Khutbah dei Servi del Misericordioso

 La Lode tutta appartiene ad Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, il Sommamente Misericordioso, il Sublime, il Quale effondendo la Sua Grazia in abbondanza sui Suoi servi fedeli, li guida sul sentiero della Rettitudine.

-o-

Rendo testimonianza che non c’è divinità, tranne Allàh, il Quale non ha compartecipi nella sua divinità né per figliolanza né per condominio nella Signoria sull’universo visibile e invisibile e rendo, altresì, testimonianza, che Muhàmmad, è servo di Allàh e di Lui Apostolo, il quale ha portato la Guida divina, per mettere a nudo le fantasie teologiche dei fabbricanti di dei falsi e bugiardi. Allahùmma [o Iddio] benedici ed esalta il tuo servo e apostolo Muhàmmad e compiaciti della Sua Famiglia e dei suoi Compagni.

-o-

Eccellenti fratelli e sorelle nell’Islàm,
Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, nel Sublime Corano, mette in evidenza quali siano gli aspetti della linea di condotta, che caratterizzano l’uomo, che, avendo preso coscienza che non c’è divinità tranne Lui e che Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria è veramente suo servo e Apostolo, mette in pratica il Codice di Vita da Lui offerto, rifulga lo splendor della Sua Luce, per ottenere da Lui, non senza l’appoggio della Sua misericordia il Paradiso.

Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, in molto numerose Sure e Ayàt del Sublime Corano parla del comportamento dell’uomo che aspira al Paradiso, dei suoi generi, delle sue caratteristiche enumerando le ricompense per l’obbedienza e le punizioni per la disobbedienza alle norme di vita di cui Egli, rifulga lo splendor della Sua Luce, ha prescritto l’osservanza.

Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, dice: “Ed affrettatevi ad un perdono da parte del vostro Signore e ad un giardino la cui estensione sono i cieli e la terra; (un giardino) approntato per i timorati.(133) Coloro i quali fanno la beneficenza sia nella buona che nella cattiva sorte, coloro i quali dominano l’ira e coloro che sono pronti al perdono degli uomini, ed Allàh ama i bene operanti(134).

Allàh, rifulga lo splendor dlla Sua Luce, presenta nella sura 25 – la sura al-Furqan – numerose caratteristiche di coloro che sono da Lui amati, chiamandoli: ‘ibàdu-r-Rahmàn cioè “I servi del Sommamente Misericordioso”, per dare ai credenti nella paternità divina del Sublime Corano e nella missione apostolica di Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, modelli di comportamento, che essi devono mettere in pratica, per essere degni di esser “servi del Sommamente Misericordioso”.

Egli, rifulga lo splendor della Sua Luce, dice che i Servi del Misericordioso <<<<sono coloro, i quali camminano sulla terra con modestia >>>> e la modestia è una virtù islamica di grande rilievo a livello comportamentale; <<<e quando gli ignoranti si rivolgono loro sgarbatamente essi dicono: “Pace!”(63)>>>> Non sono litigiosi! <<<Sono coloro, i quali passano la notte, prosternati ed in piedi, davanti al loro Signore, (64)>>>; sono coloro i quali, consapevoli di essere sempre alla presenza del loro Signore, trascorrono la notte in devozioni notturne stando in posizione di prosternazione [sugiùd] e di qiyyàm [in piedi].

Sono <<<Coloro, i quali dicono: “Signor nostro, allontana da noi il castigo della giahànnam!” – in verità, il suo castigo è una pena (65) e, in verità, essa è pessimo luogo di residenza e di soggiorno – (66)>>>; Essi invocano dalla misericordia divina di essere mantenuti sulla retta via, consapevoli che le trasgressioni hanno come conseguenza il castigo dell’inferno, nel quale hanno residenza e soggiorno i peccatori. Pessima residenza e luogo di soggiorno.

Sono <<<Coloro, i quali, quando fanno beneficenza non sono prodighi né sono avari – poiché v’è fra i due (l’essere prodighi e l’essere avari) una via di mezzo – (67)>>>. Caratteristica di coloro che Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, chiama Servi del Misericordioso è la generosità equilibrata, che essi esprimono nella oculata beneficenza nei confronti dei bisognosi, per cui essi non sono prodighi né avari;

<<<Coloro, i quali – essendo perfettamente consapevoli che “nessuno ha titolo per essere adorato e invocato, tranne Allàh, rifulga lo splendore della Sua Luce, e che solo Allàh è il Padrone della vita”, non invocano accanto a Allàh un’altra divinità e non uccidono l’anima – che Allàh ha vietato di uccidere, tranne che per giusta causa>>>.

Sono coloro i quali non si lasciano trascinare dai piaceri della carne alla fornicazione e non fornicano – perché colui che fa ciò dovrà affrontare una situazione difficile, nella vita futura, (68) essendogli raddoppiato, nel giorno della resurrezione il castigo, in cui rimarrà eternamente, da infame, (69). Ma la porta del perdono divino è sempre aperta per chi si pente del peccato carnale, crede e compie opere buone; dice, infatti, Allàh, l’Altissimo: <<<Fatta eccezione per chi si pente, crede e compie buone azioni, poiché a quelli Allàh, trasformerà le azioni cattive in azioni buone ed Allàh è perdonatore e Clementissimo (70) e chi si ravvede e compie azioni buone, in verità, ritorna a Allàh, come punto di ritorno – (71)>>>

La veridicità è virtù fondamentale nell’Islàm, per cui sono veramente fedeli ad Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, <<<Coloro i quali non testimoniano la falsità e i quali, quando passano accanto al vaniloquio, vi passano come persone nobili, non lasciandosi irretire da discorsi ignobili e futili (72)>>> Il loro sentimento religioso è autentico e profondo, per cui <<<Quando vengono loro ricordati i segni del loro Signore, non si comportano come sordi e come ciechi, (73)>>> coloro, i quali dicono: <<<Signor nostro, dacci nelle nostre mogli e nella nostra discendenza una gioia per gli occhi! Fa’ che noi si sia punti di riferimento e di guida per i timorati!”(74) Questi avranno in ricompensa il Piano più alto del Paradiso, dove verranno accolti con saluti e pace, per essere stati pazienti. (75) e nel quale rimarranno in eterno!(76)>>>

Ecco mostrata da Allàh, rifulga lo splendor della Sua luce in una mirabile pagina del Sublime Corano alla realizzazione di quali comportamenti deve tendere lo sforzo del Musulmano e per giungere a questo risultato ci esorta alla sequela del Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria. Muhàmmad è Apostolo di Allàh e Sigillo dei Profeti e Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, ce lo presenta dicendo: <<<In verità, il tuo comportamento è per natura sublime>>> e ci dice che per i fedeli scrupolosi e desiderosi della ricompensa del paradiso nella vita futura c’è nell’Apostolo di Allàh un modello esemplare di comportamento: làqad kàna lakum fi rasùli-llàhi uswatun hasanatun. Tanto è vero che, quando fu chiesto ad Aisha, la Madre dei credenti, che Allàh si compiaccia di lei, come era il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, rispose: “Un Corano che cammina sulla terra!”.

Per questo nella imitazione della vita del Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, il musulmano deve cercare di realizzare, nei limiti delle umane possibilità, la perfezione islamica del suo comportamento.

Il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria,disse: <<Coloro che io amo di più e che mi saranno più vicini nel giorno della resurrezione sono i migliori di voi nel comportamento>> [o come disse, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria].

Quindi è dovere del musulmano prendere il Profeta come maestro di vita e apprendere da lui la strada che porta al paradiso, studiandone la vita esemplare e mettendola in pratica.

Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
sforziamoci di realizzare nel nostro comportamento i modelli che Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, ci propone nel Sublime Corano, cioè nella Sua Parola, e nei precetti e negli esempi del profeta Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, per renderci meritevoli di essere annoverati da Lui, rifulga lo splendor della Sua Luce, tra i Servi del Misericordioso nel Giorno della Resurrezione. 

-o-

Chiedo perdono ad Allàh, l’Altissimo, per me, per voi e per tutti i Musulmani. Chiedete il Suo perdono anche voi, perché Egli è il Clementissimo e il Perdonatore.

Al-Hàmdu lillàhi ràbbi-l-‘ālamīn.