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L’Islàm è protezione e maggiore solidarietà

La lettera di un cristiano

La lettera di un lettore cristiano al quotidiano “Il Giornale”, pubblicata il 10 luglio 2016.

La lettera di un lettore cristiano al quotidiano “Il Giornale”, pubblicata il 10 luglio 2016.

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L’avevo messa da parte, poi momentaneamente smarrita, poi ritrovata.

E’ una lettera scritta da un lettore a “Il Giornale”.

Che dice che l’Islàm “attrae” perché valorizza, molto di più di ogni altra religione o ideologia, l’importanza della solidarietà e della coesione sociale. Ed è una ulteriore dimostrazione che quando una realtà è evidente, è visibile indipendentemente dalla religione che si professa. Basta essere intellettualmente onesti.

Ecco il testo integrale:

Spesso mi son posto criticamente verso alcune posizioni assunte nei paesi islamici, che non tengono conto dei diritti delle donne e della libertà individuale. Ma forse lì la condizione femminile gode di maggior rispetto umano, sia pur nelle ristrettezze dell’espressione formale; altrettanto dicasi per le dignità personali godute nella vita sociale, ove è più sentita la regola del rispetto reciproco e dei valori condivisi. Insomma nell’islam la società è poco “libertaria” ma l’uomo comune vive in un ambito comunitario più rispettoso dei rapporti umani. La gente si converte all’islam perché si sente socialmente più protetta e sviluppa una maggiore solidarietà interna, un po’ come succedeva ai cristiani della prima ora. Questo dovrebbe far meditare i preti cattolici ed i nostri sociologi e politici che ormai si interessano solo agli aspetti “economici” del benessere…”

Paolo D’Arpini, Treia (Macerata)

La “montagna umile” non è più fra noi – 2

Con la luce del Sublime Corano

Manifestazioni di amore al corteo funebre di Muhammad Ali, a Louisville. Erano presenti più di centomila persone.

Manifestazioni di amore al corteo funebre di Muhammad Ali, a Louisville. Erano presenti più di centomila persone.

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L’uscita in Italia di un bel libro ci offre l’occasione di riparlare di Muhàmmad Ali.

Il libro s’intitola “MUHAMMAD ALI – L’IMPOSSIBILE È NIENTE”, Edizioni Piemme, ed è stato scritto da Thomas Hauser, che l’ha accompagnato in giro per il mondo per praticamente tutta la vita. L’ultima edizione, uscita da poco, contiene un capitolo inedito, l’ultimo, che è stato aggiunto dallo scrittore dopo la morte di Muhammad, con il consenso della famiglia.

La copertina del libro.

La copertina del libro.

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Ne presentiamo gli ultimi brani, pubblicati anche dal quotidiano “La Repubblica” il giorno 07/08/2016.

Per anni mi sono chiesto quale sarebbe stato il lascito di Alì, a parte la sua eccellenza sul ring, e ogni volta sono tornato al ricordo del suo esempio di orgoglio nero e al suo rifiuto di combattere in Vietnam. “È stato un faro di speranza per gli oppressi in ogni parte del mondo”, dicevo a me stesso. Ha rivoluzionato l’esperienza dell’identità nera per decine di milioni di persone. Quando, davanti allo specchio, diceva: “sono il più bello”, stava anticipando il concetto “nero è bello” ben prima che diventasse di moda. E quando ha stracciato la cartolina di leva, si è opposto agli eserciti di tutto il mondo, in difesa del principio pacifista. Negli ultimi anni, però, mi sono convinto che l’eredità di Alì comprenda anche un altro elemento ugualmente essenziale.

Il momento dell’arresto, quando rifiutò di partire per il Vietnam.

Il momento dell’arresto, quando rifiutò di partire per il Vietnam.

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Ha incarnato l’amore. Ad Alì non servono elogi funebri. Il modo in cui ha vissuto la sua vita è già un tributo sufficiente. Sul ring ha rappresentato al massimo il romanticismo della boxe e al contempo la sua atrocità. Come pugile aveva una qualità quasi spirituale, che gli ha consentito di superare i limiti fisici della maggior parte degli altri atleti. Evocava le suggestive parole di Lord Byron: “Dentro di me c’è qualcosa in grado di sconfiggere ogni tortura e di travalicare il tempo, e che continuerà a vivere quando io avrò esalato l’ultimo respiro”.

Le esequie di Muhammad Ali, con una decorazione di versetti coranici.

Le esequie di Muhammad Ali, con una decorazione di versetti coranici.

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La storia ricorderà gli altri pugili per le loro imprese sul ring. Alì ha lasciato un ricordo indelebile anche per quelle compiute fuori. Ha elevato il suo sport tramutandolo in una metafora della vita americana. Nel corso degli anni, il mondo intero è diventato il suo palcoscenico. Mark Twain ha scritto: “È strano come il coraggio fisico sia tanto comune e quello morale tanto raro”. Alì li possedeva entrambi. Forse non ha cambiato il mondo quanto avrebbe voluto, ma la sua presenza lo ha reso comunque migliore. Ha trasmesso gioia a tutti coloro che l’hanno conosciuto, e dato calore alle nostre esistenze. Non ha mai perso l’occasione di aiutare qualcuno. Amava la vita e io non ho mai incontrato nessuno pieno d’amore quanto lui. Non aveva bisogno di conoscerti di persona per toccarti il cuore.

“Ha incarnato l’amore”. Con atti e parole grandi quanto semplici, aggiungo io.

“Ha incarnato l’amore”. Con atti e parole grandi quanto semplici, aggiungo io.

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Una delle cose che ci spaventano di più della morte è il pensiero di essere dimenticati. Sono ben pochi gli uomini e le donne assurti a un rango paragonabile a quello di Alì, e lui sarà ricordato in eterno. È diventato immortale già in vita.

E Muhàmmad è il nome del Profeta, che IDDIO lo benedica e l’abbia in gloria.

E Muhàmmad è il nome del Profeta, che IDDIO lo benedica e l’abbia in gloria.

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Conoscere bene una persona è sempre un’opportunità. Nel caso di Muhammad Alì, è stato un privilegio speciale. Ho trascorso innumerevoli ore in sua compagnia e viaggiato con lui in tutto il mondo. Ci sono stati moltissimi momenti belli e nemmeno uno brutto, ma un episodio in particolare mi è rimasto impresso. Eravamo in aereo, di ritorno negli Stati Uniti dall’Indonesia, dove Muhammad era stato sommerso da folle di ammiratori. Migliaia di persone venute da villaggi remoti per accoglierlo all’atterraggio. Bambini che non erano ancora nati quando combatteva, in piedi sotto la pioggia a urlare il suo nome. Secondo le stime delle autorità, alla moschea di Istiqlal, a Giacarta, si erano raccolte duecentomila persone. Sopraffatta ogni parvenza di cordone di sicurezza, avevano circondato la macchina, cantando: “Alì! Alì!”. L’auto procedeva a passo di lumaca, mentre Muhammad implorava l’autista: “rallenti, per favore, non faccia del male a nessuno”. Insomma, la visita era durata dieci giorni e ormai stavamo tornando a casa. Il volo, attraverso dodici fusi orari, sembrava interminabile. Muhammad e Lonnie sedevano l’uno accanto all’altra, io e Howard Bingham sul lato opposto del corridoio. Dopo un po’ mi assopii. Al risveglio, ore più tardi, l’oscurità fuori dal finestrino era assoluta. In cabina le luci erano spente, e i passeggeri dormivano. Tutti, tranne Muhammad. Lui vegliava con il faretto acceso: leggeva il Corano. E in quel momento, nell’alone di luce, mi è parso più forte e più in pace con se stesso di qualsiasi altra persona abbia mai conosciuto.

“Io sono Ali”. Identificazione totale del “più grande” con la gente comune.

“Io sono Ali”. Identificazione totale del “più grande” con la gente comune.

Per il bene comune dell’umanità

Don Giussani in un libro di Amato e Mangiarotti

 

Don Luigi Giussani. Fu il fondatore del movimento cattolico “Comunione e Liberazione2

Don Luigi Giussani. Fu il fondatore del movimento cattolico “Comunione e Liberazione2

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Può sembrare strano che Civiltà Islamica si interessi di un prete, anzi, in questo caso, di un libro scritto da un sacerdote cattolico e da un avvocato cattolico, intorno al pensiero di un prete cattolico. Ma il caso è particolare.

E’ particolare, innanzitutto, il momento storico attuale. Che è caratterizzato dal terrorismo di matrice massonica, che utilizza manovalanza pseudo-islamica (a volte squilibrati psichici, a volte squilibrati religiosi, in tutti i casi persone intellettualmente deboli e manovrate da gruppi di potere che utilizzano anche tecniche sofisticate di controllo mentale, ipnotismi, ecc.) per provocare nella popolazione sentimenti anti-islamici in tutto il mondo, al fine di disgregare la società, con lo scopo ultimo di costruire un “Nuovo Ordine Mondiale”, di cui abbiamo parlato spesso.

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Contro l’ISIS

Le sentenze dei sapienti musulmani in un bel libro

La copertina del libro “CONTRO L’ISIS”, curato dalla musulmana italiana Marisa Iannucci.

La copertina del libro “CONTRO L’ISIS”, curato dalla musulmana italiana Marisa Iannucci.

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E’ disponibile nelle librerie un libro che consigliamo a tutti, musulmani e non.

E’ stato scritto dalla musulmana italiana Marisa Iannucci, e contiene le più importanti sentenze giuridiche dei sapienti musulmani di tutto il mondo contro il terrorismo, e specialmente contro il cosiddetto “ISIS” o “DAESH”, che i nostri lettori sanno essere diretta costruzione della satanica massoneria internazionale. Per chi non li abbia già letti, segnaliamo i nostri precedenti post sull’argomento:

  1. UN CALIFFATO… MOLTO AMERICANO ;
  2. UN CALIFFATO MOLTO, MOLTO SIONISTA ;
  3. MASSONI, LA VERA STORIA ;
  4. ISRAELE AIUTA L’ISIS ;
  5. L’ISIS È NEMICO DELL’ISLÀM E DEI MUSULMANI .

Il libro va letto tutto, è interessante dalla prima riga all’ultima, e noi ci permettiamo di segnalarne solo qualche brano, tra i più significativi, con brevissimi commenti. Mai come in questo caso, del resto, è consigliabile la lettura dei testi integrali, visto che ogni “fatwa” (opinione giuridica islamica) è di solito spiegata e giustificata fin nei dettagli e per esteso, con i doverosi rimandi testuali al Sublime Corano e agli insegnamenti del Profeta Muhàmmad, che IDDIO lo benedica e l’abbia in gloria.

SULLA ISTITUZIONE DEL CALIFFATO – Ha detto la Unione Internazionale degli Studiosi Musulmani:

La parola Califfato in termini dottrinali e legali significa sostituzione, quindi il califfo – sia linguisticamente che legalmente – è il rappresentante della comunità islamica e colui che si impegna ad agire in sua vece, garantendolo con un giuramento. Tale processo non potrà essere legalmente valido se tutta la comunità non avrà dato il suo consenso, mediante i suoi rappresentanti eletti in precedenza, i suoi studiosi, i suoi funzionari, coloro che si occupano di questioni pubbliche, e i rappresentanti delle diverse fazioni islamiche. Quindi il semplice fatto di annunciarsi come califfo non solo non è assolutamente sufficiente a stabilire un successore, ma è una pratica illegale.” (pag. 34).

Dunque, il cosiddetto “califfato” dell’ISIS è illegittimo fin dalla sua istituzione, dunque già da prima che compisse i suoi noti ed efferati delitti.

 

L’uccisione dei prigionieri è vietata nell’Islàm.

L’uccisione dei prigionieri è vietata nell’Islàm.

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SUL DOVERE DI COMBATTERE L’ISIS – Ha detto il Consiglio Islamico Siriano:

“… Combatterli non è dunque da considerarsi soltanto legittimo, bensì doveroso, in modo da sradicare il loro male ed estinguere il danno che essi arrecano…” (pag. 45).

I musulmani, dunque, hanno il dovere di combattere l’ISIS, con le armi e/o con le parole e gli scritti.

 

L’Islàm vieta di cacciare i civili dalle proprie case.

L’Islàm vieta di cacciare i civili dalle proprie case.

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SU CHI CERCA IL MARTIRIO – Ha detto l’Associazione Hayàt ash-Shàm al Islamiyya:

“… diffidare dei sussurri diabolici che vogliono indurci a credere che il comandamento di Dio sia di morire per amor suo, piuttosto che vivere per il suo amore. Il martirio avviene per selezione divina, non è una decisione che può essere presa dal singolo.” (pag. 52).

 

Solo IDDIO può punire col fuoco.

Solo IDDIO può punire col fuoco.

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SULLA SCHIAVITU’ E SULLA COSTRIZIONE RELIGIOSA – Ha detto Sheikh Muhammad Abù al-Hudà al-Ya’qùbì:

Nell’Islàm non è lecita la schiavitù, poiché è stata abolita dal consenso giuridico dei sapienti… Nell’Islàm non è lecita la costrizione alla religione…” (pag. 56).

 

Secondo l’Islàm la schiavitù è vietata.

Secondo l’Islàm la schiavitù è vietata.

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SULL’OBBLIGO DI ACCETTARE LA PACE, E SUL JIHAD – Ha detto Sheikh Abdallàh bin Mahfùdh ibn Bayyah:

I credenti sono obbligati ad accettare tutti i tentativi di pace… Come può un qualunque musulmano che comprenda i testi e le finalità della legge islamica (la pace, ndr), invocare la guerra contro tutte le altre nazioni? Chi fa questo è folle e ignorante della vera natura dell’Islàm, così come della realtà di oggi, e cerca di seminare corruzione sulla terra. (pag. 103).

 

Lo scempio dei cadaveri è assolutamente vietato nell’Islàm.

Lo scempio dei cadaveri è assolutamente vietato nell’Islàm.

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SULL’ERESIA DELL’ISIS – Ha detto la Unione degli ‘Ulam’à britannici:

“… l’ISIS è un’organizzazione eretica ed estremista, ed è proibito (haràm) supportarla o aderirvi.”

 

La musulmana italiana Marisa Iannucci, curatrice del libro.

La musulmana italiana Marisa Iannucci, curatrice del libro.

“L’Islàm e’ una minaccia? FALSO!”

Lo dimostra Franco Cardini

La copertina dell’ultimo libro di Franco Cardini.

La copertina dell’ultimo libro di Franco Cardini.

 

Per le Edizioni Laterza, è da poco uscito l’ultimo libro di Franco Cardini, intitolato “L’Islam è una minaccia – Falso!”.

L’illustre storico italiano ha da sempre approfondito, oltre allo studio della società medievale europea in particolare, in special modo i rapporti di questa con il mondo islamico.

Cardini, pur essendo cattolico, fa parte di quel settore del mondo cattolico che mette avanti la storia vera, con i suoi documenti, per dimostrare che il rapporto del mondo islamico col mondo europeo è da sempre storicamente fatto di scambi e rapporti commerciali, politici e culturali, oltre che di scontri. Dunque, due mondi che, oltre a combattersi, si sono anche incontrati e intrecciati in innumerevoli occasioni e modi.

Questo è solo l’ultimo di una lunga serie di scritti dello storico fiorentino sull’argomento, che tutti dovrebbero leggere per cominciare ad avere le idee più chiare su questi argomenti.

Con Cardini, si è immersi comunque nel mondo della storia e della cultura, quella vera, che è tale perché volta alla comprensione, strada primaria da percorrere per chiunque remi in direzione della pace.

Franco Cardini in una conferenza.

Franco Cardini in una conferenza.

 

Le osservazioni critiche che si potrebbero fare sono di scarsa o nulla importanza, rispetto all’impostazione del libro, che ricalca i precedenti, e si concentra maggiormente nel contrastare i luoghi comuni ripetuti, spesso in maniera del tutto pappagallesca, dai fautori più o meno prezzolati dello “scontro di civiltà” che Cardini chiama, molto efficacemente, “spacciatori di bugie politiche e mediatiche”.

Più di tutto, parlano i titoli di alcuni dei capitoli, che elenchiamo qui di seguito:

  • L’Islam moderato non esiste”

  • Islam e modernità sono inconciliabili”

  • Il Corano è un libro di guerra”

  • Europa e Islam sono nemici da sempre”

  • I musulmani ci odiano”

  • I musulmani stanno invadendo l’Occidente”, ecc. 

La locandina di una presentazione del libro di Cardini.

La locandina di una presentazione del libro di Cardini.

 

Invece di dilungarci troppo, riteniamo più utile citare un brano del libro (pagine 112-113-114), che dà un’idea molto precisa della serietà del contenuto.

Ai primi dell’VIII secolo la costa settentrionale dell’Africa era interamente musulmana e le fiere popolazioni berbere, già restie ad accettare il cristianesimo, islamizzate: quello sarebbe stato per gli arabi il “Maghreb”, l’Occidente. Sappiamo bene che, tanto nel caso dell’impero bizantino cristiano quanto in quello dell’impero persiano mazdaico, l’Islam giunse a risolvere una serie di conflitti interni: le popolazioni, stanche della tirannia o della decadenza dei vecchi sistemi, accolsero i musulmani come liberatori e spesso si convertirono alla loro fede o comunque ne accettarono l’egemonia, ben più mite di quanto non fosse stato, ad esempio, l’impero bizantino che trattava i cristiani del Vicino Oriente e dell’Egitto, la maggioranza dei quali era inquadrata nella Chiesa monofisita o nestoriana, come eretici e di conseguenza come ribelli, imponendo loro pesanti tasse e costringendoli a subire umiliazioni e deportazioni. La condizione di dhimmi, soggetti ai musulmani, che comportava come vedremo il pagamento d’imposte sopportabili e qualche restrizione nel campo civile, era per i cristiani orientali di gran lunga più sopportabile del dispotismo bizantino. Altro che conquista solo con la spada, secondo un semplicistico e ingiustificato clichè molto diffuso, ohimè, anche a livello d’insegnamento scolastico! La conversione dei popoli pagani al cristianesimo, dal V secolo in poi, è stata ben più violenta e sanguinaria: dalle persecuzioni di età posteodosiana ale campagne militari-missionarie carolinge e ottoniane in Occidente e dei bizantini durante la dinastia macedone dei secoli X-XI, sino alle campagne dei cavalieri teutonici contro slavi e balti, quindi ai conquistadores spagnoli e ai bandeirantes portoghesi in America latina e, infine, alle stragi dei coloni francesi, inglesi, tedeschi, belgi e olandesi in Asia e in Africa fra XVI e XX secolo”.

C’è nulla da aggiungere. A chiunque voglia iniziare ad approfondire questi argomenti, consigliamo vivamente di leggere questo brano una cinquantina di volte, e di imprimerselo bene in testa.

Il retro della copertina del libro di Franco Cardini. Da imparare a memoria.

Il retro della copertina del libro di Franco Cardini. Da imparare a memoria.

 

Concludiamo questa nostra piccola recensione, con il nostro attestato di stima a Franco Cardini, per tutta la sua opera.

Sulle radici dell’Europa

L'angolo poco informato di Granzotto

La copertina del libro di Sylvain Gouguenheim.

La copertina del libro di Sylvain Gouguenheim.

 

IDDIO, rifulga lo splendore della Sua luce, ha voluto che il giorno sabato 19 settembre scorso acquistassimo in edicola il quotidiano Il Giornale (cosa che di solito non facciamo, con questo e con tutti gli altri quotidiani), interessati ad un articolo di cui vi parleremo, sempre IDDIO volendo, prossimamente.

Alla pagina 38, titolata La parola ai lettori, vi si trova L’angolo di Granzotto, dove il giornalista Paolo Granzotto pubblica mail dei lettori, commentandole.

Il giornalista Paolo Granzotto.

Il giornalista Paolo Granzotto.

 

Un lettore, Luciano Pranzetti, gli ha scritto lamentando, in verità non del tutto a torto, che il saggio di Sylvain Gouguenheim, pubblicato in Italia da Rizzoli col titolo Aristotele contro Averroè. Come cristianesimo e Islam salvarono il pensiero greco, fosse invece in francese Aristote au Mont Saint-Michel. Les racines grecques de l’Europe chrètienne, e dunque non comunicasse chiaramente la tesi dello scrittore, secondo la quale, come scrive Granzotto, “L’Occidente non deve niente o quasi alla trasmissione araba” del pensiero greco.

La copertina dell'edizione francese del libro di Sylvain Gouguenheim.

La copertina dell’edizione francese del libro di Sylvain Gouguenheim.

 

Ora, cogliamo l’occasione per ribadire che il saggio di Gouguenheim è stato giudicato poco scientifico dalla gran parte degli storici di rilievo, a cominciare da Jacques Le Goff.

Il francese Jacques Le Goff (1924-2014) è stato uno dei più autorevoli studiosi di storia medievale.

Il francese Jacques Le Goff (1924-2014) è stato uno dei più autorevoli studiosi di storia medievale.

 

E cogliamo la stessa occasione per segnalare una corposa recensione che avevamo dedicato tempo fa a quel libro, demolendone in maniera documentata le tesi del tutto antistoriche.

Ecco il link dell’articolo:

E il rospo si tramutò in principe…

Nello stesso momento in cui pubblichiamo questo post sul nostro sito, lo spediamo anche a Paolo Granzotto, tramite la Segreteria de Il Giornale. Se avrà la pazienza di leggerlo, imparerà qualcosa di utile.

Se poi non bastasse, gli consigliamo di leggersi l’opinione del Prof. Franco Cardini, uno dei più autorevoli studiosi italiani di storia medievale, contenuta in un’intervista rilasciata tempo fa al sito www.ilsussidiario.net .

Ecco il link:

Aristotele contro Averroe la replica di Franco Cardini .

Buona lettura a tutti. 

Franceschetti, le religioni e l’amore

Note sul capitolo dedicato all’Islàm

Paolo Franceschetti ad una conferenza di presentazione del libro.

Paolo Franceschetti ad una conferenza di presentazione del libro.

Abbiamo già parlato di Paolo Franceschetti e del suo blog. Aveva preso una posizione onesta e lucida sull’Islàm, e ne aveva anche preso le difese. E noi lo avevamo ringraziato, e gli avevamo rilasciato il nostro attestato di stima e amicizia.

Ora, è uscito un suo libro sulle religioni,1 che ordineremo e leggeremo quanto prima.

La copertina del libro di Paolo Franceschetti.

La copertina del libro di Paolo Franceschetti.

Nel frattempo, ha pubblicato sul suo blog il capitolo sull’Islàm, che riteniamo molto interessante, e che soprattutto si presta ad approfondimenti che riteniamo utili. Prima, però…

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Bentornato, fratello Giàfar as-Siqillì!

Pietrangelo Buttafuoco è tornato all’Islàm

Io di mio ho un nome saraceno. Sono Pietrangelo Buttafuoco e mi chiamo Giàfar as-Siqillì” (pag. 161). Questo ci annuncia lo scrittore e giornalista Pietrangelo Buttafuoco. E noi gli diamo il bentornato.

Lo scrittore e giornalista Pietrangelo Buttafuoco, ora musulmano col nome di Giàfar as-Siqillì.

Lo scrittore e giornalista Pietrangelo Buttafuoco, ora musulmano col nome di Giàfar as-Siqillì.

 

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E il rospo si tramuto’ in principe…

Come trasformare un fallimento storico in un trionfo, e viceversa

Sylvain Gouguenheim  -
ARISTOTELE CONTRO AVERROE’  -
Ed. Rizzoli

Dipinto d’epoca - Paolo di Tarso e Tommaso d'Aquino confondono Averroè!

Dipinto d’epoca – Paolo di Tarso e Tommaso d’Aquino confondono Averroè! In ossequio al precetto islàmico di divieto di immagini di viventi, abbiamo “decapitato” i viventi raffigurati. Ovviamente, tale decapitazione negli originali non esiste. E chiediamo perdono ad ALLAH.

 

E’ ampiamente risaputo come il Medioevo cristiano fosse, da un punto di vista della cultura e della civilizzazione, decisamente arretrato e caratterizzato da intrinseca barbarie, se paragonato al contemporaneo mondo islamico.

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