MISFATTI E PROSPETTIVE DI UN “MASSONE ANOMALO”. L’ESPANSIONISMO DEL TERRORISTA GUERRAFONDAIO ERDOGAN

7 – Perché Santa Sofia è ridiventata moschea. E perché l’Occidente non contrasta Erdogan. La falsa inimicizia con Israele

A sinistra, l’interno della cattedrale di Santa Sofia. A destra, nel 2004, la stretta di mano di Erdogan ad Ariel Sharon, allora premier israeliano, responsabile nel passato della orrenda strage di civili palestinesi nei campi di Sabtra e Chatila. La foto è solo una delle prove degli ottimi rapporti che intercorrono tra Erdogan e l’entità sionista. I due sono stati (Sharon è morto nel 2014) anche confratelli massoni nella Ur-Lodge massonica “Hathor Pentalpha”.

A sinistra, l’interno della cattedrale di Santa Sofia. A destra, nel 2004, la stretta di mano di Erdogan ad Ariel Sharon, allora premier israeliano, responsabile nel passato della orrenda strage di civili palestinesi nei campi di Sabtra e Chatila. La foto è solo una delle prove degli ottimi rapporti che intercorrono tra Erdogan e l’entità sionista. I due sono stati (Sharon è morto nel 2014) anche confratelli massoni nella Ur-Lodge massonica “Hathor Pentalpha”.

.

NON E’ LA PRIMA

La conversione della cattedrale di Santa Sofia in moschea ha suscitato clamore nei media.

Ma non è la prima.

La basilica di Santa Sofia a Nicea. Dal 2011 è ridiventata moschea.

La basilica di Santa Sofia a Nicea. Dal 2011 è ridiventata moschea.

.

La Chiesa di Santa Sofia a Nicea (nome turco Iznik) è una chiesa bizantina, costruita da Giustiniano I nel VI° secolo. Vi si riunì il Concilio di Nicea del 787. Nel 1065 divenne una basilica, con degli ampliamenti. Fu convertita in moschea dopo la conquista ottomana nel 1337, e ha funzionato come tale fino a quando non è stato convertita in un museo nel 1935, dal regime laico di Ataturk.

Nel novembre 2011 è stata ancora una volta convertita in moschea.

La basilica di Santa Sofia a Trebisonda (Trabzon)

La basilica di Santa Sofia a Trebisonda (Trabzon)

.

La basilica di Santa Sofia a Trebisonda (Trabzon) risale al XIII° secolo. Fu convertita in moschea dai turchi ottomani nel 1584, e poi trasformata in museo nel 1935.

Nel 2013 è tornata ad essere moschea.

Gli splendidi mosaici della chiesa di San Salvatore in Chora, ad Istanbùl. Ritornerà ad essere una moschea.

Gli splendidi mosaici della chiesa di San Salvatore in Chora, ad Istanbùl. Ritornerà ad essere una moschea.

.

Ma non è finita qui. La chiesa di San Salvatore in Chora, i cui mosaici sono tra le attrazioni più notevoli di Istanbùl, costruita nel V secolo, era dedicata in origine a San Salvatore. Venne trasformata in moschea nel 1511; in museo nel 1945.

Nel novembre del 2019 una sentenza del Consiglio di Stato ha deciso che l’antica chiesa sia riconsegnata “al suo culto iniziale”, cioè ad essere utilizzata come moschea.

 

UN GESTO SIMBOLICO: LUI VORREBBE TORNARE ALL’IMPERO OTTOMANO. AGGIORNATO.

Non per caso, erano esattamente le 20.53, ad Istanbùl, quando il presidente turco Erdogan ha cominciato il suo discorso, in diretta TV, in cui annunciava che il prossimo 24 luglio si terrà la prima preghiera islamica nella cattedrale di Santa Sofia, che ritornerà ad essere una moschea, e dunque non sarà più un museo, come era dal 1935, per disposizione di Ataturk. Il minuto 53 voleva ricordare la conquista di Costantinopoli da parte dei turchi, avvenuta appunto nel 1453, quando la cattedrale era stata trasformata in moschea.

Dal punto di vista religioso islamico, questo provvedimento è del tutto contrario ai principi islamici, che prescrivono rispetto per gli edifici di culto, anche se non più praticati. Ed è anche un gesto del tutto immotivato da un punto di vista pratico, in quanto ad Istanbul non vi è nessuna necessità di nuove moschee.

Dunque: perché?

Nelle puntate precedenti di questa nostra inchiesta abbiamo illustrato l’affiliazione di Erdogan alla Ur-Lodge (superloggia) massonica transnazionale “Hathor Pentalpha”, assieme ai Bush, ai neocons USA, a Sharon e ad altri israeliani, ai Saud, ai regnanti del Qatar, e altri. Lo scopo di questa superloggia, responsabile di tutto il terrorismo e di tutte le guerre dal 2001 ad oggi, è quello di dividere nettamente il pianeta secondo otto “civiltà”, ognuna delle quali con uno stato-guida, secondo il progetto illustrato chiaramente nel libro “Lo scontro delle civiltà e il Nuovo Ordine Mondiale”, di Samuel Huntington, anch’egli affiliato alla succitata superloggia. Lo stato-guida individuato per la civiltà islamica è la Turchia, a condizione che questo paese, importante membro della Nato, avviasse una seria opera di islamizzazione, ed uscisse dal laicismo che lo ha contraddistinto dalla rivoluzione dei Giovani Turchi di Ataturk in poi. Questo compito è stato affidato, da decenni, ad Erdogan.

Ecco alcuni dei “confratelli massoni” di Erdogan all’interno della Ur-Lodge massonica transnazionale “Hathor Pentalpha”. I Saud sono “confratelli” di Erdogan dal 2000, anno della affiliazione sua e loro a questa superloggia, nonostante attualmente ci sia un forte contrasto tra loro, specialmente col principe ereditario Muhàmmad: il motivo è che quest’ultimo vuole contendere alla Turchia il ruolo di “stato-guida” della civiltà islamica, per assegnarlo all’Arabia Saudita. Di questo contrasto abbiamo parlato nella quinta puntata di questa inchiesta. In fondo al post si possono trovare tutti i link delle precedenti puntate.

Ecco alcuni dei “confratelli massoni” di Erdogan all’interno della Ur-Lodge massonica transnazionale “Hathor Pentalpha”. I Saud sono “confratelli” di Erdogan dal 2000, anno della affiliazione sua e loro a questa superloggia, nonostante attualmente ci sia un forte contrasto tra loro, specialmente col principe ereditario Muhàmmad: il motivo è che quest’ultimo vuole contendere alla Turchia il ruolo di “stato-guida” della civiltà islamica, per assegnarlo all’Arabia Saudita. Di questo contrasto abbiamo parlato nella quinta puntata di questa inchiesta. In fondo al post si possono trovare tutti i link delle precedenti puntate.

.

Questo, per comprendere che l’avvento di Erdogan non è dovuto solo ad una sua ambizione personale coronata da successo, ma si è trattato piuttosto di una ascesa preparata da lungo tempo da quegli ambienti massonici.

Gesti come la riconversione di Santa Sofia in moschea, e altri, hanno dunque soprattutto l’obbiettivo di catturare il consenso delle masse musulmane più estremiste. Erdogan vuole presentarsi come l’unico vero difensore dell’Islàm in tutto il mondo, coerentemente e parallelamente al progetto di ricostruzione della “civiltà islamica / impero ottomano”.

Ma questo non sarebbe possibile senza l’appoggio totale di ISRAELE e USA, perlomeno nelle sue lobbies più potenti. Perché deve essere chiaro che questo piano prevede il dominio assoluto di Israele nel Medio Oriente, e dunque la distruzione/sottomissione totale del popolo palestinese e dei suoi diritti. Erdogan ne è dunque perfettamente co-progettatore e co-esecutore. Per far avanzare il piano, Erdogan deve contemporaneamente apparire alle masse musulmane come difensore dei diritti dei palestinesi, e anzi, come L’UNICO difensore dei palestinesi.

Ma la realtà è molto diversa.

 image7

L’ALLEANZA STRATEGICA CON ISRAELE, LA FALSA INIMICIZIA COGLI ISRAELIANI, E LA FALSA AMICIZIA COI PALESTINESI

Erdogan mi chiama Hitler ogni 3 ore, ma il commercio tra di noi è prospero…”. Questa dichiarazione del premier israeliano Netanyahu la dice lunga su quel grande attore menzognero che è Erdogan.

A dispetto delle sue dichiarazioni pro-Palestina, e delle sue apparenti velleità anti-israeliane, il terrorista guerrafondaio Erdogan ha rapporti del tutto amichevoli con l’establishment israeliano, e rapporti economici in crescita continua.

Lo spiega molto bene questo articolo pubblicato da “Invicta Palestina”.

Ma del resto, era già stato firmato un importante accordo di normalizzazione, fra Erdogan e Israele, nel 2016, un accordo che Israele dichiarò essere “economicamente importantissimo”: link.

GLI ACCORDI CON SHARON, IL BOIA DI SABRA E CHATILA

Ma non si tratta di rapporti che hanno una storia lunga, tra questi due paesi. Anzi. La cronaca ci dice che fu proprio Erdogan ad iniziare una “nuova era” di buoni rapporti.

image6

 .

Gli accordi del 2005 di Erdogan con Ariel Sharon, il responsabile del massacro dei migliaia di civili palestinesi nei campi di Sabra e Chatila in Libano, vennero infatti dipinti proprio come “un inizio”: link.

Ma già da prima, Erdogan si era dimostrato amico di Israele, nel 2003, addirittura mandando navi turche a difendere le coste israeliane da possibili lanci di missili da parte dell’Iraq di Saddam Hussein:

Nel 2003 Erdogan invia la flotta turca a difendere le coste di Israele da un eventuale attacco missilistico di Saddam Hussein… e assicura all’America l’uso delle basi turche per un contingente di 60 mila militari americani che invaderanno l’Iraq da nord…

Il Parlamento turco poi annullò la sua decisione, ma questo non danneggiò gli ottimi rapporti di Erdogan con Israele:

Quanto a Israele, durante i primi anni del governo Erdogan, continuano le manovre militari congiunte turco-israeliane, Ankara acquista carri armati israeliani e soprattutto firma un mega contratto per la fornitura a Israele di acqua potabile, via mare, per decine di milioni di dollari. Un prezioso aiuto strategico a Gerusalemme.”

Per chi vuole leggere un buon articolo, un po’ un riassunto della storia della carriera politica di Erdogan, ecco il post da cui è stato tratto il brano qui sopra.

PREMIATO DALLA ANTI-DIFFAMATION LEAGUE

Ma il terrorista guerrafondaio Erdogan ha anche una importante “medaglia” da appuntarsi al petto delle amichevoli relazioni con Israele: è stato anche premiato, nel 2005, dalla Anti Diffamation League.

Di che si tratta?

Da Wikypedia:

L’Anti-Defamation League (ADL, Lega Antidiffamazione), precedentemente nota come “Anti-Defamation League of B’nai B’rith”, è un’organizzazione non governativa internazionale ebraica con sede negli Stati Uniti d’America. Essa si definisce come “la principale agenzia nazionale relazionata ai diritti civili e ai diritti umani”; l’ADL afferma di “combattere l’antisemitismo e tutte le forme di pregiudizio, di difendere gli ideali democratici e di proteggere i diritti civili per tutti facendo informazione, producendo istruzione ed educazione, legislazione e patrocinio”. Fondata nell’ottobre del 1913 dall’ordine paramassonico di B’nai B’rith, organizzazione di assistenza e club di servizio ebraico statunitense, il suo scopo originario statutario fu quello di “fermare, per mezzo di appelli alla ragione e alla coscienza e, se necessario, rivolgendosi alla legge, la diffamazione nei confronti del popolo ebraico”. L’ADL, con il proprio quartier generale a New York, conta attualmente 29 succursali in tutto il territorio statunitense e 3 uffici in altri paesi.

2005: Erdogan premiato dalla ADL

2005: Erdogan premiato dalla ADL

 .

Nonostante questa apparenza di organizzazione difensiva e pacifica, la ADL è stata accusata da molti, fra i quali il famoso intellettuale Noam Chomsky, di non interessarsi affatto di diritti civili, ma di essere in realtà una potente lobby di appoggio alla politica criminale israeliana. Curiosità: la ADL è stata accusata anche di non aver riconosciuto il genocidio degli armeni; un fattore, questo che rende ancor più legati la ADL ed Erdogan.

LA COMPLICITA’ DEI MEDIA

La stretta alleanza di Erdogan con Israele e USA (la Turchia è anche parte decisiva nello schieramento NATO) è il motivo del sostanziale appoggio dei media verso Erdogan. Diversamente, la conversione di Santa Sofia in moschea avrebbe scatenato il putiferio per mesi. Invece, a fatica si è notato qualche titolo sulle prime pagine dei quotidiani: il maggiore quotidiano italiano, il “Corriere della Sera”, neanche quello.

La prima pagina del “Corriere della Sera” di sabato 11 luglio 2020: nessun accenno alla riconversione di Santa Sofia in moschea.

La prima pagina del “Corriere della Sera” di sabato 11 luglio 2020: nessun accenno alla riconversione di Santa Sofia in moschea.

.

 LA DENUNCIA E’ NECESSARIA

L’opera del terrorista guerrafondaio Erdogan è pericolosa per tutti.

Come ha già fatto e sta facendo in Siria e in Libia, per raggiungere il suo scopo, che prevede lo stravolgimento di tutti gli equilibri politico-economici del Mediterraneo e del Medio Oriente, non esita ad intervenire militarmente, provocando morte e caos in queste regioni.

Per accreditarsi come “sultano” dell’Islàm politico, e non, di tutto il pianeta, non esita ad eccitare in tutti i modi gli animi degli estremisti islamici di tutto il mondo, in maniera da separare e rendere sempre più nemico ed estraneo il mondo e la cultura musulmani rispetto a tutte le altre culture e a tutte le altre spiritualità.

E’ un progetto di caos, inimicizia ed estraneità fra i popoli. Quindi, tutte le donne e gli uomini di buona volontà, che credono in una unica umanità da difendere, hanno il dovere di denunciare e contrastare in tutti i modi possibili il terrorista guerrafondaio Erdogan.

Non è un problema dei turchi, è un problema di tutti, e dei musulmani innanzitutto, che devono essere in prima fila in questa lotta.

P. S. : LE PUNTATE PRECEDENTI

Ecco i link per chi vuole leggere le puntate precedenti di questa inchiesta.

1a puntata: IL RUOLO DELLA TURCHIA NEL PROGETTO MASSONICO PENTALPHIANO.

2a puntata: I CONFRATELLI MASSONI DI ERDOGAN.

3a puntata: L’ACCORDO CON ISRAELE E IL TRADIMENTO DELLA PALESTINA.

4a puntata: L’INVASIONE DELLA SIRIA E I RAPPORTI COI TERRORISTI.

5a puntata: LA LEADERSHIP DEL MONDO ISLAMICO E IL CASO KHASHOGGI.

6° puntata: ERDOGAN E L’ISIS.