Khutba dei 10 giorni di Dhū-l-Ḥìggiah

Nel nome di Allàh,
il Sommamente Misericordioso i
l Clementissimo.

Unicamente Allàh, l’Altissimo, ha titolo esclusivo per esser Destinatario di Lode. Soltanto a Lui, noi, suoi servi fedeli, la lode innalziamo. Soltanto di Lui, l’Onnipotente, nel bisogno invochiamo il soccorso. Soltanto a Lui, il Misericordioso il Clementissimo, va il nostro ringraziamento. Soltanto a Lui chiediamo protezione dalle nostre passioni e dalle nostre trasgressioni.

Soltanto a Lui chiediamo perdono. A Lui chiediamo di guidarci sul retto sentiero. Infatti chi è guidato da Allàh cammina sul sentiero della rettitudine che a Lui conduce, mentre per colui che Allàh non guida non troverai maestro in grado di portarlo sulla retta via. Rendo testimonianza che non c’è divinità tranne Allàh, l’Uno, l’Unico e Uni-personale, il Quale non generò né fu generato il Quale non ha compartecipi della divinità. Nessuna persona possiede la qualità divina e nessuna cosa la possiede. Egli perdona le trasgressioni e accetta il pentimento, ma è severo nel castigo. Rendo testimonianza che Muhàmmad è Apostolo e Messaggero di Allàh, dal Quale, rifulga lo splendor della Sua Luce, fu inviato come misericordia per tutti gli universi con il Codice di vita per la salvezza dal fuoco e la Religione della Verità Oggettiva, per oscurare ogni altra verità. Egli, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, assolse la Missione affidatagli, sforzandosi per il successo della Causa di Allàh, fino a quando si spense, lasciandoci un’eredità, la cui notte è luminosa come il giorno e di essa non fa tesoro, solo chi è destinato alla perdizione. O Allàh, benedici ed abbi in gloria il Tuo servo e apostolo Muhammad, dopo il quale non ci sono stati e non ci saranno più Tuoi Messaggeri, i suoi Familiari e i suoi Compagni, che Allàh si compiaccia di loro.

-o-

O credenti, vi esorto ed esorto me stesso al Timore di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, e all’Obbedienza e vi metto in guardia dalla disobbedienza ai Suoi ordini e ai Suoi divieti, perché un giorno, gli uomini saranno fatti uscire per categorie, affinché vedano le loro azioni. (6) Chi fece tanto bene quanto il peso di un atomo, lo vedrà (7) e chi fece tanto male quanto il peso di un atomo, lo vedrà (8) [Sura del Terremoto / 99/ a.a. 6-7-8].

Numerose sono le ayāt che invitano al Timore di Allàh, rifulga lo Splendor della Sua Luce. Dice l’Altissimo:

(18) O voi che credete, siate timorati di Allàh, e consideri ognuno ciò che ha messo innanzi per domani. Sì, siate timorati di Allàh! In verità, Allàh è bene informato di quello che fate.

(19) Non siate come quelli che hanno dimenticato Allàh, per cui Egli ha fatto loro dimenticare loro stessi! Quelli sono i perversi!)

(20) Non sono eguali i compagni del fuoco e i compagni del Paradiso. Sono i compagni del Paradiso coloro che hanno successo.

(21) Se noi facessimo scendere questo Corano su un monte, lo vedresti umiliarsi e spaccarsi per il timor di Allàh. Questi sono i paragoni che Noi offriamo agli uomini, affinché essi riflettano.

(22) Egli è Allàh, all’infuori del Quale non c’ è divinità, il Conoscitore dell’Invisibile e del Visibile. Egli è il Sommamente Misericordioso il Clementissimo.

(23) Egli è Allàh , tranne il Quale non c’è divinità. Egli è il Re, il Santo, la Pace, il Fedele, il Sorvegliante, al-’azìz (il Possente), l’Impositore irresistibile del suo dominio, il Sovrastante in grandezza. Incondivisa è la divinità di Allàh ed Egli è ben al disopra di ciò che Gli associano.

(24) Egli è Allàh, il Creatore, il Produttore, il Formatore. A Lui appartengono i nomi più belli. Tutto ciò ch’è nei Cieli e nella Terra proclama la Sua divinità incondivisa ed Egli è al-’azìz (il Possente), il Sapiente.

-o-

La lode tutta appartiene ad Allàh, rifulga lo splendore della Sua Luce, il Quale ci ha guidato sulla retta via e ha operato nei cuori dei credenti, affinché essi formassero un corpo unico, attraverso la missione apostolico-profetica di Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, servo di Allàh, incondivisa è la Sua divinità, e Messaggero di Lui.

 <<<O>>>

Nel nome di Allàh,
il Sommamente Misericordioso, 
il Clementissimo.

Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
la stagione del Pellegrinaggio di quest’anno 1437 dell’Egira volge al termine; siamo, infatti, negli ultimi giorni si dhū-l-qà’dā e alla velocità di ventiquattro ore al giorno, si avvicina Dhū-l-Ḥìggiah, i primi dieci giorni del quale sono indicati come giorni di particolare eccellenza ai fini della classifica dei meriti per il Paradiso per i Musulmani, che non sono ospiti del Sommamente Misericordioso.

Il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, ebbe a dire che “Non ci sono giorni, nei quali le buone azioni sono più grandi o più bene accette da parte di Allah, rifulga lo splendor della Sua Luce” [o come disse, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria], per cui in questi dieci giorni è consigliato a chi ha orecchie per intendere di accrescere, più che negli altri giorni dell’anno, la recitazione del riconoscimento dell’unità, unicità e uni-personalità di Allàh, dicendo Lā ilāha illa-llàh, della lode, che a Lui soltanto è dovuta, dicendo Al-àmdu li-llàh la proclamazione della sua grandezza, dicendo Allàhu àkbar!.

L’importanza di questi dieci giorni e la rilevanza dei benefici che derivano dalle devozioni compiute in esse è denotata dal fatto che Allàh, rifulga lo splendor della sua Luce fa giuramento su essi, quando nel Sublime Corano giura “Per l’alba, per le dieci notti”(Sura Fajr 89:1-2).

Il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria ha dato istruzioni a coloro che non sono in Pellegrinaggio di non tagliare i capelli e neppure unghie, come i Pellegrini, per beneficiare, come i Pellegrini della misericordia di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce. Il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, disse: “Se qualcuno di voi avvista la luna di Dhū-l-Ḥìǧǧah e vuole compiere un sacrificio, non tocchi ne capelli ne unghie”.

Il digiuno nei nove giorni che precedono il Giorno Solenne Festivo del Sacrificio è altamente raccomandato, in quanto il Profeta, che Allàh lo benedica l’abbia in gloria, in questi giorni faceva digiuno, come ci viene dal adīth. Ricordiamoci, quindi, di digiunare e di digiunare nel giorno di ‘Arafah perché il digiunare in esso espia i peccati di due anni e supplichiamo Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, perché le suppliche migliori sono quelle pronunciate nel giorno di ‘Arafah e le parole più gradite ad Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, che si possono dire in esso, sono: “Non c’è divinità all’infuori di Allah senza alcun condomino nella Sua Divinità, a Lui appartengono il dominio e tutta la gloria ed Egli ha potere su tutte le cose”.

Ricordiamoci di Allàh, più sovente, che al solito. Il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, ci ha comandato di recitare molto il Tasbīh (Subhan Allah), il Tamīd (Al-amdu li-illah) e il Takbīr (Allahu Akbar) in questi giorni benedetti.

Raccontò Abdullah bin ‘Umar, che Allàh si compiaccia di lui, riporta che il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, ebbe a dire: “Non ci sono giorni più grandi agli occhi di Allah, nè giorni in cui le buone azioni sono da Lui più amate che questi dieci giorni, quindi in questo periodo recitate molto il Tahlīl (Lā ilāha illā Allah), il Takbīr (Allahu Akbar) e il Tamīd (Al-amdu li-llah) [o come disse, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria]. adīth raccolto da Amad.

Allah, rifulga lo splendor della Sua Luce, dice: “E ricorda Allah nei giorni stabiliti!”. In obbedienza a questo comando divino, dal faǧr (alba) del giorno di ‘Arafah fino all’Ar degli ultimi giorni di Tashrīq, dobbiamo recitare: “Allahu àkbar, Allahu àkbar, Allahu àkbar – Lā Ilāha Illā llah! Allahu àkbar, Allahu àkbar Wa li-llahi l-hamd. Gli uomini devono dirlo a voce alta in moschea, a casa ecc. e al termine di ogni rito di adorazione obbligatorio, come proclamazione della Grandezza divina di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, e riconoscimento che solo Lui ha titolo di essere adorato.

Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
Prendete nota di queste informazioni sull’importanza ai fini della salvezza dal fuoco e dei meriti per il paradiso di questi giorni, per cui sforziamoci all’umiltà nel rito d’adorazione, recitiamo il Sublime corano, ricordiamoci di Allàh, rifulga lo splendor della Sua luce, soventemente, facciamo opere di bene, dimostriamo pietà filiale verso i genitori, promuoviamo il bene e proibiamo il male pentiamoci con sincerità dei nostri peccati, chiediamone perdono ad Allàh, rifulga lo splendor della sua Luce. Chiediamo, infine ad Allàh, l’Altissimo, di mantenerci sempre sulla Retta Via. 

-o-

E qui concludo, chiedendo perdono ad Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, per me, per voi e per tutti i Musulmani.

Chiediamoglielo il perdono, perché Egli, il Misericordioso il Clementissimo, è il Perdonatore, il Quale ama perdonare e che gli venga chiesto perdono.

Al-Hàmdu lillàhi ràbbi-l-‘ālamīn.