I sacrilegi del figlio di Adamo

L’Apostolo di Allàh, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, disse:

Allàh, l’Onnipotente, ha detto. “Il figlio d’Adamo mi accusa di falso e mi calunnia. Mi accusa di falso, quando dice : “Egli non mi farà ritornare in vita come mi creò la  prima volta!”. Così egli dice,  mentre  per Me la prima creazione non fu più facile del riportarlo in vita! E quanto alla calunnia essa è perché egli dice: “Allàh ha preso un figlio!” mentre Io sono l’Unico e sono esente da ogni bisogno. Non generai e non fui generato e nessuno è co-eguale a Me”.

[o come in arabo disse, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria].

Abu Huràyrah, che Allàh si compiaccia di lui.

Registrato dall’Imàm al-Bukhārī.

La certezza del Paradiso

Un beduino, recatosi dal Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, disse: “Insegnami ciò che devo fare per andare con certezza in Paradiso”. Rispose [il Profeta]: “Adorare Allàh senza associargli nulla, eseguire i riti di adorazione prescritti, pagare l’imposta coranica e digiunare nel mese di Ramadàn”. Il beduino [avuta questa risposta] disse: “Non farò né più né meno di questo!”. Ciò detto, si allontanò. Il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, disse : “Se a qualcuno piace vedere  un uomo destinato al Paradiso, guardi quello!”.

[O come in arabo disse, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria].

Abū Huràyrah,  che Allàh si compiaccia di lui.

Registrato dall’Imàm al-Bukhārī e dall’Imàm Muslim

Il primo codice di vita fu quello ricevuto da Adamo

  • QUESTE SONO PAROLE D’ IDDIO, Sura II – Ayah 37:

فَتَلَقَّى آدَمُ مِنْ رَبِّهِ كَلِمَاتٍ فَتَابَ عَلَيْهِ إِنَّهُ
هُوَ التَّوَّابُ الرَّحِيمُ

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    Poi Ādam (Adamo) ricevette delle parole dal suo Signore, il Quale  aveva accolto il suo pentimento. In verità, Egli  è al-Tawwāb (Colui il quale, facilmente, perdona), al-Raīm (il Clementissimo).(37)
  • Nota:
    Adamo, dopo la trasgressione [l’aver mangiato il frutto dell’albero proibito con Eva dopo aver dato retta al Diavolo] si pentì e il Clementissimo Allàh, al-Tawwab [Colui che facilmente perdona], accolto il pentimento, gli dette l’assoluzione dal peccato originale, che venne cancellato! Prima di essere espulso con Eva dall’Eden, Adamo “RICEVETTE DELLE PAROLE DAL SUO SIGNORE”, cioè ricevette il codice di vita da praticare, per lui e la sua discendenza. Adamo è il primo Messaggero di Allàh, su lui la pace, oggetto della sua “predicazione” è l’obbedienza ad Allàh, cioè l’ISLAM.
    MAOMETTO [il Profeta Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria] NON È  IL FONDATORE DELL’ISLAM, MA L’ULTIMO MESSAGGERO DI ALLAH.

E Allàh ne sa di più

Il vicino

Questo sconosciuto

palazzoni

Recentemente, è apparso su di un quotidiano (La Repubblica del 8-11-13) un articolo-inchiesta sui rapporti fra i vicini di casa in Italia. Esso mostra rapporti per lo più degenerati o inesistenti, e questa situazione è senz’altro analoga grosso modo in tutto l’occidente. Aldilà delle considerazioni generali, fanno impressione i dati dettagliati della ricerca. Vediamone alcuni.

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Impossibilitato a credere è chi ha per destino l’inferno

  • QUESTE SONO PAROLE D’ IDDIO, Sura II – Ayah 6:

إِنَّ الَّذِينَ كَفَرُوا سَوَاءٌ عَلَيْهِمْ أَ أَنذَرْتَهُمْ أَمْ لَمْ تُنذِرْهُمْ لاَ يُؤْمِنُونَ

 

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    In verità, per quelli che rifiutano di credere è uguale che tu li avverta, o non li avverta. Essi non credono!(6)
  • Nota:
    Coloro che sono stati creati strutturalmente incapaci di ricevere il messaggio di Verità dell’Islàm, per tale loro deficienza strutturale congenita, sono impossibilitati a credere dal loro destino infausto (shaqìyyun), incorporato nella loro fisicità dall’Angelo il 120° giorno dal concepimento. I destinati a un esito infausto sono coloro i quali  rifiutano di credere fino a quando esalano l’ultimo respiro. Se non li avverti, non credono a causa del loro destino; se li avverti non credono, sempre a causa del loro destino determinato da Allàh. Nessuno crede se non grazie al permesso di Allàh in tal senso. E Allàh ne sa di più

La dolcezza della fede

L’Apostolo di Allàh, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, disse:

Per gustare la dolcezza della fede, uno deve credere in Allàh, come suo Signore, nell’Islàm, come sua religione, in Muhàmmad, come Apostolo [di Allàh].

[o come in arabo disse, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria].
Abbas b. ‘àbd al-Muttalib, che Allàh si compiaccia di lui.

Registrato dall’Imàm Muslim.

La manifestazione della fede

L’Apostolo di Allàh, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, disse:

La manifestazione della fede nella Verità ha settanta e più forme, di cui quella che si trova al livello più alto è la testimonianza che non c’è divinità tranne Allàh e quella che si trova al livello più basso è il liberare la strada da un ingombro minimo. Il pudore è manifestazione di fede autentica.

[O come in arabo disse, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria].

Abu Huràyrah, che Allàh si compiaccia di lui.

Registrato dall’Imàm al-Bukhārī e dall’Imàm Muslìm.

Suratu-l-Fatiha – Ayah 7

صِرَاطَ الَّذِينَ أَنْعَمْتَ عَلَيْهِمْ غَيْرِ الْمَغْضُوبِ عَلَيْهِمْ
وَلاَ الضَّالِّينَ

صِرَاطَ الَّذِينَ أَنْعَمْتَ عَلَيْهِمْ
irāa lladhīna an’àmta ‘alày‑him
La via di coloro, sui quali [ la Tua ] Grazia effondesti

Allàh, rifulga lo splendor della Sua luce,  utilizza di nuovo la parola via (ṣirāṭ), specificando dal punto di vista positivo la caratteristica fondamentale della via, a cui il fedele deve chiedere di essere guidato, attraverso la definizione di coloro che l’hanno percorsa (coloro sui quali è stata effusa la grazia divina); e subito dopo specifica quali siano le vie, dalle quali tenersi lontano.

غَيْرِ الْمَغْضُوبِ عَلَيْهِمْ
ghàyri‑l-maghdūbi ‘alày‑him
Non quella [di coloro], verso i quali sei adirato

وَلاَ الضَّالِّينَ
wa lā ḍ-ḍāllīna
né quella degli  erranti

Quest’ultima āyah conferma i significati contenuti  nell’āyah precedente e aggiunge altri dettagli ad essa. Il significato di “la via di coloro, sui quali la Tua Grazia effondesti” è: la via di coloro che hanno guadagnato la perfetta guida tra coloro, sui quali Allàh, rifulga lo splendor della Sua luce, ha posto la grazia tra gli Ammonitori, i Veridici, i Martiri e i Devoti. Questi sono la buona compagnia! Coloro sui quali vi è l’ira di Allàh sono coloro, che, pur avendo conosciuto la verità, se ne sono allontanati, incorrendo, così, nella Collera di Allàh, rifulga lo splendor della Sua luce; gli erranti sono, invece, coloro i quali hanno frantumato l’unicità divina in una misterica unicità cripto-politeistica.

Suratu-l-Fatiha – Ayah 6

اهْدِنَا الصِّرَاطَ الْمُسْتَقِيمَ
Ihdi‑nā
Guida noi

ṣ‑ṣirāa l‑mustaqīma
(indicandoci) la via diritta

Ihdi-nā è l’invocazione del fedele in forma implorativa del verbo guidare (hàdā) con il pronome suffisso di prima persona plurale -nā in caso accusativo, con accusativo di aṣ‑ṣirāu l-mustaqīm cioè “la via diritta” (doppio accusativo in arabo): questa via è l’Islām.

Il fedele chiede ad Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, di essere guidato sulla Retta Via, per non deviare e per non allontanarsi da essa. Con questa invocazione il fedele chiede di essere rafforzato nella sua coerenza al Sublime Corano e alla Nobile Sunna nella linea di condotta e di essere accresciuto in conoscenza. La conoscenza, infatti, fa parte della fede; più essa è grande, più solida è la fede e l’aumento della fede ha come frutto una maggior saldezza sulla via. Allàh dice: “Quanto a coloro che si sono aperti alla guida, Egli accresce la loro guida” [Sūrah  Muḥāmmad, āyah 17]” .

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