La pietà filiale nell’Islàm

Un opuscolo di Shaykh 'Abdurrahmàn Pasquini

La copertina dell'opuscolo di Shaykh 'Abdurrahmàn Pasquini.

La copertina dell’opuscolo di Shaykh ‘Abdurrahmàn Pasquini.

 

In questi tempi di teorie gender, “unioni civili”, massacri e nefandezze tra gay, e via delirando, ci sembra giusto, per respirare un pò d’aria sana, tornare alla famiglia, quella vera.

E il cardine centrale della dottrina islàmica sulla famiglia, che peraltro ricalca quella della tradizione semitico-veterotestamentaria, ripulita da aggiunte e manipolazioni indebite accumulatesi nei secoli, è l’OBBEDIENZA e il rispetto dei musulmani nei confronti dei genitori.

Senza queste basi, non c’è famiglia islàmica. E dunque, non c’è Islàm.

Proponiamo qui direttamente alcuni brani dell’opuscolo dello Shaykh ‘Abdurrahmàn Pasquini, di cui raccomandiamo vivamente la lettura integrale.

-O-

Una delle ayāt principali del Sublime Corano, che si riferisce al rapporto che deve unire i figli con i genitori nell’ambito dell’istituto familiare, recita:

Il tuo Signore ha decretato di non adorare altri che Lui e di trattare bene i vostri genitori.

Se uno di loro, o entrambi, dovessero invecchiare presso di te,

non dir loro “uff!” e non rimproverarli, ma parla loro con rispetto,

e inclina con bontà, verso di loro, l’ala della tenerezza, e di’:

-O Signore, sii misericordioso nei loro confronti, come essi lo sono stati nei miei, allevandomi quando ero piccolo-”.

(Corano, 17, 23-24). 

La sacra Ka'bah a Makkah (Mecca).

La sacra Ka’bah a Makkah (Mecca).

 

L’Imām al-Qurtūbī, che Allàh gli usi misericordia, nel suo Commentario al Sublime Corano, ha scritto che in queste due unità di rivelazione coranica [ayatàyn], Allah, l’Altissimo, ha reso obbligatorio ai figli il rispetto e la pietà filiale verso i genitori… Il dovere della pietà filiale, nella graduatoria dei doveri religiosi dell’uomo, viene posto subito dopo il dovere del puro monoteismo, cioè dell’adorazione esclusiva di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce.

…Un giorno il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, gridò:

Sarà umiliato! Sarà umiliato! Sarà umiliato!”.

Gli fu chiesto: “Chi, o Apostolo di Allàh?”. Rispose:

Colui che vive con i genitori anziani e loro non lo fanno entrare in Paradiso (perchè li tratta male)!”.

…Un giorno Abū Hurayrah (uno dei Compagni del Profeta Muhàmmad, che IDDIO lo benedica e l’abbia in gloria, n.d.r.), che Allàh si compiaccia di lui, vide due che camminavano e chiese al più giovane:

Chi è che cammina con te?”

Rispose: “E’ mio padre”.

Allora Abu Huràyrah disse: “Non chiamarlo mai per nome, ma chiamalo Padre e guardati dal camminare davanti a lui, ma o di fianco o dietro; non devi sederti, fino a quando lui sta in piedi; non devi incominciare a mangiare, prima che lui abbia incominciato e, quando torni da un viaggio devi andare a trovare i genitori, prima di andare dalla moglie e dai figli”…

…La pietà filiale non finisce con la vita, ma continua dopo la morte. Un uomo andò dal Profeta (*) e gli disse: “O Apostolo di Allàh, mi sono comportato bene con i miei genitori, c’è qualcosa che posso fare per loro dopo la loro morte?”.

Il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, rispose:

Sì! Devi pregare per loro e chiedere perdono. Se hanno fatto una promessa, devi essere tu a mantenerla, se andavano a trovare i parenti, devi continuare ad andare tu a trovarli in memoria di loro e a rispettare i loro amici”.

Stilizzazione della parola "Allàh".

Stilizzazione della parola “Allàh”.

 

Guardate cosa dice il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, per sottolineare l’importanza della pietà filiale:

Per chi arriva alla sera con il compiacimento dei genitori, si aprono due porte nel paradiso, se i genitori sono due, e una sola se il genitore è uno solo; mentre per chi arriva a sera e i genitori sono dispiaciuti di lui, si aprono due porte nell’inferno, se i genitori sono due e una se il genitore è uno solo”.

Gli chiesero: Anche se i genitori ti opprimono? Rispose, tre volte:

Sì! Anche se i genitori ti opprimono!”…

…Abu Bakr (Compagno del Profeta Muhàmmad, che IDDIO lo benedica e l’abbia in gloria, e primo Califfo-Khalìfah dopo la di lui morte, n.d.r.), Allàh si compiaccia di lui, riportò che il Profeta, Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, disse:

Allah differisce il castigo di ogni peccato per chi Egli vuole fino al Giorno Ultimo, eccetto quello della disobbedienza verso i genitori. Il castigo per la disobbedienza ai genitori, infatti, viene inflitto anche in questo mondo, prima della vita futura”

…Naturalmente, non è dovuta obbedienza a creatura in disobbedienza al Creatore, per cui il figlio deve disubbidire ai genitori, quando gli ordinano di fare cosa vietata nell’Islàm, e quando gli vietano di adempiere a un dovere (religioso islamico, n.d.r.)

In ogni caso il dovere di non obbedire ai genitori non fa venir meno il dovere della pietà filiale nei loro confronti, come risulta dalla parola di Allàh, rifulga lo splendore della Sua Luce, che, pur autorizzando la disobbedienza, raccomanda il rispetto e la deferenza.

Ed ecco … un episodio della vita del profeta Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, dal quale è deducibile il dovere del rispetto ai genitori, anche se non sono musulmani e anche se sono ostili all’Islàm. Un giorno, Asmā‹ bintu Abī Bakr – che Allàh si compiaccia di lei – chiese al Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, se doveva trattare bene sua madre, la quale, pur essendo seguace della religione tradizionale della Mecca [politeismo idolatrico], era andata a Medina, per farle visita. 

Il Profeta le disse: “Trattala bene [o come disse]” .

… Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, facendo allusione al comportamento che deve avere il figlio verso i suoi genitori non musulmani, dice:

E se entrambi vogliono obbligarti ad associare a Me ciò di cui non hai conoscenza alcuna,

non obbedire loro, ma sii comunque cortese con loro in questa vita,

e segui la via di chi si rivolge a Me.

Poi a Me farete ritorno e vi informerò su quello che avrete fatto”.

(Corano, 31, 15).

Il Sublime Corano.

Il Sublime Corano.

 

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