La fede

Nel nome di Allàh,
il Sommamente Misericordioso 
il Clementissimo

Unicamente Allàh, l’Altissimo, ha da esser il Destinatario di ogni Lode ed è per questo, che noi, suoi servi fedeli, a Lui soltanto la nostra lode innalziamo; e soltanto di Lui, l’Onnipotente, noi nel bisogno invochiamo il soccorso; soltanto a Lui, il Misericordioso il Clementissimo, va, in ogni caso, il nostro ringraziamento; soltanto a Lui noi chiediamo protezione dalle nostre passioni e dalle nostre trasgressioni. Soltanto a Lui, noi suoi servi chiediamo perdono e a Lui chiediamo di guidarci sul retto sentiero e di no farci da esso deviare. Infatti chi solamente colui che è guidato da Allàh cammina sul sentiero della rettitudine, il sentiero della rettitudine che a Lui conduce, mentre per colui che Allàh non guida, non troverai maestro capace di portarlo sulla retta via.

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Rendo testimonianza che non c’è divinità tranne Allàh, l’Uno, l’Unico e Uni-personale,il Quale non generò né fu generato il Quale non ha compartecipi nella Sua divinità. Rendo testimonianza che Muhàmmad, Allàh lo benedica e l’abbia in gloria è Apostolo e Messaggero di Allàh, dal Quale, rifulga lo splendor della Sua Luce,fu inviato come misericordia per tutti gli universi con la visione reale del mondo e il Codice di vita, che offre all’uomo l’unica via d percorrere ottenere per la salvezza dal fuoco, non senza il concorso decisivo della Misericordia di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce. O Allàh, benedici ed abbi in gloria il Tuo servo e apostolo Muhammad, i suoi Familiari e i suoi Compagni, che Allàh si compiaccia di loro

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Cari fratelli e sorelle nella fede,
Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, ci rappresenta nel Sublime Corano, la Sua Parola divina, in lingua araba pura, la missione apostolico-profetica di Nuḥ, il profeta Noè, su lui la pace, e ne fa un esempio per tutti i Musulmani, che vivono in ambienti governati da sistemi, i quali, pur nelle loro diversità storiche, sono tutti espressione del dominio dell’uomo sull’uomo, che si realizzano in culti idolatrici di persone, animali, cose, ciascuno dei quali ha i propri sacerdoti, riti, libri sacri, pellegrinaggi, digiuni come elaborazioni diaboliche, finalizzate a dirottare l’uomo dal sentiero che porta ad Allàh, rifulga lo splendor della sua Luce, quando su esso egli cammini e/o a tenerlo lontano da esso. Nuḥ, su lui la pace, fu suscitato in un popolo idolatra per richiamare gli adoratori di idoli del suo tempo al culto del Creatore, Uno, Unico e Uni-personale. Egli – su lui la pace – continuò a invitare il suo popolo all’Islam per 950 anni, chiamando di giorno e di notte, in pubblico e in segreto, parlando a gruppi e a singoli e il risultato fu che egli, rivolto al Signore, disse: “Mi hanno disobbedito seguendo coloro i cui beni e figli non fanno che aumentarne la rovina…), Noè, 21.

Quante furono le persone, uomini e donne, che seguirono Noè, profeta di Allàh, predicatore dell’obbedienza e della dedizione totale ad Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, di preciso non è dato sapere. Certamente non furono molti i Musulmani dell’epoca, che furono risparmiati dal diluvio nell’Arca; alcuni dicono che furono cento altri che furono 300. Furono musulmani gli uomini e le donne che sbarcarono dall’arca dopo il diluvio, credenti in Allàh e seguaci del di Lui profeta, su lui la pace, ma le loro discendenze, diffondendosi sulla terra e con il passare del tempo, si lasciarono ingannare dalla vita terrena e da Satana a proposito a proposito di Allàh, che inventò per la loro adorazione divinità fittizie, che furono adorate invece di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, che è, per diritto di creazione, l’unico titolare del diritto di essere adorato dalle Sue Creature.

Nonostante i multiformi sacrilegi dell’umanità e le orripilanti offese alla maestà divina, Il Sommamente Misericordioso Allah inviò migliaia di Profeti e Messaggeri dopo di Noè, su lui la pace nel corso della storia dell’umanità, perché la presenza della fede in Lui nel cuore dell’uomo è qualcosa di grandemente importante ai “Suoi occhi” anche se l’uomo non se ne rende conto. Per Allàh, l’Altissimo, non ha importanza, è irrilevante il numero di coloro che credono e obbediscono, perché il Suo essere “divinità” non è dipendente dal credo e dall’obbedienza della creatura. Il primo uomo e la prima donna furono creati per vivere in Paradiso, peccarono, si pentirono, furono perdonati, furono fatti scendere sulla terra e la Misericordia senza limiti di Allàh, rifulga lo splendor della sua Luce, diede loro la via per recuperare nella vita futura il Paradiso perduto dei primi progenitori: l’Islàm e dopo le innumerevoli espressioni della Sua Misericordia e Clemenza verso gli uomini nel corso della storia, con l’invio dei Messaggeri e dei Libri, per riportare la creatura umana sulla via della salvezza dal fuoco, ecco l’infinita Misericordia si manifesta nella Missione Apostolico-profetica di Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, nel quale si concentra il culmine della perfezione umana e nella Rivelazione del Sublime Corano, che è la Sua Stessa Parola, fatta realtà esistenziale nei suoni della lingua araba e nelle lettere del suo alfabeto.

Gli scienziati nelle loro ricerche hanno scoperto l’esistenza di certe realtà del macro-cosmo e del micro-cosmo che, oggettivamente, non possono non condurre alla fede in Allah, Creatore del macro-cosmo e del micro-cosmo, investigati dalla scienza moderna. I corpi celesti viaggiano a velocità altissime e in tutte le direzioni, su traiettorie che obbediscono a rapporti gravitazionali, senza mai scontrarsi. È assolutamente impensabile, umanamente, che questo meraviglioso equilibrio con i suoi fenomeni permanenti sia frutto del caso, mentre è ragionevolmente pensabile, che esso sia frutto del disegno di una intelligenza onnipotente. La distanza fra la terra e il sole, ad esempio, è costante, se la terra fosse stata più vicina al sole sarebbe stata un infuocato deserto e se fosse stata più lontana sarebbe stata un gelido pianeta senza vita. Ci sono dei batteri che si nutrono degli scarti accumulati nei peli assorbenti delle radici delle piante. Se non ci fossero più questi batteri, le piante, non potendo più assorbire acqua, morirebbero e la vita – per tutti – diventerebbe impossibile.

Queste realtà evidenti mostrano allo scienziato che c’è Qualcuno dietro esse, sono parole di qualche scienziato, ma lui rifiuta di riconoscere che l’Autore del tutto è Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce. Perché rifiuta? Perché Allàh, per motivi che noi non abbiamo titolo per sapere non apre il suo cuore alla Fede. Gli scienziati, se la fede dipendesse soltanto dal funzionamento razionale del cervello, dovrebbero essere le prime persone a credere in Allah Ta’ala, analizzando la questione con la logica, ma non lo sono, mentre lo sono, invece, i beduini e addirittura gli illetterati, ai quali il Generoso, per la loro onestà e la loro naturalezza, ha dato il dono della Fede.

Se questo ha un significato, come non può non averlo, esso non può essere altro che una scelta e selezione da parte di Allah, rifulga lo splendor della Sua Luce. Noi, non abbiamo fatto nulla per ricevere da Allah questo dono. Forse siamo stati persone poco per bene, ciononostante Egli con la Sua misericordia ci concede il Paradiso, altri invece con la Sua giustizia all’Inferno. Se tutti gli alberi fossero delle penne e tutti i mari fossero dell’inchiostro, e cercassimo di descrivere quanto dovremmo essere grati verso Allah, l’Altissimo, per la grazia della fede con la quale ha inondato i nostri cuori non ci riusciremmo, neanche consumando tutte le penne e tutto l’inchiostro. È il dono della fede derivante dall’insegnamento divino autentico, che promana dal Sublime Corano e dal magistero apostolico-profetico di Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, la luminosa fonte della sottomissione del nostro volere al volere di Allàh, amando quello che Egli ama e allontanandoci da ciò che Egli ha in odio. Quando irresistibilmente riconosciamo il dono di Allah, siamo coatti dalla grazia che abbiamo ricevuto a non trascurare gli obblighi, a non dimenticare i nostri fratelli e le nostre sorelle in difficoltà, a non dimenticare chi ha bisogno delle nostre preghiere. Il credente ha il cuore sempre sveglio, anche quando lui dorme; non dimentica tale salvifico dono, non dimentica Allah, nemmeno per un attimo: Lo ricorda e Lo ringrazia sempre e quando commette una trasgressione subito si pente; quando è in difficoltà subito Lo implora; quando ha denaro non dimentica il diritto di Allah, né i poveri, né i bisognosi; quando sa che il suo vicino ha fame spontaneamente prepara il cibo per due famiglie: la sua e quella del vicino, quando vede la turpitudine la rifiuta almeno con il cuore; non ignora gli obblighi, accampando delle scuse, ma trova buoni argomenti per giustificare la sua adesione alla religione; non fa comunella con chiunque, ma cerca, invece, la compagnia dei credenti, perché dalla loro frequentazione deriva un sostegno alla sua fede e un aiuto al miglioramento della sua condotta. La sua fede lo sollecita allo studio per essere i grado di comunicare il Messaggio di liberazione dell’uomo dal dominio dell’uomo, di cui l’Islàm è portatore, con precisione linguistica e chiarezza concettuale, per poter dare dell’Islàm l’esatta immagine, da contrapporre a tutte le mistificazioni e le deformazioni che ne fanno coloro che hanno in odio l’Islàm, perché padroni di uomini e loro parassiti, che hanno timore dell’adesione delle masse da loro sfruttate ed oppresse al messaggio di liberazione dell’uomo dal dominio dell’uomo, che esso veicola.

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O Allàh, benedici ed abbi in gloria il Tuo Servo e Apostolo Muhàmmad,

il quale portò a termine il compito che gli fu da Te affidato per la salvezza dell’umanità dal fuoco. Compiaciti della sua Famiglia, dei suoi quattro successori custodi dell’ortodossia islamica, Abu Bakr, Omar, Othmàn e Alì, di tutti i suoi Compagni e dei loro Seguaci, come pure di chi segue l’insegnamento del Profeta e pratica la sua linea di condotta; e, infine, compiaciti di noi in virtù della Tua clemenza, della Tua generosità e della Tua grazia.

O Allàh, dà gloria e potenza all’Islàm e ai musulmani!

O Allàh crea la concordia tra i loro cuori, unifica le loro schiere, raccogli nella Parola della Verità le loro diversità.

O Allàh, noi ti chiediamo tutto il bene di cui abbiamo conoscenza e di tutto quello che ignoriamo; e Ti chiediamo protezione dal male, di cui abbiamo conoscenza e di quello che non conosciamo; noi chiediamo il Tuo compiacimento e il Paradiso e chiediamo protezione dalla Tua riprovazione e dall’inferno.

O Allàh, rendici facile la vita, apri i nostri petti, soddisfa i nostri bisogni; non punirci per i nostri peccati, non distruggerci per quello che fanno gli stolti, proteggici dal male della corruzione sia di quella che si vede che da quella nascosta e tieni lontano da noi delle prove, dalle quali solo tu puoi tenerci indenni.

Signor nostro, abbiamo fatto torto a noi stessi e se Tu non ci perdoni e ci usi misericordia, finiremo tra i perdenti. O Signor nostro, dacci il bene nella vita terrena e il bene nella vita futura e scampaci dal fuoco.

O credenti,
Allàh ordina la giustizia, la buona condotta, di aiutare il prossimo e di proibisce le sconcezze le cose riprovevoli e l’iniquità. Vi esorta a riflettere perché siate consapevoli; perciò rammentatevi delle grazie di cui Allàh, rifulga lo splendore della Sua Luce, vi ricolma e siate a Lui riconoscenti per le Sue grazie! Ricordavi di Lui, perché il Ricordo di Lui è ancor più grande cosa. Sappiate che Allàh, l’Altissimo, conosce il vostro agire.

Concludo il mio discorso, chiedendo ad Allàh, l’Altissimo, di mantenermi sulla retta via e di mantenere su essa anche voi, grazie al Suo Libro Generoso.

Chiedo perdono ad Allàh per me, per voi e per tutti i Musulmani. Chiedete anche voi il Suo perdono!

In Verità, Egli è il Clementissimo Perdonatore.