Per il bene comune dell’umanità

Don Giussani in un libro di Amato e Mangiarotti

 

Don Luigi Giussani. Fu il fondatore del movimento cattolico “Comunione e Liberazione2

Don Luigi Giussani. Fu il fondatore del movimento cattolico “Comunione e Liberazione2

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Può sembrare strano che Civiltà Islamica si interessi di un prete, anzi, in questo caso, di un libro scritto da un sacerdote cattolico e da un avvocato cattolico, intorno al pensiero di un prete cattolico. Ma il caso è particolare.

E’ particolare, innanzitutto, il momento storico attuale. Che è caratterizzato dal terrorismo di matrice massonica, che utilizza manovalanza pseudo-islamica (a volte squilibrati psichici, a volte squilibrati religiosi, in tutti i casi persone intellettualmente deboli e manovrate da gruppi di potere che utilizzano anche tecniche sofisticate di controllo mentale, ipnotismi, ecc.) per provocare nella popolazione sentimenti anti-islamici in tutto il mondo, al fine di disgregare la società, con lo scopo ultimo di costruire un “Nuovo Ordine Mondiale”, di cui abbiamo parlato spesso.

Con questo obbiettivo chiaro in mente, queste Forze Oscure procedono lungo due binari principali: da una parte, demolire l’aggregato umano tramite l’individualizzazione della società, per mezzo dell’aborto, dell’eutanasia, dei matrimoni omosessuali, del gender nelle scuole, e della lotta contro la famiglia condotta dai mass-media con mezzi onnipotenti e sofisticatissimi, che s’insinuano sempre più in maniera subliminale.

Dall’altra, individuato il sentimento religioso delle masse come nemico principale di questo progetto criminale, mettere le religioni le une contro le altre. Dopo aver sperimentato questo in India, mettendo gli indù contro i musulmani, e altrove, ora si vogliono mettere in tutto il mondo una contro l’altra la religione islamica e quella cristiana, all’interno di un progetto generale di guerra fra le religioni. E questo è facilmente comprensibile: fra mille difficoltà, l’Islàm e il Cristianesimo, intesi come religioni, sono le due strutture di pensiero che maggiormente conservano ben delineate una loro identità ed un loro progetto di società, e che hanno una base morale che è sostanzialmente comune, e che è intrinsecamente agli antipodi dei progetti di questi Signori della Morte.

All’interno di questo quadro, essi tendono a favorire tutte quelle correnti, presenti all’interno di tutte le religioni, che presentano aspetti, per dir così, “fondamentalisti”, eccitandole allo scontro invece che allo schierarsi dalla stessa parte contro il nemico comune.

Il trucco sta nel cercare di far identificare il sentimento religioso forte con l’inimicizia verso l’altra religione. Mentre invece è la visione a-religiosa della società (compresa la branca cosiddetta “esoterica”) che è la vera nemica di tutte le religioni, e dunque della convivenza tra simili.

Capita dunque al momento giusto, e presumibilmente per scelta ben precisa, la pubblicazione di un bel libro, a cura di Gianfranco Amato e Gabriele Mangiarotti, titolato “Per l’Umano e per l’eterno – Il dialogo con don Giussani continua”.

La copertina del libro “PER L’UMANO E PER L’ETERNO – Il dialogo con don Giussani continua”, scritto da Gianfranco Amato e Gabriele Mangiarotti, edito da Edizioni Ares.

La copertina del libro “PER L’UMANO E PER L’ETERNO – Il dialogo con don Giussani continua”, scritto da Gianfranco Amato e Gabriele Mangiarotti, edito da Edizioni Ares.

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Don Giussani, lo diciamo per molti dei nostri lettori che potrebbero non conoscerlo, è stato il fondatore del movimento cattolico “Comunione e Liberazione”, una figura di primo piano nel panorama culturale italiano. Per sintetizzare, è stato colui che ha impresso una sferzata di impegno quotidiano, e anche politico, alla religiosità cattolica. Che lui vedeva contrapposta ad un potere e ad una società percepiti sempre più come destinati ad una deriva disgregante, perché non-religiosi.

Ma don Giussani aveva la particolarità, a nostro avviso (e questo lo dobbiamo anzitutto a questo libro, che ce lo ha fatto conoscere meglio), di indirizzare la cristianità verso una maggiore religiosità, che voleva concentrata verso un impegno concreto e quotidiano nella direzione di una costruzione di una umanità vera. E quando ci si sforza, con cuore sincero, di andare verso la propria religiosità autentica, e di approfondire la propria particolarità religiosa, e dunque la propria specificità, si acquista una forza interiore che non può che riconoscere il buono che c’è nelle altre religioni. Il punto di approdo immaginato dunque, era quello di un rafforzamento del sentimento religioso dei cristiani, non in vista di una guerra alle altre religioni, ma come lotta al nichilismo dilagante, in cui le diverse religioni camminano insieme mantenendo contemporaneamente lucida coscienza delle proprie rispettive irrinunciabili prerogative specifiche.

Gianfranco Amato, presidente dell’associazione “Giuristi per la Vita”, e segretario nazionale del movimento politico “Popolo della Famiglia”.

Gianfranco Amato, presidente dell’associazione “Giuristi per la Vita”, e segretario nazionale del movimento politico “Popolo della Famiglia”.

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Il libro si snoda come un’immaginaria intervista, attraverso domande attuali, cui si fa rispondere don Giussani per mezzo di brani tratti dalle sue opere.

Non ci rimane che riportarne qui di seguito alcuni. Le sottolineature e i grassetti sono i nostri.

 

Gabriele Mangiarotti, sacerdote, responsabile del sito internet www.culturacattolica.it .

Gabriele Mangiarotti, sacerdote, responsabile del sito internet www.culturacattolica.it .

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IL NICHILISMO MODERNO, PASOLINI, LA GUERRA CONTRO LA FAMIGLIA – Da uomo di cultura specifica ma non settaria qual’era, Giussani non esitava a citare, a supporto delle sue tesi, anche contributi di intellettuali di radici lontane (ma in realtà non troppo) da quelle cattoliche, come Pier Paolo Pasolini:

“… riduzione delle parole e svuotamento del desiderio sono le armi più efficaci di chi ha come scopo la manipolazione delle coscienze per quella che Pier Paolo Pasolini chiamava omologazione. Il potere, di qualunque tipo, infatti, non è mai stato così capillarmente efficace e invasivo della società come nella nostra epoca … L’ideologia è la distruzione del visibile, l’eliminazione del visibile come senso delle cose che avvengono, lo svuotamento di ciò che si vede, si tocca, si percepisce. La negazione dell’evidenza cogente e oggettiva della realtà … La famiglia è attaccata per far sì che l’uomo sia più solo, e non abbia tradizioni in modo che non veicoli responsabilmente qualcosa che possa esser scomodo per il potere o che non nasca dal potere … La prima cosa che un uomo di cultura laicista fa, se non ha il contrappeso di una grandissima umanità, è quella di togliere la libertà di educazione…”.

IDDIO E L’UOMO –

“… L’uomo non può concepirsi libero in senso assoluto: siccome prima non c’era e adesso c’è, egli dipende. Per forza. L’alternativa è molto semplice: o dipende da Ciò che fa la realtà, cioè da Dio, o dipende dalla casualità del moto della realtà, cioè dal potere. La dipendenza da Dio è la libertà dell’uomo dagli altri uomini … La libertà è nella religiosità! Per questo l’unica remora, l’unico limite, l’unico confine alla dittatura dell’uomo sull’uomo, l’unica obiezione alla schiavitù del potere, l’unica è la religiosità. E per questo chi ha il potere, chiunque sia, è tentato di odiare la religiosità vera.””.

Queste parole sono praticamente identiche ad un’espressione che lo Shaykh ‘Abdurrahmàn Pasquini ripete spesso: “Solo IDDIO libera l’uomo dal dominio dell’uomo”.

ECUMENISMO E CARITA’ – Dopo aver citato molti brani in cui Giussani richiama i cristiani ad una maggiore e approfondita pratica della propria religione, nella piena consapevolezza della necessità di sottolinearne le specificità irrinunciabili, gli autori sottolineano i passi che affrontano temi controversi come l’ecumenismo e la carità:

“… L’ecumenismo rettamente inteso è molto più di una indifferente tolleranza: è amore al riverbero di verità che si trova in chiunque … La democrazia, perciò, non può essere fondata interiormente su una quantità ideologica comune, ma sulla carità, cioè sull’amore dell’uomo, adeguatamente motivato dal suo rapporto con Dio”.

 

Il logo del “Popolo della Famiglia”, movimento politico fondato nel marzo 2016 da Gianfranco Amato e Mario Adinolfi.

Il logo del “Popolo della Famiglia”, movimento politico fondato nel marzo 2016 da Gianfranco Amato e Mario Adinolfi.

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INDICAZIONI POLITICHE – Da ultimo, abbiamo lasciato queste parole, che consideriamo il nocciolo di quella che deve essere l’impostazione di base, di ogni impresa politica che abbia a cuore la restaurazione di una società veramente umana. Parole che tutti, ma in particolare coloro che si stanno impegnando con il Popolo della Famiglia (l’unico movimento politico che si stia impegnando seriamente su questi temi), dovrebbero tenere a mente, come faro illuminante:

“… Una politica che sia preoccupata non di una posizione ideale, ma di riuscire attraverso il potere conquistato, è una politica nemica del popolo. Una politica preoccupata di una posizione ideale stabilisce invece un’onda educativa, realizzando un respiro maggiore di libertà per tutti, perciò una maggiore creatività e fantasia.”