La dolcezza della fede

L’Apostolo di Allàh, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, disse:

Per gustare la dolcezza della fede, uno deve credere in Allàh, come suo Signore, nell’Islàm, come sua religione, in Muhàmmad, come Apostolo [di Allàh].

[o come in arabo disse, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria].
Abbas b. ‘àbd al-Muttalib, che Allàh si compiaccia di lui.

Registrato dall’Imàm Muslim.

La manifestazione della fede

L’Apostolo di Allàh, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, disse:

La manifestazione della fede nella Verità ha settanta e più forme, di cui quella che si trova al livello più alto è la testimonianza che non c’è divinità tranne Allàh e quella che si trova al livello più basso è il liberare la strada da un ingombro minimo. Il pudore è manifestazione di fede autentica.

[O come in arabo disse, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria].

Abu Huràyrah, che Allàh si compiaccia di lui.

Registrato dall’Imàm al-Bukhārī e dall’Imàm Muslìm.

Suratu-l-Fatiha – Ayah 7

صِرَاطَ الَّذِينَ أَنْعَمْتَ عَلَيْهِمْ غَيْرِ الْمَغْضُوبِ عَلَيْهِمْ
وَلاَ الضَّالِّينَ

صِرَاطَ الَّذِينَ أَنْعَمْتَ عَلَيْهِمْ
irāa lladhīna an’àmta ‘alày‑him
La via di coloro, sui quali [ la Tua ] Grazia effondesti

Allàh, rifulga lo splendor della Sua luce,  utilizza di nuovo la parola via (ṣirāṭ), specificando dal punto di vista positivo la caratteristica fondamentale della via, a cui il fedele deve chiedere di essere guidato, attraverso la definizione di coloro che l’hanno percorsa (coloro sui quali è stata effusa la grazia divina); e subito dopo specifica quali siano le vie, dalle quali tenersi lontano.

غَيْرِ الْمَغْضُوبِ عَلَيْهِمْ
ghàyri‑l-maghdūbi ‘alày‑him
Non quella [di coloro], verso i quali sei adirato

وَلاَ الضَّالِّينَ
wa lā ḍ-ḍāllīna
né quella degli  erranti

Quest’ultima āyah conferma i significati contenuti  nell’āyah precedente e aggiunge altri dettagli ad essa. Il significato di “la via di coloro, sui quali la Tua Grazia effondesti” è: la via di coloro che hanno guadagnato la perfetta guida tra coloro, sui quali Allàh, rifulga lo splendor della Sua luce, ha posto la grazia tra gli Ammonitori, i Veridici, i Martiri e i Devoti. Questi sono la buona compagnia! Coloro sui quali vi è l’ira di Allàh sono coloro, che, pur avendo conosciuto la verità, se ne sono allontanati, incorrendo, così, nella Collera di Allàh, rifulga lo splendor della Sua luce; gli erranti sono, invece, coloro i quali hanno frantumato l’unicità divina in una misterica unicità cripto-politeistica.

Suratu-l-Fatiha – Ayah 6

اهْدِنَا الصِّرَاطَ الْمُسْتَقِيمَ
Ihdi‑nā
Guida noi

ṣ‑ṣirāa l‑mustaqīma
(indicandoci) la via diritta

Ihdi-nā è l’invocazione del fedele in forma implorativa del verbo guidare (hàdā) con il pronome suffisso di prima persona plurale -nā in caso accusativo, con accusativo di aṣ‑ṣirāu l-mustaqīm cioè “la via diritta” (doppio accusativo in arabo): questa via è l’Islām.

Il fedele chiede ad Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, di essere guidato sulla Retta Via, per non deviare e per non allontanarsi da essa. Con questa invocazione il fedele chiede di essere rafforzato nella sua coerenza al Sublime Corano e alla Nobile Sunna nella linea di condotta e di essere accresciuto in conoscenza. La conoscenza, infatti, fa parte della fede; più essa è grande, più solida è la fede e l’aumento della fede ha come frutto una maggior saldezza sulla via. Allàh dice: “Quanto a coloro che si sono aperti alla guida, Egli accresce la loro guida” [Sūrah  Muḥāmmad, āyah 17]” .

Suratu-l-Fatiha – Ayah 5

إِيَّاكَ نَعْبُدُ
Iyyā-Ka nà’budu
EsclusivamenteTe adoriamo

وَإِيَّاكَ نَسْتَعِينُ
wa iyyā-Ka nasta’ìnu
ed esclusivamente te chiamiamo in soccorso

La prima parola [iyyā – Ka] è costituita dall’avverbio iyyā- e dal pronome personale di seconda persona maschile singolare -Ka in posizione di suffisso.  L’avverbio ha il significato di in esclusiva che porta il complemento oggetto davanti al verbo nà’budu.

L’espressione Iyya-Ka nà’budu porta in sé il riconoscimento di Allàh come unico destinatario della ‘ibādah (dell’adorazione); questo è il principio di Tawhīdu‑l‑ulūhiyyah ed è il fine per cui sono stati inviati i Messaggeri. Noi rivolgiamo la ‘ibādah (culto, obbedienza) a Te soltanto, con esclusione di qualsiasi altro.

L’espressione  Iyyā-Ka nasta‛īnu porta con sé il riconoscimento che “Nessun altro, ma solamente Lui‑ ed esclusivamente Lui noi chiamiamo in soccorso”. Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce nel Ḥadīth al-Qudsī dice: “Ciò è tra Me e il Mio servo” riferendosi alla ‛ibādah e alla richiesta di aiuto del Suo servo.

L’espressione Iyya-Ka nà’budu wa Iyyā-Ka nasta‛īnu rappresenta:
a) l’affermazione della consapevolezza da parte della creatura del diritto di Allàh nei suoi confronti [il diritto di essere adorato in esclusiva]; b) l’affermazione da parte della creatura della consapevolezza del suo dovere di cercare aiuto solamente da Allàh, per poter compiere i suoi doveri. Infatti, la creatura, cosciente della sua limitatezza, sa  di non essere in grado di realizzare il Tawhīd, né tanto meno di compiere le azioni per questa vita terrena (dun°yā) come quelle per la vita futura (Akhirah), se non con il soccorso di Allàh. Dice Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce: “E dicono: La lode [appartiene] ad Allàh, Che ci ha guidato qui, dove non saremmo arrivati, se Egli non ci avesse guidato”. [Sūrah al‑’A’rāf, āyah 43].

Importanza della spiritualità e del comportamento

L’Apostolo di Allàh, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, disse:

Allàh [nel giudicarvi] non tiene conto delle vostre apparenze fisiche, né della vostra consistenza patrimoniale, ma tiene conto della vostra spiritualità e del vostro comportamento [o come disse, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria].

Abu Huràyrah, che Allàh si compiaccia di lui.

Registrato dall’Imàm Muslim.

Khutba del venerdì

Shaykh Abdu-r-Rahman Pasquini

Shaykh Abdu-r-Rahman Pasquini

.

Nel nome di Allàh,
il Sommamente Misericordioso il Clementissimo

Unicamente Allàh l’Altissimo ha titolo per essere Degnissimo di Lode. E noi, suoi servi fedeli, soltanto a Lui innalziamo la nostra lode e rivolgiamo il nostro ringraziamento, soltanto a Lui nel bisogno rivolgiamo la nostra invocazione di soccorso, soltanto a Lui chiediamo protezione dalle passioni del nostro io e dai peccati delle nostre azioni, a Lui soltanto chiediamo perdono, a Lui chiediamo la guida sul retto sentiero. Infatti, solamente chi è guidato da Allàh cammina sulla retta via, mentre per colui che Allàh non guida non si troverà mai un maestro in grado di riportarlo sulla retta via. Continua a leggere

Suratu-l-Fatiha – Ayah 4

مَالِكِ يَوْمِ الدِّينِ

Māliki yàumi‑d-dīn
Il Sovrano Unico del Giorno del Giudizio.

مَالِكِ
Māliki = [Il Re, vale a dire il Sovrano unico]

يَوْمِ الدِّينِ
yàumi‑d-dīn = [del giorno del Giudizio].

Questa āyah è un memento [un richiamo alla mente], che porta il Musulmano a  ricordare il Giorno del Giudizio; a ricordare che quello è il Giorno del rendiconto finale [il Giorno del redde rationem] con successiva sentenza inappellabile. In quel Giorno verranno giudicate le azioni di tutte le creature, il giorno, in cui verrà fatta giustizia e ognuno riceverà la ricompensa, che si sarà meritato, il Giorno nel  quale ogni uomo troverà di fronte a se stesso le azioni da lui compiute nella sua vita e “chi avrà fatto un atomo di bene lo vedrà e chi  avrà fatto un atomo di male lo vedrà”.

Nota: per l’Ayah 3 vedi il post dedicato all’Ayah 1.

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