Tutti gli articoli di Abu Ismail Morselli

L’evoluzione sbugiardata

Il creato è stato creato, non si è evoluto

Vi proponiamo qui un bel video, che smonta la teoria evoluzionista darwiniana tramite spiegazioni molto chiare e importanti aggiornamenti scientifici, specialmente quelli relativi alla paleontologia, decisamente illuminanti.

Vi si trova anche una solida prova della verità del racconto coranico relativo all’inondazione universale (il cosiddetto “Diluvio Universale”), oltre naturalmente alla conferma di quelle ayah del Sublime Corano che parlano di creazione dell’Universo da parte d’IDDIO, rifulga lo splendore della Sua luce.

Vengono intervistati numerosi illustri scienziati di tutto il mondo: ricordiamo, tra gli altri, il Prof. Roberto Fondi, il Prof. Boudreaux, il Prof. Giertysh, il Prof. Sermonti.

Si dimostra, tra le altre cose, che:

- la storia del cosiddetto “uomo delle caverne” va riscritta;

- la storia della vita sulla terra dovrebbe misurarsi in migliaia, e non in milioni, di anni;

- il passaggio dalla non vita alla vita non è possibile;

- tutti gli organismi sono complessi, e lo sono dall’inizio;

- l’evoluzione non è una scienza ma una filosofia.

La cosiddetta “teoria dell’evoluzione” può giustamente essere definita UNA FAVOLA PER ADULTI.

Buona visione.

‘AISHA bint Abi Bakr

‘AISHA figlia di Abu Bakr, la Veritiera

‘Aisha (r)1, fu moglie del Profeta Muhàmmad (S)2.

Dopo la morte di Khadìgia, fu la persona, tra uomini e donne, da lui (S) più amata.

Una volta, Amr ibn al-As (r) gli chiese: “O Messaggero di Allah, chi ami di più?“. “‘Aisha!” fu la risposta. “O Messaggero di Allah, la mia domanda riguardava gli uomini”. “Il padre di ‘Aisha!” rispose il Profeta (S).

Era figlia di Abu Bakr (r), il miglior amico del Profeta (S). Sua madre, Umm Ruman (r), era stata sposata con un altro uomo. Rimasta vedova, sposò Abu Bakr (r) e gli donò due figli, ‘Aisha (r) e ‘Abdur-Rahman (r).

‘Aisha (r) era una bambina precoce. Fin da piccola, poneva domande estremamente intelligenti, ed aveva un’ottima memoria. Dobbiamo a lei una gran parte delle tradizioni (ahadith, cioè detti e fatti) risalente al Profeta (S).

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Tutti a Roma il 20 giugno

Per difendere i nostri figli dall’ideologia gender

Questo articolo è stato pubblicato dal sito www.lacrocequotidiano.it . Riferisce della conferenza stampa organizzata dal Comitato “Difendiamo i nostri figli”, che ha convocato per il giorno 20 giugno prossimo, in Piazza S. Giovanni a Roma, una manifestazione nazionale contro la satanica ideologia gender, che mira a distruggere l’identità sessuale e dunque psichica dei nostri bimbi/e. I musulmani a nostro parere devono partecipare all’iniziativa, pubblicizzarla e sostenerla il più che si può. Questo può e deve essere l’inizio di un movimento di popolo, che supera le proprie diversità religiose, di cultura e ideologiche, per difendere la famiglia naturale impostata sul matrimonio tra uomo e donna. Ne va del futuro dei nostri figli/e.

Gender, la risposta è un popolo in piazza

di Mario Adinolfi

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Il dado è tratto, la manifestazione del 20 giugno alle ore 15.30 in piazza San Giovanni è stata ufficialmente convocata ieri con una conferenza stampa del comitato “Difendiamo i nostri figli”, il cui portavoce è il neurochirurgo Massimo Gandolfini. Le sue parole sono risuonate molto nette nella Sala Cristallo dell’hotel Nazionale di piazza Montecitorio, non a caso situato a pochi passi dal Parlamento. «Siamo un comitato di liberi cittadini – ha affermato Galdolfini – apartitico e aconfessionale. Qualcuno ha cercato di mettere il cappello all’iniziativa, ma non glielo abbiamo consentito». Il Comitato, spiega Gandolfini, è nato a seguito delle centinaia di conferenze-dibattiti organizzati sul territorio sui temi del gender, «nei quali abbiamo incontrato famiglie di ogni ceto sociale e di tutto il territorio e abbiamo riscontrato disinformazione sul tema. Non sapevano che cosa sta accadendo. Quando abbiamo prospettato loro cosa vuol dire ‘scelta dell’identità sessuale’ hanno capito l’ideologia/antropologia che c’è dietro e si sono molto allarmati». Dalla richiesta di aiuto di queste famiglie è nato un comitato «per dare loro voce attraverso una grande manifestazione che dica questo disagio di milioni di famiglie, e che il comune sentire della popolazione italiana non è quello dell’ideologia gender, dell’indifferentismo sessuale».

Ecco un disegnino esplicativo molto efficace sull’ideologia gender. Si insinua in maniera quasi subliminale che il sesso non è solo uomo o donna, ma può avere indefinite varianti, e può essere anche scelto secondo il capriccio personale.

Ecco un disegnino esplicativo molto efficace sull’ideologia gender. Si insinua in maniera quasi subliminale che il sesso non è solo uomo o donna, ma può avere indefinite varianti, e può essere anche scelto secondo il capriccio personale.

Legato al tema del gender, prosegue Gandolfini presentando la manifestazione del 20 giugno, «c’è l’enorme problema della famiglia, bombardata da ogni parte, esautorata dal suo ruolo costituzionalmente garantito di educare i propri figli. Da questo compito non può essere scippata. Vogliamo rendere noto alla popolazione che stiamo andando incontro al rischio indottrinamento, cosicché i genitori possano prendere le decisioni che loro competono». La giornata, precisa, «non nasce dal Family day con il quale non ha nulla a che fare: intende dare voce e cittadinanza attiva alla gente che non sta nei palazzi. Al di là del numero di chi sarà effettivamente presente ci sarà un popolo molto più numeroso. Vorremmo dare più coraggio ai parlamentari perché si allertino su tematiche di grande sensibilità come queste, mentre abbiamo la sensazione che non conoscano il sentire della gente».

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Rispondendo ad una sollecitazione di Paola Binetti sul ddl Cirinnà, Gandolfini chiarisce: «Il tema del ddl ci preoccupa ma non è il tema della manifestazione, ed anche il tema degli omosessuali non ha niente a che fare con il nostro Comitato». «La nostra manifestazione è di tipo propositivo, dice la bellezza della famiglia, non è contro nessuno, quindi non è contro gli omosessuali». Quanto alla massiccia presenza dei neocatecumenali, Gandolfini spiega che la loro adesione e il loro sostegno sono molto apprezzati, ma allo stesso modo lo sono le presenze dei singoli cittadini.

La locandina della manifestazione.

La locandina della manifestazione.

La manifestazione nazionale del 20 giugno promossa a Roma dal Comitato «Difendiamo i nostri figli» per «fermare l’ideologia gender» sarà «una grande realtà di popolo», precisa il portavoce Gandolfini, rispondendo ai giornalisti sulle sigle che aderiranno. «Non abbiamo e non vogliamo un elenco di associazioni; non abbiamo raccolto firme – chiarisce -, non vogliamo un’adesione di liste ma di persone; alle associazioni, cattoliche, cristiane, di altre fedi e ‘laiche’, abbiamo chiesto di mandarci famiglie». Il portavoce afferma di avere ricevuto da più parti «stimoli a fare qualcosa, anche dal mondo islamico». Oltre alla massiccia presenza di aderenti al Cammino neocatecumenale, Gandolfini cita l’assicurazione dellacomunità dei Sikh in Italia sulla loro partecipazione (dopo tre conferenze del Comitato diffuse sulla loro emittente tv), mentre un rappresentante dell’Alleanza evangelica italiana annuncia la presenza in piazza di diverse centinaia di persone. Tutto, riprende Gandolfini, «nasce dagli standard europei per l’educazione sessuale del 2009, da cui è derivata in Italia la strategia Lgbt e l’ideologia gender». Di qui la risposta del Comitato, che al momento «è di scopo», per «rispondere rapidamente a un’emergenza», ma che si propone in seguito una «presenza più strutturata». Intanto è stato attivato il sito www.difendiaminostrifigli.it dove confluiranno documenti e materiali informativi, formativi e normativi.

A conferenza stampa conclusa si sono tirate le somme di questa prima “chiamata” della manifestazione del 20 giugno che senza dubbio sarà massicciamente partecipata e alla quale il nostro quotidiano, come è noto, offro il massimo sostegno avendo invocato per mesi la mobilitazione di piazza contro l’ideologia gender e anche contro il ddl Cirinnà che la incarna. Da piazza San Giovanni verrà un messaggio libero e forte e chiaro al Parlamento, un messaggio che non potrà essere in alcun modo ignorato.

Se il Parlamento lo farà, se ne assumerà la responsabilità e se la assumerà davanti alle famiglie italiane, che dal 20 giugno intendono dire ai politici che si apprestano a varare normative antipopolari: attenzione, vi stiamo osservando. Questo riguarda certamente il ddl Cirinnà, ma riguarda anche il provvedimento di riforma noto come “buona scuola” con l’emendamento velenoso sulla propaganda di genere obbligatoria approvato alla Camera. Le mamme e i papà italiani, progressivamente sempre di più, sono informati sul lavoro che viene compiuti dai teorici dell’ideologia gender nelle scuole, come ha detto Massimo Gandolfini fin dalle scuole dell’infanzia. Ora non staranno più a guardare, a sussurrare, a lamentarsi. Ora la risposta sarà massiccia perché, come recita il nome del comitato che convoca la manifestazione del 20 giugno in piazza San Giovanni a Roma, noi “difendiamo i nostri figli”. Lo facciamo con un livello di convinzione equiparato al grado di pericolo a cui i nostri bimbi sarebbero esposti, sapendo che dalla nostra capacità di risposta dipende il loro futuro. E allora noi risponderemo senza esitazioni e mobiliteremo il paese intero, perché la piazza del 20 giugno non sarà un punto di arrivo, ma un punto di partenza affinché la responsabilizzazione dei papà e delle mamme nei confronti dei loro figli si trasformi effettivamente in cittadinanza attiva.

09/06/2015

Una manifestazione importante

Il 10 Giugno a Torino

Invitiamo tutti i musulmani a partecipare all’importante manifestazione per la pace che si terrà il 10 giugno a Torino. Qui di seguito riportiamo l’appello e la locandina.

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Chiediamo a tutti di aderire alla manifestazione di Torino in solidarietà alle vittime della persecuzione religiosa, e di promuovere in ogni modo la partecipazione.

Mercoledì 10 giugno il ritrovo sarà alle 20 in piazza Palazzo di Città, sotto la sede del Comune. Da lì un corteo silenzioso si snoderà per le vie del centro in direzione di Porta Palazzo, il quartiere per eccellenza multietnico, per confluire all’Arsenale della Pace, sede del Sermig, dove avrà luogo la parte conclusiva con gli interventi dei promotori.

Questi ultimi si qualificano, dalla locandina, come “esponenti delle comunità religiose, dei movimenti per la pace e della società civile di Torino e del Piemonte”. In realtà partecipa e concorre a promuovere l’iniziativa un enorme spiegamento di soggetti di vario tipo, tra cui soprattutto, ma non solo, quelli di impronta religiosa. C’è l’Arcidiocesi in quanto tale, con alcuni importanti movimenti ecclesiali (Focolarini, Comunione e Liberazione e Comunità di Sant’Egidio), il Cottolengo, il Sermig stesso e varie organizzazioni attraverso cui si articola la presenza sociale della Chiesa. C’è la Comunità Ebraica, la Chiesa Valdese e quella Luterana, la Chiesa Ortodossa. C’è, merita particolarmente segnalarlo, il mondo islamico, presente come non mai in tutte le sue principali componenti; e poi i Buddhisti, gli Induisti, i Bahai, i Mormoni. C’è Religions for Peace, la principale organizzazione interreligiosa mondiale; c’è Alleanza Cattolica; ci sono il MIR e il Movimento Nonviolento, cioè le principali espressioni della nonviolenza gandhiana. Ci sono gli imprenditori e ci saranno le organizzazioni dei lavoratori. Ci sono le donne e ci sono i giovani. Ci sono alcune importanti istituzioni culturali. Hanno cominciato ad aderire enti locali. Un mosaico insomma di identità diverse, talvolta anche lontane tra loro, unite da un sentimento tanto forte quanto incapace finora di trovare espressione. Un sentimento che, di fronte agli orrori che caratterizzano questa “terza guerra mondiale a pezzi”, per usare l’espressione del Papa, non ha dubbi. Noi siamo con voi: cioè siamo con le vittime, contro l’odio che abusa della religione e contro tutto ciò che viola e deturpa la condizione umana.

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All’Arsenale della Pace prenderanno la parola l’Arcivescovo, il Rabbino, gli altri rappresentanti religiosi e quelli di almeno alcuni tra i vari soggetti coinvolti. Ci saranno inoltre il sindaco di Torino, anche a nome dei comuni che stanno aderendo, e il presidente del Consiglio Regionale. Quest’ultima istituzione ha un particolare merito nel sostegno dell’iniziativa; nel suo seno infatti si è recentemente costituito un Comitato per i Diritti Umani che offre un interfaccia istituzionale a questo movimento spontaneo.

Dietro tutto ciò vi è, come facilmente si potrà immaginare, un paziente lavoro di tessitura che ha via via creato una condizione di fiducia tra i diversi interlocutori. Ci piace però pensare di aver semplicemente contribuito a dare forma a ciò che preme nella coscienza collettiva. Vogliamo assolutamente credere che lo smarrimento in cui l’opinione pubblica sembra essere caduta, di fronte a eventi difficilmente concepibili, non abbia compromesso i nostri più profondi sentimenti umani.

Copyright © 2010-2013 Associazione Culturale Interdependence, Via Vittorio Emanuele, 13 – 10074 Lanzo Torinese (TO).

Una conferenza molto interessante

Il primo convegno del Comitato Genitori Trieste

Abbiamo parlato più volte, nelle ultime settimane, della ideologia gender e della sua perniciosità in generale e in special modo per i bambini/e.
Abbiamo anche parlato del cosiddetto “Gioco del rispetto”, esempio lampante di traduzione in pratica, nelle scuole, di detta satanica ideologia, e del recente tentativo di imporlo nelle scuole materne di Trieste.
Questo gioco ha, ringraziando IDDIO, trovato ferma opposizione da parte di molti genitori, che è riuscita a ridimensionarne quasi del tutto l’applicazione.
Questa opposizione ha poi portato alla costituzione del Comitato Genitori Trieste, e del relativo sito www.comitatogenitoritrieste.it  .
La prima iniziativa del Comitato è stata l’organizzazione, nella stessa Trieste, di un convegno sull’argomento, con la partecipazione di due esperti: la dott. Morana e il dott. Gobbi, che hanno esposto i loro argomenti in maniera sintetica quanto chiara ed efficace.

Insistono col gioco del rispetto

Ma la lotta sarà lunga

Ricapitoliamo, per chi si fosse perso le puntate precedenti.

A Trieste, in una scuola materna, si vuole far fare ai bambini il cosiddetto “Gioco del Rispetto”, che tra le tante amenità prevede anche che i maschietti si travestano da femminucce, e viceversa. Il tutto, nell’ottica della imposizione a livello scolastico della famigerata “ideologia gender”, che pretende di cancellare dalla psiche dei bambini le differenze, pure evidenti ed ineliminabili, fra maschio e femmina.

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E i morti salirono all’ultimo piano…

Non lasciano in pace nemmeno i defunti

Il progetto del nuovo cimitero che dovrebbe sorgere a Verona.

Il progetto del nuovo cimitero che dovrebbe sorgere a Verona.

 

E’ proprio vero che al peggio non c’è mai fine!

Noi, persone più o meno “normali”, specialmente se non più adolescenti, si pensa sempre di averne ormai viste di tutti i colori. E invece, puntualmente, ci stupiamo di essere testimoni sempre di nuove nefandezze, ingenui come siamo.

E dunque eccolo, l’ultimo colpo di genio di Shaitàn (Satana): il cimitero-grattacielo!

Venghino signori, venghino! 

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Contro il “gioco del rispetto”

Un’iniziativa importante

L'ingresso della scuola materna Cuccioli, a Trieste.

L’ingresso della scuola materna Cuccioli, a Trieste.

 

Tempo fa, abbiamo pubblicato un articolo intitolato “UNISEX – La guerra dei seguaci di Satana per cancellare i sessi”, dove lanciavamo l’allarme sull’esistenza di un progetto mondialista di progressiva distruzione della differenza tra i sessi, come corollario indispensabile al progetto di distruzione della famiglia, passo indispensabile verso l’istituzione di una dittatura satanica mondiale.

Alcune settimane orsono, sempre nella sezione Costume e Società di questo sito, abbiamo pubblicato un altro articolo sul medesimo argomento, intitolato “E la bimba si vestì da maschietto – Ma non era un gioco…”, che analizzava il cosiddetto “Gioco del Rispetto”, e il tentativo di inserirlo surrettiziamente nell’insegnamento ai nostri bambini.

Insistevamo sul carattere estremamente negativo di tale “gioco” per i nostri figli, e sostenevamo come tale iniziativa non fosse spontanea né tantomeno isolata, quanto invece la propaggine di un progetto satanico tendente a confondere e minare dalle fondamenta la psiche dei bambini.

Ci ha scritto Amedeo Rossetti, il genitore dell’asilo di Trieste “I Cuccioli” che ha denunciato questo gioco. Ci ha espresso la sua contentezza e il suo vivo ringraziamento per quanto da noi pubblicato.

Da parte nostra, lo abbiamo incitato a continuare nell’opera di informazione, essendo d’accordo con lui che “il diritto di educazione dei figli va alle famiglie, al di là di qualsiasi colore politico o di credo religioso”.

Ora, l’amico Rossetti ci comunica che nelle scuole di Trieste viene distribuito un modulo, da compilare e firmare dai genitori, per autorizzare i propri figli a partecipare a detto gioco. E sembra che le informazioni che vengano date ai genitori a riguardo, specialmente a quelli di lingua non italiana, siano scarse o nulle, per cui c’è il pericolo che firmino non rendendosi ben conto di cosa realmente si tratti.

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Ecco il modulo che viene distribuito nelle scuole di Trieste. Come si vede, non vi traspare nulla sul contenuto demoniaco del gioco. Per cui molti genitori, non sospettando nulla, saranno facilmente portati a firmare.

Clicca qui per scaricare il modulo in formato PDF.

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Rossetti ci comunica che è stato costituito il Comitato Genitori Trieste, che verrà presentato nel corso di una conferenza stampa che è stata convocata per il prossimo martedì 28 aprile.

Da parte nostra, non possiamo che incoraggiare l’iniziativa, invitando i musulmani del posto ad appoggiarla, e salutando cordialmente tutti i partecipanti.

Abu Ismail Morselli 

E la bimba si vesti’ da maschietto

Ma non era un gioco...

La figlia dei due attori americani Angelina Jolie e Brad Pitt, Shiloh, di 8 anni, con vestiti maschili.

La figlia dei due attori americani Angelina Jolie e Brad Pitt, Shiloh, di 8 anni, con vestiti maschili.

LA BIMBA CHE VUOL ESSER BIMBO – Due attori statunitensi hanno recentemente fatto clamore, presentandosi ad una premiazione accompagnati dalla figlia Shiloh, di otto anni, in abito da maschietto. Essi hanno giustificato la cosa dicendo che il tutto corrispondeva a un desiderio espresso dalla bambina fin da piccola, cioè quello di voler essere un maschio. In verità, è evidente come questa esibizione pubblica, cui non sono stati certo obbligati, non sia stata affatto casuale: costoro volevano dare pubblicità e sostegno al diffondersi della dottrina cosiddetta gender o transgender, che propaganda la sostanziale sovrapponibilità dei sessi: i sessi sarebbero un’identità non connaturata all’uomo e alla donna, ma costruita dalla società, e dunque sostituibile a piacimento.

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Massoni, la vera storia

E il sedicente califfo è “fratello massone” di Bush

La copertina del libro di Gioele Magaldi e la locandina della sua recente presentazione presso una libreria di Viterbo.

La copertina del libro di Gioele Magaldi e la locandina della sua recente presentazione presso una libreria di Viterbo.

Sapevamo che la Massoneria era fatta di Logge, locali o nazionali, e che essa, attraverso queste logge la Massoneria, in maniera tanto occulta quanto efficace, è da secoli in grado, soprattutto in Occidente, di condizionare fortemente la politica e i governi di gran parte del mondo.

Oggi veniamo informati che in realtà esistono delle Superlogge, dette Ur-Lodges, ultrariservate e sovranazionali, molto più potenti delle Logge “ordinarie”, che non solo hanno influenzato la Storia, ma l’hanno in gran parte progettata, preparata, e portata ad effetto, spesso fin nei dettagli. Le vere protagoniste della Storia.

Tutto ciò, e molto altro, è scritto in un interessantissimo libro di Gioele Magaldi, oggi gran maestro del “Grande Oriente Democratico”, intitolato “Massoni, società a responsabilità illimitata – La scoperta delle Ur-Lodges. Il libro sta avendo un successo di vendita straordinario. E meritato.

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