Sigmund l’imbroglione

Freud e le false guarigioni della psicanalisi

Sigmund Freud

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Come abbiamo visto anche nel nostro articolo Rispettare i patti!1 una linea di demarcazione, fra le tante, che separa nettamente la civiltà islamica dall’occidente, è la scarsa o nulla considerazione che si ha in quest’ultimo universo per prerogative prettamente umane come la sincerità, il rispetto della propria parola e dei patti.

Citiamo a supporto alcuni brani del Sublime Corano:

“…Coloro che mantengono fede agli impegni presi, coloro che sono pazienti nell’avversità e nelle ristrettezze; quelli sono i veritieri, quelli sono i timorati.
(Corano, 2, 177).

O voi che credete temete ALLAH e state con i sinceri.
(Corano, 9,119).

O credenti, temete ALLAH e parlate onestamente
(Corano, 33, 70).

L’abitudine alla menzogna che si riscontra sempre più frequentemente nel mondo in cui viviamo, ha contagiato tutti gli ambienti della società, anche e in special modo quelli che vengono di solito considerati come gli ambienti più seri, quelli cosiddetti “scientifici”.

La psicanalisi, disciplina fondata da Sigmund Freud, è uno degli spazi culturali dove il fallimento dell’occidente si evidenzia maggiormente, anche se le problematiche ad essa connesse sono in genere poco conosciute dal grande pubblico. Si ritiene generalmente questa pseudo-scienza come un cardine imprescindibile del progresso moderno e della razionalità, mentre invece sempre di più ne viene a galla il carattere marcatamente ideologico e (nella migliore delle ipotesi) filosofico.

A dire il vero, molti studiosi non mancarono di esternare le loro perplessità fin dall’inizio dell’avvento del freudismo, al primo definirsi dei suoi contenuti teorici. Tra i tanti, ricordiamo il filosofo Karl Popper, il quale sosteneva che la psicanalisi (così come l’evoluzionismo darwiniano), non potendo venir falsificata, non poteva esser considerata una disciplina scientifica. Vi fu poi chi ne metteva in dubbio persino la concreta esistenza: “Dobbiamo affrettarci a studiare la psicanalisi finchè possiamo, perché presto non saremo più capaci di capire le sue caratteristiche, e per una buona ragione: la psicanalisi non è mai esistita!2.

Il filosofo Karl Popper definì le teorie freudiane come non scientifiche.

Il filosofo Karl Popper definì le teorie freudiane come non scientifiche.

Tanto per cominciare, proponiamo alcuni casi provati di false guarigioni. Sì, perché Freud ha innanzitutto dato un quadro del tutto alterato dei pazienti da lui “curati” (si fa per dire), arrivando a costruire un’immagine vincente della psicanalisi, del tutto fasulla.

DORA L’ISTERICA – Una ragazza quattordicenne di nome Ida Bauer (alla quale, in osservanza al criterio presunto scientifico della privacy, peraltro da lui violato più volte, cambiò arbitrariamente il nome in Dora, che era il nome della bambinaia della sorella), si presentò nel suo studio con tosse, perdita della voce, depressione, irritabilità, emicranie insistenti e pensieri di suicidio. L’antefatto era che aveva subito ripetute molestie da un amico di suo padre, ed aveva reagito con uno schiaffo, e costui aveva ribaltato la situazione accusandola di essere lei una maniaca sessuale; dunque, per Freud, una ragazza che si sente disgustata dalle avance di un maiale, è… un’isterica! E le attribuisce questa patologia (questa sì, inventata) mediante una serie incredibile di interpretazioni fantasiose a base, naturalmente, sessuale, che qui risparmio al lettore. Freud parlò in seguito di “guarigione finale dall’isteria” e di Dora come ragazza guarita, “nuovamente restituita alla vita3. Ma non era vero.

Alcuni anni dopo Dora era diventata atrabiliare, soffriva di zoppia ed era afflitta da vertigini di Menière. Disturbi digestivi cronici a lungo trascurati da un punto di vista somatico sfociarono in un tumore al colon che, diagnosticato troppo tardi, la portò alla morte nel 19454.

IL PRESIDENTE SHREBER – Il Presidente Schreber era un illustre magistrato, ad un certo punto della sua vita approdato alla pazzia. Scrisse un libro divenuto poi famoso, Memorie di un malato di nervi.

Qui c’è poco da dire. Basti notare che Freud scrisse nel 1911 un libro sull’analisi della sua malattia, intitolato Osservazioni psicoanalitiche su un caso di paranoia (dementia paranoides) descritto autobiograficamente (Caso clinico del presidente Schreber), senza averlo mai incontrato! Quel che a lui premeva, era evidentemente propagandare le sue teorie romanzesco-ideologico-filosofiche, e non il progredire della scienza, ed ancor meno la salute mentale delle persone.

L’UOMO DEI LUPI – Sergei Pankejev, da Freud chiamato l’Uomo dei Lupi, un aristocratico ricco e viziato, si presentò nello studio di Freud dichiarando di soffrire di crisi d’angoscia, paura degli animali, ossessioni erotiche. Dopo un’analisi durata quattro anni (per una modica cifra che corrisponderebbe oggi a circa cinquecentomila euro: non si tratta certo di terapie a beneficio di tutta l’umanità!), Freud scrisse di “guarigione”5. Ma fu smentito, anni dopo, dallo stesso paziente, che, dopo la “guarigione” operata da Freud, fu seguito da altri dieci psicanalisti fino alla sua morte:

Tutta la faccenda mi fa l’effetto di una catastrofe. Mi trovo nelle stesse condizioni in cui ero prima di entrare in cura da Freud… Invece di farmi del bene, gli psicoanalisti mi hanno fatto del male”.

“Credi in me. Io sono un dottore.” L’immagine di Freud viene usata per dare un’immagine di serietà

“Credi in me. Io sono un dottore.” L’immagine di Freud viene usata per dare un’immagine di serietà.

Non bastasse tutto questo, abbiamo un frammento di una lettera scritta dallo stesso Freud, dove si confessa la scarsa (eufemismo per non dire nulla) efficienza terapeutica della psicanalisi:

La cura viene chiamata sbiancamento di negro. Non del tutto a torto se ci solleviamo al di sopra del livello riconosciuto della medicina interna. Mi consolo spesso dicendomi che se siamo così poco efficienti a livello terapeutico, almeno impariamo perché non possiamo esserlo di più6.

In Freud, peraltro, la menzogna va di pari passo con una scarsissima considerazione per i pazienti, come si evince chiaramente da questo passo, tratto da una lettera scritta a Edoardo Weiss, l’11 febbraio 1922:

Solo pochi malati sono degni degli sforzi che noi dedichiamo loro, perciò la nostra posizione non deve essere terapeutica, ma dobbiamo ritenerci felici di avere imparato qualcosa da ogni caso”.

Dunque, Freud ha falsificato scientemente i risultati delle sue “terapie” in più di un’occasione, allo scopo di costruire sul nulla il mito della psicoanalisi che cura e guarisce. Ciò, allo scopo sostanziale di aumentare la sua fama e le sue ricchezze, sulla base di un ignobile disprezzo per le persone “in cura”. Ed in questo, cioè nel mentire, nel manipolare, nel distorcere, il Sigmund si è dimostrato degno moderno erede della tradizione occidentale.

1 Vedi la sezione Storia di questo sito.

2 Borch/Jacobsen, The Freud Files, Cambridge UP, p. 14.

3 S. Freud, Frammento di un’analisi d’isteria, IV, 402.

4 M. Onfray, Crepuscolo di un idolo. Smantellare le favole freudiane, Ponte Alle Grazie, Bergamo 2011, p..

5 S. Freud, Dalla storia di una nevrosi infantile, VII, 592.

6 S. Freud, Lettera a Ludwig Binswanger, 28 maggio 1911.