Khutba del Pellegrinaggio

 La Lode tutta appartiene ad Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, il Sommamente Misericordioso, il Sublime, il Quale effondendo la Sua Grazia in abbondanza sui Suoi servi fedeli, li guida sul sentiero della Rettitudine.

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Rendo testimonianza che non c’è divinità, tranne Allàh, il Quale non ha compartecipi nella sua divinità né per figliolanza né per condominio nella Signoria sull’universo visibile e invisibile e rendo, altresì, testimonianza, che Muhàmmad, è servo di Allàh e di Lui Apostolo, il quale ha portato la Guida divina, per mettere a nudo le fantasie teologiche dei fabbricanti di dei falsi e bugiardi. Allahùmma [o Iddio] benedici ed esalta il tuo servo e apostolo Muhàmmad e compiaciti della Sua Famiglia e dei suoi Compagni.

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Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
dice Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, nel Sublime Corano, all’ayah 281 della sura al-Bàqarah, la seconda Sura del nostro Libro Santo, nei fogli del quale prende corpo la Parola di Allàh, l’Altissimo rifulga lo splendor della Sua Luce:

<<<< E abbiate timore di un giorno, nel quale sarete fatti ritornare davanti ad Allàh, quando a ciascuno sarà reso ciò che si sarà meritato e a nessuno sarà fatto torto >>>>.

Questa àyah fu rivelata durante il Pellegrinaggio dell’Addio, l’unico Pellegrinaggio eseguito dal Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria. Il Pellegrinaggio – come tutti voi ben sapete – è il quinto pilastro dell’Islàm, dopo la testimonianza che non c’è divinità tranne Allàh e che Muhàmmad è l’Apostolo di Allàh, il rito, l’imposta coranica, e il digiuno del mese di Ramadàn, come insegnò il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria.

Dice Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce:

<<<< Per amore di Allàh è dovere degli uomini il pellegrinaggio al Santuario, per chi abbia la possibilità di eseguirlo è un obbligo. E chi non crede sappia che Allàh può fare a meno dell’intero universo.(97) >>>>[Capitolo Terzo del Sublime Corano Famiglia di Imrān].

L’istituzione del Pellegrinaggio alla Casa di Allàh fu ordinata al profeta Ibrahim, su lui la pace, da Allàh, l’Altissimo, che ne fa menzione nel Sublime Corano, quando dice:

<<<< Assegnammo a Ibrāhīm (Abramo) il luogo della Casa [dicendogli]: “Non mi associare nulla e purifica la mia Casa, per coloro che fanno il tawwāf [la circumambulazione], nonché per quelli che adorano stando in piedi, inchinati e prosternati. (26) Indici fra gli uomini il pellegrinaggio, sicché vengano a te uomini [a piedi] e su svelte [cavalcature], affluendo da ogni più profondo sentiero, (27) per testimoniare vantaggi per loro e ricordare, in giorni stabiliti, il nome di Allàh su bestiame, che Egli ha loro assegnato in sorte. Mangiatene, e datene da mangiare al povero disgraziato! (28) Poi facciano la rasatura della testa e il taglio delle unghie, adempiano ai loro voti e facciano il tawwāf, girando attorno alla Casa Antica (al-bàytu-l-’atīq)!”(29)>>>> Sura del pellegrinaggio.

E a Mina, nel Pellegrinaggio dell’addio, fu rivelata la centodecima sura del Sublime Corano, Sura del Soccorso (sùratu-n-nàsr):

<<<< Nel nome di Allàh il Sommamente Misericordioso il Clementissimo. Quando giunge il soccorso di Allàh e la vittoria (1) e tu vedi gli uomini entrare in massa nella religione di Allàh (2) proclama con la Lode di Lui l’incondivisa deità del tuo Signore e chiedigli perdono. In verità, Egli è Colui che facilmente perdona (3)>>>>.

Dice Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce:

<<<< Eseguite al-àgg (il Pellegrinaggio) e la ‘ùmrah (la visitazione) per amore di Allàh. Se sorgono ostacoli che vi impediscono di eseguirli, offrite una vittima sacrificale, il cui sacrificio vi sia facile fare. Non tagliatevi i capelli fino al giorno del sacrificio, però chi di voi è malato od ha la testa infestata dai pidocchi (può rasarsi il capo, ma) deve far la penitenza o di un digiuno, o di una elemosina o d’un sacrificio. Colui che, dopo essersi consacrato per la ‘ùmrah ed averla eseguita, torna in istato di godimento della vita fino al pellegrinaggio, deve offrire un sacrificio che gli sia facile fare. Chi non trova (la vittima per il sacrificio) deve fare un digiuno di tre giorni durante il pellegrinaggio e di sette giorni quando è tornato (a casa sua): in totale dieci giorni completi e ciò per chi non vive (a La Mecca) al cospetto della Sacra moschea con la sua famiglia. Siate, quindi, timorati di Allàh e sappiate; che Allàh è severo nel castigare (196) >>>>. Sura al-baqarah.

Il profeta Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, fece un Discorso, dal Monte della Misericordia nel giorno di ‘àrafah del suo Pellegrinaggio, il giorno santo che del Pellegrinaggio è il cuore! In quel discorso, che è passato alla storia con la definizione di “Discorso dell’Addio”, c’è il suo testamento spirituale e in esso noi musulmani abbiamo il nostro vade mecum, mettendo in pratica le disposizioni del quale, non senza il concorso essenziale della Misericordia di Allàh, ciascuno di noi si candida al Paradiso. Di questo discorso parleremo a suo tempo, essendo esso un discorso-sintesi dell’Islàm.

Il ricordare è utile, per cui mettiamo in breve ciò che ogni musulmano ha da sapere a proposito del Pellegrinaggio.

Esso è un complesso di riti, che si svolge ogni anno nel territorio sacro della Mecca, al quale ogni musulmano, quando ne abbia le possibilità, è tenuto a partecipare, almeno una volta nella vita.

I riti del pellegrinaggio sono: – la circumambulazione della Nobile Kà’bah (al-tawwàf) – la preghiera alla stazione di Abramo (maqàm Ibrahìm) – la corsa tra la montagnola di Safa e quella di Màrwa (al-sa’y) – la sosta nella piana di ‘àrafah (uqùf ‘àrafah) – la lapidazione di Satana (al-ràmy) – il sacrificio della vittima consacrata (al-nàhr).

Il Pellegrinaggio è una grande adunanza annuale di Musulmani provenienti da tutte le parti del mondo e simboleggia l’unità della comunità islamica e del genere umano.

L’andata alla Mecca con l’intenzione di eseguire i riti prescritti, di cui quelli fondamentali hanno luogo il 9 (la sosta in ‘àrafah) e il 10 (il giorno del sacrificio) dell’ultimo mese dell’anno lunare, si esegue nei mesi decimo e undicesimo dell’anno lunare e nei primi nove giorni del dodicesimo.

Ci sono tre tipi di pellegrinaggio: mùfrad, tamàttu’ e qirān.

Abbiamo parlato del “grande pellegrinaggio”, ma c’è anche un “piccolo pellegrinaggio”, chiamato “al-’ùmrah”, che può essere eseguito in qualsiasi periodo dell’anno e che consiste in una circumambulazione della Nobile Ka’bah e in una corsa tra Safa e Marwa.

Disse il Profeta che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria: “Per un pellegrinaggio mabrūr – cioè eseguito alla perfezione – altra ricompensa non c’è che il Paradiso [o come disse, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria] e alla ricompensa per un Pellegrinaggio perfetto, Allàh equipara quella riservata a ogni figlio obbediente ai genitori.

Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
impossessiamoci della conoscenza del Pellegrinaggio dal punto di vista della geografia, dei tempi e dei rituali e chiediamo da Allàh, rifulga lo splendor della sua Luce, di metterci nelle condizioni spirituali e materiali di adempiere all’obbligo del Pellegrinaggio, nella esecuzione del quale ci sono numerosi insegnamenti di cui si parlerà nelle prossime khutbe nel tempo del pellegrinaggio.

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Chiedo perdono ad Allàh, l’Altissimo, per me, per voi e per tutti i Musulmani. Chiedete il Suo perdono anche voi, perché Egli è il Clementissimo e il Perdonatore.

Al-Hàmdu lillàhi ràbbi-l-‘ālamīn.