I primi 10 articoli della Khùtbah di Tabūk

Nel nome di Allàh,
il Sommamente Misericordioso 
il Clementissimo

La lode appartiene ad Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce.
Sì! Unicamente Allàh l’Altissimo ha titolo per essere lodato.

Sia Lodato Allàh per la Grazia dell’Islàm, che ci ha elargito.
Potente ed Eccelso Egli è!

La Lode appartiene ad Allàh, il Quale ci ha guidato alla Sua Luce, alla quale mai saremmo arrivati, se Egli non ci avesse guidato.

Noi, di Lui servi e bisognosi della Sua Misericordia, soltanto a Lui innalziamo la nostra lode e rivolgiamo il nostro ringraziamento, solamente a Lui nel bisogno rivolgiamo la nostra invocazione di soccorso, soltanto a Lui chiediamo la protezione dalle nostre deleterie passioni e dalle disastrose conseguenze delle nostre trasgressioni.

A Lui soltanto chiediamo perdono e a Lui chiediamo di guidarci sul retto sentiero.

Solamente chi è guidato da Allàh, infatti, cammina sulla retta via, mentre per colui che Allàh non guida non si troverà mai un maestro in grado di riportarlo sulla retta via.

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Io rendo testimonianza che non c’è divinità, tranne Allàh, il Quale è Uno, Unico e Uni-personale, il Quale non generò né fu generato, il Quale non ha compartecipi a nessun titolo della Sua Qualità divina. Egli, il Sommamente Misericordioso, il Clementissimo, perdona tutte le nostre trasgressioni, tranne l’associare a Lui nel culto una Sua creatura. Egli accetta il pentimento ed esaudisce la richiesta di Perdono, ma è severo nel castigo.

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Rendo testimonianza che Muhàmmad, Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, è Apostolo e Messaggero di Allàh, dal Quale fu inviato come misericordia per tutti gli universi con il Codice di vita per la salvezza dal fuoco e la Religione della Verità Oggettiva per oscurare ogni verità soggettiva.

Egli, che Allàh lo benedica e l’ abbia in gloria, portò a termine la Sua missione, sforzandosi per il trionfo della Parola di Allàh, l’Altissimo, su qualsiasi parola dell’uomo, fino a quando rese l’anima ad Allàh, il suo Amico Intimo, lasciandoci un’eredità, la cui notte è luminosa come il giorno e di essa non fa tesoro solo chi è destinato alla perdizione eterna.

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O Allàh, benedici ed abbi in gloria il Tuo servo e Apostolo Muhammad, dopo il quale non ci furono e non ci saranno più Messaggeri. Compiaciti della la sua Famiglia, dei suoi Successori Ben Guidati, Abu Bàkr, Omar, Othmàn e Alì e di tutti i Compagni, i quali, educati dal Suo insegnamento, hanno portato al mondo il Sublime Corano e la Sua Nobile Sunna.

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O Servi del Sommamente Misericordioso, vi esorto ed esorto me stesso al Timore di Allàh e all’obbedienza ai Suoi Comandamenti e vi metto in guardia dalla disobbedienza alle sue norme di fare e ai suoi divieti, perché un giorno, gli uomini saranno fatti uscire per categorie, affinché vedano le loro azioni. (6) Chi fece tanto bene quanto il peso di un atomo, lo vedrà (7) e chi fece tanto male quanto il peso di un atomo, lo vedrà (8)”.
[Sura del Terremoto / 99/ a.a. 6-7-8].

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Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
dice Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, nel Sublime Corano: “C’è per voi nell’Apostolo di Allàh, un modello esemplare di comportamento… – Chi obbedisce all’Apostolo, obbedisce ad Allàh – Ciò che l’Apostolo vi dà, prendetelo e da ciò che vi ordina di non fare, astenetevene – Ti abbiamo mandato come, ammonitore, annunciatore di buone novelle e come una lanterna luminosa – Non è dato a un credente e a una credente di fare di testa propria, quando Allàh e il Suo Apostolo hanno stabilito una regola”.

Il Profeta Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria ha ricevuto nella Missione affidatagli da Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, quattro compiti: comunicare alla lettera il Messaggio, darne spiegazioni, fare da modello e dettare regole di attuazione dei Comandamenti Coranici. Modello e maestro di vita con i suoi insegnamenti. Insegnamenti preziosi per mantenersi sulla Retta Via e per conoscere l’Islàm in tutte le sue dimensioni per poterlo mettere in pratica.

In questo mese, il mese di Ragiab, come sapete, il Profeta fece la famosissima Khutba di Tabūk, nella quale diede una vasta informazione panoramica sugli aspetti fondamentali dell’Islàm, quanto a dottrina e quanto prassi. Tutti dovremmo imparare a memoria la Khutbah di Tabùk per metterne in pratica gli insegnamenti. Esploriamone insieme i primi 10 insegnamenti.

Il Sublime Corano è il Verbo divino, che entra nella dimensione del creato sotto le specie delle lettere e dei suoni della lingua araba. Allàh, rifulga lo splendore della Sua Luce, ha garantito l’intangibilità del suo Testo – Il punto di appoggio più saldo per la soluzione di qualsiasi problema è la parola che nasce nel timore di Allàh.

Il Credo che, oggettivamente, corrisponde alla Verità è il credo del monoteismo del profeta Ibrāhīm, su lui la Pace, che mai fu adoratore di idoli. E ciò in quanto il Credo del profeta Ibrahìm, su lui la Pace, si fonda sulla Rivelazione Divina, raccolta nei Sùuf,un frammento dei quali Allàh ha rivelato nel Sublime Corano in Sura al-àlā (C. LXXXVII/16-17), dove dice: “Voi preferite la vita terrena, mentre la vita futura oltre ad essere migliore è anche eterna”.

È il credo dell’Islàm, che si fonda sul principio che: “Nessuno ha titolo di essere padrone dell’uomo, tranne Allàh”.

La miglior maniera di praticare la vita, che, non senza la Misericordia di Allàh, assicura la salvezza dal fuoco, è la Nobile Sunna del profeta Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, proposto come modello esemplare di comportamento da Allàh, l’Altissimo, quando dice: “C’è per voi nell’apostolo di Allàh il modello esemplare di comportamento” (C. XXXIII/21).

La più nobile e più alta espressione verbale dell’uomo è il Ricordo di Allàh, per l’attuazione del quale è stato istituito il rito dell’adorazione, come dice Allàh nel Sublime Corano all’àyah 14 della sura XX quando dice, parlando a Mosè: “Io sono Allàh unico titolare della qualità divina, perciò adora esclusivamente Me e istituisci il rito dell’adorazione per il Ricordo di Me”.

Il Sublime Corano è il più bello dei Racconti perché in esso ci sono la Visione del mondo e il Codice di Vita che, provenendo da Allàh, il Quale mantiene le Sue promesse, assicurano la salvezza dal fuoco e le delizie del Paradiso per l’eternità al credente, il quale, credendo nella visione del mondo definita da Allàh, pratica il Codice di vita dell’Islàm.

La pratica di vita che garantisce, non senza l’intervento della Misericordia divina, la salvezza dal fuoco è quella che ha un solido fondamento nella Scrittura e nelle tradizioni autentiche del Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria.

Bisogna stare in guardia da una pratica religiosa che non solo non ha un solido fondamento nella Scrittura e nelle tradizioni autentiche del Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, ma che consiste anche in una innovazione nella dottrina e nel culto. Far ciò è garanzia di destinazione infernale. Infatti il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, disse: “Guardatevi dall’apportare varianti alle pratiche stabilite (dall’Islàm, che Allàh, ha perfezionato con il completamento della Rivelazione coranica) perché ogni variazione è innovazione, ogni innovazione è fuorviamento e ogni fuorviamento ha come destino il fuoco dell’inferno”. E disse ancora, in sintesi: “Chi introduce una dottrina nuova o una pratica nuova in questa nostra religione (in questo nostro affare = fī-àmrinā hàdhā) è fuori dall’Islàm (fa-hùwa ràdd).

La migliore delle guide è la guida dei Profeti, perché essi sono gli Annunciatori della Volontà divina di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, dal Quale essi ricevono istruzioni per guidare sulla retta via, che porta al conseguimento del bene individuale e sociale in questa vita terrena e al godimento delle delizie del Paradiso nell’altra, le comunità alle quali sono stati inviati.

Se questo è vero, come è indiscutibilmente vero, dopo l’investitura profetica di Muhàmmad, la migliore delle guide è la Guida di Muhàmmad, che come afferma Allàh nel Sublime Corano: E’ Apostolo di Allàh e Sigillo dei Profeti”. (C. XXXIII/40).

“Tutti gli uomini gusteranno la morte” (C. III/185) e ci sono numerosi modi per morire; incontrare la morte, essendo ucciso a causa della propria fede nella unità, unicità e unipersonalità di Allàh e nella Missione profetica di Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria è il modo migliore di morire, perché chi muore nella Testimonianza del Primato del Verbo del Creatore su qualsiasi verbo di creatura, non muore veramente, ma vive presso Allàh, come Egli dice nell’àyah 154 della Sura II, dove dice: “Non dite che sono morti coloro che sono caduti combattendo in difesa della Causa di Allàh; essi sono vivi, benché voi non lo percepiate”.

Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
facciamo tesoro di questi insegnamenti, che sono i primi dieci insegnamenti della Khutba di Tabūk per accrescere il nostro patrimonio di conoscenza religiosa dell’Islàm al fine di metterli in pratica e di insegnarli, perché – come disse il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria: “Il migliore di voi è chi acquista il sapere e lo insegna e i benefici derivanti a terzi dalla pratica del suo insegnamento, verranno attribuiti anche a lui, senza che nulla venga tolto a chi li ha messi in pratica”.

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Chiedo protezione ad Allàh contro Satana il Lapidato!

Che Allàh, grazie al Suo Libro, nel quale non insegna niente altro che la verità e non denuncia nient’altro che la falsità, mi guidi sempre sulla retta via e così guidi voi. Chiedo ad Allàh di perdonare tutte le mie trasgressioni, di perdonare quelle vostre e quelle di tutti i Musulmani.

Chiedeteglielo il perdono!

In Verità, Egli è il Clementissimo e il Perdonatore.