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“VOTO O NON VOTO?”

Sulla partecipazione dei musulmani alla vita democratica del paese

Una musulmana partecipa al voto democratico.

Una musulmana partecipa al voto democratico.

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In vista delle elezioni che si terranno in primavera nel nostro paese, torna di attualità, per i musulmani, la questione della loro partecipazione alle votazioni (politiche, amministrative o referendarie che siano), e con essa, la questione più ampia della loro partecipazione in generale alla vita democratica italiana.

La stragrande maggioranza dei musulmani partecipa da sempre a tutto questo, anche se spesso non va a votare o per indecisione o per sfiducia totale negli schieramenti politici odierni.

Vi è una minoranza, però, che sostiene che non bisogna andare a votare, e che, addirittura, l’atto di andare a votare sarebbe un atto di KUFR, cioè di miscredenza.

Questa tesi è stata sostenuta recentemente da un fratello, su Facebook, corroborata da una “fatwa” (parere giuridico) di Sheykh Al-Albani.

Muhammad Nasiruddìn al-Albani. E’ morto nel 1999.

Muhammad Nasiruddìn al-Albani. E’ morto nel 1999.

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Dopo aver letto questa “fatwa”, il sottoscritto ha effettuato un sondaggio telefonico con alcuni responsabili di centri islamici in Italia (fra di loro anche conoscitori del Sublime Corano a memoria), che si sono invece, tutti, dichiarati a favore della partecipazione dei musulmani al voto e alla vita democratica italiana.

Sottopongo ai nostri lettori entrambi i punti di vista. Il primo, riportando integralmente quanto pubblicato dal fratello (“fatwa” compresa), il secondo, riportando una sintesi, scritta di mio pugno, di quanto dichiaratomi dai sapienti musulmani presenti in Italia.

 

LA “FATWA” DI AL-ALBANI

 E’ LECITO VOTARE? ECCO LA “FATWA” di Al-ALBANI

DOMANDA:

Qual’e’ la sentenza riguardo alcuni musulmani americani che partecipano alle elezioni che si stanno svolgendo in America?

Usano come prova il principio di scegliere fra il minore tra i due mali.

Pensano che uno dei candidati in ballo per la presidenza sarà meno oppressivo e meno problematico verso l’Islam ed i musulmani.

RISPOSTA:

SHAYKH AL-ALBANI (rahimahullah): “Il Kufr (miscredenza) e’ una religione. Ed il nostro Signore (Azza wa Jall) ricorda a quei musulmani, che pensano d’applicare il minore fra i due mali, che Allah, l’Altissimo disse

120. Né i giudei, né i nazareni saranno mai soddisfatti di te, finché non seguirai la loro religione. (Corano 2:120).

Quindi mi stupisco con tutti gli stupori (possibili) che questi giovani si basino sul calibro di tale delirio, BarakAllahu fik.
Ed Allah (Azza wa Jall) disse:

113. Non cercate il sostegno degli ingiusti: [in tal caso] il Fuoco vi colpirebbe, non avrete alcun alleato contro Allah e non sarete soccorsi. (Corano, 11:113)

Ed il fuoco della Dunya (vita mondana) viene prima del fuoco dell’Aldila’.

A causa di cio’ diciamo che NON E’ PERMESSO PARTECIPARE AL VOTO di queste elezioni perche’ la partecipazione implicherebbe prendere i kuffar (miscredenti) come Awliya (alleati) attraverso le loro azioni. Ed e’ HARAM (proibito) secondo il testo del Corano in cui il Signore (Gloria a Lui l’Altissimo) disse:

E chi li sceglie come alleati è uno di loro. (Corano, 5:51).”

 ECCO PERCHE’, INVECE,
E’ IMPORTANTE ANDARE A VOTARE
(E PARTECIPARE ALLA VITA DEMOCRATICA)

DIRITTO-DOVERE – In democrazia, anche in quella italiana, il voto è un diritto/dovere del cittadino, il quale, se è musulmano, non vota in quanto musulmano, dato che l’ordinamento non è islamico, ma vota come cittadino se è titolare di diritto politico attivo o passivo, per partecipare con il voto alla formazione della qualità della cosa pubblica (che non è islamica), cercando di eleggere le persone che possano meglio rappresentare la sua visione del mondo islamica negli organi rappresentativi democraticamente eletti della volontà popolare.

IL COMPITO DEI MUSULMANI – Il compito dei musulmani, nelle società democratiche occidentali, è quello di partecipare alla vita democratica, e dunque anche e specialmente alle elezioni, scegliendo i candidati che meglio possano rappresentare i valori etico-morali e di economia sociale, che sono contenuti negli insegnamenti del Sublime Corano, e del Profeta Muhàmmad, che IDDIO lo benedica e l’abbia in gloria. E che meglio possano applicare, anche solo in parte, questi valori, nel vivo della società umana.

Il parlamento algerino. In Algeria, paese a stragrande maggioranza musulmano, si vota da tempo per eleggere deputati che legiferano. Non è in vigore la Shari’ah islamica.

Il parlamento algerino. In Algeria, paese a stragrande maggioranza musulmano, si vota da tempo per eleggere deputati che legiferano. Non è in vigore la Shari’ah islamica.

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IL CRITERIO DA SEGUIRE PER LA SCELTA: AMICI E NEMICI – I rappresentanti vanno scelti con il seguente criterio.

Per i musulmani, ci sono tre amici e tre nemici (si intende naturalmente dal punto di vista esclusivamente sociale e politico, NON MILITARE).

Gli amici sono:

  1. il tuo amico

  2. l’amico del tuo amico

  3. il nemico del tuo nemico.

I nemici sono:

  1. il tuo nemico

  2. l’amico del tuo nemico

  3. il nemico del tuo amico.

C’è quindi una specie di scala di gradualità nell’insieme dell’inimicizia culturale verso l’Islàm, che decresce spesso fino a esaurirsi, per diventare, a volte, addirittura simpatia.

COSTRUIRE UNA NUOVA CIVILTA’ – Oggigiorno, bisogna cercare di fare in modo, democraticamente, di ottenere la trasformazione in “diritti” di quelli che, oggi, sono solo interessi, dando fiducia a persone che siano dal punto di vista dei valori etico-morali sulla linea comportamentale dell’Islàm, e tali da assicurare il formarsi di leggi favorevoli alle prerogative etico-morali degli insegnamenti islamici ed ai musulmani, cittadini e non cittadini, che vivono sul territorio della Repubblica. Il musulmano può così fattivamente, nel suo piccolo, dare il suo importante contributo per la costruzione di una nuova civiltà.

Il parlamento indonesiano. In Indonesia, paese a stragrande maggioranza musulmano, si vota da tempo per eleggere deputati che legiferano. Non è in vigore la Shari’ah islamica.

Il parlamento indonesiano. In Indonesia, paese a stragrande maggioranza musulmano, si vota da tempo per eleggere deputati che legiferano. Non è in vigore la Shari’ah islamica.

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NEI PAESI A MAGGIORANZA MUSULMANA – Il discorso sul non-voto, su cui si può essere d’accordo, dovrebbe riguardare invece quei Paesi, dove la maggioranza della popolazione è di tradizione musulmana da secoli, e dove invece – non a causa del sistema democratico – c’è stata da tempo l’abolizione delle norme sciaraitiche, sostituite da un sistema legislativo democratico.

Il parlamento malese. In Malesia, paese a stragrande maggioranza musulmano, si vota da tempo per eleggere deputati che legiferano. Non è in vigore la Shari’ah islamica.

Il parlamento malese. In Malesia, paese a stragrande maggioranza musulmano, si vota da tempo per eleggere deputati che legiferano. Non è in vigore la Shari’ah islamica.

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E c’è poi da fare una considerazione sul voto. Il voto, inteso come strumento per formare un’assemblea legislativa, cioè che legifera, che fa delle leggi, non è islamico in un paese a maggioranza musulmana, in quanto i musulmani hanno già un codice penale e civile, che è costituito dal Sublime Corano e dagli insegnamenti del Profeta Muhàmmad, che IDDIO lo benedica e l’abbia in gloria.

Il parlamento tunisino. In Tunisia, paese a stragrande maggioranza musulmano, si vota da tempo per eleggere deputati che legiferano. Non è in vigore la Shari’ah islamica.

Il parlamento tunisino. In Tunisia, paese a stragrande maggioranza musulmano, si vota da tempo per eleggere deputati che legiferano. Non è in vigore la Shari’ah islamica.

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Non c’è nulla di anti-islamico, invece, nel fatto, preso in sé, che i musulmani/e votino per eleggere il Califfo (khalìfah) della comunità musulmana mondiale. In tal caso, ovviamente, va fatta una valutazione del caso e della situazione specifici.

Il parlamento egiziano. In Egitto, paese a stragrande maggioranza musulmano, si vota da tempo per eleggere deputati che legiferano. Non è in vigore la Shari’ah islamica.

Il parlamento egiziano. In Egitto, paese a stragrande maggioranza musulmano, si vota da tempo per eleggere deputati che legiferano. Non è in vigore la Shari’ah islamica.

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Appaiono dunque fuori contesto e inappropriate le parole di Al-Albani, in quanto il riferimento coranico agli alleati è riferibile ad altre situazioni (peraltro, già verificatesi in passato; ad esempio, durante le Crociate, ci furono casi in cui, in guerra, da una parte c’era un esercito di musulmani ed uno di cristiani, alleati fra di loro, e dall’altra un altro esercito di musulmani ed un altro esercito di cristiani, alleati fra di loro: e combattevano uno schieramento contro l’altro!).

Il parlamento marocchino. In Marocco, paese a stragrande maggioranza musulmano, si vota da tempo per eleggere deputati che legiferano. Non è in vigore la Shari’ah islamica.

Il parlamento marocchino. In Marocco, paese a stragrande maggioranza musulmano, si vota da tempo per eleggere deputati che legiferano. Non è in vigore la Shari’ah islamica.

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Volendo approfondire (e se IDDIO vuole, lo faremo a suo tempo), si può notare come questa posizione del non-voto, che poi significa sostanzialmente NON-PARTECIPAZIONE alla vita democratica in occidente, comporti necessariamente LA SPARIZIONE DELLE COMUNITA’ MUSULMANE IN OCCIDENTE.

Perché è chiaro che se uno non vota e non partecipa, cosa ci sta a fare in occidente?

Dunque la questione del non-voto, a mio modesto parere, è legata alla rimanenza del musulmano in occidente. I fautori del non-voto, a mio modestissimo parere, dovrebbero avere il coraggio di dichiarare, e fornirne le prove secondo la Shari’ah Islamica, che per il musulmano che vive in occidente, anche per chi vi è nato, sarebbe obbligatorio emigrare.

E questo, sarebbe palesemente assurdo di per sé. Senza considerare che si porrebbe la questione, non secondaria, di DOVE le centinaia di milioni di musulmani che vivono in occidente dovrebbero emigrare.

Musulmana al seggio.

Musulmana al seggio.

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Per non dire dell’accusa di KUFR (miscredenza) lanciata ai musulmani che vanno a votare, come ha fatto qualche fratello sul web: ricordiamo che, in base all’insegnamento del Profeta Muhàmmad, che IDDIO lo benedica e l’abbia in gloria, un musulmano deve stare molto attento ad accusare un altro musulmano di essere miscredente, perché, in quel caso, UNO DEI DUE LO E’ SICURAMENTE.

E, naturalmente, ALLAH ne sa di più. 

LA PROTEZIONE DELL’ISLAM AI CRISTIANI

Una storica lettera del Profeta Muhàmmad

Lo Sheykh ‘Abdurrahmàn Rosario Pasquini in una recente conferenza presso la Moschea del Misericordioso a Segrate.

Lo Sheykh ‘Abdurrahmàn Rosario Pasquini in una recente conferenza presso la Moschea del Misericordioso a Segrate.

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È recentemente stato pubblicato, dalle Edizioni del Càlamo, un opuscolo estremamente interessante. E questa non sarebbe in sé una novità, visto che lo Shaykh ‘Abdurrahmàn Rosario Pasquini pubblica da anni cose indispensabili a chiunque voglia conoscere il vero Islàm in lingua italiana, e che i nostri lettori possono visionare e ordinare cliccando sui nostri links.

L’opuscolo è il n. 143 della serie iniziata anni fa, e presenta un documento storico di portata eccezionale. Si tratta della “Lettera di protezione del Profeta Muhàmmad ai cristiani che vivono nelle terre dell’Islàm”.

La copertina dell’opuscolo n. 143, scritto dallo Shaykh ‘Abdurrahmàn Rosario Pasquini.

La copertina dell’opuscolo n. 143, scritto dallo Shaykh ‘Abdurrahmàn Rosario Pasquini.

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Questa lettera è stata conservata per secoli nella biblioteca del Monastero di Santa Caterina, nel Sinai, e poi trasferita, nel 1517, dagli Ottomani nel Museo Topkapi, ad Istanbùl, dove si trova tuttora.

Il monastero di Santa Caterina, nel Sinai.

Il monastero di Santa Caterina, nel Sinai.

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Abbiamo già trattato in passato su questo sito la questione della protezione riservata dall’Islàm ai cristiani. Chi vuole, può leggere, a titolo di esempio, qui.

Questo è documento di importanza ancor maggiore, se possibile, in quanto proveniente direttamente dal Profeta Muhàmmad, che IDDIO lo benedica e l’abbia in gloria.

Ne riportiamo brevi stralci, ed invitiamo caldamente i nostri lettori ad acquistarlo, cliccando qui.

“… A nessuno è permesso di depredare pellegrini, o distruggere, o rovinare, una delle loro chiese, o dei luoghi di culto, o di prendere una qualsiasi delle cose contenute all’interno di questi luoghi …”

“… Nessuno ha titolo per interferire nei loro affari, o per portare qualsiasi azione contro di loro …”

“… Il seguace dell’Islàm non deve fare nessuna disputa o discutere con loro, ma deve accordarsi secondo quanto previsto dal Corano…

“… sono i musulmani che hanno il dovere di proteggerli e difenderli contro gli altri…

“… Le loro chiese devono essere onorate e non devono esserci impedimenti nella costruzione di luoghi di preghiera, o nella riparazione dei loro conventi…

“… È dovere di ogni appartenente alla Umma (nazione) dell’Islàm di non violare questo giuramento e a rispettarlo fino al giorno della Fine del mondo e della Resurrezione.

Teniamo a ripetere che abbiamo qui pubblicato brevi stralci, e dunque rinforziamo l’invito ad acquistare l’opuscolo.

Le sottolineature sono nostre.

Riteniamo superfluo ogni commento.

L’ingresso del museo Topkapi, ad Istanbùl.

L’ingresso del museo Topkapi, ad Istanbùl.

LE MENZOGNE DI MAGDI “CRISTIANO” ALLAM – 3

La demenziale panzana dei Profeti “omonimi”

L’infame provocatore Magdi “Cristiano” Allam e il suo libro.

L’infame provocatore Magdi “Cristiano” Allam e il suo libro.

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In questa terza puntata dell’esame delle falsificazioni di Magdi “Cristiano” Allam contro l’Islàm e i musulmani, esamineremo una delle più demenziali e provocatorie panzane che siano mai state fabbricate da mente umana.

Alla pagina 68 del suo libro “ISLAM – Siamo in guerra”, si legge:

L’Abramo coranico non ha nulla a che fare con l’Abramo biblico. Tutti i profeti citati nel Corano, compreso Gesù, sono considerati musulmani e adoratori di Allah. Ecco perché è sbagliato dire che l’islam fa propri i profeti del Vecchio e del Nuovo Testamento. Sono tutt’al più casi di omonimia, in un contesto dove l’islam si considera l’unica vera religione e condanna l’ebraismo e il cristianesimo come delle eresie, che avrebbero travisato e deformato la rivelazione divina…”.

Queste parole, da sole, smascherano l’inconsistenza e la nullità delle argomentazioni di Allàm. Nel Corano sono citate, a mò di insegnamento, le storie di tutti i più conosciuti Profeti di DIO, che si possono leggere nella Bibbia odierna, oltre ad altri Profeti o Inviati di DIO che non sono citati della Bibbia.

La “Stazione di Abramo” (Màqam Ibràhìm) a La Mecca.

La “Stazione di Abramo” (Màqam Ibràhìm) a La Mecca.

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Dopo Adamo, che non è stato solo il primo uomo, ma bensì anche Inviato d’IDDIO, ricordiamo, tra gli altri, Noè, Abramo, Mosè, Giona, Davide, fino a Giovanni Battista e Gesù, su tutti loro la Pace.

Le storie coraniche di tutti questi Profeti, tranne per alcuni particolari a volte molto importanti, ma che comunque non ne stravolgono del tutto l’immagine, sono sostanzialmente sovrapponibili a quelle analoghe raccontate nella Bibbia. Si trovano infatti la storia di Adamo ed Eva, Noè con la sua arca e il diluvio universale, il mancato sacrificio di suo figlio da parte di Abramo, Mosè che fugge dall’Egitto e il Mar Rosso che si apre per farlo passare, Salomone con la sua sapienza, Giona nel ventre della balena, Davide e il suo Salterio, la nascita miracolosa di Gesù da Maria Vergine, ecc. Ora, in presenza di tutti questi nomi accanto alle loro storie quasi identiche rispetto a quelle della Bibbia, che senso ha parlare di omonimia? Si dà infatti omonimia quando due persone si trovano ad avere lo stesso nome, ma a questo nome corrispondono poi persone diverse, con vite diverse. Come si può parlare di omonimia, quando le vite descritte sono sostanzialmente le stesse?

Ecco un breve esempio, tratto dalla Sura XII del Sublime Corano, intitolata “La Sura di Giuseppe”, dove si narra la famosa storia di Giuseppe e dei suoi fratelli. In questo brano, Giuseppe (in arabo Yùsuf), su di lui la Pace, descrive a suo padre Giacobbe (in arabo Ya’qùb) il suo sogno:

- O padre mio, in verità, vidi undici corpi celesti e il sole e la luna! Li vidi davanti a me prosternati! – “

Disse (Giacobbe): – O figlio mio, non raccontare la tua visione ai tuoi fratelli, poiché essi ordirebbero qualche trama contro di te; in verità, Satana è per l’uomo un nemico manifesto. Così il tuo Signore ti ha scelto, Egli ti insegnerà l’interpretazione dei sogni e porterà a compimento su di te la Sua grazia, come la portò a compimento, in precedenza, sui tuoi due antenati Ibràhìm (Abramo) e Ishàq (Isacco). In verità, il tuo Signore è Sciente e Sapiente -.”

Dunque, come si vede chiaramente, i personaggi sono indubbiamente gli stessi della Bibbia, e l’ossatura della storia, così come delle storie degli altri Profeti, è sostanzialmente la stessa. Quello che diverge è l’impostazione del racconto, ed i suoi fini propedeutici. Ecco una sintetica spiegazione della differenza tra i due racconti, a cura dello Shaykh ‘Abdurrahman Rosario Pasquini, come si legge nel suo bellissimo opuscolo “Yùsuf e i suoi fratelli”, pubblicato dalle Edizioni del Calamo:

Il racconto coranico della vicenda di Yusuf è simile, ma non identico a quello biblico; infatti, l’atmosfera è del tutto differente. La storia biblica ha la struttura di un racconto popolare, nel quale non è dato spazio a spunti di riflessione di carattere pedagogico in tema di comportamento morale e nella trama del racconto si può leggere il compiacimento dell’autore umano del racconto nel fissare per iscritto alcuni momenti leggendari della pre-istoria del popolo ebraico: Yùsuf viene presentato, con spirito trionfalistico, come il conquistatore dell’Egitto, innalzando, a scopo di prestigio nazionale, i Figli di Israele al ruolo di dominatori dell’Egitto faraonico, per effetto della superiorità della loro stirpe rispetto agli Egizi. La storia raccontata nel Sublime Corano, al contrario, ha il carattere di una rappresentazione allegorica della vita umana, di cui spiega le contraddizioni apparenti con un insegnamento di alta spiritualità, nel quale viene rappresentato il carattere vincente del bene e della virtù nelle alterne vicende della vita e come la storia dell’uomo, anche all’insaputa di lui, altro non sia, che la realizzazione di un imperscrutabile piano dell’Onnipotente.”

L’opuscolo “Yùsuf e i suoi fratelli”, dello Shayk ‘Abdurrahmàn Rosario Pasquini, edito dalle Edizioni del Calamo.

L’opuscolo “Yùsuf e i suoi fratelli”, dello Shayk ‘Abdurrahmàn Rosario Pasquini, edito dalle Edizioni del Calamo.

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Dunque, anche volendo credere a quest’assurdità dell’omonimia in un caso singolo, ad esempio quello di Giuseppe, qualcuno è in grado di immaginare una omonimia multipla? Non un omonimo, ma decine di omonimi?

Gesù figlio di Maria, su di lui la Pace, sarebbe un omonimo?

Questa assurdità non può essere sfuggita nemmeno allo Allàm stesso, per il quale, diversamente, saremmo costretti ad ipotizzare gravi carenze di capacità intellettuali. Capacità che invece risultano essere pienamente in funzione, e se ne può avere dimostrazione leggendo ad esempio la pagina 6, e altre pagine, dove lo Allàm, fin quando non affronta l’argomento Islàm, si addentra in una analisi della situazione economico-politico-sociale del pianeta per niente peregrina, e che è per di più senz’altro condivisibile anche dai musulmani. Dunque, escludendo la scarsa intelligenza, dobbiamo logicamente concludere che, senza ombra di dubbio alcuno, lo Allàm, quando parla di Islàm, mente sapendo di mentire, con lo scopo, meditato e poi perseguito lucidamente, di suscitare odio e discriminazione contro la religione islamica e contro tutti i suoi praticanti. E per far questo non esita ad inventare e falsificare di continuo. E volendo cercare di individuare lo scopo ultimo dell’azione di Allàm (che, ricordiamo, si esplica anche in molte interviste e apparizioni televisive, e su tutti i media), e visto che questo attacco all’Islàm è congiunto ad un attacco (molto meno propagandato mediaticamente) violentissimo alla società laica odierna (si legga la sua tirata contro l’omosessualismo e contro la distruzione della famiglia), non si è lontani dalla realtà nell’affermare che lo scopo ultimo di Allàm è di allontanare i cristiani dai musulmani. Anzi, metterli gli uni contro gli altri.

Diversamente, i suoi strali contro il laicismo moderno sarebbero da lui lanciati anche in qualcuna delle sue numerose apparizioni televisive. Che, invece, ci mostrano sempre, inesorabilmente, solo e soltanto attacchi calunniosi e menzogneri contro la religione islamica.

Ecco dunque qual è il “target” di questo infame provocatore: quella parte di cristiani attaccati alla propria religione, e difensori dei più alti valori etico-morali dell’umanità, come la famiglia. Il suo losco disegno è di raggrupparli e scagliarli contro l’Islàm e i musulmani. Che invece quei valori condividono totalmente.

Perché altrimenti, si corre il rischio che i musulmani e i cristiani comincino a lottare fianco a fianco per costruire una società basata su quei valori.

E questo, per la Massoneria Satanica Internazionale, è un incubo.

Le menzogne di Magdi “Cristiano” Allam – 2

Una guerra che non c’è, e una frase mai pronunciata da nessuno

Magdi “Cristiano” Allam e il suo libro.

Magdi “Cristiano” Allam e il suo libro.

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LA COPERTINA – In questa seconda puntata dell’esame delle falsificazioni di Magdi “Cristiano” Allam contro l’Islàm e i musulmani, ci soffermeremo sulla copertina del suo libro “ISLAM – Siamo in guerra”.

Il titolo è già una menzogna enorme. Infatti, la frase “ISLAM, Siamo in guerra” induce il lettore a constatare che si trova in uno stato di guerra, e che il nemico non è un gruppo, per quanto numeroso o potente possa essere, di terroristi, di criminali, di pazzi, di esaltati, e con qualsivoglia termine li si voglia definire, ma bensì UNA RELIGIONE tutta, con tutti i suoi testi sacri, e di conseguenza tutti i suoi praticanti. Si vuol far credere, cioè, che ci sia una religione, l’Islàm, che ha dichiarato guerra al mondo, e in particolare, al cosiddetto “Occidente”. Con tutto ciò che ne consegue. Ora, questa non è neanche presentata come un’idea, ma bensì come un dato di fatto. Al lettore, cioè, che “per sua disgrazia”, dovesse pensare che siamo in un periodo attraversato da numerosi attentati terroristici, ai quali la società debba rispondere con individuazione e severa condanna dei responsabili, e con misure di sicurezza e di prevenzione rafforzate, viene inculcato lo stato d’animo (o perlomeno, questa è la chiara intenzione dell’autore, cioè di suscitare tale stato d’animo nel lettore) che siamo in una vera e propria guerra, da cui dobbiamo difenderci… abolendo le leggi democratiche. Perché queste sarebbero inadeguate per affrontare la situazione.

La copertina del libro “ISLAM – Siamo in guerra”, del fasificatore Magdi “Cristiano” Allam. In basso, la frase incriminata.

La copertina del libro “ISLAM – Siamo in guerra”, del fasificatore Magdi “Cristiano” Allam. In basso, la frase incriminata.

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Ora, questa dottrina dell’“Islàm in guerra contro l’Occidente” è stata sempre smentita, in maniera netta e clamorosa, pur in mancanza di un unico rappresentante o capo dell’Islàm nel mondo, da tutti gli esponenti più sapienti e più rappresentativi delle comunità islamiche di tutto il mondo, a partire dall’Imàm dell’Azhar del Cairo, l’Università di Studi Islamici più importante al mondo, per continuare con i sapienti dell’Arabia Saudita, del Marocco, della Tunisia, dell’Algeria, dell’Indonesia, della stessa Siria, ecc., e naturalmente, anche da TUTTI i capi di stato e di governo di TUTTI i paesi a maggioranza musulmana, di tutto il mondo. E già questo dato, sarebbe sufficiente a smentire l’esistenza di questa presunta guerra. Guerra che poi, nel caso odierno contro l’ISIS, è notoriamente condotta SUL CAMPO, laddove cioè vi è notevole perdita di vite umane, da musulmani.

Vi sono state poi le recenti storiche dichiarazioni del pontefice cattolico Papa Francesco, che ha dichiarato che non esiste NESSUNA religione che vuole la guerra, e ha citato a proposito in maniera esplicita anche l’Islàm, proprio poche ore dopo l’orribile assassinio del prete dentro una chiesa, in Francia. E queste dichiarazioni, unitamente alla pronta mobilitazione dei musulmani contro il terrorismo, che li ha portati anche a presenziare a celebrazioni liturgiche cattoliche dentro le chiese, in segno di solidarietà con tutta la comunità cristiana, hanno avuto l’effetto, semplicemente… di far cessare gli attentati, che fino a quel momento si succedevano al ritmo di uno al giorno, a volte anche di più. Cogliamo l’occasione per sottolineare come, a livello di mass-media, nessuno abbia evidenziato questo dato clamoroso. E questo la dice lunga sulla funzione dei mass-media, e sulla loro reale funzione di SUPPORTO al terrorismo.

Diversamente, le masse comprenderebbero molto facilmente che gli attentati sono cessati perché, invece di provocare allontanamento e inimicizia, stavano contribuendo ad AVVICINARE la comunità cattolica e quella musulmana.

Il pontefice cattolico Papa Francesco. Le sue dichiarazioni sull’Islàm “religione di pace”, seguite dalle mobilitazioni dei musulmani in solidarietà ai cattolici, hanno fermato, speriamo per sempre, il terrorismo, almeno in Europa. Ma già solo questo evidente quanto improvviso arresto devono far riflettere…

Il pontefice cattolico Papa Francesco. Le sue dichiarazioni sull’Islàm “religione di pace”, seguite dalle mobilitazioni dei musulmani in solidarietà ai cattolici, hanno fermato, speriamo per sempre, il terrorismo, almeno in Europa. Ma già solo questo evidente quanto improvviso arresto devono far riflettere…

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UNA FRASE FANTASMA – Le due righe poste in fondo alla copertina del libro, recitano così:

Grazie alle vostre leggi democratiche vi invaderemo: grazie alle nostre leggi religiose vi domineremo”.

Questa frase viene usata, da anni, su quotidiani, periodici, e soprattutto nei talk-shows dedicati all’argomento, come prova dell’intenzione di conquista programmata del cosiddetto “occidente cristiano” da parte dell’Islàm, cattivo e assassino. Risale al 1999 e sarebbe stata pronunciata da Germano Bernardini, all’epoca arcivescovo della diocesi di Smirne, in Turchia, come ripresa dalla dichiarazione di un musulmano. Ne parla un articolo del periodico on-line “Oltre la notizia”, pubblicato nel giugno 2014, ripubblicato recentemente, e poi ripreso da alcuni quotidiani cartacei nazionali, fra i quali “Libero”.

Ecco la famosa frase, inserita nel contesto dell’articolo:

- Durante un incontro ufficiale sul dialogo islamo-cristiano, un autorevole personaggio musulmano [ndR, secondo fonti attendibili era Sadat Anwar (1918-1981), presidente della repubblica egiziana dopo la morte di Nasser-1970. Sadat venne assassinato dalla corrente integralista dei Fratelli musulmani, che pensavano invece ad una lotta armata], rivolgendosi ai partecipanti cristiani, disse ad un certo punto con calma e sicurezza: «Grazie alle vostre leggi democratiche vi invaderemo; grazie alle nostre leggi religiose vi domineremo». –

L’”AUTOREVOLE PERSONAGGIO” – La frase che abbiamo sottolineato è poi nel tempo diventata famosa, e citata in tutti i media, e specialmente nei talk-shows, come emblematica della intenzione dei musulmani di convertire e sottomettere l’occidente. La prima cosa da osservare è che NON SI SA CHI L’ABBIA MAI PRONUNCIATA, visto che non si cita alcun nome. L’espressione “un autorevole personaggio musulmano” è infatti generica, e NON INDICA NESSUNO. E già questo semplice fatto, sta ad indicare che quella frase, con tutta probabilità, NON È MAI STATA PRONUNCIATA. E dobbiamo constatare con dispiacere che è stata riportata da un arcivescovo.

Germano Bernardini, assieme ad una delle sue frasi ad effetto. Cogliamo l’occasione per chiarire che i musulmani NON POSSONO pregare in una chiesa cattolica. A parte ogni discorso di opportunità, la sola presenza di immagini religiose impedisce la cosa. Dunque è un problema che non sussiste, per chi conosce la religione. Sarebbe possibile solo in una stanza separata dal luogo di culto, a condizione sempre che non vi siano immagini, in quanto gli angeli, che portano la preghiera dei musulmani a DIO, in tal caso non entrano nemmeno. Diversa è la partecipazione, il semplice assistere ad una celebrazione, che specialmente in occasione di un attentato come quello orribile perpetrato contro il prete in Francia, assumono evidentemente carattere politico e sociale di solidarietà, ma non religioso.

Germano Bernardini, assieme ad una delle sue frasi ad effetto. Cogliamo l’occasione per chiarire che i musulmani NON POSSONO pregare in una chiesa cattolica. A parte ogni discorso di opportunità, la sola presenza di immagini religiose impedisce la cosa. Dunque è un problema che non sussiste, per chi conosce la religione. Sarebbe possibile solo in una stanza separata dal luogo di culto, a condizione sempre che non vi siano immagini, in quanto gli angeli, che portano la preghiera dei musulmani a DIO, in tal caso non entrano nemmeno. Diversa è la partecipazione, il semplice assistere ad una celebrazione, che specialmente in occasione di un attentato come quello orribile perpetrato contro il prete in Francia, assumono evidentemente carattere politico e sociale di solidarietà, ma non religioso.

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SADAT – Il riferimento a Sadat, ex Presidente dell’Egitto, poi assassinato da un gruppo estremista terrorista (!), è del giornalista Piero La Porta.

Il giornalista Piero La Porta.

Il giornalista Piero La Porta.

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E questo La Porta compie lo stesso errore (ma si tratta veramente di semplice errore?) dell’arcivescovo. Riferendosi, infatti, a non meglio precisate “fonti attendibili” senza fare nomi e cognomi, invece che portare chiarezza, porta vaghezza. Per di più, v’è da dire che dipingere l’ex presidente dell’Egitto Sadat come un islamico fondamentalista che vuole invadere e sottomettere l’occidente è una pura assurdità. Infatti, chiunque conosca un minimo di storia sa che Sadat, che era persona che potrebbe esser definita al massimo come abbastanza religiosa, tutto era meno che un “integralista islamico”, visto che, ad esempio, beveva abitualmente whisky.

Anwar el-Sadat (1918-1981). Fu Presidente dell’Egitto dal 1970 al 1981. Firmò la pace di Camp David con Israele, che gli valse il Premio Nobel per la Pace, assieme all’israeliano Begin, nel 1978. Prima di essere assassinato, aveva effettuato migliaia di arresti tra gli oppositori musulmani.

Anwar el-Sadat (1918-1981). Fu Presidente dell’Egitto dal 1970 al 1981. Firmò la pace di Camp David con Israele, che gli valse il Premio Nobel per la Pace, assieme all’israeliano Begin, nel 1978. Prima di essere assassinato, aveva effettuato migliaia di arresti tra gli oppositori musulmani.

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Quanto al rapporto coi “Fratelli Musulmani” egiziani, riportiamo un brano della sua autobiografia, dal titolo “In cerca di una identità” (che già la dice lunga sul suo inesistente “estremismo islamico”), dove si evince la sua posizione politica, ben distinta da quella dell’organizzazione religiosa:

Il dottor Banna (Hàsan al-Banna, leader dei Fra,telli Musulmani, ndr) si mostrava sempre assai pieno di tatto e di sensibilità. Le sue parole erano evidentemente volte a cattivargli il mio cuore, le sue domande servivano a sondarmi. Voleva sapere, in altre parole, quali fossero esattamente le mie intenzioni. Ero perfettamente consapevole dei suoi propositi, e fu così che, durante uno di quei nostri incontri, mi decisi a dirgli: – Ascolti, sceicco Hàsan. Lei evidentemente si comporta in maniera troppo cauta, troppo prudente, oso dire senza nessuna necessità. Vuol sapere come stanno le cose? Bene, io sto cercando di costituire un’organizzazione militare per abbattere l’attuale regime. – Sorpreso, sbalordito addirittura, il dottor Banna restò a bocca aperta, ammutolito. Può darsi temesse che io fossi alle dipendenze dei servizi informativi, magari l’agente segreto di chissà quale organizzazione. Fui io a rompere il silenzio: – Proprio così, tento di promuovere una rivoluzione armata. E un considerevole numero di ufficiali dell’esercito, appartenenti a tutti i servizi, già operano al mio fianco -. Solo allora il dottor Banna si decise a venire al sodo, chiedendomi quali corpi dell’esercito erano dalla mia, su quali forze potevamo contare, quanti ufficiali ritenevo indispensabili per una rivoluzione del genere. Io risposi a tono, e allora il dottor Banna mi propose di coordinare le nostre rispettive attività. La mia risposta suonò: “Finora sono stato molto franco con lei. Mi permetta di esserlo ancora, e di dirle che la nostra organizzazione non è legata né è al servizio di nessun partito od organizzazione specifici; essa opera per l’Egitto tutto quanto. Voglio che questo sia chiaro fin dall’inizio”. Il dottor Banna replicò che era d’accordo, e soggiunse che riteneva sufficiente una cooperazione tra le rispettive organizzazioni. Poco dopo, riuscì a reclutare Abdul-Rauf, mio secondo in seno all’Organizzazione dei Liberi Ufficiali, che da quel momento prese a lavorare per la Fratellanza musulmana” (Anwar el-Sadat, IN CERCA DI UNA IDENTITA’, Club degli Editori, pag. 31-32).

Dunque, da queste righe si capisce che Sadat non era un estremista islamico, non voleva fare, e infatti non fece, una rivoluzione islàmica, ed era persino in “concorrenza” coi Fratelli Musulmani, che gli portavano via i militanti. E fu infatti in seguito assassinato da militanti di un gruppo terrorista estremista, con l’accusa di essere un nemico dell’Islàm. Figuriamoci poi, se potesse mai anche solo aver avuto in mente di invadere l’Occidente! E poi, giusto per completezza d’informazione, aggiungiamo che fu lo stesso Sadat a catturare e uccidere, nel 1949, Hasan al-Banna!

Hasan al-Banna (1906-1949), fondatore e leader dei “Fratelli Musulmani”.

Hasan al-Banna (1906-1949), fondatore e leader dei “Fratelli Musulmani”.

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Fin qui, l’”errore” di La Porta. Ma le “stranezze” non finiscono qui.

In quello stesso articolo, vi sono altre due “testimonianze” del tutto vaghe. E queste le dobbiamo invece all’arcivescovo Bernardini. Ecco la prima:

In occasione di un altro incontro islamo-cristiano, organizzato come sempre dai cristiani, un partecipante cristiano chiese pubblicamente ai musulmani presenti perché non organizzassero almeno una volta anche loro incontri del genere. L’immancabile autorevole musulmano presente rispose testualmente: «Perché dovremmo farlo? Voi non avete nulla da insegnarci e noi non abbiamo nulla da imparare». Un dialogo tra sordi? E’ un fatto che termini come “dialogo”, “giustizia”, “reciprocità”, o concetti come “diritto dell’uomo”, “democrazia”, hanno per i musulmani un significato completamente diverso dal nostro. Ma questo credo che sia ormai riconosciuto e ammesso da tutti.”

Ancora una volta, abbiamo a che fare con un “autorevole musulmano” di cui non è dato sapere nome e cognome! Come non è dato avere data e luogo di questo presunto “incontro islamo-cristiano”, né tantomeno registrazioni, o cose simili. Non è dato sapere nulla. Il lettore si deve fidare!

Ma poi abbiamo la perla, un colpo di genio per certi versi inarrivabile:

In un monastero cattolico di Gerusalemme c’era – e forse c’è ancora – un domestico arabo musulmano. Persona gentile e onesta, egli era molto stimato dai religiosi che ne erano ricambiati. Un giorno con aria triste egli dice loro: «I nostri capi si sono riuniti e hanno deciso che tutti gli “infedeli” debbono essere assassinati, ma voi non abbiate paura, perché vi ucciderò io senza farvi soffrire».”

In un monastero…” “un domestico…”, “i nostri capi…” insomma, il solito nulla, non un nome, né un luogo preciso, né alcuna conferma probatoria. NULLA DI NULLA.

Dunque, dobbiamo concludere che senza ombra di dubbio si tratta di affermazioni che non hanno alcun fondamento, ed evidentemente fabbricate ad arte per fomentare l’odio anti-islamico.

Per coloro che vogliono visionare l’articolo completo, possono cliccare qui.

Aggiungiamo solo che le esternazioni dell’arcivescovo erano probabilmente, a nostro parere, indirizzate a favorire un parere negativo del Vaticano nei confronti del proposto ingresso della Turchia nella UE, argomento all’epoca all’ordine del giorno. L’attentato alle Torri Gemelle era infatti di là da venire, ed il dramma del terrorismo non aveva ancora assunto le dimensioni assunte in seguito. Infatti nell’articolo non si parla di terrorismo, ma di invasione.

LE MODIFICHE DI ALLAM – Ora, abbiamo visto che l’articolo in questione poteva essere una buona base per condizionare l’opinione pubblica in senso anti-islamico, e così è stato.

Ma quando Magdi “Cristiano” Allam decide di scrivere il libro di cui sopra, e pensa di utilizzare quell’articolo, si accorge delle incongruenze, ed apporta alcune modifiche. Ecco cosa scrive il nostro a pagina 155:

Democrazia suicida e sharia vincente – Se c’è una sintesi corretta ed efficace della natura intrinseca della guerra promossa dal terrorismo dei taglia-lingue, è la frase di un alto dignitario islamico turco: «Grazie alle vostre leggi democratiche vi invaderemo; grazie alle nostre leggi religiose vi domineremo». È la sintesi perfetta che ci fa toccare con mano il fatto che la nostra democrazia, concepita nella sua dimensione formale e spogliata della sua dimensione sostanziale, si traduce in una gabbia che ci imprigiona, che si presta ad essere strumentalizzata dagli islamici, dai nemici della democrazia, per arrivare al potere e imporre la dittatura della sharia, della legge di Allah. Questo è il racconto fatto da Monsignor Giuseppe Bernardini, vescovo di Izmir, nel corso della Seconda assemblea speciale per l’Europa del Sinodo dei vescovi svoltosi in Vaticano il 13 ottobre 1999: “Durante un incontro ufficiale sul dialogo islamo-cristiano, un autorevole personaggio musulmano, rivolgendosi ai partecipanti cristiani, disse a un certo punto con calma e sicurezza: – Grazie alle vostre leggi democratiche vi invaderemo; grazie alle nostre leggi religiose vi domineremo – . C’è da crederci, perché il ‘dominio’ è già cominciato con i petrodollari, usati non per creare lavoro nei paesi poveri del Nordafrica e del Medio Oriente, ma per costruire moschee e centri culturali nei paesi dell’immigrazione islamica, compresa Roma, centro della cristianità. Come non vedere in tutto questo un chiaro programma di espansione e di riconquista?…”.

Si può notare come Magdi “Cristiano” Allam non fornisca i riferimenti alla fonte (del resto, non lo fa quasi mai: come diceva la Fallaci “la verità non mi ha mai interessato”), e si comprende perché: ha infatti censurato i riferimenti del vescovo Bernardini all’“immancabile autorevole musulmano” e al “domestico arabo musulmano”, che pur gli avrebbero fatto comodo, e non può averlo fatto per altro motivo che quello dell’inverosimiglianza. Il lettore può confrontare i due testi, e verificare da sé le manipolazioni. E quello dell’inverosimiglianza è anche il motivo per cui Allam trasforma quello che nell’articolo di Piero La Porta era l’egiziano Sadat, in un più funzionale “alto dignitario islamico turco” (naturalmente sempre, rigorosamente, senza citare nome e cognome): il riferimento a Sadat era infatti ridicolo.

Uno scopo importante degli scritti di Allam, forse il principale, è quello di spingere la società verso un governo autoritario, a democrazia sospesa. Vale a dire, si vuol convincere che c’è una religione che ci vuol dominare, che a tal scopo ci sta facendo la guerra, e che l’unico modo per vincere questa guerra è… sospendere le leggi democratiche. E la guerra civile dei musulmani contro i cristiani sarebbe funzionale a questo progetto. Questa tesi del resto non è di oggi, né è farina del sacco di Allàm, ma ha radici indietro nel tempo, ed è il progetto principale di alcuni rami della massoneria internazionale, che vogliono instaurare il “Nuovo Ordine Mondiale” con a capo un “tiranno illuminato”.

Il menzognero Magdi “Cristiano” Allam ha avuto addirittura la sfacciataggine di presentarsi alle elezioni con la lista, del tutto personale, “IO AMO L’ITALIA”. Per un egiziano come lui, non è male…

Il menzognero Magdi “Cristiano” Allam ha avuto addirittura la sfacciataggine di presentarsi alle elezioni con la lista, del tutto personale, “IO AMO L’ITALIA”. Per un egiziano come lui, non è male…

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Nelle prossime puntate, IDDIO volendo, continueremo lo smascheramento delle menzogne di Magdi “Cristiano” Allam: finora, abbiamo passato al setaccio la copertina e solo un paio di pagine di testo, e il libraccio è composto di 285 pagine!

Nel caso che l’articolo di Piero La Porta venisse tolto dal web, lo riportiamo qui sotto integralmente, evidenziando col colore verde le parti estrapolate da Allam.

-O-

OltreLaNotizia
Dalla Turchia un monito alla Chiesa sull’Islam

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ISLAM: mons. Germano Bernardini, arcivescovo di Smirne, in Turchia, mise in guardia la Chiesa e il mondo sin dal 1999. Riascoltiamolo in queste ore.

L’Arcivescovo di Smirne, in Turchia, mons. Germano Bernardini, pronunciò un intervento sul problema dell’Islam, al Secondo Sinodo di Vescovi d’Europa, il 13 ottobre 1999.

Il testo scritto fu consegnato alla segreteria del Sinodo.
Lo si può leggere qui.

Articolo pubblicato a giugno 2014.
OltreLaNotizia lo ripropone mentre la Turchia tenta di riconquistare la libertà.

Santo Padre, Eminenze, Eccellenze,
vivo da 42 anni in Turchia, paese musulmano al 99,9%, e sono arcivescovo di Izmir – Asia Minore – da 16 anni. L’argomento del mio intervento è quindi scontato: il problema dell’Islam in Europa ora e nel prossimo futuro. Ringrazio Mons. Pelatre e chi ha già parlato sull’argomento in questo prestigioso consesso, dispensandomi così da lunghi esami e dalle relative interpretazioni.

Il mio intervento è fatto soprattutto per rivolgere al S. Padre un’umile richiesta. Per essere breve e chiaro, prima riferirò tre casi che, data la loro provenienza, reputo realmente accaduti.

1° – Durante un incontro ufficiale sul dialogo islamo-cristiano, un autorevole personaggio musulmano [ndR, secondo fonti attendibili era Sadat Anwar (1918-1981), presidente della repubblica egiziana dopo la morte di Nasser-1970. Sadat venne assassinato dalla corrente integralista dei Fratelli musulmani, che pensavano invece ad una lotta armata], rivolgendosi ai partecipanti cristiani, disse ad un certo punto con calma e sicurezza: «Grazie alle vostre leggi democratiche vi invaderemo; grazie alle nostre leggi religiose vi domineremo».
C’è da crederci perché il “dominio” è già cominciato con i petrodollari, usati non per creare lavoro nei paesi poveri del Nord Africa o del Medio Oriente, ma per costruire moschee e centri culturali nei paesi cristiani dell’immigrazione islamica, compresa Roma, centro della cristianità. Come non vedere in tutto questo un chiaro programma di espansione e di riconquista?

Dialogo, giustizia, reciprocità, diritto dell’uomo, democrazia, hanno per i musulmani un significato completamente diverso dal nostro.

2° – In occasione di un altro incontro islamo-cristiano, organizzato come sempre dai cristiani, un partecipante cristiano chiese pubblicamente ai musulmani presenti perché non organizzassero almeno una volta anche loro incontri del genere. L’immancabile autorevole musulmano presente rispose testualmente: «Perché dovremmo farlo? Voi non avete nulla da insegnarci e noi non abbiamo nulla da imparare».
Un dialogo tra sordi? E’ un fatto che termini come “dialogo”, “giustizia”, “reciprocità”, o concetti come “diritto dell’uomo”, “democrazia”, hanno per i musulmani un significato completamente diverso dal nostro.
Ma questo credo che sia ormai riconosciuto e ammesso da tutti.

3° – In un monastero cattolico di Gerusalemme c’era – e forse c’è ancora – un domestico arabo musulmano. Persona gentile e onesta, egli era molto stimato dai religiosi che ne erano ricambiati. Un giorno con aria triste egli dice loro: «I nostri capi si sono riuniti e hanno deciso che tutti gli “infedeli” debbono essere assassinati, ma voi non abbiate paura, perché vi ucciderò io senza farvi soffrire».

Sappiamo tutti che bisogna distinguere la minoranza fanatica e violenta dalla maggioranza tranquilla e onesta, ma questa, a un ordine dato in nome di Allah o del Corano, marcerà sempre compatta e senza esitazioni. Del resto la storia ci insegna che le minoranze decise riescono sempre a imporsi alle maggioranze rinunciatarie e silenziose.

«I nostri capi si sono riuniti e hanno deciso che tutti gli “infedeli” debbono essere assassinati, ma voi non abbiate paura, perché vi ucciderò io senza farvi soffrire»

Sarebbe ingenuo sottovalutare o, peggio ancora, sorridere sui tre esempi che ho riferito; a me pare che si dovrebbe riflettere seriamente sul loro drammatico insegnamento.

Non è pessimismo il mio, nonostante l’apparenza. Il cristiano non può essere pessimista perché Cristo risorto e vivente; Egli è Dio, a differenza di ogni altro profeta o preteso tale. La vittoria finale sarà di Cristo, ma i tempi di Dio possono essere molto lunghi, e di solito lo sono. Egli è paziente e aspetta la conversione dei peccatori: nel frattempo invita però la Chiesa a organizzarsi e a lavorare per affrettare l’avvento del suo Regno.
E ora vorrei fare al Santo Padre una proposta seria: organizzare quanto prima se non un Sinodo, almeno un Simposio di vescovi e operatori della pastorale fra gli immigrati, con particolare riferimento agli islamici, allargandolo ai rappresentanti della chiesa riformata e agli ortodossi. La sua organizzazione potrebbe essere affidata alla CCEE (Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa, ndR) che ha in materia una lunga e collaudata esperienza, in collaborazione con la KEK (Conferenza delle Chiese europee, ndR).

Il Simposio dovrebbe servire per approfondire insieme il problema degli islamici nei paesi cristiani, e trovare così una strategia comune per affrontarlo e risolverlo in maniera cristiana e obiettiva. E’ indispensabile trovarsi d’accordo sui principi, anche se poi la loro applicazione varierà secondo i luoghi e le persone. Nulla è dannoso come il disaccordo sui principi!
Termino con un’esortazione che mi è suggerita dall’esperienza: non si conceda mai ai musulmani una chiesa cattolica per il loro culto, perché questo ai loro occhi è la prova più certa della nostra apostasia.
Grazie. Dixi.”

Mons. Germano Bernardini, al termine del Sinodo tornò a Smirne. All’età di 75 anni si ritirò a vita privata.

Le menzogne di Magdi “CRISTIANO” Allam – 1

Odio, violenza, morte e disumanità

Una locandina che pubblicizza il libro “Siamo in guerra”, di Magdi “Cristiano” Allam.

Una locandina che pubblicizza il libro “Siamo in guerra”, di Magdi “Cristiano” Allam.

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UN FALSIFICATORE D’ECCELLENZA – Da molti anni ormai, dilaga su tutta l’informazione “ufficiale” mass-mediatica la manipolazione, la distorsione, e sempre più spesso la falsificazione totale e brutale, dei contenuti del Messaggio Islamico.

Come abbiamo avuto modo di spiegare più volte in questo sito, questo atteggiamento è solo in piccola parte dovuto a scarsa cultura o scarsa informazione di coloro che scrivono, o che ne parlano in TV o alla radio.

Per la gran parte, il tutto è scaltramente diretto da forze massoniche che agiscono nell’ombra, dietro le quinte, operando una regia strategica di cui a volte neanche i manovali dei media si rendono conto.

L’obbiettivo, è quello di screditare i musulmani, suscitando l’odio popolare contro di loro e la loro religione, al fine di contrapporli agli altri credenti di altre fedi. Così, secondo i loro piani, si accelera la disgregazione delle società, in vista della dittatura del Nuovo Ordine Mondiale.

In Italia, una figura cardine di questo progetto, forse “la” figura cardine, è Magdi “Cristiano” Allam.

Magdi “Cristiano” Allam mentre vomita le sue menzogne contro l’Islàm in una trasmissione televisiva.

Magdi “Cristiano” Allam mentre vomita le sue menzogne contro l’Islàm in una trasmissione televisiva.

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Questo signore scrive sul quotidiano “Il Giornale”, ed è spesso intervistato da radio e TV.

La sua tesi principale è che gli atroci attentati terroristici che vengono messi in atto in tutto il mondo ormai da qualche anno, non sono dovuti a terroristi o a frange estremiste terroristiche, ma hanno la propria radice nella religione islamica. Dunque, è l’Islàm in sé, come religione, che sarebbe una religione terroristica. Di conseguenza, essendo “in guerra con l’Islàm”, l’occidente tutto dovrebbe combattere non i terroristi e le loro organizzazioni, ma l’Islàm in quanto religione, e di conseguenza tutti i musulmani indistintamente diventano dei nemici dell’occidente, e dell’umanità in generale, perché l’occidente viene da lui identificato con l’umanità.

Recentemente ha pubblicato un libro, titolato “Siamo in guerra”, che contiene distorsioni, manipolazioni e falsificazioni sull’Islàm praticamente in ogni riga, tanto che le nostre confutazioni dovranno necessariamente essere pubblicate a puntate, oltre a costituire l’ossatura di una nostra imminente iniziativa legale. Quella che segue è dunque solo la prima puntata della serie.

ODIO, VIOLENZA E MORTE – Alla pagina 64 del libro succitato si legge:

“… l’ideologia di odio, violenza e morte legittimata dall’islam nei confronti dei non musulmani, coranicamente condannati come traditori, rinnegati, apostati, ipocriti, nemici, infedeli, miscredenti, idolatri, associatori, o più esplicitamente ebrei e cristiani.

In questa “mitragliata” senza senso logico di aggettivi buttati lì appositamente e specificamente per innescare nel lettore sentimenti di angoscia e di paura, si lascia intendere che i non musulmani vengano definiti con tutti quei termini.

In realtà, alcuni di questi, come ad esempio l’espressione “ipocriti”, sono destinate infatti ai musulmani, che non fanno corrispondere la fede interiore al comportamento visibile, sono dei musulmani fuori, ma dentro no.

Come abbiamo sottolineato spesso altrove, la diversità affermata tra musulmani e non, nell’insegnamento islamico, è relativa innanzitutto all’altra vita, cioè alla vita dopo la morte. Per questa vita terrena, i non musulmani, secondo la dottrina islamica, hanno diritto assicurato a praticare la loro religione, non solo, ma fanno parte di una comunità protetta, che pagano una tassa fissa annuale pro capite slegata dal reddito, che sono in tutto e per tutto comunità distinta, con persino propri tribunali e magistrati distinti, e che non hanno altri obblighi nei confronti dei musulmani, nemmeno quello del servizio militare! Questo, oltre che in molti brani del Corano, è facilmente riscontrabile in tutti i più seri libri di storia.

C’è poi una Sura breve del Corano, molto conosciuta anche perché, essendo breve, è in genere una delle prime che il musulmano impara a memoria, che inquadra chiaramente la questione:

Dì: – O voi che rifiutate di credere,
io non adorerò ciò che voi adorate,
e voi non sarete adoratori di ciò che io adoro!
Io non sarò adoratore di ciò che voi adorate
E voi non sarete adoratori di ciò che io adoro!
A voi la vostra religione e a me la mia.”
(Corano, 109, Sùratu-l-kàfirùna,
Sura di coloro che rifiutano di credere).

L’opuscolo “Le Rivelazioni Meccane”, dello Shaykh ‘Abdurrahmàn Pasquini, da cui è tratto il brano coranico succitato. Di questo, come di tutti gli altri “Quaderni Islamici”, si consiglia caldamente la lettura. Per le ordinazioni, si vedano i nostri links.

L’opuscolo “Le Rivelazioni Meccane”, dello Shaykh ‘Abdurrahmàn Pasquini, da cui è tratto il brano coranico succitato. Di questo, come di tutti gli altri “Quaderni Islamici”, si consiglia caldamente la lettura. Per le ordinazioni, si vedano i nostri links.

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 Dunque, il Sublime Corano, nello stesso momento in cui afferma che vi sono persone che rifiutano di credere al messaggio islamico, stabilisce che esistono comunità diverse, che praticano religioni diverse e distinte, e che vivono in pace l’una accanto all’altra. E’ molto importante sottolinearlo, perché se si ragiona un attimo su questo, si capisce che i musulmani non hanno alcun motivo di odio nei confronti dei miscredenti. E oltre a questo motivo strettamente religioso, legato alla succitata disposizione coranica, che il musulmano è obbligato a rispettare, vi è anche l’organizzazione del sistema tributario islamico (così come previsto dalla pura dottrina islamica, e non come diversamente organizzato in quello che viene comunemente denominato “mondo islamico”) che chiarisce ancor meglio il punto.

LE TASSE PER I DIVERSAMENTE CREDENTI – Essendo infatti l’imposta coranica destinata ai musulmani, la zakah, proporzionale al reddito, consistente in un prelievo del 2,5% sul reddito stesso, e considerando che veniva prelevata solo se il musulmano possedeva una cifra in contanti equivalente a circa 2.500 euro, contanti che dovevano essere rimasti inutilizzati, cioè non spesi, almeno per un anno, ed essendo che la riscossione della zakah si affidava in pratica alla autodichiarazione del contribuente, non essendovi all’epoca modo alcuno per stabilire oggettivamente l’importo dovuto (eccetto nel caso di possesso di bestiame), risulta evidente che i musulmani, e specialmente i governanti musulmani, anche volendo tralasciare le indicazioni coraniche, che, lo ripetiamo, impongono ai musulmani di proteggere le minoranze religiose, non avevano alcun interesse a perseguitare i cristiani, gli ebrei, e gli altri, visto che queste minoranze, pagando invece una tassa annuale fissa ad personam (tra l’altro molto bassa), e dunque slegata dal reddito, rappresentavano l’unica fonte di entrata sicura per le casse dello stato islamico! E questo è dimostrato da tutta la storia della civiltà islamica dove ha avuto il potere politico, in tutto il pianeta. Si pensi solo a tutta la vasta zona abitata dai serbi sotto il dominio ottomano: essi hanno vissuto in questo regime per centinaia di anni, e non si sono mai convertiti, fino ad oggi! E non sono mai stati perseguitati! E così è stato nella Spagna musulmana, in India, nel Nordafrica, ecc. ecc. Ovunque. Per secoli e secoli. La sola eccezione è costituita dalla parte della penisola arabica oggi impropriamente denominata “Arabia Saudita”, la quale può esser paragonata per certi versi allo Stato Vaticano.

Le succitate affermazioni di Allàm sono dunque innanzitutto FALSE, e rappresentano poi, anche lette semplicemente così come sono scritte, grave incitamento all’odio e/o alla discriminazione nei confronti della religione islamica e dei musulmani. Perché è evidente che se si dipinge la religione islamica in sé stessa come portatrice, fomentatrice e fautrice di odio, violenza e morte contro tutto il resto dell’umanità, chi fa parte del resto dell’umanità e crede in queste affermazioni, non sente certo crescere dentro di sé simpatia per l’Islàm.

SULLA UMANITA’ – Alla pagina 64 si legge:

E’ un dato di fatto che il musulmano che conosce correttamente ed esaustivamente i testi religiosi, che crede e opera secondo quanto Allah ha prescritto nel Corano e quanto ha detto e ha fatto Maometto, che è consapevole che Allah e Maometto gli ordinano di prendere le distanze, odiare, combattere, uccidere, ridurre in stato di schiavitù tutti coloro che non facendo parte della comunità islamica sono da considerarsi nemici, che persegue fedelmente l’obiettivo di sottomettere all’islam l’insieme dell’umanità, che si rende disponibile a sacrificare la propria vita per far trionfare l’unica vera religione ovunque nel mondo, viene antropologicamente trasformato perché gli viene imposto di comportarsi in modo radicalmente diverso da ciò che ispira la nostra comune umanità. Per l’islam esiste la ummanità ma non la umanità, ossia le persone sono accettabili solo se fanno parte della umma, la nazione islamica, ma non sono accettabili a prescindere dalla loro adesione all’islam. Così come le persone stesse sono accettabili solo se sono credenti, mentre non sono accettabili se sono miscredenti…”.

Per tutte queste aberranti e diffamatorie affermazioni, valga quanto detto più sopra da chi scrive. Vi è solo da aggiungere riguardo alle ultime righe, particolarmente false e infami, che il definire la “nostra comune umanità”, intendendo con questo la concezione occidentale dell’umanità, come unica vera umanità (definendola “comune”), e contrapponendola a quella presunta ma inesistente “ummanità” islamica, si insinua neanche troppo sottilmente nel lettore che i musulmani non siano umani, che non posseggano umanità. Peraltro, tutto questo impianto è seccamente smentito da un famosissimo versetto coranico, che cita espressamente proprio la parola umanità:

Per questo abbiamo insegnato nella scrittura rivelata ai Figli d’Israele che chiunque uccida un uomo,
salvo che non si tratti di un omicida o di uno che diffonde la corruzione sulla terra,
è come se uccidesse tutta l’umanità,
mentre chi salva la vita ad un uomo è come se salvasse la vita a tutti gli uomini”
(Corano, 5, 32).

Da questo breve brano coranico si evince senza ombra di dubbio alcuno che l’Islàm, innanzitutto, tiene in gran conto la vita umana (e la pena di morte ivi prevista riguarda tutti gli uomini, di qualsiasi religione siano, che commettano determinati gravissimi reati), e poi, soprattutto, che nel messaggio islamico esiste una sola umanità, che comprende tutti gli uomini e le donne, e che dunque non esiste nell’insegnamento islamico una “ummanità” islamica separata e distinta dalla “comune umanità”. Esistono invece, comunità che hanno fedi religiose diverse, e che hanno diritto di praticarle in maniera distinta.

Anche in questo caso siamo dunque di fronte a grave diffamazione, falsificazione, e incitamento all’odio e alla discriminazione, nei confronti della religione islamica e di tutti i suoi praticanti. Perché, come abbiamo dimostrato, e IDDIO volendo, dimostreremo nelle prossime puntate, di qualsiasi orrore si vogliano accusare i musulmani, accusandoli di essere terroristi, false o vere che siano le accuse, nulla può essere ascritto al Sublime Corano e agli insegnamenti islamici. Accusa che invece costituisce il fondamento degli scritti di Magdi “Cristiano” Allam.

(1 – Continua)

Trattate bene le vostre mogli!

Un bel video ripreso anche da “Striscia la notizia”

Il musulmano saudita Khaled al-Saqaby nel video riportato integralmente da “Striscia la notizia”..

Il musulmano saudita Khaled al-Saqaby nel video riportato integralmente da “Striscia la notizia”.

Alcuni giorni fa, alcuni mass-media hanno riportato brevissimi brani di pochi secondi, tratti da un video del musulmano saudita Al-Saqaby, nei quali si lasciava intendere che la Shari’ah islamica imporrebbe ai mariti di picchiare le mogli.

A chi avesse sguardo attento, pareva in realtà molto strano che si potesse seriamente picchiare una persona con… un rametto lungo dieci centimetri!

In prima fila nel propagare questa infame falsità, si è trovata, come sempre quando si tratta di diffamare l’Islàm e i musulmani, SKYTG24, che operava una demoniaca manipolazione del contenuto del video, che ho visto con i miei occhi.

Nel generale panorama disinformativo, si è stavolta distinta l’emittente “Canale 5”, che all’interno del programma serale “Striscia la notizia”, ha riportato una corretta informazione sul video stesso, affermando giustamente che il contenuto era stato falsato, in quanto in realtà vi si affermava l’opposto.

Questa opera di corretta informazione si è poi completata con la pubblicazione, da parte del sito web di “Striscia la notizia”, del video in formato integrale, con la traduzione sottotitolata in lingua italiana.

Questo il testo visibile sul sito:

Su www.striscialanotizia.it è disponibile il video integrale del terapista di coppia saudita Khaled Al-Saqaby. Alcuni stralci della registrazione mandati in onda dalla maggior parte degli organi d’informazione mostravano il dottore intento a raccontare come fosse giusto per un uomo dell’Islam picchiare la propria donna. L’inviata del Tg satirico Rajae Bezzaz, invece, dopo aver controllato le fonti e aver recuperato il video integrale, ha dimostrato che le immagini trasmesse da diversi telegiornali erano state decontestualizzate dal filmato di Al-Saqaby, che in realtà affronta il problema della violenza sulle donne nel mondo islamico affermando: «Se tu, caro marito, stai mostrando i muscoli alla tua donna, ricorda che Allah è molto più forte di te. Non c’è prepotenza che non sarà ripagata con la stessa moneta. Un uomo dotato di umanità, bontà e gentilezza non tratta la madre dei suoi figli in modo da farle male».”.

Da parte nostra, invitiamo tutti, musulmani e non, a visionare il video, di soli quindici minuti ma molto bello e interessante, cliccando qui.

La pietà filiale nell’Islàm

Un opuscolo di Shaykh 'Abdurrahmàn Pasquini

La copertina dell'opuscolo di Shaykh 'Abdurrahmàn Pasquini.

La copertina dell’opuscolo di Shaykh ‘Abdurrahmàn Pasquini.

 

In questi tempi di teorie gender, “unioni civili”, massacri e nefandezze tra gay, e via delirando, ci sembra giusto, per respirare un pò d’aria sana, tornare alla famiglia, quella vera.

E il cardine centrale della dottrina islàmica sulla famiglia, che peraltro ricalca quella della tradizione semitico-veterotestamentaria, ripulita da aggiunte e manipolazioni indebite accumulatesi nei secoli, è l’OBBEDIENZA e il rispetto dei musulmani nei confronti dei genitori.

Senza queste basi, non c’è famiglia islàmica. E dunque, non c’è Islàm.

Proponiamo qui direttamente alcuni brani dell’opuscolo dello Shaykh ‘Abdurrahmàn Pasquini, di cui raccomandiamo vivamente la lettura integrale.

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Il corano ha sempre ragione

L'alcol fa male, sempre e comunque

La Dott.ssa Sally Davies, attuale Chief Medical Officer britannico.

La Dott.ssa Sally Davies, attuale Chief Medical Officer britannico.

 

La dottrina islàmica proibisce in maniera drastica, totale ed inequivocabile il consumo di bevande alcoliche e di ogni sostanza intossicante, ed assieme al consumo ne proibisce altrettanto severamente sia la produzione, sia il trasporto, oltrechè, naturalmente, anche lo scambio, vendita o cessione a qualsivoglia titolo. In poche parole, in una società islàmica le sostanze intossicanti, di qualunque tipo, non possono essere ammesse in alcun caso, e i trasgressori vanno severamente puniti. E naturalmente, anche il musulmano che vive in paesi dove tale consumo è permesso, non può mai farne uso.

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Iddio “non esiste”?

Una lezione-conferenza dello Shaykh
'Abdu‑r‑Rahmàn Pasquini

Lo shaykh 'Abdu-r-Rahmàn Rosario Pasquini.

Lo shaykh ‘Abdu-r-Rahmàn Rosario Pasquini.

 

IDDIO “non esiste”?

Sembra una stravaganza, ma vedendo il video, e soprattutto ascoltando attentamente, ci si accorgerà che non è così.

In questa lezione-conferenza, tenuta nel 2001 nel Canton Ticino dallo Shaykh ‘Abdu-r-Rahmàn Pasquini, si sviluppa una perfetta delucidazione intorno alla domanda che molti si sono posti, e si pongono tuttora: DIO esiste?

Consigliato a tutti: musulmani, diversamente credenti, atei e agnostici.

Per conoscere il profeta Muhammad (che iddio lo benedica e l’abbia in gloria)

Due libri da scaricare gratis

Mettiamo a disposizione gratuita dei nostri lettori due libri sul Profeta Muhàmmad, che IDDIO lo benedica e l’abbia in gloria.

Il primo, titolato “Esiste un uomo più grande?“, è il n. 52 della serie dei “Quaderni Islàmici” scritti dallo Shaykh ‘Abdu-r-Rahmàn Pasquini per le Edizioni del Calamo. E’ costituito da alcuni brani di scritti di illustri personalità della cultura occidentali, che non hanno potuto fare a meno di attestare la indiscutibile grandezza e nobiltà del Profeta Muhàmmad, che IDDIO lo benedica e l’abbia in gloria. Seguono poi 70 insegnamenti del Profeta stesso, che IDDIO lo benedica e l’abbia in gloria.

L'opuscolo n. 52 di Shaikh 'Abdu-r-Rahmàn Pasquini.

L’opuscolo n. 52 di Shaikh ‘Abdu-r-Rahmàn Pasquini.

 

Il secondo, titolato “Muhàmmad Profeta di DIO” è una delle primissime pubblicazioni del primo Centro Islàmico in Italia, che all’epoca si trovava in Via Anacreonte a Milano. Una utile carrellata sugli aspetti più salienti della vita terrena del Profeta, che IDDIO lo benedica e l’abbia in gloria.

 

Il libro edito molti anni fa dal Centro Islàmico di Via Anacreonte, a Milano.

Il libro edito molti anni fa dal Centro Islàmico di Via Anacreonte, a Milano.

 

Ci sembra la migliore risposta, oltre a quelle diamo direttamente ogni volta che possiamo, alle menzogne che vengono quasi quotidianamente diffuse sul conto dell’Islàm, dei musulmani, e del Profeta Muhàmmad, che IDDIO lo benedica e l’abbia in gloria.

Buona lettura.