Archivi categoria: Sublime Corano

Suratu-l-Fatiha – Ayah 4

مَالِكِ يَوْمِ الدِّينِ

Māliki yàumi‑d-dīn
Il Sovrano Unico del Giorno del Giudizio.

مَالِكِ
Māliki = [Il Re, vale a dire il Sovrano unico]

يَوْمِ الدِّينِ
yàumi‑d-dīn = [del giorno del Giudizio].

Questa āyah è un memento [un richiamo alla mente], che porta il Musulmano a  ricordare il Giorno del Giudizio; a ricordare che quello è il Giorno del rendiconto finale [il Giorno del redde rationem] con successiva sentenza inappellabile. In quel Giorno verranno giudicate le azioni di tutte le creature, il giorno, in cui verrà fatta giustizia e ognuno riceverà la ricompensa, che si sarà meritato, il Giorno nel  quale ogni uomo troverà di fronte a se stesso le azioni da lui compiute nella sua vita e “chi avrà fatto un atomo di bene lo vedrà e chi  avrà fatto un atomo di male lo vedrà”.

Nota: per l’Ayah 3 vedi il post dedicato all’Ayah 1.

Suratu-l-Fatiha – Ayah 2

الْحَمْدُ لِلَّهِ رَبِّ الْعَالَمِينَ

Al-ḥàmdu li-llāhi rabbi‑l-‑´ālamīn
La Lode appartiene ad Allàh il Signore di tutti gli universi

الْحَمْدُ
[al-ḥàmdu] = (al- articolo determinativo, la) + (ḥàmdu, sost.: ringraziamento, lode) = Tutto il ringraziamento e tutta la lode;

لِلَّهِ
[li-llāhi] = (li-  preposizione monosillaba proclitica) ad
( -llāhi  forma apocopata di “Allàh”, per effetto della proclitica che fa cadere al) Allàh.

Solamente ad Allàh, come ringraziamento per la Sua Misericordia e la Sua Clemenza, è dovuta la Lode.  Al-ḥamd è il ringraziamento, la lode rivolta ad Allah per tutto ciò che Egli concede alle Sue creature. Allàh viene lodato con l’espressione al-ḥamdu li-llāh per le Sue caratteristiche di Perfezione e per l’Eccellenza delle Sue azioni, che agiscono tra la Sua giustizia e la Sua  generosità, da tutti i punti di vista. “La lode” ha tanto il significato della gratitudine per le grazie ricevute da parte di Allàh come quello di glorificazione di Lui per l’eccellenza delle Sue caratteristiche. Ci pare che una precisazione sia da essere fatta riguardo al significato di ringraziamento fra ḥàmd (lode) e shùkr (ringraziamento): mentre la lode viene espressa oralmente, il ringraziamento va dimostrato nel mettere in pratica i pilastri; Allàh* è l’Unico, a essere titolare del diritto che Gli venga rivolto al-ḥamd in qualsiasi occasione [che possa essere pensata come positiva o meno per noi], poiché Egli ha titolo di ricevere al-ḥamd per la Sua Identità divina [proprio per il fatto di essere il nostro Creatore e  Signore lo dobbiamo amare e ringraziare] e dato che Egli nella Sua Saggezza (ḥikmah) può decretare ciò che vuole per la Sua creatura. Ciò che all’uomo può apparire un male può essere educativo o servire per assolvere da peccati, che altrimenti non verrebbero perdonati e quindi portare un grande bene sia nel futuro prossimo di questa vita terrena che nella vita futura. La parola al-hamd ha il significato di ringraziamento e di riconoscenza in ogni circostanza e in ogni evento della vita.

رَبِّ
Rabb. La parola Ràbb viene, solitamente, tradotta come Signore, ma il suo significato è più ampio e profondo, impossibile da esprimersi in italiano con una sola parola, che ne comprenda tutti i significati; per questo motivo solamente una perifrasi può esprimerlo. Ar‑Rabb è Colui il Quale, dopo avere dato esistenza alle Sue creature, le alleva spiritualmente e provvede alle loro necessità materiali. La parola, creata da Allàh, dà origine al verbo  rabā, che significa allevare, far crescere sia in senso spirituale che in senso fisico.

الْعَالَمِينَ
–l’ālamīna il termine è il plurale  della parola ‘àlam che significa mondo; con l’articolo  al-  = i mondi creati: sia quelli dei quali conosciamo l’esistenza, sia quelli dei quali non la conosciamo, per cui, forse, il termine più appropriato in traduzione è: tutti gli universi.

Il Signore di tutti gli universi.

Suratu-l-Fatiha – Ayah 1 – La Basmala

In questa rubrica CIVILTÀ ISLAMICA pubblicherà, Allàh volendo, quotidianamente, una àyah del Generoso Corano [ al-Qur<>ānu/l/Karīm ] e, naturalmente, dal punto di vista islamico non può che iniziare con la prima àyah della prima Sura del Generoso Corano, la Sura Aprente, o Sura Iniziale, il cui nome arabo è al-Bàsmalah.

بِسْمِ اللَّهِ الرَّحْمَنِ الرَّحِيمِ

La prima āyah della Sura di Ouverture (Sūratu fātiḥati  l-Kitāb) del Corano si chiama bàsmalah, che significa: Dire “Nel Nome di Allàh il sommamente  Misericordioso il Clementissimo”.

Le lettere dell’alfabeto arabo, da cui sono costituite le quattro parole che la compongono, sono 19 (diciannove):

la prima parola è composta da tre lettere:
bā‹ – sīn  -  mīm

la seconda parola è composta da quattro lettere:
àlif – lām – lām – hā‹

la terza parola è composta da sei lettere:
àlif – lām – rā‹ – ḥā‹ – mīm – nūn

la quarta parola è composta da sei lettere:
àlif – lām – rā‹ – ḥā – yā‹ – mīm

In totale la somma delle lettere è 19 come risulta dalla frantumazione in lettere alfabetiche del testo.

Nei Testi di Rivelazione il numero delle occorrenze della parola BISMI è 19; le occorrenze della parola ALLAH sono 2.698 (19 x 142); le occorrenze della  parola AL‑RAḤMĀN sono 57 (19 x 3); le occorrenze della parola AL‑RAḤĪM sono 114 (19 x 6). Quello che è stato or ora prospettato è solamente la punta di un iceberg colossale  di strutture dove 28 lettere, che  compongono sigle poste all’inizio di 29 sure, compaio‑ no  nel testo in quantità numeriche multiple del numero 19.  Il Tema del numero 19 nel Generoso Corano è sviscerato  nel Quaderno Islamico n. 32 intitolato La Paternità divina del Generoso Corano, al quale rimandiamo  gli interessati alla conoscenza della Verità.

Traslitterazione fonetica

  • Bi-smi-llāhi r-Raḥmāni r‑Raḥīm

Traslazione dei significati
dall’arabo all’italiano

  • (1) In nome di Allàh
  • (2) il Sommamente Misericordioso
  • (3) Il Clementissimo

Significato delle singole parole

1 – In nome di Allàh: (da destra a sinistra)

  • بِسْمِ
  • [bi- (preposizione  proclitica =  in) + ìsm = nome]
  • اللَّهِ
  • [Allàh = Iddio].

Questo Nome è quello di Colui, verso il Quale provano amore i cuori di coloro che desiderano incontrarLo e vederLo; e trovano la pace i cuori al Ricordo di Lui; è il nome di Colui, al Quale, essendo Unico Titolare della Qualità divina in quanto Creatore, ha da essere rivolta in esclusiva l’adorazione da parte dell’uomo, che è Sua creatura. Per questo motivo nella Testimonianza  (ash‑shahādah) viene usato questo nome: Rendo testimonianza che non c’è divinità tranne Allàh

2 – ar‑Raḥmān

  •  الرَّحْمَنِ

È il Nome proprio di Allàh (SwT), il Quale possiede questo  Nome fin da prima della creazione. È dal Suo Nome di amore e misericordia verso la debolezza della creatura umana che nel creare le parole Allàh ha chiamato l’utero con la parolَa ràḥm. È dall’utero che nasce l’amore viscerale della mamma per il figlio, l’amore per chi ha bisogno per esistere del nutrimento e da ràḥm (utero) deriva dalla parola ràḥmah che significa “misericordia = l’amore per il bisognoso”.  Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce  nella Sua veste di ar‑Raḥmān (letteralmente: Il som‑mamente Misericordioso) è il Misericordioso nei confronti di tutta la creazione (piante, animali, uomini e ginn, siano essi credenti, o meno, nella paternità divina del Generoso Corano e nella Missione apostolica di  Muhàmmad, il Portavoce di Allàh, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria. Questo nome è riservato solamente ad ALLAH.

3 – ar-Raḥīm

  •  الرَّحِيمِ

Ar‑Raḥīm è un altro dei Nomi e attributi di Allàh e anche la sua radice è collegata come ar‑Rahmàn alla paro‑ la ràḥm (utero) da cui deriva, come si è già detto sopra la parola ràḥmah.  Questo nome ar‑Raḥīm esprime la misericordia di Allàh verso le creature umane, credenti nella provenienza divina del Generoso Corano e nella dignità di Apostolo e Profeta di Allàh, di cui è titolare  Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, nel giorno del Giudizio.

Questa parola, purché sia priva dell’articolo determinativo, può essere usata per qualificare un Musulmano di generosità: può essere detto di un fedele che è raḥīm, (vedi Sūratu-t-Tàubah, āyah 22,  dove Allàh definisce Raḥīmun il profeta Muhàmmad.

Solo i nomi di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, sono preceduti dall’articolo. In definitiva, Allàh in questa prima āyah  [In nome di Allàh, il Sommamente Misericordioso il Clementissimo] definisce Sé medesimo con i Nomi di ar-Raḥmān e ar-Raḥīm, due nomi che esprimono l’attributo coessenziale alla qualità divina, in quanto caratterizzano Allàh come Possessore di infinita Misericordia, in conseguenza dell’infinito amore, che Egli nutre per tutte le Sue creature (ar‑Rahmān) e in particolare per i  credenti [nella paternità divina del Generoso Corano e in Muhàmmad come Profeta di Allàh] e di infinita  Clemenza, nel Giorno del Giudizio (ar‑Rahīm), verso  i Musulmani.

Il Profeta disse: “Tutto ciò che non inizia con il nome  di Allàh è manchevole!” (o come disse). Per questo motivo colui che ha raggiunto la consapevolezza del suo rapporto con Allàh inizia ogni suo discorso e ogni sua azione, dicendo:

In nome di Allàh,
il Sommamente Misericordioso il Clementissimo.

————-
āyah: il significato letterale della parola è MIRACOLO  e di miracolo si tratta in  quanto essa è la transustanziazione della Parola di Dio/Allàh  nelle parole della lingua araba [scrittura e suoni]