I Miracoli del Corano

L'involucro dell'ozono

QUESTE SONO PAROLE D’IDDIO, Sura XXI – Ayah 32:

وَجَعَلْنَا السَّمَاءَ سَقْفًا مَحْفُوظًا وَهُمْ عَنْ آيَاتِهَا مُعْرِضُونَ.32

QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
Abbiamo pure fatto del cielo un tetto ben protetto, però essi non si curano dei Suoi segni. (32)

Nota
L’ozonosfera, come un tetto, protegge la terra dalle radiazioni ultraviolette del sole, le quali senza essa avrebbero effetti devastanti per la salute dell’uomo, provocando tumori della pelle, cataratte, deficienze immunitarie e altri danni alle culture e agli ecosistemi acquatici. Chi poteva saperlo 1400 anni or sono?

Questa Ayah (segno) del Sublime Corano, nella traduzione e con breve commento dello Shaykh ‘abdu-r-Rahmàn Pasquini, come la trovate nel post titolato L’involucro dell’ozono, descrive quella che la scienza odierna chiama ozonosfera.

COSA E’ L’OZONOSFERA

Il termine ozonosfera indica in realtà quella zona della stratosfera che circonda la Terra tra i 15/20 e i 50 chilometri di altezza, dove si forma l’ozono atmosferico (con una concentrazione massima attorno ai 30 chilometri). Qui l’ossigeno, che ha due atomi, viene trasformato in ozono (tre atomi) per effetto della radiazione ultravioletta del sole. Il processo avviene così: colpite dai raggi ultravioletti con lunghezza d’onda inferiore a 240 nanometri, le molecole di ossigeno si spezzano, liberando i due atomi. Ognuno di questi reagisce con altrettante molecole intere di ossigeno, creando ozono. A loro volta queste molecole di ozono, colpite da radiazioni ultraviolette con lunghezza d’onda tra i 240 e i 300 nanometri, si dissociano, formando una molecola e un atomo di ossigeno. Questa reazione assorbe l’energia dei raggi ultravioletti e impedisce che essi raggiungano la superficie terrestre, rendendo così possibile la vita. Ora l’ozonosfera è minacciata da inquinanti come i clorofluorocarburi, che alterano l’equilibrio tra ozono prodotto e ozono eliminato. Questo gas infatti è una sorta di barriera contro i raggi ultravioletti, dannosi per gli esseri viventi.

Il ciclo dell'ozono nell'Ozonosfera.

Il ciclo dell’ozono nell’Ozonosfera.

 

La radiazione solare che riesce ad arrivare sulla Terra è composta da radiazioni elettromagnetiche che hanno lunghezze d’onda corte comprese nello spettro che va da 100 a 800nm. La componente ultravioletta della radiazione solare viene suddivisa in UVC, UVB e UVA che hanno lunghezze d’onda diverse; l’ozono stratosferico assorbe completamente gli UVC di lunghezza d’onda compresa tra 100 e 280nm, per il 95% gli UVB di lunghezza d’onda compresa tra 280 e 315nm ed appena per il 5% gli UVA con lunghezza d’onda compresa tra 315-400nm.

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L’ozonosfera è lo strato dell’atmosfera in cui si concentra la maggior parte dell’ozono, un gas serra “particolare”: l’ozono trattiene e assorbe parte dell’energia proveniente direttamente dal Sole, in particolare le radiazioni a bassa lunghezza d’onda (o alta frequenza) nocive per la vita. L’ozono in oggetto si forma direttamente in stratosfera e non proviene dalla superficie terrestre come diversi altri gas serra.

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L’ozonosfera è una barriera anche contro la caduta delle meteore. La maggior parte di queste non raggiunge mai il suolo, perchè, a contatto con l’atmosfera, vengono incendiate. Se così non fosse, centinaia di migliaia di meteore colpirebbero ogni parte della terra, con catastrofiche conseguenze. Lo strato di ozono è dunque a tutti gli effetti un involucro protettivo, e la scienza attesta i danni causati dal buco nell’ozono, provocato, sembra, dall’inquinamento del pianeta.

CHI HA SCOPERTO L’ATMOSFERA?

SCHEELE, Carl Wilhelm Scheele, chimico svedese, nato il 9 dicembre 1742 a Stralsund (Pomerania), e morto il 21 maggio 1786 a Köping. Fu il primo a scoprire l’ossigeno, anche se non glie ne fu riconosciuto il merito, anche a causa del suo totale disinteresse per la fama.

Un ritratto di Carl Wilhelm Scheele.

Un ritratto di Carl Wilhelm Scheele.

 

Oltre ai numerosissimi suoi contributi nel campo della chimica organica e inorganica, nel 1779 pubblicò una memoria sulla composizione dell’aria (Quantum aeris puri in atmosphaera sit). Sostenne che nell’aria v’è una parte viziata o corrotta (azoto) e una parte pura o aria di fuoco (ossigeno), secondo i suoi dati nella proporzione del 25%.

CHI HA SCOPERTO IL BUCO NELL’OZONO?

Il buco dell’ozono sopra l’Antartide fu scoperto dal Dottor Joe C. Farman e colleghi della base British Antartic Survey. Essi, fin dal 1957, stavano registrando i livelli di ozono al di sopra della regione in cui si trova la base; i loro dati indicavano che la quantità totale di ozono misurata ogni mese di ottobre era progressivamente diminuita e che il declino si era fatto molto più rapido a partire dalla metà degli anni ’70.

Il geofisico britannico Joe C. Farman (1930-2013).

Il geofisico britannico Joe C. Farman (1930-2013).

 

Si scoprì che la caduta primaverile del livello di ozono a una certa quota al di sopra dell’Antartide era totale e corrispondeva a una diminuzione complessiva di oltre il 50% della quantità totale del gas presente nell’atmosfera. E’ quindi appropriato parlare di “buco” nello strato di ozono che attualmente compare ogni primavera, per alcuni mesi, sopra l’Antartide.

CHI HA SCOPERTO IL “COLPEVOLE” DEL BUCO DELL’OZONO?

Oggi, le più recenti acquisizioni scientifiche ci dicono che l’inquinamento causato dall’uomo non è l’unico responsabile del buco dell’ozono, molto pericoloso per l’equilibrio naturale del pianeta terra, e sappiamo che agiscono in maniera decisiva anche fattori naturali. La questione è comunque aperta.

Furono i professori Mario Molina e Sherwood Rowland ad identificare, pochi anni fa, quelli che allora apparvero i maggiori responsabili: i clorofluorocarburi, detti CFC, che venivano emessi dai frigoriferi e dagli spray.

Il chimico messicano Mario Josè Molina Enriquez.

Il chimico messicano Mario Josè Molina Enriquez.

 

I CFC furono poi banditi dal commercio a seguito di un accordo internazionale.

Il chimico statunitense Frank Sherwood Rowland (1927-2012).

Il chimico statunitense Frank Sherwood Rowland (1927-2012).

 

La scoperta valse loro il Premio Nobel per la Chimica nel 1995.

Alla luce di tutte queste acquisizioni della scienza moderna, possiamo dunque ripetere, sottolineandola ancora, la domanda posta dallo Sheikh ‘abdu-r-Rahmàn Pasquini:

CHI POTEVA SAPERE
TUTTO QUESTO
1400 ANNI ORSONO?

La risposta può essere una sola, per chi è dotato d’intelletto: Colui che ha creato la terra e l’atmosfera, il Sommo Creatore di tutto l’universo: IDDIO.

E questa è solo una delle tante prove inoppugnabili che il Corano è PAROLA D’IDDIO.

Ne presenteremo molte altre, IDDIO volendo.