Terrorismo, ci sono anche i templari

2 – Rituale satanico al Bataclàn

Nel post precedente, parlavo di Anders Behring Breivik, il terrorista massacratore di 77 giovani innocenti nell’isola di Utoya, in Norvegia. E provavo come costui non sia affatto un nazista, come lui, con la complicità di tutti i mass-media, vorrebbe far credere, ma piuttosto un adepto della massoneria scandinava neo-templare, e mostravo come il suo gesto, opera non solo sua ma di un commando vero e proprio, avesse il fine di condizionare tutta la cosiddetta “destra” europea ad abbandonare la causa palestinese, a sostenere l’entità sionista di Israele, ed a combattere in tutti i modi l’Islàm e i musulmani. Per leggerlo, o rileggerlo, cliccate qui.

UNA DATA SIGNIFICATIVA – Nel nostro post di inizio anno, avevamo sottolineato come la data della strage terroristica di Parigi, il 13 novembre, fosse una ricorrenza particolare: “…si tratta del giorno in cui, nell’anno 1307, avvenne, ad opera di Filippo il Bello, la seconda retata di arresti dei Cavalieri Templari in tutta Europa. A questa seconda retata sfuggì un gruppo di essi, che si rifugiò in Scozia, a Kilwinning, dove fondò la Massoneria moderna. Ricordando che i Cavalieri Templari erano l’ossatura principale dei famosi “crociati”, non possiamo fare a meno di constatare come la Massoneria, fin dai suoi inizi, ha sempre avuto una connotazione decisamente anti-islàmica.” (per chi vuol ri/leggere l’articolo, clicchi qui).

All’interno della compagine di forze oscure che organizzano da sempre TUTTI gli attentati cosiddetti “islamici”, oltre alle componenti massoniche internazionali (con forte e maggioritaria presenza di ampi settori del ramo militare, politico ed economico statunitense), ed oltre all’onnipresente presenza sionista, esiste dunque anche una componente specificamente satanico-templare, che si unisce alle altre due componenti nel perseguire il progetto del Nuovo Ordine Mondiale, e nel perseguire la guerra totale, militare e culturale, all’Islàm.

ATTACCO ALL’EUROPA – IDDIO volendo, ci occuperemo ora, in questo e nel prossimo post, degli attentati di Parigi e di quelli, avvenuti subito dopo, a San Bernardino, negli USA, mostrando il filo rosso che li lega.

A Parigi, l’attentato allo stadio (fallito rispetto agli obbiettivi iniziali, che prevedevano un numero di morti molto superiore), dov’era in corso la partita di calcio Francia-Germania (oltretutto un’amichevole), aveva chiaramente, appunto, come obbiettivo la politica, e la quasi alleanza per molti aspetti, dei due paesi all’interno della UE. Unione Europea che le succitate forze oscure vogliono invece sottomessa direttamente all’influenza americo-sionista, nell’ambito della cosiddetta “terza guerra mondiale” che prevede la costruzione di un’Europa tirannica al servizio del Nuovo Ordine Mondiale.

L’attacco al locale “Bataclan” è avvenuto successivamente, e molti hanno sostenuto trattarsi di un “piano B”, in sostituzione del precedente fallimento allo stadio, in quanto la modalità dell’attentato presenterebbe caratteristiche attribuibili alle modalità “operative” tipiche di CIA e MOSSAD. Quel che è certo è che questo attacco si presenta comunque come frutto di organizzazione preparata da mesi, molto meticolosamente, e soprattutto con molta attenzione ai particolari simbolici.

In quel momento, c’era in svolgimento, appena iniziato, un concerto musicale della band “Eagles of Death Metal” (“Aquile del Metallo di Morte”).

La band “Eagles of Death Metal” in concerto al Bataclan, pochi attimi prima della strage.

La band “Eagles of Death Metal” in concerto al Bataclan, pochi attimi prima della strage.

UNA BAND SATANICA – Come vedremo, questa è una band chiaramente ed esplicitamente satanica. Lo testimonia tutta la loro discografia, che ovviamente non ci interessa elencare, ed anche altre produzioni sulla stessa falsariga, come ad esempio un documentario intitolato “The Redemption Of The Devil” (“La Redenzione del Diavolo”). Documentario che avrebbe dovuto essere presentato all’International Documentary Film Festival di Amsterdam ma che ora i produttori hanno deciso di ritirare in attesa di un momento più tranquillo… (ed intanto, si godono una immensa pubblicità internazionale, gratuita, che gli deriva dai tragici fatti).

Il cantante degli Eagles of Death Metal, Jesse Hughes. Oltre a vari tatuaggi di morte e/o satanici, si noti sulla maglietta il disegno della mano che fa le corna, tipico degli adoratori del diavolo…

Il cantante degli Eagles of Death Metal, Jesse Hughes. Oltre a vari tatuaggi di morte e/o satanici, si noti sulla maglietta il disegno della mano che fa le corna, tipico degli adoratori del diavolo…

Come praticamente sempre accade a questi personaggi, all’amore per il diavolo si accoppia il culto dei Templari, perlomeno di quello che molti studiosi definiscono come “neotemplarismo satanico-pagano”, o tramite definizioni consimili, e che corrisponderebbe ad un “ramo deviato” della massoneria. Nei loro tatuaggi, nei loro costumi di scena, e nei loro atteggiamenti, è facile riconoscere interessi culturali di questo tipo.

Ecco Jesse Hughes che sfoggia una bella croce templare sul giacchetto, la stessa croce templare che si vede nel documento del terrorista massone-templare Breivik.

Ecco Jesse Hughes che sfoggia una bella croce templare sul giacchetto, la stessa croce templare che si vede nel documento del terrorista massone-templare Breivik.

Tutto ciò fa parte della cosiddetta “cultura magico-esoterica” che accomuna la stragrande maggioranza dei protagonisti del cosiddetto “mondo dello spettacolo”, e non solo dei gruppi rock. E in molti, fra loro, sono affiliati personalmente a logge massoniche di vario tipo e influenza.

Dietro a Jesse Hughes, qui si vede Josh Homme, l’altro co-fondatore della band. Tatuata sul braccio, si vede una spada di tipo medievale, che può senz’altro richiamare i Cavalieri Templari, con sopra la scritta “Stay sharp”, che significa “sii tagliente”, “stai in guardia”, et similia. Immagini e parole non propri di messaggi “peace and love”…

Dietro a Jesse Hughes, qui si vede Josh Homme, l’altro co-fondatore della band. Tatuata sul braccio, si vede una spada di tipo medievale, che può senz’altro richiamare i Cavalieri Templari, con sopra la scritta “Stay sharp”, che significa “sii tagliente”, “stai in guardia”, et similia. Immagini e parole non propri di messaggi “peace and love”…

E questi “Eagles of Death Metal”, per di più, hanno avuto modo, in un recente passato, di esprimere posizioni politiche molto nette, e decisamente non pacifiste.

Ecco cosa scriveva il giornalista Marco Gorra su “Libero Quotidiano”:

Gli Eagles of Death Metal… hanno infatti le idee chiarissime. Per dire, quando nel luglio scorso l’ ex leader dei Pink Floyd Roger Waters… li aveva invitati ad annullare un concerto in Israele… loro non solo si erano presentati regolarmente sul palco di Tel Aviv, ma avevano anche trovato il modo di far sapere al Vate cosa pensassero del suo invito: «Non boicotterò mai un posto come questo», aveva detto il cantante Jesse Hughes tra i boati dei fan, «e nessuno mi può impedire di stare con la mia gente, qui a Tel Aviv».

E il bello doveva ancora venire: informata la platea della richiesta ricevuta dal mostro sacro anni ’70, Hughes, si levò lo sfizio di chiedere al pubblico se sapesse cosa gli aveva risposto. «Nooo!», fecero quelli fregandosi le mani. «Due parole: fuck you», scandì lui alzando il dito medio per sottolineare l’antifona: «Non preoccupatevi di ciò che pensa uno stronzo», concluse, «non sprecate nemmeno un attimo della vostra vita a dargli retta».

Amanti di Satana, simpatizzanti dei Templari, amici di Israele. Ottime referenze, per i signori del Nuovo Ordine Mondiale.

Un logo degli Eagles of Death Metal. Non propriamente un inno alla vita.

Un logo degli Eagles of Death Metal. Non propriamente un inno alla vita.

LA BAND GIUSTA – Era quindi, come vedremo, la band giusta al momento giusto.

Dunque, hanno appena iniziato a suonare, iniziando con le parole “I meet the devil and this is his song” (“io incontro il diavolo e questa è la sua canzone”), quando sono entrati i terroristi e hanno iniziato a sparare. Ma perché non hanno sparato innanzitutto ai componenti della band? Hanno cominciato a sparare sulla folla, mentre i componenti della band uscivano, e si dileguavano da un’uscita secondaria… Secondo i testimoni, non sembravano indemoniati, e “agivano freddamente, sparando come si fa quando si va a caccia. Sembravano automi.”, disse una testimone. Insomma, una descrizione molto diversa dall’integralista folle che tutti immaginerebbero. Erano vestiti di nero, con anche un cappello nero in testa. Sembra dunque che, innanzitutto, abbiano intenzionalmente deciso di non colpire la band. Ed anche questo è un particolare molto strano: un “terrorista islamico”, accecato dall’ “odio integralista”, avrebbe subito mirato ai musicisti notoriamente amanti del diavolo. E poi, perché vestiti di nero? Col cappello nero in testa? Non era più semplice vestirsi con giubbotto e jeans, come la maggioranza dei presenti? Guardate bene la foto degli spettatori: non c’è un solo uomo vestito di nero, tantomeno col cappello nero in testa! Di sicuro, dunque, non volevano mimetizzarsi. E se non volevano mimetizzarsi, vuol dire che volevano farsi notare. Volevano lasciare la firma. La loro firma speciale.

Molto strane, poi, anche alcune espressioni usate dai terroristi, come questa: “Se qualcuno muove il culo, gli sparo!”. Che è modo di parlare tipico dei protagonisti dei telefilm americani, come ne abbiamo visto tutti, modi di parlare che non si sentono nelle fiction italiane o francesi o tedesche.

LA CANZONE GIUSTA – La canzone che la band stava suonando s’intitola “Kiss The Devil” (“Bacia il Diavolo”).

Ecco il testo:

Who’ll love the devil?… / Who’ll song his song?…
Who will love the devil and his song?… / I’ll love the devil!…
I’ll sing his song!… / I will love the devil and his song!…
Who’ll love the devil?… / Who’ll kiss his tongue?…
Who will kiss the devil on his tongue?… / I’ll love the devil!…
I’ll kiss his tongue!… / I will kiss the devil on his tongue!…
Who’ll love the devil?… / Who’ll sing his song?…
I will love the devil and his song!… / Who’ll love the devil?…
Who’ll kiss his tongue?… / I will kiss the devil on his tongue!…
Who’ll love the devil?… / Who’ll sing his song?…
I WILL LOVE THE DEVIL AND SING HIS SONG!…”

Traduzione:

Chi amerà il diavolo?… / Chi canterà la sua canzone?…
Chi amerà il diavolo e la sua canzone?… / Io amerò il diavolo!…
Io canterò la sua canzone!… / Io amerò il diavolo e la sua canzone!…
Chi amerà il diavolo?… / Chi bacerà la sua lingua?…
Chi bacerà il diavolo sulla lingua?… / Io amerò il diavolo!…
Io bacerò la sua lingua!… / Io bacerò il diavolo sulla lingua!…
Chi amerà il diavolo?… / Chi canterà la sua canzone?…
Io amerò il diavolo e la sua canzone!… / Chi amerà il diavolo?…
Chi bacerà la sua lingua?… / Io bacerò il diavolo sulla lingua!…
Chi amerà il diavolo?… / Chi canterà la sua canzone?…
IO AMERO’ IL DIAVOLO E CANTERO’ LA SUA CANZONE!…”

SEMBRA PROPRIO UN RITUALE… – Si può notare come questo testo è fatto di poche frasi ripetute ossessivamente, e seppure in questo caso si tratti di cosa di breve durata, per di più, sembra, interrotta dagli spari, gli ingredienti richiamano molto da vicino i rituali satanici. E, questa volta, c’è stato anche un orribile sacrificio umano multiplo. La band ha cominciato il concerto con una canzone che invocava il diavolo, dicendo che questa era la sua canzone, e poi è cominciata… la canzone del massacro. Un sacrificio dedicato al diavolo. E può darsi anche che la band fosse all’oscuro di tutto. Ma la sostanza non cambia.

Non manca poi, camuffata da quella che sembra un omaggio alle vittime, quella che ha invece tutta l’apparenza di una rivendicazione. O almeno a noi così sembra.

Guardate l’immagine qui sotto e leggete la didascalia.

…ecco il messaggio della band ai fans, su Facebook, dopo gli attentati. La motivazione ufficiale è quella della solidarietà al popolo francese. Sui colori della bandiera francese: nella parte blu c’è il segno della vittoria, in quella bianca un segnale satanico che però per alcuni significherebbe amore; amore per chi, viene spiegato nella parte rossa, dove si vede il pollice che si chiude su anulare e medio: ha vinto l’amore per Satana. Leggendo da destra a sinistra, invece, il messaggio diventa “Satana vince”.

…ecco il messaggio della band ai fans, su Facebook, dopo gli attentati. La motivazione ufficiale è quella della solidarietà al popolo francese. Sui colori della bandiera francese: nella parte blu c’è il segno della vittoria, in quella bianca un segnale satanico che però per alcuni significherebbe amore; amore per chi, viene spiegato nella parte rossa, dove si vede il pollice che si chiude su anulare e medio: ha vinto l’amore per Satana. Leggendo da destra a sinistra, invece, il messaggio diventa “Satana vince”.

IL BATACLAN ERA STATO VENDUTO – Il teatro Bataclan è stato di proprietà di ebrei per quarant’anni, ma era stato venduto due mesi prima, come riportano i suoi ex proprietari. La rivista francese Le Point ha riferito che il Bataclan, per anni, è stato bersaglio di gruppi anti-sionisti; i proprietari ebrei, infatti, erano spesso protagonisti di eventi filo-israeliani, ad esempio per raccogliere fondi pro-Israele.

I fratelli Pascal e Joel Laloux, ex proprietari del teatro, hanno riferito che il teatro era stato venduto l’11 settembre (una data significativa: come dire «siamo sempre noi! Quelli dell’11 settembre!», dove per “noi” intendiamo ovviamente la cricca massonico-sionista che ha ordito e attuato l’attentato alle Torri Gemelle)! E poi si sono traferiti in Israele. Leggete qui.

Joel Laloux, uno dei due fratelli ex proprietari del Bataclan. Ora vivono entrambi in Israele.

Joel Laloux, uno dei due fratelli ex proprietari del Bataclan. Ora vivono entrambi in Israele.

Dunque, dopo aver tenuto il locale per quarant’anni, ed aver subito minacce per aver organizzato eventi pro-Israele, decidono di venderlo, e andarsene in Israele, e dopo due mesi succede quel che è successo!

Ma che coincidenza! Ma come sono stati fortunati!

Naturalmente, le nostre possono essere tutte congetture…

Dice infatti il Corano:

“… e ALLAH ne sa di più!”

E comunque sia, come dice sempre il Sublime Corano:

“…Essi tramano, e anche ALLAH trama,
e le trame di ALLAH sono quelle
che vanno a buon fine…”.

Prossimamente, IDDIO volendo, parleremo di San Bernardino.