Archivi categoria: La Khùtba del venerdì

La morte

Nel nome di Allàh,
il Sommamente Misericordioso il Clementissimo.

Unicamente Allàh, l’Altissimo, ha titolo per essere Degnissimo di Lode, per cui noi, suoi servi fedeli, soltanto a Lui innalziamo la lode e il ringraziamento; soltanto a Lui rivolgiamo la nostra invocazione di soccorso, soltanto a Lui chiediamo protezione dalle nostre passioni e dalle nostre trasgressioni; a Lui soltanto chiediamo perdono e a Lui, rifulga lo splendor della Sua Luce, chiediamo la guida sul retto sentiero. Infatti, solamente chi è guidato da Allàh cammina sulla retta via, mentre, per colui che Allàh non guida, non si troverà maestro in grado di metterlo sulla retta via.

Rendo testimonianza che non c’è divinità, tranne Allàh, il Quale è Uno, Unico e Uni-personale, il Quale non generò né fu generato, il Quale a nessun titolo ha compartecipi nella Sua Qualità divina. Egli, infatti, è l’unico Creatore, l’unico Autore delle leggi che governano il creato, il Quale è Unico nella Onni-potenza, nella Onniscienza, nella Onnipresenza, nella Onniaudienza, nella Onnivedenza, ed è Unico nell’Onniagenza. Egli perdona le trasgressioni e accetta il pentimento, ma è severo nel castigo.

Rendo testimonianza che Muhàmmad è Apostolo e Messaggero di Allàh, dal Quale fu inviato, come misericordia per tutti gli universi, con il Codice di vita per la salvezza dal fuoco e la Religione della Verità Oggettiva, per oscurare ogni altra verità. Egli, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, portò a termine la Sua missione, sforzandosi per il trionfo della Parola di Allàh su qualsiasi parola dell’uomo, fino a quando rese l’anima al suo Signore, lasciandoci un’eredità la cui notte è luminosa come il giorno, e di essa non fa tesoro solo chi è destinato alla perdizione.

O Allàh, benedici il Tuo servo e Apostolo Muhammad, dopo il quale non ci saranno più Messaggeri, la sua Famiglia e i suoi Compagni.

Fratelli e Sorelle carissimi, vi esorto ed esorto me stesso al Timore di Allàh e all’obbedienza ai Suoi Comandamenti; vi metto, inoltre, in guardia dalla disobbedienza alle sue norme di fare e ai suoi divieti, perché un giorno,  “gli uomini saranno fatti uscire per categorie, affinché vedano le loro azioni. (6) Chi fece tanto bene quanto il peso di un atomo, lo vedrà (7) e chi fece tanto male quanto il peso di un atomo, lo vedrà  (8)”  [Sura del Terremoto / 99/ a.a. 6-7-8] .

 -O-

Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, dice nel Sublime Corano: “Ogni anima gusterà la morte!”.

Ogni creatura umana, come ogni realtà del creato, ha un termine e il termine della vita umana è la morte, un’esperienza unica, irripetibile. La morte è la chiusura della vita e con la fine della vita, si chiude il conteggio delle nostre azioni. Ciò che è stato fatto è stato fatto e ciò che non è stato fatto non può più essere fatto.

Con la morte si chiude il il tempo della nostra esistenza terrena e ha inizio la nostra esistenza nell’eternità: la nostra vita eterna. Dice Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce: “O voi che credete, siate timorati di Allàh e non morite se non in condizione di musulmani”.

Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, ci esorta al Timore di Lui, il che vuol dire che ci esorta a mettere in pratica i Comandamenti del Sublime Corano e i precetti del profeta Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, cioè ad attuare a livello comportamentale la nostra Testimonianza, che non c’è divinità tranne Allàh e che Muhàmmad è Suo Servo e Inviato, escludendo dalla nostra linea di condotta ogni azione, e dal nostro pensiero ogni pensiero, che non sia obbedienza consapevole al Sublime Corano e alla Nobile Sunna.

Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, ci esorta nel Sublime Corano ad essere attenti a ciò che facciamo; Egli, rifulga lo splendor della Sua Luce, dice: “O voi che credete, siate timorati di Allàh e ogni anima stia attenta a ciò che manda avanti per domani [per la vita futura], Siate timorati di Allàh! Perché Allàh è perfettamente a conoscenza di quello che fate”.

Disse il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria: “Ci sono cinque cose, che vengono prima di altre cinque. Su esse dovete riflettere: la giovinezza, prima della vecchiaia; la salute prima della malattia; la ricchezza, prima della povertà; il tempo libero prima dell’occupazione e la vita prima della morte” [o come disse, che Allàh lo benedica e l'abbia in gloria].

Per questo dobbiamo sfruttare al massimo ciò che viene prima, dobbiamo sfruttare la vita, fino a quando ci è dato termine, fino alla morte, per provvedere, oculatamente, a mettere insieme un patrimonio di obbedienza ad Allàh e al Suo Apostolo, che, non senza l’intervento della Misericordia Divina, ci dia la possibilità di entrare nel Paradiso, promesso ai timorati!

Disse, infatti, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria: “Le opere buone che un uomo ha compiuto non sono mai sufficienti a garantirgli l’entrata in Paradiso e la salvezza dall’inferno, se non per la misericordia di Allàh nei suoi confronti” [o come disse, che Allàh lo benedica e l'abbia in gloria].

Disse, ancora, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria: “In verità, questi cuori si arrugginiscono, come si arrugginisce il ferro nell’acqua”. Chiesero: “ C’è rimedio, o Apostolo di Allàh?”. Rispose: “Sì! Il pensiero della morte e la recitazione del Corano” [o come disse, che Allàh lo benedica e l'abbia in gloria].

Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
facciamo tesoro delle esortazioni di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, e di quelle del profeta Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, per il nostro futuro nell’eternità, che la vita terrena con le sue occupazioni e preoccupazioni ci fa molto soventemente dimenticare e che emergono prepotentemente quando la morte, ci priva di persone care. Sull’anello di Omar ibn al Khattàb c’era scritto: “Il miglior predicatore è la morte!”.

-O-

chiedo, infine, ad Allàh di perdonare tutte le mie trasgressioni, di perdonare quelle vostre e quelle di tutti i Musulmani.

Chiedeteglielo anche voi perdono! In verità, Egli è il Clementissimo e il Perdonatore.

Khutbah della veridicità

Nel nome di Allàh,
il Sommamente Misericordioso il Clementissimo.

Unicamente Allàh, l’Altissimo, ha titolo per essere Degnissimo di Lode, per cui noi, suoi servi fedeli, soltanto a Lui innalziamo la lode e il ringraziamento; soltanto a Lui rivolgiamo la nostra invocazione di soccorso, soltanto a Lui chiediamo protezione dalle nostre passioni e dalle nostre trasgressioni; a Lui soltanto chiediamo perdono e a Lui, rifulga lo splendor della Sua Luce, chiediamo la guida sul retto sentiero. Infatti, solamente chi è guidato da Allàh cammina sulla retta via, mentre, per colui che Allàh non guida, non si troverà maestro in grado di metterlo sulla retta via.

Rendo testimonianza che non c’è divinità, tranne Allàh, il Quale è Uno, Unico e Uni-personale, il Quale non generò né fu generato, il Quale a nessun titolo ha compartecipi nella Sua Qualità divina. Egli, infatti, è l’unico Creatore, l’unico Autore delle leggi che governano il creato, il Quale è Unico nella Onni-potenza, nella Onniscienza, nella Onnipresenza, nella Onniaudienza, nella Onnivedenza, ed è Unico nell’Onniagenza. Egli perdona le trasgressioni e accetta il pentimento, ma è severo nel castigo.

Rendo testimonianza che Muhàmmad è Apostolo e Messaggero di Allàh, dal Quale fu inviato, come misericordia per tutti gli universi, con il Codice di vita per la salvezza dal fuoco e la Religione della Verità Oggettiva, per oscurare ogni altra verità. Egli, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, portò a termine la Sua missione, sforzandosi per il trionfo della Parola di Allàh su qualsiasi parola dell’uomo, fino a quando rese l’anima al suo Signore, lasciandoci un’eredità la cui notte è luminosa come il giorno, e di essa non fa tesoro solo chi è destinato alla perdizione.

O Allàh, benedici il Tuo servo e Apostolo Muhammad, dopo il quale non ci saranno più Messaggeri, la sua Famiglia e i suoi Compagni.

Fratelli e Sorelle carissimi, vi esorto ed esorto me stesso al Timore di Allàh e all’obbedienza ai Suoi Comandamenti; vi metto, inoltre, in guardia dalla disobbedienza alle sue norme di fare e ai suoi divieti, perché un giorno,  “gli uomini saranno fatti uscire per categorie, affinché vedano le loro azioni. (6) Chi fece tanto bene quanto il peso di un atomo, lo vedrà (7) e chi fece tanto male quanto il peso di un atomo, lo vedrà  (8)”  [Sura del Terremoto / 99/ a.a. 6-7-8] .

 -O-

Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
l
a lode tutta appartiene ad Allah, al Quale noi chiediamo di dare la pace e benedire il Suo Messaggero, Muhàmmad, nostra Guida e nostro Modello esemplare di comportamento. Da pochi giorni siamo entrati nell’anno 1439 dell’Egira, l’Era Musulmana, che ebbe inizio nell’anno 622 dell’Era Crstiana, nel quale furono poste le basi della <polis> del Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria [Madinatu-n-Nabī], la quale ebbe per suo ordinamento etico-giuridico Il Sublime Corano e la Nobile Sunna, che sono il binario normativo, su cui si fonda l’Islàm.

É sempre cosa utile ricordare al musulmano la sua Religione, perché sia pronto a farne informazione, a chi non sa. Per questo parleremo dell’Islàm, facendolo, sperabilmente, se Allàh vuole, con precisione linguistica e chiarezza concettuale.

Sono quattro gli aspetti fondamentali dell’Islàm: 1 – il Credo (al-’aqīdah); 2 il Culto (al- ‘ibādah) – 3 – la Legge (sh-Sharī‛ah); 4 l’Etica (al- akhlāq).

L’Autore del Sublime Corano, Allàh, rifulga lo splendore della Sua Luce, in due terzi del Suo Libro parla di etica e detta norme di comportamento per l’uomo, mentre in un terzo parla del credo, del culto e della legge.

Il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, ebbe un comportamento esemplare, anche prima di ricevere dall’Altissimo l’investitura apostolico-profetica; difatti, era conosciuto da tutti i suoi concittadini con il soprannome di aṣ-Ṣādiq (il sincero) al-amīn (il fidato).

Anche i suoi nemici ci danno la prova di quanto egli, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, fosse persona meritevole di completa fiducia, per la sua condotta specchiata e illibata.

Un giorno, egli radunò i nobili Quraysh, e tenne loro un discorso, nel quale disse, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria: “Se vi dicessi che dietro questa montagna si trova un’armata pronta ad attaccarvi mi credereste?”. “Sì, certamente” risposero. “Ebbene io sono un ammonitore venuto a voi, prima che vi colpisca una punizione terribile”. Suo zio Abu Lahab gli gridò: <Tabbat yadā-k!> una maledizione, a cui Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, rispose con la sura al-màsad: <<< Tàbbat yadā abī làhabin wa tabb!>>>.

Un giorno egli, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, contrasse un debito e promise al creditore che lo avrebbe pagato il giorno dopo indicando ora e luogo. L’uomo dimenticò di andare all’appuntamento, ma per tre giorni il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, si recò nel luogo e nell’ora stabilita per saldare e, quando incontrò l’uomo, fattagli memoria del debito e dell’appuntamento, saldò.

Egli, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, non mentì mai! Non mentì nemmeno quando non è illecito mentire: al nemico in tempo di guerra, per riappacificare due litiganti, o mentire nel rapporto coniugale, dicendo alla moglie: “Sei bella come un angelo!”, quando si sa che non è possibile.

La menzogna è un comportamento abominevole e, quindi, non ha cittadinanza nella mente del musulmano ed è estranea alla sua linea di condotta e ancora più abominevole, se si può dire così, è quella menzogna che si chiama calunnia, cioè l’attribuzione a qualcuno di un fatto previsto come reato punibile dal codice penale islamico, sapendolo innocente.

Un giorno, un musulmano, passando davanti a una casa, vide in essa uno scudo dentro un sacco di farina e lo rubò. Quando il proprietario dello scudo si accorse della della sua sparizione seguì le tracce della farina e giunse alla casa del ladro, nella quale abitavano tre fratelli.

Il misfatto fu denunciato al Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, il quale convocò subito il maggiore dei fratelli. Nel frattempo gli altri fratelli, per evitare l’applicazione della pena, presero lo scudo, lo nascosero dietro la casa del loro vicino, che era un ebreo e poi andarono in soccorso al fratello e, mentendo, dissero al Profeta (saws) che il ladro in verità era l’ebreo.

Il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, trovato lo scudo in casa dell’ebreo, stava per ordinare l’applicazione della pena prevista per il furto, ma Allah, rifulga lo splendor della Sua Luce, intervenne, rivelando l’innocenza dell’ebreo e la menzogna, il tradimento e la complicità dei fratelli, con la Rivelazione delle ayāt [dal 105 al 113 della Sura delle donne [la quarta]:

<<<In verità, Noi ti abbiamo fatto scendere il Libro con la verità, affinché tu giudichi tra gli uomini in base a ciò che Allàh ti ha fatto vedere. Non esser difensore dei traditori.(105) e chiedi perdono ad Allàh. In verità, Allàh è Perdonatore e Clementissimo.(106) Non disputare in favore di coloro, che tradiscono loro stessi. Allàh non ama coloro che sono traditori e delinquenti.(107) Essi cercano di nascondersi agli occhi della gente, ma non riescono a nascondersi ad Allàh. Allàh, infatti, è con loro quando, di notte, complottano con discorsi che ad Allàh non piacciono. Allàh conosce a fondo ciò che fanno.(108) Voi avete fatto discussioni tra di voi sul loro conto, in questa vita terrena, ma chi discuterà con Allàh sul loro conto nel giorno della resurrezione o chi sarà garante per loro? (109) Chi fa del male e nuoce a se medesimo, se, poi, chiede il perdono di Allàh, troverà Allàh Perdonatore e Clementissimo.(110) Chi commette un peccato non lo commette che contro se stesso e Allàh è Sciente e Sapiente.(111) Chi commette un peccato o un crimine, accusando poi di esso un innocente, si macchia di una calunnia e di un crimine manifesto.(112) Se non fosse stato perché tu sei nella grazia di Allàh e nella Sua misericordia, un gruppo di loro, con piacere, ti avrebbe messo fuori strada, ma essi non mettono fuori strada che loro medesimi e non possono nuocerti per nulla. Allàh ha fatto scendere su di te il Libro, la Sapienza e ti ha insegnato ciò che tu non sapevi. Immensa è la grazia di Allàh nei tuoi confronti.(113)”.

 -O-

Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
facciamo tesoro di questi insegnamenti salutari per l’anima. Mantenere gli impegni puntualmente e dire sempre la verità, soprattutto quando si tratta di testimonianza davanti a un’Autorità islamica giudicante. La testimonianza ha sempre da essere veritiera, anche se debba essere a svantaggio dei nostri padri, fratelli o amici e anche se sia a favore di un non musulmano.

chiedo, infine, ad Allàh di perdonare tutte le mie trasgressioni, di perdonare quelle vostre e quelle di tutti i Musulmani.

Chiedeteglielo anche voi perdono! In verità, Egli è il Clementissimo e il Perdonatore.

KHUTBA DELL’ EGIRA 1439

Nel nome di Allàh,
il Sommamente Misericordioso il Clementissimo.

Unicamente Allàh, l’Altissimo, ha titolo per essere Degnissimo di Lode, per cui noi, suoi servi fedeli, soltanto a Lui innalziamo la lode e il ringraziamento; soltanto a Lui rivolgiamo la nostra invocazione di soccorso, soltanto a Lui chiediamo protezione dalle nostre passioni e dalle nostre trasgressioni; a Lui soltanto chiediamo perdono e a Lui, rifulga lo splendor della Sua Luce, chiediamo la guida sul retto sentiero. Infatti, solamente chi è guidato da Allàh cammina sulla retta via, mentre, per colui che Allàh non guida, non si troverà maestro in grado di metterlo sulla retta via.

Rendo testimonianza che non c’è divinità, tranne Allàh, il Quale è Uno, Unico e Uni-personale, il Quale non generò né fu generato, il Quale a nessun titolo ha compartecipi nella Sua Qualità divina. Egli, infatti, è l’unico Creatore, l’unico Autore delle leggi che governano il creato, il Quale è Unico nella Onni-potenza, nella Onniscienza, nella Onnipresenza, nella Onniaudienza, nella Onnivedenza, ed è Unico nell’Onniagenza. Egli perdona le trasgressioni e accetta il pentimento, ma è severo nel castigo.

Rendo testimonianza che Muhàmmad è Apostolo e Messaggero di Allàh, dal Quale fu inviato, come misericordia per tutti gli universi, con il Codice di vita per la salvezza dal fuoco e la Religione della Verità Oggettiva, per oscurare ogni altra verità. Egli, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, portò a termine la Sua missione, sforzandosi per il trionfo della Parola di Allàh su qualsiasi parola dell’uomo, fino a quando rese l’anima al suo Signore, lasciandoci un’eredità la cui notte è luminosa come il giorno, e di essa non fa tesoro solo chi è destinato alla perdizione.

O Allàh, benedici il Tuo servo e Apostolo Muhammad, dopo il quale non ci saranno più Messaggeri, la sua Famiglia e i suoi Compagni.

Fratelli e Sorelle carissimi, vi esorto ed esorto me stesso al Timore di Allàh e all’obbedienza ai Suoi Comandamenti; vi metto, inoltre, in guardia dalla disobbedienza alle sue norme di fare e ai suoi divieti, perché un giorno,  “gli uomini saranno fatti uscire per categorie, affinché vedano le loro azioni. (6) Chi fece tanto bene quanto il peso di un atomo, lo vedrà (7) e chi fece tanto male quanto il peso di un atomo, lo vedrà  (8)”  [Sura del Terremoto / 99/ a.a. 6-7-8] .

 -O-

Eccellenti fratelli e sorelle nell’Islàm,
l’anno egiriano 1438 l’abbiamo lasciato alle spalle con i suoi giorni gioia e i suoi giorni di dolore. Ce ne restano i ricordi su cui riflettere, per trarne insegnamenti. Il 1439 è iniziato e già la luna al suo primo quarto si fa vedere nel cielo a meridione poco dopo il rito di adorazione del maghrib, proprio di fronte all’ingresso del Centro Islamico. 1439 anni lunari or sono ebbe luogo quell’evento fondamentale nella storia dell’umanità, <l’egira>, al-hìgratu-l-kùbra, il trasferimento della sede della predicazione del messaggio che <nessuno ha titolo di essere obbedito e adorato dall’uomo, tranne Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce>, l’emigrazione dalla Mecca a Yàthrib del profeta Muhàmmad*, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria. Un messaggio dirompente, rivoluzionario in un mondo governato dovunque in una delle diverse espressioni storiche del multiforme principio del <dominio dell’uomo sull’uomo>, che pose la base della costruzione dello <Stato Islamocratico> con la denominazione Madìnatu-n-Nabī [la Città-stato del Profeta*, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria,]; che fu il seme di un impero politico dall’Oceano Atlantico in occidente e all’Indo in oriente, dai Balcani nell’Europa orientale e dal cuore dell’Asia al Mare Arabico e all’oceano Indiano, che col tempo, dissoltasi l’unità politica in frammenti regionali, si è trasformato in un immenso impero spirituale, che oggi è l’<universo dell’Islàm>. L’enorme importanza dell’Egira per i Musulmani che la fecero e, successivamente, per tutti i Musulmani del Mondo è denotata dalla significativa scelta di essa, da parte del Califfo Omar ibn al-Khṭṭāb, per contare gli anni dell’era musulmana: non la nascita del Profeta*, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria; non l’inizio della Rivelazione, ma l’Emigrazione per ordine di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce. Non fu una <fuga> per sfuggire alla persecuzione dei tradizionalisti meccani, come sostengono i detrattori dell’Islàm, per declassarlo a religione inventata dall’uomo ma fu invece l’evento in cui prese corpo l’obbedienza del profeta Muhàmmad*, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, al Comandamento di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce. Un evento ricco di insegnamenti! Al tempo del Profeta*, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, c’era alla Mecca un uomo innamorato di una donna di Yàthrib, il quale, dopo il trasferimento del Profeta*, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, a Yàthrib, si trasferì anche lui a Yàthrib, ormai Medina, per sposare la donna e siccome la donna era musulmana, si convertì all’Islàm e la sposò. La gente mormorava riguardo al valore dell’emigrazione di quell’uomo. Il Profeta*, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, disse: <<Le azioni sono ricompensate da Allàh in base alle intenzioni. Per cui, chi è emigrato per amore di Allàh e del Suo Apostolo, avrà la ricompensa che merita chi ha fatto emigrazione per amore di Allàh e del Suo Apostolo, e chi ha fatto emigrazione per uno scopo mondano o per sposare una donna sarà ricompensato in relazione a ciò per cui è emigrato [o come disse*]>>.

Nel Sublime Corano Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, ricorda un episodio chiave dell’Egira, per sollecitare i Musulmani a sostenere il Profeta*, nell’esercizio della sua missione apostolico-profrtica, dicendo: <<<Se voi [o Musulmani] non lo sostenete, già lo sostenne Allàh – allorché coloro che rifiutano di credere espulsero lui, secondo di due, quando – avendo egli detto al suo compagno: “Non essere preoccupato! In verità, Allàh è con noi!” mentre erano nella caverna – Allàh fece scendere la Sua sakīnah su di lui e lo rafforzò con un esercito che voi non vedete, rendendo perdente la parola di quelli che rifiutano di credere e vincente la Parola di Allàh! E Allàh è Possente e Sapiente. (40) Date il vostro sostegno, or dunque, con armamento leggero e pesante (qual che sia la vostra condizione) e sforzatevi con i vostri beni e con le vostre persone per la causa di Allàh! Questo è bene per voi, se sapeste! (41)>>>.

Il Trasferimento del Profeta* è preceduto dal miracolo del sonno dei sicari in agguato attorno alla sua casa, che permette al Profeta* di allontanarsi, rendendo vano il complotto ordito per ucciderlo: il miracolo, poi della tela di ragno che sigilla la caverna in cui egli e Abu Bakr hanno trovato rifugio, frustrando i bounty killer che erano sulle sue tracce. Durante il trasferimento il miracolo dell’inseguitore Suraqah, disarcionato dal suo cavallo, una volta raggiunto il Profeta*, il quale, resosi conto dell’intervento divino, abbandona l’inseguimento, per cui il Profeta* gli preannuncia che indosserà i monili dello Shàh di Persia, Kosroe; cosa che puntualmente si verificherà sotto il Califfato di Omar, che Allàh si compiaccia di lui; il latte della capra della vecchia nella capanna della piccola oasi nel deserto sua via verso Yathrib, la quale pur essendo appena stata munta di tutto il latte dalla sua padrona, munta ancora da Abu Bakr, su ordine del Profeta*, ne produce ancora, miracolosamente, in abbondanza, tanto da dissetare il Profeta*, Abu Bakr, che Allàh si compiaccia di lui, la guida beduina e darne ancora tanto da riempire il secchio della vecchia sua padrona.

Disse il Profeta*: <<Dopo la liberazione [della Mecca dal dominio idolatrico] non c’è più Egira, ma sforzo per il trionfo della Causa di Allàh e intenzione>> [o come disse* ].

Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
possiamo dire che fa <egira> chi abbandona il fuorviamento ed entra nella diritta via? Sì. Prendiamo nota che è dopo l’Egira, con la fondazione dello Stato Islamocratico, la Polis del Profeta*, Madinatu-n-Nabī, che Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, dà inizio sul piano storico alla <<liberazione dell’uomo dal dominio dell’uomo>>, creando il modello della comunità politica dei Credenti nella paternità divina del Sublime Corano e nella missione apostolico-profetica di Muhàmmad* dopo avere creato alla <Scuola di Muhàmmad> i missionari abilitati dall’insegnamento profetico a portare il Messaggio dell’Islàm, per mezzo del quale Allàh, l’Altissimo, guida gli uomini alla sua luce, uomini che non si lasciano ingannare dalla vita terrena e non si lasciano mettere fuori strada dall’Ingannatore a proposito di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce. Seguiamoli nella fede e nella pratica di vita, sforzandoci di essere figli dell’Egira, come Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, comanda. 

 -O-

Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
vi esorto ed esorto me stesso al Timore di Allàh e all’obbedienza ai Suoi Comandamenti e vi metto in guardia dalla disobbedienza alle sue norme di fare e ai suoi divieti, perché un giorno, gli uomini saranno fatti uscire per categorie, affinché vedano le loro azioni. (6) Chi fece tanto bene quanto il peso di un atomo, lo vedrà (7) e chi fece tanto male quanto il peso di un atomo, lo vedrà (8) [Sura del Terremoto / 99/ a.a. 6-7-8].

Vi esorto, altresì a elevare le vostre preci ad Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, per al-màsǧid al-Àqsā e chiedo protezione ad Allàh contro Satana il Lapidato e che Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, per mezzo del Suo Libro, nel quale non insegna niente altro che la verità e non denuncia nient’altro che la falsità, guidi sempre sulla retta via me e così guidi voi; e chiedo, infine, ad Allàh di perdonare tutte le mie trasgressioni, di perdonare quelle vostre e quelle di tutti i Musulmani.

Chiedeteglielo anche voi perdono! In verità, Egli è il Clementissimo e il Perdonatore.

Il 10° giorno di Muhàrram

Nel nome di Allàh,
il Sommamente Misericordioso il Clementissimo.

Unicamente Allàh, l’Altissimo, ha titolo per essere Degnissimo di Lode, per cui noi, suoi servi fedeli, soltanto a Lui innalziamo la lode e il ringraziamento; soltanto a Lui rivolgiamo la nostra invocazione di soccorso, soltanto a Lui chiediamo protezione dalle nostre passioni e dalle nostre trasgressioni; a Lui soltanto chiediamo perdono e a Lui, rifulga lo splendor della Sua Luce, chiediamo la guida sul retto sentiero. Infatti, solamente chi è guidato da Allàh cammina sulla retta via, mentre, per colui che Allàh non guida, non si troverà maestro in grado di metterlo sulla retta via.

Rendo testimonianza che non c’è divinità, tranne Allàh, il Quale è Uno, Unico e Uni-personale, il Quale non generò né fu generato, il Quale a nessun titolo ha compartecipi nella Sua Qualità divina. Egli, infatti, è l’unico Creatore, l’unico Autore delle leggi che governano il creato, il Quale è Unico nella Onni-potenza, nella Onniscienza, nella Onnipresenza, nella Onniaudienza, nella Onnivedenza, ed è Unico nell’Onniagenza. Egli perdona le trasgressioni e accetta il pentimento, ma è severo nel castigo.

Rendo testimonianza che Muhàmmad è Apostolo e Messaggero di Allàh, dal Quale fu inviato, come misericordia per tutti gli universi, con il Codice di vita per la salvezza dal fuoco e la Religione della Verità Oggettiva, per oscurare ogni altra verità. Egli, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, portò a termine la Sua missione, sforzandosi per il trionfo della Parola di Allàh su qualsiasi parola dell’uomo, fino a quando rese l’anima al suo Signore, lasciandoci un’eredità la cui notte è luminosa come il giorno, e di essa non fa tesoro solo chi è destinato alla perdizione.

O Allàh, benedici il Tuo servo e Apostolo Muhammad, dopo il quale non ci saranno più Messaggeri, la sua Famiglia e i suoi Compagni.

Fratelli e Sorelle carissimi, vi esorto ed esorto me stesso al Timore di Allàh e all’obbedienza ai Suoi Comandamenti; vi metto, inoltre, in guardia dalla disobbedienza alle sue norme di fare e ai suoi divieti, perché un giorno,  “gli uomini saranno fatti uscire per categorie, affinché vedano le loro azioni. (6) Chi fece tanto bene quanto il peso di un atomo, lo vedrà (7) e chi fece tanto male quanto il peso di un atomo, lo vedrà  (8)”  [Sura del Terremoto / 99/ a.a. 6-7-8] .

 -O-

Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
presto sarà il decimo giorno di Muhàrram 1439, giorno di digiuno per obbedienza alla pratica del Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, che digiunò in questo giorno in commemorazione dell’uscita dall’Egitto dei Figli di Israele musulmani, schiavizzati da Faraone, sotto la guida del profeta Mūsā, su lui la pace, uno dei Messaggeri ed Apostoli di Allàh, su tutti loro la pace, della missione apostolico-profetica del quale Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, parla in passi numerosi del Sublime Corano.

Il profeta Mūsā, su lui la pace, fu incontrato dal Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, nella miracolosa notte di al-isrā‹ wa-l-mi’rāǧ, la notte santa del viaggio notturno dalla Sacra Moschea della Mecca al Santuario di al-Quds e dell’ascensione alla Presenza divina attraverso i cieli da al-Qùds e ritorno del Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, alla Mecca.

L’incontro di Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, con Mūsā, su lui la pace, sulla via del ritorno è memorabile, in quanto Mūsā, dopo aver saputo dal Profeta* che Allàh** gli aveva dato l’ordine di far eseguire ai fedeli cinquanta riti d’adorazione al giorno, gli diede il consiglio di ritornare da Allàh, l’Altissimo, e di chiedere una riduzione, dopo avergli detto che erano troppi e che i fedeli della sua ummah non ce l’avrebbero fatta a eseguirli.

Così fece il Profeta* e il numero dei riti fu ridotto a venti cinque.

Quando Mosé, venuto a sapere della riduzione, disse che ancora erano troppi, suggerì di tornare a chiedere una nuova riduzione.

Il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, seguì il suggerimento e Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, ridusse il numero alla radice quadrata di venticinque.

Quando Mosé, venuto a sapere della riduzione, disse che ancora erano troppi, suggerì di tornare a chiedere una nuova riduzione.

Il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, disse: “Mi vergogno di tornare a chiedere un’ulteriore riduzione [o come disse]”!

A questo punto una voce annunciò: “La mia Parola non cambia! I Riti d’adorazione sono cinque, ma il loro valore è quello di cinquanta”.

Il rito d’adorazione è un evento fondamentale nell’Islàm, poiché in esso si realizza la relazione tra il fedele e il Signore.

Il rito di adorazione è luce che dà luminosità al Musulmano, è prova della autenticità della sua fede è un mezzo di salvezza.

E questo è attestato dal hadīth che recita: “Esso sarà per chi l’avrà praticato diligentemente una luce, una prova una salvezza nel giorno della Resurrezione”.

Esso è un pilastro della Religione e colonna portante dell’Islàm.

Esso è il primo articolo, di cui sarà chiesto conto al servo nel giorno della resurrezione e se esso viene accettato vengono accettate anche tutte le altre azioni, mentre se non viene accettato vengono respinte anche tutte le altre azioni.

Ciò è attestato da un detto del Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, il quale sottolineò la sua importanza, dicendo:

Il rito d’adorazione, il rito d’adorazione!”.

Il rito d’adorazione più redditizio per il fedele è quello obbligatorio, eseguito in forma congregazionale, il quale è superiore come fonte di grazie di ben 27 volte a quello eseguito in solitario, come afferma il hadīth che ha come fonte Abdullàh bin Mas’ūd, il quale disse: “Dalla sunna del vostro Profeta questi cinque riti d’adorazione, vanno eseguiti in congregazione; e se li eseguite nelle vostre case, certamente, abbandonate una pratica costante del vostro Profeta e se abbandonate la sunna del vostro Profeta, certamente, sbagliate!”.

E collegato al viaggio notturno del Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, nel quale avvenne l’incontro memorabile con Mūsā, in commemorazione del quale si pratica il digiuno di ‘asciuràā c’è il ricordo di al-màsǧid al-Àqsā la Moschea su al-Ḥàram ash-Sharīf, ricordata da Allàh** nella prima àyah della sura XVII, la prima delle due Qible del rito di adorazione e il terzo luogo sacro dell’Islàm, dopo al-Màsǧid al-Harām della Mecca e al-Màsǧid an-Nabawìyy della Medina.

Questa Moschea, nella quale il Profeta* guidò il rito di adorazione di tutti i Profeti e gli Apostoli di Allàh, prima di iniziare la sua ascensione alla Presenza Divina, per cui ha una posizione di somma importanza nei nostri cuori, viene continuamente dissacrata dal fanatismo religioso giudaico, che ha nei suoi deliranti progetti la sua distruzione, per costruire sull’area di essa il terzo Tempio.

Per questo dobbiamo innalzare all’Altissimo le nostre invocazioni perché liberi al-màsǧid al-Àqsā dall’ignominia dell’occupazione, benedica i fedeli che la difendono e restituisca Bàytu-l-Màqdis all’Islàm.

 -O-

Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
vi esorto ed esorto me stesso al Timore di Allàh e all’obbedienza ai Suoi Comandamenti e vi metto in guardia dalla disobbedienza alle sue norme di fare e ai suoi divieti, perché un giorno, gli uomini saranno fatti uscire per categorie, affinché vedano le loro azioni. (6) Chi fece tanto bene quanto il peso di un atomo, lo vedrà (7) e chi fece tanto male quanto il peso di un atomo, lo vedrà (8) [Sura del Terremoto / 99/ a.a. 6-7-8].

Vi esorto, altresì a elevare le vostre preci ad Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, per al-màsǧid al-Àqsā e chiedo protezione ad Allàh contro Satana il Lapidato e che Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, per mezzo del Suo Libro, nel quale non insegna niente altro che la verità e non denuncia nient’altro che la falsità, guidi sempre sulla retta via me e così guidi voi; e chiedo, infine, ad Allàh di perdonare tutte le mie trasgressioni, di perdonare quelle vostre e quelle di tutti i Musulmani.

Chiedeteglielo anche voi perdono! In verità, Egli è il Clementissimo e il Perdonatore.

Imàn

Nel nome di Allàh,
il Sommamente Misericordioso il Clementissimo.

Unicamente Allàh, l’Altissimo, ha titolo per essere Degnissimo di Lode, per cui noi, suoi servi fedeli, soltanto a Lui innalziamo la lode e il ringraziamento; soltanto a Lui rivolgiamo la nostra invocazione di soccorso, soltanto a Lui chiediamo protezione dalle nostre passioni e dalle nostre trasgressioni; a Lui soltanto chiediamo perdono e a Lui, rifulga lo splendor della Sua Luce, chiediamo la guida sul retto sentiero. Infatti, solamente chi è guidato da Allàh cammina sulla retta via, mentre, per colui che Allàh non guida, non si troverà maestro in grado di metterlo sulla retta via.

Continua a leggere

Il Discorso dell’Addio

Nel nome di Allàh,
il Sommamente Misericordioso i
l Clementissimo.

Unicamente Allàh, l’Altissimo, ha titolo esclusivo per esser Destinatario di Lode. Soltanto a Lui, noi, suoi servi fedeli, la lode innalziamo. Soltanto di Lui, l’Onnipotente, nel bisogno invochiamo il soccorso. Soltanto a Lui, il Misericordioso il Clementissimo, va il nostro ringraziamento. Soltanto a Lui chiediamo protezione dalle nostre passioni e dalle nostre trasgressioni.

Continua a leggere

KHUTBAH DELLA LA FESTA SOLENNE DEL SACRIFICIO

Nel nome di Allàh,
il Sommamente Misericordioso i
l Clementissimo.

Unicamente Allàh, l’Altissimo, ha titolo esclusivo per esser Destinatario di Lode. Soltanto a Lui, noi, suoi servi fedeli, la lode innalziamo. Soltanto di Lui, l’Onnipotente, nel bisogno invochiamo il soccorso. Soltanto a Lui, il Misericordioso il Clementissimo, va il nostro ringraziamento. Soltanto a Lui chiediamo protezione dalle nostre passioni e dalle nostre trasgressioni.

Continua a leggere

TORNATO È DHŪ-L-ḤIGGIAH

Nel nome di Allàh,
il Sommamente Misericordioso i
l Clementissimo.

Unicamente Allàh, l’Altissimo, ha titolo esclusivo per esser Destinatario di Lode. Soltanto a Lui, noi, suoi servi fedeli, la lode innalziamo. Soltanto di Lui, l’Onnipotente, nel bisogno invochiamo il soccorso. Soltanto a Lui, il Misericordioso il Clementissimo, va il nostro ringraziamento. Soltanto a Lui chiediamo protezione dalle nostre passioni e dalle nostre trasgressioni.

Continua a leggere

NON C’E’ SALVEZZA FUORI DALL’ISLAM

Nel nome di Allàh,
il Sommamente Misericordioso i
l Clementissimo.

Unicamente Allàh, l’Altissimo, ha titolo esclusivo per esser Destinatario di Lode. Soltanto a Lui, noi, suoi servi fedeli, la lode innalziamo. Soltanto di Lui, l’Onnipotente, nel bisogno invochiamo il soccorso. Soltanto a Lui, il Misericordioso il Clementissimo, va il nostro ringraziamento. Soltanto a Lui chiediamo protezione dalle nostre passioni e dalle nostre trasgressioni.

Continua a leggere

Khutba dei 10 giorni di Dhū-l-Ḥìggiah

Nel nome di Allàh,
il Sommamente Misericordioso i
l Clementissimo.

Unicamente Allàh, l’Altissimo, ha titolo esclusivo per esser Destinatario di Lode. Soltanto a Lui, noi, suoi servi fedeli, la lode innalziamo. Soltanto di Lui, l’Onnipotente, nel bisogno invochiamo il soccorso. Soltanto a Lui, il Misericordioso il Clementissimo, va il nostro ringraziamento. Soltanto a Lui chiediamo protezione dalle nostre passioni e dalle nostre trasgressioni.

Continua a leggere