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Onde sopra onde, e il buio negli abissi

Miracolo scientifico nel Sublime Corano

Schema esplicativo dei diversi strati di onde marine.

Dice la Parola d’IDDIO:

“Tenebre di un mare profondo
sulle quali (tenebre)
vi sono delle onde (interne) al mare,
sulla superficie del quale vi sono (altre) onde
sulle quali ultime vi sono le nuvole.
Tenebre le une sulle altre,
dove l’uomo che stende la mano,
quasi non può vederla.
Per colui al quale ALLAH non ha dato luce,
non c’è luce alcuna”
(Corano, 24, 41).

Questo brano del Sublime Corano ci parla dell’esistenza, nelle profondità del mare, di onde situate sopra altre onde, e di mancanza totale di luce.

Ma come poteva il Profeta Muhàmmad, che IDDIO lo benedica e l’abbia in gloria, che era notoriamente illetterato e oltretutto non aveva neanche mai viaggiato per mare, possedere tali nozioni, e soprattutto, come poteva possederle millequattrocento anni fa, mentre la nostra civiltà ne ha avuto cognizione solo il secolo scorso?

IL DISCO DI SECCHI – Il primo strumento per misurare la presenza della luce nel mare è stato il disco di Secchi, inventato nel 1865. Era un disco circolare di vari diametri, di solito 20-30 cm., bianco o a quadranti bianchi e neri.

Un esempio di “disco di Secchi”, usato ancor oggi.

Si immergeva legato a una corda, e si misurava a quale profondità non si riesce più a vedere.

Pietro Angelo Secchi (1818-1878).

Pietro Angelo Secchi (1818-1878).

 

L’INVENZIONE DEL BATISCAFO -L’uomo, a corpo nudo, non può di regola raggiungere profondità superiori a una trentina di metri, con attrezzatura sofisticata e allenamento specifico può arrivare a poco più di cento metri, e comunque non può sopravvivere ad una profondità superiore ai duecento metri.

Le conoscenze che abbiamo al giorno d’oggi delle profondità marine le dobbiamo al batiscafo. Per batiscafo si intende un piccolo sommergibile ad auto-propulsione adatto ad immergersi in profondità sensibilmente maggiori di quelle normalmente raggiunte dagli attuali sommergibili militari (le quali attestano a poche centinaia di metri) e quindi progettato in modo da poter sostenere elevati carichi di pressione. Può ospitare un piccolo equipaggio, o esserne privo.

Il termine deriva dal greco, e significa “scafo che si può immergere in profondità”. Il “primo mezzo sottomarino di pace, per ricerche scientifiche” (come recitano i registri militari degli USA) fu il C3, batiscafo artigianale immaginato e progettato dall’italiano Pietro Vassena nel 1948 sul lago di Como: il 12 marzo 1948, al largo di Argegno, scese a -412 metri stabilendo così il record mondiale di profondità dell’epoca.

Il lecchese Pietro Vassena e il suo C3.

Il lecchese Pietro Vassena e il suo C3.

Il 2 agosto 2007 il batiscafo russo Mir-2 è arrivato a 4.302 metri di profondità, toccando il fondo marino del Polo Nord.

Il batiscafo russo Mir-2 mentre tocca il fondale degli abissi del Mare Artico.

Il batiscafo russo Mir-2 mentre tocca il fondale degli abissi del Mare Artico.

Gli studi sulla presenza di luce nelle profondità marine sono dunque molto recenti, essendo prima impossibili per mancanza di mezzi tecnologici adeguati a sopportare la pressione.

LA LUCE NEL MARE – La luce solare si compone di sette colori: viola, indaco, azzurro, verde, giallo, arancione e rosso. Una percentuale che varia dal 3 al 30% di essa viene riflessa dalla superficie del mare. Quando poi il raggio luminoso entra nell’acqua si verifica il fenomeno della rifrazione. Il colore rosso viene assorbito dall’acqua ad una profondità che varia tra i 10 e i 15 metri. Tra i 30 e i 50 metri viene assorbito il giallo, tra i 100 e i 200 metri il verde, e oltre i 200 metri il viola e l’indaco.

Schema esemplificativo della penetrazione della luce solare nel mare.

Schema esemplificativo della penetrazione della luce solare nel mare.

Dunque, man mano che si scende, il mare diviene più scuro, e dopo i mille metri c’è l’oscurità totale: è quella che viene definita zona afotica. Fino a quel punto, sarebbe possibile a una creatura umana vedere la propria mano. Dopo, no. Ma chi poteva saperlo millequattrocento anni fa?

LE ONDE SOPRA ALTRE ONDE – Con lo sviluppo della tecnologia scientifica di cui abbiamo fornito alcuni esempi, sono state scoperte le onde nelle profondità marine. Esse si formano tra due masse di acqua di differente densità, temperatura e corrente: infatti, le acque più profonde presentano una densità maggiore rispetto alle acque più vicine alla superficie. Queste onde assomigliano in tutto alle onde che vediamo in superficie, che si formano con l’incontro dell’acqua con l’aria. Esse si possono anche rompere, proprio come quelle di superficie.

Schema esplicativo dei diversi strati di onde marine.

Schema esplicativo dei diversi strati di onde marine.

La particolarità di queste onde è che non possono essere distinguibili dall’occhio umano, ma possono essere rilevate solo studiando la temperatura o i cambiamenti di salinità in un punto satibilito. Ma chi poteva sapere tutto questo millequattrocento anni fa?

Per chi è in cerca di “miracoli”, eccone uno evidente. E il Sublime Corano, come avremo modo, IDDIO volendo, di dimostrare con molti altri esempi, è esso stesso un miracolo. Miracolo che, al contempo, attesta il fondamento razionale del credo islàmico. I musulmani infatti, come dice lo Shaykh ‘Abdurrahmàn Pasquini, non credono “con la testa nel sacco”, ma a ragion veduta, e in presenza di prove chiare ed inoppugnabili.

E queste prove aumentano sempre più col passar del tempo, con l’aumentare e il perfezionarsi delle conoscenze scientifiche, mentre per le altre “religioni” avviene il contrario: il progresso scientifico le rende sempre meno credibili.

Infatti, miracoli simili, come mostreremo, non si trovano negli altri cosiddetti “libri sacri”, e men che meno si trovano nella Bibbia.

A chi la pensa diversamente, rispondiamo con la sfida lanciata dallo stesso Sublime Corano:

“E se avete qualche dubbio
su ciò che abbiamo fatto scendere sul nostro servo,
portate, allora, una sura simile a questa,
e chiamate, se siete veritieri, i vostri testimoni,
che non sia ALLAH.
Se non lo fate – e non lo farete – temete il fuoco,
il cui combustibile sono gli uomini
e le pietre idolatriche;
un fuoco che è stato preparato
per coloro i quali rifiutano di credere”
(Corano, 2, 23-24).

Terminiamo come abbiamo iniziato, con le parole d’IDDIO, rifulga lo splendore della Sua Luce:

“Ed Egli vi mostra i Suoi Segni:
quali di questi negate?”
(Corano, 40, 81). 

Hanno scoperto che il miele è una medicina

Ma il Corano lo diceva più di 1400 anni fa!

Dalle api… il miele

Dalle api… il miele

Questa è parola d’IDDIO/ALLAH:

“E il tuo Signore ispirò alle api: ‘Dimorate nelle montagne, negli alberi e negli edifici degli uomini. Cibatevi di tutti i frutti e vivete nei sentieri che vi ha tracciato il vostro Signore’. Scaturisce dai loro ventri un liquido dai diversi colori, in cui c’è guarigione per gli uomini. Ecco un segno per gente che riflette”.
(Corano, 16, 68-69)

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I giganti… li conoscevamo gia’!

Adamo (su di lui la Pace) e le scoperte archeologiche

Cuzco, Perù. Mura ciclopiche

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Recentemente, in molte pubblicazioni stampate e in alcune trasmissioni televisive, tra le quali Voyager e Mistero, si è parlato dei giganti, che sarebbero uomini di statura molto più alta della nostra, vissuti più di diecimila anni fa, e che sarebbero i veri costruttori di molte delle costruzioni più antiche le cui tracce sono ancora visibili in molte località del globo terrestre.

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