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Un killer russo?

L’uso della cronaca nera per manipolare le coscienze

Il killer di Budrio

Il killer di Budrio.

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La cronaca nera, da tempo, da chissà quanto tempo, non è più semplice cronaca nera. È invece soprattutto un terreno di combattimento da parte delle oscure forze satanico-massoniche, che la usano, quasi sempre creandola direttamente mettendo in opera omicidi (spesso cammuffati da suicidi), omicidi-suicidi, femminicidi, stragi, ecc, per scopi esoterici. L’obbiettivo è ottenere effetti “magici” riverberantisi nell’attualità politica, nazionale e/o internazionale, e al contempo inoculare continuamente nella popolazione, a livello sottile, paura, disorientamento, disgregazione sociale, odio per i musulmani, per gli stranieri, ecc.

L’obbiettivo finale è l’edificazione del Nuovo Ordine Mondiale, una dittatura planetaria retta da un “Sovrano Illuminato”.

Un esempio ci viene dalla rapina di Budrio, dove è stato ucciso un negoziante. Viene accusato un russo, descritto come ex militare dell’Armata Rossa, e la sua foto segnaletica, come ricercato, appare sui media lo stesso giorno dell’attentato a San Pietroburgo.

Ovviamente è già statisticamente improbabile che un omicidio del genere, in Italia, venga effettuato da un russo. Che io ricordi, è la prima volta. Che poi la sua foto venga diffusa NELLO STESSO GIORNO dell’attentato in Russia, dovrebbe convincere anche i più scettici che è assolutamente impossibile trattarsi di mera coincidenza.

I mass-media hanno poi cercato di far penetrare la convinzione che l’attentato in Russia sia opera di Putin. Ad esempio, “Il Fatto Quotidiano” titolava che l’attentato “rafforza Putin”. Stupidaggine evidente, visto che Putin ha un consenso popolare che viaggia intorno al 70% della popolazione, dunque a tutto ha interesse meno che a farsi gli attentati da solo. Attentati che non possono che danneggiarlo, eventualmente.

L’occidentale medio, nell’attualità di un intensificarsi e appalesarsi di una guerra contro la Russia che la massoneria satanica internazionale sta conducendo sottotraccia da anni, deve essere convinto che Putin è il “cattivo”, ecco perché il collegamento Budrio-San Pietroburgo. Poi, subito dopo, è arrivato il “bombardamento chimico”. E poi, i missili dei “buoni” americani, che difendono il mondo dal “cattivo” Asad, amico del “cattivo” Putin.

Arrivano i nostri, come al solito.

Troverete un’ottima analisi di questa cosa in un articolo tratto dal blog “Maestro di dietrologia”. Per leggere cliccate qui.

POST SCRIPTUM

Fornisco qui i link di alcuni miei post sull’argomento, per chi voglia approfondire le tematiche riguardanti il terrorismo e i suoi progettatori e operatori.

COMINCIAMO A DARE FASTIDIO

Quindi, intensifichiamo la battaglia contro il terrorismo e i suoi simpatizzanti

Un’immagine del profilo Facebook “Cronache Islamiche”, chiaramente propagandatore dei terroristi dell’Isis.

Un’immagine del profilo Facebook “Cronache Islamiche”, chiaramente propagandatore dei terroristi dell’Isis.

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Hanno reagito scompostamente, con rabbia cieca. Buon segno. Significa che cominciamo a dare fastidio.

L’altro giorno ho postato sul mio profilo facebook “Massimo Zucchi” un avvertimento importante, dove segnalavo la presenza sul web di un profilo denominato Cronache Islamiche, dove si fa aperta propaganda a favore dell’Isis, e davo indicazione a tutti gli amici e a tutti i lettori di segnalare e denunciare il profilo alle forze di polizia.

Giusto per dare un’idea della cosa, fornisco qui sotto un post tratto dal profilo in questione. Si vede una cartina che illustra lo stato dei combattimenti che coinvolgono l’ISIS in Medio Oriente. Ma quello che è più eloquente è il commento. Si parla infatti di “Califfato” (Khilafah) e delle “forze del Khilafah”. Dunque, è chiaro il riferimento e la propaganda dei terroristi dell’ISIS.

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Cronache Islamiche – seconda pagina
9 ore fa ·

Alcuni esperti dicono che è il giorno più cupo per il Khilafah perché ha perso un piccolo villaggio dopo 102 giorni di resistenza ma non riescono a vedere la situazione nel suo insieme. Il Khilafah si sta espandendo nel Khorasan, si sta espandendo nella Penisola Arabica, si sta espandendo nel Corno d’Africa, rimane nell’Africa Occidentale senza contare WilayaJijel in Algeria adesso e WilayaFilippine o il Sinai ma le forze del Khilafah hanno anche lanciato un’imponente contro-offensiva a Homs e Daraa, pertanto gli analisti militari occidentali ritengono sia ancora troppo presto per cantare vittoria.

Sentitisi colpiti, questi signori (che quasi sempre si nascondono sotto profili fasulli, ma che riescono, IMPUNITI, a rinascere in continuazione sotto altri nomi) hanno pensato bene, non sapendo come obbiettare all’inobbiettabile, di infangare la mia persona, tirando fuori alcune notizie apparse sui media dell’anno 1985 (quasi QUARANT’ANNI FA!) riguardanti il mio passato politico, e aggiungendo qualifiche come “brigatista”, “terrorista”, e finendo per definirmi un “infiltrato” fra i musulmani, un finto musulmano, ed invitando addirittura i lettori a togliermi dai loro contatti.

Chiarisco fin da subito che, dai 17-18 ai 20 anni circa di età, ho militato nelle fila della cosiddetta sinistra extra-parlamentare, nel periodo del famoso “Movimento del ‘77”, in particolare nella cosiddetta area di Autonomia Operaia. Non ho però avuto nessun tipo di ruolo dirigenziale o di una qualche importanza, la mia militanza essendosi sempre limitata sostanzialmente alle attività studentesche del liceo che frequentavo, e alle manifestazioni organizzate dagli studenti medi di Roma. NON HO MAI NEANCHE VISTO UNA PISTOLA, o armi simili, IN VITA MIA. Detto questo, è ovvio che ricorrerò alla denuncia penale alle autorità di Polizia, contro chi mi ha diffamato.

C’è poi da considerare che dal punto di vista islamico, quando una persona torna all’Islàm (ed io l’ho fatto nel 1991, cioè PIU’ DI VENTICINQUE ANNI FA), IDDIO gli perdona TUTTI i suoi peccati precedenti, che anzi vengono trasformati in buone azioni. La mia “militanza” islamica è poi sempre stata limpida e molto pubblica, sono stato anche per anni vice-presidente della Unione Musulmani d’Italia, e molti amici e fratelli ancora mi scrivono ricordando di quando andavo, tutti i venerdì, davanti alla Moschea Grande di Roma, montando un gazebo, per distribuire libri e opuscoli sull’Islàm in lingua italiana. Definirmi “brigatista infiltrato” fa poi anche ridere, considerando anche il fatto che le cosiddette “Brigate Rosse” non esistono più da molti anni.

E chiudo questa digressione facendo presente che io e la mia famiglia frequentiamo, impegni di lavoro permettendo, regolarmente da anni la moschea di Segrate, dove partecipiamo attivamente alle attività culturali della stessa, come meglio possiamo.

Dopo questa parentesi chiarificatrice, colgo dunque l’occasione di questo “incidente” per aprire uno squarcio di analisi, considerazioni e prospettive che penso possano e debbano interessare tutti i musulmani.

Ho fatto da tempo, sul sito www.civiltaislamica.it che ho l’onore di dirigere, delle riflessioni accurate sul fenomeno del terrorismo cosiddetto “islamico”, ed in fondo a questo post troverete tutti i link necessari per chi vuole approfondire.

Dalle quali riflessioni risulta evidente che dietro il terrorismo “islamico” in generale, e quindi anche dietro l’Isis, vi sia la massoneria satanica internazionale. In particolare, lo spezzone più attivo è costituito da una super-loggia transnazionale che si chiama “Hathor Pentalpha”. Quello che mi preme qui sottolineare, in primo luogo, è che di questa potente loggia, che opera dentro, fuori e oltre i governi di tutti i paesi (e che è stata fondata dai Bush e da massoni di altre nazionalità, compresi alcuni alti esponenti israeliani), fanno parte a pieno titolo i principi e i regnanti dell’Arabia Saudita, del Qatar, del Kuwait, dell’Oman, ecc. , in alcuni periodi anche come DIRIGENTI. Che sono dunque, da sempre, anch’essi ideatori e progettatori del terrorismo internazionale.

Di conseguenza, va tenuto sempre presente che i “soldati” di questo terrorismo internazionale sono gli esecutori di piani e progetti che arrivano da molto in alto, e non sempre ne sono consapevoli.

Quello che lega, però, questi due mondi, quello dei complottatori nell’ombra e quello dei meri burattini-esecutori, è la ideologia cosiddetta “wahhabita”.

Ho messo tra virgolette il termine perché in termini assoluti non significa nulla. Però ci può essere utile come semplificazione, per una fluidità della comprensione.

Questa tendenza ideologica, che distorce completamente il messaggio islamico fino in alcuni tratti ad oscurarlo del tutto, consiste innanzitutto nel ricondurre forzosamente tutto al concetto, irrigidito oltremisura e dunque stravolto completamente, del TAWHIID, vale a dire dell’unicità di IDDIO.

L’errore principale sta nel ricondurre forzosamente ed erroneamente all’interno della dottrina islamica dell’unicità assoluta di IDDIO, questioni che attengono invece alla pratica quotidiana della religione, anche quando non hanno connessione alcuna con essa, ed anche quando comunque, anche presentandosi modi diversi di affrontare un argomento, non ne mettono affatto in discussione la validità. Succede così che l’opinione di un sapiente, espressa magari mille anni fa, su un argomento di pratica quotidiana, venga considerato alla stregua di un fondamento dell’Islàm. Con la conseguenza allucinante che chi non è d’accordo col tale sapiente della tale epoca su tale argomento, sarebbe addirittura un miscredente.

Si chiama “takfirizzazione”, cioè definire “kafir”, cioè miscredente, chiunque non sia d’accordo con le opinioni espresse in base a tale succitata visione distorta e anti-islamica delle cose.

Eccone un esempio.

Da qualche tempo, si è costituita in Italia una “Costituente Islamica”, che ha l’intento di riunire i musulmani in un’unica rappresentanza in vista di un accordo con lo Stato Italiano. Ebbene, gli appartenenti a questa costituente sono stati definiti “apostati”, come potete vedere nella foto qui sotto. È stata pubblicata sul profilo Facebook “Il puro monoteismo”.

Ecco un esempio di “takfirizzazione”. Vengono definiti “apostati”, dunque miscredenti, dei musulmani che cercano di organizzarsi per rappresentare l’Islàm. Si tenga presente che, secondo una notissima tradizione profetica, quando un musulmano dice a un altro “kafir”, uno dei due lo è sicuramente.

Ecco un esempio di “takfirizzazione”. Vengono definiti “apostati”, dunque miscredenti, dei musulmani che cercano di organizzarsi per rappresentare l’Islàm. Si tenga presente che, secondo una notissima tradizione profetica, quando un musulmano dice a un altro “kafir”, uno dei due lo è sicuramente.

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Ora, anche il sottoscritto ha espresso delle critiche, fondate e chiaramente espresse, a quest’iniziativa, ma definire i proponenti come “apostati” è fuori dalla corretta ortodossia islamica.

Critiche” dello stesso tipo, cioè che mi accusavano di apostasia, ho subito io stesso, allorquando ho pubblicato un post sulla liceità del voto, e dunque della partecipazione alla vita democratica del proprio paese, dal punto di vista islamico, peraltro dopo aver interpellato un gruppo di sapienti e di imam residenti in Italia.

Il bersaglio principale dei terroristi e dei loro simpatizzanti più o meno consapevoli e/o più o meno prezzolati, è quindi senza dubbio innanzitutto quello di isolare i musulmani dal resto della popolazione, poi quello di radicalizzarli, per favorire in tutti i modi possibile lo scontro con i non musulmani, creando nella popolazione l’odio contro la religione islamica, al fine poi di arrivare, da una parte al massacro e alla estirpazione dei musulmani, e dunque dell’Islàm, dall’occidente tutto, e contemporaneamente provvedere i progetti terroristici di nuovi “adepti”.

I musulmani vengono incitati e spinti, con argomentazioni distorte, fantasiose e islamicamente inconsistenti, che è impossibile vivere in occidente da musulmani, trasformando il mondo in un inferno totale costituito solo da cose proibite o illecite, allo scopo di farli vivere completamente isolati, o di farli emigrare (non dicendo però dove, altrimenti si scoprirebbe il trucco).

Ecco un altro esempio, sempre tratto dal profilo “Il puro monoteismo”. Quando si mette la frase succitata vicino alla foto che definisce “apostati” i fratelli e le sorelle della “Costituente Islamica”, e dunque implicitamente tutti i fratelli e le sorelle che si sforzano di partecipare alla vita democratica del proprio paese, diventa evidente che per “volontà di sacrificio” non si può che alludere all’arruolamento-combattimento nelle file dei terroristi dell’ISIS.

Ecco un altro esempio, sempre tratto dal profilo “Il puro monoteismo”. Quando si mette la frase succitata vicino alla foto che definisce “apostati” i fratelli e le sorelle della “Costituente Islamica”, e dunque implicitamente tutti i fratelli e le sorelle che si sforzano di partecipare alla vita democratica del proprio paese, diventa evidente che per “volontà di sacrificio” non si può che alludere all’arruolamento-combattimento nelle file dei terroristi dell’ISIS.

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Per combattere tutto questo la semplice dissociazione non basta più.

È diventata necessità impellente e improrogabile quella di avviare una profonda GUERRA CULTURALE contro l’estremismo, di ogni genere.

Faccio dunque appello a tutti i singoli/e musulmani/e, affinchè si impegnino tutti, individualmente, uno per uno, ognuno come meglio può, in questa battaglia. Scrivetene, parlatene, condividetene, soprattutto pubblicate documenti, scritti, filmati e/o fotografici, che possano essere utili.

Una bellissima immagine del nome di ALLAH, rifulga lo splendore della Sua luce. Peccato che campeggi in un profilo Facebook che simpatizza per i terroristi, che si chiama “Il Puro Monoteismo”.

Una bellissima immagine del nome di ALLAH, rifulga lo splendore della Sua luce. Peccato che campeggi in un profilo Facebook che simpatizza per i terroristi, che si chiama “Il Puro Monoteismo”.

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E chi non se la sente di pubblicare direttamente, invii pure il materiale al sottoscritto, al profilo Facebook, oppure al sito www.civiltaislamica.it , dove trovate i link. I mezzi non mancano.

E naturalmente l’appello è rivolto soprattutto a tutti gli imam e a tutti i responsabili dei centri islamici, che mostrano troppo spesso la preoccupante tendenza ad occuparsi ognuno esclusivamente del proprio orticello.

E segnaliamo e facciamo segnalare alle forze dell’ordine i siti, i blog, i profili Facebook che mostrano simpatie, palesi o implicite, per i terroristi.

Ogni singola persona può fare qualcosa di importante. Niente può essere trascurato, o dimenticato.

È assolutamente vitale per noi, per la nostra religione, per i nostri figli, per la nuova società che dobbiamo costruire.

POST SCRIPTUM

Fornisco qui i link per chi voglia approfondire gli argomenti che ho qui necessariamente ultrasintetizzato.

11 settembre 2001: ecco i colpevoli

Nel libro di un massone, tutta la verità sulla strage massonica

Una foto del Pentagono colpito. L’immagine sovrapposta lo rapporta alle dimensioni dell’aereo. E dimostra che non c’era nessun aereo, e che a colpire fu un missile, o un drone.

Una foto del Pentagono colpito. L’immagine sovrapposta lo rapporta alle dimensioni dell’aereo. E dimostra che non c’era nessun aereo, e che a colpire fu un missile, o un drone.

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Pochi giorni fa, ricorreva il quindicesimo anniversario dell’orribile strage dell’11 settembre 2001 a New York, nella quale morirono migliaia di civili, compresi più di cinquecento musulmani.

Fin da pochi giorni dopo l’evento, giornalisti di tutto il mondo documentavano le innumerevoli incongruenze e contraddizioni della versione ufficiale delle autorità statunitensi. Oggi, anche in lingua italiana, esistono molti siti che trattano l’argomento dal punto di vista della controinformazione. Da parte nostra, consigliamo soprattutto il blog di Massimo Mazzucco, che ha anche prodotto un DVD documentatissimo sull’argomento.

La copertina del libro (+DVD) di Massimo Mazzucco

La copertina del libro (+DVD) di Massimo Mazzucco

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È dunque col tempo risultato chiarissimo, per chiunque possegga normali doti di intelligenza, che tali attentati hanno avuto bisogno di preparazione di anni, e di risorse economiche ragguardevoli, e per niente attribuibili a dei poveri terroristi che usano i taglierini, il capo dei quali avrebbe guidato il tutto da una grotta dell’Afghanistàn. Il cosiddetto “terrorismo islamico”, dunque, oltre ad essere una contraddizione in termine (un terrorista non può essere musulmano, e viceversa: i due termini si escludono a vicenda) per chi conosce un minimo l’Islàm e i musulmani, in quanto tale non esiste né è mai esistito. È esistito ed esiste, invece, un terrorismo di origine massonica, cui viene imposta la maschera islamica.

Il fumo, che notiamo in questa immagine uscire in maniera “orizzontale (tecnicamente si chiamano “sbuffi”), dimostra che l’edificio è crollato non a causa dell’incendio, ma in seguito ad un’esplosione controllata.

Il fumo, che notiamo in questa immagine uscire in maniera “orizzontale (tecnicamente si chiamano “sbuffi”), dimostra che l’edificio è crollato non a causa dell’incendio, ma in seguito ad un’esplosione controllata.

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Abbiamo già parlato del libro di Gioele Magaldi “MASSONI – Società a responsabilità illimitata” (chi vuol leggere, può cliccare qui). Lo abbiamo fatto perché ci dava modo di smascherare la vera natura del califfo impostore Abu Bakr Baghdadi, in quanto ci riferiva come costui fosse in realtà un “fratello” non musulmano ma massone (le due cose infatti non sono per nulla compatibili) affiliato alla Ur-Lodge (Loggia trans-nazionale) “Hathor Pentalpha”, che ricevette l’affiliazione direttamente nel carcere iracheno di Camp Bucca, dov’era detenuto. Da altre fonti, risulta poi che si tratti in realtà di un ebreo israeliano, di nome Shimon Eliot, con tutta probabilità agente del Mossad. Quest’ultimo dato, su cui altre fonti non concordano, è comunque ininfluente sulla sostanza dei fatti, illustrati nel libro succitato.

I quali ci spiegano, tra l’altro, che anche la visione di gran parte del mondo complottista, che dipinge il tutto sotto l’ottica dei piani “degli USA”, o dell’”imperialismo americano”, è perlomeno imprecisa.

I veri burattinai del terrorismo odierno, o per lo meno della quasi totalità degli atti di terrorismo messi in opera dopo gli attentati di New York, non sono infatti riconducibili precisamente ad un “governo” di un paese, ma bensì all’opera di una congrega internazionale di massoni, di diverse nazionalità e di diverse “religioni” (apparenti), uniti da questa comune affiliazione, che ne coalizza gli interessi del tutto privati.

Questa cricca di criminali assoluti è unita sotto il tetto della succitata Super-loggia “Hathor Pentalpha”, la quale prende il nome dalla divinità egizia Iside, che viene infatti designata in lingua inglese con i termini, sinonimi, di “ISIS” (!) oppure “HATHOR”. Una vera e propria divinità, dunque, alla quale questi signori rendono un vero e proprio culto, con dei riti specifici, e che ha come simbolo più collegato la luna. Non è difficile arrivare a comprendere come parlare di “cristiani”, “musulmani” o “ebrei” in riferimento a costoro sia, diciamo così, quantomeno profondamente inesatto.

Cominciamo a fare qualche nome. La Ur-Lodge in questione, dopo quattro anni di “vita segreta”, viene istituita ufficialmente nell’estate del 2000, su iniziativa di George Bush senior e altri, in forte concorrenza e polemica (in pratica una vera e propria guerra) con il resto della massoneria internazionale. Ecco le cariche dirigenziali:

  • Maestro Venerabile, Dick Cheney;

  • Primo Sorvegliante, Don Rumsfeld;

  • Secondo Sorvegliante, Bill Kristol;

  • Oratore, Sam Huntington (quello dello “Scontro di civiltà”…);

  • Tesoriere, Paul wolfowitz;

  • Segretario, Lewis Libby;

  • Maestro delle Cerimonie, Rob Kagan;

  • Esperto Terribile, Richard Perle;

  • Primo Sorvegliante Aggiunto, Tony Blair;

  • Oratore Aggiunto, Karl Rowe.

Come si vede, quasi tutti americani, ma già negli anni immediatamente successivi alcune cariche furono affidate ad europei, e nel 2003-2004 “fu un arabo a diventarne il Maestro Venerabile…”. Un’organizzazione privata, insomma. E il famoso “Progetto per un nuovo secolo americano” (PNAC), di cui si parlò molto all’epoca come del documento programmatico della futura politica estera USA, cui hanno messo la firma alcuni dei succitati, era solo un parafulmine che nascondeva interessi di un gruppo ristretto e transnazionale, dietro l’apparenza di un progetto politico della classe dirigente statunitense. È importante focalizzare subito questo concetto, per poter comprendere al meglio gli scenari anche presenti e del prossimo futuro, con le relative forze in campo che si fronteggiano aspramente.

Lo scrittore Samuel Huntington, autore del libro “Lo scontro di civiltà e il nuovo ordine mondiale”, che rappresenta uno dei primi atti “pubblici” (sia pur “coperto” da semplice operazione commerciale) della Ur-Lodge “Hathor Pentalpha”, in cui ha svolto la funzione di oratore. In pratica, quel libro va considerato il substrato teorico della Loggia stessa.

Lo scrittore Samuel Huntington, autore del libro “Lo scontro di civiltà e il nuovo ordine mondiale”, che rappresenta uno dei primi atti “pubblici” (sia pur “coperto” da semplice operazione commerciale) della Ur-Lodge “Hathor Pentalpha”, in cui ha svolto la funzione di oratore. In pratica, quel libro va considerato il substrato teorico della Loggia stessa.

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L’obbiettivo finale, per questi serpenti velenosi, è il cosiddetto Nuovo Ordine Mondiale. Ma questo è un obbiettivo di tutti i massoni. La caratteristica del progetto “pentalphiano” è invece quella di prefigurare non una “dittatura mondiale” nel senso classicamente inteso, ma piuttosto quella di un “nuovo feudalesimo organizzato”. Che sarebbe evidentemente costituito da un “sovrano illuminato” che governa il mondo tramite i suoi feudatari. Questi feudatari costituirebbero, ognuno nel proprio territorio, delle caste a successione ereditaria. Ogni territorio ad una famiglia, ad una casta, o a un gruppo di potere ristretto. Oligarchie, dunque: governi di pochi. Per sempre. Il mondo sarebbe organizzato a compartimenti stagni, dove ogni “compartimento” potrebbe a buon diritto instaurare al proprio interno leggi e disposizioni specifiche, anche molto diverse, a seconda dello stato in cui devono applicarsi. Sotto l’occhio “onniveggente” della dea Iside.

Giunti a questo punto, possiamo ben comprendere l’interesse che possono avere anche degli arabi, per giunta “musulmani”, ad un’alleanza di questo tipo: nella loro visione, significherebbe garantire il potere alle proprie famiglie (si pensi, ad esempio, ai Saud della “Arabia Saudita”: unico esempio al mondo di un paese che ha il nome di una sola famiglia!), nelle intenzioni, “per sempre”. Sparita ogni forma, anche apparente, di democrazia, e di ricambio delle cariche politiche governative.

A conferma di questi interessi “transnazionali”, forniamo qui di seguito i nomi, con relative foto e didascalie, di alcuni fra i più illustri iniziati non americani, che si affiliarono nel 2000.

Hamad bin Khalìfah al-Thani. È stato emiro del Qatar dal 1995 al 2013. Iniziato alla “Hathor Pentalpha” nel 2000, ha negli anni successivi ottenuto, grazie ai buoni uffici dei “fratelli” massoni, l’assegnazione dell’organizzazione in Qatar dei mondiali di calcio del 2022. Ora l’emirato è passato nelle mani del figlio Tamìm, in perfetto stile neoaristocratico e neofeudale, proprio dei “pentalphiani”. Tutto in famiglia.

Hamad bin Khalìfah al-Thani. È stato emiro del Qatar dal 1995 al 2013. Iniziato alla “Hathor Pentalpha” nel 2000, ha negli anni successivi ottenuto, grazie ai buoni uffici dei “fratelli” massoni, l’assegnazione dell’organizzazione in Qatar dei mondiali di calcio del 2022. Ora l’emirato è passato nelle mani del figlio Tamìm, in perfetto stile neoaristocratico e neofeudale, proprio dei “pentalphiani”. Tutto in famiglia.

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Qàbùs bin Sa’ìd Al Sa’ìd, sultano dell’Oman. Non ha figli. Dicono che sia omosessuale, lui non ha mai smentito. È il 14° discendente della sua dinastia. Anche lui iniziato nella Super-loggia “Hathor Pentalpha” nel 2000.

Qàbùs bin Sa’ìd Al Sa’ìd, sultano dell’Oman. Non ha figli. Dicono che sia omosessuale, lui non ha mai smentito. È il 14° discendente della sua dinastia. Anche lui iniziato nella Super-loggia “Hathor Pentalpha” nel 2000.

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Ali Akbar Hashemi Rafsanjani. È stato Presidente dell’Iran dal 1989 al 1997. Nel 2000 si è affiliato alla “Hathor Pentalpha”, e si è trovato fianco a fianco coi “fratelli” massoni come Sharon e i sauditi. Che, per l’opinione pubblica, avrebbero dovuto essere tutt’altro che suoi amici. Ora è presidente del Consiglio per il Discernimento dell’Iran. Un posto importante lo trova sempre.

Ali Akbar Hashemi Rafsanjani. È stato Presidente dell’Iran dal 1989 al 1997. Nel 2000 si è affiliato alla “Hathor Pentalpha”, e si è trovato fianco a fianco coi “fratelli” massoni come Sharon e i sauditi. Che, per l’opinione pubblica, avrebbero dovuto essere tutt’altro che suoi amici. Ora è presidente del Consiglio per il Discernimento dell’Iran. Un posto importante lo trova sempre.

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Hamad bin ‘Isà Al Khalìfah, emiro del Bahrein. Emiro del Bahrein dal 1999, ne è diventato re nel 2002, quando già da due anni era stato iniziato alla “Hathor Pentalpha” dei Bush, padre e figlio.

Hamad bin ‘Isà Al Khalìfah, emiro del Bahrein. Emiro del Bahrein dal 1999, ne è diventato re nel 2002, quando già da due anni era stato iniziato alla “Hathor Pentalpha” dei Bush, padre e figlio.

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Recep Teyyep Erdogan, Presidente della Turchia. Magaldi lo definisce “massone anomalo”, ma comunque è massone iniziato alla “Hathor Pentalpha”. I recenti drammatici eventi di quel paese, con attentati sanguinosi culminati nel fallito colpo di stato, sono da interpretare come una reazione dei “pentalphiani” al tradimento del premier turco, colpevole, dopo aver per lungo tempo diligentemente aiutato l’Isis, di avvicinamento a Putin e all’Iran.

Recep Teyyep Erdogan, Presidente della Turchia. Magaldi lo definisce “massone anomalo”, ma comunque è massone iniziato alla “Hathor Pentalpha”. I recenti drammatici eventi di quel paese, con attentati sanguinosi culminati nel fallito colpo di stato, sono da interpretare come una reazione dei “pentalphiani” al tradimento del premier turco, colpevole, dopo aver per lungo tempo diligentemente aiutato l’Isis, di avvicinamento a Putin e all’Iran.

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Uno dei molti trucchi della propaganda ufficiale. Spunta fuori anche un “Bin Laden” chiaramente fasullo. Quello vero è a destra. Osama Bin Laden, dopo aver “militato” in altre Ur-Lodges massoniche, fu iniziato anch’egli, come molti componenti di “Al Qaeda”, alla “Hathor Pentalpha” della famiglia Bush, con la quale notoriamente intratteneva rapporti d’affari e d’amicizia da molto tempo. Forse è ancora vivo.

Uno dei molti trucchi della propaganda ufficiale. Spunta fuori anche un “Bin Laden” chiaramente fasullo. Quello vero è a destra. Osama Bin Laden, dopo aver “militato” in altre Ur-Lodges massoniche, fu iniziato anch’egli, come molti componenti di “Al Qaeda”, alla “Hathor Pentalpha” della famiglia Bush, con la quale notoriamente intratteneva rapporti d’affari e d’amicizia da molto tempo. Forse è ancora vivo.

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Ariel Sharon. Morto nel 2014, è stato premier dell’entità sionista denominata Israele. Affiliato alla “Hathor Pentalpha”, assieme a molti capi di stato arabi, suoi “fratelli” massoni, ha partecipato direttamente all’organizzazione di molti aspetti pratici degli attentati dell’11 settembre 2001. In precedenza, era stato responsabile, tra i molti crimini, dell’orribile strage di Sabra e Chatila, in Palestina.

Ariel Sharon. Morto nel 2014, è stato premier dell’entità sionista denominata Israele. Affiliato alla “Hathor Pentalpha”, assieme a molti capi di stato arabi, suoi “fratelli” massoni, ha partecipato direttamente all’organizzazione di molti aspetti pratici degli attentati dell’11 settembre 2001. In precedenza, era stato responsabile, tra i molti crimini, dell’orribile strage di Sabra e Chatila, in Palestina.

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Salmàn ibn Abd al-Aziz bin Saud, attuale re della “Arabia Saudita”, dal 23 gennaio 2015, quando è morto il fratello Abdallah, al quale è subentrato. Tutto in famiglia, come da copione della “Hathor Pentalpha”, alla quale è stato iniziato nel 2000, quando era fianco a fianco col “fratello” massone Ariel Sharon. Vi risparmio le immagini e i nomi degli altri Saud iniziati nella “Hathor Pentalpha”. Ci sono praticamente tutti.

Salmàn ibn Abd al-Aziz bin Saud, attuale re della “Arabia Saudita”, dal 23 gennaio 2015, quando è morto il fratello Abdallah, al quale è subentrato. Tutto in famiglia, come da copione della “Hathor Pentalpha”, alla quale è stato iniziato nel 2000, quando era fianco a fianco col “fratello” massone Ariel Sharon. Vi risparmio le immagini e i nomi degli altri Saud iniziati nella “Hathor Pentalpha”. Ci sono praticamente tutti.

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Ecco Abu Bakr al-Baghdadi, il “califfo col rolex”, in un’immagine dalla sua vita privata precedente. Pare che il suo vero nome sia Shimon Eliot, e che sia figlio di padre e madre ebrei, ed agente del Mossad da tempo. È stato iniziato alla Ur-Lodge “Hathor Pentalpha” nel supercarcere iracheno di Camp Bucca, dove era detenuto, ed immediatamente liberato, col compito di diventare “califfo” del futuro “stato islamico”. Tutto made in Bush.

Ecco Abu Bakr al-Baghdadi, il “califfo col rolex”, in un’immagine dalla sua vita privata precedente. Pare che il suo vero nome sia Shimon Eliot, e che sia figlio di padre e madre ebrei, ed agente del Mossad da tempo. È stato iniziato alla Ur-Lodge “Hathor Pentalpha” nel supercarcere iracheno di Camp Bucca, dove era detenuto, ed immediatamente liberato, col compito di diventare “califfo” del futuro “stato islamico”. Tutto made in Bush.

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Il senatore americano Mc Cain in una riunione con la “resistenza” siriana. Nel cerchio si vede Abu Bakr al-Baghdadi.

Il senatore americano Mc Cain in una riunione con la “resistenza” siriana. Nel cerchio si vede Abu Bakr al-Baghdadi.

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IL PROGETTO – Tutte queste personalità, apparentemente molto diverse tra loro, hanno in realtà in comune la volontà di instaurare e/o perpetrare, ognuno all’interno del proprio paese, una vera e propria dinastia inamovibile, che sia a carattere familiare, o carattere sacerdotale, o costituita da gruppi ristrettissimi che di tanto in tanto cooptano al loro interno un nuovo elemento. Sono dunque fra loro “fratelli” perché affratellati da un credo comune. Peraltro, è molto probabile che la gran parte di loro fosse già massone, presso qualche altra loggia. È tutta gente di “frequentazione” antica di certi ambienti, anche da generazioni.

Tutti costoro sono dunque corresponsabili della progettazione, del finanziamento e dell’attuazione degli attentati dell’11 settembre 2001, e di gran parte delle immani carneficine che sono seguite fino ad oggi, passando per l’Afghanistàn, l’Iràq, la Libia, e i numerosi “attentati terroristici” in tutto il mondo, Europa compresa. E che continuano oggi in Siria, nel quadro di una Terza Guerra Mondiale, (già in atto, se pure “a pezzi”, come ha affermato Papa Francesco) contro la Russia e i suoi alleati. Attentati e stragi che in genere, come Magaldi dice di quello alle Twin Towers, sono preceduti da una cerimonia propiziatoria, che lo stesso definisce, con una delicatezza fuori posto, “rito macabro”.

Vale a dire, sacrificio umano, o omicidio rituale che dir si voglia.

PERCHE’? – Il motivo principale degli attentati di cui sopra era quello di apparecchiare un “casus belli”, un evento catastrofico che avrebbe facilitato il consenso della classe politica e del popolo americano ad una serie di restrizioni della libertà personale e di enormi finanziamenti all’apparato militare-industriale, coinvolto in molti uomini-chiave, in vista delle future guerre.

Di tutto quanto esposto finora, c’è da dire che il Magaldi non offre alcuna prova documentale in senso stretto, anche se sostiene di possederne a vagonate, e ne spiega il motivo, in maniera comprensibile. Cionondimeno la sua testimonianza, e quelle di altre persone che parlano nel libro, è assolutamente attendibile, e non presenta alcuna crepa logica né di contraddizione, in tutte le più di 600 pagine del libro in questione, con tutti gli avvenimenti storici presi in considerazione, e neanche con gli avvenimenti più recenti e attuali. E comunque, non è finora stato smentito da nessuno dei moltissimi personaggi che egli cita con nome e cognome nel suo libro.

E I MASSONI “BUONI”? – I massoni buoni, nel senso non di persone, ma di organizzazioni massoniche, semplicemente NON ESISTONO.

Lo stesso Gioele Magaldi, ad esempio, che fa parte della corrente cosiddetta “democratica” e rinnovatrice della massoneria, è sostenitore dell’aborto, e recentemente non ha perso occasione per criticare Papa Francesco e le sue recenti dichiarazioni in difesa della famiglia, sostenendo che la teoria del gender “non esiste”.

La visione di Magaldi, cioè, sintetizzando, prevede il perfezionamento e l’estensione della “democrazia occidentale” semplicemente in tutto il pianeta, con annessi e connessi: aborto, eutanasia, gender, ecc. E questo dovrebbe avvenire attraverso alcuni passaggi cruciali, come ad esempio la fine dell’ONU come è strutturata oggi: egli la vede come organismo cui devono aver diritto a compartecipare solo le nazioni che hanno determinati standard di “libertà” e di “democrazia”: che si intuiscono essere, soprattutto, aborto, eutanasia, gender, ecc… E comprendendo, quando è il caso, anche l’uso della forza. Cioè la guerra.

Il massone Gioele Magaldi, Gran Maestro del “Grande Oriente Democratico” e fondatore recente del “Movimento Roosevelt”.

Il massone Gioele Magaldi, Gran Maestro del “Grande Oriente Democratico” e fondatore recente del “Movimento Roosevelt”.

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A ben vedere, sono due visioni senza dubbio diverse. Ma entrambe, altrettanto senza dubbio, nemiche dell’umanità.

Nei prossimi giorni, IDDIO volendo, scriveremo qualcosa sulle “contromisure” che possiamo prendere.

Per ora, possiamo dire che il quadro attuale non consente a nessuna persona, di qualsiasi convinzione o religione sia, di nutrire alcun tipo di fiducia per la totalità degli schieramenti politici attuali (con la sola eccezione del neonato “Popolo della Famiglia”), tutti più o meno infettati dal virus massonico, dell’una o dell’altra tendenza, con le rare eccezioni di pochi individui isolati di buona volontà. Che non contano nulla.

Il popolo, a cominciare dalle famiglie, deve cominciare a camminare e organizzarsi per conto proprio. Iniziando col delineare un nuovo progetto di società umana.

Attentato a Dacca: c’e’ dietro il governo

Un’intervista a dei musulmani del Bangladesh

Un momento dell’intervista.

Un momento dell’intervista.

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Dietro l’attentato terroristico a Dacca, in Bangladesh, non ci sarebbe “l’ISIS”, e nemmeno chi c’è dietro l’ISIS, vale a dire i massoni della UR-LODGE “Hathor Pentalpha”. Stavolta, si tratterebbe di un attentato “FALSE FLAG” (falsa bandiera), messo in opera in realtà da ambienti legati al governo e ai servizi segreti bengalesi, che avrebbero utilizzato l’ISIS come un brand, con una falsa rivendicazione. Gli scopi sarebbero politici, e sostanzialmente ad uso interno, e probabilmente volti a ottenere leggi speciali limitative delle libertà individuali. Purtroppo, niente di nuovo sotto il sole.

Ce lo racconta una breve ma interessante intervista a dei musulmani bengalesi di Milano, curata da www.ilfattoquotidiano.it .

Per vedere la breve intervista, cliccate qui.

Condanniamo tutti i barbarici atti terroristi

con particolare riferimento all’abominevole uccisione del prete in Francia

Condanniamo, con tutte le nostre forze, tutti i barbarici atti terroristi del passato, del presente (con particolare riferimento all’abominevole uccisione del prete in Francia), e del futuro. Con altrettanza forza esprimiamo tutto il nostro dolore e tutta la nostra solidarietà alle famiglie delle vittime.

Con altrettanza forza, invitiamo tutti i musulmani a manifestare in tutti i modi, fisicamente e sui social, una condanna totale di tutti i terrorismi.

Ma, se possibile, con ancor più forza, invitiamo i lavoratori dell’informazione a sollecitare i governi e le forze dell’ordine a individuare e punire I VERI MANDANTI di queste stragi.

Non crediamo al “gihàd dei pazzi”, per il semplice motivo, talmente semplice che pare nessuno l’abbia notato, che i pazzi non possono impazzire tutti insieme, e per di più simultaneamente in diversi luoghi del pianeta.

Per evitare di risultare monotoni e ripetitivi, ed evitare di essere accusati di essere poco concreti, suggeriamo anche una proposta “operativa”, diretta soprattutto alle forze dell’ordine: bisognerebbe sforzarsi di arrestare questi terroristi VIVI, in maniera da cavarne informazioni. Non crediamo possibile, infatti, che questi terroristi vengano sempre individuati, circondati, e poi inesorabilmente uccisi. Forse si capisce il perché: i morti non possono più parlare.

Terrorismo, ci sono anche i templari

2 – Rituale satanico al Bataclàn

Nel post precedente, parlavo di Anders Behring Breivik, il terrorista massacratore di 77 giovani innocenti nell’isola di Utoya, in Norvegia. E provavo come costui non sia affatto un nazista, come lui, con la complicità di tutti i mass-media, vorrebbe far credere, ma piuttosto un adepto della massoneria scandinava neo-templare, e mostravo come il suo gesto, opera non solo sua ma di un commando vero e proprio, avesse il fine di condizionare tutta la cosiddetta “destra” europea ad abbandonare la causa palestinese, a sostenere l’entità sionista di Israele, ed a combattere in tutti i modi l’Islàm e i musulmani. Per leggerlo, o rileggerlo, cliccate qui.

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Terrorismo, ci sono anche i templari

1 – Breivik non è un nazista

Il saluto “nazista” di Breivik nell’ultima udienza in cui ha presenziato in un’aula di tribunale in Norvegia.

Il saluto “nazista” di Breivik nell’ultima udienza in cui ha presenziato in un’aula di tribunale in Norvegia.

Recentemente, i mass-media ci hanno fatto vedere le immagini di Breivik, il terrorista norvegese che il 22 luglio del 2011 si rese responsabile di un massacro nell’isola di Utoya, in Norvegia, uccidendo 77 giovani che partecipavano ad un raduno del partito laburista. Fu condannato ad una pena di 21 anni di carcere. Tutti i media dell’epoca lo dipinsero come un “pazzo fanatico nazista”.

Anders Behring Breivik, questo il nome completo, era ora in tribunale perché aveva denunciato di aver subito, in carcere, un trattamento disumano. Il tribunale ha poi accolto, almeno in parte, le sue richieste.

Le immagini che ci sono arrivate, sia in foto che in video, come anche i commenti allegati, insistevano tutti sul fatto che avesse fatto il saluto nazista, cosa vera, come è senz’altro vero, e chiunque può rivedere i filmati in questione se ne può agevolmente rendere conto, che Breivik ha effettuato questo gesto con affettazione, in maniera molto caricata, con una certa lentezza in maniera da dargli forte enfasi, e facendo attenzione a fare questo saluto in maniera “corretta” ed inequivocabile. Insomma, voleva far sapere a tutto il mondo, e i media hanno ovviamente amplificato la “notizia” a dovere, che lui è un nazista.

Peccato che non sia vero.

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