base di una <teologia> infantile diametralmente opposta a quella islamica, che si fonda sulla Parola di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, e base per successivi indottrinamenti.

Iddio/Allàh è Eterno, quindi, essendo Tale, non fu generato! Egli è il Creatore dal nulla di tutto ciò che esiste.

Dice Allàh, l’Altissimo: <<<O uomini, adorate il vostro Signore che ha creato voi e che creò quelli prima di voi, se volete mettervi al riparo, dal castigo divino… e poiché voi sapete, non date co-eguali ad Allàh!>>> [Cor. 2/21-22].

Dice Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, nella Sura della Famiglia di Imrān: <<<Oggi, ho dato l’ultimo tocco per voi al sistema normativo che dovete praticare, ho portato a perfezione la Mia grazia nei vostri confronti e Mi sono compiaciuto di dare a voi, come ordinamento della vita, l’Islàm>>> [ayah 7 frammento] Ayah scesa durante il Pellegrinaggio dell’Addio, pochi mesi prima del passaggio a miglior vita del Profeta, che Allah lo benedica e l’abbia in gloria.

In quelle ultime settimane il Profeta tenne una Khutbah, che fece riempire di lacrime gli occhi dei fedeli, sicché gli fu detto: <O Apostolo di Allàh, questa khutba ci sembra il discorso di uno che si prepara a partire senza ritorno, dacci delle istruzioni!>.

Egli, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria disse: <<Vi consiglio il timore di Allàh, l’Altissimo, e l’obbedienza a Lui. Chi di voi vivrà dopo di me sarà testimone di grande disordine, ma voi attenetevi strettamente alla mia sunna e alla sunna dei miei successori ben guidati! Guardatevi dalle modifiche delle cose [i comportamenti prescritti dal Corano e dalla sunna], perché ogni modifica è innovazione, ogni innovazione è fuorviamento e ogni fuorviamento ha per destino l’inferno [il fuoco]>> [O come disse, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria.

Disse ancora, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria,<<chiunque introduca nel nostro sistema di vita qualcos’altro, sia respinto>>, e ancora: <<chiunque introduca nella nostra visione del mondo qualcos’altro, sia respinto>> [o come disse, che Allàh lo benedica e l'abbia in gloria].

L’introduzione di una novità non legittima un comportamento non regolato, anche se ritenuto buono, a meno che non si tratti di novità che apporti indiscutibili vantaggi alla ummah, come per esempio: il mihràb nelle moschee, il minareto per l’adhān, il minbar nelle musalliyāt all’aperto dei riti solenni congregazionali delle festività solenni dell’Islàm, il tarawīḥ congregazionale guidato da un imām.

Ciò avvenne al tempo dei Compagni e dei loro seguaci, tra loro concordi. Disse il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria: <<I miei compagni sono come le stelle, chi li segue non sbaglia>> [o come disse, che Allàh lo benedica e l'abbia in gloria].

Gli auguri si scambiano tra correligionari, perché hanno lo stesso credo, sia che si tratti di religione teista, che di religione ateista, che si manifesta nei riti del materialismo consumistico. L’astenersi dal fare <auguri> è in linea con <l’imitazione del Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria>, e <quella dei Compagni, che Allàh si compiaccia di loro>.

Eccellenti Fratelli e sorelle nell’Islàm,
questa problematica è di grande rilievo per i neo-musulmani, che provengono da famiglie rimaste nell’area della religione teista o di quella ateistico-materialistica dominanti in Italia. E’ doveroso che essi chiariscano a parenti e amici che nella visione del mondo, a cui essi hanno aderito non ci sono le festività di fine anno solare, per cui essi sono notiziati che far loro degli auguri non ha senso e che il farli da parte loro pure. Atteniamoci, dunque, agli insegnamenti de Sublime Corano, riguardo alla natura di Gesù e del Profeta, che Allàh lo bene dica e l’abbia in gloria, il quale sentenziò: <<chi aderisce a usanze, tradizioni e costumi di una gente, diventa uno di loro e con essi sarà radunato [nel Giorno del Giudizio]>> [o come disse, che Allàh lo benedica e l'abbia in gloria].

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chiedo, infine, ad Allàh di perdonare tutte le mie trasgressioni, di perdonare quelle vostre e quelle di tutti i Musulmani.

Chiedeteglielo anche voi perdono! In verità, Egli è il Clementissimo e il Perdonatore.