Terrore a Bruxelles

1 – Israele governerà l’Europa?

La prima pagina del quotidiano nazionale Il Foglio del 24 Marzo 2016.

La prima pagina del quotidiano nazionale Il Foglio del 24 Marzo 2016.

 

A una decina di giorni dall’orribile mattanza terroristica di Bruxelles, cerchiamo di fare il punto della situazione. Cominciamo dalla fine, cioè dai commenti, dalle proposte, e dai possibili scenari futuri.

SIAMO AL PUNTO, FINALMENTE – Ci siamo arrivati. Prima, titoli e titoli, e articoli e articoli, e servizi e servizi (peraltro giustificati), sull’inefficienza delle forze di sicurezza belghe, sui flop delle varie polizie e dei servizi segreti, talmente clamorosi che persino un quotidiano profondamente americo-sionista e dedito in maniera pressochè esclusiva alla più becera propaganda anti-islamica ed al quotidiano incitamento all’odio contro tutti indistintamente i musulmani, vale a dire “Il Giornale”, in un articolo del 26 marzo scritto da Carlo Nicolato, è arrivato addirittura a parlare di “coperture dalle istituzioni”, con queste parole, tra le altre:

A Bruxelles si comincia a parlare di possibili infiltrati nelle forze dell’ordine che fanno da tappo alle informazioni, che depistano le indagini e mettono l’antiterrorismo su strade sbagliate. Pensare male si fa peccato, ma più spesso ci si azzecca…”.

Ma va??? Possibile mai??? Anche in Belgio hanno una loro P2? A noi, basta ricordare che i depistatori nostrani, Licio Gelli in testa, erano tutti a libro paga della CIA. Questa, ormai, è storia.

L’articolo del quotidiano “Il Giornale” del 26 marzo 2016.

L’articolo del quotidiano “Il Giornale” del 26 marzo 2016.

 

Poi, l’uccellino è andato a parare dove era previsto da tempo: Israele dovrà governare l’Europa. Per ora, si comincia con l’affidargli la “sicurezza” del nostro continente, poi si vedrà. L’appetito vien mangiando.

Ad uscire allo scoperto (è un modo di dire, visto che l’asservimento dei media nazionali e internazionali all’entità sionista è da tempo pressochè totale) è Claudio Cerasa, direttore del quotidiano “Il Foglio”. In un articolo titolato “Pazza idea contro il terrore. Perché l’Europa deve chiedere a Netanyahu di commissariare la sicurezza del nostro continente”.

E’ sbagliato pensare, come nonostante tutto pensa la stragrande maggioranza della popolazione, che la risposta non può che essere quella di continuare a vivere nella maniera più possibile normale, rafforzando semmai le forze dell’ordine, COMINCIANDO CON IL PROCEDERE AD INCHIESTE SERIE E METICOLOSE PER INDIVIDUARE I RESPONSABILI DI (EVENTUALI) FALLE E (PROBABILISSIME) COMPLICITA’, E PUNIRLI CON ESTREMA SEVERITA’.

Nulla di tutto questo. Sbagliamo, noi del popolo bue, a dire “non cambieremo, non ci cambieranno”, dice il Cerasa: invece

dobbiamo cambiare”.

Ecco la proposta, chiara chiara:

diamo per due anni al premier israeliano Benjamin Netanyahu le chiavi per gestire la sicurezza dell’Europa”,

perché dobbiamo essere consapevoli

che nulla potrà più essere come prima, e che per sopravvivere alla minaccia islamista bisogna vivere in uno stato di eccezione”.

Claudo Cerasa, direttore del quotidiano “Il Foglio”.

Claudo Cerasa, direttore del quotidiano “Il Foglio”.

Cioè, bisogna che la stessa situazione che vive Israele (che peraltro non è esattamente un posto dove vige la quiete più assoluta, ma piuttosto una situazione voluta e imposta di stato conflittuale permanente), la viva tutta l’Europa. Implicita, ma neanche troppo, un minaccia: se non fate così, ci saranno altri attentati, magari anche con armi chimiche, o nucleari. Del resto, è già un bel po’ di tempo che i pennivendoli di tutto il mondo stanno preparando l’opinione pubblica ad una simile terribile eventualità, con frasi del tipo “i terroristi possono avere armi chimiche”, e “si hanno notizie che avrebbero bombe nucleari sporche”.

E cosa farebbe Israele?

Bisogna proteggere con le guardie armate ogni spazio pubblico, ogni scuola, ogni centro sportivo, ogni supermercato. Bisogna armarsi fino ai denti”.

Vale a dire, che se non vogliamo più attentati, dobbiamo vivere così. Tradotto, invertendo i fattori: se non facciamo così, ci saranno altri attentati.

Dunque, niente caccia ai terroristi, niente pene più severe, niente indagini serie. Quello che conta è instaurare un enorme stato di polizia, con riduzione drastica delle libertà civili, guidato da un tiranno “illuminato”, o da un’elite di tiranni.

Date a Netanyahu le chiavi d’Europa, chiedete ai Tusk e compagnia varia di astenersi per qualche mese dal metter bocca sulla sicurezza del continente…”.

Dunque, Donald Tusk, che è l’attuale Presidente del Consiglio d’Europa, polacco, deve, nientemeno, tacere! Niente male come arroganza!

Donald Tusk, Presidente del Consiglio d’Europa.

Donald Tusk, Presidente del Consiglio d’Europa.

Quasi commovente il finale, se non fosse di un servilismo disgustoso:

Bibi, ti prego, pensaci tu”.

Sullo stesso quotidiano, il giorno dopo, rincara la dose Giuliano Ferrara, noto agente della CIA (lo ha detto lui), che a tempo perso fa il giornalista, il quale afferma il bisogno di

Qualcuno che ci guidi, questo è il problema…”… “Ordini, non analisi”;

basta con le chiacchiere democratiche, perché

la funzione del discorso è in esaurimento”,

ed abbiamo il bisogno di ritrovare

l’orgoglio sopranazionale, imperiale…”, per “l’ordine mondiale”.

Eccolo qua, il punto di arrivo, caro a tutte le Massonerie sioniste e filo/sioniste, per cui si sta giocando, sulla pelle di tutti i popoli, ma soprattutto dei musulmani, la Terza Guerra Mondiale: il NUOVO ORDINE MONDIALE, dicasi NEW WORLD ORDER. C’è chi obbietta, ad esempio Gioele Magaldi, gran maestro dell’organizzazione massonica Grande Oriente Democratico, che non sarebbe una guerra mondiale, ma “un’altra cosa”. Può darsi, ma quando ci sono attentati che assomigliano in tutto e per tutto a bombardamenti, quando si vuole terrorizzare le popolazioni civili, e quando ci sono contemporaneamente, e con gli stessi protagonisti, o i loro alleati, anche guerre vere e proprie in pieno svolgimento (Siria, Yemen, ecc.), e quando tutti questi avvenimenti sono senza dubbio collegati, forse l’espressione, usata che io sappia per la prima volta dal pontefice cattolico Francesco, di “Terza Guerra Mondiale a pezzi”, è inesatta, ma ha di certo il merito di focalizzare l’attenzione dell’ascoltatore sulla sostanza delle cose, se è vero, come diceva il barone Von Clausewitz, che “la guerra è la continuazione della politica, con altri mezzi”.

Per il nostro vecchio agente CIA, che sta su tutti media praticamente tutti i giorni, da anni, per ricordarci e ammonirci, più o meno esplicitamente, che noi siamo una colonia USA e, di conseguenza, dobbiamo adeguarci sempre più a diventare anche colonia israeliana, non è peraltro una posizione nuova: appena lo scorso 17 novembre, sempre su “Il Foglio”, in prima pagina, così scriveva:

Che fare? L’unica superiorità è la combinazione di abbondanza e tecnologia, e l’avanguardia o guarnigione della civiltà che si chiama Israele.”

Bingo! Eccolo dunque, il punto: si vuole la ISRAELIZZAZIONE dell’Europa. Una dittatura tenuta dal pugno di Sion, uno stato europeo di polizia, in uno stato di terrore permanente, che si renda sempre più desiderabile dal popolo, pur di fermare i “terroristi islamici”. E pare ovvio che, se ciò non avverrà, ci saranno altri attentati. Anche senza fare alcuna indagine, ma semplicemente adottando il criterio di cercar di capire “cui prodest?”, cioè a chi giova tutto questo, si arriva ai probabilissimi mandanti. Di sicuro, tutto questo terrore non giova ai musulmani, né all’Islàm.

Il giornalista Giuliano Ferrara.

Il giornalista Giuliano Ferrara.

 

LO STESSO GIORNO, il 24 marzo (ma che coincidenza!) un altro quotidiano, sulla stessa linea anti-islamica e filo-sionista del precedente, “Il Giornale”, in un articolo scritto da un tal Noam Benjamin, che dal nome non pare sia un buddista, intervista un ex ufficiale dei servizi segreti israeliani, Shlomo Arnoy, che ora è vicepresidente del gruppo Sdema, società che opera nel settore della sicurezza dei sistemi, in particolare degli aeroporti. Incredibile che due quotidiani facciano, sotto diverse forme, ma con identica sostanza, la stessa proposta, lo stesso giorno! Che tempismo!

L’articolo del quotidiano “Il Giornale” del 24 marzo 2016.

L’articolo del quotidiano “Il Giornale” del 24 marzo 2016.

 

Il giorno 27 marzo poi, festività di Pasqua per i cristiani, su SKYTG24 è andata in onda addirittura un’inchiesta sulla sicurezza negli aeroporti israeliani. Qualcuno, magari troppo sospettoso, potrà sospettare che si tratta di una campagna orchestrata, preparata da tempo?

Immagine dall’inchiesta di SKYTG24.

Immagine dall’inchiesta di SKYTG24.

Arriviamo così al 30 marzo, dove si apprende la notizia che l’Unione Europea pensa di introdurre in tutti gli aeroporti misure di sicurezza “in stile Tel Aviv” (potete leggerlo qui: L’UE VALUTA CONTROLLI NEGLI AEROPORTI STILE TEL AVIV.

Naturalmente, come potete leggere nell’articolo, controlli uguali esistono da tempo in altri aeroporti, come Beirut o Mosca, ma nel titolo si legge Tel Aviv: persino l’inconscio del popolo bue dev’essere convinto che solo Israele ci può proteggere efficacemente!

SONO BRAVI,
SCARDINANO ANCHE GLI SMARTPHONE!
E si coglie ogni occasione, che potrebbe anche non essere casuale, ma causata, per magnificare le potenze di Israele, che metterebbe, generosamente, il suo
know-how tecnologico a disposizione dell’umanità colpita dal “terrorismo islamico”. A fagiolo, come si dice, capita la querelle intorno allo smartphone del presunto terrorista autore della strage di San Bernardino. La APPLE si rifiutava di collaborare con l’FBI per aprirne i contenuti nell’ambito delle indagini per l’attentato, e una società israeliana si è offerta di aprire la cassaforte: La notizia è stata riportata con gran risalto da tutti i media. Potete leggerla anche qui: L’Fbi ricorre a Cellebrite per sbloccare l’iPhone di San Bernardino.

Evviva! Israele ci viene in aiuto! Gratis!

Il logo della società israeliana Cellebrite.

Il logo della società israeliana Cellebrite.

 

COINCIDENZA – Il 22 marzo, funestato dalle stragi, a Bruxelles era il giorno di inizio dei lavori del Parlamento Europeo, ed alla Commissione Affari Esteri era previsto un dibattito sulla Palestina, partecipanti il Ministro degli Esteri dell’Autorità Nazionale Palestinese, Riad al-Maliki, e il Gran Mufti dell’Egitto, Sheykh Shawki Allàm.

Tra i vari commenti dei politici agli attentati, segnaliamo quello di Ofir Akunis, il Ministro della Scienza israeliano:

Molti in Europa hanno preferito dedicarsi alla follia di condannare Israele, di etichettare i nostri prodotti e boicottarli…”.

Si riferisce alla decisione del Parlamento di Bruxelles di contrassegnare i prodotti provenienti dagli insediamenti israeliani in Cisgiordania. Fa impressione, però, soprattutto una frase di Akunis:

“…Il terrorismo degli estremisti islamici colpisce tutti coloro che non accettano la loro autorità”.

A guardar bene, questa frase non ha molto senso, specialmente le ultime parole, “che non accettano la loro autorità”: non sono parole che si possano ragionevolmente riferire alle povere vittime delle stragi, che non erano in condizione di confrontarsi con nessuna autorità dei terroristi, mentre si attagliano alla perfezione se le inquadriamo come minaccia alle istituzioni europee, e in particolare al Parlamento Europeo. Potete leggere il tutto qui: Israeli minister blames Brussels bombing on EU settlement labelling.

Il ministro isreliano Ofir Akunis.

Il ministro isreliano Ofir Akunis.

 

Non dimentichiamo, poi, che gli attentati, in particolare quello alla stazione della metropolitana, sono avvenuti proprio a pochi passi dal Parlamento Europeo. Era dunque quello l’obbiettivo simbolico. Quindi, mettendo assieme gli attentati, la campagna mediatica, e le amichevoli considerazioni del ministro israeliano, viene fuori un messaggio chiarissimo: il Parlamento Europeo, l’Europa, devono accettare l’autorità di Israele, altrimenti ci saranno altre stragi.

ISRAELE GLOBALE – Lo scrittore e giornalista Dan Sanchez, di antiwar.com ha descritto con parole molto efficaci lo scenario desiderato da questi Signori della Guerra, l’israelizzazione del mondo:

L’Occidente potrebbe diventare un Israele Globale che continua ad occupare, a espropriare e bombardare; perpetuamente insicuro. E il Medio Oriente potrebbe diventare una Palestina Globale, per sempre occupata, espropriata, bombardata e sempre disperatamente violenta. Così la guerra sta israelizzando il mondo”.

Potete leggere l’articolo qui: War Is Realizing the Israelizing of the World.

Il giornalista indipendente Dan Sanchez.

Il giornalista indipendente Dan Sanchez.

 

Ma questa è solo una parte del complotto…

Introduciamo adesso l’argomento del prossimo articolo sugli attentati di Bruxelles, dove esamineremo la questione della data scelta per i massacri: il 22 marzo.

Nelle letture liturgiche della Chiesa Cattolica, alla data 22 marzo, c’è un brano dell’Antico Testamento, per la precisione Isaia 49,1-6, che recita:

Ascoltatemi, o isole, udite attentamente, nazioni lontane; il Signore dal seno materno mi ha chiamato, fino dal grembo di mia madre ha pronunciato il mio nome. Ha reso la mia bocca come spada affilata, mi ha nascosto all’ombra della sua mano, mi ha reso freccia appuntita, mi ha riposto nella sua farètra. Mi ha detto: «Mio servo tu sei, Israele, sul quale manifesterò la mia gloria». Io ho risposto: «Invano ho faticato, per nulla e invano ho consumato le mie forze. Ma, certo, il mio diritto è presso il Signore, la mia ricompensa presso il mio Dio». Ora ha parlato il Signore, che mi ha plasmato suo servo dal seno materno per ricondurre a lui Giacobbe e a lui riunire Israele – poiché ero stato onorato dal Signore e Dio era stato la mia forza –, e ha detto: «È troppo poco che tu sia mio servo per restaurare le tribù di Giacobbe e ricondurre i superstiti d’Israele. Io ti renderò luce delle nazioni, perché porti la mia salvezza fino all’estremità della terra».

Come dice Vincenzo Carpeoro, in un articolo sul blog di Franceschetti, di cui riparleremo,

In effetti questo passo del profeta Isaia è la profezia della restaurazione del regno di Israele, cioè di Giacobbe e della sua discendenza, uno dei passi fondanti della rivendicazione esclusiva da parte degli ebrei di quelle terre cosi contestate. Curioso no?”.

Continua…