Thamūd e Ṣāliḥ

  • QUESTE SONO PAROLE D’IDDIO, Sura LIV – Ayàt 24-25:

فَقَالُوا أَبَشَرًا مِنَّا وَاحِدًا نَتَّبِعُهُ إِنَّا إِذًا لَفِي ضَلاَلٍ وَسُعُرٍ.24
أَؤُلْقِيَ الذِّكْرُ عَلَيْهِ مِنْ بَيْنِنَا بَلْ هُوَ كَذَّابٌ أَشِرٌ.25

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    Dissero: “Forse che noi un sol uomo di noi seguiremo? Saremmo in errore e demenza!(24) Proprio a lui, tra tutti noi, fu mandato il Ricordo? Piuttosto, egli è un bugiardo, un arrogante!”(25)
  • Nota
    La classe dirigente dei Thamūd, in base alla consolidata tecnica di combattere il Messaggio con il discredito del portatore di esso [nel nostro caso Ṣāliḥ, su lui la pace] , pone alla gente la domanda retorica: “Forse che noi un sol uomo di noi seguiremo?”. Poi si dà la risposta: “Saremmo in errore e demenza!”. E rincara la dose. “Proprio a lui, tra tutti noi, fu mandato il Ricordo?”. Infine, la conclusione: l’accusa di menzogna e di arroganza!

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