“VOTO O NON VOTO?”

Sulla partecipazione dei musulmani alla vita democratica del paese

Una musulmana partecipa al voto democratico.

Una musulmana partecipa al voto democratico.

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In vista delle elezioni che si terranno in primavera nel nostro paese, torna di attualità, per i musulmani, la questione della loro partecipazione alle votazioni (politiche, amministrative o referendarie che siano), e con essa, la questione più ampia della loro partecipazione in generale alla vita democratica italiana.

La stragrande maggioranza dei musulmani partecipa da sempre a tutto questo, anche se spesso non va a votare o per indecisione o per sfiducia totale negli schieramenti politici odierni.

Vi è una minoranza, però, che sostiene che non bisogna andare a votare, e che, addirittura, l’atto di andare a votare sarebbe un atto di KUFR, cioè di miscredenza.

Questa tesi è stata sostenuta recentemente da un fratello, su Facebook, corroborata da una “fatwa” (parere giuridico) di Sheykh Al-Albani.

Muhammad Nasiruddìn al-Albani. E’ morto nel 1999.

Muhammad Nasiruddìn al-Albani. E’ morto nel 1999.

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Dopo aver letto questa “fatwa”, il sottoscritto ha effettuato un sondaggio telefonico con alcuni responsabili di centri islamici in Italia (fra di loro anche conoscitori del Sublime Corano a memoria), che si sono invece, tutti, dichiarati a favore della partecipazione dei musulmani al voto e alla vita democratica italiana.

Sottopongo ai nostri lettori entrambi i punti di vista. Il primo, riportando integralmente quanto pubblicato dal fratello (“fatwa” compresa), il secondo, riportando una sintesi, scritta di mio pugno, di quanto dichiaratomi dai sapienti musulmani presenti in Italia.

 

LA “FATWA” DI AL-ALBANI

 E’ LECITO VOTARE? ECCO LA “FATWA” di Al-ALBANI

DOMANDA:

Qual’e’ la sentenza riguardo alcuni musulmani americani che partecipano alle elezioni che si stanno svolgendo in America?

Usano come prova il principio di scegliere fra il minore tra i due mali.

Pensano che uno dei candidati in ballo per la presidenza sarà meno oppressivo e meno problematico verso l’Islam ed i musulmani.

RISPOSTA:

SHAYKH AL-ALBANI (rahimahullah): “Il Kufr (miscredenza) e’ una religione. Ed il nostro Signore (Azza wa Jall) ricorda a quei musulmani, che pensano d’applicare il minore fra i due mali, che Allah, l’Altissimo disse

120. Né i giudei, né i nazareni saranno mai soddisfatti di te, finché non seguirai la loro religione. (Corano 2:120).

Quindi mi stupisco con tutti gli stupori (possibili) che questi giovani si basino sul calibro di tale delirio, BarakAllahu fik.
Ed Allah (Azza wa Jall) disse:

113. Non cercate il sostegno degli ingiusti: [in tal caso] il Fuoco vi colpirebbe, non avrete alcun alleato contro Allah e non sarete soccorsi. (Corano, 11:113)

Ed il fuoco della Dunya (vita mondana) viene prima del fuoco dell’Aldila’.

A causa di cio’ diciamo che NON E’ PERMESSO PARTECIPARE AL VOTO di queste elezioni perche’ la partecipazione implicherebbe prendere i kuffar (miscredenti) come Awliya (alleati) attraverso le loro azioni. Ed e’ HARAM (proibito) secondo il testo del Corano in cui il Signore (Gloria a Lui l’Altissimo) disse:

E chi li sceglie come alleati è uno di loro. (Corano, 5:51).”

 ECCO PERCHE’, INVECE,
E’ IMPORTANTE ANDARE A VOTARE
(E PARTECIPARE ALLA VITA DEMOCRATICA)

DIRITTO-DOVERE – In democrazia, anche in quella italiana, il voto è un diritto/dovere del cittadino, il quale, se è musulmano, non vota in quanto musulmano, dato che l’ordinamento non è islamico, ma vota come cittadino se è titolare di diritto politico attivo o passivo, per partecipare con il voto alla formazione della qualità della cosa pubblica (che non è islamica), cercando di eleggere le persone che possano meglio rappresentare la sua visione del mondo islamica negli organi rappresentativi democraticamente eletti della volontà popolare.

IL COMPITO DEI MUSULMANI – Il compito dei musulmani, nelle società democratiche occidentali, è quello di partecipare alla vita democratica, e dunque anche e specialmente alle elezioni, scegliendo i candidati che meglio possano rappresentare i valori etico-morali e di economia sociale, che sono contenuti negli insegnamenti del Sublime Corano, e del Profeta Muhàmmad, che IDDIO lo benedica e l’abbia in gloria. E che meglio possano applicare, anche solo in parte, questi valori, nel vivo della società umana.

Il parlamento algerino. In Algeria, paese a stragrande maggioranza musulmano, si vota da tempo per eleggere deputati che legiferano. Non è in vigore la Shari’ah islamica.

Il parlamento algerino. In Algeria, paese a stragrande maggioranza musulmano, si vota da tempo per eleggere deputati che legiferano. Non è in vigore la Shari’ah islamica.

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IL CRITERIO DA SEGUIRE PER LA SCELTA: AMICI E NEMICI – I rappresentanti vanno scelti con il seguente criterio.

Per i musulmani, ci sono tre amici e tre nemici (si intende naturalmente dal punto di vista esclusivamente sociale e politico, NON MILITARE).

Gli amici sono:

  1. il tuo amico

  2. l’amico del tuo amico

  3. il nemico del tuo nemico.

I nemici sono:

  1. il tuo nemico

  2. l’amico del tuo nemico

  3. il nemico del tuo amico.

C’è quindi una specie di scala di gradualità nell’insieme dell’inimicizia culturale verso l’Islàm, che decresce spesso fino a esaurirsi, per diventare, a volte, addirittura simpatia.

COSTRUIRE UNA NUOVA CIVILTA’ – Oggigiorno, bisogna cercare di fare in modo, democraticamente, di ottenere la trasformazione in “diritti” di quelli che, oggi, sono solo interessi, dando fiducia a persone che siano dal punto di vista dei valori etico-morali sulla linea comportamentale dell’Islàm, e tali da assicurare il formarsi di leggi favorevoli alle prerogative etico-morali degli insegnamenti islamici ed ai musulmani, cittadini e non cittadini, che vivono sul territorio della Repubblica. Il musulmano può così fattivamente, nel suo piccolo, dare il suo importante contributo per la costruzione di una nuova civiltà.

Il parlamento indonesiano. In Indonesia, paese a stragrande maggioranza musulmano, si vota da tempo per eleggere deputati che legiferano. Non è in vigore la Shari’ah islamica.

Il parlamento indonesiano. In Indonesia, paese a stragrande maggioranza musulmano, si vota da tempo per eleggere deputati che legiferano. Non è in vigore la Shari’ah islamica.

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NEI PAESI A MAGGIORANZA MUSULMANA – Il discorso sul non-voto, su cui si può essere d’accordo, dovrebbe riguardare invece quei Paesi, dove la maggioranza della popolazione è di tradizione musulmana da secoli, e dove invece – non a causa del sistema democratico – c’è stata da tempo l’abolizione delle norme sciaraitiche, sostituite da un sistema legislativo democratico.

Il parlamento malese. In Malesia, paese a stragrande maggioranza musulmano, si vota da tempo per eleggere deputati che legiferano. Non è in vigore la Shari’ah islamica.

Il parlamento malese. In Malesia, paese a stragrande maggioranza musulmano, si vota da tempo per eleggere deputati che legiferano. Non è in vigore la Shari’ah islamica.

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E c’è poi da fare una considerazione sul voto. Il voto, inteso come strumento per formare un’assemblea legislativa, cioè che legifera, che fa delle leggi, non è islamico in un paese a maggioranza musulmana, in quanto i musulmani hanno già un codice penale e civile, che è costituito dal Sublime Corano e dagli insegnamenti del Profeta Muhàmmad, che IDDIO lo benedica e l’abbia in gloria.

Il parlamento tunisino. In Tunisia, paese a stragrande maggioranza musulmano, si vota da tempo per eleggere deputati che legiferano. Non è in vigore la Shari’ah islamica.

Il parlamento tunisino. In Tunisia, paese a stragrande maggioranza musulmano, si vota da tempo per eleggere deputati che legiferano. Non è in vigore la Shari’ah islamica.

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Non c’è nulla di anti-islamico, invece, nel fatto, preso in sé, che i musulmani/e votino per eleggere il Califfo (khalìfah) della comunità musulmana mondiale. In tal caso, ovviamente, va fatta una valutazione del caso e della situazione specifici.

Il parlamento egiziano. In Egitto, paese a stragrande maggioranza musulmano, si vota da tempo per eleggere deputati che legiferano. Non è in vigore la Shari’ah islamica.

Il parlamento egiziano. In Egitto, paese a stragrande maggioranza musulmano, si vota da tempo per eleggere deputati che legiferano. Non è in vigore la Shari’ah islamica.

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Appaiono dunque fuori contesto e inappropriate le parole di Al-Albani, in quanto il riferimento coranico agli alleati è riferibile ad altre situazioni (peraltro, già verificatesi in passato; ad esempio, durante le Crociate, ci furono casi in cui, in guerra, da una parte c’era un esercito di musulmani ed uno di cristiani, alleati fra di loro, e dall’altra un altro esercito di musulmani ed un altro esercito di cristiani, alleati fra di loro: e combattevano uno schieramento contro l’altro!).

Il parlamento marocchino. In Marocco, paese a stragrande maggioranza musulmano, si vota da tempo per eleggere deputati che legiferano. Non è in vigore la Shari’ah islamica.

Il parlamento marocchino. In Marocco, paese a stragrande maggioranza musulmano, si vota da tempo per eleggere deputati che legiferano. Non è in vigore la Shari’ah islamica.

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Volendo approfondire (e se IDDIO vuole, lo faremo a suo tempo), si può notare come questa posizione del non-voto, che poi significa sostanzialmente NON-PARTECIPAZIONE alla vita democratica in occidente, comporti necessariamente LA SPARIZIONE DELLE COMUNITA’ MUSULMANE IN OCCIDENTE.

Perché è chiaro che se uno non vota e non partecipa, cosa ci sta a fare in occidente?

Dunque la questione del non-voto, a mio modesto parere, è legata alla rimanenza del musulmano in occidente. I fautori del non-voto, a mio modestissimo parere, dovrebbero avere il coraggio di dichiarare, e fornirne le prove secondo la Shari’ah Islamica, che per il musulmano che vive in occidente, anche per chi vi è nato, sarebbe obbligatorio emigrare.

E questo, sarebbe palesemente assurdo di per sé. Senza considerare che si porrebbe la questione, non secondaria, di DOVE le centinaia di milioni di musulmani che vivono in occidente dovrebbero emigrare.

Musulmana al seggio.

Musulmana al seggio.

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Per non dire dell’accusa di KUFR (miscredenza) lanciata ai musulmani che vanno a votare, come ha fatto qualche fratello sul web: ricordiamo che, in base all’insegnamento del Profeta Muhàmmad, che IDDIO lo benedica e l’abbia in gloria, un musulmano deve stare molto attento ad accusare un altro musulmano di essere miscredente, perché, in quel caso, UNO DEI DUE LO E’ SICURAMENTE.

E, naturalmente, ALLAH ne sa di più.