Non siate sciocchi

Hudhàyfa, che Allàh si compiaccia di lui, raccontò che l’Apostolo di Allàh, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria , disse:

“Non siate sciocchi, dicendo: ‘Se tutti fanno bene, facciamo bene; e se tutti fanno male, facciamo male, ma se tutti fanno bene, fatelo anche voi e se tutti fanno male, voi non fatelo!’”. [O come disse in arabo, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria].

Registrato da Thirmìdhī.

073

Quelli sono i perdenti

  • QUESTE SONO PAROLE D’IDDIO, Sura XXIX – Ayah 52:

قُلْ كَفَى بِاللَّهِ بَيْنِي وَبَيْنَكُمْ شَهِيدًا يَعْلَمُ مَا فِي السَّمَاوَاتِ وَالأَرْضِ وَالَّذِينَ آمَنُوا بِالْبَاطِلِ وَكَفَرُوا بِاللَّهِ أُوْلَئِكَ هُمْ الْخَاسِرُونَ.52

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    Di’: “Basta come testimone fra me e voi Allàh, Egli, infatti, conosce ciò che v’è nei cieli e sulla terra! E coloro che credono a ciò che vero non è, rifiutando di credere ad Allàh, quelli sono i perdenti!”. (52)
  • Nota
    Il compito del Messaggero dell’Islàm è quello di comunicare il Messaggio di Allàh, il Quale è l’Onnisciente ed è Testimone di ogni azione. Il Rifiuto di credere ad Allàh, l’Altissimo, è determinato dal fatto, che chi rifiuta è fermamente credente in cose che non corrispondono alla verità e ciò è causa di perdizione nella vita futura.

052

In Siria, un cristiano eletto Presidente del Parlamento

E i media censurano

Hammoudeh Youssef Sabbagh, cristiano, è il nuovo Presidente del Parlamento di Siria.

Hammoudeh Youssef Sabbagh, cristiano, è il nuovo Presidente del Parlamento di Siria.

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Il giorno giovedì 28 settembre scorso, con 193 voti a favore (su 252), il cristiano Hammoudeh Sabbagh è stato nominato Presidente del Parlamento siriano.

Sabbagh è un giurista, è membro del partito Baath (partito, come è noto, aconfessionale e laico, che propugna il pan-arabismo, cioè l’unione di tutti i popoli di lingua araba).

Ha 59 anni, ed è originario della provincia di al-Hasaka, nell’estremo nordest del Paese, dove in passato è stato vicegovernatore, ed è entrato nel parlamento di Damasco con le elezioni del 2012.

Il Presidente del Parlamento siriano, Hamoudeh Sabbagh, subito dopo il suo insediamento.

Il Presidente del Parlamento siriano, Hamoudeh Sabbagh, subito dopo il suo insediamento.

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Nel Parlamento siriano siedono numerosi cristiani, esponenti della locale comunità: è cristiano infatti il 10% della popolazione, che è in maggioranza musulmana.

In passato, già un altro cristiano, Fares el-Khoury, di confessione protestante, aveva ricoperto la stessa carica, addirittura in tre periodi. Dapprima, per due volte, tra il 1936 e il ’39 e tra il 1943 e il ’44, durante il protettorato francese prima della seconda guerra mondiale (1920-1946); e poi, una terza volta, dopo la proclamazione d’indipendenza della Siria, tra il 1947 e il 1949.

Il siriano cristiano Faris al-Khoury (1877-1962). Oltre a ricoprire la carica di Presidente del Parlamento siriano in tre diverse occasioni, fu anche due volte Primo Ministro. La prima volta, dal 14/10/1944 al 1/10/1945, e la seconda volta dal 3/11/1954 al 13/02/1955.

Il siriano cristiano Faris al-Khoury (1877-1962). Oltre a ricoprire la carica di Presidente del Parlamento siriano in tre diverse occasioni, fu anche due volte Primo Ministro. La prima volta, dal 14/10/1944 al 1/10/1945, e la seconda volta dal 3/11/1954 al 13/02/1955.

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Sabbagh, tra l’altro, prende il posto di Hadiyeh Khalaf Abbas, a sua volta prima donna a guidare il parlamento siriano. Rimossa lo scorso luglio con voto unanime dei deputati, che la accusavano di comportamenti non democratici, Hadiyeh era stata la prima donna ad essere eletta – per acclamazione – presidente dell’Assemblea del Popolo, il 6 giugno 2016. È stata poi costretta a dimettersi il 20 luglio scorso.

Hadiyeh Khalaf Abbas, Presidente del Parlamento siriano per circa un anno.

Hadiyeh Khalaf Abbas, Presidente del Parlamento siriano per circa un anno.

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Il Parlamento siriano è composto da 250 seggi e ogni legislatura dura, di regola, 4 anni. Il sistema politico siriano è assimilabile a quello a partito unico: 167 seggi sono garantiti ai membri del Fronte nazionale progressista il cui perno è il partito Baath. Esistono anche partiti minori, ma tutti aderiscono al Fronte in posizione subordinata rispetto al Baath.

Il Parlamento siriano è monocamerale. Si può notare, in questa foto risalente a prima dell’elezione del nuovo Presidente, come la composizione del parlamento sia assolutamente varia e non uniforme. Si vedono infatti, individuabili già dall’abbigliamento, uomini vestiti con abiti tradizionali islamici, uomini in occidentalissime giacche e cravatte, donne velate e donne non velate.

Il Parlamento siriano è monocamerale. Si può notare, in questa foto risalente a prima dell’elezione del nuovo Presidente, come la composizione del parlamento sia assolutamente varia e non uniforme. Si vedono infatti, individuabili già dall’abbigliamento, uomini vestiti con abiti tradizionali islamici, uomini in occidentalissime giacche e cravatte, donne velate e donne non velate.

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Da un punto di vista etnico, i siriani sono per il 90% arabi, per il 9% curdi, e per l’1% armeni.

La società siriana è anche un mosaico di religioni diverse che convivono fianco a fianco da secoli. I musulmani sunniti sono la maggioranza, poi vi sono gli sciiti e gli alauiti (come la famiglia Asad), i drusi e i cristiani. Questi ultimi sono suddivisi in 11 comunità di diverse confessioni, ortodossi e cattolici di diversi riti. Queste diverse connotazioni cristiane, è bene ricordarlo, esistono semplicemente perché, in territorio islamico, esse hanno potuto sopravvivere tranquillamente senza essere perseguitate per la loro religione, a differenza di quanto accadeva sia sotto i cristiani bizantini sia sotto i cattolici romani. Le statistiche prima dell’attuale guerra ci parlavano di una popolazione di più di 22 milioni di abitanti, di cui i cristiani erano circa l’8%, dunque intorno al milione e mezzo di fedeli.

Ecco la situazione politico-sociale-religiosa della Siria, da quando è al potere Bashar al-Asad, così come ce la descrive monsignor Giuseppe Nazzaro, Vicario Apostolico emerito di Aleppo:

Bachar inizia ad allentare le redini, il popolo comincia a respirare, la Siria ad aprirsi all’occidente. Il benessere entra nel paese: tutti ne usufruiscono; il turismo aumenta continuamente; la gente viaggia all’estero con facilità. Le fabbriche lavorano, il Commercio si sviluppa. Gli stranieri vengono ad investire in Siria. Tutte le comunità etniche sono libere di esercitare la propria religione.

Tutte le anime che compongono il popolo siriano : Sunniti, Alawiti, Cristiani, Sciiti ed altri, vivono in pace tra loro, sono associati nel commercio; nelle differenti relazioni sociali non vi è distinzione tra gli appartenenti ad un gruppo o l’altro. Nello stesso Governo vi sono almeno tre Ministri cristiani, non esiste pregiudizio alcuno per la nomina di un Direttore di Banca cristiano, nell’esercito i più alti gradi sono accessibili a tutti. Ogni comunità è libera di praticare pubblicamente il proprio credo, per esempio noi cristiani non solo non abbiamo mai avuto problemi nelle chiese ma si era liberi anche di fare le nostre processioni per le strade della città.

Per le festività maggiori, per noi Natale e Pasqua, per l’Islam la festa della fine del Ramadan e quella del Sacrificio, ci scambiavamo gli auguri liberamente, gli islamici venivano da noi e noi andavamo da loro. Le visite di cortesia tra famiglie musulmane e cristiane erano molto frequenti senza alcun pregiudizio. Tutti si sentivano a casa propria, tutti erano siriani, figli di una stessa patria anche se con tradizioni storiche diverse”.

Monsignor Giuseppe Nazzaro, Vicario Apostolico emerito di Aleppo.

Monsignor Giuseppe Nazzaro, Vicario Apostolico emerito di Aleppo.

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Come si vede, basta studiare il mondo islamico, così com’è DA SECOLI, per capire che la tolleranza religiosa è da sempre una situazione NORMALE in queste popolazioni.

Mentre sappiamo che il cosiddetto “Occidente cristiano” ha tutta un’altra storia.

E si vede dunque con chiarezza che l’Occidente deve imparare la tolleranza religiosa dal mondo islamico.

Ah, dimenticavo: di tutto quello che ho scritto, sui mass-media nazionali e internazionali voi, naturalmente, NON AVETE NE’ LETTO NE’ VISTO NE’ ASCOLTATO NULLA.

Gli Ād e i Thamūd

  • QUESTE SONO PAROLE D’IDDIO, Sura XXIX – Ayah 38:

وَعَادًا وَثَمُودَ وَقَدْ تَبَيَّنَ لَكُمْ مِنْ مَسَاكِنِهِمْ وَزَيَّنَ لَهُمُ الشَّيْطَانُ أَعْمَالَهُمْ فَصَدَّهُمْ عَنِ السَّبِيلِ وَكَانُوا مُسْتَبْصِرِينَ.38

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    E (distruggemmo) gli ’Ad e i Thamūd, come vedete chiaramente dai ruderi delle loro sedi! Sciayṭān, facendo apparire loro bella la loro condotta, li aveva allontanati dalla buona via, benché fossero dotati di raziocinio. (38)
  • Nota
    Allàh, l’Altissimo, menziona due popoli dell’Arabia antica, gli Āditi e i Thamuditi che furono distrutti per aver rifiutato di credere al messaggio di liberazione dal fuoco portato loro dai Messaggeri di Allàh, su loro la pace. Causa del loro fuorviamento, benché fossero dotati di raziocinio, furono gli inganni del Diavolo, il quale facendo apparire belle le brutte azioni, allontana dalla buona via, a cui i Messaggeri di Allàh, l’Altissimo, invitano a tornare.

062

Khutbah della veridicità

Nel nome di Allàh,
il Sommamente Misericordioso il Clementissimo.

Unicamente Allàh, l’Altissimo, ha titolo per essere Degnissimo di Lode, per cui noi, suoi servi fedeli, soltanto a Lui innalziamo la lode e il ringraziamento; soltanto a Lui rivolgiamo la nostra invocazione di soccorso, soltanto a Lui chiediamo protezione dalle nostre passioni e dalle nostre trasgressioni; a Lui soltanto chiediamo perdono e a Lui, rifulga lo splendor della Sua Luce, chiediamo la guida sul retto sentiero. Infatti, solamente chi è guidato da Allàh cammina sulla retta via, mentre, per colui che Allàh non guida, non si troverà maestro in grado di metterlo sulla retta via.

Rendo testimonianza che non c’è divinità, tranne Allàh, il Quale è Uno, Unico e Uni-personale, il Quale non generò né fu generato, il Quale a nessun titolo ha compartecipi nella Sua Qualità divina. Egli, infatti, è l’unico Creatore, l’unico Autore delle leggi che governano il creato, il Quale è Unico nella Onni-potenza, nella Onniscienza, nella Onnipresenza, nella Onniaudienza, nella Onnivedenza, ed è Unico nell’Onniagenza. Egli perdona le trasgressioni e accetta il pentimento, ma è severo nel castigo.

Rendo testimonianza che Muhàmmad è Apostolo e Messaggero di Allàh, dal Quale fu inviato, come misericordia per tutti gli universi, con il Codice di vita per la salvezza dal fuoco e la Religione della Verità Oggettiva, per oscurare ogni altra verità. Egli, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, portò a termine la Sua missione, sforzandosi per il trionfo della Parola di Allàh su qualsiasi parola dell’uomo, fino a quando rese l’anima al suo Signore, lasciandoci un’eredità la cui notte è luminosa come il giorno, e di essa non fa tesoro solo chi è destinato alla perdizione.

O Allàh, benedici il Tuo servo e Apostolo Muhammad, dopo il quale non ci saranno più Messaggeri, la sua Famiglia e i suoi Compagni.

Fratelli e Sorelle carissimi, vi esorto ed esorto me stesso al Timore di Allàh e all’obbedienza ai Suoi Comandamenti; vi metto, inoltre, in guardia dalla disobbedienza alle sue norme di fare e ai suoi divieti, perché un giorno,  “gli uomini saranno fatti uscire per categorie, affinché vedano le loro azioni. (6) Chi fece tanto bene quanto il peso di un atomo, lo vedrà (7) e chi fece tanto male quanto il peso di un atomo, lo vedrà  (8)”  [Sura del Terremoto / 99/ a.a. 6-7-8] .

 -O-

Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
l
a lode tutta appartiene ad Allah, al Quale noi chiediamo di dare la pace e benedire il Suo Messaggero, Muhàmmad, nostra Guida e nostro Modello esemplare di comportamento. Da pochi giorni siamo entrati nell’anno 1439 dell’Egira, l’Era Musulmana, che ebbe inizio nell’anno 622 dell’Era Crstiana, nel quale furono poste le basi della <polis> del Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria [Madinatu-n-Nabī], la quale ebbe per suo ordinamento etico-giuridico Il Sublime Corano e la Nobile Sunna, che sono il binario normativo, su cui si fonda l’Islàm.

É sempre cosa utile ricordare al musulmano la sua Religione, perché sia pronto a farne informazione, a chi non sa. Per questo parleremo dell’Islàm, facendolo, sperabilmente, se Allàh vuole, con precisione linguistica e chiarezza concettuale.

Sono quattro gli aspetti fondamentali dell’Islàm: 1 – il Credo (al-’aqīdah); 2 il Culto (al- ‘ibādah) – 3 – la Legge (sh-Sharī‛ah); 4 l’Etica (al- akhlāq).

L’Autore del Sublime Corano, Allàh, rifulga lo splendore della Sua Luce, in due terzi del Suo Libro parla di etica e detta norme di comportamento per l’uomo, mentre in un terzo parla del credo, del culto e della legge.

Il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, ebbe un comportamento esemplare, anche prima di ricevere dall’Altissimo l’investitura apostolico-profetica; difatti, era conosciuto da tutti i suoi concittadini con il soprannome di aṣ-Ṣādiq (il sincero) al-amīn (il fidato).

Anche i suoi nemici ci danno la prova di quanto egli, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, fosse persona meritevole di completa fiducia, per la sua condotta specchiata e illibata.

Un giorno, egli radunò i nobili Quraysh, e tenne loro un discorso, nel quale disse, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria: “Se vi dicessi che dietro questa montagna si trova un’armata pronta ad attaccarvi mi credereste?”. “Sì, certamente” risposero. “Ebbene io sono un ammonitore venuto a voi, prima che vi colpisca una punizione terribile”. Suo zio Abu Lahab gli gridò: <Tabbat yadā-k!> una maledizione, a cui Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, rispose con la sura al-màsad: <<< Tàbbat yadā abī làhabin wa tabb!>>>.

Un giorno egli, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, contrasse un debito e promise al creditore che lo avrebbe pagato il giorno dopo indicando ora e luogo. L’uomo dimenticò di andare all’appuntamento, ma per tre giorni il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, si recò nel luogo e nell’ora stabilita per saldare e, quando incontrò l’uomo, fattagli memoria del debito e dell’appuntamento, saldò.

Egli, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, non mentì mai! Non mentì nemmeno quando non è illecito mentire: al nemico in tempo di guerra, per riappacificare due litiganti, o mentire nel rapporto coniugale, dicendo alla moglie: “Sei bella come un angelo!”, quando si sa che non è possibile.

La menzogna è un comportamento abominevole e, quindi, non ha cittadinanza nella mente del musulmano ed è estranea alla sua linea di condotta e ancora più abominevole, se si può dire così, è quella menzogna che si chiama calunnia, cioè l’attribuzione a qualcuno di un fatto previsto come reato punibile dal codice penale islamico, sapendolo innocente.

Un giorno, un musulmano, passando davanti a una casa, vide in essa uno scudo dentro un sacco di farina e lo rubò. Quando il proprietario dello scudo si accorse della della sua sparizione seguì le tracce della farina e giunse alla casa del ladro, nella quale abitavano tre fratelli.

Il misfatto fu denunciato al Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, il quale convocò subito il maggiore dei fratelli. Nel frattempo gli altri fratelli, per evitare l’applicazione della pena, presero lo scudo, lo nascosero dietro la casa del loro vicino, che era un ebreo e poi andarono in soccorso al fratello e, mentendo, dissero al Profeta (saws) che il ladro in verità era l’ebreo.

Il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, trovato lo scudo in casa dell’ebreo, stava per ordinare l’applicazione della pena prevista per il furto, ma Allah, rifulga lo splendor della Sua Luce, intervenne, rivelando l’innocenza dell’ebreo e la menzogna, il tradimento e la complicità dei fratelli, con la Rivelazione delle ayāt [dal 105 al 113 della Sura delle donne [la quarta]:

<<<In verità, Noi ti abbiamo fatto scendere il Libro con la verità, affinché tu giudichi tra gli uomini in base a ciò che Allàh ti ha fatto vedere. Non esser difensore dei traditori.(105) e chiedi perdono ad Allàh. In verità, Allàh è Perdonatore e Clementissimo.(106) Non disputare in favore di coloro, che tradiscono loro stessi. Allàh non ama coloro che sono traditori e delinquenti.(107) Essi cercano di nascondersi agli occhi della gente, ma non riescono a nascondersi ad Allàh. Allàh, infatti, è con loro quando, di notte, complottano con discorsi che ad Allàh non piacciono. Allàh conosce a fondo ciò che fanno.(108) Voi avete fatto discussioni tra di voi sul loro conto, in questa vita terrena, ma chi discuterà con Allàh sul loro conto nel giorno della resurrezione o chi sarà garante per loro? (109) Chi fa del male e nuoce a se medesimo, se, poi, chiede il perdono di Allàh, troverà Allàh Perdonatore e Clementissimo.(110) Chi commette un peccato non lo commette che contro se stesso e Allàh è Sciente e Sapiente.(111) Chi commette un peccato o un crimine, accusando poi di esso un innocente, si macchia di una calunnia e di un crimine manifesto.(112) Se non fosse stato perché tu sei nella grazia di Allàh e nella Sua misericordia, un gruppo di loro, con piacere, ti avrebbe messo fuori strada, ma essi non mettono fuori strada che loro medesimi e non possono nuocerti per nulla. Allàh ha fatto scendere su di te il Libro, la Sapienza e ti ha insegnato ciò che tu non sapevi. Immensa è la grazia di Allàh nei tuoi confronti.(113)”.

 -O-

Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
facciamo tesoro di questi insegnamenti salutari per l’anima. Mantenere gli impegni puntualmente e dire sempre la verità, soprattutto quando si tratta di testimonianza davanti a un’Autorità islamica giudicante. La testimonianza ha sempre da essere veritiera, anche se debba essere a svantaggio dei nostri padri, fratelli o amici e anche se sia a favore di un non musulmano.

chiedo, infine, ad Allàh di perdonare tutte le mie trasgressioni, di perdonare quelle vostre e quelle di tutti i Musulmani.

Chiedeteglielo anche voi perdono! In verità, Egli è il Clementissimo e il Perdonatore.

Un’azione immonda

  • QUESTE SONO PAROLE D’IDDIO, Sura XXIX – Ayàt 28-29:

وَلُوطًا إِذْ قَالَ لِقَوْمِهِ إِنَّكُمْ لَتَأْتُونَ الْفَاحِشَةَ مَا سَبَقَكُمْ بِهَا مِنْ أَحَدٍ مِنَ الْعَالَمِينَ.28
أَئِنَّكُمْ لَتَأْتُونَ الرِّجَالَ وَتَقْطَعُونَ السَّبِيلَ وَتَأْتُونَ فِي نَادِيكُمْ الْمُنكَرَ فَمَا كَانَ جَوَابَ قَوْمِهِ إِلاَّ أَنْ قَالُوا ائْتِنَا بِعَذَابِ اللَّهِ إِنْ كُنتَ مِنَ الصَّادِقِينَ.29

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    Pure Lūth (Lot). Egli disse al suo popolo: “Voi commettete un’azione immonda, nella quale nessuno vi ha preceduto tra le creature. (28) Perché ve la fate con gli uomini, esercitate il brigantaggio sulle strade, e commettete cose ripugnanti nelle vostre riunioni?” La risposta del suo popolo fu: “Portaci il castigo di Allàh, se sei uno di quelli che dicono la verità!”. (29)
  • Nota
    Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, per bocca di Lot definisce la sodomia [esercizio dell’omosessualità praticata dagli abitanti di Sodoma e Gomorra (le città capovolte)] azione immonda e cosa ripugnante.

064

I credenti e gli ipocriti

  • QUESTE SONO PAROLE D’IDDIO, Sura XXIX – Ayah 11:

وَلَيَعْلَمَنَّ اللَّهُ الَّذِينَ آمَنُوا وَلَيَعْلَمَنَّ الْمُنَافِقِينَ.11

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    Allàh conosce a fondo coloro che credono e conosce a fondo gli ipocriti (al-munafiqūn)!(11)
  • Nota
    Gli ipocriti sono coloro i quali hanno una malattia nel cuore. Essi fingono di essere credenti, mettendo in pratica le regole, ma nel loro intimo non credono [nella paternità divina del Corano e nella missione di Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria]. Il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria ne ha dato tre caratteristiche: 1) Quando parlano, mentono; 2) quando promettono, non mantengono; 3) quando gli affidi qualcosa, non la restituiscono [o come disse, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria].

066

BOICOTTIAMO!
I prodotti che
i musulmani NON devono comprare

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