Il principio della convivenza nell’Islàm

 La Lode tutta appartiene ad Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, il Sommamente Misericordioso, il Sublime, il Quale effondendo la Sua Grazia in abbondanza sui Suoi servi fedeli, li guida sul sentiero della Rettitudine.

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Rendo testimonianza che non c’è divinità, tranne Allàh, il Quale non ha compartecipi nella sua divinità né per figliolanza né per condominio nella Signoria sull’universo visibile e invisibile e rendo, altresì, testimonianza, che Muhàmmad, è servo di Allàh e di Lui Apostolo, il quale ha portato la Guida divina, per mettere a nudo le fantasie teologiche dei fabbricanti di dei falsi e bugiardi. Allahùmma [o Iddio] benedici ed esalta il tuo servo e apostolo Muhàmmad e compiaciti della Sua Famiglia e dei suoi Compagni.

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Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
l’Islàm – come voi ben sapete [ma non è mai superfluo ribadirlo, ai fini del ricordo] è una linea di condotta [una linea di condotta è una serie ininterrotta di azioni e di stati], nella quale ogni azione e ogni stato è pratica di un Comandamento, un precetto, un’ordinanza del Codice di vita che ha la sua fonte in un Libro, pubblicato 1400 anni or sono, circa, in lingua araba, nella penisola araba.

Questo Libro, pubblicato 1400 anni or sono, circa, contiene numerose informazioni riguardanti realtà, l’esistenza delle quali sarebbe stata scoperta dagli scienziati occidentali con l’impiego di strumenti di ricerca, prodotti dalla tecnologia moderna più avanzata; e per essere più chiari, il Libro, che è il Sublime Corano, parla di particelle sub-atomiche, di espansione accelerata dell’universo in atto, della matrice del big bang, di picnolinea, di origine meteoritica del ferro, di vulcani sottomarini, di un’esperienza astronautica e di molte altre realtà.

Queste segnalazioni che l’Autore del Libro dà, le dà per gli uomini dell’epoca moderna, della nostra epoca, come prova sotto i loro occhi per avallare la verità di tutte le altre informazioni, date nel Libro.

Chi poteva sapere 1400 anni or sono le cose scoperte 1400 anni dopo, se non il Creatore, Allàh, rifulga lo splendor della Sua luce?

Nel Libro, il Sublime Corano, l’uomo viene informato del suo destino ultraterreno, del Paradiso e dell’Inferno. Al Paradiso si va, mettendo in pratica il Codice di Vita indicato dall’Autore del Libro, cioè obbedendo ad Allàh [Sublime Corano] e al Profeta [Nobile Sunna]. Il Codice di vita regola tutti gli aspetti dell’esistenza dell’uomo.

L’uomo è soggetto di un certo numero di rapporti: con il suo Creatore, con i suoi procreatori, con i suoi simili, con le creature non umane e con l’ambiente.

Gli aspetti principali della persona sono: il suo corpo, il suo onore, il suo patrimonio.

Ci sono norme che regolano le relazioni del soggetto umano con il suo Creatore con diritti e doveri da ambo le parti e sono la parte rituale del Codice; ci sono norme che regolano le relazioni del soggetto umano con i propri simili, con diritti e doveri, norme che hanno come scopo di realizzare il rispetto del corpo, dell’onore e del patrimonio proprio e degli altri e sono le norme del codice etico-giuridico; ci sono norme che regolano le relazioni del soggetto umano con la bestia e l’ambiente [parte animalistica ed ecologica], mettendo in pratica le quali si realizza il rispetto delle bestie e dell’ambiente.

Il Rispetto delle norme del codice di vita dato da Allàh, l’Altissimo, rifulga lo splendor della Sua Luce, realizza l’armonia della creatura con il Creatore, l’armonia, l’equilibrio, la pace tra gli uomini, l’armonia con il mondo animale e con la natura.

La parola ISLAM appartiene alla famiglia delle parola a cui appartiene SALAM, che significa Pace. Il Saluto islamico è un augurio di pace: “As-salàmu ‘alày-kum!”.

L’Islàm realizza l’equilibrio tra le esigenze materiali e quelle spirituali dell’uomo; uno dei principi che il musulmano segue, pena la perdita della sua identità, è quello della “via di mezzo”, la medietà, che esclude ogni azione di estremismo, anche se etichettata <Islam>, come azione estranea a essa.

Tutto ciò è il fondamento teologico della convivenza nell’ordine islamico. Prova ne siano l’esistenza di numerosi milioni di Cristiani Copti e cattolici in Egitto; che nella Spagna, che fu musulmana per circa 1000 anni, è ancora presente il rito cattolico mozarabico, esistente il Spagna nel 711, anno in cui ebbe inizio la liberazione islamica di essa dal dominio visigotico; che a Gerusalemme, che è stata nella casa dell’Islàm per 1400 anni, esiste la chiesa del Santo Sepolcro; che nei Balcani, che per quasi mezzo millennio sono stati territorio del Sunnita Impero ottomano, sono stati presenti il cristianesimo cattolico e ortodosso con chiese e monasteri, vale a dire che non sono stati cancellati dall’Islàm, come sono state cancellate le moschee dalla Spagna e dalla Sicilia. Sono la prova storica del principio della convivenza nell’Islàm, che fa parte del dna del musulmano, il quale, se lo applica, quando ha il potere politico, a maggior ragione lo applica quando è minoranza.

Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm, in questo nostro tempo, in cui le forze del male sono in prima linea per la demonizzazione dell’Islàm, attribuendo a esso le sanguinose imprese del terrorismo, che con cadenza periodica vengono messe a segno da individui plagiati da chi ne ha interesse, è nostro dovere far sapere con forza che il terrorismo è uno strumento del male per minare la convivenza pacifica della presenza islamica in un contesto sociale pluralista per cui è fuori dall’Islàm ogni azione che la pregiudica e, per dare un’immagine del valore dell’espressione terrorismo islamico, tratta dalla geometria solida: non esiste il CUBO SFERICO né LA SFERA CUBICA! Chi è musulmano non è terrorista e chi è terrorista non è musulmano. E la lode appartiene ad Allàh.

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Chiedo perdono ad Allàh, l’Altissimo, per me, per voi e per tutti i Musulmani. Chiedete il Suo perdono anche voi, perché Egli è il Clementissimo e il Perdonatore.

Al-Hàmdu lillàhi ràbbi-l-‘ālamīn.