Tutti gli articoli di Massimo abdul Haqq Zucchi

MISFATTI E PROSPETTIVE DI UN “MASSONE ANOMALO” L’espansionismo del guerrafondaio Erdogan

1 – Il ruolo della Turchia nel progetto massonico pentalphiano

Il leader turco Erdogan.

Il leader turco Erdogan.

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Da un po’ di tempo, dopo un primo periodo in cui si è dedicato alla scalata al potere, il leader turco Erdogan sta assumendo un ruolo decisamente interventista nel medioriente, dopo aver consolidato il suo potere anche per mezzo di numerosissimi arresti di suoi oppositori, veri o presunti,.

Ma questo ruolo non se lo è ritagliato e costruito solo grazie alle sue pur notevoli capacità, bensì gli è stato sostanzialmente assegnato (a lui come persona, ma anche al suo paese in quanto nazione, la Turchia), da circoli massonici internazionali molto potenti. In particolare, dalla Ur-Lodge (Super Loggia transnazionale) massonica “Hathor Pentalpha”.

IL VERO POTERE E’ MASSONE” – E’ la massoneria che ha, ma soprattutto gestisce, il potere, praticamente ovunque, o quasi. Ma il vero potere, quello decisivo, quello che si esercita a livello mondiale e internazionale, ha scavalcato da molto tempo le logge massoniche locali, o nazionali, per spostarsi e strutturarsi a livello sovranazionale: non sono più le logge quindi, quelle che contano veramente, ma le superlogge.

Le “Ur Lodges” massoniche sono, a detta del massone Gioele Magaldi,

“… superlogge che nascono costitutivamente su base cosmopolita e vocazione identitaria e operativa sovranazionale. Queste superlogge, da quando sono nate, hanno affiliato sempre e soltanto i più eminenti e ragguardevoli membri della massoneria ordinaria che si sono trovati così nella preziosa condizione di muoversi con disinvoltura in entrambi gli ambienti e di disporre dei migliori strumenti dell’uno e dell’altro circuito per conseguire le loro finalità. Aggiungiamoci l’iniziazione ex-novo di donne e uomini profani ma di particolare prestigio politico, economico-finanziario, mediatico, ecclesiale, intellettuale, artistico, eccetera…”.

Il libro del massone Gioele Magaldi, che porta per la prima volta alla conoscenza del grande pubblico l’esistenza delle superlogge transnazionali massoniche.

Il libro del massone Gioele Magaldi, che porta per la prima volta alla conoscenza del grande pubblico l’esistenza delle superlogge transnazionali massoniche.

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Quindi, oltre a presumibili interessi di tipo esoterico, è evidente come in cima a tutti gli interessi di questi signori, ci sia il potere. Non si spiega infatti diversamente l’iniziazione “ex-novo”, cioè di persone che non abbiano esperito il normale iter iniziatico massonico, di persone influenti in tutti i rami decisivi della società.

Le Ur-Lodge si dividono in due correnti principali: quelle “conservatrici”, e quelle “progressiste”. Metto tra virgolette questi termini perché possono valere come convenzioni approssimative, a patto di non assegnare a questi termini valore definitivo e/o esatto. Per di più, nel corso degli anni sono state costituite superlogge che si sono, almeno nelle intenzioni, volute collocare come “mediatrici” o “di compromesso” fra le due principali correnti di pensiero. Dunque, se è vero che esiste una progettualità che mira a costruire un “Governo Mondiale”, è anche vero che vi sono progetti diversi, e spesso molto conflittuali tra loro. E conflittuali significa che questi conflitti possono generare, e hanno infatti generato, catastrofici conflitti mondiali, con milioni e milioni di vittime.

La prima Ur-Lodge risale al 1849, ed è la progressista “Thomas Paine”.

Il Mahatma Gandhi era un affiliato alla Ur-Lodge progressista “Thomas Paine”

Il Mahatma Gandhi era un affiliato alla Ur-Lodge progressista “Thomas Paine”

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Quel che interessa ora, è rilevare come tutta la storia degli ultimi quasi due secoli sia stata decisa da queste superlogge, a volte in guerra coi rispettivi schieramenti, a volte in periodi di “pax massonica”.

Per la gran parte del tempo, lo scontro si è avuto tra una concezione più “democratica” della società, da una parte, e una concezione più aristocratica, dall’altra, con quest’ultima, dagli anni Sessanta-Settanta in poi, decisamente vincente.

A partire dagli ultimissimi anni Novanta, si è andato costituendo un gruppo di persone, che hanno rotto con l’ala neoaristocratica, in senso però ancora più estremista: nasce così la Ur-Lodge “Hathor Pentalpha”. Che si costituisce fin dall’inizio con un pacchetto ideologico-programmatico ben preciso, che ha un autore ed un manifesto ideologico facilmente individuabile.

George H. W. Bush, presidente USA dal 1989 al 1993 condusse la prima guerra della coalizione-USA contro l’Iraq, nel 1991. E’ stato il fondatore, con altri, della superloggia massonica “Hathor Pentalpha”, responsabile di tutto il terrorismo nel mondo dall’11 settembre 2001, compreso, in poi.

George H. W. Bush, presidente USA dal 1989 al 1993 condusse la prima guerra della coalizione-USA contro l’Iraq, nel 1991. E’ stato il fondatore, con altri, della superloggia massonica “Hathor Pentalpha”, responsabile di tutto il terrorismo nel mondo dall’11 settembre 2001, compreso, in poi.

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HUNTINGTON E LO “SCONTRO DELLE CIVILTA’” – Nel 1996 uscì un libro che è passato alla storia. S’intitolava “The clash of civilizations and the remaking of world order”, e lo scrittore era Samuel Huntington, docente accademico e studioso di politica estera. Dopo un suo articolo del 1993, che suscitò numerose critiche e interesse, sia in senso negativo che positivo, il libro ebbe un successo planetario, tanto che, a tutt’oggi, è considerato un classico del pensiero neoaristocratico, anche dai detrattori.

Il libro di Samuel Huntington, un vero e proprio manifesto programmatico della Ur-Lodge “Hathor Pentalpha”, origine di guerre e terrorismo in tutto il mondo

Il libro di Samuel Huntington, un vero e proprio manifesto programmatico della Ur-Lodge “Hathor Pentalpha”, origine di guerre e terrorismo in tutto il mondo

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La tesi di questo libro divide il pianeta, dopo il crollo del muro di Berlino, in nove aree stabilite come culturalmente omogenee, chiamate per brevità “civiltà”:

  • Civiltà occidentale (USA, Europa, Australia…)

  • Civiltà latino-americana

  • Civiltà africana

  • Civiltà islamica

  • Civiltà sinica (Cina e affini)

  • Civiltà indù

  • Civiltà ortodossa (Russia e affini)

  • Civiltà buddista

  • Civiltà giapponese.

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Huntington sosteneva che fosse opportuno mantenere queste civiltà sostanzialmente definite e separate, pur se collaboranti, all’interno di un futuro Nuovo Ordine Mondiale.

Naturalmente, lui guardava innanzitutto a quello che per lui è l’interesse dell’Occidente, in special modo degli USA, e da quel punto vista, secondo lui la politica USA avrebbe dovuto essere di collaborazione e influenza con le altre civiltà, ad eccezione di quella islamica e di quella sinica, da tenere a bada e contrastare in ogni tentativo di espansione socio-economico culturale.

Un mondo diviso, in sostanza il contrario di una umanità multietnica e multiculturale. Con gli USA che devono tenere unita a sé a tutti i costi l’Europa, e che devono tenere lontani l’Islàm e la Cina.

“… Al livello generale, o macrolivello, la frattura principale è fra l’Occidente e gli altri, con i conflitti più intensi destinati a scoppiare tra le società musulmane e asiatiche da un lato, e quella occidentale dall’altro. Gli scontri più pericolosi del futuro nasceranno probabilmente dall’interazione tra l’arroganza occidentale, l’intolleranza islamica e l’intraprendenza sinica.”.

Questa avversione profonda verso l’Islàm, e la contemporanea avversione, altrettanto e forse ancor più profonda, verso la Cina, furono comprese subito (fin dal 1994, cioè quando il libro di Huntington non era ancora uscito!) alla perfezione dal leader libico Gheddafi, che conseguentemente auspicò una vera e propria alleanza dei musulmani con la Cina:

Nuovo Ordine Mondiale significa che ebrei e cristiani controllano i musulmani, e se possono far questo, domani domineranno il confucianesimo e le altre religioni in India, Cina e Giappone… Ciò che cristiani ed ebrei vanno oggi affermando è questo: dopo aver distrutto il comunismo, ora l’Occidente deve distruggere l’islamismo e il confucianesimo… Noi ci schieriamo dalla parte del confucianesimo, e alleandoci ad esso e combattendo al suo fianco in un unico fronte internazionale elimineremo il nostro nemico comune. E dunque noi, in quanto musulmani, sosterremo la Cina nella sua lotta contro il nostro comune nemico… Auspichiamo la vittoria della Cina…”.

Ovviamente, non si tratta qui di questionare la giustezza o meno della impostazione di Huntington, ma di sottolinearne le applicazioni che ne sono state fatte in seguito, e soprattutto da chi, e come.

Per ora, sottolineo solo come, riguardo all’Islàm, Huntington sbagli di grosso le sue valutazioni, dando valore solo agli storici, o presunti tali, che vedono i rapporti storici tra Islàm e Occidente esclusivamente come conflittuali, mentre ignora del tutto i contributi di numerosi studiosi insigni, cito fra tutti l’italiano Franco Cardini, che invece sottolineano come, accanto a periodi di scontro bellico, vi siano stati anche lunghi periodi di pace, e anche di floridi scambi sia economici che culturali.

Oltre a questa grave errata valutazione della storia, si nota anche una sua conoscenza della religione islamica quantomeno lacunosa, allorché, essendo ignorante in materia, attribuisce, prendendo spunto dalla realtà della religione cristiana, carattere missionario anche a quella islamica:

“… Entrambe, infine, sono religioni a forte vocazione missionaria, convinte che i propri adepti abbiano l’obbligo di convertire i non credenti all’unica vera fede…”.

Ora, senza fare un discorso sulle conquiste, che ci porterebbe lontano, voglio solo sottolineare che, a differenza delle conquiste cristiane, che hanno portato, oltre a dei veri e propri genocidi in qualche caso, alla sparizione di ogni altra religione, comprese le cosiddette “eresie”, le conquiste islamiche hanno lasciato in vita le altre religioni, conferendo anzi loro lo status di religioni protette, e questo in ottemperanza a ben precisi precetti coranici, che vietano costrizioni di qualsiasi tipo in materia religiosa.

Dunque, questo presupposto falso, non so dire quanto in buona fede, porta Huntington a creare l’immagine artificiosa (si ricordi sempre che lui ha cominciato a scrivere queste cose nel 1993, quando ancora non si era avuta la stagione degli attentati terroristici “di matrice islamica”) dell’Islàm come minaccia per l’Occidente.

Per quel che più interessa noi europei, c’è un legame stretto, secondo Huntington, tra il contrasto all’Islàm e l’Unione europea, e l’unione-alleanza di questa con l’Occidente egemonizzato dagli USA:

Nello scontro di civiltà in atto, Europa e America sono destinate a restare unite o a perire”.

Questo, nell’applicazione che ne farà la massoneria succitata, vorrà dire che Europa e America vanno tenute insieme con le buone o con le cattive. Cioè, anche usando il terrorismo come metodo politico di “convincimento” (tutti gli attentati compiuti in Europa avevano ed hanno questo obbiettivo, cioè quello di creare una pressione sui governi dei paesi colpiti dal terrorismo, per influenzarne o modificarne gli indirizzi politici, oltre a quello di fomentare nell’opinione pubblica l’odio contro la religione islamica).

E riguardo ai rapporti con l’Islam, si rispolvera addirittura l’espressione “guerra fredda” del periodo 1945-1990; e lo si dice sottoscrivendo appieno le parole dello studioso inglese Barry Buzan:

“… una Guerra fredda contro l’Islàm aiuterebbe a rafforzare enormemente l’identità europea in un’epoca cruciale del processo di costruzione del processo di costruzione dell’Unione europea… potrebbe benissimo esistere in Occidente una vasta comunità disposta non solo a promuovere una Guerra fredda con l’Islàm, ma ad adottare strategie politiche volte ad incoraggiarla.”.

Ora, è chiaro a tutti che degli attentati terroristici che fanno strage (solamente) di civili, rivendicati da presunti stati islamici o organizzazioni islamiche, instillando nelle masse l’odio anti-islamico, facilitano molto la promozione di questa “Guerra Fredda” contro l’Islàm.

GLI STATI-GUIDA E IL MONDO ISLAMICO

Ma, come abbiamo già accennato, il disegno di Huntington, nonostante auspichi che l’Occidente mantenga una superiorità soprattutto tecnologica e militare sul resto del mondo, non si risolve affatto in una dittatura planetaria dell’Occidente stesso, ma prefigura invece una situazione in cui ogni civiltà si governi da sé, in spirito di non contaminazione con le altre civiltà, ma ognuna in sostanziale separazione e distinzione dalle altre.

Questo perché egli ritiene che una penetrazione solamente parziale della civiltà occidentale, che egli ritiene comunque superiore alle altre, all’interno delle altre civiltà, sia dannosa all’agognato Nuovo Ordine Mondiale. Dunque, se è da evitare il contaminare la civiltà occidentale con elementi di altre civiltà, viene paventato anche il movimento in senso opposto:

“… Viceversa, una volta inoculato in un’altra società, il virus occidentale è difficile da espungere. Non è letale ma permane nell’organismo; il paziente sopravvive, ma non guarisce mai. I leader politici possono fare la storia, ma non possono sfuggirvi. Producono paesi in bilico, non creano società occidentali. Infettano il proprio paese con una schizofrenia culturale che finisce col diventarne l’elemento costante e caratterizzante”.

Dunque, questa visione potrebbe essere definita come separatismo, in contrapposizione all’universalismo, che invece concepisce e auspica le culture di tutto il mondo in continua, pacifica, contaminazione reciproca e reciproco arricchimento e miglioramento, e dunque avvicinamento. E Huntington riassume il suo punto di vista molto efficacemente, nelle ultime pagine del suo libro, in due righe fulminanti:

In un mondo a più civiltà, l’unica strada costruttiva è rinunciare all’universalismo, accettare la diversità e cercare le comunanze”.

È dunque, questo immaginato da Huntington, un mondo multiculturale, ma fatto di società monoculturali, perché un governo mondiale monoculturale è da lui giudicato non realizzabile:

Un mondo multiculturale è inevitabile perché l’impero planetario è qualcosa di inconcepibile… La sicurezza del mondo richiede l’accettazione del pluralismo culturale su scala mondiale”.

E questo pluralismo funzionerà così:

Il mondo sarà ordinato per civiltà, o non lo sarà affatto. Al suo interno, gli stati guida delle diverse civiltà prendono il posto delle superpotenze, si ergono a tutori dell’ordine all’interno delle rispettive civiltà nonché, mediante negoziati con altri stati guida, nei rapporti tra esse”.

Ma perché, anziché combattere la conflittualità, bisogna accentuarla?

La conflittualità è universale. Odiare è umano. Per potersi definire e per trovare le opportune motivazioni, l’uomo ha bisogno di nemici: concorrenti in affari, avversari in qualsiasi tipo di competizione, rivali in politica…”.

Non si poteva essere più chiari: ci vuole un nemico, per cementare l’unità europea, e questo nemico è l’Islàm (con la Cina sullo sfondo, e con la Russia che ora è un nemico, in quanto Putin è giudicato “non consono” al progetto del Nuovo Ordine Mondiale). Bisogna capire, però, che queste convinzioni teoriche si sono poi tramutate in attentati terroristici, che fungono benissimo agli scopi suesposti. E naturalmente, questo tipo di progetto ha come perno principale il progettare e favorire tutto ciò che possa contribuire ad esasperare le differenze tra le civiltà, allo scopo di tenerle separate.

L’attentato al locale “Bataclan” di Parigi, dove furono massacrate più di cento persone, il giorno 13 dicembre del 2015. Abbiamo scritto un approfondimento sui retroscena massonici dell’attentato: http://www.civiltaislamica.it/terrorismo/templari-2/ .

L’attentato al locale “Bataclan” di Parigi, dove furono massacrate più di cento persone, il giorno 13 dicembre del 2015. Abbiamo scritto un approfondimento sui retroscena massonici dell’attentato: http://www.civiltaislamica.it/terrorismo/templari-2/ .

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Ma è stato poi chiaro che il metodo da seguire, verso questo mondo “separatista”, è quello di accentuare il più possibile le diversità (specialmente nei confronti di Cina e Islàm), con tutti i mezzi possibili e immaginabili. Compreso il terrorismo. Ed arriviamo così agli “stati-guida”.

In conseguenza di ciò, infatti Huntington giunge infine a teorizzare la necessità della formazione, laddove già non esistano, di stati che svolgano, all’interno di un “nuovo Ordine Mondiale” prefigurato come abbiamo illustrato, il ruolo di guida della civiltà cui appartengono.

Lo scrittore Samuel Huntington (1927-2008), autore del libro “Lo scontro delle civiltà e il Nuovo Ordine Mondiale”.

Lo scrittore Samuel Huntington (1927-2008), autore del libro “Lo scontro delle civiltà e il Nuovo Ordine Mondiale”.

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Rimanendo al mondo islamico, dopo aver passato in rassegna i paesi musulmani più importanti, ed averli scartati per motivi diversi, il nostro Samuel individua il paese giusto per fungere da stato-guida in questo modello, per le sue caratteristiche economico-geografiche, di popolazione e di storia: la Turchia. Eccone le motivazioni, con un interessante, ma solo apparentemente contraddittorio, invito ai turchi ad abbandonare il laicismo di matrice ataturkiana:

La Turchia possiede la storia, la popolazione, il livello medio di sviluppo economico, la coesione nazionale, la tradizione e la competenza militare necessari a fungere da stato-guida dell’Islàm… (ma) fino a quando la Turchia continuerà a proclamarsi uno stato laico, la leadership dell’Islàm le sarà preclusa. Cosa accadrebbe, tuttavia, se la Turchia mutasse la propria identità? Prima o poi, potrebbe decidersi ad abbandonare il proprio frustrante e umiliante ruolo di mendicante che implora di essere ammesso in Occidente e riappropriarsi del ben più prestigioso ruolo storico di principale interlocutore islamico e antagonista dell’Occidente… Tra i paesi musulmani, la Turchia è l’unica che possa vantare profondi legami storici con i musulmani dei Balcani, del Medio Oriente, del Nord Africa e dell’Asia centrale. Presumibilmente la Turchia potrebbe “fare come il Sudafrica”: abbandonare il proprio secolarismo in quanto estraneo alla propria natura, così come il Sudafrica ha abbandonato l’apartheid, trasformandosi così da stato paria a stato guida della propria civiltà. Avendo provato il meglio e il peggio dell’Occidente con il cristianesimo e l’apartheid, il Sudafrica è particolarmente qualificato ad assumere il ruolo di stato-leader dell’Africa. Avendo sperimentato il meglio e il peggio dell’Occidente in materia di secolarismo e democrazia, la Turchia potrebbe essere altrettanto qualificata al ruolo di leader dell’Islàm. Perché ciò possa accadere, tuttavia, la Turchia dovrebbe ripudiare l’eredità di Ataturk in modo ancor più deciso di quanto la Russia abbia ripudiato quella di Lenin. Avrebbe altresì bisogno di un leader del calibro di Ataturk, un uomo in grado di conquistare la legittimità religiosa e politica necessaria per trasformare la Turchia da un paese in bilico in uno stato guida”.

Certo, fa impressione leggere da un super neoaristocratico di destra americano, che non ha alcuna simpatia per l’Islàm, la perorazione della causa di uno stato-guida per l’Islàm, addirittura con tanto di augurio di trovare un leader “del calibro di Ataturk”! Ma proprio qui sta l’essenza del progetto di Huntington: per garantire l’ “ordine” da lui sognato, le diverse civiltà vanno “ordinate” assegnando, dove tale ruolo non c’è, uno stato-guida per ciascuna. Ovviamente, questi stati-guida devono essere rispettosi dell’ordine che si andrà a costituire. Il “patto” sta nel fatto di mandare al potere una persona contigua con questo progetto, e ricompensarla, oltre agli ovvi privilegi connaturati all’esercizio del potere, coll’alleanza garantita a chi assume coscientemente questo ruolo. Deve essere chiaro, cioè, che tutto avviene nell’ambito di reciproci patti. In poche parole, “ti mandiamo al potere, e diamo alla Turchia il ruolo di stato-leader dell’Islàm, ma tu in cambio garantisci fedeltà al progetto, tua e di chi ti succederà al potere”. Ingegnoso, ma chiarissimo.

Ma questo, sarà chiaro più avanti.

Intanto, entra in gioco il nostro Erdogan.

Infatti, il ramo più estremista e più terrorista della massoneria reazionaria e neo-aristocratica, sceglierà, fin dagli ultimissimi anni Novanta, la Turchia, e in particolare il massone Erdogan, come “guide” della civiltà dell’Islàm.

Nel 2000, il “massone anomalo” (così lo definisce Gioele Magaldi) Recep Tayyip Erdogan, viene affiliato alla Ur-Lodge massonica “Hathor Pentalpha”, responsabile di praticamente tutto il terrorismo nel mondo, dall’attentato alle Torri Gemelle fino ad oggi.

A seguito di sua insistita richiesta.

  1. continua.

ALLA RICERCA DI DIO

Una conferenza su Papa Francesco, le religioni, e la nuova civiltà

Il podcast della conferenza tenuta a Viterbo da Massimo Zucchi e Paolo Franceschetti.

Il podcast della conferenza tenuta a Viterbo da Massimo Zucchi e Paolo Franceschetti.

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Il 25 gennaio 2018, si è tenuta, presso il Caffè Letterario di Viterbo, una conferenza speciale, e abbastanza inusuale, in quanto c’è stata la presentazione, contemporaneamente, di due libri di due autori diversi.

Paolo Franceschetti, avvocato, e studioso di religioni, esoterismo, e delitti esoterici in particolare, presentava il suo ultimo libro, “Alla ricerca di Dio – Dalla religione ai Maestri Contemporanei”, Edizioni Risveglio.

Il libro di Paolo Franceschetti

Il libro di Paolo Franceschetti

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Il sottoscritto presentava il suo libro su Papa Francesco, “Comandante Bergoglio – Papa Francesco visto da un musulmano italiano”, Edizioni Civiltà Nuova.

Il libro del sottoscritto

Il libro del sottoscritto

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Una identica intenzione, da parte di entrambi gli autori, di sottolineare il comune substrato di pace e misericordia che caratterizza, al di là delle pure importanti differenze dottrinali, tutte le tradizioni religiose.

In occasione del quinto anniversario dell’inizio del pontificato di Papa Francesco, il 13 marzo 2013, mi è sembrato importante suggellare questa ricorrenza al meglio.

Potete ascoltare la registrazione audio qui.

Paolo Franceschetti, avvocato e scrittore. Potete approfondire le tematiche da lui studiate da molti anni, nel suo sito  www.petalidiloto.com

Paolo Franceschetti, avvocato e scrittore. Potete approfondire le tematiche da lui studiate da molti anni, nel suo sito www.petalidiloto.com

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La locandina della conferenza di Viterbo.

La locandina della conferenza di Viterbo.

ECCO PER CHI VOTERO’ IL 4 MARZO 2018

“Lista del Popolo per la Costituzione” di Giulietto Chiesa e Antonio Ingroia

Antonio Ingroia e Giulietto Chiesa con il logo della “Lista del Popolo”

Antonio Ingroia e Giulietto Chiesa con il logo della “Lista del Popolo”

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Sono sempre stato un utopista sognatore solidale, e da giovane ho militato nella sinistra extraparlamentare. Il mio ingresso nell’Islàm, nel 1991, ha perfezionato e completato la mia struttura personale, sistemando, con l’apporto decisivo dei valori spirituali e tradizionali islamici, la mia individualità.

Nessuno dei partiti attuali, tradizionali e più recenti, mi rappresenta.

Lista di Popolo” per la Costituzione rappresenta una novità positiva, per almeno tre motivi:

  • Non è un partito, ma un movimento, e si caratterizza per la volontà di riunire tutti gli italiani, anche di impostazione ideologica o religiosa diverse, in un progetto comune di rinascita, e dove non c’è nessun politico di professione. Non è un movimento per la riunificazione della sinistra, ma per la riunificazione di tutti gli italiani. Una vera lista di popolo, dunque, e non di partito.

  • In primo piano ci sono la solidarietà sociale e il ripristino della sovranità nazionale, basati sulla creazione di una moneta parallela, la rinegoziazione dei trattati internazionali e l’eventuale uscita dall’Europa, l’uscita dalla Nato, l’estensione della legge anti-corruzione ai politici. Il tutto, ritornando semplicemente ad una applicazione rigorosa della Costituzione Italiana.

  • La credibilità di persone come Giulietto Chiesa e Antonio Ingroia, il primo specialmente, uno dei rari casi di giornalista che ha sempre smontato le bufale dei media sull’11 settembre e sul terrorismo internazionale, svelandone i veri mandanti in Israele e la CIA. Si sono meritati sul campo la fiducia degli italiani onesti, con la loro onestà e indipendenza.

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E’ un programma coraggioso, ed è senza dubbio il più serio ed incisivo fra tutti quelli che abbiamo potuto leggere in questi giorni.

Non vinceranno, ma mandare Giulietto Chiesa e Antonio Ingroia in parlamento, mi sembra un’ottima cosa, una garanzia di incisività, di trasparenza e competenza. E comunque il movimento è destinato a crescere.

Non è un voto sprecato, e può essere l’inizio della costruzione di qualcosa di molto importante, se IDDIO volle.

E’ a mio parere, in questo momento storico, la maniera migliore per utilizzare il nostro voto.

Perché il voto rimane comunque l’unica arma che abbiamo, e non votare facilita la vittoria degli altri.

Chiarisco che non conosco né Ingroia né Chiesa, né nessuno dei militanti della “Lista del Popolo”, né tantomeno sono candidato. Ho preso la mia decisione semplicemente confrontando i vari programmi e i vari candidati.

Per chi volesse maggiori informazioni sul movimento, può cliccare qui, www.listadelpopolo.it , per andare sul sito.

HASAN II°, L’OMICIDIO DI BEN BARKA, IL MOSSAD E LA GUERRA DEI SEI GIORNI

Quando i “moderati” sono alleati dei sionisti

La corruzione dei governanti dei musulmani, più o meno tutti, non è una novità.

In questo post, ricordiamo il caso del militante terzomondista marocchino Ben Barka, oppositore del re Hasan II° costretto all’esilio, rapito e poi ucciso a seguito di terribili torture dai servizi segreti marocchini. Il corpo non fu mai ritrovato.

L’aspetto clamoroso, venuto alla luce anni dopo in seguito ad un’inchiesta di due giornalisti israeliani, è quello dell’accordo tra il Mossàd, il servizio segreto israeliano, e l’allora re del Marocco, Hasan II°. Gli israeliani fornirono servizio logistico e tutto il necessario per il rapimento di Ben Barka, portato a compimento poi dai marocchini. Questo, perché i sionisti erano debitori del re, il quale gli aveva passato informazioni sul cattivo stato delle forze armate arabe, informazioni che erano state poi utilizzate dagli israeliani per condurre la vittoriosa “Guerra dei sei giorni”.

Il re del Marocco dell’epoca, Hasan II°, padre dell’attuale re, Muhammad.

Il re del Marocco dell’epoca, Hasan II°, padre dell’attuale re, Muhammad.

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Il re del Marocco fornì informazioni agli israeliani sullo stato deficitario e non preparato degli eserciti arabi, fornendo loro le registrazioni di una riunione riservata dei capi arabi in un hotel, che gli israeliani stessi utilizzarono efficacemente organizzando un’offensiva che gli fece vincere la famosa “Guerra dei sei giorni” molto agevolmente.

In cambio, gli israeliani aiutarono i servizi segreti marocchini a sequestrare Ben Barka, leader di un movimento internazionale anticolonialista di riscossa dei paesi sottosviluppati, e oppositore del re del Marocco, costretto all’esilio. Ben Barka morì durante le torture a cui fu sottoposto.

Ben Barka

Ben Barka

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I particolari sull’azione del Mossàd li potete leggere qui

Chi volesse approfondire notizie su Ben Barka, può leggere qui:

La ricostruzione di Wikipedia non riporta però il ruolo del Mossàd, attribuendo la responsabilità esclusivamente ai servizi marocchini. Dalla ricostruzione dei giornalisti israeliani, invece, risulta chiaro che il “merito” dell’operazione Ben Barka va ascritto totalmente agli israeliani.

Sull’argomento è tornato anche un servizio televisivo francese, che potete vedere qui, ci sono anche i sottotitoli in italiano:

Nel video c’è anche una parte di un’intervista al generale egiziano Hussein Abdel Razeq, che conferma tutta la storia.

Il generale egiziano Hussein Abdel Razeq, protagonista della Guerra dei sei giorni”.

Il generale egiziano Hussein Abdel Razeq, protagonista della Guerra dei sei giorni”.

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L’intervista al generale potete vederla al completo su quest’altro video, che però non ha i sottotitoli in italiano:

Sul fianco destro

‘Ā‹ishah, che Allàh si compiaccia di lei, raccontò che il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, era solito sdraiarsi sul suo fianco destro dopo aver eseguito le due ràk’ah [sunna] prima del rito d’adorazione dell’alba.

Riferito da al-Bukhārī.

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NON ERA UN PEDOFILO

La storia vera del matrimonio del Profeta Muhàmmad, che IDDIO lo benedica e l’abbia in gloria, con ‘Aisha

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Periodicamente, specialmente con l’avvicinarsi di scadenze elettorali, i media e i social, manovrati per la gran parte da forze occulte reazionarie, razziste e islamofobe, vengono impegnati in corpose propagande anti-islamiche, che non hanno nulla di religioso né alcuna consistente base storica o culturale, ma sono costituite molto semplicemente da menzogne e diffamazioni. Menzogne e diffamazioni cui partecipano in maniera spesso insistita e “rumorosa” anche esponenti dell’estremismo islamico, generalmente individuabili, per comodità discorsiva, come “wahhabiti” o “salafiti”, o simili. Costoro costituiscono una esigua minoranza all’interno della popolazione musulmana mondiale, ma risultano molto visibili, agevolati come sono, soprattutto finanziariamente, dalla corruzione saudita e dai suoi eterni e sempre presenti alleati, i sionisti e la massoneria reazionaria americana. Detti estremisti risultano dunque, a tutti gli effetti ed oggettivamente, alleati dei neo-razzisti, dei sionisti, e dei fanatici tradizionalisti cattolici estremisti. E non è frutto del caso.

IL CORANO AUTORIZZA IL MATRIMONIO
CON LE BAMBINE?

Uno degli “argomenti” preferiti da questi diavoli, aiutati in questo, a volte inconsapevolmente e a volte no, dall’ignoranza e dall’ignavia di molti “sapienti” e “imam” della comunità musulmana, è la presunta pedofilia del Profeta Muhàmmad.

Tale accusa si basa su alcune tradizioni dell’insegnamento islamico (singolare hadith= detto, plurale ahadith=detti) che sosterrebbero che il Profeta Muhàmmad, che Iddio lo benedica e l’abbia in gloria, avrebbe SPOSATO la giovane ‘Aisha quando questa avrebbe avuto SEI ANNI, ed avrebbe consumato il matrimonio con lei quando avrebbe avuto NOVE ANNI, età in cui si presuppone sia diventata pubere.

Dice il Sublime Corano:

E se temete di essere ingiusti nei confronti degli orfani, sposate allora due o tre o quattro TRA LE DONNE CHE VI PIACCIONO…” (Corano, 4, 3).

Questo è un versetto (ayah) che parla della poligamia, e ne dà anche la motivazione. Ma la cosa che più ora interessa è mettere in risalto che l’invito è quello a sposare “le donne che vi piacciono”. E con questa precisazione, importantissima, ma che passa ai più inosservata, non si fa certo riferimento alle bambine di sei anni! Qualunque uomo che infatti possegga una ordinaria e media salute psichica (ed è senza dubbio questo il pubblico a cui si rivolge il Sublime Corano) non guarda a una bambina da sei anni come a una donna DA SPOSARE SUBITO!

Dunque, già questo versetto, DA SOLO, è più che sufficiente ad escludere categoricamente che si possa pensare ad una bambina di sei anni come a una donna da sposare.

E siccome il versetto non parla nemmeno di femmina che deve piacere al padre dello sposo, sia pure per meri motivi economici, aggiungiamo che questo versetto esclude senz’altro anche i cosiddetti “matrimoni combinati”, perlomeno quelli fatti sopra la testa degli sposi. Questo, detto a scanso di equivoci.

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C’è poi un altro versetto del Sublime Corano che non lascia dubbi:

IDDIO non impone a nessun’anima (un peso) al di là delle sue capacità” (Corano, 2, 286).

Cioè, IDDIO non impone a nessuno un peso che non può sopportare. E’ dunque evidente che una bambina, anche che abbia avuto il suo primo ciclo mestruale, non è in grado di sopportare il peso e la responsabilità di una cosa come il matrimonio, con gli annessi e connessi di maternità, famiglia, ecc. Tutte le persone dotate di cervello capiscono bene che tutte queste sarebbero esattamente delle cose “al di là delle sue capacità”. E come sempre il Corano, essendo PAROLA DI DIO, usa le migliori parole possibili, anche da un punto di vista della necessaria sintesi, per esprimere un concetto. Inequivocabili.

Dunque, la prima necessaria conseguenza di queste parole coraniche, è che chi impone a una bambina un peso che va “aldilà delle sue capacità” fa qualcosa di contrario alla parola di DIO.

Questa impostazione, ineludibile, è poi confermata da altri brani del Sublime Corano.

Vi si dice infatti, a proposito dei termini dopo i quali, a seguito di un divorzio, la donna si può risposare:

Le donne divorziate osservino un ritiro della durata di tre cicli mestruali…” (Corano, 2, 228).

Questa ayah (versetto) stabilisce il termine oltre al quale il divorzio diventa definitivo, e la donna si può dunque sposare di nuovo. Ma c’è il problema delle donne che non hanno avuto il mestruo. E questo problema viene risolto da un altro versetto:

Se avete qualche dubbio a proposito di quelle delle vostre donne che non sperano più nel mestruo, il loro termine sia di tre lunazioni. Lo stesso valga per quelle che non hanno avuto il mestruo. Quelle che sono incinte avranno per termine il parto stesso” (Corano, 65, 4).

Questa ayah illustra dopo quanto tempo una donna divorziata può risposarsi, cioè tre cicli lunari, essendo il divorzio diventato definitivo, e ciò in funzione della presenza o meno di mestruazioni.

Alcune traduzioni, riportando “per quelle che non hanno ANCORA avuto il mestruo”, anziché “per quelle che non hanno avuto il mestruo”, come invece dice il testo arabo, hanno aiutato l’interpretazione che autorizzerebbe i matrimoni con bambine. Perché se una “donna”, non ha “ancora” il mestruo, questo significherebbe che non ha ancora raggiunto la “pubertà”, perciò non può che essere una bambina!!!

Questa modificazione dell’interpretazione è stata probabilmente dettata dal tentativo di giustificare i matrimoni con bambine, diffusi sia in epoca preislamica che presso le popolazioni non musulmane.

Ma se invece si segue il testo letterale “E per quelle che non hanno avuto il mestruo” e si ragiona, anche in riferimento agli altri versetti citati più sopra, si capisce che il versetto si riferisce a tutti quei casi in cui può succedere che la donna non abbia il normale ciclo mestruale, come la gravidanza, o problemi psico-fisici di vario tipo, come patologie ormonali, cisti alle ovaie, stress, anoressia, ecc., oltre naturalmente alla menopausa (“… che non sperano più nel mestruo”).

Ecco perché c’è stata la precisazione, arrivata successivamente, con questo versetto. Precisazione resasi necessaria, dopo la rivelazione del versetto precedente, e senza la quale le disposizioni in materia sarebbero state incomplete. Erano indicazioni che non potevano non essere date, e infatti sono state date.

La conclusione, dunque, è chiara, semplice, e indiscutibile:

l’Islàm non accetta e non permette il matrimonio delle bambine.

Chi lo fa, quindi, lo sta facendo per tradizioni e costumi del suo paese e commette un peccato di ingiustizia, andando inevitabilmente incontro alla Punizione, nei tempi e nei modi che IDDIO stesso, UNICO GIUDICE DI TUTTI NOI, ha stabilito.

Quanto detto fin d’ora, per il musulmano deve bastare e avanzare. Tuttavia, a titolo di considerazioni aggiuntive e rafforzative, ricordiamo che peraltro, oggi, la nostra società considera una persona come adulta al momento del compimento del diciottesimo anno di età. Sotto quella età, è considerata “non maggiorenne” , cioè quasi come non capace di intendere e di volere, ANCHE SE HA GIA’ RAGGIUNTO LA PUBERTA’. E dunque, considerando che il consenso esplicito della donna è CONDIZIONE NECESSARIA PER IL MATRIMONIO, è evidente che NON SI DEVE sposare una minorenne. E quello che succede in paesi arretrati e poveri, per dir così, deve essere stigmatizzato dai musulmani.

I musulmani devono invece adoperarsi per far crescere la consapevolezza e la cultura in tutte le donne musulmane e gli uomini musulmani di tutto il mondo. E far sposare delle bambine va in senso contrario alla liberazione ed alla emancipazione della donna, perno centrale della pratica islamica.

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IL CONSENSO NECESSARIO DELLA SPOSA

Prima di affrontare il problema dell’età di ‘Aisha, bisogna poi premettere che nell’Islàm il matrimonio, (che è a tutti gli effetti un contratto civile, e che dunque in quanto tale acquista immediatamente valore civile, con tutto ciò che ne consegue, all’atto stesso della stipula, indipendentemente dal momento della consumazione) per essere valido deve basarsi sul consenso della sposa. Ed è noto a tutti gli studiosi che questo consenso è valido solo se esercitato da persone che abbiano piena capacità di intendere e di volere. Ed è arcinoto che nell’Islàm la piena capacità di intendere e di volere si raggiunge CON LA PUBERTA’. Ad esempio, i beni ereditati dagli orfani entrano in loro effettivo possesso solo con la pubertà. Un consenso esplicito, ammesso che nella fattispecie ci sia stato effettivamente, non può dunque essere ritenuto valido se espresso da una bambina che non ha raggiunto la pubertà.

 

L’ETÀ DI ‘AISHA

In base a quanto detto fin qui, va subito detto che le considerazioni che seguiranno, basate sullo studio degli ahadith e della comparazione incrociata con altri ahadith e altri dati, sono MERAMENTE AGGIUNTIVE e COMPLEMENTARI, rispetto a quanto abbiamo osservato dal Sublime Corano, che è di per sé del tutto esauriente.

Ci sono molte tradizioni islamiche attendibili che ci dicono che ‘Aisha fu data in sposa a Muhàmmad, che Iddio lo benedica e l’abbia in gloria, quando lei aveva 6 anni, e che il matrimonio fu consumato quando lei aveva 9 anni. Eccone una:

“‘A’isha (che Allah sia compiaciuto di lei) ha riportato: – L’Apostolo di Allah (che la pace sia su di lui) mi ha sposata quando ero una ragazza di sei (anni), e sono stata ammessa in casa sua quando ero una ragazza di 9 -” (Sahih Muslim Volume 7, Libro 62, Numero 64).

Ora, io riporterò dati ripresi da studiosi musulmani arabi, che sono disponibili in rete anche in inglese e in francese, oltre che in arabo. Quindi, chi ha interesse ad approfondire, potrà farlo agevolmente. A me, in questa sede, interessa integrare con una scelta tra le numerose prove disponibili, QUANTO È GIÀ ESPLICITATO IN MANIERA INEQUIVOCABILE DAL SUBLIME CORANO, come abbiamo visto.

La vera età di ‘Aisha non è quella che appare da ciò che abbiamo appena letto.

Fra gli arabi era infatti comune la pratica detta dello “smorzamento”: vale a dire, si ometteva la prima cifra, dandola per scontata. Come noi occidentali diciamo “Novecento” per intendere “Millenovecento” (altrimenti, diremmo “Novecento dopo Cristo”), così gli arabi, specialmente nel linguaggio parlato, usano, per brevità, dire sei al posto di sedici. Dal contesto del discorso si capisce la cifra esatta. Questa pratica esisteva anche nell’arabo parlato dell’epoca, e infatti lo stesso Profeta Muhàmmad, che Iddio lo benedica e l’abbia in gloria, in altri ahadith dove tirava in ballo delle date, ha parlato di giorno 5, 7 e 9 per indicare il 15, il 17 e il 19: dal discorso si deduceva che si trattava della seconda metà del mese. Tuttora in molti paesi arabi, specialmente nei mercati, quando si tratta sui prezzi, si usa questa modalità.

Dunque, fosse stata una bambina, ‘Aisha avrebbe detto “bambina di 6”.

Invece, una “ragazza di 6” ha 16 anni, e una “ragazza di 9” ha 19 anni.

Ci sono poi molte altre prove citate da questi studiosi, che hanno “incrociato” i dati di molti altri ahadith.

Ne cito solo alcune.

Bisogna preliminarmente tenere presente che noi sappiamo, perché ce lo ha detto ‘Aisha stessa, oltre a risultare da altre fonti, che il matrimonio fu consumato a Medina, dunque dopo la Hijrah, cioè l’emigrazione dei musulmani da Mecca.

- Il grande storico Tabari ci dice che al tempo in cui Abu Bakr, il padre di ‘Aisha, decise di emigrare ad Habshah, 8 anni prima della Hijrah verso Medina, andò da un certo Mut’am, con cui sua figlia Aisha era fidanzata, e gli chiese di portarla a casa sua come moglie di suo figlio. Mut’am, che non era un musulmano, rifiutò, poiché nel frattempo Abu Bakr era divenuto musulmano, e quindi lasciò ‘Aisha. Se ‘Aisha fosse stata così giovane al momento del suo matrimonio non sarebbe neanche nata quando Abu Bakr decise di emigrare ad Habshah. Invece non solo era già nata, ma aveva evidentemente già avuto le prime mestruazioni, altrimenti non sarebbe stata pronta per il matrimonio.

- La cinquantaquattresima sura del Corano (Surah al-Qamar, la Sura della Luna) fu rivelata nove anni prima della Hijra a Medina, ed ‘Aisha dice che era una fanciulla quando arrivò questa rivelazione. Dunque, dopo questo avvenimento, in cui era già bambina, sarebbero passati altri nove anni, più almeno altri uno o due, prima della consumazione del matrimonio. Dunque, a Medina, il primo o il secondo anno dopo la Hijrah, dove avvenne la consumazione, non poteva avere solo 6 o 9 anni.

- ‘Aisha partecipò alle battaglie di Badr e Uhud, che ebbero luogo rispettivamente nel 623 e nel 624 d.C., quindi UNO e DUE anni dopo la Hijrah, aiutando i combattenti nel rifornimento di acqua. Ma il Profeta Muhàmmad, che Iddio lo benedica e l’abbia in gloria, aveva vietato tassativamente che partecipassero a combattimenti i giovani e le giovani sotto ai 15 anni. Dunque ‘Aisha, al momento della consumazione del matrimonio, doveva avere ALMENO 16 anni.

- Il più illustre e studiato commentatore del Corano di tutti i tempi, Ibn Kathìr, parlando di Asma, la sorella di ‘Aisha, dice che ella morì nell’anno 73 dopo la Hijrah, all’età di 100 anni. Dunque, quando ci fu la Hijrah, aveva 27 anni. E Asma aveva 10 anni più di ‘Aisha. Dunque ‘Aisha aveva 17 anni al tempo della Hijrah a Medina. E questo dato conferma l’età di ‘Aisha, che era di 19 anni, quando consumò il matrimonio col Profeta, che Iddio lo benedica e l’abbia in gloria.

E come ripeto, ci sono molte altre prove a riguardo, che non riportiamo per motivi di spazio.

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CONCLUSIONE

L’insegnamento islamico stabilisce dunque, al di là di ogni ombra di dubbio alcuno, le seguenti direttive:

  • Il Sublime Corano, per i musulmani PAROLA DI DIO, non accetta né permette il matrimonio di bambine.
  • Il Profeta Muhàmmad, che IDDIO lo benedica e l’abbia in gloria, NON HA SPOSATO NESSUNA BAMBINA, NE’ HA MAI INVITATO A SPOSARE BAMBINE. Con la sua sposa più giovane (le altre erano tutte più anziane, vedove o divorziate) , ‘Aisha, ha stipulato IL CONTRATTO matrimoniale quando lei aveva SEDICI anni, ed ha consumato il matrimonio stesso quando lei aveva DICIANNOVE anni. E tutti i musulmani di tutto il mondo, di conseguenza, DEVONO seguire il suo esempio, visto che il Sublime Corano insegna loro che “non esiste per voi esempio migliore”, e non andare mai sotto questi limiti di età.
  • Promuovere all’interno di tutta la comunità musulmana mondiale un’opera di insegnamento e di acculturazione e di aumento della consapevolezza islamica di donne e uomini, affinchè spariscano dalla faccia della terra i matrimoni con bambine.

 

E che IDDIO guidi e illumini le musulmane e i musulmani, e tutte le donne e gli uomini di buona volontà.

ATTENTATI, GUERRE, NUOVO ORDINE MONDIALE E MENZOGNE CONTRO L’ISLÀM

Intervista di “Border Nights” con Massimo Zucchi

Il logo della puntata.

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Questa è la registrazione di una intervista al sottoscritto andata in onda il giorno martedì 5 dicembre 2017 all’interno di “Border Nights”, trasmissione di radio-web che va in onda tutti i martedì sera in diretta.

Nel tempo di un’ora circa, si sono affrontati molti temi, fra cui il ruolo dei sauditi nel terrorismo internazionale e nella costruzione del Nuovo Ordine Mondiale, e poi sono stati confutati molti luoghi comuni e menzogne sull’Islàm, a cominciare dai famosi versetti coranici che inciterebbero alla violenza, e dalla infame accusa di pedofilia attribuita al Profeta Muhàmmad, che IDDIO lo benedica e l’abbia in gloria.

Conduce l’intervista Stefania Nicoletti.

Per ascoltare il podcast, cliccare qui

La copertina del libro “Comandante Bergoglio – Papa Francesco visto da un musulmano italiano”, Edizioni Civiltà Nuova..

La copertina del libro “Comandante Bergoglio – Papa Francesco visto da un musulmano italiano”, Edizioni Civiltà Nuova.

 Il libro può essere ordinato presso tutte le librerie. Causa concorrenza con Amazon, il modo migliore per ordinarlo online è andare sul sito  www.youcanprint.it , cercare “Comandante Bergoglio” e fare l’ordinazione, arriverà in pochi giorni.

TERRORISMO SUL SINAI, MASSONERIA, E RELIGIONE ISLAMICA

Puntata di “Forme d’Onda” con Massimo Zucchi

Il logo della puntata.

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Il giorno giovedì 30 novembre 2017, è andata in onda una punta di “Forme d’Onda” trasmissione settimanale di radio web che si occupa di politica e spiritualità, dedicata all’Islàm, e imperniata su un’intervista al sottoscritto.

Si è partiti dall’analisi del terribile attentato terroristico accaduto in Egitto nel Sinai, il giorno venerdì 24 novembre, che ha fatto più di trecento vittime, e poi si sono affrontati vari importanti temi legati alla religione islamica.

Conducono la trasmissione, come sempre da anni, Rudy Seery e Stefania Nicoletti.

Per ascoltare il podcast, cliccare qui.

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ECCO IL VIDEO DELLA PRIMA PRESENTAZIONE

Il libro su Papa Francesco al library cafè “Libri Parlanti” di Castiglione del Lago (PG)

Un momento della presentazione del libro.

Un momento della presentazione del libro.

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Il giorno sabato 30 settembre 2017, presso il caffè letterario “Libri Parlanti” di Castiglione del Lago, si è svolta la presentazione del libro del sottoscritto, “Comandante Bergoglio – Papa Francesco visto da un musulmano italiano”, Edizioni Civiltà Nuova.

Il tutto si è basato esclusivamente sulle domande dell’organizzatrice dell’evento, Monica, e di molte delle persone presenti, riguardanti anche problematiche di attualità e di religione islamica.

 

Ci scusiamo perché l’audio, per motivi tecnici, è un po’ basso.

Per vedere il video, cliccare qui

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PRESENTAZIONE CON DIALOGO

Il libro su Papa Francesco a Trieste, in un centro culturale cattolico

Prima della presentazione. Al centro, vicino a Nadir Akkad, don Ettore Malnati, che ha in mano una copia del suo ultimo libro, “L’avventura del Concilio Vaticano II”, che alla fine della conferenza mi ha voluto regalare.

Prima della presentazione. Al centro, vicino a Nadir Akkad, don Ettore Malnati, che ha in mano una copia del suo ultimo libro, “L’avventura del Concilio Vaticano II”, che alla fine della conferenza mi ha voluto regalare.

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Giovedì 19 ottobre 2017, a Trieste, presso il Centro Culturale Paolo VI, si è avuta la presentazione del libro scritto dal sottoscritto, “Comandante Bergoglio – Papa Francesco visto da un musulmano italiano”, Edizioni Civiltà Nuova.

L’evento è stato organizzato dall’amico cattolico Claudio Caramia, e da don Ettore Malnati, e vi hanno partecipato anche alcuni esponenti dell’amministrazione del Comune di Trieste.

Un momento della presentazione. Alla mia destra, don Ettore Malnati, alla mia sinistra Claudio Caramia.

Un momento della presentazione. Alla mia destra, don Ettore Malnati, alla mia sinistra Claudio Caramia.

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La presentazione, preceduta da un intervento introduttivo del sacerdote, e da alcune considerazioni dello stesso Caramia, è stata seguita con estremo interesse dal pubblico, che ha poi partecipato attivamente, con domande pertinenti, che hanno contribuito allo svilupparsi di un dibattito interessante e molto proficuo, se Iddio vuole.

Era presente anche l’Imam della moschea di Trieste, Nadir Akkad, con cui si è concordata la prossima organizzazione di un evento analogo presso la moschea locale.

Il sottoscritto con Nadir Akkad, imam della moschea di Trieste.

Il sottoscritto con Nadir Akkad, imam della moschea di Trieste.

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Farò e faremo di tutto affichè tali momenti di dialogo e di scambio culturale si moltiplichino, se Iddio vuole, nello spirito del pontificato di Papa Francesco, nello spirito della religione islamica e di tutte le religioni, e della volontà di pace dei popoli di tutto il mondo.

Al centro il sottoscritto, con accanto il mitico organizzatore Claudio Caramia, e una lettrice appena acquisita.

Al centro il sottoscritto, con accanto il mitico organizzatore Claudio Caramia, e una lettrice appena acquisita.

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Potete vedere qui sotto il video dell’evento, diviso in due parti, cui mancano solo pochi minuti finali e la parte del dibattito, saltata per motivi tecnici.

Buona visione.

PRIMA PARTE

SECONDA PARTE

La copertina del libro “Comandante Bergoglio – Papa Francesco visto da un musulmano italiano”, Edizioni Civiltà Nuova.

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