La parola nel social network

Nel nome di Allàh,
il Sommamente Misericordioso il Clementissimo.

Unicamente Allàh, l’Altissimo, ha titolo per essere Degnissimo di Lode, per cui noi, suoi servi fedeli, soltanto a Lui innalziamo la lode e il ringraziamento; soltanto a Lui rivolgiamo la nostra invocazione di soccorso, soltanto a Lui chiediamo protezione dalle nostre passioni e dalle nostre trasgressioni; a Lui soltanto chiediamo perdono e a Lui, rifulga lo splendor della Sua Luce, chiediamo la guida sul retto sentiero. Infatti, solamente chi è guidato da Allàh cammina sulla retta via, mentre, per colui che Allàh non guida, non si troverà maestro in grado di metterlo sulla retta via.

Rendo testimonianza che non c’è divinità, tranne Allàh, il Quale è Uno, Unico e Uni-personale, il Quale non generò né fu generato, il Quale a nessun titolo ha compartecipi nella Sua Qualità divina. Egli, infatti, è l’unico Creatore, l’unico Autore delle leggi che governano il creato, il Quale è Unico nella Onni-potenza, nella Onniscienza, nella Onnipresenza, nella Onniaudienza, nella Onnivedenza, ed è Unico nell’Onniagenza. Egli perdona le trasgressioni e accetta il pentimento, ma è severo nel castigo.

Rendo testimonianza che Muhàmmad è Apostolo e Messaggero di Allàh, dal Quale fu inviato, come misericordia per tutti gli universi, con il Codice di vita per la salvezza dal fuoco e la Religione della Verità Oggettiva, per oscurare ogni altra verità. Egli, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, portò a termine la Sua missione, sforzandosi per il trionfo della Parola di Allàh su qualsiasi parola dell’uomo, fino a quando rese l’anima al suo Signore, lasciandoci un’eredità la cui notte è luminosa come il giorno, e di essa non fa tesoro solo chi è destinato alla perdizione.

O Allàh, benedici il Tuo servo e Apostolo Muhammad, dopo il quale non ci saranno più Messaggeri, la sua Famiglia e i suoi Compagni.

Fratelli e Sorelle carissimi, vi esorto ed esorto me stesso al Timore di Allàh e all’obbedienza ai Suoi Comandamenti; vi metto, inoltre, in guardia dalla disobbedienza alle sue norme di fare e ai suoi divieti, perché un giorno,  “gli uomini saranno fatti uscire per categorie, affinché vedano le loro azioni. (6) Chi fece tanto bene quanto il peso di un atomo, lo vedrà (7) e chi fece tanto male quanto il peso di un atomo, lo vedrà  (8)”  [Sura del Terremoto / 99/ a.a. 6-7-8] .

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Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
nel Sublime Corano la buona parola è associata al timore di Allàh (al-tàqwa). Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, infatti, esorta al Timore di Allàh congiuntamente all’uso giudizioso della parola quando dice: O voi che credete, siate timorati e dite parole assennate (giuste, rette, a proposito, pertinenti, giudiziose, convenienti, adeguate, assennate, in cui si esprima fortemente la vostra identità islamica). Allàh aggiusterà le vostre azioni e perdonerà i vostri peccati e (sappiate che) chi obbedisce ad Allàh e al suo Apostolo trionferà con trionfo sublime!” (Corano: al-ahzàb (i confederati) – Sura XXXIII – àyah 70).

E dice, ancora: Chi è migliore, quanto a parola, di chi invita ad Allàh e si comporta correttamente e dice: Io sono uno dei Musulmani!?(Corano: Fussilat – Sura XLI – àyah 33).

La buona parola esprime l’eccellenza della fede nel cuore, sicché quando la buona parola viene meno, ciò significa che anche la fede e uscita dal cuore. C’è un lungo hadìth nel quale il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, mette in guardia dal malgoverno della lingua, causa di perdizione dell’uomo:

… Disse (l’Apostolo di Allàh, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria): Ti informo pure della cosa più importante della vita, della colonna portante della cosa più importante della vita e del suo culmine?”.

Dissi (è Mu’àz bi Giàbal – Allàh si compiaccia di lui – che racconta): “Sì, o Apostolo di Allàh!”.

Disse: “La cosa più importante della vita è l’Islàm, la colonna portante dell’Islàm è il rito di adorazione e il suo culmine è lo sforzo per l’affermazione del primato della Parola di Allàh  (il Creatore) su qualsiasi parola dell’uomo (la creatura)! Ti informo pure di come mantenere il possesso di tutto questo?”.

Dissi: “Sì, o Apostolo di Allàh!”. Allora egli, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, prese tra l’indice e il pollice la punta della sua lingua, la agitò e dopo averla lasciata disse:

“Sta’ in guardia da questa!”.

Dissi: “O Profeta di Allàh, saremo forse puniti per quello che diciamo?”.

Disse, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria:

“Non t’avesse mai partorito tua madre, o Mu’àz! Che cosa fa precipitare gli uomini nell’inferno a testa in giù, se non il raccolto di ciò che hanno seminato le loro lingue?” [O come disse, che Allàh lo benedica e l'abbia in gloria].

Disse l’Imām Alī, che Allàh si compiaccia di lui: “L’uomo è nascosto sotto la sua lingua, quando apre bocca si scopre (fa sapere chi è!)” [o come disse].

Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
dobbiamo far tesoro di questi insegnamenti e metterli in pratica nella nostra vita di relazione sia con i buoni che con i cattivi. Dobbiamo sempre esercitare uno stretto controllo della nostra lingua, che ha da essere un biglietto da visita della nostra appartenenza a quella categoria di uomini a cui Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, dice: <<<Siete il fior fiore della creazione>>>.

La nostra posizione nella creazione è altolocata e altolocato ha da essere il nostro linguaggio, il nostro modo di esprimerci con un alto livello di proprietà e di eleganza, con argomentazioni ragionate e con un linguaggio scevro di espressioni incivili e di parole che si usano nei bassifondi della cultura.

Noi dobbiamo ricordare che l’uso di espressioni gergali tipiche della dilagante scostumatezza è completamente estranea alla nostra linea di condotta e, quindi, non cadere nel tranello di Shayṭān del battibecco, durante il quale viene crearsi un clima favorevole allo scivolone verbale di livello squallido, che poi ti resta appiccicato vita natural durante.

Prudenza, quindi, soprattutto nelle esternazioni nei social network. Ricordiamoci che siamo musulmani e non dobbiamo uniformarci al linguaggio volgare, molto spesso usato da coloro che la pensano diversamente da noi. Noi non abbiamo <la verità in tasca> ce l’abbiamo nella mente, grazie ad Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, per cui nell’esporla dobbiamo usare un linguaggio <pulito>.  

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chiedo, infine, ad Allàh di perdonare tutte le mie trasgressioni, di perdonare quelle vostre e quelle di tutti i Musulmani.

Chiedeteglielo anche voi perdono! In verità, Egli è il Clementissimo e il Perdonatore.