Khutba del venerdì

Shaykh Abdu-r-Rahman Pasquini

Shaykh Abdu-r-Rahman Pasquini

.

Nel nome di Allàh,
il Sommamente Misericordioso il Clementissimo

Unicamente Allàh l’Altissimo ha titolo per essere Degnissimo di Lode. E noi, suoi servi fedeli, soltanto a Lui innalziamo la nostra lode e rivolgiamo il nostro ringraziamento, soltanto a Lui nel bisogno rivolgiamo la nostra invocazione di soccorso, soltanto a Lui chiediamo protezione dalle passioni del nostro io e dai peccati delle nostre azioni, a Lui soltanto chiediamo perdono, a Lui chiediamo la guida sul retto sentiero. Infatti, solamente chi è guidato da Allàh cammina sulla retta via, mentre per colui che Allàh non guida non si troverà mai un maestro in grado di riportarlo sulla retta via. Continua a leggere

Suratu-l-Fatiha – Ayah 4

مَالِكِ يَوْمِ الدِّينِ

Māliki yàumi‑d-dīn
Il Sovrano Unico del Giorno del Giudizio.

مَالِكِ
Māliki = [Il Re, vale a dire il Sovrano unico]

يَوْمِ الدِّينِ
yàumi‑d-dīn = [del giorno del Giudizio].

Questa āyah è un memento [un richiamo alla mente], che porta il Musulmano a  ricordare il Giorno del Giudizio; a ricordare che quello è il Giorno del rendiconto finale [il Giorno del redde rationem] con successiva sentenza inappellabile. In quel Giorno verranno giudicate le azioni di tutte le creature, il giorno, in cui verrà fatta giustizia e ognuno riceverà la ricompensa, che si sarà meritato, il Giorno nel  quale ogni uomo troverà di fronte a se stesso le azioni da lui compiute nella sua vita e “chi avrà fatto un atomo di bene lo vedrà e chi  avrà fatto un atomo di male lo vedrà”.

Nota: per l’Ayah 3 vedi il post dedicato all’Ayah 1.

I vostri capi

Il Profeta Muhàmmad, pace e benedizione su lui, disse:

“I vostri capi migliori saranno quelli che voi amerete e che vi ameranno; sono quelli che pregheranno per voi e voi pregherete per loro. I vostri capi peggiori saranno quelli che vi odieranno e che voi odierete, contro i quali saranno scagliate da parte vostra delle maledizioni e i quali scaglieranno maledizioni su di voi”.

Gli fu chiesto: “O Messaggero di Allah, non dovremmo combattere con la spada contro loro?”.

Disse, Pace e benedizione su lui: “Fino a quando essi eseguono il rito di adorazione e lo istituiscono tra voi, no!”.

(‘Awūf bin Mālik)

Suratu-l-Fatiha – Ayah 2

الْحَمْدُ لِلَّهِ رَبِّ الْعَالَمِينَ

Al-ḥàmdu li-llāhi rabbi‑l-‑´ālamīn
La Lode appartiene ad Allàh il Signore di tutti gli universi

الْحَمْدُ
[al-ḥàmdu] = (al- articolo determinativo, la) + (ḥàmdu, sost.: ringraziamento, lode) = Tutto il ringraziamento e tutta la lode;

لِلَّهِ
[li-llāhi] = (li-  preposizione monosillaba proclitica) ad
( -llāhi  forma apocopata di “Allàh”, per effetto della proclitica che fa cadere al) Allàh.

Solamente ad Allàh, come ringraziamento per la Sua Misericordia e la Sua Clemenza, è dovuta la Lode.  Al-ḥamd è il ringraziamento, la lode rivolta ad Allah per tutto ciò che Egli concede alle Sue creature. Allàh viene lodato con l’espressione al-ḥamdu li-llāh per le Sue caratteristiche di Perfezione e per l’Eccellenza delle Sue azioni, che agiscono tra la Sua giustizia e la Sua  generosità, da tutti i punti di vista. “La lode” ha tanto il significato della gratitudine per le grazie ricevute da parte di Allàh come quello di glorificazione di Lui per l’eccellenza delle Sue caratteristiche. Ci pare che una precisazione sia da essere fatta riguardo al significato di ringraziamento fra ḥàmd (lode) e shùkr (ringraziamento): mentre la lode viene espressa oralmente, il ringraziamento va dimostrato nel mettere in pratica i pilastri; Allàh* è l’Unico, a essere titolare del diritto che Gli venga rivolto al-ḥamd in qualsiasi occasione [che possa essere pensata come positiva o meno per noi], poiché Egli ha titolo di ricevere al-ḥamd per la Sua Identità divina [proprio per il fatto di essere il nostro Creatore e  Signore lo dobbiamo amare e ringraziare] e dato che Egli nella Sua Saggezza (ḥikmah) può decretare ciò che vuole per la Sua creatura. Ciò che all’uomo può apparire un male può essere educativo o servire per assolvere da peccati, che altrimenti non verrebbero perdonati e quindi portare un grande bene sia nel futuro prossimo di questa vita terrena che nella vita futura. La parola al-hamd ha il significato di ringraziamento e di riconoscenza in ogni circostanza e in ogni evento della vita.

رَبِّ
Rabb. La parola Ràbb viene, solitamente, tradotta come Signore, ma il suo significato è più ampio e profondo, impossibile da esprimersi in italiano con una sola parola, che ne comprenda tutti i significati; per questo motivo solamente una perifrasi può esprimerlo. Ar‑Rabb è Colui il Quale, dopo avere dato esistenza alle Sue creature, le alleva spiritualmente e provvede alle loro necessità materiali. La parola, creata da Allàh, dà origine al verbo  rabā, che significa allevare, far crescere sia in senso spirituale che in senso fisico.

الْعَالَمِينَ
–l’ālamīna il termine è il plurale  della parola ‘àlam che significa mondo; con l’articolo  al-  = i mondi creati: sia quelli dei quali conosciamo l’esistenza, sia quelli dei quali non la conosciamo, per cui, forse, il termine più appropriato in traduzione è: tutti gli universi.

Il Signore di tutti gli universi.

La verità su Maria

La verità su Maria
viene dal Calamo di Allàh l’Altissimo
,

Sura della Famiglia di Imrān

Capitolo Terzo del Sublime Corano
(sūratu  āl ’Imrān)

La moglie di Imrān [ nome coranico del padre di Maria] , quando si rese conto di essere incinta disse: ‘‘Mio Signore, in verità, io consacro a Te ciò che è nel mio grembo! Accetta da me. In verità, Tu sei al-Samī’u (Colui che tutto ode) al-’alīm (Colui che tutto sa)”.(35)

Ella pensava che sarebbe stato un maschio. Ma quando la diede alla luce (la sua creatura) disse: ‘‘O mio Signore, l’ho data alla luce femmina!”. Orbene Allàh meglio informato era di ciò che ella aveva messo al mondo e, certamente, il maschio non è come la femmina.

Ella continuò: ‘‘In verità, io le ho dato come nome Màryam (Maria) ed in verità io la metto sotto la Tua protezione, come pure la sua discendenza, contro  Sciayān (Satana) il lapidato”.(36)

Continua a leggere

La festività cattolica del 1° gennaio

Oggi 1° gennaio 2014 è una festività solenne della Chiesa Cattolica Apostolica Romana Trinitaria e Incarnazionista; è una solennità dedicata a “Maria Santissima, madre di Dio” . Fu il Concilio di Efeso, che nell’anno 431 dell’Era Volgare [ e. v.] proclamò la “maternità divina di Maria” [Thetòkos = Madre di Dio].
Efeso, rovine dell'Odeon

Efeso, rovine dell’Odeon

La vergine Maria, che l’Autore del Generoso Corano [DIO/ALLAH] pone come modello esemplare per tutte le donne del mondo, a causa delle controversie cristologiche dei primi secoli del Cristianesimo, fu addirittura considerata essa stessa una persona divina per cui  venne associata nel culto di adorazione alle persone divine del Padre, del figlio e dello Spirito santo, formando con loro una Quaternità e i seguaci di questa dottrina furono chiamati alla greca Tetraditi  da [tettara/ tetra = quattro] e alla latina Quaternitari. Dichiarati eretici, furono debellati. L’arte iconica bizantina produsse icone della vergine Maria con il Bambin Gesù, che formarono oggetto di culto iconolatrico. Sotto l’influenza dell’ aniconismo islamico si sviluppò un movimento detto iconoclastico i cui seguaci, detti iconoclasti, distruggevano le icone, ma erano contrastati dagli iconolatri. Nel 731 il papa di allora lancia la scomunica contro i persecutori delle immagini. L’iconoclastia ebbe alterne vicende di successo e di insuccesso nel mondo bizantino. Alla fine, però, la vedova del basileus Teofilo [ morto nell’842], di nome Teodora, reggente del figlio minore Michele III  con un concilio convocato a Costantinopoli l’anno 843 ristabilì, definitivamente il culto delle immagini. Era stato trovato l’escamotage bizantinescamente. Il culto di Maria e il culto dei santi subiva un declassamento terminologico da culto di latria, riservato soltanto a Dio [Uni-Trino] a culto di dulìa per i santi e  di culto di iper-dulia per la Vergine Maria, in quanto [ ritenuta] Madre di Dio.

In lode del commercio

Adam Smith e la teoria dei sentimenti. Il commercio nell’Islàm e nella cultura occidentale.

La prima edizione de La ricchezza delle nazioni, l’opera principale di Smith (1776)

Secondo l’insegnamento islamico, non c’è nulla di male nel perseguire lecitamente il benessere economico per sé e per la propria famiglia. Come disse il grande luminare musulmano Ibn al-Qàyyim,

“la base della normativa islamica è la saggezza e il suo fine è quello di creare le condizioni ottimali per la felicità dell’uomo sia in questa vita sia nella vita futura”.

Continua a leggere

Il Personaggio Misterioso

Il Profeta Muhàmmad, pace e benedizione su lui, disse:

Omar ibn al-Khaṭṭāb (Allah si compiaccia di lui) riferì quanto in appresso.

“Un giorno, mentre eravamo seduti accanto al Messaggero di Allah (pace su di lui) ecco apparirci un uomo dagli abiti candidi e dai capelli di un nero intenso; su lui non appariva traccia di viaggio, ma nessuno di noi lo conosceva.

Il Personaggio Misterioso si sedette di fronte al Profeta (pace su di lui), mise le ginocchia contro le sue e, dopo aver appoggiato le palme delle mani sulle cosce di lui  gli disse: “O Muhammad, dimmi che cosa è al-Islām”. Il Messaggero di Allah (pace su di lui) disse: “Al-Islām è che tu renda testimonianza che non c’è altro divinità, tranne Allah e che Muhammad è il Messaggero di Allah; che tu compia  il rito di adorazione, versi la l’imposta coranica, digiuni nel mese di Ramadan e faccia il pellegrinaggio alla Casa (1), se ne hai la possibilità (2)” . Il Personaggio Misterioso disse:  “Tu dici il vero!”.

Ci sorprese il fatto che,  dopo essere stato lui a interrogare il Profeta, ne approvò la risposta. Gli chiese allora: “Dimmi cos’è al-Īmān”. Egli rispose: “Al-Īmān è che tu creda in Allah, nei Suoi Angeli ,nei Suoi Libri, nei Suoi Messaggeri, nell’Ultimo giorno e che tu creda nel decreto divino, sia nel bene che nel male”. “Tu dici il vero!”. Replicò il Personaggio Misterioso, il quale continuò, dicendo: “Dimmi, adesso, che cosa è al-Ihsān”. Egli rispose: “È che tu adori Allah come se lo vedessi; perché se tu non Lo vedi, certamente Egli vede te”.

Il Personaggio Misterioso disse: “Dimmi cos’è l’Ora”(3). Egli rispose: “L’interrogato non ne sa più di chi lo interroga”. Il Personaggio Misterioso disse: “Parlami, allora, dei segni premonitori”. Egli rispose: “Quando la schiava genererà la sua padrona e quando vedrai i pastori, miseri, scalzi e nudi competere nelle costruzioni più elevate”. Dopo tutto ciò il Personaggio Misterioso sparì e io rimasi assorto. Allora il Profeta (pace su di lui) mi chiese: “Omar, sai tu chi mi ha interrogato?”. Io risposi: “Allah e il Suo Messaggero ne sanno di più”. Disse: “Era Gibrīl (4) – che è venuto, per insegnarvi la vostra religione”.

Riferito da Muslim (5).

—————-
Note:
1-La Nobile Kaaba, la sacra casa di Allah.
2-Possibilità fisica e materiale.
3-Il Giorno del Giudizio.
4-L’ angelo Gabriele.
5-Il secondo luminare del Ḥadīth dopo al-Bukhārī

Suratu-l-Fatiha – Ayah 1 – La Basmala

In questa rubrica CIVILTÀ ISLAMICA pubblicherà, Allàh volendo, quotidianamente, una àyah del Generoso Corano [ al-Qur<>ānu/l/Karīm ] e, naturalmente, dal punto di vista islamico non può che iniziare con la prima àyah della prima Sura del Generoso Corano, la Sura Aprente, o Sura Iniziale, il cui nome arabo è al-Bàsmalah.

بِسْمِ اللَّهِ الرَّحْمَنِ الرَّحِيمِ

La prima āyah della Sura di Ouverture (Sūratu fātiḥati  l-Kitāb) del Corano si chiama bàsmalah, che significa: Dire “Nel Nome di Allàh il sommamente  Misericordioso il Clementissimo”.

Le lettere dell’alfabeto arabo, da cui sono costituite le quattro parole che la compongono, sono 19 (diciannove):

la prima parola è composta da tre lettere:
bā‹ – sīn  -  mīm

la seconda parola è composta da quattro lettere:
àlif – lām – lām – hā‹

la terza parola è composta da sei lettere:
àlif – lām – rā‹ – ḥā‹ – mīm – nūn

la quarta parola è composta da sei lettere:
àlif – lām – rā‹ – ḥā – yā‹ – mīm

In totale la somma delle lettere è 19 come risulta dalla frantumazione in lettere alfabetiche del testo.

Nei Testi di Rivelazione il numero delle occorrenze della parola BISMI è 19; le occorrenze della parola ALLAH sono 2.698 (19 x 142); le occorrenze della  parola AL‑RAḤMĀN sono 57 (19 x 3); le occorrenze della parola AL‑RAḤĪM sono 114 (19 x 6). Quello che è stato or ora prospettato è solamente la punta di un iceberg colossale  di strutture dove 28 lettere, che  compongono sigle poste all’inizio di 29 sure, compaio‑ no  nel testo in quantità numeriche multiple del numero 19.  Il Tema del numero 19 nel Generoso Corano è sviscerato  nel Quaderno Islamico n. 32 intitolato La Paternità divina del Generoso Corano, al quale rimandiamo  gli interessati alla conoscenza della Verità.

Traslitterazione fonetica

  • Bi-smi-llāhi r-Raḥmāni r‑Raḥīm

Traslazione dei significati
dall’arabo all’italiano

  • (1) In nome di Allàh
  • (2) il Sommamente Misericordioso
  • (3) Il Clementissimo

Significato delle singole parole

1 – In nome di Allàh: (da destra a sinistra)

  • بِسْمِ
  • [bi- (preposizione  proclitica =  in) + ìsm = nome]
  • اللَّهِ
  • [Allàh = Iddio].

Questo Nome è quello di Colui, verso il Quale provano amore i cuori di coloro che desiderano incontrarLo e vederLo; e trovano la pace i cuori al Ricordo di Lui; è il nome di Colui, al Quale, essendo Unico Titolare della Qualità divina in quanto Creatore, ha da essere rivolta in esclusiva l’adorazione da parte dell’uomo, che è Sua creatura. Per questo motivo nella Testimonianza  (ash‑shahādah) viene usato questo nome: Rendo testimonianza che non c’è divinità tranne Allàh

2 – ar‑Raḥmān

  •  الرَّحْمَنِ

È il Nome proprio di Allàh (SwT), il Quale possiede questo  Nome fin da prima della creazione. È dal Suo Nome di amore e misericordia verso la debolezza della creatura umana che nel creare le parole Allàh ha chiamato l’utero con la parolَa ràḥm. È dall’utero che nasce l’amore viscerale della mamma per il figlio, l’amore per chi ha bisogno per esistere del nutrimento e da ràḥm (utero) deriva dalla parola ràḥmah che significa “misericordia = l’amore per il bisognoso”.  Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce  nella Sua veste di ar‑Raḥmān (letteralmente: Il som‑mamente Misericordioso) è il Misericordioso nei confronti di tutta la creazione (piante, animali, uomini e ginn, siano essi credenti, o meno, nella paternità divina del Generoso Corano e nella Missione apostolica di  Muhàmmad, il Portavoce di Allàh, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria. Questo nome è riservato solamente ad ALLAH.

3 – ar-Raḥīm

  •  الرَّحِيمِ

Ar‑Raḥīm è un altro dei Nomi e attributi di Allàh e anche la sua radice è collegata come ar‑Rahmàn alla paro‑ la ràḥm (utero) da cui deriva, come si è già detto sopra la parola ràḥmah.  Questo nome ar‑Raḥīm esprime la misericordia di Allàh verso le creature umane, credenti nella provenienza divina del Generoso Corano e nella dignità di Apostolo e Profeta di Allàh, di cui è titolare  Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, nel giorno del Giudizio.

Questa parola, purché sia priva dell’articolo determinativo, può essere usata per qualificare un Musulmano di generosità: può essere detto di un fedele che è raḥīm, (vedi Sūratu-t-Tàubah, āyah 22,  dove Allàh definisce Raḥīmun il profeta Muhàmmad.

Solo i nomi di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, sono preceduti dall’articolo. In definitiva, Allàh in questa prima āyah  [In nome di Allàh, il Sommamente Misericordioso il Clementissimo] definisce Sé medesimo con i Nomi di ar-Raḥmān e ar-Raḥīm, due nomi che esprimono l’attributo coessenziale alla qualità divina, in quanto caratterizzano Allàh come Possessore di infinita Misericordia, in conseguenza dell’infinito amore, che Egli nutre per tutte le Sue creature (ar‑Rahmān) e in particolare per i  credenti [nella paternità divina del Generoso Corano e in Muhàmmad come Profeta di Allàh] e di infinita  Clemenza, nel Giorno del Giudizio (ar‑Rahīm), verso  i Musulmani.

Il Profeta disse: “Tutto ciò che non inizia con il nome  di Allàh è manchevole!” (o come disse). Per questo motivo colui che ha raggiunto la consapevolezza del suo rapporto con Allàh inizia ogni suo discorso e ogni sua azione, dicendo:

In nome di Allàh,
il Sommamente Misericordioso il Clementissimo.

————-
āyah: il significato letterale della parola è MIRACOLO  e di miracolo si tratta in  quanto essa è la transustanziazione della Parola di Dio/Allàh  nelle parole della lingua araba [scrittura e suoni]

Eid mubarak

A TUTTI I MUSULMANI !

BOICOTTIAMO!
I prodotti che
i musulmani NON devono comprare

sfondopopup