COMINCIAMO A DARE FASTIDIO

Quindi, intensifichiamo la battaglia contro il terrorismo e i suoi simpatizzanti

Un’immagine del profilo Facebook “Cronache Islamiche”, chiaramente propagandatore dei terroristi dell’Isis.

Un’immagine del profilo Facebook “Cronache Islamiche”, chiaramente propagandatore dei terroristi dell’Isis.

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Hanno reagito scompostamente, con rabbia cieca. Buon segno. Significa che cominciamo a dare fastidio.

L’altro giorno ho postato sul mio profilo facebook “Massimo Zucchi” un avvertimento importante, dove segnalavo la presenza sul web di un profilo denominato Cronache Islamiche, dove si fa aperta propaganda a favore dell’Isis, e davo indicazione a tutti gli amici e a tutti i lettori di segnalare e denunciare il profilo alle forze di polizia.

Giusto per dare un’idea della cosa, fornisco qui sotto un post tratto dal profilo in questione. Si vede una cartina che illustra lo stato dei combattimenti che coinvolgono l’ISIS in Medio Oriente. Ma quello che è più eloquente è il commento. Si parla infatti di “Califfato” (Khilafah) e delle “forze del Khilafah”. Dunque, è chiaro il riferimento e la propaganda dei terroristi dell’ISIS.

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Cronache Islamiche – seconda pagina
9 ore fa ·

Alcuni esperti dicono che è il giorno più cupo per il Khilafah perché ha perso un piccolo villaggio dopo 102 giorni di resistenza ma non riescono a vedere la situazione nel suo insieme. Il Khilafah si sta espandendo nel Khorasan, si sta espandendo nella Penisola Arabica, si sta espandendo nel Corno d’Africa, rimane nell’Africa Occidentale senza contare WilayaJijel in Algeria adesso e WilayaFilippine o il Sinai ma le forze del Khilafah hanno anche lanciato un’imponente contro-offensiva a Homs e Daraa, pertanto gli analisti militari occidentali ritengono sia ancora troppo presto per cantare vittoria.

Sentitisi colpiti, questi signori (che quasi sempre si nascondono sotto profili fasulli, ma che riescono, IMPUNITI, a rinascere in continuazione sotto altri nomi) hanno pensato bene, non sapendo come obbiettare all’inobbiettabile, di infangare la mia persona, tirando fuori alcune notizie apparse sui media dell’anno 1985 (quasi QUARANT’ANNI FA!) riguardanti il mio passato politico, e aggiungendo qualifiche come “brigatista”, “terrorista”, e finendo per definirmi un “infiltrato” fra i musulmani, un finto musulmano, ed invitando addirittura i lettori a togliermi dai loro contatti.

Chiarisco fin da subito che, dai 17-18 ai 20 anni circa di età, ho militato nelle fila della cosiddetta sinistra extra-parlamentare, nel periodo del famoso “Movimento del ‘77”, in particolare nella cosiddetta area di Autonomia Operaia. Non ho però avuto nessun tipo di ruolo dirigenziale o di una qualche importanza, la mia militanza essendosi sempre limitata sostanzialmente alle attività studentesche del liceo che frequentavo, e alle manifestazioni organizzate dagli studenti medi di Roma. NON HO MAI NEANCHE VISTO UNA PISTOLA, o armi simili, IN VITA MIA. Detto questo, è ovvio che ricorrerò alla denuncia penale alle autorità di Polizia, contro chi mi ha diffamato.

C’è poi da considerare che dal punto di vista islamico, quando una persona torna all’Islàm (ed io l’ho fatto nel 1991, cioè PIU’ DI VENTICINQUE ANNI FA), IDDIO gli perdona TUTTI i suoi peccati precedenti, che anzi vengono trasformati in buone azioni. La mia “militanza” islamica è poi sempre stata limpida e molto pubblica, sono stato anche per anni vice-presidente della Unione Musulmani d’Italia, e molti amici e fratelli ancora mi scrivono ricordando di quando andavo, tutti i venerdì, davanti alla Moschea Grande di Roma, montando un gazebo, per distribuire libri e opuscoli sull’Islàm in lingua italiana. Definirmi “brigatista infiltrato” fa poi anche ridere, considerando anche il fatto che le cosiddette “Brigate Rosse” non esistono più da molti anni.

E chiudo questa digressione facendo presente che io e la mia famiglia frequentiamo, impegni di lavoro permettendo, regolarmente da anni la moschea di Segrate, dove partecipiamo attivamente alle attività culturali della stessa, come meglio possiamo.

Dopo questa parentesi chiarificatrice, colgo dunque l’occasione di questo “incidente” per aprire uno squarcio di analisi, considerazioni e prospettive che penso possano e debbano interessare tutti i musulmani.

Ho fatto da tempo, sul sito www.civiltaislamica.it che ho l’onore di dirigere, delle riflessioni accurate sul fenomeno del terrorismo cosiddetto “islamico”, ed in fondo a questo post troverete tutti i link necessari per chi vuole approfondire.

Dalle quali riflessioni risulta evidente che dietro il terrorismo “islamico” in generale, e quindi anche dietro l’Isis, vi sia la massoneria satanica internazionale. In particolare, lo spezzone più attivo è costituito da una super-loggia transnazionale che si chiama “Hathor Pentalpha”. Quello che mi preme qui sottolineare, in primo luogo, è che di questa potente loggia, che opera dentro, fuori e oltre i governi di tutti i paesi (e che è stata fondata dai Bush e da massoni di altre nazionalità, compresi alcuni alti esponenti israeliani), fanno parte a pieno titolo i principi e i regnanti dell’Arabia Saudita, del Qatar, del Kuwait, dell’Oman, ecc. , in alcuni periodi anche come DIRIGENTI. Che sono dunque, da sempre, anch’essi ideatori e progettatori del terrorismo internazionale.

Di conseguenza, va tenuto sempre presente che i “soldati” di questo terrorismo internazionale sono gli esecutori di piani e progetti che arrivano da molto in alto, e non sempre ne sono consapevoli.

Quello che lega, però, questi due mondi, quello dei complottatori nell’ombra e quello dei meri burattini-esecutori, è la ideologia cosiddetta “wahhabita”.

Ho messo tra virgolette il termine perché in termini assoluti non significa nulla. Però ci può essere utile come semplificazione, per una fluidità della comprensione.

Questa tendenza ideologica, che distorce completamente il messaggio islamico fino in alcuni tratti ad oscurarlo del tutto, consiste innanzitutto nel ricondurre forzosamente tutto al concetto, irrigidito oltremisura e dunque stravolto completamente, del TAWHIID, vale a dire dell’unicità di IDDIO.

L’errore principale sta nel ricondurre forzosamente ed erroneamente all’interno della dottrina islamica dell’unicità assoluta di IDDIO, questioni che attengono invece alla pratica quotidiana della religione, anche quando non hanno connessione alcuna con essa, ed anche quando comunque, anche presentandosi modi diversi di affrontare un argomento, non ne mettono affatto in discussione la validità. Succede così che l’opinione di un sapiente, espressa magari mille anni fa, su un argomento di pratica quotidiana, venga considerato alla stregua di un fondamento dell’Islàm. Con la conseguenza allucinante che chi non è d’accordo col tale sapiente della tale epoca su tale argomento, sarebbe addirittura un miscredente.

Si chiama “takfirizzazione”, cioè definire “kafir”, cioè miscredente, chiunque non sia d’accordo con le opinioni espresse in base a tale succitata visione distorta e anti-islamica delle cose.

Eccone un esempio.

Da qualche tempo, si è costituita in Italia una “Costituente Islamica”, che ha l’intento di riunire i musulmani in un’unica rappresentanza in vista di un accordo con lo Stato Italiano. Ebbene, gli appartenenti a questa costituente sono stati definiti “apostati”, come potete vedere nella foto qui sotto. È stata pubblicata sul profilo Facebook “Il puro monoteismo”.

Ecco un esempio di “takfirizzazione”. Vengono definiti “apostati”, dunque miscredenti, dei musulmani che cercano di organizzarsi per rappresentare l’Islàm. Si tenga presente che, secondo una notissima tradizione profetica, quando un musulmano dice a un altro “kafir”, uno dei due lo è sicuramente.

Ecco un esempio di “takfirizzazione”. Vengono definiti “apostati”, dunque miscredenti, dei musulmani che cercano di organizzarsi per rappresentare l’Islàm. Si tenga presente che, secondo una notissima tradizione profetica, quando un musulmano dice a un altro “kafir”, uno dei due lo è sicuramente.

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Ora, anche il sottoscritto ha espresso delle critiche, fondate e chiaramente espresse, a quest’iniziativa, ma definire i proponenti come “apostati” è fuori dalla corretta ortodossia islamica.

Critiche” dello stesso tipo, cioè che mi accusavano di apostasia, ho subito io stesso, allorquando ho pubblicato un post sulla liceità del voto, e dunque della partecipazione alla vita democratica del proprio paese, dal punto di vista islamico, peraltro dopo aver interpellato un gruppo di sapienti e di imam residenti in Italia.

Il bersaglio principale dei terroristi e dei loro simpatizzanti più o meno consapevoli e/o più o meno prezzolati, è quindi senza dubbio innanzitutto quello di isolare i musulmani dal resto della popolazione, poi quello di radicalizzarli, per favorire in tutti i modi possibile lo scontro con i non musulmani, creando nella popolazione l’odio contro la religione islamica, al fine poi di arrivare, da una parte al massacro e alla estirpazione dei musulmani, e dunque dell’Islàm, dall’occidente tutto, e contemporaneamente provvedere i progetti terroristici di nuovi “adepti”.

I musulmani vengono incitati e spinti, con argomentazioni distorte, fantasiose e islamicamente inconsistenti, che è impossibile vivere in occidente da musulmani, trasformando il mondo in un inferno totale costituito solo da cose proibite o illecite, allo scopo di farli vivere completamente isolati, o di farli emigrare (non dicendo però dove, altrimenti si scoprirebbe il trucco).

Ecco un altro esempio, sempre tratto dal profilo “Il puro monoteismo”. Quando si mette la frase succitata vicino alla foto che definisce “apostati” i fratelli e le sorelle della “Costituente Islamica”, e dunque implicitamente tutti i fratelli e le sorelle che si sforzano di partecipare alla vita democratica del proprio paese, diventa evidente che per “volontà di sacrificio” non si può che alludere all’arruolamento-combattimento nelle file dei terroristi dell’ISIS.

Ecco un altro esempio, sempre tratto dal profilo “Il puro monoteismo”. Quando si mette la frase succitata vicino alla foto che definisce “apostati” i fratelli e le sorelle della “Costituente Islamica”, e dunque implicitamente tutti i fratelli e le sorelle che si sforzano di partecipare alla vita democratica del proprio paese, diventa evidente che per “volontà di sacrificio” non si può che alludere all’arruolamento-combattimento nelle file dei terroristi dell’ISIS.

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Per combattere tutto questo la semplice dissociazione non basta più.

È diventata necessità impellente e improrogabile quella di avviare una profonda GUERRA CULTURALE contro l’estremismo, di ogni genere.

Faccio dunque appello a tutti i singoli/e musulmani/e, affinchè si impegnino tutti, individualmente, uno per uno, ognuno come meglio può, in questa battaglia. Scrivetene, parlatene, condividetene, soprattutto pubblicate documenti, scritti, filmati e/o fotografici, che possano essere utili.

Una bellissima immagine del nome di ALLAH, rifulga lo splendore della Sua luce. Peccato che campeggi in un profilo Facebook che simpatizza per i terroristi, che si chiama “Il Puro Monoteismo”.

Una bellissima immagine del nome di ALLAH, rifulga lo splendore della Sua luce. Peccato che campeggi in un profilo Facebook che simpatizza per i terroristi, che si chiama “Il Puro Monoteismo”.

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E chi non se la sente di pubblicare direttamente, invii pure il materiale al sottoscritto, al profilo Facebook, oppure al sito www.civiltaislamica.it , dove trovate i link. I mezzi non mancano.

E naturalmente l’appello è rivolto soprattutto a tutti gli imam e a tutti i responsabili dei centri islamici, che mostrano troppo spesso la preoccupante tendenza ad occuparsi ognuno esclusivamente del proprio orticello.

E segnaliamo e facciamo segnalare alle forze dell’ordine i siti, i blog, i profili Facebook che mostrano simpatie, palesi o implicite, per i terroristi.

Ogni singola persona può fare qualcosa di importante. Niente può essere trascurato, o dimenticato.

È assolutamente vitale per noi, per la nostra religione, per i nostri figli, per la nuova società che dobbiamo costruire.

POST SCRIPTUM

Fornisco qui i link per chi voglia approfondire gli argomenti che ho qui necessariamente ultrasintetizzato.