Mosè, Faraone e il mare

  • QUESTE SONO PAROLE D’IDDIO, Sura XX – Ayàt 77-78:

وَلَقَدْ أَوْحَيْنَا إِلَى مُوسَى أَنْ أَسْرِ بِعِبَادِي فَاضْرِبْ لَهُمْ طَرِيقًا فِي الْبَحْرِ يَبَسًا لاَ تَخَافُ دَرَكًا وَلاَ تَخْشَى.77
فَأَتْبَعَهُمْ فِرْعَوْنُ بِجُنُودِهِ فَغَشِيَهُمْ مِنْ الْيَمِّ مَا غَشِيَهُمْ.78  

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    E Noi rivelammo a Mūsā (Mosè): Fa’ “viaggiare di notte” i miei servi e taglia loro una via, al secco, nel mare! Non temere cattura e non aver paura!”(77) Faraone li inseguì con le sue truppe, ma li sommerse del mare, ciò che li sommerse. (78)
  • Nota
    Il verbo nell’àyah 77 è lo stesso usato nella prima àyah ella Sura n. 17 intitolata “trasportò” – [Incondivisa è la divinità di Colui, che, in una notte, fece viaggiare il suo servo dalla Sacra Moschea alla Moschea al-àqṣā - della quale abbiamo benedetto i dintorni - per mostrargli alcuni nostri segni. In verità, Egli è l’Audiente, l’Osservatore] - I Figli di Israele schiavi di Faraone furono fatti viaggiare fisicamente da Mosè, su lui la pace, verso il mare. Se ne deve dedurre che il viaggio notturno, con cui il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, fu trasportato dalla Moschea Sacra della Mecca alla moschea Remota [al-àqsā] di Baytu-l-Màqdis [Gerusalemme] fu un viaggio fatto con il corpo.

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