Dovere di sequela del Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria

 La Lode tutta appartiene ad Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, il Sommamente Misericordioso, il Sublime, il Quale effondendo la Sua Grazia in abbondanza sui Suoi servi fedeli, li guida sul sentiero della Rettitudine.

-o-

Rendo testimonianza che non c’è divinità, tranne Allàh, il Quale non ha compartecipi nella sua divinità né per figliolanza né per condominio nella Signoria sull’universo visibile e invisibile e rendo, altresì, testimonianza, che Muhàmmad, è servo di Allàh e di Lui Apostolo, il quale ha portato la Guida divina, per mettere a nudo le fantasie teologiche dei fabbricanti di dei falsi e bugiardi. Allahùmma [o Iddio] benedici ed esalta il tuo servo e apostolo Muhàmmad e compiaciti della Sua Famiglia e dei suoi Compagni.

-o-

Eccellenti fratelli e Sorelle nell’Islàm,
Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, dice nel Sublime Corano:

Atì’ū llàha wa atì’ū r-rasūla wa ūlī-l-àmri min-kum
che – letteralmente – significa:
Obbedite ad Allàh, obbedite all’Apostolo e a chi tra voi è titolare di autorità islamica”.

Dice, altresì, sia gloria a Lui l’Altissimo:

wa mā kāna li-mù‹minin wa lā li-mù‹minatin – idha qaḍā lllàhu wa rasūlu-Hu àmran an yakūna la-humu l-khiyàratun min àmri-him
che – letteralmente – significa:
“Non è dato a un credente e a una credente di far di testa propria in materia regolata da Allàh e dal Suo Apostolo”.

Ancora, dice, Potente ed Eccelso Egli è :

làqad kāna là-kum fī rasūli llàhi ùswatun ḥàsanatun
che – letteralmente – significa:
“C’è per voi nell’Apostolo di Allàh, il modello esemplare di comportamento”.

E dice, ancora, rifulga lo splendor della Sua Luce:

wa mā atā-kumu r-rasūlu fa-khedhū-hu wa mā nahā-kum ‘àn-hu fa-ǧtanibū ‘àn-hu
che – letteralmente – significa:
Ciò che l’Apostolo vi ha dato, prendetelo e da ciò che vi ha ordinato di astenervi, astenetevi”.

Il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, disse:

Chi vivrà dopo me, vedrà sorgere numerose divergenze, ma voi attenetevi alla mia Pratica [Sunnah] e alla pratica dei miei Successori Ben Guidati, di coloro che indicano la Retta Via [l’ISLAM], attenendovi ad esso con le unghie e con i denti, guardatevi da ogni modifica, perché ogni modifica è innovazione, ogni innovazione è fuorviamento e ogni fuorviamento ha come esito il fuoco” [o come disse, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria].

I Musulmani con la m maiuscola si attengono alla Parola di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, e all’Insegnamento del Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, camminando sul Retto Sentiero, senza deviare da esso, con l’intenzione in ogni loro azione di adorare Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, nelle condizioni e con le modalità insegnate dall’Apostolo di Allàh, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, a cui si sono attenuti i Califfi Ben Guidati, Abū Bakr, ‘Umar, ‘Uthmān e ‘Alī, che Allàh si compiaccia di ciascuno di loro.

Alla luce di questi insegnamenti impartiti dall’Autorità fondamentale del Sublime Corano e dall’autorità normativa del Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, i Musulmani con la m maiuscola stanno alla larga da coloro, i quali, professandosi appartenenti alla Umma di Muhùmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, si esibiscono in pratiche diverse da quelle profetiche e da quelle dei Califfi Ben Guidati, che Allàh si compiaccia di loro.

Nei loro confronti il Musulmano ha il dovere di “ordinare il bene e proibire il male”, dove il bene è attenersi alla Parola di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, e alla Sunna del Suo Apostolo, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, e il male è fare diversamente!

Un esempio di fuorviamento lampante è nell’invocazione della benedizione sul Profeta, che Allàh, rifulga lo splendor della sua Luce, ordina ai credenti [nella paternità divina del Sublime Corano e nella Missione apostolico-profetica di Muhammad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria] nell’àyah 56 della sura 33, quando dice: “In verità, Allàh e i Suoi Angeli, benedicono il Profeta, o voi che credete beneditelo anche voi e augurategli pace”.

A proposito di questa àyah i Compagni del Profeta, che Allàh si compiaccia di loro, gli chiesero: “O Apostolo di Allàh, Allàh ci ha ordinato di ‘pregare’ su te, dicci come dobbiamo fare”. Egli, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, disse:

“Dite: ‘O Allàh, esalta Muhàmmad e la famiglia di Muhàmmad, come esaltasti Ibrāhīm e la famiglia di Ibrahīm e benedici Muhàmmad e la famiglia di Muhàmmad, come benedicesti Ibrāhīm e la famiglia di Ibrāhīm. In verità, Tu sei il di Lode Degnissimo su tutto il creato’” [o come disse, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria].

Questo è il modo di esaltare e glorificare il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, secondo l’insegnamento del Profeta stesso.

Egli, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, ebbe – tra i compiti della sua missione apostolico-profetica – quello di essere maestro e modello ai fedeli di ogni comportamento religiosamente rilevante ai fini della salvezza dal fuoco.

Nessuno, quindi, meglio di lui, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, può sapere ciò che è da farsi per ottenere il compiacimento di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce.

Alla luce di queste chiare considerazioni “chiedere ad Allàh di esaltare il Profeta e di averlo in gloria” con artificiose giaculatorie accompagnate dall’uso di strumenti musicali a corda e a fiato e con piroette e saltellamenti puerili [in pretesa imitazione dei nipotini del Profeta, Ḥàsan e Ḥusàyn, che, un girono, lo fecero, senza che il Profeta, obiettasse], correndo avanti e indietro dal loro shàykh archimandrita, assiso nel bel mezzo della conventicola aberrante, è, certamente, fuori dalla Sunnah, per cui il Musulmano ne sta alla larga e invoca la Benedizione di Allàh, rifulga lo splendor della sua Luce, sul Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, con le parole stesse del Profeta, che Allàh, sempre lo benedica e l’abbia in gloria:

Allahùmma, ṣàlli
alā Muhàmmadin wa ‘alā Āli Muhàmmad
kama ṣallàyta ‘alā Ibrāhīma wa ‘alā Āli Ibrāhīm
wa bārik
alā Muhàmmadin wa ‘alā Āli Muhàmmad
Kàma bārakta ‘alā Ibrāhīma wa ‘alā Āli Ibrāhīm

Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
stiamo alla larga da soggetti e da consorterie che diffondono pratiche completamente estranee alla Sunna del Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, e atteniamoci, invece, con scrupolo agli insegnamenti salvifici di lui, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, da lui dati con semplicità, precisione linguistica e chiarezza concettuale. 

-o-

Chiedo perdono ad Allàh, l’Altissimo, per me, per voi e per tutti i Musulmani. Chiedete il Suo perdono anche voi, perché Egli è il Clementissimo e il Perdonatore.

Al-Hàmdu lillàhi ràbbi-l-‘ālamīn.