Terrorismo, ci sono anche i templari

1 – Breivik non è un nazista

Il saluto “nazista” di Breivik nell’ultima udienza in cui ha presenziato in un’aula di tribunale in Norvegia.

Il saluto “nazista” di Breivik nell’ultima udienza in cui ha presenziato in un’aula di tribunale in Norvegia.

Recentemente, i mass-media ci hanno fatto vedere le immagini di Breivik, il terrorista norvegese che il 22 luglio del 2011 si rese responsabile di un massacro nell’isola di Utoya, in Norvegia, uccidendo 77 giovani che partecipavano ad un raduno del partito laburista. Fu condannato ad una pena di 21 anni di carcere. Tutti i media dell’epoca lo dipinsero come un “pazzo fanatico nazista”.

Anders Behring Breivik, questo il nome completo, era ora in tribunale perché aveva denunciato di aver subito, in carcere, un trattamento disumano. Il tribunale ha poi accolto, almeno in parte, le sue richieste.

Le immagini che ci sono arrivate, sia in foto che in video, come anche i commenti allegati, insistevano tutti sul fatto che avesse fatto il saluto nazista, cosa vera, come è senz’altro vero, e chiunque può rivedere i filmati in questione se ne può agevolmente rendere conto, che Breivik ha effettuato questo gesto con affettazione, in maniera molto caricata, con una certa lentezza in maniera da dargli forte enfasi, e facendo attenzione a fare questo saluto in maniera “corretta” ed inequivocabile. Insomma, voleva far sapere a tutto il mondo, e i media hanno ovviamente amplificato la “notizia” a dovere, che lui è un nazista.

Peccato che non sia vero.

Cominciamo col mostrare le immagini del primo processo, quello che si tenne dopo l’orribile strage, ed in cui ebbe la condanna succitata. Si può notare come, diversamente da oggi, il suo saluto all’epoca fosse tutt’affatto diverso, e finanche, per certi versi, opposto. Salutava col pugno chiuso.

Breivik al primo processo. Saluta col pugno chiuso.

Breivik al primo processo. Saluta col pugno chiuso.

Ora, il saluto col pugno chiuso non è certo un saluto nazista, ma è notoriamente un gesto tipico della sinistra, da quella socialista a quella del marxismo estremo.

Ma Breivik non era un marxista. Anzi. In un documento di più di 1.500 pagine, aveva chiarito le sue idee, che erano ossessivamente contro il “multiculturalismo”, contro il marxismo, contro l’immigrazione, e soprattutto contro l’Islàm.

Dunque, perché quel saluto?

In altre immagini dell’epoca, si vede Breivik che, dopo aver fatto il classico saluto “comunista” col braccio teso e il pugno chiuso, piega il braccio e lo porta all’altezza del cuore.

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Si può notare anche qui come tutti i suoi gesti siano estremamente plateali, ad uso dei fotografi e dei giornalisti.

Che vuol dire tutto questo?

Questo pugno sul cuore probabilmente ha un significato massonico. Sarebbe la mano sul cuore, noto gesto simbolico dei massoni, trasformata in pugno: come a voler dire “sono un massone che combatte”. Il pugno così posizionato, peraltro, potrebbe avere il significato di una mano che impugna una spada, che lui in quel momento non può brandire, ma che simbolicamente ha.

Comunque sia, possiamo affermare senza tema di smentita che si tratta di un evidente cambiamento di Breivik, o meglio, un cambiamento radicale dell’immagine che Breivik vuol dare di sé.

BREIVIK NON AGI’ DA SOLO – La versione ufficiale, uscita dal processo fatto all’epoca, non corrisponde alla verità, perlomeno non a quella che era evidente subito dopo i fatti, e confermata da molti testimoni: Breivik non era solo.

Chi vuole dettagli può leggere questo articolo del blogger Giuliano Freda:

I TESTIMONI: BREIVIK NON AGI’ DA SOLO:

E’ una traduzione di un articolo di giornalisti norvegesi. All’interno del post, si trova anche il link per accedere all’originale.

Lo stesso Freda poi, in altri articoli, sosteneva, molto verosimilmente, che la strage aveva come obbiettivo anche la Norvegia, in quanto paese che non vuole entrare nella UE, e che ha appoggiato varie volte la causa palestinese.

A noi, interessa ora soprattutto l’impronta anti-islamica dell’attentato.

Dunque, ad agire fu un gruppo di persone, in pratica un vero e proprio commando. Ma di chi si trattava?

BREIVIK ERA UN MASSONE/TEMPLARE – Breivik era un massone di osservanza templare. Il documento di cui parlavamo più sopra, intitolato “2083 – UNA DICHIARAZIONE EUROPEA D’INDIPENDENZA”, da lui pubblicato nel 2011, poco prima della strage di Utoya, è un vero e proprio programma politico-religioso.

La copertina del documento di Breivik, pubblicato on-line.

La copertina del documento di Breivik, pubblicato on-line.

Vi si legge tutto il suo odio per l’Islàm, frutto di studi distorti e condotti su basi completamente manipolate, ma che danno comunque l’impressione di una certa elaborazione, probabilmente non dovuta ad un solo individuo. Ma anche se fosse tutta farina del suo sacco, risulta evidente, anche ad una lettura fugace, non trattarsi di un pazzo. Ferocemente cattivo, indubbiamente, ma non pazzo.

La ferocia gli viene dall’ambiente frequentato, quello della massoneria scandinava, dove ci sono logge esclusivamente cristiane, perdipiù fortemente permeate, fin dalla loro fondazione, da elementi dichiaratamente satanici.

L’immagine di un crociato del medioevo, come si vede nella pubblicazione succitata.

L’immagine di un crociato del medioevo, come si vede nella pubblicazione succitata.

L’origine, infatti, di tutto questo, sta, secondo alcuni studiosi dell’argomento, nell’antico Rito della Stretta Osservanza Templare, che fu fondato nel 1756 da Karl Gotthelf von Hund. Da questo ordine discesero le frange occultiste che diedero origine, tra l’altro, anche al nazismo di Hitler.

Breivik apparteneva alla loggia massonica St. Johannes Logen St Olaus, e si definiva “Comandante Cavaliere Giustiziere dei Cavalieri Templari d’Europa”.

Chi si vuol sorbire il suo documento, può leggerlo qui:

Anders Behring Breivik – Manifesto

Possiamo aggiungere che il giorno dell’attentato, il 22 luglio, per il calendario cristiano è la festa di santa Maddalena, uno dei giorni più sacri per i templari.

Breivik con uniforme e paramenti massonici, da Maestro massone della Loggia di San Giovanni Sant’Olaus ai Tre Pilastri dell’Ordine dei Framassoni di Norvegia. Nelle riunioni per la progettazione della ricostruzione dei Cavalieri Templari, il suo nome in codice era Sigurd (il crociato), mentre il mentore assegnatogli era Richard (Riccardo Cuor di Leone).

Breivik con uniforme e paramenti massonici, da Maestro massone della Loggia di San Giovanni Sant’Olaus ai Tre Pilastri dell’Ordine dei Framassoni di Norvegia. Nelle riunioni per la progettazione della ricostruzione dei Cavalieri Templari, il suo nome in codice era Sigurd (il crociato), mentre il mentore assegnatogli era Richard (Riccardo Cuor di Leone).

Ma quello che si evince, soprattutto, è che BREIVIK NON ERA AFFATTO NAZISTA, anzi:

Quando qualcuno mi chiede se sono nazionalsocialista io mi sento profondamente offeso. Se c’è una figura storica e un leader tedesco del passato che io odio, quello è Adolf Hitler. Se potessi viaggiare in una macchina del tempo a Berlino nel 1933, sarei la prima persona ad andarci… ma con lo scopo di ucciderlo! Grazie alla sua folle campagna e al susseguente genocidio di 6 milioni di ebrei, fu creato il multiculturalismo, l’ideologia dell’odio antieuropeo… Hitler quasi distrusse tutto con le sue azioni avventate e imperdonabili, e sarà conosciuto per sempre come traditore delle tribù del Nord della Germania. Se davvero ami la nostra tribù, le tribù del Nord o qualsiasi altra tribù europea, devi apprendere e riconoscere che Hitler è un traditore delle tribù tedesche e di tutt’Europa, non un eroe. Hitler aveva le capacità militari necessarie per liberare Gerusalemme e le provincie circostanti dall’occupazione islamica. Avrebbe potuto facilmente ottenere un accordo con il Regno Unito e la Francia per liberare le antiche terre ebreo-cristiane col proposito di restituire agli ebrei le loro terre ancestrali… Combattiamo al fianco di Israele, con i nostri fratelli sionisti contro tutti gli anti-sionisti…”.

Breivink con una “uniforme” del tutto speciale, e simbolicamente significativa. La divisa è quella blu dei marines americani, adornata con le medaglie da templare e da cavaliere cristiano del medioevo.

Breivink con una “uniforme” del tutto speciale, e simbolicamente significativa. La divisa è quella blu dei marines americani, adornata con le medaglie da templare e da cavaliere cristiano del medioevo.

Il programma politico-religioso è chiarissimo:

Il nostro obiettivo primario è sviluppare i PCCTS (Pauperes commilitones Christi Templique Solomonici, cioè i Cavalieri Templari) per farli diventare il principale movimento rivoluzionario conservatore dell’Europa occidentale nelle prossime poche decadi. Questo è in relazione con lo sviluppo di un nuovo tipo di nazionalismo europeo a cui ci si riferisce come al nazionalismo dei crociati. Questa nuova denominazione politica del nazionalismo diventerà il principale contrappeso al nazionalsocialismo e ad altre denominazioni politiche culturali conservatrici della Destra culturale…”.

Da quel che ne è poi seguito, cioè l’orrenda carneficina e il suo “sacrificio” con l’arresto e la condanna (sia pur terribilmente mite, se rapportata alla strage), se ne deduce che quel fatto doveva avere funzione di messaggio politico, rivolto alle destre europee, e non solo.

Voleva dire (e il tono era esplicitamente minaccioso): le destre devono seguire la nostra strada, o saranno nostri nemici.

LO SCOPO DELLA SCENEGGIATA – Dunque, la sceneggiata cui abbiamo assistito nel tribunale norvegese, con Breivik che recita lucidamente la parte del nazista, ha il solo scopo di confondere le acque, ed occultare la realtà dei fatti: è la realtà è che la strage di Utoya fu opera non di un pazzo fanatico nazista isolato, ma bensì di un commando massonico templare, il cui scopo, più che altro propagandistico all’interno di certi ambienti, era quello di “difendere” la Norvegia, e in prospettiva l’Europa, dalla paventata “conquista islamica”. Allo stesso tempo, l’intento era quello di mandare un messaggio anti-islamico, soprattutto ai simpatizzanti della destra estrema: i veri nemici sono i musulmani!

In sostanza, dato che non vi è all’orizzonte nessuna “conquista islamica” dell’Europa, siamo di fronte ad una delle tante puntate della creazione, da parte delle forze oscure che tramano per il Nuovo Ordine Mondiale, di sentimenti islamofobi nella popolazione. E, contemporaneamente, ad una sottile “campagna mirata” indirizzata agli ambienti cosiddetti di estrema destra, per indurli ad abbandonare la solidarietà col popolo palestinese, per abbracciare la causa sionista.

Lui vuole dire a tutti i simpatizzanti di destra:

Io sono uno di voi, sono uno di destra (faccio anche il saluto nazista, non vedete?), e vi dico che i nostri nemici sono i musulmani e l’Islàm, e non Israele!”.

Morti e feriti a Utoya.

Morti e feriti a Utoya.

IL RUOLO DEL MOSSAD – E si può credere che i servizi segreti israeliani siano sempre stati all’oscuro di tutto, tenendo presente che sono infiltrati, o sono strettamente alleati, con praticamente tutti i settori della massoneria di tutto il mondo?

No, non si può credere. E pur non avendo prove da mostrare, possiamo però suggerire un fatto noto, e che cioè il servizio segreto israeliano, il Mossàd, opera da tempo in Norvegia in collaborazione coi servizi segreti norvegesi; la copertura è quella del Kilowatt Group, una rete d’intelligence che vede la partecipazione anche di Sudafrica, Svizzera e Svezia, con la scusa della “lotta al terrorismo”.

QUALCUNO SI ADEGUA – Ecco quindi il messaggio: le destre devono schierarsi apertamente con Israele, oltre che altrettanto apertamente contro l’Islàm e i musulmani, e chi vuol far carriera in politica deve adeguarsi. In Italia, c’è chi si è adeguato subito. Ed ecco Salvini che fa il pellegrinaggio in Israele.

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FRANCESCO STA DALL’ALTRA PARTE – Fortunatamente, il mondo cristiano non è tutto così. L’attuale pontefice Francesco, infatti, ha improntato il suo pontificato, fin dall’inizio, sulla necessità della pace e della comprensione, sulla base della CULTURA. E, tanto per non dare adito a dubbi, ha persino indetto un Giubileo straordinario, titolandolo alla MISERICORDIA. I suoi interventi in questo senso sono quotidiani, e tutti pienamente condivisibili.

Più di ogni commento, ci pare opportuno riportare integralmente due paragrafi del documento “EVANGELI GAUDIUM”, dedicati proprio ai rapporti coi musulmani:

252. In quest’epoca acquista una notevole importanza la relazione con i credenti dell’Islam, oggi particolarmente presenti in molti Paesi di tradizione cristiana dove essi possono celebrare liberamente il loro culto e vivere integrati nella società. Non bisogna mai dimenticare che essi, “professando di avere la fede di Abramo, adorano con noi un Dio unico, misericordioso, che giudicherà gli uomini nel giorno finale”. Gli scritti sacri dell’Islam conservano parte degli insegnamenti cristiani; Gesù Cristo e Maria sono oggetto di profonda venerazione ed è ammirevole vedere come giovani e anziani, donne e uomini dell’Islam sono capaci di dedicare quotidianamente tempo alla preghiera e di partecipare fedelmente ai loro riti religiosi. Al tempo stesso, molti di loro sono profondamente convinti che la loro vita, nella sua totalità, è di Dio e per Lui. Riconoscono anche la necessità di rispondere a Dio con un impegno etico e con la misericordia verso i più poveri.

253. Per sostenere il dialogo con l’Islam è indispensabile la formazione adeguata degli interlocutori, non solo perché siano solidamente e gioiosamente radicati nella loro identità, ma perché siano capaci di riconoscere i valori degli altri, di comprendere le preoccupazioni soggiacenti alle loro richieste e di fare emergere le convinzioni comuni. Noi cristiani dovremmo accogliere con affetto e rispetto gli immigrati dell’Islam che arrivano nei nostri Paesi, così come speriamo e preghiamo di essere accolti e rispettati nei Paesi di tradizione islamica. Prego, imploro umilmente tali Paesi affinché assicurino libertà ai cristiani affinché possano celebrare il loro culto e vivere la loro fede, tenendo conto della libertà che i credenti dell’Islam godono nei paesi occidentali! Di fronte ad episodi di fondamentalismo violento che ci preoccupano, l’affetto verso gli autentici credenti dell’Islam deve portarci ad evitare odiose generalizzazioni, perché il vero Islam e un’adeguata interpretazione del Corano si oppongono ad ogni violenza.”

Queste sono parole precise, e pesanti, e nessuno gliele potrà mai togliere. Specialmente nel momento in cui la totalità dei media affianca i terroristi nel combattere l’Islàm a colpi di menzogne, falsificazioni e distorsioni. E lui si pone coraggiosamente contro il coro. E non a caso è stato minacciato di morte.

Il pontefice Francesco in visita ad una moschea nel Centrafrica.

Il pontefice Francesco in visita ad una moschea nel Centrafrica.

CONTRO IL TERRORISMO – All’interno di questo quadro, ci sembra importante che, accanto alla pratica quotidiana di studio, conoscenza e rispetto del prossimo, ci sia anche un’opera di controinformazione che cerchi di far luce sui veri mandanti del terrorismo mondiale.

Bisogna sforzarsi di tirar fuori dall’oscurità questi diavoli.

Che sono una minoranza, certo, ma potentissima e, soprattutto… terrorista!

Ed è quello che, accanto ad una corretta informazione sugli argomenti prettamente religiosi, ci sforziamo di fare, IDDIO volendo.

E, come dice il Sublime Corano:

“…Essi tramano, e anche ALLAH trama,
e le trame di ALLAH sono quelle
che vanno a buon fine…”.