Khùtba del 13-6

Nel nome di Allàh,
il Sommamente Misericordioso 
il Clementissimo.

Unicamente Allàh, l’Altissimo, ha titolo esclusivo per esser Destinatario di Lode.
Soltanto a Lui, noi, suoi servi fedeli, la lode innalziamo.

Soltanto di Lui, l’Onnipotente, nel bisogno invochiamo il soccorso.
Soltanto a Lui, il Misericordioso il Clementissimo,
va il nostro ringraziamento.
Soltanto a Lui chiediamo protezione dalle nostre passioni
e dalle nostre trasgressioni.
Soltanto a Lui chiediamo perdono.
A Lui chiediamo di guidarci sul retto sentiero.
Infatti chi è guidato da Allàh cammina sul sentiero della rettitudine
che a Lui conduce,
mentre per colui che Allàh non guida
non troverai maestro in grado di portarlo sulla retta via.


Rendo testimonianza
che non c’è divinità tranne Allàh, l’Uno, l’Unico e Uni-personale,
il Quale non generò né fu generato
il Quale non ha compartecipi della divinità.
Nessuna persona possiede la qualità divina e nessuna cosa la possiede.
Egli perdona le trasgressioni e accetta il pentimento,
ma è severo nel castigo.

Rendo testimonianza
che Muhàmmad è Apostolo e Messaggero di Allàh, dal Quale, rifulga lo splendor della Sua Luce,
fu inviato come misericordia per tutti gli universi
con il Codice di vita per la salvezza dal fuoco
e la Religione della Verità Oggettiva, per oscurare ogni altra verità.
Egli, che Allàh lo benedica e l’ abbia in gloria,
assolse la Missione affidatagli,
sforzandosi per il successo della Causa di Allàh,
fino a quando si spense,
lasciandoci un’eredità, la cui notte è luminosa come il giorno
e di essa non fa tesoro,
solo chi è destinato alla perdizione.

-o-

O Allàh, benedici ed abbi in gloria il Tuo servo e apostolo Muhammad,
dopo il quale non ci sono stati e non ci saranno più Tuoi Messaggeri,
i suoi Familiari e i suoi Compagni, che Allàh si compiaccia di loro.

-o-

O credenti,
vi esorto ed esorto me stesso al Timore di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, e all’Obbedienza e vi metto in guardia dalla disobbedienza ai Suoi ordini e ai Suoi divieti, perché un giorno, gli uomini saranno fatti uscire per categorie, affinché vedano le loro azioni. (6) Chi fece tanto bene quanto il peso di un atomo, lo vedrà (7) e chi fece tanto male quanto il peso di un atomo, lo vedrà (8) [Sura del Terremoto / 99/ a.a. 6-7-8].

Numerose sono le ayāt che invitano al Timore di Allàh, rifulga lo Splendor della Sua Luce. Dice l’Altissimo:

(18) O voi che credete, siate timorati di Allàh, e consideri ognuno ciò che ha messo innanzi per domani. Sì, siate timorati di Allàh! In verità, Allàh è bene informato di quello che fate.

(19) Non siate come quelli che hanno dimenticato Allàh, per cui Egli ha fatto loro dimenticare loro stessi! Quelli sono i perversi!)//

(20) Non sono eguali i compagni del fuoco e i compagni del Paradiso. Sono i compagni del Paradiso coloro che hanno successo. //

(21) Se noi facessimo scendere questo Corano su un monte, lo vedresti umiliarsi e spaccarsi per il timor di Allàh. Questi sono i paragoni che Noi offriamo agli uomini, affinché essi riflettano.//

(22) Egli è Allàh, all’infuori del Quale non c’ è divinità, il Conoscitore dell’Invisibile e del Visibile. Egli è il Sommamente Misericordioso il Clementissimo.

(23) Egli è Allàh , tranne il Quale non c’è divinità. Egli è il Re, il Santo, la Pace, il Fedele, il Sorvegliante, al-’azìz (il Possente), l’Impositore irresistibile del suo dominio, il Sovrastante in grandezza. Incondivisa è la divinità di Allàh ed Egli è ben al disopra di ciò che Gli associano.

(24) Egli è Allàh, il Creatore, il Produttore, il Formatore. A Lui appartengono i nomi più belli. Tutto ciò ch’è nei Cieli e nella Terra proclama la Sua divinità incondivisa ed Egli è al-’azìz (il Possente), il Sapiente.

-o-

Fratelli e Sorelle,
Ibn ‘Abbāṣ, che Allàh si compiaccia di lui, riferì che il Messaggero di Allah, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, nell’esercizio del suo magistero-apostolico profetico, diede il seguente ammaestramento:

Trai beneficio da cinque cose, prima che cinque sopravvengano:
dalla tua gioventù, prima della tua vecchiaia,
dalla tua salute prima della tua malattia,
dalla tua ricchezza prima della tua povertà,
dal tuo ozio prima della tua occupazione,
dalla tua vita prima della tua morte”.

È il testo di una tradizione autentica, che è stata registrata da Al-Ḥakīm, di cui al-shà’ykh ‘àbdu-l-‘aẓīm al-Bàdawī ha fatto un sapiente commento di cui, vi faccio una sintesi, che Allàh lo ricompensi come merita. Si tratta di un consiglio pieno di valore e un richiamo contenente un’enorme saggezza, che il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, diede a un uomo, che gli chiedeva consiglio. Il consiglio fu quello di utilizzare la sua vita consapevolmente, cioè ai fini della salvezza dal fuoco, mettendo in pratica i comandamenti del Sublime Corano, prima della morte, poiché la vita è un immenso beneficio, e ciascuno dei giorni che la compone è un beneficio. Il Profeta (che Allah gli accordi la Grazia e la Pace), quando Allah, rifulga lo splendor della Sua Luce, lo resuscitava dal suo sonno, diceva: “Lode ad Allah Che ci ha fatto rivivere dopo averci fatto morire, e verso di Lui è il ritorno”(riportato da Bukhārī). Un giorno in più di vita può permettere all’uomo di pentirsi, o al generoso di esserlo maggiormente. Così, una lunga vita ricca di buone azioni permette di raggiungere livelli molto elevati nel Paradiso. Approfittate, dunque, o Fratelli e sorelle, della vostra vita, poiché la morte giunge il più delle volte senza preavviso. Il termine della vita è fissato da quando l’angelo di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, al 120° giorno dal concepimento porta il rūḥ e la durata della vita, insieme a ‘àmal, rizq e destino finale, ma noi non lo sappiamo e, quindi, dobbiamo essere sempre pronti a farvi fronte con il bagaglio necessario a scampare dal fuoco dell’inferno, non senza il concorso della Misericordia di Allàh, l’Altissimo e per avere sempre le carte in regola, l’uomo non farsi sedurre dagli inganni della vita di quaggiù, e non lasciarsi imbrogliare da Shayṭān riguardo ad Allah. Per ottenere questo risultato bisogna essere ligi alle norme del Codice di vita islamico, camminando nella via della rettitudine, indicata dal Sublime Corano e dalla Nobile Sunna.

Ogni persona che in vita avrà trascurato di adempiere i propri doveri, rimpiangerà il proprio comportamento nel momento dell’agonia e implorerà una dilazione, per quanto breve, per correggere il suo passato, ma non sarà possibile, perché ciò che è stato fatto, è stato fatto… e ciò che doveva accadere, è accaduto! Dice Allah (Gloria a Lui, l’Altissimo): Avverti le genti (a proposito) del Giorno in cui li colpirà il castigo. (Allora) coloro che saranno stati ingiusti diranno: “O Signor nostro, concedici una breve dilazione: risponderemo al Tuo appello e seguiremo i Messaggeri”. “Non giuravate dianzi, che per voi non ci sarebbe stato declino? Eppure abitavate nelle case di coloro che avevano fatto torto a loro stessi, e quel che facemmo di essi vi era ben noto. Vi abbiamo citato gli esempi” (Corano XIV. Ibrâhîm, 44-45)

La salute e il tempo libero fanno anch’essi parte delle cose di cui il Profeta ci ordinò di fare buon uso: …la salute prima della malattia, il tempo libero prima dell’attività…  Trai vantaggio, allora, o servitore di Allah, della tua salute, e utilizzala per digiunare di giorno, pregare di notte, combattere i nemici (della religione), recarti alla moschea, viaggiare alla ricerca della conoscenza, prima di essere messo alla prova con la malattia… Desidererai allora digiunare, ma non potrai farlo. Vorrai pregare in piedi, ma non ne avrai la forza. Cercherai di andare alla moschea, ma le tue gambe cederanno. E rimpiangerai, allora, i giorni passati, in cui avresti potuto fare tutto ciò, ma lo tralasciasti…E riempi il tuo tempo libero con ciò che ti sarà di beneficio tra le buone azioni, prima di essere troppo occupato. Allora, nel bel mezzo della tua occupazione, spererai di poter disporre di un’ora per poter leggere un libro, o assistere ad una lezione… Ma non potrai farlo! E rimpiangerai, allora, il tempo – addirittura gli anni! – che hai sciupato.Sappi, o servo di Allah, che se utilizzerai la salute e il tempo nell’obbedienza nei confronti di Allah, e poi ti ammalerai o dovrai partire per un viaggio, le buone azioni che avevi l’abitudine di compiere quando eri in salute e sedentario ti verranno contate lo stesso, così come ci assicurò il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui): “Se il servo si ammala, le buone azioni che era abituato a compiere quando era in salute e sedentario gli verranno contate” (come se le avesse compiute lo stesso) (riportato da Bukhârî 6/136/2996). Tuttavia, la maggior parte della gente è incurante a questo proposito.

Questa è anche la ragione per cui il Profeta (che Allah gli accordi la Grazia e la Pace) disse: “Vi sono due benefici riguardo ai quali molta gente si inganna: la salute e il tempo libero” (riportato da Bukhârî 11/229/6412).

L’inganno di cui parla il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria è quello di cui è vittima la persona, la quale, benché in buona salute e con del tempo libero a sua disposizione, non trae beneficio da questi due doni, per guadagnare meriti ai fini della vita futura, ma li sperpera nei vizi e nelle cose inessenziali ai fini della salvezza dal fuoco. In effetti, essa è simile a una persona che possieda gioielli di grande valore e che li venda a prezzo vile.

Per questa ragione i musulmani devoti delle prime generazioni erano molto attenti del buon utilizzo del loro tempo. Per ciò che riguarda noi, troviamo delle persone che non sanno come far uso del loro tempo, o come “riempire” il loro tempo libero (al punto tale che si sente questo genere di espressioni: “Vieni con me ad ammazzare il tempo”, “Andiamo a perdere un po’ di tempo, esattamente come facevano i Pii Predecessori, i quali accordavano importanza al minimo istante, anche ai secondi, per essere sempre in regola con i Comandamenti del Sublime Corano e ai precetti della nobile Sunna; non solo! È stato tramandato che essi si consigliavano vicendevolmente la doverosità di tale comportamento.

Tra le cose di cui il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, raccomandò di fare buon uso, vi è “…la gioventù prima della vecchiaia…”. La giovinezza è il periodo del dispendio e della lotta, ed è l’occasione d’oro in tutta la vita. Chiunque, dunque, utilizzi la propria giovinezza con cognizione di causa sarà vincente e salvato, e Allah, rifulga lo splendor della Sua Luce, lo porrà sotto la Sua ombra nel Giorno, in cui non vi sarà altra ombra che la Sua.

Chiunque avrà sperperato la giovinezza nei piaceri e nei desideri sarà perduto! Chi muore in questo stato, lo rimpiangerà; se invecchia, lo rimpiangerà lo stesso. E ciò, poiché, se muore le sue azioni saranno finite, e se invecchia, la sua schiena si curverà, le sue gambe si indeboliranno, il suo udito e la sua vista si attenueranno, e non avrà dunque la forza di compiere tutte le opere buone, che desidererà compiere per redimersi dalla scioperatezza giovanile.

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Fratelli e sorelle,
che la vostra giornata sia digiuno, che la vostra notte sia adorazione , che i vostri passi si dirigano verso la moschea! State in guardia, affinché la vostra giornata non sia divertimento, le vostre veglie distrazione, e i vostri passi non vi guidino verso la disobbedienza ad Allah, rifulga lo splendor della Sua Luce. Ricordate il hadith che ammonisce:

Se vivi fino al mattino, non aspettare la sera, e se vivi fino alla sera, non attendere il mattino, fai buon uso della tua salute prima della malattia, e della tua vita prima della morte…

Quanto alla “…ricchezza prima della povertà”: la ricchezza fa parte dei doni che Allah l’Altissimo concede a chi vuole ed è, quindi, dovere, di colui al quale essa è stata concessa riconoscere la generosità di Allah e di utilizzarne una parte in generosità, perché la ricchezza è una prova e l’avarizia è un fonte di pericolosa vicinanza al fuoco dell’inferno. Dice Allàh l’Altissimo:  

Coloro che sono avari di quello che Allah ha concesso loro della Sua grazia, non credano che ciò sia un bene per loro. Al contrario, è un male: presto, nel Giorno del Giudizio, porteranno appeso al collo ciò di cui furono avari. Ad Allah appartiene l’eredità dei cieli e della terra; e Allah è ben informato di quello che fate.
(Corano III. Āl-’Imrān, 180)

Non dimentichiamo, quindi: Trai beneficio da cinque cose prima di cinque (altre) cose: la vita prima della morte, la salute prima della malattia, il tempo libero prima dell’attività, la gioventù prima della vecchiaia, la ricchezza prima della povertà.

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O Allàh, benedici ed abbi in gloria il Tuo Servo e Apostolo Muhàmmad, il quale assolse il compito che gli fu da Te affidato per la salvezza dell’umanità dal fuoco. Compiaciti della sua Famiglia, dei suoi quattro successori custodi dell’ortodossia islamica, Abu Bakr, Omar, Othmàn e Alì, , di tutti i sui Compagni e dei loro Seguaci, come pure di chi segue l’insegnamento del Profeta e pratica la sua linea di condotta; e, infine, compiaciti di noi in virtù della Tua clemenza, della Tua generosità e della Tua grazia.

O Allàh, dà gloria e potenza all’Islàm e ai musulmani! O Allàh crea la concordia tra i loro cuori, unifica le loro schiere, raccogli nella Parola della Verità le loro diversità.

O Allàh, noi ti chiediamo tutto il bene di cui abbiamo conoscenza e di tutto quello che ignoriamo; e Ti chiediamo protezione dal male, di cui abbiamo conoscenza e di quello che non conosciamo; noi chiediamo il Tuo compiacimento e il Paradiso e chiediamo protezione dalla Tua riprovazione e dall’inferno.

O Allàh, rendici facile la vita, apri i nostri petti, soddisfa i nostri bisogni; non punirci per i nostri peccati, non distruggerci per quello che fanno gli stolti, proteggici dal male della corruzione sia di quella che si vede che da quella nascosta e tieni lontano da noi delle prove, dalle quali solo tu puoi tenerci indenni.

Signor nostro, abbiamo fatto torto a noi stessi e se Tu non ci perdoni e ci usi misericordia, finiremo tra i perdenti. O Signor nostro, dacci il bene nella vita terrena e il bene nella vita futura e scampaci dal fuoco.

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O credenti,
Allàh ordina la giustizia, la buona condotta, di aiutare il prossimo e di proibisce le sconcezze le cose riprovevoli e l’iniquità. Vi esorta a riflettere perché siate consapevoli; perciò rammentatevi delle grazie di cui Allàh, rifulga lo splendore della Sua Luce, vi ricolma e e siate a Lui riconoscenti per le Sue grazie! Ricordavi di Lui, perché il Ricordo di Lui è ancor più grande cosa. Sappiate che Allàh, l’Altissimo, conosce il vostro agire.

Concludo il mio discorso, chiedendo ad Allàh, l’Altissimo, di mantenermi sulla retta via e di mantenere su essa anche voi, grazie al Suo Libro Generoso.

Chiedo perdono ad Allàh per me, per voi e per tutti i Musulmani. Chiedete anche voi il Suo perdono!

In Verità, Egli è il Clementissimo Perdonatore.