Chi sono i compagni del fuoco e chi i compagni del giardino

  • QUESTE SONO PAROLE D’ IDDIO, Sura II – Ayàt 81-82:

بَلَى مَنْ كَسَبَ سَيِّئَةً وَأَحَاطَتْ بِهِ خَطِيئَتُهُ فَأُوْلَئِكَ أَصْحَابُ النَّارِ هُمْ فِيهَا خَالِدُونَ.81
وَالَّذِينَ آمَنُوا وَعَمِلُوا الصَّالِحَاتِ أُوْلَئِكَ أَصْحَابُ الْجَنَّةِ هُمْ فِيهَا خَالِدُونَ.82

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    Chi pratica il male e viene imprigionato nella rete delle sue trasgressioni appartiene al novero di coloro che sono i Compagni del Fuoco e in esso rimarranno, eternamente (81). Invece, coloro i quali credono e praticano il bene, quelli sono i Compagni del Giardino, nel quale rimarranno, eternamente (82).
  • Nota
    L’espressione “chi pratica il male” indica chi obbedisce a regole di vita, che hanno fonte diversa dal Generoso Corano e dalla Nobile Sunna”.
    L’espressione “coloro i quali credono e praticano il bene” indica coloro, i quali, credendo nella paternità divina del Generoso Corano e nella missione apostolico-profetica di Muhàmmad, la pace e la benedizione su lui, obbediscono alle regole di vita che hanno come fonte il Generoso Corano e la Nobile Sunna”. In numerosi passi del Generoso Corano, credo e pratica sono associati.
    Le espressioni “Compagni del Fuoco”, “Compagni del Giardino” ricorrono spesso nel Generoso Corano per designare, rispettivamente, i Dannati [inquilini dell’Inferno] e i Beati [gli inquilini del Paradiso].

Chi è ammesso con certezza al Paradiso

L’Apostolo di Allàh, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, disse:

“Chiunque renda testimonianza che non c’è divinità, tranne Allàh, che Egli, Uno, Unico e Uni-Personale, non ha compartecipi nella Sua Qualità Divina, che Muhàmmad è di Lui servo e Messaggero, che il Cristo, Suo servo e Suo messaggero, è figlio della Sua ancella Maria e uno Spirito da Lui proveniente, che il Paradiso e l’Inferno sono verità, sarà ammesso al Paradiso, qualunque cosa possa aver compiuto”.

[o come in arabo disse, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria].

Abu Huràyrah, che Allàh si compiaccia di lui.

Registrato dall’Imàm al-Bukhārī e dall’Imàm Muslim.

Metafora della superiorità dell’Islàm

  • QUESTE SONO PAROLE D’ IDDIO, Sura II – Ayah 61:

وَإِذْ قُلْتُمْ يَا مُوسَى لَنْ نَصْبِرَ عَلَى طَعَامٍ وَاحِدٍ فَادْعُ لَنَا رَبَّكَ يُخْرِجْ لَنَا مِمَّا تُنْبِتُ الأَرْضُ مِنْ بَقْلِهَا وَقِثَّائِهَا وَفُومِهَا وَعَدَسِهَا وَبَصَلِهَا قَالَ أَتَسْتَبْدِلُونَ الَّذِي هُوَ أَدْنَى بِالَّذِي هُوَ خَيْرٌ اهْبِطُوا مِصْرًا فَإِنَّ لَكُمْ مَا سَأَلْتُمْ وَضُرِبَتْ عَلَيْهِمْ الذِّلَّةُ وَالْمَسْكَنَةُ وَبَاءُوا بِغَضَبٍ مِنْ اللَّهِ ذَلِكَ بِأَنَّهُمْ كَانُوا يَكْفُرُونَ بِآيَاتِ اللَّهِ وَيَقْتُلُونَ النَّبِيِّينَ بِغَيْرِ الْحَقِّ ذَلِكَ بِمَا عَصَوْا وَكَانُوا يَعْتَدُونَ.61

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    Voi diceste: “O Mūsā (Mosè), siamo stufi di mangiare sempre lo stesso cibo. Invoca per noi il tuo Signore, affinché ci fornisca del cibo vario, formato da ciò che la terra produce: legumi, cetrioli, cereali, lenticchie, cipolle!”. Disse: “Se voi preferite una qualità di cibo inferiore a una qualità di cibo superiore, scendete in Mìṣr e ivi troverete ciò che chiedete!”. Furono colpiti dall’umiliazione e dalla miseria, attirando su loro l’ira di Allàh. Ciò poiché rifiutavano di credere ai Segni di Allàh e uccidevano i Profeti, ingiustamente, e ciò perchè disobbedivano ed erano trasgressori. (61)
  • Nota
    È un’àyah emblematica di coloro che preferiscono la parola dell’uomo [una qualità di cibo inferiore] alla Parola di Allàh, l’Altissimo [una qualità di cibo superiore] per i quali c’è un mondo materialista, edonista, idolatrico, sintetizzato dalla parola r che simboleggia l’area comportamentale della perdizione.  L’abbandono della Parola di Allàh da parte dell’uomo attira l’ira di Allàh, è causa di umiliazione e di miseria e provoca la persecuzione e l’uccisione di coloro che richiamano all’ordine invitando all’abbandono della disobbedienza.

E Allàh ne sa di più.

I sacrilegi del figlio di Adamo

L’Apostolo di Allàh, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, disse:

Allàh, l’Onnipotente, ha detto. “Il figlio d’Adamo mi accusa di falso e mi calunnia. Mi accusa di falso, quando dice : “Egli non mi farà ritornare in vita come mi creò la  prima volta!”. Così egli dice,  mentre  per Me la prima creazione non fu più facile del riportarlo in vita! E quanto alla calunnia essa è perché egli dice: “Allàh ha preso un figlio!” mentre Io sono l’Unico e sono esente da ogni bisogno. Non generai e non fui generato e nessuno è co-eguale a Me”.

[o come in arabo disse, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria].

Abu Huràyrah, che Allàh si compiaccia di lui.

Registrato dall’Imàm al-Bukhārī.

La certezza del Paradiso

Un beduino, recatosi dal Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, disse: “Insegnami ciò che devo fare per andare con certezza in Paradiso”. Rispose [il Profeta]: “Adorare Allàh senza associargli nulla, eseguire i riti di adorazione prescritti, pagare l’imposta coranica e digiunare nel mese di Ramadàn”. Il beduino [avuta questa risposta] disse: “Non farò né più né meno di questo!”. Ciò detto, si allontanò. Il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, disse : “Se a qualcuno piace vedere  un uomo destinato al Paradiso, guardi quello!”.

[O come in arabo disse, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria].

Abū Huràyrah,  che Allàh si compiaccia di lui.

Registrato dall’Imàm al-Bukhārī e dall’Imàm Muslim

Il primo codice di vita fu quello ricevuto da Adamo

  • QUESTE SONO PAROLE D’ IDDIO, Sura II – Ayah 37:

فَتَلَقَّى آدَمُ مِنْ رَبِّهِ كَلِمَاتٍ فَتَابَ عَلَيْهِ إِنَّهُ
هُوَ التَّوَّابُ الرَّحِيمُ

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    Poi Ādam (Adamo) ricevette delle parole dal suo Signore, il Quale  aveva accolto il suo pentimento. In verità, Egli  è al-Tawwāb (Colui il quale, facilmente, perdona), al-Raīm (il Clementissimo).(37)
  • Nota:
    Adamo, dopo la trasgressione [l’aver mangiato il frutto dell’albero proibito con Eva dopo aver dato retta al Diavolo] si pentì e il Clementissimo Allàh, al-Tawwab [Colui che facilmente perdona], accolto il pentimento, gli dette l’assoluzione dal peccato originale, che venne cancellato! Prima di essere espulso con Eva dall’Eden, Adamo “RICEVETTE DELLE PAROLE DAL SUO SIGNORE”, cioè ricevette il codice di vita da praticare, per lui e la sua discendenza. Adamo è il primo Messaggero di Allàh, su lui la pace, oggetto della sua “predicazione” è l’obbedienza ad Allàh, cioè l’ISLAM.
    MAOMETTO [il Profeta Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria] NON È  IL FONDATORE DELL’ISLAM, MA L’ULTIMO MESSAGGERO DI ALLAH.

E Allàh ne sa di più

Il vicino

Questo sconosciuto

palazzoni

Recentemente, è apparso su di un quotidiano (La Repubblica del 8-11-13) un articolo-inchiesta sui rapporti fra i vicini di casa in Italia. Esso mostra rapporti per lo più degenerati o inesistenti, e questa situazione è senz’altro analoga grosso modo in tutto l’occidente. Aldilà delle considerazioni generali, fanno impressione i dati dettagliati della ricerca. Vediamone alcuni.

Continua a leggere

Impossibilitato a credere è chi ha per destino l’inferno

  • QUESTE SONO PAROLE D’ IDDIO, Sura II – Ayah 6:

إِنَّ الَّذِينَ كَفَرُوا سَوَاءٌ عَلَيْهِمْ أَ أَنذَرْتَهُمْ أَمْ لَمْ تُنذِرْهُمْ لاَ يُؤْمِنُونَ

 

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    In verità, per quelli che rifiutano di credere è uguale che tu li avverta, o non li avverta. Essi non credono!(6)
  • Nota:
    Coloro che sono stati creati strutturalmente incapaci di ricevere il messaggio di Verità dell’Islàm, per tale loro deficienza strutturale congenita, sono impossibilitati a credere dal loro destino infausto (shaqìyyun), incorporato nella loro fisicità dall’Angelo il 120° giorno dal concepimento. I destinati a un esito infausto sono coloro i quali  rifiutano di credere fino a quando esalano l’ultimo respiro. Se non li avverti, non credono a causa del loro destino; se li avverti non credono, sempre a causa del loro destino determinato da Allàh. Nessuno crede se non grazie al permesso di Allàh in tal senso. E Allàh ne sa di più

La dolcezza della fede

L’Apostolo di Allàh, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, disse:

Per gustare la dolcezza della fede, uno deve credere in Allàh, come suo Signore, nell’Islàm, come sua religione, in Muhàmmad, come Apostolo [di Allàh].

[o come in arabo disse, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria].
Abbas b. ‘àbd al-Muttalib, che Allàh si compiaccia di lui.

Registrato dall’Imàm Muslim.

La manifestazione della fede

L’Apostolo di Allàh, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, disse:

La manifestazione della fede nella Verità ha settanta e più forme, di cui quella che si trova al livello più alto è la testimonianza che non c’è divinità tranne Allàh e quella che si trova al livello più basso è il liberare la strada da un ingombro minimo. Il pudore è manifestazione di fede autentica.

[O come in arabo disse, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria].

Abu Huràyrah, che Allàh si compiaccia di lui.

Registrato dall’Imàm al-Bukhārī e dall’Imàm Muslìm.

famiglia_popup

Cliccate su: www.no-gender.it
Cultura, informazione e lotta contro l’ideologia gender.
Per difendere i nostri figli.

BOICOTTIAMO!
I prodotti che
i musulmani NON devono comprare