Khutba – Le 5 cose

Nel nome di Allàh, il Sommamente Misericordioso il Clementissimo.

Unicamente Allàh, l’Altissimo, ha titolo per essere Degnissimo di Lode, per cui noi, suoi servi fedeli, soltanto a Lui innalziamo la lode e il ringraziamento; soltanto a Lui rivolgiamo la nostra invocazione di soccorso, soltanto a Lui chiediamo protezione dalle nostre passioni e dalle nostre trasgressioni; a Lui soltanto chiediamo perdono e a Lui, rifulga lo splendor della Sua Luce, chiediamo la guida sul retto sentiero. Infatti, solamente chi è guidato da Allàh cammina sulla retta via, mentre, per colui che Allàh non guida, non si troverà maestro in grado di metterlo sulla retta via.

Rendo testimonianza che non c’è divinità, tranne Allàh, il Quale è Uno, Unico e Uni-personale, il Quale non generò né fu generato, il Quale a nessun titolo ha compartecipi nella Sua Qualità divina. Egli, infatti, è l’unico Creatore, l’unico Autore delle leggi che governano il creato, il Quale è Unico nella Onni-potenza, nella Onniscienza, nella Onnipresenza, nella Onniaudienza, nella Onnivedenza, ed è Unico nell’Onniagenza. Egli perdona le trasgressioni e accetta il pentimento, ma è severo nel castigo.

Rendo testimonianza che Muhàmmad è Apostolo e Messaggero di Allàh, dal Quale fu inviato, come misericordia per tutti gli universi, con il Codice di vita per la salvezza dal fuoco e la Religione della Verità Oggettiva, per oscurare ogni altra verità. Egli, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, portò a termine la Sua missione, sforzandosi per il trionfo della Parola di Allàh su qualsiasi parola dell’uomo, fino a quando rese l’anima al suo Signore, lasciandoci un’eredità la cui notte è luminosa come il giorno, e di essa non fa tesoro solo chi è destinato alla perdizione.

O Allàh, benedici il Tuo servo e Apostolo Muhammad, dopo il quale non ci saranno più Messaggeri, la sua Famiglia e i suoi Compagni.

Fratelli e Sorelle carissimi, vi esorto ed esorto me stesso al Timore di Allàh e all’obbedienza ai Suoi Comandamenti; vi metto, inoltre, in guardia dalla disobbedienza alle sue norme di fare e ai suoi divieti, perché un giorno,  “gli uomini saranno fatti uscire per categorie, affinché vedano le loro azioni. (6) Chi fece tanto bene quanto il peso di un atomo, lo vedrà (7) e chi fece tanto male quanto il peso di un atomo, lo vedrà  (8)”  [Sura del Terremoto / 99/ a.a. 6-7-8] .

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Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
esorto voi ed esorto me stesso al Timore di Allàh, l’Altissimo e all’Obbedienza! Vi metto in guardia dalla disobbedienza ai Suoi ordini e ai Suoi divieti, perché un giorno «««Gli uomini saranno fatti uscire per categorie, affinché vedano le loro azioni. (6) Chi fece tanto bene quanto il peso di un atomo, lo vedrà (7) e chi fece tanto male quanto il peso di un atomo, lo vedrà»»».

Ibn ‘Abbāṣ, che Allàh si compiaccia di lui, riferì che il Messaggero di Allah, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, nell’esercizio del suo magistero-apostolico profetico, diede il seguente ammaestramento: ««Trai beneficio da cinque cose, prima che cinque sopravvengano: dalla tua gioventù, prima della tua vecchiaia, dalla tua salute prima della tua malattia, dalla tua ricchezza prima della tua povertà, dal tempo libero prima della tua occupazione, dalla tua vita prima della tua morte»» [o come disse*].

È il testo di una tradizione autentica, registrata da Al-Ḥakīm, della quale al-sh’ykh ‘àbdu-l-‘aẓīm al-Bàdawī, Allàh lo ricompensi come merita, ha fatto un sapiente commento su cui ciascuno di noi ha il dovere di meditare e far tesoro, ai fini della propria salvezza dal fuoco.

Si tratta di un consiglio di grande valore e un richiamo di enorme saggezza, che il Profeta* diede a un uomo, che gli chiedeva consiglio. Il consiglio fu quello di utilizzare la sua vita consapevolmente, cioè ai fini della salvezza dal fuoco, mettendo in pratica i comandamenti del Sublime Corano, prima della morte, poiché la vita è un immenso beneficio, e ciascuno dei giorni che la compone è un beneficio. Il Profeta* quando Allah** lo resuscitava dal suo sonno, diceva:««Lode ad Allah Che ci ha fatto rivivere dopo averci fatto morire! Verso Lui è il ritorno»».

Un giorno in più di vita può permettere all’uomo che ha peccato di pentirsi, o al generoso di esserlo maggiormente. Così, una vita lunga e ricca di buone azioni permette di raggiungere livelli molto alti di beatitudine nel Paradiso. Approfittiamo, dunque, o Fratelli e sorelle, della nostra vita, poiché la fine di essa giunge il più delle volte senza preavviso. Il termine della vita, lo sappiamo bene, è fissato da quando l’angelo di Allàh** al 120° giorno dal concepimento porta il rūḥ [lo spirito] e al-’àgial [la durata della vita], insieme a ‘àmal [le azioni] il rizq [il sostentamento] e il destino finale [shaqiyun o sa’īd ].

Noi non lo sappiamo quando verremo chiamati a render conto delle nostre azioni, e, quindi, dobbiamo essere sempre pronti a farvi fronte con il bagaglio necessario a scampare dal fuoco, sperando nella Misericordia di Allàh, l’Altissimo!

Così, per avere sempre le carte in regola, l’uomo non ha da farsi sedurre dagli inganni della vita di quaggiù, e non ha da lasciarsi imbrogliare da Shayṭān riguardo ad Allah.

Per ottenere questo risultato bisogna essere obbedienti alle norme del Codice di vita islamico, camminando nella via della rettitudine, indicata dal Sublime Corano e dalla Nobile Sunna.

Non dimentichiamo che chi in vita avrà trascurato di adempiere i propri doveri, rimpiangerà il proprio comportamento nel momento dell’agonia e implorerà una dilazione per correggere il suo passato, ma non gli sarà accordata Dice Allah**: ««« Avverti le genti (a proposito) del Giorno in cui li colpirà il castigo. (Allora) coloro che saranno stati ingiusti diranno: “O Signor nostro, concedici una breve dilazione: risponderemo al Tuo appello e seguiremo i Messaggeri”. Non giuravate dianzi, che per voi non ci sarebbe stato declino? Eppure abitavate nelle case di coloro che avevano fatto torto a loro stessi, e quel che facemmo di essi vi era ben noto. Vi abbiamo citato gli esempi»»».

La salute e il tempo libero fanno anch’essi parte delle cose di cui il Profeta ci ordinò di fare buon uso: “…la salute prima della malattia, il tempo libero prima dell’attività…  Traiamo, quindi, vantaggio dalla salute, e utilizziamola per digiunare di giorno, pregare di notte, combattere i nemici (della religione), recarci alla moschea, viaggiare alla ricerca della conoscenza, prima di essere messi alla prova con la malattia…

Desidereremo, allora, digiunare, ma non potremo farlo. Vorremo pregare in piedi, ma non ne avremo la forza. Cercheremo di andare alla moschea, ma le nostre gambe cederanno. E rimpiangeremo, allora, i giorni passati, in cui avresti potuto fare tutto ciò, ma lo tralasciasti…

Riempiamo il nostro tempo libero con ciò che ci sarà di beneficio tra le buone azioni, prima di essere troppo occupati. Allora, nel bel mezzo della nostra occupazione, spereremo di poter disporre di un’ora per poter leggere un libro, o assistere a una lezione… Ma non potremo farlo! E rimpiangeremo, allora, il tempo – addirittura gli anni! – che abbiamo sciupato.

Se utilizzeremo la salute e il tempo nell’obbedienza nei confronti di Allah, e poi ci ammaleremo o dovremo partire per un viaggio, le buone azioni che avevamo l’abitudine di compiere quando eravamo in salute e sedentari ci verranno contate lo stesso, così come ci assicurò il Profeta*: ««Se il servo si ammala, le buone azioni che era abituato a compiere quando era in salute e sedentario gli verranno contate (come se le avesse compiute lo stesso) »».

Tuttavia, la maggior parte della gente se ne disinteressa! Questa è anche la ragione per cui il Profeta* ebbe a dire: ««Vi sono due benefici riguardo ai quali molta gente si inganna: la salute e il tempo libero»» [o come disse *].

L’inganno, di cui parla il Profeta* è quello, di cui è vittima la persona, che, in buona salute e con del tempo libero, non solo non trae beneficio da questi due doni, per guadagnare meriti, ma li sperpera nel vizio e in cose inessenziali ai fini della salvezza dal fuoco!

Ammaestrati dall’insegnamento profetico, espresso con precisione linguistica e chiarezza concettuale, i Musulmani delle prime generazioni erano molto attenti a fare buon uso del tempo.

Oggi, purtroppo, non c’è più a proposito dell’utilizzo del tempo la sensibilità dei Pii Predecessori, che davano molta importanza non solo al minuto, ma anche ai secondi, per essere sempre in regola con i Comandamenti del Sublime Corano e ai Precetti del Profeta*.

Non solo! È stato tramandato che essi si esortavano vicendevolmente a praticare questa linea di condotta.

Tra le cose, di cui il Profeta* raccomandò di fare buon uso, vi è ««…la gioventù prima della vecchiaia…»».

Chiunque utilizza la propria giovinezza con cognizione di causa con una linea di condotta rivolta a preservarsi dal fuoco, sarà vincente e salvo, perché Allah** lo porrà sotto la Sua ombra nel Giorno, in cui non vi sarà altra ombra che la Sua; mentre chiunque sperperi la sua giovinezza nei piaceri e nei desideri sarà perduto!

Chi muore in questo stato, lo rimpiangerà; se invecchia, lo rimpiangerà lo stesso, poiché, le sue azioni saranno finite, e se invecchia, la sua schiena si curverà, le sue gambe si indeboliranno, il suo udito e la sua vista si attenueranno, e non avrà dunque la forza di compiere tutte le opere buone, che desidererà compiere, per redimersi dalla scioperatezza di sua gioventù.

Quanto alla ««…ricchezza prima della povertà…»» non dimentichiamo che la ricchezza fa parte dei doni che Allah l’Altissimo concede a chi vuole ed è, quindi, dovere, di colui al quale essa è stata concessa riconoscere la generosità di Allah e di utilizzarne una parte in generosità, perché la ricchezza è una prova e l’avarizia è una fonte di pericolosa vicinanza al fuoco dell’inferno.

Dice Allàh l’Altissimo: «««Coloro che sono avari di quello che Allah ha concesso loro della Sua grazia, non credano che ciò sia un bene per loro. Al contrario, è un male: presto, nel Giorno del Giudizio, porteranno appeso al collo ciò di cui furono avari. Ad Allah appartiene l’eredità dei cieli e della terra; e Allah è ben informato di quello che fate»»»

Non dimentichiamo, quindi, di trarre beneficio dalla ricchezza prima della povertà.!

Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
che la nostra giornata sia digiuno e la nostra notte sia adorazione! Che i nostri passi si dirigano verso la moschea! Stiamo in guardia, affinché la nostra giornata non sia perdita di tempo, le nostre veglie distrazione e i nostri passi non ci guidino verso la disobbedienza ad Allah**. Ricordiamo e pratichiamo l’ammonimento salvifico: ««Se vivi fino al mattino, non aspettare la sera, e se vivi fino alla sera, non attendere il mattino, fai buon uso della tua salute prima della malattia, e della tua vita prima della morte… e confessiamo con le Parole di Allàh**:

«««Signor nostro, abbiamo fatto torto a noi stessi e se Tu non ci perdoni e ci usi misericordia, finiremo tra i perdenti. O Signor nostro, dacci il bene nella vita terrena e il bene nella vita futura e scampaci dal fuoco»»».

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Che Allàh ci renda meritevoli del Suo Paradiso grazie alla Guida che Egli ci dà nel Suo Libro e Gli chiedo perdono per me, per voi e per tutti i Musulmani.