Hanno scoperto che il miele è una medicina

Ma il Corano lo diceva più di 1400 anni fa!

Dalle api… il miele

Dalle api… il miele

Questa è parola d’IDDIO/ALLAH:

“E il tuo Signore ispirò alle api: ‘Dimorate nelle montagne, negli alberi e negli edifici degli uomini. Cibatevi di tutti i frutti e vivete nei sentieri che vi ha tracciato il vostro Signore’. Scaturisce dai loro ventri un liquido dai diversi colori, in cui c’è guarigione per gli uomini. Ecco un segno per gente che riflette”.
(Corano, 16, 68-69)

Le proprietà curative sottolineate da queste ayàt del Sublime Corano sono note da tempo (ha effetti benefici sulla respirazione, sulla circolazione del sangue, sui processi digestivi, e per la cura di ferite di ogni tipo, comprese le ustioni), ma non si pensava fossero superiori agli stessi antibiotici, una medicina tipicamente e specificatamente occidentale, ottenuta con un procedimento chimico particolare. Per di più, il miele non presenta controindicazioni di alcun tipo, mentre gli antibiotici a lungo andare indeboliscono le difese immunitarie dell’uomo.

Ora ci è arrivata anche la scienza moderna, ma i musulmani… lo sapevano già!

Pubblichiamo qui di seguito un articolo (pubblicato da Natural News il 25 aprile 2014) che non necessita di ulteriori commenti.
E rifletta chi è in grado, e ha voglia, di riflettere…

Il lavoro dell’apicoltore

Il lavoro dell’apicoltore

Il miele rimane il miglior antibiotico:
ora lo dicono anche gli scienziati

Gli antibiotici convenzionali sono prescritti e consumati oltre il necessario, quasi fossero caramelle ingoiate da chiunque allunghi le mani per prenderle.
I dati del 2010 forniti dall’US Centers for Disease Control (CDC), mostrano un numero colossale di prescrizioni di antibiotici: 833 per ogni 1000 persone

I medici senza ritegno prescrivono gli antibiotici per le infezioni virali, cosa inutile dato che gli antibiotici sono efficaci solo nel combattere le infezioni batteriche. Ma, a peggiorare le cose, ci sono le prescrizioni ed il consumo completamente fuori luogo, il che rende le future infezioni ancora più difficili da combattere, anche perché gli antibiotici comunque indeboliscono i batteri buoni dell’intestino.
In questa farsa medica, accade anche che i batteri resistenti agli antibiotici si moltiplichino, perché si adattano alla modalità di azione sulla quale si basano gli antibiotici prescritti. Grazie alla continua prescrizione di antibiotici, recentemente il CDC ha identificato 20 ceppi di batteri resistenti. Già nel 2013 uno studio condotto sempre dal CDC aveva suonato l’allarme riferendo che ogni anno oltre 2 milioni di persone contraggono infezioni resistenti agli antibiotici. Sul lungo periodo, l’eccesso di prescrizioni fa sì che la gente diventi più vulnerabile e suscettibile alle infezioni.
Visto che questa dannosa tendenza è in costante aumento, alcuni scienziati stanno cercando nuove soluzioni. Alcuni ricercatori della Salve Regina University di Newport – Rode Island – stanno riscoprendo le ragioni per le quali il miele naturale è ancora e tuttora uno dei migliori antibiotici disponibili ai giorni nostri .

Il miele combatte le infezioni su più livelli e non stimola la resistenza dei batteri

Anche i colori particolari, e le sue trasparenze, danno al miele un’immagine particolare all’occhio dell’uomo.

Anche i colori particolari, e le sue trasparenze, danno al miele un’immagine particolare all’occhio dell’uomo.

La qualificata autrice Susan M. Meschwitz, Ph.D., ha presentato i risultati del proprio lavoro al 247° National Meeting della American Chemical Society, spiegando che “la specifica caratteristica del miele risiede nella sua capacità di combattere l’infezione su più livelli, rendendo più difficile per i batteri sviluppare una resistenza. Il miele usa una serie diversificata di armi che variano dai polifenoli al perossido di idrogeno ed all’effetto osmotico”. Il miele è come un pugile ambidestro che mette al tappeto i batteri colpendoli da più direzioni.

Come detto, uno di queste armi è l’effetto osmotico, legato all’alta concentrazione di zucchero nel miele, processo grazie al quale l’acqua interna alla cellula batterica viene tirata verso l’esterno causando l’inevitabile disidratazione e morte dei patogeni.

Il miele sconfigge i batteri distruggendone le modalità di comunicazione
Il miele ha anche delle caratteristiche che bloccano la formazione dei microfilms; questi sottili films biologici sono delle comunità di batteri che causano le malattie. Impedendo a tali sottili strati batterici di comunicare fra di loro – un meccanismo noto come quorum sensing – ne impedisce anche l’aggregazione. Non potendo comunicare, i batteri non liberano quelle tossine che causano la malattia.

Meschwitz ha poi aggiunto che grazie al blocco del quorum sensing, viene anche indebolita la virulenza dei batteri, “rendendoli più vulnerabili agli antibiotici convenzionali”.

I medici dovrebbero prescrivere prima di tutto il miele e tenere gli antibiotici solo come ultima risorsa.

L’abuso di antibiotici è molto dannoso, vanno usati come ultima ratio.

L’abuso di antibiotici è molto dannoso, vanno usati come ultima ratio.

Il miele dispone di una tale potenza nel distruggere i batteri che dovrebbe essere il trattamento di prima scelta nel caso di malattie da batteri. I medici dovrebbero prescrivere prima di tutto il miele, dato che attacca i batteri da diverse angolazioni. La prescrizione di antibiotici dovrebbe essere una terapia alternativa usata come ultima risorsa. Il miele è più potente e non causa la formazione di batteri antibiotico-resistenti; gli antibiotici convenzionali falliscono perché fondamentalmente colpiscono solo il processo di crescita dei batteri. In pratica, nell’immediato gli antibiotici distruggono i batteri buoni dell’intestino del malato e, col tempo, permettono ai batteri di sviluppare una solida resistenza.

Il miele, invece, opera in modo differente, facendo saltare il sistema di comunicazione dei batteri mentre, grazie all’osmosi, ne disidrata le strutture. Si aggiunga che il miele è ricco di potenti antiossidanti, sotto forma di polifenoli. Sempre la Meschwitz: “numerose ricerche hanno dimostrato che esiste una correlazione fra l’attività antiossidante e l’attività antimicrobica del miele e la presenza di componenti fenoliche nel miele stesso”.

Il miele è anche un antivirale ed antifungino

Il miele non ha solo un’attività antibatterica, ma anche antivirale ed antifungina. Già queste proprietà lo rendono più potente degli antibiotici convenzionali. Il miele inoltre può combattere anche quelle forme fungine non manifeste, ma che potrebbero essere alla base di disturbi cronici.
La Meschwitz ha quindi sottolineato che il suo team di ricercatori ha misurato l’attività anti-ossidante del miele: “Abbiamo identificato e separato i vari polifenoli antiossidanti. Nel nostro lavoro abbiamo fra l’altro testato l’azione del miele su E. coli, Staphylococcus aureus e Pseudomonas aeruginosa”.

Attenzione però: molti tipi di miele in commercio sono filtrati e fasulli. Il posto migliore per trovare del miele squisito, medicamentoso e non filtrato è dagli apicoltori e dai produttori locali.”