NON ERA UN PEDOFILO

La storia vera del matrimonio del Profeta Muhàmmad, che IDDIO lo benedica e l’abbia in gloria, con ‘Aisha

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Periodicamente, specialmente con l’avvicinarsi di scadenze elettorali, i media e i social, manovrati per la gran parte da forze occulte reazionarie, razziste e islamofobe, vengono impegnati in corpose propagande anti-islamiche, che non hanno nulla di religioso né alcuna consistente base storica o culturale, ma sono costituite molto semplicemente da menzogne e diffamazioni. Menzogne e diffamazioni cui partecipano in maniera spesso insistita e “rumorosa” anche esponenti dell’estremismo islamico, generalmente individuabili, per comodità discorsiva, come “wahhabiti” o “salafiti”, o simili. Costoro costituiscono una esigua minoranza all’interno della popolazione musulmana mondiale, ma risultano molto visibili, agevolati come sono, soprattutto finanziariamente, dalla corruzione saudita e dai suoi eterni e sempre presenti alleati, i sionisti e la massoneria reazionaria americana. Detti estremisti risultano dunque, a tutti gli effetti ed oggettivamente, alleati dei neo-razzisti, dei sionisti, e dei fanatici tradizionalisti cattolici estremisti. E non è frutto del caso.

IL CORANO AUTORIZZA IL MATRIMONIO
CON LE BAMBINE?

Uno degli “argomenti” preferiti da questi diavoli, aiutati in questo, a volte inconsapevolmente e a volte no, dall’ignoranza e dall’ignavia di molti “sapienti” e “imam” della comunità musulmana, è la presunta pedofilia del Profeta Muhàmmad.

Tale accusa si basa su alcune tradizioni dell’insegnamento islamico (singolare hadith= detto, plurale ahadith=detti) che sosterrebbero che il Profeta Muhàmmad, che Iddio lo benedica e l’abbia in gloria, avrebbe SPOSATO la giovane ‘Aisha quando questa avrebbe avuto SEI ANNI, ed avrebbe consumato il matrimonio con lei quando avrebbe avuto NOVE ANNI, età in cui si presuppone sia diventata pubere.

Dice il Sublime Corano:

E se temete di essere ingiusti nei confronti degli orfani, sposate allora due o tre o quattro TRA LE DONNE CHE VI PIACCIONO…” (Corano, 4, 3).

Questo è un versetto (ayah) che parla della poligamia, e ne dà anche la motivazione. Ma la cosa che più ora interessa è mettere in risalto che l’invito è quello a sposare “le donne che vi piacciono”. E con questa precisazione, importantissima, ma che passa ai più inosservata, non si fa certo riferimento alle bambine di sei anni! Qualunque uomo che infatti possegga una ordinaria e media salute psichica (ed è senza dubbio questo il pubblico a cui si rivolge il Sublime Corano) non guarda a una bambina da sei anni come a una donna DA SPOSARE SUBITO!

Dunque, già questo versetto, DA SOLO, è più che sufficiente ad escludere categoricamente che si possa pensare ad una bambina di sei anni come a una donna da sposare.

E siccome il versetto non parla nemmeno di femmina che deve piacere al padre dello sposo, sia pure per meri motivi economici, aggiungiamo che questo versetto esclude senz’altro anche i cosiddetti “matrimoni combinati”, perlomeno quelli fatti sopra la testa degli sposi. Questo, detto a scanso di equivoci.

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C’è poi un altro versetto del Sublime Corano che non lascia dubbi:

IDDIO non impone a nessun’anima (un peso) al di là delle sue capacità” (Corano, 2, 286).

Cioè, IDDIO non impone a nessuno un peso che non può sopportare. E’ dunque evidente che una bambina, anche che abbia avuto il suo primo ciclo mestruale, non è in grado di sopportare il peso e la responsabilità di una cosa come il matrimonio, con gli annessi e connessi di maternità, famiglia, ecc. Tutte le persone dotate di cervello capiscono bene che tutte queste sarebbero esattamente delle cose “al di là delle sue capacità”. E come sempre il Corano, essendo PAROLA DI DIO, usa le migliori parole possibili, anche da un punto di vista della necessaria sintesi, per esprimere un concetto. Inequivocabili.

Dunque, la prima necessaria conseguenza di queste parole coraniche, è che chi impone a una bambina un peso che va “aldilà delle sue capacità” fa qualcosa di contrario alla parola di DIO.

Questa impostazione, ineludibile, è poi confermata da altri brani del Sublime Corano.

Vi si dice infatti, a proposito dei termini dopo i quali, a seguito di un divorzio, la donna si può risposare:

Le donne divorziate osservino un ritiro della durata di tre cicli mestruali…” (Corano, 2, 228).

Questa ayah (versetto) stabilisce il termine oltre al quale il divorzio diventa definitivo, e la donna si può dunque sposare di nuovo. Ma c’è il problema delle donne che non hanno avuto il mestruo. E questo problema viene risolto da un altro versetto:

Se avete qualche dubbio a proposito di quelle delle vostre donne che non sperano più nel mestruo, il loro termine sia di tre lunazioni. Lo stesso valga per quelle che non hanno avuto il mestruo. Quelle che sono incinte avranno per termine il parto stesso” (Corano, 65, 4).

Questa ayah illustra dopo quanto tempo una donna divorziata può risposarsi, cioè tre cicli lunari, essendo il divorzio diventato definitivo, e ciò in funzione della presenza o meno di mestruazioni.

Alcune traduzioni, riportando “per quelle che non hanno ANCORA avuto il mestruo”, anziché “per quelle che non hanno avuto il mestruo”, come invece dice il testo arabo, hanno aiutato l’interpretazione che autorizzerebbe i matrimoni con bambine. Perché se una “donna”, non ha “ancora” il mestruo, questo significherebbe che non ha ancora raggiunto la “pubertà”, perciò non può che essere una bambina!!!

Questa modificazione dell’interpretazione è stata probabilmente dettata dal tentativo di giustificare i matrimoni con bambine, diffusi sia in epoca preislamica che presso le popolazioni non musulmane.

Ma se invece si segue il testo letterale “E per quelle che non hanno avuto il mestruo” e si ragiona, anche in riferimento agli altri versetti citati più sopra, si capisce che il versetto si riferisce a tutti quei casi in cui può succedere che la donna non abbia il normale ciclo mestruale, come la gravidanza, o problemi psico-fisici di vario tipo, come patologie ormonali, cisti alle ovaie, stress, anoressia, ecc., oltre naturalmente alla menopausa (“… che non sperano più nel mestruo”).

Ecco perché c’è stata la precisazione, arrivata successivamente, con questo versetto. Precisazione resasi necessaria, dopo la rivelazione del versetto precedente, e senza la quale le disposizioni in materia sarebbero state incomplete. Erano indicazioni che non potevano non essere date, e infatti sono state date.

La conclusione, dunque, è chiara, semplice, e indiscutibile:

l’Islàm non accetta e non permette il matrimonio delle bambine.

Chi lo fa, quindi, lo sta facendo per tradizioni e costumi del suo paese e commette un peccato di ingiustizia, andando inevitabilmente incontro alla Punizione, nei tempi e nei modi che IDDIO stesso, UNICO GIUDICE DI TUTTI NOI, ha stabilito.

Quanto detto fin d’ora, per il musulmano deve bastare e avanzare. Tuttavia, a titolo di considerazioni aggiuntive e rafforzative, ricordiamo che peraltro, oggi, la nostra società considera una persona come adulta al momento del compimento del diciottesimo anno di età. Sotto quella età, è considerata “non maggiorenne” , cioè quasi come non capace di intendere e di volere, ANCHE SE HA GIA’ RAGGIUNTO LA PUBERTA’. E dunque, considerando che il consenso esplicito della donna è CONDIZIONE NECESSARIA PER IL MATRIMONIO, è evidente che NON SI DEVE sposare una minorenne. E quello che succede in paesi arretrati e poveri, per dir così, deve essere stigmatizzato dai musulmani.

I musulmani devono invece adoperarsi per far crescere la consapevolezza e la cultura in tutte le donne musulmane e gli uomini musulmani di tutto il mondo. E far sposare delle bambine va in senso contrario alla liberazione ed alla emancipazione della donna, perno centrale della pratica islamica.

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IL CONSENSO NECESSARIO DELLA SPOSA

Prima di affrontare il problema dell’età di ‘Aisha, bisogna poi premettere che nell’Islàm il matrimonio, (che è a tutti gli effetti un contratto civile, e che dunque in quanto tale acquista immediatamente valore civile, con tutto ciò che ne consegue, all’atto stesso della stipula, indipendentemente dal momento della consumazione) per essere valido deve basarsi sul consenso della sposa. Ed è noto a tutti gli studiosi che questo consenso è valido solo se esercitato da persone che abbiano piena capacità di intendere e di volere. Ed è arcinoto che nell’Islàm la piena capacità di intendere e di volere si raggiunge CON LA PUBERTA’. Ad esempio, i beni ereditati dagli orfani entrano in loro effettivo possesso solo con la pubertà. Un consenso esplicito, ammesso che nella fattispecie ci sia stato effettivamente, non può dunque essere ritenuto valido se espresso da una bambina che non ha raggiunto la pubertà.

 

L’ETÀ DI ‘AISHA

In base a quanto detto fin qui, va subito detto che le considerazioni che seguiranno, basate sullo studio degli ahadith e della comparazione incrociata con altri ahadith e altri dati, sono MERAMENTE AGGIUNTIVE e COMPLEMENTARI, rispetto a quanto abbiamo osservato dal Sublime Corano, che è di per sé del tutto esauriente.

Ci sono molte tradizioni islamiche attendibili che ci dicono che ‘Aisha fu data in sposa a Muhàmmad, che Iddio lo benedica e l’abbia in gloria, quando lei aveva 6 anni, e che il matrimonio fu consumato quando lei aveva 9 anni. Eccone una:

“‘A’isha (che Allah sia compiaciuto di lei) ha riportato: – L’Apostolo di Allah (che la pace sia su di lui) mi ha sposata quando ero una ragazza di sei (anni), e sono stata ammessa in casa sua quando ero una ragazza di 9 -” (Sahih Muslim Volume 7, Libro 62, Numero 64).

Ora, io riporterò dati ripresi da studiosi musulmani arabi, che sono disponibili in rete anche in inglese e in francese, oltre che in arabo. Quindi, chi ha interesse ad approfondire, potrà farlo agevolmente. A me, in questa sede, interessa integrare con una scelta tra le numerose prove disponibili, QUANTO È GIÀ ESPLICITATO IN MANIERA INEQUIVOCABILE DAL SUBLIME CORANO, come abbiamo visto.

La vera età di ‘Aisha non è quella che appare da ciò che abbiamo appena letto.

Fra gli arabi era infatti comune la pratica detta dello “smorzamento”: vale a dire, si ometteva la prima cifra, dandola per scontata. Come noi occidentali diciamo “Novecento” per intendere “Millenovecento” (altrimenti, diremmo “Novecento dopo Cristo”), così gli arabi, specialmente nel linguaggio parlato, usano, per brevità, dire sei al posto di sedici. Dal contesto del discorso si capisce la cifra esatta. Questa pratica esisteva anche nell’arabo parlato dell’epoca, e infatti lo stesso Profeta Muhàmmad, che Iddio lo benedica e l’abbia in gloria, in altri ahadith dove tirava in ballo delle date, ha parlato di giorno 5, 7 e 9 per indicare il 15, il 17 e il 19: dal discorso si deduceva che si trattava della seconda metà del mese. Tuttora in molti paesi arabi, specialmente nei mercati, quando si tratta sui prezzi, si usa questa modalità.

Dunque, fosse stata una bambina, ‘Aisha avrebbe detto “bambina di 6”.

Invece, una “ragazza di 6” ha 16 anni, e una “ragazza di 9” ha 19 anni.

Ci sono poi molte altre prove citate da questi studiosi, che hanno “incrociato” i dati di molti altri ahadith.

Ne cito solo alcune.

Bisogna preliminarmente tenere presente che noi sappiamo, perché ce lo ha detto ‘Aisha stessa, oltre a risultare da altre fonti, che il matrimonio fu consumato a Medina, dunque dopo la Hijrah, cioè l’emigrazione dei musulmani da Mecca.

- Il grande storico Tabari ci dice che al tempo in cui Abu Bakr, il padre di ‘Aisha, decise di emigrare ad Habshah, 8 anni prima della Hijrah verso Medina, andò da un certo Mut’am, con cui sua figlia Aisha era fidanzata, e gli chiese di portarla a casa sua come moglie di suo figlio. Mut’am, che non era un musulmano, rifiutò, poiché nel frattempo Abu Bakr era divenuto musulmano, e quindi lasciò ‘Aisha. Se ‘Aisha fosse stata così giovane al momento del suo matrimonio non sarebbe neanche nata quando Abu Bakr decise di emigrare ad Habshah. Invece non solo era già nata, ma aveva evidentemente già avuto le prime mestruazioni, altrimenti non sarebbe stata pronta per il matrimonio.

- La cinquantaquattresima sura del Corano (Surah al-Qamar, la Sura della Luna) fu rivelata nove anni prima della Hijra a Medina, ed ‘Aisha dice che era una fanciulla quando arrivò questa rivelazione. Dunque, dopo questo avvenimento, in cui era già bambina, sarebbero passati altri nove anni, più almeno altri uno o due, prima della consumazione del matrimonio. Dunque, a Medina, il primo o il secondo anno dopo la Hijrah, dove avvenne la consumazione, non poteva avere solo 6 o 9 anni.

- ‘Aisha partecipò alle battaglie di Badr e Uhud, che ebbero luogo rispettivamente nel 623 e nel 624 d.C., quindi UNO e DUE anni dopo la Hijrah, aiutando i combattenti nel rifornimento di acqua. Ma il Profeta Muhàmmad, che Iddio lo benedica e l’abbia in gloria, aveva vietato tassativamente che partecipassero a combattimenti i giovani e le giovani sotto ai 15 anni. Dunque ‘Aisha, al momento della consumazione del matrimonio, doveva avere ALMENO 16 anni.

- Il più illustre e studiato commentatore del Corano di tutti i tempi, Ibn Kathìr, parlando di Asma, la sorella di ‘Aisha, dice che ella morì nell’anno 73 dopo la Hijrah, all’età di 100 anni. Dunque, quando ci fu la Hijrah, aveva 27 anni. E Asma aveva 10 anni più di ‘Aisha. Dunque ‘Aisha aveva 17 anni al tempo della Hijrah a Medina. E questo dato conferma l’età di ‘Aisha, che era di 19 anni, quando consumò il matrimonio col Profeta, che Iddio lo benedica e l’abbia in gloria.

E come ripeto, ci sono molte altre prove a riguardo, che non riportiamo per motivi di spazio.

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CONCLUSIONE

L’insegnamento islamico stabilisce dunque, al di là di ogni ombra di dubbio alcuno, le seguenti direttive:

  • Il Sublime Corano, per i musulmani PAROLA DI DIO, non accetta né permette il matrimonio di bambine.
  • Il Profeta Muhàmmad, che IDDIO lo benedica e l’abbia in gloria, NON HA SPOSATO NESSUNA BAMBINA, NE’ HA MAI INVITATO A SPOSARE BAMBINE. Con la sua sposa più giovane (le altre erano tutte più anziane, vedove o divorziate) , ‘Aisha, ha stipulato IL CONTRATTO matrimoniale quando lei aveva SEDICI anni, ed ha consumato il matrimonio stesso quando lei aveva DICIANNOVE anni. E tutti i musulmani di tutto il mondo, di conseguenza, DEVONO seguire il suo esempio, visto che il Sublime Corano insegna loro che “non esiste per voi esempio migliore”, e non andare mai sotto questi limiti di età.
  • Promuovere all’interno di tutta la comunità musulmana mondiale un’opera di insegnamento e di acculturazione e di aumento della consapevolezza islamica di donne e uomini, affinchè spariscano dalla faccia della terra i matrimoni con bambine.

 

E che IDDIO guidi e illumini le musulmane e i musulmani, e tutte le donne e gli uomini di buona volontà.