Le due cose inevitabili

L’Apostolo di Allàh, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, disse:

“Ci sono due cose inevitabili!”. Uno dei presenti chiese: “O Apostolo di Allàh, quali sono?”. Rispose: “L’entrata all’inferno di chiunque muoia, mentre sta associando qualcosa ad Allàh; l’entrata in Paradiso di chiunque muoia senza avere associato nulla ad Allàh!”.

[O come in arabo disse, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria].
Giabir, che Allàh si compiaccia di lui.
Registrato dall’Imàm Muslim.

Onnipresenza e onnipotenza di Allàh

  • QUESTE SONO PAROLE D’ IDDIO, Sura II – Ayàt 115-116-117:

وَلِلَّهِ الْمَشْرِقُ وَالْمَغْرِبُ فَأَيْنَمَا تُوَلُّوا فَثَمَّ وَجْهُ اللَّهِ إِنَّ اللَّهَ وَاسِعٌ عَلِيمٌ .115
وَقَالُوا اتَّخَذَ اللَّهُ وَلَدًا سُبْحَانَهُ بَلْ لَهُ مَا فِي السَّمَاوَاتِ وَالأَرْضِ كُلٌّ لَهُ قَانِتُونَ.116
بَدِيعُ السَّمَاوَاتِ وَالأَرْضِ وَإِذَا قَضَى أَمْرًا فَإِنَّمَا يَقُولُ لَهُ كُنْ فَيَكُونُ .117

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    L’oriente e l’occidente appartengono ad Allàh e in qualsiasi direzione voi vi rivolgiate, dovunque c’è la presenza di Allàh. In verità, Allàh è vasto e sciente.(115)
    Essi hanno detto: “Allàh ha preso un figlio!”. No! La Sua qualità divina è incondivisa. Anzi, a Lui appartiene ciò ch’esiste nei cieli e sulla terra e tutti Gli sono sottomessi.(116)
    Egli è il Creatore dei cieli e della terra e quando ha deciso una cosa dice ad essa: ‘‘Esisti!”. Ed essa si produce.(117)
  • Nota:
    L’àyah 115 afferma la Onnipresenza di Allàh, l’Altissimo. L’àyah 116 afferma che soltanto il Creatore di tutto ciò che esiste è “titolare della qualità divina” e che quindi l’attribuzione di qualità divina ad altri è gravissima aberrazione dalla verità. L’espressione “A Lui appartiene [Creatore dei cieli e della terra] tutto ciò che esiste”, significa che Egli è Signore di tutte le creature umane e Padrone di tutto ciò che uomo non è, per diritto di creazione.
    L’àyah 117 dice cosa significa “qualità divina” [di cui solo Allàh è titolare unico]: è la titolarità del potere di produrre realtà mediante un semplice atto di volontà.

Chi sarà esentato dal fuoco?

L’Apostolo di Allàh, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, disse:

Allàh esenterà dal fuoco dell’inferno, chiunque  abbia reso testimonianza che non c’è divinità tranne Allàh e che Muhàmmad è Apostolo di Allàh.

[o come in arabo disse, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria].
Obama bin Sāmit,  che Allàh si compiaccia di lui.
Registrato dall’Imàm Muslim.

Unicità dell’Islàm come permesso d’ingresso in paradiso

  • QUESTE SONO PAROLE D’ IDDIO, Sura II – Ayàt 110-111-112:

وَأَقِيمُوا الصَّلاَةَ وَآتُوا الزَّكَاةَ وَمَا تُقَدِّمُوا ِلأَنفُسِكُمْ مِنْ خَيْرٍ تَجِدُوهُ عِنْدَ اللَّهِ إِنَّ اللَّهَ بِمَا تَعْمَلُونَ بَصِيرٌ .110
وَقَالُوا لَنْ يَدْخُلَ الْجَنَّةَ إِلاَّ مَنْ كَانَ هُودًا أَوْ نَصَارَى تِلْكَ أَمَانِيُّهُمْ قُلْ هَاتُوا بُرْهَانَكُمْ إِنْ كُنتُمْ صَادِقِين .111
بَلَى مَنْ أَسْلَمَ وَجْهَهُ لِلَّهِ وَهُوَ مُحْسِنٌ فَلَهُ أَجْرُهُ عِنْدَ رَبِّهِ وَلاَ خَوْفٌ عَلَيْهِمْ وَلاَ هُمْ يَحْزَنُونَ.112

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    Eseguite l’adorazione quotidiana e purificatevi con la beneficenza.Fatevi precedere da opere buone, perchè il bene che avrete fatto lo ritroverete presso Allàh. In verità, Allàh osserva attentamente ciò che fate.(110)
    Dicono (Giudei e Nazareni): “Non entrerà nel Paradiso nessuno che non sia giudeo o nazareno”. Sono soltanto loro desideri. Di’: “Fornite le prove, se siete veritieri’’.(111)
    Al contrario, solo colui che, dopo aver fatto islām di sé medesimo ad Allàh, avrà praticato il bene, riceverà la sua ricompensa dal suo Signore e, per quelli che saranno in questa situazione, non ci sarà paura e non saranno afflitti. (112)
  • Nota
    L’Autore del Generoso Corano [Allàh, sia gloria a Lui l’Altissimo] dice con chiarezza che la condizione per entrare in Paradiso si acquista solamente dopo avere “fatto Islàm ad Allàh”, dopo aver riconosciuto che nessuno può dare all’uomo regole di vita migliori di quelle date da Allàh e aver messo in pratica il Codice di Vita Islamico, costituito dal Generoso Corano e dalla Nobile Sunna. Ogni credo diverso è ostativo all’ingresso in Paradiso.

Khutba del Timore di Allàh (At‑Tàqwa)

Shaykh Abdu-r-Rahman Pasquini

Shaykh Abdu-r-Rahman Pasquini

.

Nel nome di Allàh,
il Sommamente Misericordioso il Clementissimo

Unicamente Allàh l’Altissimo ha titolo per essere Degnissimo di Lode.
E noi, suoi servi fedeli, soltanto a Lui innalziamo la nostra lode e rivolgiamo il nostro ringraziamento, soltanto a Lui nel bisogno rivolgiamo la nostra invocazione di soccorso, soltanto a Lui chiediamo protezione dalle passioni del nostro io e dalle nostre trasgressioni, a Lui soltanto chiediamo perdono a Lui chiediamo la guida sul retto sentiero. Infatti, solamente chi è guidato da Allàh cammina sulla retta via, mentre per colui che Allàh non guida non si troverà mai un maestro in grado di metterlo sulla retta via.

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Chi sono i compagni del fuoco e chi i compagni del giardino

  • QUESTE SONO PAROLE D’ IDDIO, Sura II – Ayàt 81-82:

بَلَى مَنْ كَسَبَ سَيِّئَةً وَأَحَاطَتْ بِهِ خَطِيئَتُهُ فَأُوْلَئِكَ أَصْحَابُ النَّارِ هُمْ فِيهَا خَالِدُونَ.81
وَالَّذِينَ آمَنُوا وَعَمِلُوا الصَّالِحَاتِ أُوْلَئِكَ أَصْحَابُ الْجَنَّةِ هُمْ فِيهَا خَالِدُونَ.82

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    Chi pratica il male e viene imprigionato nella rete delle sue trasgressioni appartiene al novero di coloro che sono i Compagni del Fuoco e in esso rimarranno, eternamente (81). Invece, coloro i quali credono e praticano il bene, quelli sono i Compagni del Giardino, nel quale rimarranno, eternamente (82).
  • Nota
    L’espressione “chi pratica il male” indica chi obbedisce a regole di vita, che hanno fonte diversa dal Generoso Corano e dalla Nobile Sunna”.
    L’espressione “coloro i quali credono e praticano il bene” indica coloro, i quali, credendo nella paternità divina del Generoso Corano e nella missione apostolico-profetica di Muhàmmad, la pace e la benedizione su lui, obbediscono alle regole di vita che hanno come fonte il Generoso Corano e la Nobile Sunna”. In numerosi passi del Generoso Corano, credo e pratica sono associati.
    Le espressioni “Compagni del Fuoco”, “Compagni del Giardino” ricorrono spesso nel Generoso Corano per designare, rispettivamente, i Dannati [inquilini dell’Inferno] e i Beati [gli inquilini del Paradiso].

Chi è ammesso con certezza al Paradiso

L’Apostolo di Allàh, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, disse:

“Chiunque renda testimonianza che non c’è divinità, tranne Allàh, che Egli, Uno, Unico e Uni-Personale, non ha compartecipi nella Sua Qualità Divina, che Muhàmmad è di Lui servo e Messaggero, che il Cristo, Suo servo e Suo messaggero, è figlio della Sua ancella Maria e uno Spirito da Lui proveniente, che il Paradiso e l’Inferno sono verità, sarà ammesso al Paradiso, qualunque cosa possa aver compiuto”.

[o come in arabo disse, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria].

Abu Huràyrah, che Allàh si compiaccia di lui.

Registrato dall’Imàm al-Bukhārī e dall’Imàm Muslim.

Metafora della superiorità dell’Islàm

  • QUESTE SONO PAROLE D’ IDDIO, Sura II – Ayah 61:

وَإِذْ قُلْتُمْ يَا مُوسَى لَنْ نَصْبِرَ عَلَى طَعَامٍ وَاحِدٍ فَادْعُ لَنَا رَبَّكَ يُخْرِجْ لَنَا مِمَّا تُنْبِتُ الأَرْضُ مِنْ بَقْلِهَا وَقِثَّائِهَا وَفُومِهَا وَعَدَسِهَا وَبَصَلِهَا قَالَ أَتَسْتَبْدِلُونَ الَّذِي هُوَ أَدْنَى بِالَّذِي هُوَ خَيْرٌ اهْبِطُوا مِصْرًا فَإِنَّ لَكُمْ مَا سَأَلْتُمْ وَضُرِبَتْ عَلَيْهِمْ الذِّلَّةُ وَالْمَسْكَنَةُ وَبَاءُوا بِغَضَبٍ مِنْ اللَّهِ ذَلِكَ بِأَنَّهُمْ كَانُوا يَكْفُرُونَ بِآيَاتِ اللَّهِ وَيَقْتُلُونَ النَّبِيِّينَ بِغَيْرِ الْحَقِّ ذَلِكَ بِمَا عَصَوْا وَكَانُوا يَعْتَدُونَ.61

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    Voi diceste: “O Mūsā (Mosè), siamo stufi di mangiare sempre lo stesso cibo. Invoca per noi il tuo Signore, affinché ci fornisca del cibo vario, formato da ciò che la terra produce: legumi, cetrioli, cereali, lenticchie, cipolle!”. Disse: “Se voi preferite una qualità di cibo inferiore a una qualità di cibo superiore, scendete in Mìṣr e ivi troverete ciò che chiedete!”. Furono colpiti dall’umiliazione e dalla miseria, attirando su loro l’ira di Allàh. Ciò poiché rifiutavano di credere ai Segni di Allàh e uccidevano i Profeti, ingiustamente, e ciò perchè disobbedivano ed erano trasgressori. (61)
  • Nota
    È un’àyah emblematica di coloro che preferiscono la parola dell’uomo [una qualità di cibo inferiore] alla Parola di Allàh, l’Altissimo [una qualità di cibo superiore] per i quali c’è un mondo materialista, edonista, idolatrico, sintetizzato dalla parola r che simboleggia l’area comportamentale della perdizione.  L’abbandono della Parola di Allàh da parte dell’uomo attira l’ira di Allàh, è causa di umiliazione e di miseria e provoca la persecuzione e l’uccisione di coloro che richiamano all’ordine invitando all’abbandono della disobbedienza.

E Allàh ne sa di più.

I sacrilegi del figlio di Adamo

L’Apostolo di Allàh, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, disse:

Allàh, l’Onnipotente, ha detto. “Il figlio d’Adamo mi accusa di falso e mi calunnia. Mi accusa di falso, quando dice : “Egli non mi farà ritornare in vita come mi creò la  prima volta!”. Così egli dice,  mentre  per Me la prima creazione non fu più facile del riportarlo in vita! E quanto alla calunnia essa è perché egli dice: “Allàh ha preso un figlio!” mentre Io sono l’Unico e sono esente da ogni bisogno. Non generai e non fui generato e nessuno è co-eguale a Me”.

[o come in arabo disse, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria].

Abu Huràyrah, che Allàh si compiaccia di lui.

Registrato dall’Imàm al-Bukhārī.

La certezza del Paradiso

Un beduino, recatosi dal Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, disse: “Insegnami ciò che devo fare per andare con certezza in Paradiso”. Rispose [il Profeta]: “Adorare Allàh senza associargli nulla, eseguire i riti di adorazione prescritti, pagare l’imposta coranica e digiunare nel mese di Ramadàn”. Il beduino [avuta questa risposta] disse: “Non farò né più né meno di questo!”. Ciò detto, si allontanò. Il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, disse : “Se a qualcuno piace vedere  un uomo destinato al Paradiso, guardi quello!”.

[O come in arabo disse, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria].

Abū Huràyrah,  che Allàh si compiaccia di lui.

Registrato dall’Imàm al-Bukhārī e dall’Imàm Muslim

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