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I MIRACOLI DEL CORANO – 5

Ora sappiamo che il miele è curativo, ma i musulmani lo sanno da 1400 anni!

Dalle api… il miele

Dalle api… il miele

Questa è parola d’IDDIO/ALLAH:

“E il tuo Signore ispirò alle api: ‘Dimorate nelle montagne, negli alberi e negli edifici degli uomini. Cibatevi di tutti i frutti e vivete nei sentieri che vi ha tracciato il vostro Signore’. Scaturisce dai loro ventri un liquido dai diversi colori, in cui c’è guarigione per gli uomini. Ecco un segno per gente che riflette”.
(Corano, 16, 68-69)

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I MIRACOLI DEL CORANO – 4

L’espansione dell’universo

L’universo continua ad espandersi, e ad una velocità sempre maggiore. Questa è un’immagine che tenta di darne un’idea.

L’universo continua ad espandersi, e ad una velocità sempre maggiore. Questa è un’immagine che tenta di darne un’idea.

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Dice il Sublime Corano:

وَالسَّمَاءَ بَنَيْنَاهَا بِأَيْيدٍ وَإِنَّا لَمُوسِعُونَ

Il cielo lo abbiamo costruito, magistralmente,
e Noi ne allarghiamo di continuo gli spazi!

(Corano, 51,47)

Ed ecco il commento dello Shaykh Abdurrahman Rosario Pasquini:

Con precisione linguistica e chiarezza concettuale Allàh, l’Altissimo, Autore del Sublime Corano, parla in quest’ayah di una realtà dell’universo scoperta 1400 dopo la “pubblicazione” del Libro. Chi, se non Allàh, rifulga lo splendor della sua Luce, poteva saperlo?”.

Già. Chi poteva saperlo?

L’espansione dell’universo è infatti scoperta scientifica recente.

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I miracoli del corano – 3

I mari diversi non si mischiano!

L'incontro tra il Mar Baltico e il Mar del Nord. Questa foto è stata postata da un non-musulmano sulla pagina Facebook di Shaykh 'Abdurrahman Rosario Pasquini. Chi la vuol visitare, vi troverà anche un breve video sullo stesso argomento.

L’incontro tra il Mar Baltico e il Mar del Nord. Questa foto è stata postata da un non-musulmano sulla pagina Facebook di Shaykh ‘Abdurrahman Rosario Pasquini. Chi la vuol visitare, vi troverà anche un breve video sullo stesso argomento.

 

Si tratta di un particolare fenomeno che avviene in Danimarca, dove c’ è una striscia di terra (Grenen) sulle cui spiagge si infrangono le onde del Mare del Nord e quelle del Mar Baltico.

Al largo della cittadina Skagen, l’incontro dei due mari che provengono da parti opposte, determina una lunga increspatura visibile nitidamente e perpendicolare all’orizzonte: su quel tratto di terra le onde lambiscono la sabbia arrivando sia da destra che da sinistra. La diversa colorazione dei due mari, sembra sia dovuta ad un diverso grado di salinità che impedisce anche alle acque di mescolarsi…Sinceramente mi sembra strano che due masse d’acqua non si mescolino”.

L’autore di questo commento è la stessa persona, non musulmana, che ha postato la foto di cui sopra sulla pagina Facebook di Shaykh ‘Abdurrahmàn Rosario Pasquini. Chi la visiterà, ci troverà anche un breve video. La foto in realtà è abbastanza eccezionale e dovuta a particolari condizioni ambientali, in quanto generalmente l’occhio umano non riesce a percepire la differenza tra due mari che s’incontrano, così come non riesce a percepire visivamente la divisione, all’estuario di un fiume, tra acqua dolce (del fiume), acqua salata (del mare) e la divisione tra di esse (zona di separazione).

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I Miracoli del Corano – 2

L'involucro dell'ozono

QUESTE SONO PAROLE D’IDDIO, Sura XXI – Ayah 32:

وَجَعَلْنَا السَّمَاءَ سَقْفًا مَحْفُوظًا وَهُمْ عَنْ آيَاتِهَا مُعْرِضُونَ.32

QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
Abbiamo pure fatto del cielo un tetto ben protetto, però essi non si curano dei Suoi segni. (32)

Nota
L’ozonosfera, come un tetto, protegge la terra dalle radiazioni ultraviolette del sole, le quali senza essa avrebbero effetti devastanti per la salute dell’uomo, provocando tumori della pelle, cataratte, deficienze immunitarie e altri danni alle culture e agli ecosistemi acquatici. Chi poteva saperlo 1400 anni or sono?

Questa Ayah (segno) del Sublime Corano, nella traduzione e con breve commento dello Shaykh ‘abdu-r-Rahmàn Pasquini, come la trovate nel post titolato L’involucro dell’ozono, descrive quella che la scienza odierna chiama ozonosfera.

COSA E’ L’OZONOSFERA

Il termine ozonosfera indica in realtà quella zona della stratosfera che circonda la Terra tra i 15/20 e i 50 chilometri di altezza, dove si forma l’ozono atmosferico (con una concentrazione massima attorno ai 30 chilometri). Qui l’ossigeno, che ha due atomi, viene trasformato in ozono (tre atomi) per effetto della radiazione ultravioletta del sole. Il processo avviene così: colpite dai raggi ultravioletti con lunghezza d’onda inferiore a 240 nanometri, le molecole di ossigeno si spezzano, liberando i due atomi. Ognuno di questi reagisce con altrettante molecole intere di ossigeno, creando ozono. A loro volta queste molecole di ozono, colpite da radiazioni ultraviolette con lunghezza d’onda tra i 240 e i 300 nanometri, si dissociano, formando una molecola e un atomo di ossigeno. Questa reazione assorbe l’energia dei raggi ultravioletti e impedisce che essi raggiungano la superficie terrestre, rendendo così possibile la vita. Ora l’ozonosfera è minacciata da inquinanti come i clorofluorocarburi, che alterano l’equilibrio tra ozono prodotto e ozono eliminato. Questo gas infatti è una sorta di barriera contro i raggi ultravioletti, dannosi per gli esseri viventi.

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Onde sopra onde, e il buio negli abissi

Miracolo scientifico nel Sublime Corano

Schema esplicativo dei diversi strati di onde marine.

Dice la Parola d’IDDIO:

“Tenebre di un mare profondo
sulle quali (tenebre)
vi sono delle onde (interne) al mare,
sulla superficie del quale vi sono (altre) onde
sulle quali ultime vi sono le nuvole.
Tenebre le une sulle altre,
dove l’uomo che stende la mano,
quasi non può vederla.
Per colui al quale ALLAH non ha dato luce,
non c’è luce alcuna”
(Corano, 24, 41).

Questo brano del Sublime Corano ci parla dell’esistenza, nelle profondità del mare, di onde situate sopra altre onde, e di mancanza totale di luce.

Ma come poteva il Profeta Muhàmmad, che IDDIO lo benedica e l’abbia in gloria, che era notoriamente illetterato e oltretutto non aveva neanche mai viaggiato per mare, possedere tali nozioni, e soprattutto, come poteva possederle millequattrocento anni fa, mentre la nostra civiltà ne ha avuto cognizione solo il secolo scorso?

IL DISCO DI SECCHI – Il primo strumento per misurare la presenza della luce nel mare è stato il disco di Secchi, inventato nel 1865. Era un disco circolare di vari diametri, di solito 20-30 cm., bianco o a quadranti bianchi e neri.

Un esempio di “disco di Secchi”, usato ancor oggi.

Si immergeva legato a una corda, e si misurava a quale profondità non si riesce più a vedere.

Pietro Angelo Secchi (1818-1878).

Pietro Angelo Secchi (1818-1878).

 

L’INVENZIONE DEL BATISCAFO -L’uomo, a corpo nudo, non può di regola raggiungere profondità superiori a una trentina di metri, con attrezzatura sofisticata e allenamento specifico può arrivare a poco più di cento metri, e comunque non può sopravvivere ad una profondità superiore ai duecento metri.

Le conoscenze che abbiamo al giorno d’oggi delle profondità marine le dobbiamo al batiscafo. Per batiscafo si intende un piccolo sommergibile ad auto-propulsione adatto ad immergersi in profondità sensibilmente maggiori di quelle normalmente raggiunte dagli attuali sommergibili militari (le quali attestano a poche centinaia di metri) e quindi progettato in modo da poter sostenere elevati carichi di pressione. Può ospitare un piccolo equipaggio, o esserne privo.

Il termine deriva dal greco, e significa “scafo che si può immergere in profondità”. Il “primo mezzo sottomarino di pace, per ricerche scientifiche” (come recitano i registri militari degli USA) fu il C3, batiscafo artigianale immaginato e progettato dall’italiano Pietro Vassena nel 1948 sul lago di Como: il 12 marzo 1948, al largo di Argegno, scese a -412 metri stabilendo così il record mondiale di profondità dell’epoca.

Il lecchese Pietro Vassena e il suo C3.

Il lecchese Pietro Vassena e il suo C3.

Il 2 agosto 2007 il batiscafo russo Mir-2 è arrivato a 4.302 metri di profondità, toccando il fondo marino del Polo Nord.

Il batiscafo russo Mir-2 mentre tocca il fondale degli abissi del Mare Artico.

Il batiscafo russo Mir-2 mentre tocca il fondale degli abissi del Mare Artico.

Gli studi sulla presenza di luce nelle profondità marine sono dunque molto recenti, essendo prima impossibili per mancanza di mezzi tecnologici adeguati a sopportare la pressione.

LA LUCE NEL MARE – La luce solare si compone di sette colori: viola, indaco, azzurro, verde, giallo, arancione e rosso. Una percentuale che varia dal 3 al 30% di essa viene riflessa dalla superficie del mare. Quando poi il raggio luminoso entra nell’acqua si verifica il fenomeno della rifrazione. Il colore rosso viene assorbito dall’acqua ad una profondità che varia tra i 10 e i 15 metri. Tra i 30 e i 50 metri viene assorbito il giallo, tra i 100 e i 200 metri il verde, e oltre i 200 metri il viola e l’indaco.

Schema esemplificativo della penetrazione della luce solare nel mare.

Schema esemplificativo della penetrazione della luce solare nel mare.

Dunque, man mano che si scende, il mare diviene più scuro, e dopo i mille metri c’è l’oscurità totale: è quella che viene definita zona afotica. Fino a quel punto, sarebbe possibile a una creatura umana vedere la propria mano. Dopo, no. Ma chi poteva saperlo millequattrocento anni fa?

LE ONDE SOPRA ALTRE ONDE – Con lo sviluppo della tecnologia scientifica di cui abbiamo fornito alcuni esempi, sono state scoperte le onde nelle profondità marine. Esse si formano tra due masse di acqua di differente densità, temperatura e corrente: infatti, le acque più profonde presentano una densità maggiore rispetto alle acque più vicine alla superficie. Queste onde assomigliano in tutto alle onde che vediamo in superficie, che si formano con l’incontro dell’acqua con l’aria. Esse si possono anche rompere, proprio come quelle di superficie.

Schema esplicativo dei diversi strati di onde marine.

Schema esplicativo dei diversi strati di onde marine.

La particolarità di queste onde è che non possono essere distinguibili dall’occhio umano, ma possono essere rilevate solo studiando la temperatura o i cambiamenti di salinità in un punto satibilito. Ma chi poteva sapere tutto questo millequattrocento anni fa?

Per chi è in cerca di “miracoli”, eccone uno evidente. E il Sublime Corano, come avremo modo, IDDIO volendo, di dimostrare con molti altri esempi, è esso stesso un miracolo. Miracolo che, al contempo, attesta il fondamento razionale del credo islàmico. I musulmani infatti, come dice lo Shaykh ‘Abdurrahmàn Pasquini, non credono “con la testa nel sacco”, ma a ragion veduta, e in presenza di prove chiare ed inoppugnabili.

E queste prove aumentano sempre più col passar del tempo, con l’aumentare e il perfezionarsi delle conoscenze scientifiche, mentre per le altre “religioni” avviene il contrario: il progresso scientifico le rende sempre meno credibili.

Infatti, miracoli simili, come mostreremo, non si trovano negli altri cosiddetti “libri sacri”, e men che meno si trovano nella Bibbia.

A chi la pensa diversamente, rispondiamo con la sfida lanciata dallo stesso Sublime Corano:

“E se avete qualche dubbio
su ciò che abbiamo fatto scendere sul nostro servo,
portate, allora, una sura simile a questa,
e chiamate, se siete veritieri, i vostri testimoni,
che non sia ALLAH.
Se non lo fate – e non lo farete – temete il fuoco,
il cui combustibile sono gli uomini
e le pietre idolatriche;
un fuoco che è stato preparato
per coloro i quali rifiutano di credere”
(Corano, 2, 23-24).

Terminiamo come abbiamo iniziato, con le parole d’IDDIO, rifulga lo splendore della Sua Luce:

“Ed Egli vi mostra i Suoi Segni:
quali di questi negate?”
(Corano, 40, 81). 

I giganti… li conoscevamo gia’!

Adamo (su di lui la Pace) e le scoperte archeologiche

Cuzco, Perù. Mura ciclopiche

Cuzco, Perù. Mura ciclopiche

Recentemente, in molte pubblicazioni stampate e in alcune trasmissioni televisive, tra le quali Voyager e Mistero, si è parlato dei giganti, che sarebbero uomini di statura molto più alta della nostra, vissuti più di diecimila anni fa, e che sarebbero i veri costruttori di molte delle costruzioni più antiche le cui tracce sono ancora visibili in molte località del globo terrestre.

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