Khutbah di capodanno 1438

Nel nome di Allàh,
il Sommamente Misericordioso il Clementissimo.

Unicamente Allàh, l’Altissimo, ha titolo per essere Degnissimo di Lode, per cui noi, suoi servi fedeli, soltanto a Lui innalziamo la lode e il ringraziamento; soltanto a Lui rivolgiamo la nostra invocazione di soccorso, soltanto a Lui chiediamo protezione dalle nostre passioni e dalle nostre trasgressioni; a Lui soltanto chiediamo perdono e a Lui, rifulga lo splendor della Sua Luce, chiediamo la guida sul retto sentiero. Infatti, solamente chi è guidato da Allàh cammina sulla retta via, mentre, per colui che Allàh non guida, non si troverà maestro in grado di metterlo sulla retta via.

Rendo testimonianza che non c’è divinità, tranne Allàh, il Quale è Uno, Unico e Uni-personale, il Quale non generò né fu generato, il Quale a nessun titolo ha compartecipi nella Sua Qualità divina. Egli, infatti, è l’unico Creatore, l’unico Autore delle leggi che governano il creato, il Quale è Unico nella Onni-potenza, nella Onniscienza, nella Onnipresenza, nella Onniaudienza, nella Onnivedenza, ed è Unico nell’Onniagenza. Egli perdona le trasgressioni e accetta il pentimento, ma è severo nel castigo.

Rendo testimonianza che Muhàmmad è Apostolo e Messaggero di Allàh, dal Quale fu inviato, come misericordia per tutti gli universi, con il Codice di vita per la salvezza dal fuoco e la Religione della Verità Oggettiva, per oscurare ogni altra verità. Egli, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, portò a termine la Sua missione, sforzandosi per il trionfo della Parola di Allàh su qualsiasi parola dell’uomo, fino a quando rese l’anima al suo Signore, lasciandoci un’eredità la cui notte è luminosa come il giorno, e di essa non fa tesoro solo chi è destinato alla perdizione.

O Allàh, benedici il Tuo servo e Apostolo Muhammad, dopo il quale non ci saranno più Messaggeri, la sua Famiglia e i suoi Compagni.

Fratelli e Sorelle carissimi, vi esorto ed esorto me stesso al Timore di Allàh e all’obbedienza ai Suoi Comandamenti; vi metto, inoltre, in guardia dalla disobbedienza alle sue norme di fare e ai suoi divieti, perché un giorno, gli uomini saranno fatti uscire per categorie, affinché vedano le loro azioni. (6) Chi fece tanto bene quanto il peso di un atomo, lo vedrà (7) e chi fece tanto male quanto il peso di un atomo, lo vedrà  (8)”  [Sura del Terremoto / 99/ a.a. 6-7-8] .

-O-

Egregi Fratelli e nobili Sorelle,
siamo per entrare nell’anno 1438 dell’Egira, con l’inizio del mese sacro di Muhàrram, un mese i digiuni del quale il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, ebbe a dire che vengono per importanza dopo il Digiuno del Mese di Ramadàn, che è il quarto pilastro dell’Islàm.

Anche quest’anno mi pare giusto ricordarlo, anche se, certamente, tutti voi già lo sapete (ma il ricordare giova a non dimenticare), il giorno nove e dieci c’è il digiuno facoltativo per commemorare la liberazione dalla schiavitù d’Egitto dei Musulmani seguaci di Mosè, su lui la Pace, il grande profeta di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, che ha invitato all’Islàm Faraone, il sovrano degli Egiziani del suo tempo, con gentilezza e intelligenza, come ordinato da Allàh.

Commemorazione dunque e ringraziamento e preghiera, affinché Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, liberi i suoi fedeli dei nostri giorni che sono oppressi e martoriati in Palestina, Libia, Siria, Irāq, Yemen, Somalia, Afghanistān, Burma, dai faraoni grandi e piccoli dei nostri giorni.

Esorto, quindi, voi ed esorto me stesso alla preghiera nel Timore di Allàh e all’obbedienza ai Suoi Comandamenti, mettendovi in guardia dal disobbedire alle sue norme e ai suoi divieti, perché nel giorno della Resurrezione gli uomini saranno fatti uscire per categorie, affinché vedano le loro azioni. (6) Chi fece tanto bene quanto il peso di un atomo, lo vedrà (7) e chi fece tanto male quanto il peso di un atomo, lo vedrà  (8)  [Sura del Terremoto / 99/ a.a. 6-7-8] .

In questi primi giorni dell’anno è doveroso ricordare che siamo Musulmani e che viviamo in un ambiente alieno, dove l’Islàm è mal visto, grazie anche a eventi spaventosi, che nulla hanno a che fare con l’Islàm, ma vengono propagandati come manifestazioni dell’Islàm, per terrorizzare le masse, che all’Islàm, se lo conoscessero come esso è, aderirebbero volentieri, per la sua idea forza che è la liberazione dell’uomo dal dominio dell’Uomo.

Il nostro dovere in questo ambiente è quello di sforzarci con la parola in difesa dell’Islàm, e, soprattutto, con il nostro comportamento, con la nostra linea di condotta, che deve essere traduzione in pratica in ogni sfera di comportamento delle norme del codice di vita che ci viene da Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, e dal nostro amato profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, sapiente maestro di vita e modello esemplare di quel comportamento caratterizzato dal rispetto della dignità della persona e di tutti i valori umani, da cui scaturisce la pace, la giustizia, l’armonia, la solidarietà, l’altruismo.

Conoscere bene per obbedire meglio che si può e dar l’esempio dell’equilibrio in tutte le cose, nel tradurre in pratica, in ogni azione, in ogni comportamento, in ogni discorso, la nostra obbedienza al Sublime Corano e alla Nobile Sunna, che sono i binari su cui ha da correre la nostra esistenza, sì da offrire agli altri gli effetti positivi per la vita individuale, familiare e sociale.

E questo ha da essere fatto con la consapevolezza di svolgere una missione di propaganda della verità e del bene per l’uomo, in quanto il messaggio che noi portiamo a voce e con l’esempio non è da creatura, ma dal Creatore e il Creatore vuole soltanto il bene della sua creatura, non solo in questa vita, ma anche in quella vita futura della cui esistenza Egli, rifulga lo splendor della Sua Luce ci ha dato molte prove nel Suo Libro Sapiente.

Abbiamo da essere esemplari e orgogliosi di non avere altro Signore che il Creatore dell’Universo, di non avere altro maestro di vita che il Profeta Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria.

Soltanto l’obbedienza autentica, che nasce dalla consapevolezza che il Sublime Corano è Parola Divina, farà di noi, sempre se Allàh vuole, degli esemplari messaggeri del Retto sentiero, da cui deriva l’effusione della grazia divina sulla vita terrena e la certa aspettativa del Paradiso nella vita futura.

Percorriamo noi, dunque, il retto sentiero, le coordinate del quale sono la Parola di Allàh, l’Altissimo, e l’insegnamento del Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria e questo nostro percorso avrà come frutto la pace: la pace nel rapporto con Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, la pace interiore, la pace in famiglia, la pace nella società, la pace e l’armonia con l’universo animato e inanimato: le bestie e la natura!

In questo inizio d’anno facciamo seri proponimenti di volere realizzare l’obbedienza da cui nasce la pace, che è l’esclusione del conflitto, l’espulsione dell’inimicizia dai cuori; pace che è generatrice di concordia in cuori discordi, che è conquista della Libertà autentica, perché ha come fonte la Parola divina.

Ricordiamoci di non dimenticare, che la nostra Religione è la religione della Pace, della Sicurezza e della Misericordia; è la Religione della Giustizia e dell’Uguaglianza e noi, dobbiamo viverla con scrupolosa osservanza delle sue regole, tenendo sempre a mente quello che Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, dice nel Sublime Corano, quando dichiara agli uomini, destinatari del Messaggio Coranico: “Oggi, ho reso perfetto per voi il sistema di vita che dovete praticare, ho reso completa la mia grazia su voi e mi sono compiaciuto di darvi l’ISLAM come religione”.

Dice Allàh, l’Altissimo: Certo questo Corano guida alla via più diritta e dà ai credenti che fanno le opere buone il buon annuncio di una grande ricompensa, e che a coloro i quali non credono nella Vita futura abbiamo preparato un castigo doloroso”.

Con l’obbedienza alla Parola divina si apre all’uomo anche la porta di quel tesoro di valore inestimabile dell’autentica spiritualità, intimamente connessa all’insegnamento del profeta Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, il quale disse:Vi lascio in eredità due cose! Se ad esse due vi atterrete, non andrete mai in perdizione: Il Libro di Allàh e la mia Sunna” [o come disse, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria].

Fratelli egregi e Sorelle nobilissime,
sia ben chiaro che l’Islàm non è etichetta, ma realtà comportamentale, che si vede nello stile di vita, nella linea di condotta; esso è l’obbedienza, consapevole della sua importanza per questa vita e per la vita futura, ad Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, e al Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria.

Perciò facciamo un esame di coscienza passando in rassegna la nostra vita dell’anno appena passato e facciamo proponimento di migliorare le cose buone che abbiamo compiuto e di emendarci da quelle cattive, chiedendo ad Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, di aiutarci nel nostro sforzo di miglioramento e di emendazione.

Infine, chiediamo ad Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, di rendere meritevole la Umma, grazie alla sua obbedienza alla Guida che Egli ha dato a essa nel Suo Libro, di ricevere da Lui i mezzi per liberarsi dall’oppressione dei nemici di essa e di Lui, rifulga lo splendor della Sua Luce.

E qui concludo, chiedendo perdono per me, per voi e per tutti i Musulmani. Chiedetelo anche voi, perché Egli è il Clementissimo e il Perdonatore.

Al-Hàmdu lillàhi ràbbi-l-‘ālamīn.