Khùtbah n. 1 di Ramaḍān 1439

Nel nome di Allàh, il Sommamente Misericordioso il Clementissimo.

Unicamente Allàh, l’Altissimo, ha titolo per essere Degnissimo di Lode, per cui noi, suoi servi fedeli, soltanto a Lui innalziamo la lode e il ringraziamento; soltanto a Lui rivolgiamo la nostra invocazione di soccorso, soltanto a Lui chiediamo protezione dalle nostre passioni e dalle nostre trasgressioni; a Lui soltanto chiediamo perdono e a Lui, rifulga lo splendor della Sua Luce, chiediamo la guida sul retto sentiero. Infatti, solamente chi è guidato da Allàh cammina sulla retta via, mentre, per colui che Allàh non guida, non si troverà maestro in grado di metterlo sulla retta via.

Rendo testimonianza che non c’è divinità, tranne Allàh, il Quale è Uno, Unico e Uni-personale, il Quale non generò né fu generato, il Quale a nessun titolo ha compartecipi nella Sua Qualità divina. Egli, infatti, è l’unico Creatore, l’unico Autore delle leggi che governano il creato, il Quale è Unico nella Onni-potenza, nella Onniscienza, nella Onnipresenza, nella Onniaudienza, nella Onnivedenza, ed è Unico nell’Onniagenza. Egli perdona le trasgressioni e accetta il pentimento, ma è severo nel castigo.

Rendo testimonianza che Muhàmmad è Apostolo e Messaggero di Allàh, dal Quale fu inviato, come misericordia per tutti gli universi, con il Codice di vita per la salvezza dal fuoco e la Religione della Verità Oggettiva, per oscurare ogni altra verità. Egli, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, portò a termine la Sua missione, sforzandosi per il trionfo della Parola di Allàh su qualsiasi parola dell’uomo, fino a quando rese l’anima al suo Signore, lasciandoci un’eredità la cui notte è luminosa come il giorno, e di essa non fa tesoro solo chi è destinato alla perdizione.

O Allàh, benedici il Tuo servo e Apostolo Muhammad, dopo il quale non ci saranno più Messaggeri, la sua Famiglia e i suoi Compagni.

Fratelli e Sorelle carissimi, vi esorto ed esorto me stesso al Timore di Allàh e all’obbedienza ai Suoi Comandamenti; vi metto, inoltre, in guardia dalla disobbedienza alle sue norme di fare e ai suoi divieti, perché un giorno,  “gli uomini saranno fatti uscire per categorie, affinché vedano le loro azioni. (6) Chi fece tanto bene quanto il peso di un atomo, lo vedrà (7) e chi fece tanto male quanto il peso di un atomo, lo vedrà  (8)”  [Sura del Terremoto / 99/ a.a. 6-7-8] .

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Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
tra qualche giorno avranno inizio le tre notti dell’interlunio, nelle quali la luna, essendo in congiunzione con il sole, sarà assente dal cielo, concludendo l’ottava rotazione annuale intorno alla Terra.

Quando essa apparirà nella regione occidentale del cielo poco dopo il tramonto del sole sotto forma di un’esile falce luminosa per pochi secondi, se Allàh, rifulga la Sua Luce, vuole, e con il suo avvistamento avrà inizio il Santo mese di Ramaḍān dell’anno 1439 dell’egira, il mese del digiuno, prescritto da Allàh, sempre rifulga lo splendor della Sua Luce, nel Sublime Corano, nel mese di Ramaḍān; il mese nel quale con la discesa della Sua Santissima Parola nel cuore di Muhàmmad ebbe inizio la Sua Missione Apostolico-profetica.

Noi siamo musulmani e la nostra vita la regoliamo in base ai Comandamenti di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, e ai Precetti del profeta Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria. E cinque sono gli adempimenti fondamentli a cui siamo tenuti [al-arkānu-l-Islāmi-l-khàmasah] i quali come tutti voi sapete sono: la Testimonianza [aš-Šahādah], i quotidiani cinque riti d’adorazione [aṣ-ṣalawātu-l-khàmsah], l’imposta coranica sulla ricchezza [zakātu-l-māl], il digiuno del sacro mese di Ramadan [ṣàwmu Ramaḍān] e il pellegrinaggio alla Mecca, per chi ne ha le possibilità economiche e fisiche [ḥàggiu-l-bàyt].

Il digiuno del mese di Ramaḍān, sulla base dell’insegnamento del Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria è il quarto pilastro dell’Islàm, esso è stato prescritto come mezzo di far trovare al credente il <Timore di Allàh> ed è stato prescritto in Ramadàn, perché in questo mese il Santo Corano è stato fatto scendere nel cuore di Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria.

Siamo in attesa dell’annuncio dell’avvistamento della prima falce di luna, con la gobba a ponente, perché è dall’avvistamento del hilāl che ha da avere inizio il digiuno. Il Sublime Corano, infatti, è esplicito: il mese di digiuno inizia a partire dall’arco diurno seguente alla notte, in cui è avvenuto l’avvistamento della prima falce di luna nascente, la qual cosa avviene quando la luna esce dalla congiunzione con il sole, dando inizio alla sua nona rotazione attorno alla Terra.

Quanto alla durata del digiuno il Profeta ebbe a dire: «Digiunate dall’avvistamento all’avvistamento!» o come disse, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, il che significa che il digiuno dura fino all’avvistamento della falce di luna successiva, cioè al novilunio del decimo mese lunare.

Ramaḍān è il mese più sacro di tutto il calendario islamico, perché Allàh, rifulga lo splendore della Sua Luce, il quale ha dato a ogni lasso di tempo un momento particolarmente più sacro [durante il giorno i cinque orari del rito di adorazione, durante la settimana il venerdì (il giorno festivo islamico], durante l’anno ha sottolineato la maggior sacertà del mese di Ramaḍān rispetto agli altri mesi.

In questo mese benedetto, che il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria ha chiamato sàyyidu-sh-shuhūr [il signore dei mesi], in obbedienza al precetto coranico, il credente nella paternità divina del Sublime Corano e nella missione apostolico-profetica di Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, digiuna dall’alba al tramonto – dalla chiamata del rito del fàgr alla chiamata del rito del maghrib – con somma devozione al solo scopo di meritare il compiacimento di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, il Quale generosamente abbonda di grazie e di benefici spirituali e materiali in questo mese.

E poiché Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, nel dare norme di vita alla Sua creatura umana ha posto nel Suo codice i principi base dell’equilibrio e della giustizia, Egli, rifulga lo splendor della Sua Luce, autorizza l’astinenza dal digiuno dal tramonto del sole al primo chiarore antelucano.

Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
la pratica coscienziosa del digiuno di Ramaḍān è apportatrice, per grazia di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, di grandi benefici per la salute dell’anima e di quella del corpo, per la realizzazione e il mantenimento dell’armonia nei rapporti familiari come pure dell’equilibrio nelle relazioni sociali! Approfittiamo, quindi, di questo mese per temprare la nostra consapevolezza islamica e lucrare il favore di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce.

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Che Allàh ci renda meritevoli del Suo Paradiso grazie alla Guida che Egli ci dà nel Suo Libro e Gli chiedo perdono per me, per voi e per tutti i Musulmani.

Chiedeteglielo anche voi il perdono, perché Egli è il Clementissimo e il Perdonatore.

Al-Hàmdu lillàhi ràbbi-l-‘ālamīn.