E’ Allàh che guida chi Egli vuole

  • QUESTE SONO PAROLE D’IDDIO, Sura XXVIII – Ayah 56:

إِنَّكَ لاَ تَهْدِي مَنْ أَحْبَبْتَ وَلَكِنَّ اللَّهَ يَهْدِي مَنْ يَشَاءُ وَهُوَ أَعْلَمُ بِالْمُهْتَدِينَ.56  

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    In verità, non tu guidi chi ami, ma è Allàh che guida chi Egli vuole ed Lui ne sa di più riguardo a chi si lascia guidare. (56)
  • Nota
    Ayah di consolazione per il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, afflitto per la morte dello zio Abū Ṭālib, al quale fino all’ultimo suo momento di vita il Profeta aveva chiesto invano di pronunciare la testimonianza che non c’è divinità, tranne Allàh e che Muhàmmad è l’apostolo di Allàh, cosa che il morente non fece per rispetto umano, essendo presenti gli esponenti principali della classe dominante alla Mecca.

066

Non desiderare la morte

Abu Ayyub al-Anṣār, nas bin Mālik, Allàh l’Altissimo si compiaccia di lui raccontò: Il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, disse:

“Nessun di voi ha da desiderar la morte a causa di una disgrazia che gli sia capitata, ma se è costretto a desiderarla dica: “O Allàh, mantienimi in vita, fino a quando la vita è meglio per me, ma, fammi morire, se per me è meglio la morte!”. [O come disse in arabo, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria].

Registrato da al-Bukhārī.

033

Noi non cerchiamo gli ignoranti

  • QUESTE SONO PAROLE D’IDDIO, Sura XXVIII – Ayah 55:

وَإِذَا سَمِعُوا اللَّغْوَ أَعْرَضُوا عَنْهُ وَقَالُوا لَنَا أَعْمَالُنَا وَلَكُمْ أَعْمَالُكُمْ سَلاَمٌ عَلَيْكُمْ لاَ نَبْتَغِي الْجَاهِلِينَ.55

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    … e, quando odono vaniloquio, si ritirano da esso e dicono: “A noi le nostre azioni, a voi le vostre azioni e salāmun ’alày-kum! Noi non cerchiamo gli ignoranti”. (55)
  • Nota
    È un’ayah direttiva per i musulmani, quando si trovano ad aver a che fare con persone ignoranti che criticano il loro comportamento islamico, coerente con il Sublime Corano e la Nobile Sunna con argomenti strampalati, nei quali il vaniloquio la fa da padrone.

060

Maledisse

Ibn ‘Abbāṣ, che Allàh si compiaccia di lui, riferì che che il Profeta, Allàh, l’Altissimo, lo benedica e l’abbia in gloria, maledisse gli uomini che assumono atteggiamenti femminili e le donne che assumono atteggiamenti maschili.

Nota
Il termine maledizione in modo inequivocabile denuncia come peccaminoso l’atteggiamento delle persone destinatarie della maledizione, per cui le donne che somigliano agli uomini, e gli uomini che somigliano alle donne, commettono un grave peccato.

051

Il cuore della madre di Mūsā

  • QUESTE SONO PAROLE D’IDDIO, Sura XXVIII – Ayah 10:

وَأَصْبَحَ فُؤَادُ أُمِّ مُوسَى فَارِغًا إِنْ كَادَتْ لَتُبْدِي بِهِ لَوْلاَ أَنْ رَبَطْنَا عَلَى قَلْبِهَا لِتَكُونَ مِنَ الْمُؤْمِنِينَ.10

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    Il cuore della madre di Mūsā (Mosè) divenne vuoto! Poco mancò che essa rivelasse l’identità di lui, se Noi non le avessimo rafforzato il cuore, perché ella fosse una dei credenti. (10)
  • Nota
    Certamente, la madre di Mosé, su lui la pace, venne messa a dura prova dall’ordine Divino di gettare il figlioletto lattante nel fiume, come venne messo a dura prova il profeta Ibrahīm, su lui la pace, quando gli venne ordinato di far del figlio un sacrificio umano. Ibrahīm era profeta, su lui la pace, e obbedì; la madre di Mosé, su lui la pace, ebbe il cuore rafforzato da Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, perché ella fosse una dei credenti”.

032

Ramadàn è alla “salvezza da fuoco”

Nel nome di Allàh,
il Sommamente Misericordioso il Clementissimo.

Unicamente Allàh, l’Altissimo, ha titolo per essere Degnissimo di Lode, per cui noi, suoi servi fedeli, soltanto a Lui innalziamo la lode e il ringraziamento; soltanto a Lui rivolgiamo la nostra invocazione di soccorso, soltanto a Lui chiediamo protezione dalle nostre passioni e dalle nostre trasgressioni; a Lui soltanto chiediamo perdono e a Lui, rifulga lo splendor della Sua Luce, chiediamo la guida sul retto sentiero. Infatti, solamente chi è guidato da Allàh cammina sulla retta via, mentre, per colui che Allàh non guida, non si troverà maestro in grado di metterlo sulla retta via.

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Come si entra nel giardino supremo

Abu Ayyub al-Anṣār, che Allàh si compiaccia di lui, riferì che un uomo aveva detto al Profeta, Allàh lo benedica e l’abbia in gloria: “Indicami qualcosa che, sicuramente, mi faccia entrare nel Giardino Supremo [il Paradiso]”. I presenti incominciarono a dire: “Ma che vuole costui?”. Il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria rispose:

“È un desiderio come un altro!”

Poi, rivoltosi all’uomo ,disse:

“Servi Allàh, senza associargli alcunché, alzati a compiere i riti d’adorazione, paga l’imposta Coranica e infine resta solidale con i parenti!”. [O come disse in arabo, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria].

Registrato da al-Bukhārī.

045

Noi te lo restituiremo

  • QUESTE SONO PAROLE D’IDDIO, Sura XXVIII – Ayah 7:

وَأَوْحَيْنَا إِلَى أُمِّ مُوسَى أَنْ أَرْضِعِيهِ فَإِذَا خِفْتِ عَلَيْهِ فَأَلْقِيهِ فِي الْيَمِّ وَلاَ تَخَافِي وَلاَ تَحْزَنِي إِنَّا رَادُّوهُ إِلَيْكِ وَجَاعِلُوهُ مِنَ الْمُرْسَلِينَ.7

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    Noi rivelammo alla madre di Mūsā (Mosè): “Allattalo! E quando temerai per lui, gettalo nel fiume, non temere e non essere triste! In verità, Noi te lo restituiremo e ne faremo uno degli Apostoli!”. (7)
  • Nota
    La madre d Mosè, su lui la pace, è l’unica donna alla quale Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, parlò direttamente, dandole l’ordine di gettare nel fiume [il Nilo] Mosè lattante.

042

Da imparare a memoria

Abū Mālik al-Ḥārith bin Asem al-Asharī , che Allàh si compiaccia di lui, raccontò che l’Apostolo di Allàh, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, disse:

“La purezza rituale è la metà della fede. La laudazione di Allàh riempie l’altro piatto della bilancia. La glorificazione di Allàh e la magnificazione di Allàh colmano lo spazio tra il cielo e la terra. Il rito di adorazione è luce; la carità è una prova; la pazienza è chiarezza e il Corano è un argomento a tuo favore o contro di te. Tutta la gente comincia la giornata trafficando con la propria anima: c’è chi la libera e c’è chi la conduce alla rovina!”. [O come disse in arabo, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria].

Hadith riferito da Muslim.

069

Ta‹ Sīn Mīm

  • QUESTE SONO PAROLE D’IDDIO, Sura XXVIII – Ayah 1:

طسم.1

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    Ta‹ Sīn Mīm. (1)
  • Nota
    È l’àyah iniziale. Di essa non sappiamo il significato, perché né Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, né il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, ne hanno dato spiegazione [Allàh nel Sublime Corano e il Profeta nel suo insegnamento dottrinale]. In verità, alcuni si sono cimentati nel volerne trovare il significato, ma il credente nella paternità divina del Sublime Corano e nella Missione Apostolico-profetica di Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, devono dire, come disse Omar ibn al-Khattàb, che Allàh si compiaccia di lui, rispondendo alla domanda del Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria [Lo sai, o Omar, chi era?], “Allàhu wa rasūlu-Hu à’lam”. Dall’anatomia digitale del testo coranico è emerso un fatto strabiliante: ciascuna delle tre lettere ha nel testo della sura un numero di occorrenze multiplo di 19 e l’ordine quantitativo dei numeri è decrescente. Il numero 19 è quello delle lettere della frase araba bismi-llàhi-r-rahmàni-r-rahim. Nel nome di Allàh il sommamente Misericordioso il Clementissimo. La stessa cosa avviene in tutte le altre sure, delle quali l’inizio è costituito da lettere singole.

052