Tutti gli articoli di Carlo Abu Ismail Morselli

Solidarietà alle vittime del terrorismo

Totalmente, apertamente e nettamente

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In questi casi, la solidarietà alle vittime degli attacchi terroristici non può essere implicita, nè ovvia, nè scontata.

E noi quindi la esprimiamo totalmente, apertamente e nettamente. Come esprimiamo la nostra vicinanza e solidarietà alle famiglie di tutti i colpiti, anche i numerosissimi feriti da questo ennesimo atto barbarico, compiuto stavolta a Parigi.

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Auspichiamo che vengano individuati e raggiunti e puniti i responsabili, possibilmente per mezzo di un processo, che di regola è il mezzo che ogni civiltà che si rispetti usa per arrivare alla verità, ad individuare gli esecutori MA SOPRATTUTTO I MANDANTI, e di conseguenza alle punizioni previsti dalle leggi vigenti.

Ma questo non avviene mai.

E non può essere un caso.

Ci torneremo sopra.

La teoria gender esiste, eccome!

Un'ottima conferenza dell'Avv. Amato

Questo è un video pubblicato dal sito
www.no-gender.it .

Si tratta di una conferenza dell’avvocato Gianfranco Amato, dell’associazione “Giuristi per la Vita”, svoltasi recentemente a Campobasso.

L'avvocato Gianfranco Amato.

L’avvocato Gianfranco Amato.

 

Ricchissima di informazioni sulla satanica ideologia gender, vi viene anche visionato il nostro articolo “E la bimba si vestì da maschietto“, da noi pubblicato qualche mese fa.
(Per chi volesse leggerlo, o rileggerlo, clicchi qui
)

Ne consigliamo caldamente una visione attenta e integrale. Potete vederlo qui.

Halloween festa satanica

Teniamone fuori i nostri bambini

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In questi giorni, in vista di quella che è la data del 31 ottobre, da qualche tempo nota come festa di Halloween, nelle scuole frequentate dai nostri bambini, si assiste ad un proliferare di iniziative, giochi, recite, cortei, e quant’altro, che si riferiscono a questa ricorrenza, con la scusa che si tratterebbe di “una tradizione culturale inglese”.

Le cose non stanno così, e in realtà la cosiddetta “festa di Halloween” è un progetto maturato negli ambienti massonico-satanici statunitensi.

Lo scopo è quello di rendere familiari e sostanzialmente “amici”, entità come i diavoli, le steghe, ecc.

Entità da cui i musulmani, al contrario, devono difendersi, come dice il Sublime Corano:

“Non vi ho forse ordinato di difendervi da Sàtana?”.

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Gli errori della teoria dell’evoluzione

E le frodi dei finti scienziati

Troverete in questo video una buona esposizione dell’infondatezza scientifica della teoria evoluzionista, e al contempo una rivalutazione, da un punto di vista strettamente scientifico, della visione creazionista.

Vi si fa cenno ai rapporti dell’evoluzionismo col marxismo, una chiarificazione sul ruolo non positivamente trasformante delle mutazioni, rivelazioni sui sistemi di datazione e sulla mancanza totale di fossili che attestino le transizioni da una specie all’altra.

E, soprattutto, una bella lista delle frodi e degli imbrogli dei falsi scienziati: dalla famosa “Lucy”, allo “uomo di Piltdown”, allo “uomo del Nebraska”, ecc.

Uno spazio è dedicato alle richieste, da parte di moltissime famiglie in USA, di introdurre anche la visione creazionista del mondo negli insegnamenti scolastici. Una proposta da cominciare a far girare anche in Italia.

I Miracoli del Corano

L'involucro dell'ozono

QUESTE SONO PAROLE D’IDDIO, Sura XXI – Ayah 32:

وَجَعَلْنَا السَّمَاءَ سَقْفًا مَحْفُوظًا وَهُمْ عَنْ آيَاتِهَا مُعْرِضُونَ.32

QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
Abbiamo pure fatto del cielo un tetto ben protetto, però essi non si curano dei Suoi segni. (32)

Nota
L’ozonosfera, come un tetto, protegge la terra dalle radiazioni ultraviolette del sole, le quali senza essa avrebbero effetti devastanti per la salute dell’uomo, provocando tumori della pelle, cataratte, deficienze immunitarie e altri danni alle culture e agli ecosistemi acquatici. Chi poteva saperlo 1400 anni or sono?

Questa Ayah (segno) del Sublime Corano, nella traduzione e con breve commento dello Shaykh ‘abdu-r-Rahmàn Pasquini, come la trovate nel post titolato L’involucro dell’ozono, descrive quella che la scienza odierna chiama ozonosfera.

COSA E’ L’OZONOSFERA

Il termine ozonosfera indica in realtà quella zona della stratosfera che circonda la Terra tra i 15/20 e i 50 chilometri di altezza, dove si forma l’ozono atmosferico (con una concentrazione massima attorno ai 30 chilometri). Qui l’ossigeno, che ha due atomi, viene trasformato in ozono (tre atomi) per effetto della radiazione ultravioletta del sole. Il processo avviene così: colpite dai raggi ultravioletti con lunghezza d’onda inferiore a 240 nanometri, le molecole di ossigeno si spezzano, liberando i due atomi. Ognuno di questi reagisce con altrettante molecole intere di ossigeno, creando ozono. A loro volta queste molecole di ozono, colpite da radiazioni ultraviolette con lunghezza d’onda tra i 240 e i 300 nanometri, si dissociano, formando una molecola e un atomo di ossigeno. Questa reazione assorbe l’energia dei raggi ultravioletti e impedisce che essi raggiungano la superficie terrestre, rendendo così possibile la vita. Ora l’ozonosfera è minacciata da inquinanti come i clorofluorocarburi, che alterano l’equilibrio tra ozono prodotto e ozono eliminato. Questo gas infatti è una sorta di barriera contro i raggi ultravioletti, dannosi per gli esseri viventi.

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Sulle radici dell’Europa

L'angolo poco informato di Granzotto

La copertina del libro di Sylvain Gouguenheim.

La copertina del libro di Sylvain Gouguenheim.

 

IDDIO, rifulga lo splendore della Sua luce, ha voluto che il giorno sabato 19 settembre scorso acquistassimo in edicola il quotidiano Il Giornale (cosa che di solito non facciamo, con questo e con tutti gli altri quotidiani), interessati ad un articolo di cui vi parleremo, sempre IDDIO volendo, prossimamente.

Alla pagina 38, titolata La parola ai lettori, vi si trova L’angolo di Granzotto, dove il giornalista Paolo Granzotto pubblica mail dei lettori, commentandole.

Il giornalista Paolo Granzotto.

Il giornalista Paolo Granzotto.

 

Un lettore, Luciano Pranzetti, gli ha scritto lamentando, in verità non del tutto a torto, che il saggio di Sylvain Gouguenheim, pubblicato in Italia da Rizzoli col titolo Aristotele contro Averroè. Come cristianesimo e Islam salvarono il pensiero greco, fosse invece in francese Aristote au Mont Saint-Michel. Les racines grecques de l’Europe chrètienne, e dunque non comunicasse chiaramente la tesi dello scrittore, secondo la quale, come scrive Granzotto, “L’Occidente non deve niente o quasi alla trasmissione araba” del pensiero greco.

La copertina dell'edizione francese del libro di Sylvain Gouguenheim.

La copertina dell’edizione francese del libro di Sylvain Gouguenheim.

 

Ora, cogliamo l’occasione per ribadire che il saggio di Gouguenheim è stato giudicato poco scientifico dalla gran parte degli storici di rilievo, a cominciare da Jacques Le Goff.

Il francese Jacques Le Goff (1924-2014) è stato uno dei più autorevoli studiosi di storia medievale.

Il francese Jacques Le Goff (1924-2014) è stato uno dei più autorevoli studiosi di storia medievale.

 

E cogliamo la stessa occasione per segnalare una corposa recensione che avevamo dedicato tempo fa a quel libro, demolendone in maniera documentata le tesi del tutto antistoriche.

Ecco il link dell’articolo:

E il rospo si tramutò in principe…

Nello stesso momento in cui pubblichiamo questo post sul nostro sito, lo spediamo anche a Paolo Granzotto, tramite la Segreteria de Il Giornale. Se avrà la pazienza di leggerlo, imparerà qualcosa di utile.

Se poi non bastasse, gli consigliamo di leggersi l’opinione del Prof. Franco Cardini, uno dei più autorevoli studiosi italiani di storia medievale, contenuta in un’intervista rilasciata tempo fa al sito www.ilsussidiario.net .

Ecco il link:

Aristotele contro Averroe la replica di Franco Cardini .

Buona lettura a tutti. 

Onde sopra onde, e il buio negli abissi

Miracolo scientifico nel Sublime Corano

Schema esplicativo dei diversi strati di onde marine.

Dice la Parola d’IDDIO:

“Tenebre di un mare profondo
sulle quali (tenebre)
vi sono delle onde (interne) al mare,
sulla superficie del quale vi sono (altre) onde
sulle quali ultime vi sono le nuvole.
Tenebre le une sulle altre,
dove l’uomo che stende la mano,
quasi non può vederla.
Per colui al quale ALLAH non ha dato luce,
non c’è luce alcuna”
(Corano, 24, 41).

Questo brano del Sublime Corano ci parla dell’esistenza, nelle profondità del mare, di onde situate sopra altre onde, e di mancanza totale di luce.

Ma come poteva il Profeta Muhàmmad, che IDDIO lo benedica e l’abbia in gloria, che era notoriamente illetterato e oltretutto non aveva neanche mai viaggiato per mare, possedere tali nozioni, e soprattutto, come poteva possederle millequattrocento anni fa, mentre la nostra civiltà ne ha avuto cognizione solo il secolo scorso?

IL DISCO DI SECCHI – Il primo strumento per misurare la presenza della luce nel mare è stato il disco di Secchi, inventato nel 1865. Era un disco circolare di vari diametri, di solito 20-30 cm., bianco o a quadranti bianchi e neri.

Un esempio di “disco di Secchi”, usato ancor oggi.

Si immergeva legato a una corda, e si misurava a quale profondità non si riesce più a vedere.

Pietro Angelo Secchi (1818-1878).

Pietro Angelo Secchi (1818-1878).

 

L’INVENZIONE DEL BATISCAFO -L’uomo, a corpo nudo, non può di regola raggiungere profondità superiori a una trentina di metri, con attrezzatura sofisticata e allenamento specifico può arrivare a poco più di cento metri, e comunque non può sopravvivere ad una profondità superiore ai duecento metri.

Le conoscenze che abbiamo al giorno d’oggi delle profondità marine le dobbiamo al batiscafo. Per batiscafo si intende un piccolo sommergibile ad auto-propulsione adatto ad immergersi in profondità sensibilmente maggiori di quelle normalmente raggiunte dagli attuali sommergibili militari (le quali attestano a poche centinaia di metri) e quindi progettato in modo da poter sostenere elevati carichi di pressione. Può ospitare un piccolo equipaggio, o esserne privo.

Il termine deriva dal greco, e significa “scafo che si può immergere in profondità”. Il “primo mezzo sottomarino di pace, per ricerche scientifiche” (come recitano i registri militari degli USA) fu il C3, batiscafo artigianale immaginato e progettato dall’italiano Pietro Vassena nel 1948 sul lago di Como: il 12 marzo 1948, al largo di Argegno, scese a -412 metri stabilendo così il record mondiale di profondità dell’epoca.

Il lecchese Pietro Vassena e il suo C3.

Il lecchese Pietro Vassena e il suo C3.

Il 2 agosto 2007 il batiscafo russo Mir-2 è arrivato a 4.302 metri di profondità, toccando il fondo marino del Polo Nord.

Il batiscafo russo Mir-2 mentre tocca il fondale degli abissi del Mare Artico.

Il batiscafo russo Mir-2 mentre tocca il fondale degli abissi del Mare Artico.

Gli studi sulla presenza di luce nelle profondità marine sono dunque molto recenti, essendo prima impossibili per mancanza di mezzi tecnologici adeguati a sopportare la pressione.

LA LUCE NEL MARE – La luce solare si compone di sette colori: viola, indaco, azzurro, verde, giallo, arancione e rosso. Una percentuale che varia dal 3 al 30% di essa viene riflessa dalla superficie del mare. Quando poi il raggio luminoso entra nell’acqua si verifica il fenomeno della rifrazione. Il colore rosso viene assorbito dall’acqua ad una profondità che varia tra i 10 e i 15 metri. Tra i 30 e i 50 metri viene assorbito il giallo, tra i 100 e i 200 metri il verde, e oltre i 200 metri il viola e l’indaco.

Schema esemplificativo della penetrazione della luce solare nel mare.

Schema esemplificativo della penetrazione della luce solare nel mare.

Dunque, man mano che si scende, il mare diviene più scuro, e dopo i mille metri c’è l’oscurità totale: è quella che viene definita zona afotica. Fino a quel punto, sarebbe possibile a una creatura umana vedere la propria mano. Dopo, no. Ma chi poteva saperlo millequattrocento anni fa?

LE ONDE SOPRA ALTRE ONDE – Con lo sviluppo della tecnologia scientifica di cui abbiamo fornito alcuni esempi, sono state scoperte le onde nelle profondità marine. Esse si formano tra due masse di acqua di differente densità, temperatura e corrente: infatti, le acque più profonde presentano una densità maggiore rispetto alle acque più vicine alla superficie. Queste onde assomigliano in tutto alle onde che vediamo in superficie, che si formano con l’incontro dell’acqua con l’aria. Esse si possono anche rompere, proprio come quelle di superficie.

Schema esplicativo dei diversi strati di onde marine.

Schema esplicativo dei diversi strati di onde marine.

La particolarità di queste onde è che non possono essere distinguibili dall’occhio umano, ma possono essere rilevate solo studiando la temperatura o i cambiamenti di salinità in un punto satibilito. Ma chi poteva sapere tutto questo millequattrocento anni fa?

Per chi è in cerca di “miracoli”, eccone uno evidente. E il Sublime Corano, come avremo modo, IDDIO volendo, di dimostrare con molti altri esempi, è esso stesso un miracolo. Miracolo che, al contempo, attesta il fondamento razionale del credo islàmico. I musulmani infatti, come dice lo Shaykh ‘Abdurrahmàn Pasquini, non credono “con la testa nel sacco”, ma a ragion veduta, e in presenza di prove chiare ed inoppugnabili.

E queste prove aumentano sempre più col passar del tempo, con l’aumentare e il perfezionarsi delle conoscenze scientifiche, mentre per le altre “religioni” avviene il contrario: il progresso scientifico le rende sempre meno credibili.

Infatti, miracoli simili, come mostreremo, non si trovano negli altri cosiddetti “libri sacri”, e men che meno si trovano nella Bibbia.

A chi la pensa diversamente, rispondiamo con la sfida lanciata dallo stesso Sublime Corano:

“E se avete qualche dubbio
su ciò che abbiamo fatto scendere sul nostro servo,
portate, allora, una sura simile a questa,
e chiamate, se siete veritieri, i vostri testimoni,
che non sia ALLAH.
Se non lo fate – e non lo farete – temete il fuoco,
il cui combustibile sono gli uomini
e le pietre idolatriche;
un fuoco che è stato preparato
per coloro i quali rifiutano di credere”
(Corano, 2, 23-24).

Terminiamo come abbiamo iniziato, con le parole d’IDDIO, rifulga lo splendore della Sua Luce:

“Ed Egli vi mostra i Suoi Segni:
quali di questi negate?”
(Corano, 40, 81).