Il gioco del rispetto colpisce ancora

Bambino espulso dalla scuola

Amedeo Rossetti con la moglie e il piccolo, espulso dalla scuola.

Amedeo Rossetti con la moglie e il piccolo, espulso dalla scuola.

 

LA “PARTECIPAZIONE DEMOCRATICA” E’ UNA PRESA IN GIRO – Alla fine, hanno espulso il figlio di Amedeo Rossetti dalla scuola. Giusto per far capire che aria tira. Altro che “partecipazione democratica dei genitori”, condivisione degli orientamenti formativi, e balle varie. Se un genitore prende tutte queste scemenze sul serio, e prova a controllare sul serio, con obiezioni serie, precise e puntuali quello che vogliono propinare ai nostri bambini nelle scuole dello Stato, gli rispondono picche, per usare un eufemismo.

L'ingresso della scuola materna "Cuccioli", a Trieste.

L’ingresso della scuola materna “Cuccioli”, a Trieste.

 

Ricapitoliamo.

1) Dopo il caso sollevato la scorsa primavera, quando si voleva propinare il famigerato “Gioco del rispetto” nelle scuole di Trieste, gioco all’interno del quale si insinua la satanica ideologia gender, che prevede tra le altre cose che i maschietti si travestano da femminucce, e viceversa, il genitore Amedeo Rossetti attendeva il POF (Piano di Orientamento Formativo) per esaminarlo e proporre eventuali osservazioni. Nel frattempo, si era formato un agguerrito Comitato Genitori Trieste, con relativo sito web e pagina Facebook.

Amedeo Rossetti con altri due componenti del Comitato Genitori Trieste.

Amedeo Rossetti con altri due componenti del Comitato Genitori Trieste.

 

2) Arrivato il POF (a fine ottobre!), il Rossetti lo legge, e risponde al Comune (la scuola è comunale) chiedendo chiarimenti.

Leggi: Rossetti mail al Comune

Una delle "figurine" del kit del "Gioco del Rispetto".

Una delle “figurine” del kit del “Gioco del Rispetto”.

 

3) Il Comune risponde non chiarendo nemmeno un punto di quelli proposti da Rossetti, e per tutta risposta, dopo adeguato ultimatum, espelle il bambino dalla scuola. 

Leggi: Risposta Comune a Rossetti

4) Alcuni consiglieri della Regione Friuli organizzano un’audizione del Rossetti in Regione, dove viene riepilogata tuta la vicenda.

Leggi: Rossetti audizione in Regione FVG

Il palazzo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.

Il palazzo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.

 

Per approfondire ancora potete leggere questi due articoli fruibili sul web:

 

MORALE DELLA FAVOLAL’insegnamento che i musulmani (ma anche tutti gli altri genitori che intendono sovrintendere seriamente all’educazione dei propri figli) DEVONO trarre da questa vicenda, è che le istituzioni scolastiche non sono per nulla affidabili. Bisogna dunque effettuare un rigoroso e quotidiano controllo su TUTTO quello che succede nelle scuole frequentate dai nostri figli, ed incalzare e sorvegliare assiduamente i responsabili scolastici. E quando è il caso, organizzare iniziative adeguate.

Ricordando l’amminimento del Sublime Corano:

O voi che credete,
preservate voi stessi e le vostre famiglie dal fuoco!”.

UN APPELLO DA DIFFONDERE – Ed ecco, alla fine di questo capitolo, speriamo non finale, di questa vicenda, l’appello di Amedeo Rossetti. Che condividiamo in pieno, e che invitiamo a diffondere il più possibile.

APPELLO A MAMME E PAPA’

Carissimi,
questo è un appello che faccio con il cuore, il cuore di uomo, il cuore di marito e soprattutto il cuore di papà!

La situazione che stiamo vivendo nelle scuole è drammatica, ma ancora più drammatica è la non consapevolezza della portata del fenomeno;

le istituzioni stanno deliberatamente togliendo alle famiglie il diritto ai genitori di trasmettere ai loro figli i valori e l’educazione che questi ritengono migliore; ancora peggio è che stanno togliendo ai giovani, a partire dall’asilo nido fino ad arrivare alle scuole superiori, le certezze ed i riferimenti della loro personalità e della loro identità.

Io non sto soffrendo per quanto è accaduto alla mia famiglia, per l’attacco alla nostra genitorialità e per la mancanza di rispetto nella persona di mio figlio; no, non soffro per questo.

Non soffro per questo perchè mia moglie ed io ce ne siamo accorti per tempo; soffro invece perchè vedo come quasi tutti i genitori, e parlo in particolare di quelli che condividono un certo tipo di valori, non si accorgono di quanto stia accadendo, oppure non lo stanno prendendo sul serio.

Nessuno può sperare che un genitore possa andare avanti in eterno da solo; io ho fatto quello che potevo: nel supremo interesse di mio figlio mi sono opposto, per quanto ho potuto, ad un progetto che considero non sano per lui; per un paio di mesi si è fermato tutto, la problematica è emersa e se ne è parlato.

Mio figlio, come avrete appreso, è stato cancellato dalle liste della scuola d’infanzia nella quale era iscritto; è stato cancellato perchè non frequentava; non l’abbiamo mandato a scuola perchè non conoscevamo il POF; quando questo è uscito, abbiamo posto delle domande per avere chiarezza, per non avere nuove sorprese.

Il Comune, la scuola è comunale, non ci ha risposto, ovvero ha risposto senza chiarire nemmeno uno, NEMMENO UNO!, dei quesiti che avevamo posto.

Risultato: fuori da qui!

Vi allego questo articolo, edito oggi, che altro non è che un appello A TUTTI: apriamo gli occhi, perchè purtroppo non stiamo vivendo una fiction, ma l’amara realtà.

Trieste: gender, scuola e audizioni regionali. Facciamo il punto

Se condividete la necessità di agire in difesa del futuro nostro e dei nostri figli, o nipoti, condividete con tutti, inoltratela a chi volete, pubblicatela…

Siete solo voi, siamo solo noi, genitori a poter fare qualcosa di concreto per i nostri figli, non possiamo più solo aspettare che lo faccia qualcun altro.

Non ci vuole coraggio, bisogna solo guardare negli occhi le creature che più di tutto al mondo amiamo!

Amedeo Rossetti”