Le menzogne di Magdi “Cristiano” Allam – 2

Una guerra che non c’è, e una frase mai pronunciata da nessuno

Magdi “Cristiano” Allam e il suo libro.

Magdi “Cristiano” Allam e il suo libro.

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LA COPERTINA – In questa seconda puntata dell’esame delle falsificazioni di Magdi “Cristiano” Allam contro l’Islàm e i musulmani, ci soffermeremo sulla copertina del suo libro “ISLAM – Siamo in guerra”.

Il titolo è già una menzogna enorme. Infatti, la frase “ISLAM, Siamo in guerra” induce il lettore a constatare che si trova in uno stato di guerra, e che il nemico non è un gruppo, per quanto numeroso o potente possa essere, di terroristi, di criminali, di pazzi, di esaltati, e con qualsivoglia termine li si voglia definire, ma bensì UNA RELIGIONE tutta, con tutti i suoi testi sacri, e di conseguenza tutti i suoi praticanti. Si vuol far credere, cioè, che ci sia una religione, l’Islàm, che ha dichiarato guerra al mondo, e in particolare, al cosiddetto “Occidente”. Con tutto ciò che ne consegue. Ora, questa non è neanche presentata come un’idea, ma bensì come un dato di fatto. Al lettore, cioè, che “per sua disgrazia”, dovesse pensare che siamo in un periodo attraversato da numerosi attentati terroristici, ai quali la società debba rispondere con individuazione e severa condanna dei responsabili, e con misure di sicurezza e di prevenzione rafforzate, viene inculcato lo stato d’animo (o perlomeno, questa è la chiara intenzione dell’autore, cioè di suscitare tale stato d’animo nel lettore) che siamo in una vera e propria guerra, da cui dobbiamo difenderci… abolendo le leggi democratiche. Perché queste sarebbero inadeguate per affrontare la situazione.

La copertina del libro “ISLAM – Siamo in guerra”, del fasificatore Magdi “Cristiano” Allam. In basso, la frase incriminata.

La copertina del libro “ISLAM – Siamo in guerra”, del fasificatore Magdi “Cristiano” Allam. In basso, la frase incriminata.

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Ora, questa dottrina dell’“Islàm in guerra contro l’Occidente” è stata sempre smentita, in maniera netta e clamorosa, pur in mancanza di un unico rappresentante o capo dell’Islàm nel mondo, da tutti gli esponenti più sapienti e più rappresentativi delle comunità islamiche di tutto il mondo, a partire dall’Imàm dell’Azhar del Cairo, l’Università di Studi Islamici più importante al mondo, per continuare con i sapienti dell’Arabia Saudita, del Marocco, della Tunisia, dell’Algeria, dell’Indonesia, della stessa Siria, ecc., e naturalmente, anche da TUTTI i capi di stato e di governo di TUTTI i paesi a maggioranza musulmana, di tutto il mondo. E già questo dato, sarebbe sufficiente a smentire l’esistenza di questa presunta guerra. Guerra che poi, nel caso odierno contro l’ISIS, è notoriamente condotta SUL CAMPO, laddove cioè vi è notevole perdita di vite umane, da musulmani.

Vi sono state poi le recenti storiche dichiarazioni del pontefice cattolico Papa Francesco, che ha dichiarato che non esiste NESSUNA religione che vuole la guerra, e ha citato a proposito in maniera esplicita anche l’Islàm, proprio poche ore dopo l’orribile assassinio del prete dentro una chiesa, in Francia. E queste dichiarazioni, unitamente alla pronta mobilitazione dei musulmani contro il terrorismo, che li ha portati anche a presenziare a celebrazioni liturgiche cattoliche dentro le chiese, in segno di solidarietà con tutta la comunità cristiana, hanno avuto l’effetto, semplicemente… di far cessare gli attentati, che fino a quel momento si succedevano al ritmo di uno al giorno, a volte anche di più. Cogliamo l’occasione per sottolineare come, a livello di mass-media, nessuno abbia evidenziato questo dato clamoroso. E questo la dice lunga sulla funzione dei mass-media, e sulla loro reale funzione di SUPPORTO al terrorismo.

Diversamente, le masse comprenderebbero molto facilmente che gli attentati sono cessati perché, invece di provocare allontanamento e inimicizia, stavano contribuendo ad AVVICINARE la comunità cattolica e quella musulmana.

Il pontefice cattolico Papa Francesco. Le sue dichiarazioni sull’Islàm “religione di pace”, seguite dalle mobilitazioni dei musulmani in solidarietà ai cattolici, hanno fermato, speriamo per sempre, il terrorismo, almeno in Europa. Ma già solo questo evidente quanto improvviso arresto devono far riflettere…

Il pontefice cattolico Papa Francesco. Le sue dichiarazioni sull’Islàm “religione di pace”, seguite dalle mobilitazioni dei musulmani in solidarietà ai cattolici, hanno fermato, speriamo per sempre, il terrorismo, almeno in Europa. Ma già solo questo evidente quanto improvviso arresto devono far riflettere…

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UNA FRASE FANTASMA – Le due righe poste in fondo alla copertina del libro, recitano così:

Grazie alle vostre leggi democratiche vi invaderemo: grazie alle nostre leggi religiose vi domineremo”.

Questa frase viene usata, da anni, su quotidiani, periodici, e soprattutto nei talk-shows dedicati all’argomento, come prova dell’intenzione di conquista programmata del cosiddetto “occidente cristiano” da parte dell’Islàm, cattivo e assassino. Risale al 1999 e sarebbe stata pronunciata da Germano Bernardini, all’epoca arcivescovo della diocesi di Smirne, in Turchia, come ripresa dalla dichiarazione di un musulmano. Ne parla un articolo del periodico on-line “Oltre la notizia”, pubblicato nel giugno 2014, ripubblicato recentemente, e poi ripreso da alcuni quotidiani cartacei nazionali, fra i quali “Libero”.

Ecco la famosa frase, inserita nel contesto dell’articolo:

- Durante un incontro ufficiale sul dialogo islamo-cristiano, un autorevole personaggio musulmano [ndR, secondo fonti attendibili era Sadat Anwar (1918-1981), presidente della repubblica egiziana dopo la morte di Nasser-1970. Sadat venne assassinato dalla corrente integralista dei Fratelli musulmani, che pensavano invece ad una lotta armata], rivolgendosi ai partecipanti cristiani, disse ad un certo punto con calma e sicurezza: «Grazie alle vostre leggi democratiche vi invaderemo; grazie alle nostre leggi religiose vi domineremo». –

L’”AUTOREVOLE PERSONAGGIO” – La frase che abbiamo sottolineato è poi nel tempo diventata famosa, e citata in tutti i media, e specialmente nei talk-shows, come emblematica della intenzione dei musulmani di convertire e sottomettere l’occidente. La prima cosa da osservare è che NON SI SA CHI L’ABBIA MAI PRONUNCIATA, visto che non si cita alcun nome. L’espressione “un autorevole personaggio musulmano” è infatti generica, e NON INDICA NESSUNO. E già questo semplice fatto, sta ad indicare che quella frase, con tutta probabilità, NON È MAI STATA PRONUNCIATA. E dobbiamo constatare con dispiacere che è stata riportata da un arcivescovo.

Germano Bernardini, assieme ad una delle sue frasi ad effetto. Cogliamo l’occasione per chiarire che i musulmani NON POSSONO pregare in una chiesa cattolica. A parte ogni discorso di opportunità, la sola presenza di immagini religiose impedisce la cosa. Dunque è un problema che non sussiste, per chi conosce la religione. Sarebbe possibile solo in una stanza separata dal luogo di culto, a condizione sempre che non vi siano immagini, in quanto gli angeli, che portano la preghiera dei musulmani a DIO, in tal caso non entrano nemmeno. Diversa è la partecipazione, il semplice assistere ad una celebrazione, che specialmente in occasione di un attentato come quello orribile perpetrato contro il prete in Francia, assumono evidentemente carattere politico e sociale di solidarietà, ma non religioso.

Germano Bernardini, assieme ad una delle sue frasi ad effetto. Cogliamo l’occasione per chiarire che i musulmani NON POSSONO pregare in una chiesa cattolica. A parte ogni discorso di opportunità, la sola presenza di immagini religiose impedisce la cosa. Dunque è un problema che non sussiste, per chi conosce la religione. Sarebbe possibile solo in una stanza separata dal luogo di culto, a condizione sempre che non vi siano immagini, in quanto gli angeli, che portano la preghiera dei musulmani a DIO, in tal caso non entrano nemmeno. Diversa è la partecipazione, il semplice assistere ad una celebrazione, che specialmente in occasione di un attentato come quello orribile perpetrato contro il prete in Francia, assumono evidentemente carattere politico e sociale di solidarietà, ma non religioso.

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SADAT – Il riferimento a Sadat, ex Presidente dell’Egitto, poi assassinato da un gruppo estremista terrorista (!), è del giornalista Piero La Porta.

Il giornalista Piero La Porta.

Il giornalista Piero La Porta.

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E questo La Porta compie lo stesso errore (ma si tratta veramente di semplice errore?) dell’arcivescovo. Riferendosi, infatti, a non meglio precisate “fonti attendibili” senza fare nomi e cognomi, invece che portare chiarezza, porta vaghezza. Per di più, v’è da dire che dipingere l’ex presidente dell’Egitto Sadat come un islamico fondamentalista che vuole invadere e sottomettere l’occidente è una pura assurdità. Infatti, chiunque conosca un minimo di storia sa che Sadat, che era persona che potrebbe esser definita al massimo come abbastanza religiosa, tutto era meno che un “integralista islamico”, visto che, ad esempio, beveva abitualmente whisky.

Anwar el-Sadat (1918-1981). Fu Presidente dell’Egitto dal 1970 al 1981. Firmò la pace di Camp David con Israele, che gli valse il Premio Nobel per la Pace, assieme all’israeliano Begin, nel 1978. Prima di essere assassinato, aveva effettuato migliaia di arresti tra gli oppositori musulmani.

Anwar el-Sadat (1918-1981). Fu Presidente dell’Egitto dal 1970 al 1981. Firmò la pace di Camp David con Israele, che gli valse il Premio Nobel per la Pace, assieme all’israeliano Begin, nel 1978. Prima di essere assassinato, aveva effettuato migliaia di arresti tra gli oppositori musulmani.

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Quanto al rapporto coi “Fratelli Musulmani” egiziani, riportiamo un brano della sua autobiografia, dal titolo “In cerca di una identità” (che già la dice lunga sul suo inesistente “estremismo islamico”), dove si evince la sua posizione politica, ben distinta da quella dell’organizzazione religiosa:

Il dottor Banna (Hàsan al-Banna, leader dei Fra,telli Musulmani, ndr) si mostrava sempre assai pieno di tatto e di sensibilità. Le sue parole erano evidentemente volte a cattivargli il mio cuore, le sue domande servivano a sondarmi. Voleva sapere, in altre parole, quali fossero esattamente le mie intenzioni. Ero perfettamente consapevole dei suoi propositi, e fu così che, durante uno di quei nostri incontri, mi decisi a dirgli: – Ascolti, sceicco Hàsan. Lei evidentemente si comporta in maniera troppo cauta, troppo prudente, oso dire senza nessuna necessità. Vuol sapere come stanno le cose? Bene, io sto cercando di costituire un’organizzazione militare per abbattere l’attuale regime. – Sorpreso, sbalordito addirittura, il dottor Banna restò a bocca aperta, ammutolito. Può darsi temesse che io fossi alle dipendenze dei servizi informativi, magari l’agente segreto di chissà quale organizzazione. Fui io a rompere il silenzio: – Proprio così, tento di promuovere una rivoluzione armata. E un considerevole numero di ufficiali dell’esercito, appartenenti a tutti i servizi, già operano al mio fianco -. Solo allora il dottor Banna si decise a venire al sodo, chiedendomi quali corpi dell’esercito erano dalla mia, su quali forze potevamo contare, quanti ufficiali ritenevo indispensabili per una rivoluzione del genere. Io risposi a tono, e allora il dottor Banna mi propose di coordinare le nostre rispettive attività. La mia risposta suonò: “Finora sono stato molto franco con lei. Mi permetta di esserlo ancora, e di dirle che la nostra organizzazione non è legata né è al servizio di nessun partito od organizzazione specifici; essa opera per l’Egitto tutto quanto. Voglio che questo sia chiaro fin dall’inizio”. Il dottor Banna replicò che era d’accordo, e soggiunse che riteneva sufficiente una cooperazione tra le rispettive organizzazioni. Poco dopo, riuscì a reclutare Abdul-Rauf, mio secondo in seno all’Organizzazione dei Liberi Ufficiali, che da quel momento prese a lavorare per la Fratellanza musulmana” (Anwar el-Sadat, IN CERCA DI UNA IDENTITA’, Club degli Editori, pag. 31-32).

Dunque, da queste righe si capisce che Sadat non era un estremista islamico, non voleva fare, e infatti non fece, una rivoluzione islàmica, ed era persino in “concorrenza” coi Fratelli Musulmani, che gli portavano via i militanti. E fu infatti in seguito assassinato da militanti di un gruppo terrorista estremista, con l’accusa di essere un nemico dell’Islàm. Figuriamoci poi, se potesse mai anche solo aver avuto in mente di invadere l’Occidente! E poi, giusto per completezza d’informazione, aggiungiamo che fu lo stesso Sadat a catturare e uccidere, nel 1949, Hasan al-Banna!

Hasan al-Banna (1906-1949), fondatore e leader dei “Fratelli Musulmani”.

Hasan al-Banna (1906-1949), fondatore e leader dei “Fratelli Musulmani”.

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Fin qui, l’”errore” di La Porta. Ma le “stranezze” non finiscono qui.

In quello stesso articolo, vi sono altre due “testimonianze” del tutto vaghe. E queste le dobbiamo invece all’arcivescovo Bernardini. Ecco la prima:

In occasione di un altro incontro islamo-cristiano, organizzato come sempre dai cristiani, un partecipante cristiano chiese pubblicamente ai musulmani presenti perché non organizzassero almeno una volta anche loro incontri del genere. L’immancabile autorevole musulmano presente rispose testualmente: «Perché dovremmo farlo? Voi non avete nulla da insegnarci e noi non abbiamo nulla da imparare». Un dialogo tra sordi? E’ un fatto che termini come “dialogo”, “giustizia”, “reciprocità”, o concetti come “diritto dell’uomo”, “democrazia”, hanno per i musulmani un significato completamente diverso dal nostro. Ma questo credo che sia ormai riconosciuto e ammesso da tutti.”

Ancora una volta, abbiamo a che fare con un “autorevole musulmano” di cui non è dato sapere nome e cognome! Come non è dato avere data e luogo di questo presunto “incontro islamo-cristiano”, né tantomeno registrazioni, o cose simili. Non è dato sapere nulla. Il lettore si deve fidare!

Ma poi abbiamo la perla, un colpo di genio per certi versi inarrivabile:

In un monastero cattolico di Gerusalemme c’era – e forse c’è ancora – un domestico arabo musulmano. Persona gentile e onesta, egli era molto stimato dai religiosi che ne erano ricambiati. Un giorno con aria triste egli dice loro: «I nostri capi si sono riuniti e hanno deciso che tutti gli “infedeli” debbono essere assassinati, ma voi non abbiate paura, perché vi ucciderò io senza farvi soffrire».”

In un monastero…” “un domestico…”, “i nostri capi…” insomma, il solito nulla, non un nome, né un luogo preciso, né alcuna conferma probatoria. NULLA DI NULLA.

Dunque, dobbiamo concludere che senza ombra di dubbio si tratta di affermazioni che non hanno alcun fondamento, ed evidentemente fabbricate ad arte per fomentare l’odio anti-islamico.

Per coloro che vogliono visionare l’articolo completo, possono cliccare qui.

Aggiungiamo solo che le esternazioni dell’arcivescovo erano probabilmente, a nostro parere, indirizzate a favorire un parere negativo del Vaticano nei confronti del proposto ingresso della Turchia nella UE, argomento all’epoca all’ordine del giorno. L’attentato alle Torri Gemelle era infatti di là da venire, ed il dramma del terrorismo non aveva ancora assunto le dimensioni assunte in seguito. Infatti nell’articolo non si parla di terrorismo, ma di invasione.

LE MODIFICHE DI ALLAM – Ora, abbiamo visto che l’articolo in questione poteva essere una buona base per condizionare l’opinione pubblica in senso anti-islamico, e così è stato.

Ma quando Magdi “Cristiano” Allam decide di scrivere il libro di cui sopra, e pensa di utilizzare quell’articolo, si accorge delle incongruenze, ed apporta alcune modifiche. Ecco cosa scrive il nostro a pagina 155:

Democrazia suicida e sharia vincente – Se c’è una sintesi corretta ed efficace della natura intrinseca della guerra promossa dal terrorismo dei taglia-lingue, è la frase di un alto dignitario islamico turco: «Grazie alle vostre leggi democratiche vi invaderemo; grazie alle nostre leggi religiose vi domineremo». È la sintesi perfetta che ci fa toccare con mano il fatto che la nostra democrazia, concepita nella sua dimensione formale e spogliata della sua dimensione sostanziale, si traduce in una gabbia che ci imprigiona, che si presta ad essere strumentalizzata dagli islamici, dai nemici della democrazia, per arrivare al potere e imporre la dittatura della sharia, della legge di Allah. Questo è il racconto fatto da Monsignor Giuseppe Bernardini, vescovo di Izmir, nel corso della Seconda assemblea speciale per l’Europa del Sinodo dei vescovi svoltosi in Vaticano il 13 ottobre 1999: “Durante un incontro ufficiale sul dialogo islamo-cristiano, un autorevole personaggio musulmano, rivolgendosi ai partecipanti cristiani, disse a un certo punto con calma e sicurezza: – Grazie alle vostre leggi democratiche vi invaderemo; grazie alle nostre leggi religiose vi domineremo – . C’è da crederci, perché il ‘dominio’ è già cominciato con i petrodollari, usati non per creare lavoro nei paesi poveri del Nordafrica e del Medio Oriente, ma per costruire moschee e centri culturali nei paesi dell’immigrazione islamica, compresa Roma, centro della cristianità. Come non vedere in tutto questo un chiaro programma di espansione e di riconquista?…”.

Si può notare come Magdi “Cristiano” Allam non fornisca i riferimenti alla fonte (del resto, non lo fa quasi mai: come diceva la Fallaci “la verità non mi ha mai interessato”), e si comprende perché: ha infatti censurato i riferimenti del vescovo Bernardini all’“immancabile autorevole musulmano” e al “domestico arabo musulmano”, che pur gli avrebbero fatto comodo, e non può averlo fatto per altro motivo che quello dell’inverosimiglianza. Il lettore può confrontare i due testi, e verificare da sé le manipolazioni. E quello dell’inverosimiglianza è anche il motivo per cui Allam trasforma quello che nell’articolo di Piero La Porta era l’egiziano Sadat, in un più funzionale “alto dignitario islamico turco” (naturalmente sempre, rigorosamente, senza citare nome e cognome): il riferimento a Sadat era infatti ridicolo.

Uno scopo importante degli scritti di Allam, forse il principale, è quello di spingere la società verso un governo autoritario, a democrazia sospesa. Vale a dire, si vuol convincere che c’è una religione che ci vuol dominare, che a tal scopo ci sta facendo la guerra, e che l’unico modo per vincere questa guerra è… sospendere le leggi democratiche. E la guerra civile dei musulmani contro i cristiani sarebbe funzionale a questo progetto. Questa tesi del resto non è di oggi, né è farina del sacco di Allàm, ma ha radici indietro nel tempo, ed è il progetto principale di alcuni rami della massoneria internazionale, che vogliono instaurare il “Nuovo Ordine Mondiale” con a capo un “tiranno illuminato”.

Il menzognero Magdi “Cristiano” Allam ha avuto addirittura la sfacciataggine di presentarsi alle elezioni con la lista, del tutto personale, “IO AMO L’ITALIA”. Per un egiziano come lui, non è male…

Il menzognero Magdi “Cristiano” Allam ha avuto addirittura la sfacciataggine di presentarsi alle elezioni con la lista, del tutto personale, “IO AMO L’ITALIA”. Per un egiziano come lui, non è male…

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Nelle prossime puntate, IDDIO volendo, continueremo lo smascheramento delle menzogne di Magdi “Cristiano” Allam: finora, abbiamo passato al setaccio la copertina e solo un paio di pagine di testo, e il libraccio è composto di 285 pagine!

Nel caso che l’articolo di Piero La Porta venisse tolto dal web, lo riportiamo qui sotto integralmente, evidenziando col colore verde le parti estrapolate da Allam.

-O-

OltreLaNotizia
Dalla Turchia un monito alla Chiesa sull’Islam

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ISLAM: mons. Germano Bernardini, arcivescovo di Smirne, in Turchia, mise in guardia la Chiesa e il mondo sin dal 1999. Riascoltiamolo in queste ore.

L’Arcivescovo di Smirne, in Turchia, mons. Germano Bernardini, pronunciò un intervento sul problema dell’Islam, al Secondo Sinodo di Vescovi d’Europa, il 13 ottobre 1999.

Il testo scritto fu consegnato alla segreteria del Sinodo.
Lo si può leggere qui.

Articolo pubblicato a giugno 2014.
OltreLaNotizia lo ripropone mentre la Turchia tenta di riconquistare la libertà.

Santo Padre, Eminenze, Eccellenze,
vivo da 42 anni in Turchia, paese musulmano al 99,9%, e sono arcivescovo di Izmir – Asia Minore – da 16 anni. L’argomento del mio intervento è quindi scontato: il problema dell’Islam in Europa ora e nel prossimo futuro. Ringrazio Mons. Pelatre e chi ha già parlato sull’argomento in questo prestigioso consesso, dispensandomi così da lunghi esami e dalle relative interpretazioni.

Il mio intervento è fatto soprattutto per rivolgere al S. Padre un’umile richiesta. Per essere breve e chiaro, prima riferirò tre casi che, data la loro provenienza, reputo realmente accaduti.

1° – Durante un incontro ufficiale sul dialogo islamo-cristiano, un autorevole personaggio musulmano [ndR, secondo fonti attendibili era Sadat Anwar (1918-1981), presidente della repubblica egiziana dopo la morte di Nasser-1970. Sadat venne assassinato dalla corrente integralista dei Fratelli musulmani, che pensavano invece ad una lotta armata], rivolgendosi ai partecipanti cristiani, disse ad un certo punto con calma e sicurezza: «Grazie alle vostre leggi democratiche vi invaderemo; grazie alle nostre leggi religiose vi domineremo».
C’è da crederci perché il “dominio” è già cominciato con i petrodollari, usati non per creare lavoro nei paesi poveri del Nord Africa o del Medio Oriente, ma per costruire moschee e centri culturali nei paesi cristiani dell’immigrazione islamica, compresa Roma, centro della cristianità. Come non vedere in tutto questo un chiaro programma di espansione e di riconquista?

Dialogo, giustizia, reciprocità, diritto dell’uomo, democrazia, hanno per i musulmani un significato completamente diverso dal nostro.

2° – In occasione di un altro incontro islamo-cristiano, organizzato come sempre dai cristiani, un partecipante cristiano chiese pubblicamente ai musulmani presenti perché non organizzassero almeno una volta anche loro incontri del genere. L’immancabile autorevole musulmano presente rispose testualmente: «Perché dovremmo farlo? Voi non avete nulla da insegnarci e noi non abbiamo nulla da imparare».
Un dialogo tra sordi? E’ un fatto che termini come “dialogo”, “giustizia”, “reciprocità”, o concetti come “diritto dell’uomo”, “democrazia”, hanno per i musulmani un significato completamente diverso dal nostro.
Ma questo credo che sia ormai riconosciuto e ammesso da tutti.

3° – In un monastero cattolico di Gerusalemme c’era – e forse c’è ancora – un domestico arabo musulmano. Persona gentile e onesta, egli era molto stimato dai religiosi che ne erano ricambiati. Un giorno con aria triste egli dice loro: «I nostri capi si sono riuniti e hanno deciso che tutti gli “infedeli” debbono essere assassinati, ma voi non abbiate paura, perché vi ucciderò io senza farvi soffrire».

Sappiamo tutti che bisogna distinguere la minoranza fanatica e violenta dalla maggioranza tranquilla e onesta, ma questa, a un ordine dato in nome di Allah o del Corano, marcerà sempre compatta e senza esitazioni. Del resto la storia ci insegna che le minoranze decise riescono sempre a imporsi alle maggioranze rinunciatarie e silenziose.

«I nostri capi si sono riuniti e hanno deciso che tutti gli “infedeli” debbono essere assassinati, ma voi non abbiate paura, perché vi ucciderò io senza farvi soffrire»

Sarebbe ingenuo sottovalutare o, peggio ancora, sorridere sui tre esempi che ho riferito; a me pare che si dovrebbe riflettere seriamente sul loro drammatico insegnamento.

Non è pessimismo il mio, nonostante l’apparenza. Il cristiano non può essere pessimista perché Cristo risorto e vivente; Egli è Dio, a differenza di ogni altro profeta o preteso tale. La vittoria finale sarà di Cristo, ma i tempi di Dio possono essere molto lunghi, e di solito lo sono. Egli è paziente e aspetta la conversione dei peccatori: nel frattempo invita però la Chiesa a organizzarsi e a lavorare per affrettare l’avvento del suo Regno.
E ora vorrei fare al Santo Padre una proposta seria: organizzare quanto prima se non un Sinodo, almeno un Simposio di vescovi e operatori della pastorale fra gli immigrati, con particolare riferimento agli islamici, allargandolo ai rappresentanti della chiesa riformata e agli ortodossi. La sua organizzazione potrebbe essere affidata alla CCEE (Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa, ndR) che ha in materia una lunga e collaudata esperienza, in collaborazione con la KEK (Conferenza delle Chiese europee, ndR).

Il Simposio dovrebbe servire per approfondire insieme il problema degli islamici nei paesi cristiani, e trovare così una strategia comune per affrontarlo e risolverlo in maniera cristiana e obiettiva. E’ indispensabile trovarsi d’accordo sui principi, anche se poi la loro applicazione varierà secondo i luoghi e le persone. Nulla è dannoso come il disaccordo sui principi!
Termino con un’esortazione che mi è suggerita dall’esperienza: non si conceda mai ai musulmani una chiesa cattolica per il loro culto, perché questo ai loro occhi è la prova più certa della nostra apostasia.
Grazie. Dixi.”

Mons. Germano Bernardini, al termine del Sinodo tornò a Smirne. All’età di 75 anni si ritirò a vita privata.