Ossitocina e testosterone

Le ineliminabili differenze chimico-biogiche che rendono uomini e donne diversi e complementari

testosterone2

Le donne hanno bisogno di ossitocina, e gli uomini di testosterone.

E’ questa la verità scientifica principale che rende profondamente diversi tra loro l’uomo e la donna.

Essi hanno ognuno un equilibrio ormonale proprio e distinto, che necessita di “nutrimenti” diversi.

COSE’ LA CITOSINA

La citosina è una delle tre basi azotatepirimidiniche che formano i nucleotidi degli acidi nucleiciDNA e RNA.

Tramite tre legami a idrogeno, nel DNA e nell’RNA si lega alla guanina.

Legata al ribosio forma la citidina.

La citosina fu scoperta nel 1894, quando venne isolata dai tessuti del timo dei vitelli. La sua struttura fu ipotizzata nel 1903 e confermata per sintesi lo stesso anno.

citosina

L’ossitocina è spesso definita come “l’ormone dell’amore” perchè regola gli aspetti principali del comportamento riproduttivo sia della donna che dell’uomo. Viene anche definito un “ormone timido” perchè la sua produzione è facilmente influenzabile da condizionamenti esterni. La stimolazione di certe zone coinvolte nella riproduzione, come la vagina, il clitoride, la cervice e i capezzoli portano a un rilascio di ossitocina.

L’ossitocina è protagonista assoluta della vita della donna, in tutti i suoi momenti principali, compreso quello del parto, ad esempio.

La produzione di ossitocina:
stimola comportamenti di accudimento sia nella donna che nell’uomo, cresce l’intimità che può garantire che il nuovo nato abbia due genitori
– la produzione di ossitocina della donna durante il periodo preovulatorio e ovulatorio stimola la produzione di sperma nell’uomo
– quella prodotta durante il rapporto sessuale con l’orgasmo agisce sul collo dell’utero e sulle tube di Falloppio aumentandone la mobilità e garantendo il trasporto degli spermatozoi
– l
‘ossitocina prodotta con l’orgasmo riduce gli stati ansiosi e la depressione
– influisce sulla temperatura della cute, soprattutto la zona del seno che diventa più caldo
– quella prodotta durante la gravidanza mantiene la cervice ben chiusa per i primi due trimestri e causa
le contrazioni di Braxton Hicks che servono per mantenere l’utero tonico e favorire un buon afflusso di sangue nella placenta
– favorisce la contrazione dell’utero durante il travaglio, queste comprimono il bambino contro la cervice, la quale stimola ulteriore produzione di ossitocina
– la distensione della vagina e del pavimento pelvico durante la discesa del bambino aumentano ancora la produzione di ossitocina, che stimola l’utero a contrarsi. Si crea un circolo chiuso di azioni riflesse e un’importante meccanismo di sicurezza che garantisce la nascita del bambino anche senza alcuno sforzo materno
– quando la testa del bambino si incorona, lo stiramento dei tessuti perineali stimola un altro picco di ossitocina che porterà all’iniziale distacco della placenta e a
preparare il colostro nelle mammelle e la successiva eiezione del latte
– l’ossitocina rilasciata durante l’allattamento al seno induce comportamenti materni e nutritivi e causa forti contrazioni all’utero in modo da aiutarlo a tornare a una condizione pregravidica e
diminuire le perdite post-partum

Pregnant woman with her husband listening to the nurse

Ci sono molti fattori che inibiscono la produzione di ossitocina, e sono in generale tutte le condizioni di stress, insicurezza, paura, e qui, per dare un esempio, citiamo quelle che possono presentarsi durante il parto:

– paura o ansietà (causati da fattori esterni come esser spostate durante il travaglio ad esempio recandosi in ospedale, odori spiacevoli, persone estranee, rumore, distrazioni, luci forti, sentirsi esposte, ecc; o da fattori interni come preoccupazioni riguardo la salute del bambino, o per le lacerazioni, paura del dolore, ecc)
le iniezioni anestetiche (epidurale, anestesia locale) che inibiscono i nervi a livello dei siti recettoriali necessari al riflesso di Ferguson (lo stiramento della cervice manda un messaggio doloroso al cervello che risponde producendo ossitocina)
– l
‘induzione o accelerazione del parto che satura in maniera anomala con ossitocina sintetica i recettori naturali rendendoli meno sensibili all’ossitocina prodotta dal corpo
l’episiotomia riduce lo stiramento del perineo rimuovendo un fattore chiave per il rilascio di ossitocina
la separazione del bambino dalla madre subito dopo la nascita, provocando la mancata stimolazione del capezzolo,
– pensieri e atteggiamenti che possono causare imbarazzo (molte persone che circolano per la sala parto, poco rispetto della riservatezza, atteggiamenti poco empatici, ecc)
– ricordi, forse di passati abusi sessuali, che possono rimanere inconsci (creando un disagio inspiegabile) o consci suscitando paura
– imbarazzo o rabbia

L’inibizione della produzione dell’ossitocina, durante il parto, produce i seguenti seri inconvenienti:
– porta a un rallentamento del travaglio
– le contrazioni diventano meno frequenti e a loro volta causano una lenta dilatazione della cervice
– il periodo espulsivo si allunga per la poca o inesistente voglia di spingere
– c’è un rischio aumentato di emorragie post-partum
– ci possono essere problemi con l’allattamento al seno in seguito a un’alterazione del riflesso di eiezione del latte

Riassumendo, la produzione di ossitocina è aumentata dalla stimolazione di alcune parti del corpo (capezzoli, utero, vagina, cervice), dal contatto pelle a pelle, dalla vicinanza e dallo sguardo, mantenendo un ambiente sicuro e riservato, da tutto ciò che aiuta la donna a rilassarsi e distendersi (massaggi e coccole, doccia o bagno caldo, luci soffuse, ecc).

COS’E’ IL TESTOSTERONE

Il testosterone è un ormonesteroideo del gruppo androgeno prodotto principalmente dalle cellule di Leydig situate nei testicoli e, in minima parte, dalle ovaie e dalla corteccia surrenale. È presente anche nelle donne le quali, rispetto agli uomini, hanno una maggiore tendenza a convertire quest’ormone in estrogeni. La desinenza -one è dovuta alla presenza di un gruppo chetonico CO sull’atomo C3 del primo anello del carbonio [A] dello steroide.

testosterone

Nell’uomo è deputato allo sviluppo degli organi sessuali (differenziazione del testicolo e di tutto l’apparato genitale) e dei caratteri sessuali secondari, come la barba, la distribuzione dei peli, il timbro della voce e la muscolatura. Il testosterone, nell’età puberale, interviene anche sullo sviluppo scheletrico, limitando l’allungamento delle ossa lunghe ed evitando, in questo modo, una crescita spropositata degli arti.

Nell’uomo adulto, i livelli di testosterone giocano un ruolo molto importante per quanto riguarda la sessualità, l´apparato muscolo scheletrico, la vitalità e la buona salute (intesa soprattutto come protezione da malattie metaboliche come ipertensione e diabete mellito e secondo recenti studi anche sulla depressione); contribuisce a garantire la fertilità, in quanto stimola la maturazione degli spermatozoi nei testicoli. Inoltre influenza qualità e quantità dello sperma prodotto, poiché opera sulle vie seminali e sulla prostata, deputate alla produzione di sperma. La produzione giornaliera di testosterone nell’uomo varia dai 5 ai 7 milligrammi ma, superati i 40 anni, tende a diminuire annualmente dell’1%.

Il testosterone regola anche il desiderio, l’erezione e la soddisfazione sessuale: ha, infatti, la funzione di “mettere in sincronia” il desiderio sessuale con l’atto sessuale vero e proprio, regolando l’inizio e la fine dell’erezione del pene. Un deficit di libido (desiderio sessuale) è spesso associato a una disfunzione del testosterone. Ciò è stato evidenziato anche per il desiderio sessuale femminile a seguito della sua diminuzione nel periodo post-menopausale. Il testosterone è utilizzato farmacologicamente sia in uomini che in donne, qualora vi siano alterazioni nei suoi livelli.

Il testosterone è presente in tutti i vertebrati con l’eccezione dei pesci (i quali sostituiscono quest’ormone con l’11-ketotestosterone).

Sintesi di testosterone ed età.

Sintesi di testosterone ed età.

Il testosterone viene sintetizzato già dal feto (a partire dalla sesta settimana di gestazione) in quantità intorno a 0,5 mg/die. In questo stadio promuove la crescita ossea e muscolare ed è responsabile della differenziazione sessuale.

  • Aumenta lentamente fino a ca. 1 mg/die entro i dieci anni di età.

  • Entro i dieci e vent’anni di età (adolescenza maschile) la sintetizzazione aumenta rapidamente fino a raggiungere 5 ÷ 7 mg/die per rimanere a questo livello fino a ca. trent’anni.

  • Dopo i trent’anni, la sintetizzazione diminuisce di ca. 2% all’anno fino a raggiungere 3 ÷ 4 mg/die all’età di ottant’anni.

Testosteronemia ed età.

Testosteronemia ed età.

Si notano differenze individuali di ±15% tra individui poco o molto virili: un maschio poco virile raggiunge a vent’anni una produzione testosteronica → pari a quella di cui un maschio molto virile dispone ancora a sessant’anni.

QUELLO CHE CI DICONO I NOSTRI OCCHI, DUNQUE, E’ VERO!

 Le scoperte scientifiche che hanno evidenziato ciò sono relativamente recenti, e fino ad un recente passato erano persino superflue, perlomeno dal punto di vista meramente sociologico.

La differenza (profonda, sostanziale, e non modificabile) fra uomo e donna, è infatti sempre stata evidente ed inequivocabile, e tutte le società umane che si sono succedute nella storia hanno impostato le loro basi su questa differenza, e si sono strutturate in base ai diversi compiti assegnati ai due generi in funzione delle loro diverse prerogative.

Ma da circa un secolo a questa parte, in occidente si è sviluppato un movimento ideologico, inizialmente denominato femminismo, che è partito da una legittima rivendicazione dei diritti delle donne, e si è poi trasformato in un movimento per la distruzione della differenza tra i sessi, e che tende a distruggere totalmente il maschio e la femmina in quanto tali. Lo scopo è quello di separare e allontanare con tutti i mezzi l’uomo dalla donna, per farne individui soli, facilmente manipolabili e annientabili.

Per chiunque voglia dominare il mondo intero al servizio di Satana, per puri scopi di potere e di denaro, diventa basilare distruggere ogni forma di società armonicamente costituita, e ridurre le creature umane ad una somma di individui asserviti, o facilmente controllabili; il primo passo da compiere in questa direzione è quello di far guerra alla famiglia tradizionale, basata su uomini e donne, cardine di ogni convivenza civile: l’odierna guerra alle differenze sessuali fra uomini e donne va dunque in questa direzione.

E’ dunque (e sembra un paradosso, ma non lo è!) divenuto fondamentale far ricorso alla scienza (quella vera), per dimostrare che quello che possiamo semplicemente vedere con i nostri occhi, cioè che l’uomo e la donna sono diversi, non è un’illusione, ma è la verità!

LA VERITA’ NEGLI ORMONI

Le donne vogliono essere amate, mentre gli uomini vogliono sentirsi necessari. E le une e gli altri tendono ad amare il modo in cui vogliono essere amati, non il modo in cui i loro partner hanno bisogno di esserlo”1.

Uomini e donne non sono diversi perché sono stati educati diversamente o hanno imparato a guardare il mondo in modi diversi, benché entrambe le cose possano essere vere. Sono diversi perché i loro corpi si trovano ai poli opposti dal punto di vista ormonale2.

E gli ormoni non li hanno inventati gli uomini. Né si sono “autocreati” “per caso e/o per necessità”, come sostiene il darwinismo. E’ IDDIO, sia Gloria a LUI l’Altissimo, che ha ci ha creato maschi e femmine.

La cosa migliore, per focalizzare subito al meglio questa “questione ormonale”, è osservare come gli uomini e le donne reagiscono di fronte ai problemi della vita quotidiana, oggi denominati “stress”.

“…per gestire lo stress le donne rilasciano un ormone chiamato ossitocina, mentre gli uomini rilasciano testosterone. L’ossitocina è prodotta in situazioni caratterizzate dalla serenità, dalla cooperazione, dall’attenzione, dal sostegno e dall’accudimento. Il testosterone invece è una sorta di ormone delle emergenze, rilasciato in situazioni che richiedono rapidità d’intervento, sacrificio per una nobile causa e risoluzione dei problemi”3.

Dunque, sia nei piccoli accadimenti della vita quotidiana, che nei casi di disgrazie o avvenimenti gravi, gli uomini e le donne hanno esigenze biochimiche molto diverse. Il piccolo schema qui sotto può essere utile ad una rapida comprensione.

STIMOLANO IL TESTOSTERONE

STIMOLANO L’OSSITOCINA

1 Urgenza ed emergenza Sicurezza e cooperazione
2 Sacrificio per una nobile causa Attenzione e sostegno
3 Risoluzione dei problemi Attività di accudimento

 

Sono queste due sostanze le principali responsabili dello stress negli uomini e nelle donne.

Negli uomini, lo stress cala quando sale il livello del testosterone. E questo sale quando si presentano problemi da risolvere, situazioni da affrontare. Vale a dire, l’uomo ha bisogno di azione, che può essere anche non strettamente “materiale” o “pratica”. Con l’azione, che può essere anche quella sportiva, l’uomo si sente forte e “in forma”. Naturalmente, dopo l’azione, è necessario, per l’uomo, il riposo, non tanto per vera e propria stanchezza fisica, ed indipendentemente da questa: il riposo è necessario soprattutto per ricostituire le riserve di testosterone, per poi ricominciare il ciclo, un ciclo fatto di attività e riposo. L’uomo che torna a casa e si butta sul divano, con nessuna voglia di fare alcunché, né di parlare, magari smanettando il telecomando della TV, non dà dimostrazione di grettezza o pigrizia, ma sta piuttosto effettuando, a suo modo, la ricarica delle sue batterie. Anche se la moglie preferirebbe che facesse quattro chiacchiere con lei. E’ un’attività assolutamente necessaria, se si pensa che gli uomini devono produrre trenta volte più testosterone delle donne per riprendersi dallo stress. Ecco perché è difficile, dopo una giornata impegnativa, schiodare l’uomo dal divano!

Alle donne, al contrario, l’aumento del testosterone può dare una sensazione di benessere, nel senso di farle sentire forti, ma non ne allevia lo stress, che può spesso, al contrario, aumentare, assieme all’aggressività.

Quando invece il loro livello di ossitocina aumenta, diminuisce lo stress, e dunque le donne ricercano sempre, istintivamente, tutte quelle situazioni che stimolano il rilascio di questa sostanza: i rapporti sociali, e in particolare l’accudimento. Quando accudisce gli altri, la donna rilascia ossitocina e si sente calare lo stress, mentre quando si sente, in qualsiasi maniera, accudita, ricostituisce le sue riserve. Per la donna, prestare attenzione agli altri, e riceverne, costituisce il ciclo anti-stress.

L’ossitocina invece, per l’uomo, ha un effetto molto diverso: può farli sentire rilassati e più socievoli, ma quando il livello sale troppo, arriva la sonnolenza, il calo del testosterone, e dunque l’aumento dello stress.

Quest’ormone è prodotto in quantità praticamente analoga negli uomini e nelle donne, ma queste ultime lo consumano molto più in fretta, e dunque hanno molto più bisogno di ricostituire le scorte.

IL LAVORO FUORI CASA (per le donne) E’ CONTRO NATURA

Quando gli uomini guadagnavano il pane e le donne stavano a casa a prendersi cura dei bambini, le cose erano più semplici dal punto di vista ormonale. Nella cosiddetta famiglia ideale del passato gli uomini sapevano di potersi rilassare quando rincasavano alla sera. Poiché avevano molto tempo per creare un ambiente domestico accudente, le donne si aspettavano ben poco dal marito: gli chiedevano solo di essere un gentiluomo e di provvedere al sostentamento della famiglia. In questa tradizionale divisione dei ruoli ciascun sesso riusciva senza troppe difficoltà a mantenere in equilibrio le riserve ormonali”4.

Ora, rispetto al cosiddetto “stress della vita moderna”, le più danneggiate sono le donne, la maggior parte delle quali, in ossequio ai dogmi della cosiddetta “emancipazione”, lavora fuori casa, oltre che in casa. Le donne, costrette a mansioni quasi sempre più maschili che femminili, risultano stressate il doppio degli uomini sul posto di lavoro. E tornando a casa lo stress, invece che calare, aumenta ancora.

Un tempo le donne erano più felici degli uomini, ma oggi non è più così. Mentre il tasso di felicità degli uomini è cambiato poco negli ultimi vent’anni, il tasso medio di felicità delle donne, misurato dagli psicologi, è crollato”5.

Una ultima osservazione, per rendere il quadro completamente chiaro:

come gli ormoni stimolano azioni e atteggiamenti, così azioni e atteggiamenti stimolano gli ormoni”6.

Dunque, tutto quanto sottolineato fin qui non fa che rinforzare, con le evidenze scientifiche al riparo da obiezioni di sorta, la visione islàmica della struttura fondamentale della famiglia umana: l’uomo che protegge la famiglia, e che provvede al suo sostentamento ed alla sua educazione, e la donna che accudisce i figli e il focolare domestico.

La soluzione, per una vita più felice per tutti, è quindi in realtà semplicissima: gli uomini, tirino fuori “gli attributi” dandosi da fare, mantenendo la famiglia col proprio lavoro, e non sfruttando il lavoro delle mogli, e creando per loro un ambiente protetto e confortevole, e portando loro affetto ed attenzioni; le donne, sostengano il marito, standosene a casa, soprattutto in funzione dei figli e del “riposo del guerriero”, facendogli trovare un nido tranquillo.

Alla prossima.

 

1 J. Gray, Marte è di ghiaccio, Venere di fuoco, Rizzoli, Milano 2011, p. 19.

2 J. Gray, Marte è di ghiaccio, Venere di fuoco, Rizzoli, Milano 2011, p. 24.

3 J. Gray, Marte è di ghiaccio, Venere di fuoco, Rizzoli, Milano 2011, p. 25.

4 J. Gray, Marte è di ghiaccio, Venere di fuoco, Rizzoli, Milano 2011, p. 29.

5 J. Gray, Marte è di ghiaccio, Venere di fuoco, Rizzoli, Milano 2011, p. 31.

6 J. Gray, Marte è di ghiaccio, Venere di fuoco, Rizzoli, Milano 2011, p. 89.