Khutba della Responsabilità genitoriale

 La Lode tutta appartiene ad Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, il Sommamente Misericordioso, il Sublime, il Quale effondendo la Sua Grazia in abbondanza sui Suoi servi fedeli, li guida sul sentiero della Rettitudine.

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Rendo testimonianza che non c’è divinità, tranne Allàh, il Quale non ha compartecipi nella sua divinità né per figliolanza né per condominio nella Signoria sull’universo visibile e invisibile e rendo, altresì, testimonianza, che Muhàmmad, è servo di Allàh e di Lui Apostolo, il quale ha portato la Guida divina, per mettere a nudo le fantasie teologiche dei fabbricanti di dei falsi e bugiardi. Allahùmma [o Iddio] benedici ed esalta il tuo servo e apostolo Muhàmmad e compiaciti della Sua Famiglia e dei suoi Compagni.

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 Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, mette nella bocca dei “servi del Misericordioso” coniugati e con prole l’invocazione per avere mogli e prole, che nella loro obbedienza ai comandamenti divini del Sublime Corano e ai precetti del Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, siano fonte di gioia, di letizia, di soddisfazione per loro, che chiedono, altresì, che la benedizione divina faccia di loro dei modelli esemplari di comportamento per coloro che sono timorati di Allàh.

Egli, rifulga lo splendor della Sua Luce, dice: “I servi di al-Rahmàn invocano così: <<<Signor nostro, dacci conforto nelle nostre spose e nei nostri figli e fa’ di noi una guida per i timorati>>> (al-Furqan).

E perché le mogli e i figli siano come i mariti e i padri chiedono che siano è doveroso per loro obbedire scrupolosamente al precetto: <<<O voi che credete, preservate voi stessi e le vostre famiglie dal fuoco>>> con la disciplinata obbedienza al Sublime Corano e alla Nobile Sunna, unico modo per attirare il favore di Allàh, l’Altissimo, in questa vita e nella prospettiva dell’altra.

Dice Allàh, l’Altissimo: <<<La ricchezza e i figli sono l’ornamento della vita di quaggiù, ma quelle che rimangono, le opere buone, sono meglio presso il Tuo Signore, quanto a ricompensa e meglio quanto a speranza. (46)>>>. (al-Kahf).

Il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, disse: “Non c’è dono migliore che un padre possa fare a suo figlio, che quello dell’insegnargli le buone maniere”.

Allàh, rifulga lo splendore della Sua Luce, mette nella bocca di Luqman, nella Sua omonima, l’insegnamento che il buon padre di famiglia ha da dare al figlio, Egli Dice: <<<O figlio mio, non associare (falsi dei) ad Allàh, in verità, l’associazione (ad Allàh di falsi dei) è di certo una trasgressione sacrilega!“(13)>>>; e: <<<O figlio mio, in verità, quando pure una cosa del peso di un granello di senape fosse in una roccia, o nei cieli o nella terra, Allàh lo troverebbe. In verità, Allàh è il Benevolo, il Bene di tutto informato!(16) O figlio mio, esegui il rito di adorazione (quotidiana), ordina il bene, proibisci il male e sopporta con pazienza ciò che ti affligge! In verità, ciò appartiene alla fermezza.(17) Non far agli uomini la faccia sprezzante e non camminare tronfio sulla terra. In verità, Allàh non ama un tronfio insolente!(18) Sii modesto nel tuo camminare e abbassa la tua voce. In verità, la più sgradevole delle voci è, certamente, la voce degli asini!(19)>>>.

I figli obbedienti, son tali perché il padre li ha educati bene nell’Islàm e per questo essi sono una fonte di compiacimento di Allàh in questa vita e sono fonte di bene anche nell’altra, perché un figlio educato come Allàh comanda prega per il genitore defunto e il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria disse: “Dopo la morte di un uomo tutto cessa di essere fonte di merito per lui, tranne tre cose: una sadaqah che continua a produrre bene, un buon insegnamento che continua a diffondersi e un figlio devoto che prega per lui” [o come disse, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria].

Il non occuparsi dell’educazione dei figli, non dando loro da piccoli l’insegnamento necessario perché abbiano una identità islamica sarà fonte di inutile rimpianto, in quel giorno, nel quale il rimpianto non servirà più a niente.

Omar bin Abi Salma, che Allàh si compiaccia di lui, riferì che il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, gli disse quando era piccolo: “Ragazzo! Menziona il nome di Allah, mangia con la tua mano destra e serviti dal piatto più vicino a te”. Questo fa parte della buona creanza islamica ed è un insegnamento per i genitori, i quali hanno da essere imparziali nei confronti dei figli, non avendo preferenze. Il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, disse: “Temete Allah e siate giusti tra i vostri figli come amate che essi vi rispettino”.

Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
facciamo tesoro degli Insegnamenti di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Lue, e di quelli del profeta Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, educando con amorevole saggezza i nostri figli ad amare Allàh l’Altissimo, il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, e ad amare l’Islàm, e affinché essi siano orgogliosi di appartenere alla Comunità di cui Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, ha detto: “Siete il fior fiore dell’Umanità!”.

Dobbiamo, a tal fine, seminare in essi la fede, la devozione, la dottrina, la morale, allontanandoli dai cattivi comportamenti, ma non solo; è importante la cultura, l’esercizio del corpo, l’altruismo e l’impiego ordinato del tempo. Per ottenere buoni risultati si hanno da evitare la violenza verbale e assolutamente quella fisica, che sono mezzi controproducenti, come pure il permissivismo. Se obbediremo, Allàh volendo, a questi insegnamenti, uscirà da noi, sempre Allàh volendo, una generazione di musulmani utili a loro stessi e alla società.

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Chiedo perdono ad Allàh, l’Altissimo, per me, per voi e per tutti i Musulmani. Chiedete il Suo perdono anche voi, perché Egli è il Clementissimo e il Perdonatore.

Al-Hàmdu lillàhi ràbbi-l-‘ālamīn.