Raǧab 1437

Nel nome di Allàh,
il Sommamente Misericordioso 
il Clementissimo

La lode appartiene ad Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce.
Sì! Unicamente Allàh l’Altissimo ha titolo per essere lodato.

Sia Lodato Allàh per la Grazia dell’Islàm, che ci ha elargito.
Potente ed Eccelso Egli è!

La Lode appartiene ad Allàh, il Quale ci ha guidato alla Sua Luce, alla quale mai saremmo arrivati, se Egli non ci avesse guidato.

Noi, di Lui servi e bisognosi della Sua Misericordia, soltanto a Lui innalziamo la nostra lode e rivolgiamo il nostro ringraziamento, solamente a Lui nel bisogno rivolgiamo la nostra invocazione di soccorso, soltanto a Lui chiediamo la protezione dalle nostre deleterie passioni e dalle disastrose conseguenze delle nostre trasgressioni.

A Lui soltanto chiediamo perdono e a Lui chiediamo di guidarci sul retto sentiero.

Solamente chi è guidato da Allàh, infatti, cammina sulla retta via, mentre per colui che Allàh non guida non si troverà mai un maestro in grado di riportarlo sulla retta via.

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Io rendo testimonianza che non c’è divinità, tranne Allàh, il Quale è Uno, Unico e Uni-personale, il Quale non generò né fu generato, il Quale non ha compartecipi a nessun titolo della Sua Qualità divina. Egli, il Sommamente Misericordioso, il Clementissimo, perdona tutte le nostre trasgressioni, tranne l’associare a Lui nel culto una Sua creatura. Egli accetta il pentimento ed esaudisce la richiesta di Perdono, ma è severo nel castigo.

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Rendo testimonianza che Muhàmmad, Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, è Apostolo e Messaggero di Allàh, dal Quale fu inviato come misericordia per tutti gli universi con il Codice di vita per la salvezza dal fuoco e la Religione della Verità Oggettiva per oscurare ogni verità soggettiva.

Egli, che Allàh lo benedica e l’ abbia in gloria, portò a termine la Sua missione, sforzandosi per il trionfo della Parola di Allàh, l’Altissimo, su qualsiasi parola dell’uomo, fino a quando rese l’anima ad Allàh, il suo Amico Intimo, lasciandoci un’eredità, la cui notte è luminosa come il giorno e di essa non fa tesoro solo chi è destinato alla perdizione eterna.

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O Allàh, benedici ed abbi in gloria il Tuo servo e Apostolo Muhammad, dopo il quale non ci furono e non ci saranno più Messaggeri. Compiaciti della la sua Famiglia, dei suoi Successori Ben Guidati, Abu Bàkr, Omar, Othmàn e Alì e di tutti i Compagni, i quali, educati dal Suo insegnamento, hanno portato al mondo il Sublime Corano e la Sua Nobile Sunna.

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O Servi del Sommamente Misericordioso, vi esorto ed esorto me stesso al Timore di Allàh e all’obbedienza ai Suoi Comandamenti e vi metto in guardia dalla disobbedienza alle sue norme di fare e ai suoi divieti, perché un giorno, gli uomini saranno fatti uscire per categorie, affinché vedano le loro azioni. (6) Chi fece tanto bene quanto il peso di un atomo, lo vedrà (7) e chi fece tanto male quanto il peso di un atomo, lo vedrà (8)”.
[Sura del Terremoto / 99/ a.a. 6-7-8].

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Eccellenti fratelli ed eccellenti sorelle nell’Islàm,
Oggi ha inizio il mese di RÀGIAB dell’anno egiriano 1437, il settimo mese dell’anno lunare [egiriano], uno dei quattro mesi sacri,  già venerato dagli Arabi dell’era precedente l’avvento dell’Islàm, poiché in esso, come negli altri tre, le tribù battagliere dell’Arabia in perenne conflitto tra loro deponevano le armi.

In questo mese, come tutti voi ben sapete, ebbe luogo, nella notte del giorno 27, l’evento miracoloso, del quale Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, fa cenno nella prima àyah della Sura XII del Sublime Corano, intitolata àsra (fece viaggiare), quando dice: 

Incondivisa è la divinità di Colui, che, in una notte, fece viaggiare il suo servo dalla Sacra Moschea alla Moschea al-àqṣā [Remota], di cui benedicemmo i dintorni – per mostrargli alcuni nostri segni. In verità, Egli è l’Audiente, l’Osservatore.

In quella notte benedetta avvenne il miracolo riassunto nelle tre parole: al-Isrā‹ wa l-mì‛rāǧ “il viaggio notturno e l’ascensione”.

Infatti, nel corso di quella notte benedetta, a partire dal calar delle tenebre fino all’alba, il profeta Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, fu protagonista, per volere di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, di uno dei Miracoli dell’Onnipotenza divina: egli, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, fu trasportato dalla Moschea Sacra della Mecca alla Moschea Remota di Gerusalemme, da lì fu fatto ascendere alla Divina Presenza, dopo di che fu riportato, prima dell’alba, alla Mecca.

In quella notte benedetta, il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria ricevette, direttamente da Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, il Comandamento dell’esecuzione quotidiana di cinque riti di adorazione.

In questo mese, 11 anni dopo, ebbe luogo un altro importantissimo evento nell’oasi di Tabūk a ridosso della frontiera dell’Arabia con la provincia Siriana dell’Impero Bizantino: il Discorso [la Khutbah] del Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, che potremmo definire “il Pentacontalogo di Tabūk”.

Notizie giunte a Medina di poderosi movimenti di truppe imperiali di Bisanzio in Siria determinarono il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, di recarsi alla testa di una armata al confine settentrionale dello Stato Islamocratico, da lui fondato a Medina, per bloccare l’invasione, di cui i movimenti di truppe bizantine ai confini d’Arabia facevano prevedere l’imminenza.

Gli strateghi bizantini, impressionati dalla mossa del Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, che aveva affrontato condizioni climatiche proibitive, non si mossero e il Profeta, che Allah lo benedica e l’abbia in gloria, fece sosta nell’oasi per qualche tempo, durante il quale fece la famosissima Khutba, passata alla storia come la Khutbah di Tabūk, che formerà il tema delle khutab del giumu’ah di questo mese.

L’Apostolo di Allàh, che Allàh lo benedica e l’abbia
in gloria, dopo avere lodato e glorificato Allàh,
rifulga lo splendore della Sua Luce, disse:

1 – In verità, il Libro di Allàh è il discorso più attendibile.

Il Sublime Corano è certamente il “Discorso più attendibile” poiché il suo Autore è Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, del quale uno dei novantanove bellissimi nomi è IL TESTIMONE.

2 – Il sostegno più affidabile è la parola del Timor di Allàh.

Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, dice: “Fate provvista, ma il Timore di Allàh è la migliore delle provviste”. Certamente, la parola che sgorga da un cuore tutto occupato dal Timore di Allàh, è una parola su cui si può fare completo affidamento.

3 – Il credo migliore è il credo di Ibrāhīm

Il credo del profeta Ibrāhīm, su lui la pace, è il credo migliore, perché si fonda sulla certezza dell’unità, unicità, uni-personalità di Allàh.

4 – La pratica di vita migliore è la sunna di Muhàmmad

Infatti, quando chiesero a ‘Āishah, che Allàh si compiaccia di lei di dire chi era Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, disse: “Era un Corano che cammina sulla terra!”.

5 – Il detto più nobile è il Ricordo di Allàh

Il Ricordo di Allàh è fonte di serenità per i cuori e è la più alta espressione del ricordo di Allàh della Umma muhàmmadica è la recitazione salmodiata del Sublime Corano

6 – Il racconto più bello è questo Corano

Sì! Veramente il Racconto più bello è il Sublime Corano! Allàh è bello e ama la bellezza e il Sublime Corano è ineguagliabile

7 – Il meglio negli affari (religiosi) è l’equilibrio

Tutte le norme che regolano la vita del credente nella paternità divina del Sublime Corano e nella missione apostolico-profetica di Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, hanno per scopo la realizzazione dell’equilibrio nella medierà tra possibili estremi.

8 – Il peggio negli affari (religiosi) è il modificarli

La peggior cosa che il musulmano possa fare è di fare modifiche alle regole del Sublime Corano e della nobile sunna. Infatti, come disse il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, ogni modifica è innovazione, ogni innovazione è fuorviamento e ogni fuorviamento è nel fuoco.

9 – La guida migliore è la guida dei Profeti

Sì! Perché l’essenza della loro guida è la proclamazione del tawḥīd: l’unità, l’unicità e l’uni personalità di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, il fondamento del retto sentiero che conduce al Paradiso.

10 – Il modo più nobile di morire è il martirio

Il martirio è il sacrificio della vita per la Causa di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, quando esso viene realizzato nell’osservanza del divieto di suicidio a scopo terroristico, fuori dalle condizioni previste dal codice di guerra dell’Islàm, che regola il comportamento che i combattenti hanno da osservare durante lo svolgimento delle operazioni di guerra, a cui i credenti sono costretti dall’aggressione militare delle potenze, che temono il Messaggio di liberazione dell’uomo dal dominio dell’uomo.

Eccellenti fratelli ed eccellenti sorella nell’Islàm,
Invochiamo Allàh, l’Altissimo, con le parole del Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria

Allāhùmma, bārik la-nā fī Ràgiaba wa Sha’bāna
wa bàlligh-nā Ramaḍān!

Allah, fa’ scendere su noi la Tua Benedizione nei mesi di Ràgiab e Sha’bān e facci giungere fino a Ramadàn”.

Prepariamoci a camminare sulle orme del Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, quanto alle devozioni supererogatorie di Ràǧab in preparazione del Mese Santo di Ramadàn, per acquistare meriti per la vita futura e ciò in ossequio all’ayah che dice: “C’è per voi nell’Apostolo di Allàh un modello esemplare di comportamento”.

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Chiedo protezione ad Allàh contro Satana il Lapidato!

Che Allàh, grazie al Suo Libro, nel quale non insegna niente altro che la verità e non denuncia nient’altro che la falsità, mi guidi sempre sulla retta via e così guidi voi. Chiedo ad Allàh di perdonare tutte le mie trasgressioni, di perdonare quelle vostre e quelle di tutti i Musulmani.

Chiedeteglielo il perdono!

In Verità, Egli è il Clementissimo e il Perdonatore.