Khùtbah di Shawwàl

Nel nome di Allàh,
il Sommamente Misericordioso, il Clementissimo.

Allah sia lodato! Allàh sia Lodato! Noi, suoi servi fedeli, solo a Lui la nostra lode innalziamo, solo di Lui nel bisogno invochiamo il soccorso e solo a Lui siamo grati; solo a Lui chiediamo protezione dalle nostre passioni e dalle nostre trasgressioni; solo a Lui chiediamo perdono. A Lui, costantemente chiediamo di guidarci sul retto sentiero, perché solamente chi è guidato da Allàh cammina sul sentiero, che a Lui conduce, mentre per colui che Allàh non guida non troverai maestro in grado di portarlo sulla retta via.

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Incondivisa è la Sua Divinità

  • QUESTE SONO PAROLE D’IDDIO, Sura XXXIX – Ayah 4:


لَوْ أَرَادَ اللَّهُ أَنْ يَتَّخِذَ وَلَدًا لاَصْطَفَى مِمَّا يَخْلُقُ مَا يَشَاءُ سُبْحَانَهُ هُوَ اللَّهُ الْوَاحِدُ الْقَهَّارُ.4

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    Se Allàh volesse prendere un figlio, certamente, sceglierebbe ciò che vuole fra ciò che crea; ma incondivisa è la sua divinità, poiché Egli è Allàh, l’Unico, l’Impositore irresistibile del Suo volere (4).
  • Nota
    Allàh, l’Autore del Sublime Corano, dice in esso che se Lui volesse prendere un figlio, certamente, sceglierebbe ciò che vuole fra ciò che crea, il che vuol significare che l’attribuirgli un figlio è una sacrilega contraddizione di quello che Egli ha affermato, cioè che Egli “non ha preso un “figlio”.

066

Ad Allàh è dovuto in esclusiva il culto di adorazione

  • QUESTE SONO PAROLE D’IDDIO, Sura XXXIX – Ayàt 2-3:


إِنَّا أَنزَلْنَا إِلَيْكَ الْكِتَابَ بِالْحَقِّ فَاعْبُدْ اللَّهَ مُخْلِصًا لَهُ الدِّينَ.2
أَلاَ لِلَّهِ الدِّينُ الْخَالِصُ وَالَّذِينَ اتَّخَذُوا مِنْ دُونِهِ أَوْلِيَاءَ مَا نَعْبُدُهُمْ إِلاَّ لِيُقَرِّبُونَا إِلَى اللَّهِ زُلْفَى إِنَّ اللَّهَ يَحْكُمُ بَيْنَهُمْ فِي مَا هُمْ فِيهِ يَخْتَلِفُونَ إِنَّ اللَّهَ لاَ يَهْدِي مَنْ هُوَ كَاذِبٌ كَفَّارٌ.3

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    … Adora Allàh riservando il culto in esclusiva a Lui (2). Non spetta forse ad Allàh il culto di adorazione in esclusiva?… (3)
  • Nota
    Incondivisa è Qualità Divina di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce. Egli non soltanto creò, ma diede forma e quantità e scopo alla Sua creazione. Per questa Sua “Qualità” Divina, nella quale Egli non ha condomini a Lui soltanto è dovuto il culto di latria in esclusiva.

052

Creduli e credenti

  • QUESTE SONO PAROLE D’IDDIO, Sura XXXIV – Ayah 20:


وَلَقَدْ صَدَّقَ عَلَيْهِمْ إِبْلِيسُ ظَنَّهُ فَاتَّبَعُوهُ إِلاَّ فَرِيقًا مِنْ الْمُؤْمِنِينَ.20

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    Iblīs, a suo tempo, fece loro [ai Sabā‹] apparire come verità la sua suggestione, perciò essi lo seguirono, fatta eccezione di un gruppo di credenti (20).
  • Nota
    Iblīs, il diavolo tentatore, riesce a farsi seguire, ingannando i creduli con le sue suggestioni verisimili, ma le sue tentazioni ingannevoli non hanno presa sui credenti.

072

Un califfato… molto americano

E al servizio del progetto sionista

Abu Bakr al-Baghdàdi in un sermone in una moschea di Mosùl (Iràq).

Abu Bakr al-Baghdàdi in un sermone in una moschea di Mosùl (Iràq).

Il giorno della Festa per tutti i musulmani, la Festa della Rottura del digiuno, che sigilla la fine del digiuno del mese di Ramadàn, ‘īdu-l-Fitr, il 28 luglio scorso, nella Moschea del Misericordioso (Màsǧid ar-Rahmàn), il dottor ‘Ali Abu Shwaimah, Imàm del Centro Islamico di Milano e Lombardia, ha svolto un accorato sermone sul cosiddetto “califfato” (stato islamico), proclamato recentemente in Iraq, che non rispetta per nulla la Sharì’ah, rendendosi responsabile, tra l’altro, di molte brutali esecuzioni sommarie.

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Poveri in Paradiso, donne all’Inferno [in maggioranza]

Ibn ‘Abbāṣ (che Allàh sia compiaciuto di lui) raccontò. Disse un giorno l’Apostolo di Allàh, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria:

“Ho dato un’occhiata al Paradiso e ho notato che la maggioranza dei suoi inquilini erano poveri e ho dato un’occhiata all’inferno e ho visto che la maggioranza dei suoi inquilini erano donne!”. [O come disse]

C’è accordo su esso.

073

Causa dei disastri ambientali

  • QUESTE SONO PAROLE D’IDDIO, Sura XXXIV – Ayàt 15-16-17:


لَقَدْ كَانَ لِسَبَإٍ فِي مَسْكَنِهِمْ آيَةٌ جَنَّتَانِ عَنْ يَمِينٍ وَشِمَالٍ كُلُوا مِنْ رِزْقِ رَبِّكُمْ وَاشْكُرُوا لَهُ بَلْدَةٌ طَيِّبَةٌ وَرَبٌّ غَفُورٌ.15
فَأَعْرَضُوا فَأَرْسَلْنَا عَلَيْهِمْ سَيْلَ الْعَرِمِ وَبَدَّلْنَاهُمْ بِجَنَّتَيْهِمْ جَنَّتَيْنِ ذَوَاتَى أُكُلٍ خَمْطٍ وَأَثْلٍ وَشَيْءٍ مِنْ سِدْرٍ قَلِيلٍ.16
ذَلِكَ جَزَيْنَاهُمْ بِمَا كَفَرُوا وَهَلْ نُجَازِي إِلاَّ الْكَفُورَ.17

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    A suo tempo, ci fu per i Sabā‹, nel loro paese, un segno: due giardini: uno a destra e uno a sinistra. [Dicemmo]: “Mangiate con la provvidenza del vostro Signore e siate riconoscenti a Lui: avete un territorio buono e un Signore disposto al perdono” (15). Nonostante ciò, essi [i Sabā‹] si allontanarono, per cui inviammo su loro la piena d’acqua della diga e trasformammo i loro due giardini [ricchi di frutta squisita] in due giardini [con alberi dai frutti] di sapore amaro [dove crescevano] tamarischi e qualche poca cosa di loto (16). Con questo li ricambiammo, per aver rifiutato di credere! Forse che ricambiamo (così) qualcun altro? No! Così solo quelli che rifiutano di credere? (17).
  • Nota
    La causa dei disastri ambientali è il decreto, con cui Allàh, rifulga lo splendor della sua luce, punisce i trasgressori. Un disastro si verificò nell’antico Yemen la regione, meridionale della Penisola Araba dell’epoca pre-islamica, dove era stata costruita una grande diga nella zona di Ma’ārib. Piogge torrenziali fecero crollare la diga e la grande massa d’acqua raccolta nell’impluvio distrusse le piantagioni a valle della stessa.

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